Latiano, Amati: “La Giunta Regionale ha istituto l’Ospedale di Comunità”

“Istituito l’Ospedale di Comunità di Latiano. Una bellissima notizia per i cittadini, per il Comune, per la Asl e per tutti quelli che ci hanno lavorato, schivando difficoltà, incredulità, scetticismo. Grazie al Presidente Emiliano, alla Giunta Regionale, all’Amministrazione Comunale, e ai tecnici dell’Assessorato e della Asl. Al più presto i piccoli lavori di adeguamento della struttura”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione.

“Una struttura sinora inutilizzata, il Pio Istituto Caterina Scazzeri, concessa dal Comune alla Asl, andrà ad arricchire l’assistenza territoriale. All’inizio sembrava anche a me una chimera, ma giorno dopo giorno, con una squadra di benintenzionati abbiamo raggiunto il risultato.
Com’è noto, la più recente intesa tra lo Stato e le Regioni ha sancito una notevole inversione di tendenza sui requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi degli Ospedali di Comunità. E anche il PNRR ha recepito tale indirizzo.
La Asl di Brindisi, recependo da subito tale intesa e nel solco di una tradizione virtuosa di Ospedali di Comunità, presentò alla Regione la proposta di realizzazione dell’Ospedale di Comunità di Latiano, così da disporre di ulteriori posti letto per la gestione dei pazienti cronici sul territorio e in forza della disponibilità del Comune di una struttura che risulta ottimale per l’utilizzo come Ospedale di Comunità.
L’immobile si presta per distribuzione interna alla nuova destinazione. Per l’entrata in esercizio dell’Ospedale di Comunità servono ora piccoli adeguamenti tecnologici e strutturali, che la Asl sarà sicuramente in grado di realizzare nel più breve tempo possibile”.

L’AMBIENTE E IL LAVORO LE PALE EOLICHE E I TANTI «NO»

di FABIANO AMATI

Se un dolce s’impasta con lo zucchero, come si può far funzionare un impianto per fonti rhinovabili senza sole, mare e vento?Aver raccontato a tutti la virtù pugliese di averli tutti e tre in abbondanza, ha fatto da richiamo non solo per romantici baci al chiar di luna ma anche per occasioni industriali al servizio dell’ambiente, così da combattere con armi più appropriate l’inquinamento e avendo cura di non finire con la pancia vuota ad abbaiare alla luna E veniamo al dunque. D no all’eolico offshore di molti comuni della provincia di Lecce, gridato probabilmente per suggestione, ridurrebbe – se accolto – la risposta anti inquinamento della Puglia, favorendo povertà produttiva e occupazionale per l’intera regione. A cominciare da Brindisi. La costruzione e la gestione di quegli impianti, infatti, porta con sé una realistica ipotesi di consistente utilizzo del Porto di Brindisi, con le intuibili ricadute positive. Per questo sarebbe meglio avvistare l’intero mondo politico regionale, a cominciare da quello brindisino, impegnato nel farsi sentire con chiarezza anche sulla proposta allocata al largo della costa basso-salentina.

La risposta alla carenza di lavoro e alle crisi industriali si trova nell’accoglienza dei nuovi programmi industriali a caratura ambientale e non nel no-a-tutto e nei sussidi da decrescita infelice. Le due iniziative di eolico offshore con profilo strategico nazionale, si accordano con la transizione ecologica e produttiva, puntualizzando un’inedita combinazione d’interessi: ambiente e industria.

A queste iniziative, si contrappongono però suggestioni politiche intente a bloccare il programma con argomenti da “terrore” paesaggistico, ossia un processo di carattere culturale predicato con auspici di valori77awione del paesaggio attraverso l’immobilismo e la musealinazione, cioè le forme più rapide di devastazione: sospettare infatti sull’intervento accorto dell’uomo nel contenere le furie della natura valorizza la spietatezza distruttiva del tempo che passa. Non si può procedere così. Questa è una piega che va stirata al più presto. Le ocra ioni perse del passato portano il conto salato dell’inquinamento e della povertà. La Puglia e la sua classe politica, se interessate ai valori ambientali e produttivi, non possono sedersi in platea a “degustare” inerti le performance di movimenti di protesta che finiscono per ridurre il potenziale dell’importante Porto di Brindisi.

E la classe politica brindisina non può pensare che aver detto SÌ all’impianto offshore al largo di Brindisi esaurisca la gamma dei compiti e dei doveri, come se gli effetti benefici degli impianti fossero tarati sui confini amministrativi comunali o provinciali. L’esperienza di Brindisi e la propensione di favore verso l’iniziativa nello specchio di mare antistante il proprio territorio dovrebbe essere valorizzata in modo esemplare, offrendo elementi di valutazione positiva anche sull’impianto previsto al largo della costa adriatica di Lecce. Occorre insomma spiegare ai sindaci salentini e ai movimenti di protesta che il loro NO si rende complice di decisioni contro l’ambiente, il lavoro e gli interessi del Porto di Brindisi Puglia è la patria europea di Elio, Poseidone e Eolo, le divinità greche della natura che si fa ambiente. Se gli impianti da rinnovabili non si favoriranno in Puglia, consapevoli che rappresentano solo una parte della più complessa strategia di approvvigionamento energetico e di differenziazione delle fonti, il dolce senza zucchero non sarà dietetico, ma amaro.

Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Salento del 26-02-2022

 

Nuovi Ospedali, Amati: “Assessorato si accordi con attività tecnica di monitoraggio e indirizzo delle Commissioni. Evitare impreparazioni”

“Speriamo che da oggi anche l’Assessorato alla Salute si presenterà accordato con l’attività tecnica di monitoraggio e valutazione dei procedimenti sui nuovi ospedali che le Commissioni svolgono da quasi due anni. Dobbiamo evitare di farci trovare impreparati all’appuntamento del fine lavori, programmando anche ciò che non riguarda la costruzione degli immobili, cioè arredi, attrezzature e programmazione nella dotazione di personale. Abbiamo perciò offerto all’Assessore Palese la nostra disponibilità a collaborare con tutto il patrimonio documentale e informativo di cui disponiamo. Appuntamento tra sessanta giorni”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’audizione svoltasi oggi nelle Commissioni I e III sui nuovi ospedali di Taranto, Monopoli Fasano, Maglie Melpignano, Andria e Bari Nord.

“Abbiamo suggerito all’Assessore Palese di creare un ufficio snello per raccogliere, in costante collegamento con le singole Asl e Rup, tutte le informazioni utili per poter meglio programmare i prossimi due anni sull’edilizia ospedaliera, così da far partire tutte le nuove strutture.
È questa una priorità che può essere messa in coda a pochissime altre cose, per l’impatto notevole sulla cura delle malattie tempo-dipendenti e di alta complessità di cura.
Inoltre, l’Assessore si è impegnato a tornare in Commissione entro due mesi per formalizzare un cronoprogramma con tutte le attività collaterali alla costruzione dell’immobile, necessarie ad allineare i tempi del fine lavori con l’effettiva attivazione”.

Eolico offshore, Amati: “Il no di Lecce crea problemi ambientali e occupazionali anche a Brindisi e a intera regione”

“Il no all’eolico offshore di molti comuni della provincia di Lecce, pronunciato probabilmente per suggestione, riduce la risposta anti inquinamento della Puglia e genera povertà produttiva e occupazionale per l’intera regione, a cominciare da Brindisi. La costruzione e la gestione di quegli impianti, infatti, porta con sé una realistica ipotesi di consistente utilizzo del Porto di Brindisi, con le intuibili ricadute positive. Per questo è importante che l’intero mondo politico regionale, a cominciare da quello brindisino, faccia sentire la sua voce anche sulla proposta che interessa la costa basso-salentina.
La risposta alla carenza di lavoro e alle crisi industriali si trova nell’accoglienza dei nuovi programmi industriali a caratura ambientale e non nel no-a-tutto e nei sussidi”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La Regione del sole, del mare e del vento è interessata a molteplici iniziative di produzione energetica fondate sul sole, sul mare e sul vento. Ovviamente.
In particolare: vi sono due iniziative di eolico offshore, che hanno caratura strategica nazionale e si dirigono nell’ambito della transizione ecologica e produttiva: un’inedita combinazione d’interessi.
A queste iniziative, in particolare a quella al largo della costa salentina, si contrappongono suggestioni politiche che utilizzano le paure paesaggistiche per bloccare l’iniziativa.
Non si può procedere così, perché le occasioni perse portano il conto salato dell’inquinamento e della povertà.
Brindisi e la sua classe politica, interessata ai valori ambientalisti e produttivi, non può dichiararsi spettatrice di movimenti di protesta che finiscono per ridurre il potenziale del suo Porto. Aver detto SÌ all’impianto offshore al largo di Brindisi non esaurisce il compito, come se gli effetti benefici degli impianti fossero limitati ai confini amministrativi comunali o provinciali.
L’esperienza di Brindisi deve invece essere valorizzata anche per offrire elementi di valutazione positiva pure sull’impianto previsto al largo della costa adriatica di Lecce, spiegando ai sindaci salentini che il loro NO finisce per essere contro l’ambiente, la nuova industria, il lavoro e gli interessi del Porto di Brindisi”.

Gas, Amati: “Raddoppiare gasdotto Tap con Poseidon è questione economica e pure di libertà”

“Il potenziamento delle infrastrutture di importazione del gas in Puglia attraverso il gasdotto Poseidon con approdo a Otranto, ossia un Tap bis, è una prospettiva da accelerare al massimo, perché riguarda un’opera compatibile con l’ambiente, di forte impatto economico e pure di libertà, come è chiarissimo in queste ultime ore con l’invasione russa ai danni dell’Ucraina. In questo senso mi occuperò di capire nei prossimi giorni lo stato di avanzamento del programma Poseidon, considerata la necessità di avere informazioni dettagliate sui giacimenti a cui collegarsi e sui tempi di realizzazione ”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“In queste ore si stanno mostrando dinanzi ai nostri occhi tutte le ragioni che giustificavano l’investimento italiano e pugliese in infrastrutture energetiche e l’irrazionalità di tutti gli argomenti che ostacolavano tali prospettive, eccitando le paure delle persone al fine di raccattare qualche voto. Stiamo infatti vedendo sia l’innalzarsi dei prezzi delle bollette, che sarebbero stati ben più alti se non avessimo avuto Tap, che il pericolo di dover soggiacere alle decisioni politiche dispotiche di nazioni finalmente democratiche: prova ne sia l’invasione russa dell’Ucraina e la correlativa necessità di utilizzare sanzioni economiche di rappresaglia che sono l’unica alternativa credibile per dissuadere l’aggressore e invasore senza ricorrere al fuoco.
L’autonomia energetica e la diversificazione delle fonti, che si può ben raggiungere con infrastrutture compatibili con l’ambiente, è un obiettivo che non possiamo più eludere, cominciando col reclamare la realizzazione e l’entrata in esercizio del gasdotto Poseidon, quale sistema in grado di connettere tutti i giacimenti del mediterraneo con il sistema di approvvigionamento italiano.
I tempi sono ormai maturi per affrontare questi argomenti con maturità politica e tecnico-scientifica, facendosi indirizzare solo dai dati di realtà e respingendo il tentativo di condizionamento di illusionisti politici sempre al servizio di mortifere ideologie”.

Sma, Amati: “Paolo ha avuto il farmaco. Quante emozioni. Incrociamo le dita”

 

“Il piccolo Paolo ha ricevuto la terapia genica per contenere gli effetti della Sma, la terribile malattia contro cui stiamo combattendo con determinazione da qualche mese. La notizia ci riempie di enorme gioia e ora incrociamo le dita. Un pensiero di affetto ai genitori e di gratitudine ai sanitari del Bambin Gesù di Roma. Grazie per la collaborazione ai dirigenti Aress Puglia e Dipartimento Salute della Regione. Ora aspettiamo il piccolo Giovanni”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“È passato appena un anno da quando abbiamo cominciato la battaglia totale alla Sma, sia in termini di prevenzione che cura, e giorno dopo giorno riusciamo a registrare buone notizie.
Ora è la volta di Paolo, che ieri ha ricevuto la terapia genica, nei prossimi giorni spero possa essere il turno di Giovanni e nel frattempo a tutti i neonati viene assicurato il test obbligatorio per la eventuale diagnosi precoce.
Tre fatti che sono stati realizzati per l’opera di conoscenza e persuasione realizzata attraverso la mobilitazione delle famiglie, a cominciare da quella di Melissa, per poi continuare con quella di Federico e ora di Paolo.
Il tutto ovviamente annodando una lunga storia di mobilitazione dell’associazionismo di famiglie Sma, in passato purtroppo non molto ascoltate.
Sono molto orgoglioso del comportamento assunto dalla Regione Puglia sull’argomento, pur tra inevitabili tensioni e controversie, che ci ha proiettato tra le regioni più avanzate nella lotta a questa malattia. Continuerò ovviamente a seguire tutti i casi di Sma, il mondo più variegato delle malattie rare e tutte le novità che dovessero intervenire nel tentativo di rendere sempre più ampio ed efficiente il sistema della prevenzione e delle cure”.

Referendum, Amati: “PD voti SI ai quesiti giustizia. Libertà e garanzie sono nostri valori”

“Il PD deve sostenere il SI sui quesiti giustizia. La libertà e le garanzie sono valori illuministi. Separazione netta tra giudice e accusatore, senza alcuna contiguità magari condizionata da carriere o vanità; uso eccezionale e straordinario della custodia cautelare; decadenza dalle cariche pubbliche solo per condanne definitive e non per reati che in realtà andrebbero abrogati, tipo l’abuso d’ufficio; limite all’esasperato correntismo nella magistratura: ampliamento di ruolo dell’avvocatura all’interno dei Consigli giudiziari: sono questi accorgimenti che derivano dai più antichi fondamenti ideali dell’Europa continente di libertà e garanzia. Il fatto che a proporre i quesiti referendari sia stata un’altra forza politica suggerisce solo che abbiamo da recuperare tempo e idee per riappropriarci di quanto ci è culturalmente più vicino”.

Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente della Commissione Bilancio e programmazione del Consiglio regionale della Puglia e Consigliere regionale del Patito Democratico.

“Per quanto ovvio, sottolineo favore per il caso in cui il Parlamento legiferi al più presto sulla materia referendaria, così da raggiungere gli effetti richiesti dai proponenti ed evitare la consultazione elettorale.
Resta in ogni caso da ribadire che il valore degli argomenti non ammettono alcuna piegatura a esigenze momentanee di alleanze e quadro politico, perché investono la vita dei cittadini in una dimensione ben più profonda e che in termini di durata non riguardano il tempo di una legislatura ma la necessità di ritrovare nel nostro Paese una maggiore stabilità e affidabilità giudiziaria”.

Amati: “Mia proposta battuta al voto ma non mi fermo e apprezzo critiche e proposte unanimi su ARPAL”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“La mia proposta di appoggio esterno è stata battuta al voto. Mi spiace dunque il voto contrario della maggioranza dei colleghi di gruppo e però m’incoraggiano i due voti favorevoli e le due astensioni.
Prendo atto con fiducia delle critiche emerse da parte di tutti i componenti del gruppo e infine ribadite nel documento approvato con due voti contrari, compreso il mio.
Apprezzo con orgoglio la capacità del gruppo, compresi i componenti della Giunta regionale e del segretario regionale uscente, di ritrovarsi compatti su quasi tutte le questioni di merito, compresa quella attinente a radicali soluzioni per porre fine alla controversa gestione dell’Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro.
Si apre ora una fase di confronto connotato da elementi di estrema chiarezza, che per parte mia svolgerò con l’obiettivo di coinvolgere tutti i colleghi così da sintonizzarci con l’opinione prevalente degli iscritti ed elettori del PD e – soprattutto –  dei cittadini pugliesi.
Queste persone sono interessate a vederci impegnati nelle attività che ci rendano capaci d’immedesimarci nei dolori della condizione umana e non nelle perdite di tempo sugli ingranaggi di potere costruiti sul pretesto della condizione umana, che a tutto concedere rischiano di somigliare a uno sterile gioco di società.
La mia proposta è stata battuta ma non mi fermo: non mi fermo nell’impegno su tutte le questioni di governo che spero rendano utile la mia attività giornaliera e sul tentativo di trasformare il PD in partito aperto e libero.
Torni la politica in tutto, che è il luogo ove si esercita la nobile arte d’occuparsi degli altri, e il Presidente Emiliano faccia uno sforzo per raggiungere quel luogo: noi e i pugliesi l’aspetteremo lì”.

Viabilità Br, Amati: “Lavori manutenzione straordinaria su tre strade provinciali. La sicurezza è tutto e la Regione finanzi”

 

“Chiedo alla Regione di autorizzare l’utilizzo delle economie per precedenti programmi di manutenzione stradale, al fine di realizzare lavori di manutenzione straordinaria delle strade provinciali Brindisi-Sandonaci, San Pancrazio Salentino-San Donaci e Fasano-Selva”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“La proposta di finanziamento ammonta a complessivi 416.269,16 euro.
Per migliorare la situazione di dissesto, finora si è cercato di rimediare con interventi temporanei ma mai risolutivi, come la colmatura di buche e altri lavori che erano puntualmente vanificati dal sopraggiungere di abbondanti precipitazioni.
La progettazione degli interventi dovrà essere ovviamente conforme alle prescrizione di legge per categoria stradale.
Ho chiesto per questo all’assessore Piemontese di accogliere la proposta in tempi brevissimi, ricevendone ampie rassicurazioni.
Penso che l’argomento della sicurezza stradale deve essere posto sempre tra le priorità delle amministrazioni pubbliche, anche con riferimento ai tempi di realizzazione delle opere necessarie. Ogni ora di ritardo è infatti idonea ad aggravare lo stato di pericolo per l’incolumità delle persone”.

Ospedale Fiera, Amati: “Discordanza tra contabilità dei lavori e stato di fatto per circa 1,2milioni sul contratto principale con effetti su lavori aggiuntivi”

“Se si considera il contratto principale, senza cioè tutte le opere aggiuntive, potrebbe rilevarsi una discordanza per circa 1,2milioni di euro tra contabilità dei lavori e stato di fatto dell’ospedale della Fiera del Levante. E il tutto potrebbe aver avuto conseguenze in termini di maggior costo anche sulle opere aggiuntive. Attendiamo ora gli ulteriori approfondimenti da parte del gruppo di lavoro istituito presso l’assessorato ai Lavori pubblici e la Commissione di collaudo”.

Lo dichiara il Presidente  della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La Commissione di collaudo aveva rilevato da tempo alcune perplessità, purtroppo mai risolte e nonostante diverse interlocuzioni con il responsabile del procedimento per la realizzazione dell’ospedale alla Fiera del Levante.
Tali perplessità consisterebbero nella circostanza che la gara per la realizzazione dell’ospedale era stata bandita con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa su progetto preliminare, cioè un elaborato tecnico contenente solo le macro-voci delle prestazioni, per un importo di 9,559milioni.
Il progetto esecutivo realizzato dall’impresa aggiudicataria, contrattualizzato per 9,559milioni, conteneva però nel computo metrico-estimativo, ossia l’elenco scomposto in dettagli delle macro-voci delle prestazioni, lavorazioni contabilizzate con il segno meno, che a prima vista potrebbero sembrare un regalo ma che nella contabilità significano non già un regalo, ovvero un offerta di migliorie, ma un pagamento a parte e quindi aggiuntivo rispetto ai 9,559milioni posti a base di gara e del contratto. In altri termini, si sarebbe sottoscritto un contratto per 9,559milioni, che però faceva riferimento a un computo metrico estimativo superiore del 13 per cento circa, portando quindi il valore del contratto alla maggiore cifra di circa 10,800milioni.
A ciò si aggiunga che questa operazione contabile potrebbe avere generato un maggior costo su tutte le voci unitarie delle opere aggiuntive, perché ovviamente parametrate in termini contabili a quelle del computo tecnico estimativo del progetto esecutivo.
È una questione tecnicamente complessa, che però va compresa con particolare attenzione per le ovvie ricadute in termini di regolarità contabile dell’opera.
Ringrazio il dirigente regionale Giovanni Scannicchio, responsabile del gruppo di lavoro di verifica, e la Commissione di collaudo per l’impegno tecnico-professionale e la disponibilità a informare il Consiglio regionale”.