Asl e aspettative medici, Amati: “Esodo di medici da una Asl all’altra usando il metodo delle aspettative e creando disservizi? Ho chiesto elenco”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“In queste ore stanno emergendo notizie sull’utilizzo dell’istituto dell’aspettativa, per consentire ai medici di passare dalla Asl di appartenenza ad altra Asl, così sguarnendo le unità operative di provenienza e creando problemi seri sulla turnazione.
Per verificare la fondatezza delle informazioni ho scritto a tutte le Aziende sanitarie, chiedendo l’elenco del proprio personale medico in aspettativa e i relativi motivi, l’unità operativa di appartenenza, la data di concessione del beneficio, la durata e le eventuali proroghe. Ho chiesto, inoltre, l’elenco del personale medico impiegato in virtù di provvedimento di aspettativa ottenuto dall’azienda d’appartenenza, l’unità operativa assegnata, la data di avvio della prestazione, la durata e le eventuali proroghe.
Mi è chiara, ovviamente, la distinzione tra aspettativa facoltativa e obbligatoria, per cui ho chiesto di distinguere l’elenco tra queste due categorie, puntualizzando l’assoluto disinteresse per l’identità degli interessati, va bene pure con le sole iniziali, e ciò al solo fine di non favorire inutili attività dilatorie utilizzando quale scusa la privacy, anche se in contrasto con il diritto dei Consiglieri regionali d’accedere a tutte le informazioni e finanche ai protocolli riservati”.

Intervista a Fabiano Amati – Amati “Per colpa dei no torna il carbone in Puglia Avanti con le rinnovabili”

di Lucia Portolano 

 

La centrale termoelettrica a carbone di Cerano, a Brindisi, riprenderà a marciare a pieno regime per tamponare la crisi del gas dopo il conflitto Russia-Ucraina. E il consigliere regionale pd Fabiano Amati attacca il governo regionale e le amministrazione locali, a suo dire responsabili di quella «politica dei no» che avrebbe contribuito a questa emergenza energetica. 

 

Consigliere Amati a cosa si riferisce? 

«In tutti questi anni c’è stata una politica che ha detto no a tutto: al rigassificatore a terra a quello in mare, ai serbatori Girl, al gasdotto Tap, persino alle rinnovabili, al fotovoltaico, alle biomasse, di recente anche all’agrovoltaico e alle rinnovabili offshore. La somma di tutti questi no, basati soltanto su motivi ideologici, ci hanno portato a questa situazione. Torna il carbone a Cerano proprio quando la centrale era in spegnimento. Questa politica per ideologie ha giocato sulle paure della gente e ora paghiamo un caro prezzo». 

 

Chi è responsabile di questa politica? 

«Personaggi, diventati amministratori, che bazzicavano dalle parti delle ideologie sconfitte dalla storia, che poi decidono di riciclarsi nell’ideologismo ecologico e mettono in piedi forme antagoniste di resistenza all’innovazione tecnologica, funzionale all’ambiente. Politiche inquinatrici camuffate da ideologismo: se non accetti il gas poi ti ritrovi il carbone e il petrolio». 

 

Si riferisce anche agli amministratori regionali? 

«La Regione ha lisciato il pelo per paura e per convenienza a questi movimenti. Ci sono dichiarazioni e atti abbondanti. Per cui alla fine l’unica opera che si è fatta è il gasdotto Tap, ma soltanto perché il procedimento era nelle mani del governo centrale. Fosse stato per Comune e Regione staremmo alla canna del gas, più di quanto già non siamo. Io che ero uno dei pochi a sostenere Tap ho trascorsi momenti difficile, di ostruzionismo, e ho dovuto difendermi da uno squadrismo verbale. Sono democratici soltanto se sei d’accordo con loro, altrimenti si trasformano nei peggiori fascisti». 

 

Quale sarebbe quindi la soluzione secondo lei? 

«Purtroppo ora dobbiamo accettare la produzione al massimo carbone e confidare sulle grandi capacità degli uomini Enel nel ridurre al massimo i rischi. Enel ha deciso che nel 2025 la centrale sarà spenta: per quella data dobbiamo essere pronti e avere le rinnovabili, con eolico offshore in particolare — strutture di altissima compatibilità ambientale — un rigassificatore offshore, il raddoppio di Tap e il funzionamento del gasdotto Poseidon. Soltanto così ce la possiamo cavare». 

 

Ma il gas è pur sempre un combustibile fossile? Non ritiene che la Puglia abbia già dato tanto al Paese in campo energetico? 

«Il gas è un combustibile fossile, ma è pulito ed è una fonte di transizione. Proprio perché abbiamo già dato con le infrastrutture inquinanti. ora vogliamo quelle non inquinanti con le compensazioni territoriali chieste ed ottenute per tempo e non con il cappello in mano». 

 

Che cosa pensa dell’andamento di questa campagna elettorale? 

«E una campagna elettorale che si sta svolgendo per sancire i parlamentari già eletti all’atto di presentazione delle liste, perché queste sono state fatte a piacimento dei leader politici, senza che i cittadini potessero dire la loro. E la legge elettorale per i raccomandati». 

 

Lei ha attaccato il suo partito in un momento delicato: non ritiene di aver favorito gli avversari? 

«Le cose si dicono quando accadono. Dire questo non è il momento è il modo di chi comanda per farsi legittimare dalle persone alle quali hai inflitto una pena. Il Pd ha bisogno di un grande spavento per cambiare, distruggendo così la soggezione per il sistema di potere del presidente Michele Emiliano».

 

Articolo pubblicato su Repubblica Bari del 08 settembre 2022

Energia, Amati: “Per colpa dei no-a-tutto torna il carbone a Cerano. Spero per poco e confido nella capacità Enel”

 

“Torna a pieno regime il carbone alla centrale Enel di Cerano e la responsabilità di tutto ciò è chiarissima: l’ideologia no-a-tutto a discapito del programma sì-con-giudizio. Spero che duri pochissimo e per questo confido sul mercato, considerato che il prezzo dell’energia da carbone è ormai superiore a quello da fonti rinnovabili, e sulla straordinaria capacità tecnica di Enel e dei suoi uomini. Ovviamente sarò molto attento a monitorare le attività, per fare in modo che tale novità non superi mai alcun parametro legale di sicurezza a presidio della salute delle persone”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La giusta lotta contro il carbone e i suoi effetti inquinanti ha purtroppo trovato l’ostacolo di persone che per motivi politici hanno istigato le paure della gente in buona fede, sabotando tutte le iniziative di differenziazione delle fonti e dei fornitori.
C’è voluta la guerra, incentivata dalla prepotenza di un dittatore consapevole di avere in pugno il mondo per la fortuna di possedere le materie prime, a sbattere in faccia la realtà e il mondo d’illusioni in cui eravamo stati spinti attraverso mortifere ideologie.
Una lunga sequela di no, in particolare alle infrastrutture per la produzione di energia da gas e fonti rinnovabili, messa in scena per infondati motivi ambientali e paesaggistici, ci ha riportato con il carbone in casa. Amaramente.
L’unica fortuna per tornare rapidamente al mondo senza carbone, tuttavia, consiste nell’ambientalismo delle leggi del mercato e con i programmi Enel di spegnimento della produzione a carbone. Infatti: allo stato non risultano modificati i programmi Enel nel processo di riconversione, né mi sembra vi sia questa intenzione, e sarà di grande aiuto l’impennata del prezzo del carbone, per cui il mercato sarà complice della prospettiva ambientalista, rendendo più conveniente la produzione da fonti rinnovabili, così com’è già oggi. Il tutto alla condizione che tacciano per sempre i no-a-tutto anche sulle rinnovabili, per ciò intendendo in particolare l’eolico offshore”.

Sport, Amati: “Contributi per basket Brindisi. Audizione con Puglia promozione”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ritengo necessario promuovere la Puglia attraverso un contributo alla più importante squadra di basket della regione, quella di Brindisi, con la ovvia ed ulteriore finalità di offrire un sostegno al bilancio della società.
Per questi motivi ho disposto la convocazione in audizione, nella seduta di lunedì prossimo, del Presidente di Puglia promozione, per esaminare la possibile ed eventuale programmazione di risorse finanziarie da disporre in favore della squadra di basket di Brindisi e di tutte le altre squadre pugliesi non sostenute da alcuna misura finanziaria e militanti in campionati d’eccellenza di discipline sportive a minore popolarità o richiamo commerciale”.

Asl Brindisi, Amati: “Lo scandalo delle aspettative concesse per lavorare a Lecce, sguarnendo i servizi di Brindisi. Non lo posso accettare”

 

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Non si può accettare. Succede alla Asl di Brindisi. Si concedono aspettative per mandare dermatologi a Lecce (causa perorata non si sa da chi) e poi si riduce il servizio territoriale di dermatologia a Fasano per coprire l’organico delle unità operative che con le aspettative si è sguarnito. Un giro vizioso. E chi paga? Pagano i cittadini in lista d’attesa e la maggior parte con rischi tumorali.
Decisioni assurde, in grado di penalizzare l’offerta territoriale, nonostante si pontifichi in continuità sul suo potenziamento, investendo milioni di euro senza peraltro raggiungere lo scopo. Insomma, noi costruiamo di giorno guardando ai bisogni dei cittadini e la Asl distrugge di notte badando agli ingranaggi viziati dell’organizzazione sanitaria.
Il problema della carenza dei medici non può essere usato come carta di briscola per ridurre i servizi sul territorio, soprattutto se si fa uso disinvolto delle aspettative. Com’è possibile lamentarsi delle carenze di medici se si autorizzano esodi verso altre Asl? E con quale criterio?
Ho già chiesto al Sindaco di Fasano di convocare un Consiglio comunale aperto al DG di Brindisi, per ottenere la revoca del provvedimento e aprire una riflessione sul cattivo uso delle aspettative dei medici.
Una pratica che purtroppo riguarda tutte le Asl e che mi preoccuperò di monitorare in dettaglio nelle prossime settimane”.

Bollette gas, Amati e Paolicelli: “Porteremo subito nelle commissioni le proposte di legge sulle compensazioni Tap”

Dichiarazione dei Presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Sviluppo economico.

“È urgentissimo occuparsi del caro gas e delle bollette alle stelle, consentendo il pronto esame di tutte le proposte di legge con misure rivolte a ridurre il gran peso sui bilanci delle famiglie attraverso le compensazioni del gasdotto Tap.
Per questo motivo iscriveremo da subito all’ordine del giorno delle rispettive commissioni le due proposte di legge depositate sinora, che saranno ovviamente esaminate non appena gli uffici avranno predisposto l’analisi tecnico-normativa”.

Nuovo ospedale Taranto, Amati: “Un passo avanti e due dietro. A forte rischio il termine lavori del prossimo novembre. Non daremo scampo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“È esasperante ma non daremo scampo. La Commissione esamina problemi e costruisce soluzioni, mentre la burocrazia regionale demolisce il nostro lavoro e le speranze dei pugliesi. Un passo avanti e due dietro, con un forte rischio per il termine dei lavori previsto per il prossimo 18 novembre.
Avevamo posto da oltre un anno, più volte e spesso inascoltati, la questione dell’urgente individuazione del finanziamento di euro 105milioni per arredi e attrezzature, così da evitare ritardi sulla conclusione dei lavori. Dopo diverse sedute della Commissione finalizzate a descrivere alla struttura burocratica i procedimenti tecnici necessari, la Giunta regionale era stata posta nelle condizioni di deliberare l’impegno del finanziamento di 105milioni a valere sulla delibera CIPE n. 51 del 2019, assumendo l’idoneità della delibera a consentire la pubblicazione delle gare e quindi a evitare ulteriori ritardi.
Apprendiamo oggi, invece, che la Asl non reputa quella delibera idonea a consentire la pubblicazione delle gare per arredi e attrezzature e che dal 23 agosto attende una comunicazione ufficiale della Regione per poter procedere.
Abbiamo perso quindi diversi mesi, a causa di un andamento amministrativo molto accordato con gli autoreferenziali ingranaggi burocratici dilatori e molto discordante con gli interessi sanitari delle persone.
Convocherò per lunedì prossimo la convocazione della Commissione con modalità da ultimatum, per verificare gli adempimenti necessari, perché non sarà giustificabile nemmeno un solo giorno di ritardo, sulla conclusione dei lavori, privo di un nome e cognome in termini di responsabilità”.

Gas, Amati: “Da compensazioni Tap sconto in bolletta per tutti i pugliesi. Depositata oggi proposta di legge”

“Abbiamo depositato oggi una proposta di legge per disporre e accettare le compensazioni territoriali da Tap e destinarle a sconti in bolletta sul gas delle famiglie pugliesi. Ora subito in commissione e poi in aula, innanzitutto per aiutare i pugliesi e per mettere fine alla guerra ideologica – stupida e dannosa – alle infrastrutture energetiche, connotata da ideologia scatenata contro i poveri, perché nemica della prosperità, della sicurezza ambientale e della pace”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Misure urgenti per il contenimento dei costi del gas delle famiglie pugliesi”. La proposta di legge è stata sottoscritta dai Consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea e Antonio Tutolo.

“Chiedo innanzitutto a tutti i colleghi di sottoscrivere la proposta di legge, aperta ovviamente a ogni eventuale miglioramento.
L’eccessivo aumento del prezzo del gas e l’incidenza di questo sui bilanci delle famiglie pugliesi ha fatto emergere l’importanza strategica del gasdotto Tap Trans-Adriatic Pipeline e l’irragionevolezza di ogni forma di contrasto alla realizzazione dell’opera. Le ultime vicende politiche ed economiche stanno invece confermando, a caro prezzo, quanto l’esistenza o meno di infrastrutture energetiche per il gas siano funzionali ad assicurare politiche di sicurezza ambientale, di prosperità e di pace.
Al rifiuto dell’opera e alle iniziative di contrasto alla sua realizzazione si è negli anni legato anche il rifiuto a ricevere compensazioni territoriali e ambientali, sotto qualsiasi forma, dalle società proprietarie o gestrici delle infrastrutture, peraltro in contrasto anche con quanto previsto e consentito dalla legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia).
Per rimediare allo stato attuale delle cose, riportando in equilibrio il rapporto tra infrastruttura energetica strategica e territorio regionale interessato dall’opera, è necessario dare applicazione alle leggi vigenti, superando totem e tabù, con la previsione di misure di compensazione e riequilibrio per concentrazione d’attività, impianto e infrastruttura a elevato impatto territoriale.
In questo senso si giustifica la proposta di legge depositata oggi, diretta ad accogliere la possibilità offerta dalla legge statale di disporre compensazioni territoriali derivanti dal gasdotto Tap, peraltro sempre offerte dalla società realizzatrice e mai accettate dalla classe politica regionale e locale, e trasferirle in natura di sconto sulle bollette del gas delle famiglie pugliesi.
L’articolo 1, comma 4, lettera f), della già citata legge n. 239 del 2004, prevede che “Lo Stato e le regioni […] garantiscono: l’adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche delle singole regioni, prevedendo eventuali misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale qualora esigenze connesse agli indirizzi strategici nazionali richiedano concentrazioni territoriali di attività, impianti e infrastrutture ad elevato impatto territoriale, con esclusione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”.
È attestata da tutti i documenti di strategia energetica nazionale, in generale, e da tutti gli studi e le relazioni di progetto relativi al gasdotto, in particolare, la coerenza di una misura compensativa di carattere territoriale, così come consentita dalla legge statale sin dal 2004.
Per questi motivi si propone (art. 1), tenuto conto della mancata corresponsione sinora di qualsiasi forma d’indennizzo anche a titolo di riequilibrio per concentrazione d’attività, impianto e infrastruttura a elevato impatto territoriale, di contenere il costo del gas sostenuto dalle famiglie pugliesi, mettendo a carico della società proprietaria o gestrice del gasdotto Trans-Adriatic Pipeline TAP e delle società proprietarie o gestrici delle opere di connessione alle reti di trasporto nazionale, le misure di compensazione e riequilibrio territoriale previste dalla legge n. 239 del 2004.
La misura della compensazione è individuata (art. 2) nel 3 per cento, così come per le fonti di energia rinnovabili FER, del valore commerciale del volume di gas importato in Italia attraverso il gasdotto.
Circa i beneficiari e le modalità di distribuzione delle compensazioni (art. 3), si prevede lo sconto diretto nelle fatture delle famiglie pugliesi, attraverso una modalità concordata dagli stessi protagonisti della catena di approvvigionamento e distribuzione del gas, ovvero, in caso di mancato accordo, attraverso una determinazione della Regione Puglia.
La proposta di legge prevede inoltre due deleghe alla Giunta regionale (art. 4): la prima per modificare le modalità di erogazione e attribuzione delle compensazioni territoriali di riequilibrio, qualora dovessero risultare necessarie per il migliore raggiungimento delle finalità previste o per un necessario adeguamento delle misure alla normativa nazionale inderogabile; la seconda per individuare ulteriori infrastrutture di produzione e importazione d’energia, che per caratteristiche risultassero sottoponibili al regime di compensazioni previsto dalla proposta di legge.
Circa il tempo di prima applicazione delle misure, è previsto (art. 5) che lo sconto in fattura da compensazione territoriale sia contabilizzato in favore delle famiglie pugliesi dalla data di entrata in vigore della legge”.

 

Scarica qui il testo completo della proposta di legge.

Arpal, 4 consiglieri: “Ancora nulla su convocazione Consiglio. Un silenzio complice e mancante di rispetto. Ma perché tacciono Fitto, Conte, Calenda e Renzi?”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Fabiano Amati, Ruggiero Mennea, Michele Mazzarano e Antonio Tutolo.

“Ancora nulla sulla convocazione del Consiglio regionale per l’esame della riforma Arpal, come se il problema fosse la candidatura alle elezioni del DG e non la situazione terribile in cui è stata portata l’agenzia. Un menefreghismo e una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio regionale e delle sue funzioni, purtroppo avallato anche dalla Presidente Loredana Capone, in grado di nascondere diffuse complicità.
E su tutto questo emerge il gruppo consiliare del PD, assediato però dal silenzio degli altri partiti, compresi quelli dell’opposizione.
Il silenzio di Raffaele Fitto: ma si può capire perché i consiglieri regionali dell’opposizione, entrati in Consiglio a sostegno della sua candidatura a presidente, non sostengono la nostra proposta di convocare il Consiglio regionale ed esaminare la proposta di legge di riforma di Arpal? Cosa c’è dietro?
Il silenzio di Giuseppe Conte: ma si può sapere perché i consiglieri Cinquestelle non si associano a noi per sostenere la battaglia? Paura di perdere la poltrona?
Il silenzio di Carlo Calenda: perché non dice qualche parola per incitare la riforma Arpal e smetterla di osservare tante coincidenze tra assunzioni e appartenenze politiche?
Il silenzio di Matteo Renzi: in nome di cosa dobbiamo frustrare la necessità di una pubblica amministrazione improntata al buon andamento?
Insomma, se non ci sono buoni motivi per tanto silenzio, siamo costretti ad osservare un trasversalismo indegno di un Paese normale”.

Liste PD, Amati: “Emiliano confessa l’invotabilità, censura scelte di Letta e si dichiara padrone del partito. È un reo confesso. Una commedia”

“È una commedia. Il presidente Emiliano confessa l’invotabilità delle liste PD, critica il segretario Letta per il mancato accordo con i Cinquestelle, annuncia la sconfitta elettorale e si dichiara padrone del partito in Puglia. Mi pare un reo confesso. E poi sarei io quello che lavora contro la ditta? Ma fatemi il piacere. Mi aspetto ora energiche prese di posizione dei suoi loquaci sostenitori, a cominciare da Lacarra e Boccia, ma temo non verranno mai”.

Lo dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati.

“Conversando con i giornalisti ieri sera a Ceglie Messapica, il presidente Emiliano ha pronunciato le seguenti opinioni: che i candidati sono tutti passati dall’amministrazione con sé; che il sistema elettorale è pazzesco e i parlamentari non sono eletti dal popolo ma dal proprio partito, per cui le scelte sono state effettuate sulla base dei chiari rapporti di forza interni al PD pugliese; che perciò tutti i candidati sono vicini a sé; che il centrosinistra non vincerà perché non si è alleato con i Cinquestelle e questo è stato un errore di Letta.
Insomma, la morale di questa storia è semplice: lui c’è sempre quando c’è da prendersi posti di potere, mentre non c’è da assumersi una responsabilità, una sconfitta oppure un problema pratico delle persone. Il contrario della politica e di ciò che dovrebbe essere”.