È un manicomio… e non lo dico per polemica ma per far comprendere in che mani siano l’amministrazione pubblica, la politica e pure il PD.

Nel primo post c’è una candidata di Napoli, Valeria Valente, che dice grazie in anticipo alla sua città (Napoli) e alla sua gente (napoletani) per il sostegno e l’affetto. Dimentica di dire però che era anche candidata in Puglia. Risultato? Bocciata a Napoli ed eletta in Puglia.

Nel secondo post, invece, c’è il consigliere politico di Emiliano, Giovanni Procacci, che si lamenta del fatto che in Puglia è stata eletta una campana (ossia la Valente), tacendo però sul fatto che le liste sono state determinate da Emiliano e i suoi accoliti, cioè la persona a cui lui dà consigli. È un annuncio di rottura o ipocrisia? A voi la risposta.

Nella terza immagine, invece, c’è il segretario regionale del PD Puglia, che addebita alla base, ossia ai circoli, la sconfitta elettorale, perché molti della base – sempre a dire del nostro – sarebbero incapaci di raccogliere anche i voti della propria famiglia. Sì, avete capito bene, loro fanno le liste e si mettono nei posti sicuri e poi l’insuccesso elettorale è colpa della base.

In tutta questa incedibile narrazione c’è il motivo di una sconfitta. Infatti, visto questo quadro desolante di bugie e idiozia, mi volete dire in virtù di cosa le famiglie italiane e quelle della base dovrebbero votare certi tipi?
La base, dunque, non è incapace di raccogliere i voti delle proprie famiglie per loro, è che si vergognano finanche di chiederlo il voto. Credetemi!

PUG più veloci, Amati: “Eliminiamo le fasi inutili. Pdl per mettersi alle spalle PRG e PF, ed entrare nel futuro”

 

“In pochi anni tutti i comuni dovrebbero avere un moderno Piano urbanistico generale, superando i vecchi Piani di fabbricazione e Piani regolatori generali.
Per farlo c’è bisogno di semplificare la procedura per l’approvazione dei PUG, eliminando fasi del procedimento utili solo al conto corrente dei progettisti e alle manie dei burocrati.
Per questo motivo abbiamo depositato oggi una proposta di legge, con la quale si elimina la più clamorosa fase perditempo, ossia quella del Documento programmatico preliminare, in grado di risparmiare almeno tre anni sul procedimento. E tre anni nei procedimenti amministrativi sono un’eternità. Insomma, metterci alle spalle PF e PRG, per entrare nel futuro”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge di modifiche alla legge regionale 20/2001. La proposta è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea e Antonio Tutolo.

“Sono ancora troppi i comuni pugliesi non ancora dotati di Piano urbanistico generale (PUG) ai sensi della legge regionale 27 luglio 2001, n. 20. Infatti, dopo 21 anni dalla entrata in vigore della legge per modernizzare il governo e l’uso del territorio, ci ritroviamo ancora a osservare la gestione diffusa dell’edilizia attraverso il vecchio “Piano di fabbricazione” (PF), con concezione risalente al 1942, o l’altrettanto vecchio “Piano regolatore generale” con concezione più moderna risalente al 1980. A ciò si aggiunga che tali strumenti non si presentano generalmente adeguati al Piano paesaggistico territoriale tematico (PPTR).
Questo stato di arretratezza non può essere più giustificato, per cui risultano necessari adeguamenti normativi appropriati per favorire l’adozione rapida dei PUG in tutti i comuni ancora sprovvisti.
Il raggiungimento di tale obiettivo è legato a una pluralità di rimedi, ovviamente e come sempre. Tra questi risulta utile la semplificazione della procedura di adozione del PUG, che attualmente sconta una fase di partenza diventata ormai inutile e farraginosa, quella del Documento programmatico preliminare (DPP), perché funzionale – soprattutto dopo l’approvazione del DRAG – a procedimentalizzare con notevole complessità e articolazione (risolvendosi in una duplicazione del successivo procedimento di adozione del PUG) una fase che in origine doveva essere di mero indirizzo politico, per natura caratterizzata da forme libere e con modalità di più ampia partecipazione dei cittadini, così come stabilito dai governi cittadini e sotto la loro responsabilità politica, ossia un bene della democrazia liberale che non può essere affermato per legge (come negli Stati etici) ma solo verificato attraverso il responso elettorale.
In virtù di tanto abbiamo proposto, dunque, l’abrogazione della fase di approvazione del DPP e in conseguenza la riduzione del periodo temporale di validità delle norme di salvaguardia, e tutto al fine di istigare le più opportune accelerazioni, così da dotare i comuni pugliesi di strumenti moderni di gestione e uso del territorio”.

Ridotti a partito dell’alta società. Il governatore è il responsabile

“Ve l’avevo detto” è una delle frasi che mi disturbano di più: significa aver avuto ragione quando non si può più fare nulla. Ma devo sottolineare che volevano cacciare me dal partito, per aver detto quello che ho detto, e invece sono stati i cittadini a cacciare loro. Come quelli che andarono per suonare e furono suonati». Fabiano amati, consigliere regionale del Pd, non le manda certo a dire. L’analisi del voto è impietosa.

Chi ritiene che siano i responsabili della disfatta? Ci faccia nomi e cognomi.

«Nella Puglia presentata come l’inespugnabile Stalingrado e rivelatasi invece una delle peggiori regioni italiane, il responsabile è Michele Emiliano con il suo sistema di potere. Prima si prende tutti i posti utili, con il beneplacito di Roma in violazione delle norme statutarie, e oggi dice che l’alleanza fra Pd e M5S avrebbe significato la vittoria senza considerare che il successo pugliese dei Cinque Stelle è arrivato con un voto anche contro la sua gestione. Ma sono responsabili anche coloro che non potevano parlare a tempo debito e oggi vogliono tutti un nuovo Pd, come Loredana Capone. Dov’erano queste persone quando hanno assecondato tutto quanto era utile per il suicidio del Pd? Ci vuole adesso una grande pulizia, ma gli spazzini non possono essere loro».

Allora chi saranno spazzini? II sindaco di Bari Antonio Decaro?

«Penso di avere titoli per fare anche io lo spazzino. Decaro è uno di coloro cui non hanno fatto toccare palla nella partita per le candidature, ma alla sua critica al Pd nazionale deve aggiungerne una alla gestione del partito in Puglia».

Lo ha fatto ieri, in un lungo post dove gli accenni critici al Pd regionale erano evidenti.

«Ecco, io lo affiancherò quando si tratterà di dire che è il sistema di potere di Emiliano che non va: bisogna avere parole di chiarezza. Va interrotto il gioco Emiliano-Lacarra-Boccia, quest’ultimo mandato a commentare i risultati elettorali in tv per consegnarci alla sconfitta anche la prossima volta».

Il Movimento Cinque Stelle in Puglia si prepara a bussare a denari: vorrà una ridefinizione degli equilibri, dopo aver superato il Pd di oltre 11 punti. Cosa ne pensa?

«Non ci voglio pensare. Il Pd ha fatto vincere Giorgia Meloni in Puglia e in Italia, punto. E poi come si può demonizzare il risultato delle Politiche, se il demonio sono stati il Pd e la sua classe dirigente? Un partito lontanissimo dalle persone e dalle loro esigenze. Si è ridotto a un partito dell’alta società che manda in Parlamento chi ha vissuto una vita da adulatore, dimenticando che il nostro statuto prevede primarie e parità di genere».

Cosa ci si deve aspettare ora?

«Ovviamente si parlerà di congresso, che ci piace più del governare. Lo chiedo anche io il congresso, ma con primarie aperte tanto a Roma che a Bari perché siano i cittadini a fare pulizia e dare un profilo nuovo e moderno al partito».

Lei si candiderà?

«Ci penserò, ma certamente sosterrò chi vorrà portare avanti l’idea di un grande partito popolare di massa».

Senta Amati in un partito quando il segretario detta la linea la si rispetta. Non pensa di essere quindi anche lei fra i responsabili di questa disfatta? Ha fatto una campagna elettorale da “antagonista”.

«Per quanto abbia una buona opinione di me, non penso di aver influito su questo tsunami. Gli antifascisti del Pd sono stati contenti di utilizzare una legge elettorale fascista, peggiore della legge Acerbo, nella composizione delle liste arrivando persino a violare le regole statutarie che prevedono parità di genere e primarie. Quando l’ho detto, mi hanno risposto che “i panni sporchi si lavano in casa”, che significa voler mentire ai cittadini in campagna elettorale. lo ho fatto soltanto dichiarazioni risolute invitando tante persone nel Pd a essere coraggiose, perché tacere e galleggiare è il preludio dell’affogare».

 

Intervista pubblicata su Nuovo Quotidiano di Puglia del 27 settembre 2022

Piano casa, Amati: “Continua il tour per illustrare legge sul nuovo Piano casa. Oggi a Locorotondo. Le cose concrete rendono credibili i politici”

 

Comunicato del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sul Piano casa continua il tour per illustrare la nuova legge. Oggi sarò a Locorotondo, a partire dalla ore 18, presso Villa Mitolo, sala Don Lino Palmisano.
L’incontro è organizzato dall’assessore all’urbanistica Rosaria Piccoli e prevede gli interventi del Sindaco Antonio Bufano, del responsabile comunale urbanistica Domenico Palmisano e il componente dell’Ordine Ingegneri di Bari Domenico Perrini.
L’appuntamento di oggi segue quelli già svolti a Cisternino, Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, Alberobello, Gioia del Colle, Manduria e Melendugno. Nei prossimi giorni sono previsti altri appuntamenti.
L’esperienza del tour è ancora una volta utile ai cittadini, perché fa sentire la vicinanza dei politici alle questioni concrete di tutti i giorni e così li rende credibili. Insomma, il solito modo per onorare il mandato e magari – oggi ci vuole – farsi scegliere e vincere le elezioni”.

Neuropsichiatra infantile Monopoli, Amati: “Progetto definitivo non ancora approvato e gara lavori non ancora pubblicata. Vogliamo sbrigarci?”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Settembre sta finendo e il progetto definitivo della neuropsichiatria infantile di Monopoli non è stato ancora approvato e quindi si allungano pure i tempi per la gara dei lavori. Ma vogliamo sbrigarci e rispettare i cronoprogrammi?
Eppure, nelle riunioni delle commissioni di luglio e in quella di lunedì scorso, l’impegno assunto dalla Asl Bari era stato quello di definire il progetto e pubblicare la gara entro settembre.
Mi spiace tanto osservare i tempi lunghi su una questione così importante, i cui effetti d’assistenza ricadono su un vasto territorio interprovinciale.
Certo, apprezzo la decisione della Asl di anticipare dal proprio bilancio le risorse necessarie, pari a 2,5 milioni, per poi recuperarle dai fondi europei della nuova programmazione. Ma assieme a questo apprezzamento non posso evitare di stigmatizzare le lentezze esecutive, peraltro accumulate nel periodo precedente all’attività di monitoraggio della I Commissione.
Spero nella più ampia presa di coscienza da parte di chi spetta, così da colmare con soddisfazione anche questa carenza di servizio”.

Lotta al cancro, Amati: “Europa amplia classi età per screening. In Puglia è già legge, purtroppo disattesa: se continua così a dicembre i DG andranno a casa e continueremo a perdere vite umane”

“La Commissione europea ha presentato la nuova raccomandazione per la lotta al cancro, estendendo le classi d’età per lo screening al seno, al colon e al collo dell’utero.
In Puglia l’estensione delle classi d’età, per i primi due tumori, purtroppo in parte disattesa. Se dovesse continuare così, ovviamente, a dicembre decadranno tutti i DG delle Asl per mancata esecuzione dei nuovi programmi, così come espressamente prevedono le leggi regionali approvate nei mesi scorsi, e purtroppo continueremo a perdere vite umane”.

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Le leggi pugliesi prevedono lo screening addirittura per classi d’età più ampie rispetto a quanto oggi chiede l’Europa.
Infatti: per il tumore al senso l’Europa richiede l’estensione delle classi d’età da 50-69 a 45-74; in Puglia è già previsto da 45 a 74 anni, con ammissione della classe 40-44 alla verifica sulla familiarità. Per il tumore al colon, invece, l’Europa richiede l’estensione delle classi d’età da 50-69 a 50-74; in Puglia è già previsto da 45 a 74 anni.
Le leggi pugliesi prevedono già da subito l’estensione degli screening al 100 per cento della popolazione target, mentre l’Europa richiede di raggiungere l’obiettivo del 90 per cento entro il 2025. Anche su questo, dunque, la legislazione pugliese è all’avanguardia.
Ma c’è un problema. Mentre il Consiglio regionale si dimostra all’avanguardia, anche rispetto alle più ampie decisioni europee, l’apparato politico-amministrativo che dovrebbe eseguire le leggi si dimostra lento ed estremamente disponibile a ingigantire le difficoltà per raggiungere gli obiettivi. Allo stato, infatti, non sono ancora entrati in funzione gli strumenti informatici per la prenotazione automatica degli screening nei tempi previsti, gli inviti al 100 per cento della popolazione target e la sorveglianza clinico-strumentale gratuita per i soggetti con mutazione genetica.
Insomma, facciamo pena anche su questioni dove dovremmo essere avanguardia e ciò per un’inerzia clamorosa nel posizionarsi dalla parte del dolore umano, sovrastati da un interesse superiore per gli ingranaggi di potere e di organizzazione che purtroppo caratterizzano l’amministrazione pubblica della sanità.
Mi consola per ora il fatto che le leggi pugliesi sugli screening, qualora i risultati previsti non saranno raggiunti, prevedono tra qualche mese la decadenza automatica dei direttori generali; un deterrente all’inerzia che forse in molti non hanno colto sino in fondo, per cui mi permetto di ricordarlo anche per rimanere con i piedi per terra, vicino alle persone che soffrono e accordati con l’Europa”.

Screening neonatale super esteso, Amati: “Rischiamo di perdere un bambino per ogni giorno di ritardo nell’acquisto degli spettrometri”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ogni giorno perso sulla diagnosi precoce equivale al rischio di perdere un bambino. Serve perciò eseguire la legge senza lentezze ed esitazioni.
La legge regionale con cui si è esteso a 59 malattie lo screening neonatale obbligatorio è entrata in vigore il 12 agosto scorso. Ad oggi, purtroppo, mancano le attrezzature per assicurare lo screening su 9 malattie, sia per la mancata conclusione della gara che per la mancata autorizzazione alla spesa, da parte della Regione, per l’acquisto di due spettrometri.
Nelle prossime settimane convocherò in Commissione l’assessore alla salute e il DG del Policlinico, per verificare l’andamento delle procedure e per far diventare la velocità una pratica comune, soprattutto quando ogni giorno che passa porta con sé il rischio di perdere alla vita sana un bambino”.

Ospedali comunità BR, Amati: “San Pancrazio attende accreditamento, Latiano e Di Summa la progettazione per gara. Maggiore fretta”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Lo stato del procedimento per l’avvio degli ospedali di comunità di San Pancrazio Salentino, Latiano e Brindisi Di Summa, potrebbe avere come titolo ‘maggiore fretta non guasterebbe’.
Per quanto riguarda San Pancrazio Salentino si attende l’invio, nei prossimi giorni, della documentazione necessaria per permettere al dipartimento di prevenzione incaricato della Asl di Taranto di esprimere il parere tecnico necessario all’accreditamento. L’incarico alla Asl di Taranto è giustificato dal fatto che non può essere la stessa Asl che ha realizzato i lavori a giudicare la loro congruità.
Per quanto riguarda, invece, gli ospedali di comunità di Latiano e Brindisi Di Summa si attende l’aggiudicazione da parte di Invitalia della gara per la predisposizione degli studi di fattibilità, per poi procedere alla gara dei lavori. L’aggiudicazione dovrebbe essere effettuata nelle prossime settimane. I due interventi, infatti, sono stati finanziati con le risorse del PNRR e la Regione Puglia ha sottoscritto nei mesi scorsi con Invitalia un protocollo per centralizzare le attività di affidamento, nella speranza di rispettare i tempi di spese delle risorse e avviare all’esercizio questi importanti presidi territoriali di salute.
Nel dettaglio: per quanto riguarda il Di Summa è previsto un finanziamento per lavori nel padiglione D, ammontante ad euro 3.647.800 ed euro 2.287.350, e la Centrale operativa territoriale nel padiglione A, con un finanziamento di euro 200.000. Il tutto per un complessivo finanziamento di euro 6.135.150.
Per quanto riguarda gli Ospedali di comunità di Latiano e l’ampliamento di San Pancrazio Salentino il finanziamento previsto è rispettivamente pari ad euro 3.154.450 e euro 2.144.185”.

Amati: “I partiti di maggioranza a Brindisi evitino bla-bla-bla omertosi e chiedano con me, se non hanno nulla da temere, tutte le verifiche necessarie”

Dichiarazione del Consigliere regionale del PD Fabiano Amati.

“I partiti di maggioranza di Brindisi non scrivano comunicati di bla-bla-bla omertosi e, se non hanno nulla da temere, chiedano con me tutte le verifiche necessarie, a cominciare da quella della Prefettura. Non si spaventino, dunque, perché dello Stato non bisogna avere paura.
Dalla mafia si prendono le distanze con gli atti concreti e non con le parole. Oggi la realtà dice, mi spiace per i partiti di maggioranza, di un rapporto negoziale ancora non spiegato tra amministrazione comunale di Brindisi e uno degli arrestati, purtroppo mai segnalato dal Sindaco alle autorità ed emerso solo a seguito di indagini giornalistiche. Si tratta quindi di un’omissione fonte di un’evidente responsabilità politica. Procedere a giustificazioni continuate e reiterate rischia di autorizzare interpretazioni di complicità. Punto.
Circa il famoso convegno a cui sono stato invitato a partecipare, cioè quello stesso che Rossi e i partiti di maggioranza usano come foglia di fico per occultare le loro colpe nei doveri di controllo, sarei felice se tutti i componenti dei partiti della maggioranza riuscissero a ripetere con me queste brevi frasi: promuoviamo l’attività di repressione dei reati da parte della polizia giudiziaria e della magistratura; sosteniamo l’attività di verifica degli organi amministrativi, anche quando verta su atti dell’amministrazione di cui facciamo parte o che sosteniamo; la mafia fa schifo, in questo come in tutti i casi e anche qualora dovesse trattarsi di persone di nostra conoscenza o con noi imparentate; Di Lauro non l’abbiamo mai frequentato e conosciuto, né il gruppo criminale a cui gli inquirenti pensano abbia fatto riferimento nella vicenda; la vittima del reato è un eroe, al quale rivolgiamo e rivolgeremo sempre elogi e sostegno in ogni occasione in cui sarà possibile; toglieremo finanche il saluto a chi organizzi convegni o incontri elettorali, invitando o facendosi aiutare da persone con passato dedito ad attività illegali.
Sono pronti i componenti dei partiti di maggioranza a smettere il bla-bla-bla e a ripetere con me questi impegni solenni? Resto in attesa”.

Esoma, Amati: “Che bello. È stata consegnata oggi apparecchiatura per diagnosticare l’85% delle malattie dall’1% del DNA”

 

“È stata consegnata oggi al laboratorio di Genomica del Di Venere di Bari l’apparecchiatura per diagnosticare l’85 per cento delle malattie dall’1 per cento del DNA. Che bello vedere le leggi scritte e votate trasformate in fatti concreti, mettendo peraltro la Puglia nelle condizioni dell’avanguardia diagnostica, della riduzione della mobilità passiva e di risparmio di almeno 1,5 milioni anno. La prima corsa è prevista per i primi giorni di novembre”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“È la storia di leggi che non restano sulla carta. Il sequenziamento dell’esoma è in buona sostanza la tecnologia necessaria per diagnosticare l’85 per cento delle malattie con l’1 per cento del DNA.
Dopo l’approvazione della legge, la gara e l’aggiudicazione, è stata consegnata oggi l’apparecchiatura necessaria al laboratorio di Genomica del Di Venere di Bari.
Si tratta di un’innovazione nel campo diagnostico e al servizio di un più appropriato e utile utilizzo delle più innovative terapie, allo scopo di salvare vite umane. A poco a poco stiamo colmando uno stato di arretratezza nella disciplina del futuro, la genetica, riuscendo in molti casi a svolgere la parte virtuosa dei pionieri.
E tutto ciò va a merito del Consiglio regionale della Puglia, in grado di deliberare sempre all’unanimità su queste materie, superando le fratture da suggestioni di potere che spesso rallentano e ingarbugliano l’attività burocratica.
Ringrazio la Asl di Bari e il suo DG Antonio Sanguedolce per la tempestiva risposta volta ad appagare l’esigenza dopo la continua e a volte fastidiosa attività di sollecito della I Commissione.
Grazie sempre a Mattia Gentile, direttore del Laboratorio di Genomica del Di Venere, instancabile suggeritore, nonché consulente scientifico e clinico delle nostre giornate spese per ridurre il dolore”.