Radar Meteo abbandonati, Amati: “Radar di Mesagne e Torchiarolo, c’è bisogno di verifiche approfondite. Chiesta relazione a dirigenti regionali”

“Secondo quanto è emerso in Commissione questa mattina, sui radar dei siti di Mesagne e Torchiarolo c’è bisogno di un approfondimento per capire se l’attività di ricerca finanziata sia stata svolta o meno, poiché da un lato risulta il pagamento del saldo e dall’altro pare manchino ancora alcuni dettagli infrastrutturali per mettere in attività almeno il sito di Mesagne”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Il progetto Rivona, ‘RIschi per il VOlo e Nowcasting Aeroportuale’, finanziato dalla Regione, avrebbe innanzitutto permesso una notevole attività di ricerca, su cui ad oggi non si hanno notizie dettagliate, e permetterebbe in seguito alla Puglia di avere come punto di riferimento la provincia di Brindisi, con l’installazione appunto dei due radar tra Mesagne e Torchiarolo. Sul sito di Mesagne manca attualmente energia elettrica, ma entrambi sarebbero in grado di essere usati per ampliare un servizio meteo assicurato dalla rete radar e gestito dal dipartimento della Protezione Civile Nazionale, che si avvale anche di radar di altre regioni.
Il progetto nacque con due linee di ricerca e prospettica di supporto alla Protezione Civile ma, per questioni sconosciute, al momento non è stato attivato il programma di ricerca. È indispensabile capire la sorte di queste risorse pubbliche e quali frutti hanno dato. Tra trenta giorni riceverò dai dirigenti regionali, Berlingerio e Lopane, le relazioni e i documenti inerenti al progetto Rivona, per poter convocare una nuova audizione, così da poter raggiungere una valutare definitiva”.

Urologia BR, Amati: “Una nuova seduta per asportare tumori e combattere attesa. Ho scritto a DG”

“Presso l’urologia del Perrino di Brindisi, un’eccellenza regionale con 405 interventi oncologici nel 2021, c’è sempre una lista d’attesa di circa 50 pazienti per interventi di asportazione di tumori. E naturalmente nessuno dovrebbe attendere per più di dieci giorni. Ho chiesto dunque al DG Pasqualone di disporre una nuova seduta operatoria settimanale”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“I tumori all’apparato urinario sono molto diffusi e però hanno un’ampia possibilità di guarigione alle condizioni che la diagnosi avvenga precocemente e che l’eventuale intervento chirurgico di asportazione sia effettuato altrettanto precocemente.
In questo ambito gode di ottima reputazione l’Unità operativa di urologia del Perrino di Brindisi; tale reputazione è affermata dal numero di interventi, che nel 2021 è stato di 79 per chirurgia oncologica maggiore e di 328 per chirurgia endoscopica e piccola chirurgia per tumori maligni. Per diverse motivazioni si registra una stabile lista d’attesa di circa 50 pazienti in attesa dell’intervento chirurgico e quindi della possibilità di guarigione.
Per eliminare l’attesa servirebbe almeno una ulteriore seduta operatoria a settimana, assorbendo così le liste d’attesa e aggiungendo efficienza ma soprattuto ulteriore speranza.
Ho scritto al Direttore generale della Asl per sollecitare l’ulteriore seduta operatoria e nei prossimi giorni procederò a verificare i tempi d’attesa nelle unità operative di urologia delle altre strutture pugliesi”.

Rinnovabili, Amati: “Modifica al Piano paesaggistico per autorizzazioni al più presto e lotta agli inquinatori del no-a-tutto.”

“Come ripeto da mesi, ci sono più di 400 pratiche per rinnovabili in attesa di autorizzazioni, però irragionevolmente bloccati da una burocrazia fortemente ideologizzata, che interpreta in modo pretestuoso alcune norme del Piano paesaggistico, sostenute da fronti di dissenso politico che attraverso il no-a-tutto favoriscono l’inquinamento pensando di ripristinare la lotta di classe. Occorre fare qualcosa al più presto, modificando le norme del Piano paesaggistico usate per ingrassare l’ideologie, accogliere le richieste conformi a legge e favorire il ricorso al gas nel periodo di transizione”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“In Puglia ci sono più di 400 pratiche bloccate per fotovoltaico, eolico e biomasse, per 15 miliardi di watt complessivi, e all’orizzonte sta emergendo ostilità anche sui parchi eolici offshore.
Le richieste sono tutte candidate alla bocciatura, perché una norma del Piano paesaggistico viene interpretata può per respingerle, addirittura nei casi, come purtroppo è accaduto, di insediamento in aree inquinate.
La norma del Piano paesaggistico che si adatta ai pareri contrari seriali è l’articolo 37, che è un passaporto per ogni diniego discrezionale e in contrasto con i principi di legalità formale.
In questo senso anche l’orientamento del Ministero della Cultura, ente di copianificazione del Piano paesaggistico e in evidente conflitto con i programmi del Ministero della Transizione Ecologica, non sembra per nulla incline a modificare l’articolo 37 o altre norme ostative del Piano paesaggistico, anche se la Regione non ha in verità mai avanzato una richiesta formale.
Ne deriva, allora, che tutta la narrazione e le buone intenzioni sul contenimento delle emissioni di CO2, sono in netto contrasto con la pratica politica e burocratica quotidiana.
E come se non bastasse, anche sulle alternative localizzative in ambito offshore, cominciano a mettersi in evidenza forti resistenze, senza che la Regione Puglia abbia ancora espresso un’opinione chiara.
Gli ingredienti ci sono dunque tutti per mettere in cottura il fallimento del più imponente programma ambientale della storia, lasciando spazio a pratiche inquinanti e insalubri. E il tutto per la difficoltà di alcuni ad adattarsi alla realtà, inseguendo un mondo in cui a dar fastidio è l’uomo e la sua aspirazione inarrestabile di progresso e libertà.
L’ambientalismo senza la ragione e la tecnologia diventa giardinaggio o il titolo di una degustazione a sfondo magico di prodotti biodinamici”.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Asl consegna atto Collegio consultivo. Enormi dubbi da chiarire lunedì.”

“La Asl di Bari ha proceduto a consegnare l’atto che reclamavo da giorni, cioè la determinazione del Comitato tecnico consultivo, dalla cui primissima lettura emergono notevoli dubbi, a cominciare dall’illogica concessione di giornate di proroga per la conclusione dei lavori, usando l’avvenimento del Covid come una scusa per celare le inadempienze. Sono fiducioso, tuttavia, che sin da lunedì in Commissione la Asl saprà resistere a tutte le novità che dovessero eventualmente risultare incongrue, ricordando sempre che il nostro interesse sono i malati da curare al più presto e non i bilanci degli appaltatori o gli ingranaggi del potere”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Entro pochi mesi il nuovo ospedale deve essere completato. È questo l’unico imperativo, che mi pare largamente condiviso dal Consiglio e dalla Giunta regionale.
Ne deriva che tutte le persone che provano a usare arzigogoli legulei o equazioni matematiche con denominatori di comodo, risultano avversari della salute delle persone e quindi dell’intera classe politica pugliese.
Lunedì prossimo sentiremo in Commissione cosa avranno da dire sull’andamento dei lavori i manager della Asl e la direzione lavori, affinché si possa finalmente stabilire il cronoprogramma aggiornato – comprensivo delle procedure per strade, arredi e attrezzature -, chiarire gli elementi di criticità ancora presenti e vedere rilanciata a pieno regime e con il massimo impegno la funzionalità del cantiere.
Decidemmo di costruire l’ospedale per emancipare le persone dal dolore della malattia e non per il gusto sadico di sperimentare la sofferenza da cattiva gestione nella costruzione di opere pubbliche”.

Tap, Amati: “Italia regge shock energetico con gasdotto. Utile raddoppio ma qui si rifiutano le compensazioni”

“L’Italia sta reggendo lo shock energetico mondiale, pur con molte difficoltà, grazie al gasdotto Tap, diventando per certi versi esportatore. Servirebbe al più presto un altro gasdotto per migliorare ancor più i nostri stock, approfittando dell’occasione per ottenere maggiori investimenti compensativi e magari accogliere al più presto quelli ancor oggi abbandonati per folle ideologia. Spero che la Regione Puglia diventi capofila di questo processo intelligente, fortemente ambientalista e culturalmente ostile all’ideologia inquinante del no-a-tutto”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati

“Non c’è molto da girarci attorno, Tap e Snam hanno distribuito (nel 2021) 10 miliardi di metri cubi di gas, contribuendo in modo importante al fabbisogno energetico del Paese. E poiché questo accade grazie a un’infrastruttura realizzata in Puglia, mi pare opportuno che la Regione cominci a reclamare gli investimenti promessi e mai erogati, e si adoperi per attrarre nel nostro territorio tutte le nuove infrastrutture energetiche al sevizio del nuovo mondo verde e pulito.
Dobbiamo isolare l’ideologia inquinante del no-a-tutto, così da garantire i maggiori fabbisogni energetici che il progresso ci chiede e a cui nessuno di noi intende rinunciare.
Il gas è il carburante di transizione per eccellenza, senza il quale ci restano solo carbone, petrolio e bollette salate”.

Contrada Torre Rossa Br, Amati: “Strade impraticabili dopo maltempo. Non impedire evento equivale a cagionarlo. Lo dice il codice penale.”

“Dopo l’intensa pioggia di ieri le strade della contrada di Brindisi, Torre Rossa, sono del tutto impraticabili. Gli amministratori e i tecnici devono solo sperare che non accada mai nulla che possa far scattare il codice penale, così da poter continuare a svolgere, indisturbati e senza morsi di coscienza, le mirabolanti peripezie ideologiche, infischiandosene completamente della sofferenza umana. Non capisco come gli abitanti di Torre Rossa stiano ancora in silenzio, accettando passivamente per buone tutte le giustificazioni elaborate dall’amministrazione comunale. Ci vuole più chiarezza”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati

“Dovesse succedere qualcosa di serio alle persone sarebbe applicabile l’articolo 40 comma 2 del codice penale, sia per i dirigenti comunali che per gli amministratori comunali. La legge lo dice chiaramente: non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo. Equipara, pertanto, la condotta omissiva a quella commissiva.
Non si può mettere a rischio la vita delle persone. Si assiste infatti a reiterata mancata adozione o esecuzione di vari atti amministrativi, sostenuta da inerzia ideologica e aggravata da due eclatanti scuse infondate: il rischio idraulico, quale ostacolo non contemplato dal PAI alla realizzazione delle opere di urbanizzazione offerte dalla Snam, giustificato peraltro da un insussistente, perché accertato, nesso causale tra danno ambientale alla falda e lavori di realizzazione della pipeline d’interconnessione alla rete Snam del gasdotto Tap. Non smetterò di denunciare questa situazione affinché non si trasformi in una emergenza continua, sperando che non scappi mai il morto”.

Dad, Amati: “No a sospendere lezioni e pizzerie aperte. Scuola in presenza è questione di uguaglianza”.

“In una pandemia le scuole si chiudono solo prima dei negozi di alimentari e degli ospedali; e comunque non certamente prima delle pizzerie. La Dad è fonte di gravi disuguaglianze e di questo ci si accorge se si pensa alla scuola partendo dalla prospettiva degli studenti e non degli ingranaggi che la regolano”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati

“Non ci sono i presupposti, cioè contagi e occupazione problematica di posti letto ospedalieri, per chiudere pizzerie e bar: non si capisce perché si dovrebbe sospendere l’attività didattica in presenza.
Capisco le paure dei genitori e gli eccessi di responsabilità che incombono sugli operatori scolastici, ma la paura e i rischi da responsabilità non si combattono disertando ma accettando le ragioni contenute nella prova scientifica.
Quello della scuola non è un argomento da trattare con sprint demagogici, ma guardando al primo obiettivo che incombe sulle scuole: impartire istruzione in condizione di uguaglianza. La Dad è purtroppo un sistema in grado di generare disuguaglianze e forma cittadini con minori possibilità di competere nella vita.
Ero contrario alla Dad nelle ondate precedenti, anche polemizzando con le decisioni del Presidente Michele Emiliano e del collega Pierluigi Lopalco, figurarsi se non dovessi ribadirlo anche oggi che mi pare ci sia una sostanziale unità d’intenti e dati statistici meno gravi del passato”.

Vaccinazioni, Amati: “Denunciato giovane che voleva corrompere infermiere del centro di Fasano-Conforama.”

“È stato denunciato ai Carabinieri di Fasano un giovane che, presentatosi al centro vaccinale di Conforama, intendeva offrire soldi ad un infermiere per fingere la somministrazione del vaccino. Il sentimento no-vax ha raggiunto un tale livello di follia che si tenta addirittura di pagare per garantirsi la malattia”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Questa notizia è da considerarsi esemplare sia per il rigore del personale sanitario che per far desistere chiunque avesse in animo di produrre simili iniziative.
La vaccinazione è un trattamento sanitario a valore collettivo, cioè un dovere di tutti i cittadini, per cui nessuno può pensare di poter danneggiare gli altri sulla base di una decisione infondata e frequentare tranquillamente tutti i luoghi entrando in contatto con chi ha fatto il proprio dovere.
I fatti. Qualche giorno fa un giovane pugliese si è presentato al centro vaccinale di Fasano-Conforama per ottenere una certificazione di esenzione, presentando documentazione rilasciata da un’altra regione italiana. Gli operatori del centro vaccinale facevano presente sia l’incompetenza a rilasciare le certificazioni d’esenzione sia le proprie perplessità sulla validità della documentazione presentata.
Lo stesso giovane si ripresentava il giorno successivo nello stesso centro e dopo aver effettuato tutto il percorso amministrativo per accedere alla vaccinazione, proponeva all’infermiere il pagamento di una somma di denaro in cambio dell’attestazione di avvenuta vaccinazione senza la somministrazione.
Al netto rifiuto dell’operatore sanitario conseguiva l’allontanamento del giovane dal Centro vaccinale.
Ringrazio l’infermiere che ha subito il tentativo di corruzione per aver opposto fermezza e alta qualità professionale e civica, e ringrazio i responsabili del Centro vaccinale, nella specie la dott.ssa Antonella De Simone, che senza esitazioni e paternalismo hanno deciso di denunciare l’accaduto all’autorità giudiziaria”.

Le liste d’attesa si riducono riformandole

di Fabiano Amati

La riduzione delle liste d’attesa pagando prestazioni aggiuntive con risorse prelevate dalle tasse dei cittadini è nel migliore dei casi un fatto sporadico e nel peggiore un’illusione. E un fatto sporadico perché una volta esaurite le risorse per prestazioni aggiuntive tutto torna come prima.
È un’illusione perché le liste d’attesa sono generate dal mancato rispetto della normativa tra allineamento dei tempi dell’attività libero professionale a pagamento e quella istituzionale, cioè a carico del servizio sanitario regionale. Con la ovvia conseguenza che l’attività a pagamento va sospesa qualora i tempi non siano allineati. E questo per ciò che concerne le visite e gli esami ambulatoriali. Per quanto riguarda invece i ricoveri, soprattutto quelli di classe A cioè i più rilevanti, l’attesa deriva dalle sacche d’inefficienza che ancora si tollerarono, con il funzionamento di unità operative che lavorano sotto l’indice di produzione previsto dal decreto Balduzzi, disperdendo personale utile ed esponendo i pazienti a maggiori rischi, perché è obiettivamente inferiore la qualità organizzativa e tecnica in unità operative con casistica inferiore al minimo Sia nel caso delle liste d’attesa per visite o esami diagnostici che per ricoveri, c’è un notevole apparato di potere che impedisce le riforme derivanti dal rispetto delle norme vigenti, innescando paradossalmente maggiori costi a carico dei cittadini, con il pagamento di prestazioni aggiuntive sia nelle strutture pubbliche che private convenzionate. E tutto questo è attestato dai dati sempre scioccanti che forse nessuno
legge, contenuti nelle settimane indice che la Regione puntualmente compila senza però prendere provvedimenti
conseguenti. Ovviamente si dirà «è colpa del Covid». Ed è generalmente una scusa, se solo si consideri che in periodo pre-Covid i dati dell’attesa erano più o meno uguali a quelli di oggi e un gruppetto di medici riuscì a condizionare la giunta regionale, nella scorsa legislatura, per sabotare la mia proposta di legge sulla riduzione delle liste d’attesa, col risultato che nemmeno il testo sabotato risulta applicato. Insomma, non si possono inseguire gli argomenti sulle prestazioni aggiuntive a pagamento, con milioni e milioni di euro, ignorando che si violano sistematicamente le norme vigenti statali e pure quelle regionali, sull’allineamento dei tempi tra le prestazioni a pagamento e quelle istituzionali. Sino a quando noi politici non saremo coraggiosi nel prendere il toro per le coma parleremo sempre di liste d’attesa irrisolte, lacrimando tm po’ ipocritamente su fatti ove abbiamo la competenza ad assumere decisioni per non far più piangere le persone. E preciso, per evitare tiritere giustificazioniste, che il problema della carenza di personale, esistente, non è un buon motivo per giustificare la lunghezza delle liste d’attesa, perché i disallineamenti si verificano – lo ripeterò sino alla nausea – a parità (sottolineo parità) di personale impiegato, prestazioni richieste e ore lavorate. Se
quindi la parola chiave della normativa è una verifica su condizioni di parità, fosse vera la dipendenza del problema alla carenza di personale non ci dovrebbe essere disallineamento nei tempi. Una grande forza di volontà, guardando il problema dal punto di vista del malato e non degli ingranaggi che regolano l’organizzazione sanitaria, sarebbe più della metà del lavoro. Così facendo c’è il rischio di rendersi impopolari alla minoranza di medici che praticano l’attività libero professionale e che generalmente sono i più ascoltati e notiziati, pure a dispetto della maggioranza dei medici che non svolgono attività libero-professionale e che in silenzio tirano la carretta dell’intero sistema sanitario regionale. Sarà anche questa una predica inutile? Può darsi. A meno che non si cominci a far parlare un po’ più la coscienza e si metta a tacere ogni forma d’accondiscendenza.

 

Articolo pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno Puglia del 08 gennaio 2022

Radar meteo abbandonati, Amati: “Prodi denunzia. A Mesagne e Torchiarolo abbandonate attrezzature. Disporrò audizione.”

“È stato denunciato dal Prof. Franco Prodi l’abbandono dal 2016 di due radar meteo presso i siti di Mesagne e Torchiarolo, finanziati con fondi europei nell’ambito del progetto RiVoNA. Sull’argomento disporrò nei prossimi giorni l’audizione dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) e della Protezione Civile regionale”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il progetto Rivona, ‘Rischi per il VOlo e Nowcasting Aeroportuale’, avrebbe permesso alla Puglia di avere come punto di riferimento la provincia di Brindisi, con l’installazione di due radar, a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, tra Mesagne e Torchiarolo. Questi strumenti sono considerati la nuova frontiera delle previsioni meteo, quindi strumenti di sicurezza con un incredibile potenziale. Secondo il fisico Prodi le stazioni di nowcasting non sono mai state attivate, e pertanto un notevole investimento gettato letteralmente via.
Questi strumenti sono dotati di una capacità radiale, anche interna dei temporali, in grado di essere efficienti in termini di prevenzione di fenomeni atmosferici in tutta l’area regionale. Il fisico Franco Prodi ha denunciato lo stato di totale abbandono di entrambi i siti interessati. Convocherò presto in audizione la Protezione Civile e i responsabili dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima per approfondire la questione.”