“Lopalco? Gli manca la competenza nell’amministrazione pubblica”

Nuovo Quotidiano di Puglia di martedì 13 aprile 2021, pagina 7

Intervista a Fabiano Amati

«Lopalco? Gli manca la competenza nell’amministrazione pubblica»

di Martucci Oronzo

Fabiano Amati, consigliere regionale di maggioranza, qual è il voto che darebbe a Michele Emiliano, e a Pier Luigi Lopalco nella gestione della pandemia e del piano vaccinale?

«Non è il momento di dare voti e non è il momento della rissa politica, ma di fare preghiere affinché chi ha responsabilità accolga le soluzioni che vengono presentate per superare questa condizione che pone la Puglia agli ultimi posti».

Quali sono le soluzioni che dovrebbero essere accolte?

«L’impegno a tenere aperti gli hub vaccinali per 12 ore al giorno e prevedere che almeno un hub per provincia sia aperto notte e giorno. Bisogna potenziare la presenza dei medici nei centri vaccinali».

Cosa non ha funzionato sinora?

«La Puglia ha avuto una partenza stentata quando ha organizzato le vaccinazioni per gli ultraottantenni e per i soggetti fragili. Questo accade quando i generali non stanno sul campo. Il modo di procedere a stento ha riguardato anche le fasi successive».

Faccia un esempio del procedere a stento.

«Beh, per alcuni giorni si è deciso di stare quasi fermi e di rinviare al 12 aprile la vaccinazione dei 70enni, sostenendo che mancassero i vaccini. Tant’è che l’assessore Lopalco faceva riferimento alla fine di marzo a 39mila vaccini, mentre il 2 aprile il responsabile regionale della prevenzione, Michele Conversano, lo ha smentito e ha detto che erano disponibili 80mila vaccini».

L’assessore e il dirigente del dipartimento di prevenzione non si parlano?

«Non lo so. Ma se vi è bisogno di un facilitatore, sono disponibile. Dopo la dichiarazione di Conversano vi è stata la corsa a organizzazione nei giorni di Pasqua e Pasquetta, il 4 e 5 aprile, una sessione straordinaria di vaccinazione per i caregiver e i familiari conviventi di minori di 16 anni con disabilità grave. Ma la situazione continua a essere critica anche per quanto riguarda gli ultraottantenni».

Colpa dell’assessore Lopalco? Odi Emiliano?

«Non sta a me indicare responsabilità. Ma vi è un eccesso di burocratizzazione e un uso curioso del verbo procedere. Per una serie di ragioni non vi è una scrivania dove non si pratichi lo scaricabarile e invece di andare avanti si va indietro. Ovviamente non c’è malafede, ma nel caso dell’assessore emerge chiaramente che egli non ha particolare esperienza e competenza di amministrazione pubblica, cioè di organizzazioni complesse, di diritto e di contabilità pubblica».

Lopalco è un epidemiologo con curriculum da docente universitario. Non basta?

«Sarà un bravo tecnico, ma gli manca la politica e soprattutto l’amministrazione pubblica. Per dire, il professore Tommaso Fiore è stato un ottimo assessore non perché era anche un ottimo anestesista, ma perché sapeva e sa di politica e di organizzazioni complesse».

C’è chi tra i gruppi di opposizione pensa a una mozione di sfiducia.

«Non è il tempo della lotta politica, ma delle soluzioni».

Tra sabato e domenica la Puglia ha conquistato spazio anche sui media esteri, perché prima ha comunicato che tutti gli ultra60enni potevano recarsi presso i centri di vaccinazione senza prenotazione e poi, per evitare il caos, ha dovuto comunicare il ritorno alle prenotazioni e vaccinazioni per fasce di età.

«Liberalizzare le vaccinazioni era una buona idea, ma andava accompagnata con norme di garbo, tipo dalle 8 alle 9 vanno quelli non prenotati i cui cognomi iniziano con le lettere A e B. e poi a seguire. Abbiamo 202mila vaccini circa e dobbiamo somministrali se vogliamo uscire da questo incubo. II personale? Penso ci sia. Va organizzato. Senza dimenticarci dei tamponi».

Che significa?

«L’estate scorsa l’assessore Lopalco sosteneva che eravamo tutti malati di tamponite acuta e che era un errore, perché vi era il rischio di molti falsi negativi se i tamponi venivano fatti in fretta. È vero che con molti tamponi ci possono essere mold falsi negativi, ma si scoprono anche tanti veri positivi. I veri positivi, spesso asintomatici, se non vengono controllati provocano un aumento dei contagi. In prospettiva non dobbiamo sottovalutare la necessità di utilizzare i tamponi, per essere anche pronti al tracciamento. Mi dispiace di fare anche in questo caso la parte dell’antipatico, ma io cerco semplicemente di proporre soluzione».

 

Operatori sanitari no-vax, Amati: “Dati ministero dicono 20mila. Se reali, applicare leggi o rimuovere DG”

“Ho chiesto l’audizione dei DG delle Asl pugliesi per sapere se è reale il dato spaventoso di 20mila operatori sanitari no-vax, riportato dal rapporto ministeriale settimanale aggiornato al 10 aprile sull’esecuzione della campagna vaccinale. Fosse così saremmo di fronte a una clamorosa violazione di due leggi, statale e regionale, idonea ad attivare la rimozione dei Direttori generali”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Gli operatori sanitari pugliesi sono 140mila e a oggi risulta che 20.543 non hanno ricevuto la prima dose del vaccino. Poiché non posso pensare che per tutti si tratti di esenzione per particolari patologie che comportano l’incompatibilità con la pratica vaccinale, i casi sono due: o c’è un errore nella comunicazione dei dati oppure si tratta di no-vax impuniti, nonostante il rigore della legge regionale che prevede tra l’altro una sanzione sino a 5mila euro, con un mancato gettito di oltre 100milioni di euro.
Per sciogliere questo dubbio ho pensato di interpellare i Direttori generali delle ASL, considerato che incombe sugli stessi la responsabilità per la mancata applicazione delle leggi vigenti in materia d’esecuzione dell’obbligo vaccinale.
E comunque appare sempre surreale osservare ambiti di obiezione alla vaccinazione proprio tra coloro che hanno il dovere di curare le persone e che invece si pongono quali fonti di malattie per opinioni fondate sulle suggestioni piuttosto che sulla prova scientifica”.

 

 

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 204.534 dosi. Domenica 11 aprile sono state somministrate 11.596 dosi in meno rispetto a sabato. Il weekend non sia più una giustificazione”

“Ieri, domenica 11 aprile, sono state somministrate meno 11.596 dosi rispetto al giorno precedente, cioè 13.297 contro 24.893. Complessivamente, su 970.745 dosi consegnate ne risultano somministrate 766. 211, con una disponibilità residua di 204.534 dosi. C’è bisogno di un massiccio incremento e il weekend non può giustificare un calo d’attenzione”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 7:10 di oggi e in attesa di consolidamento.

“Nel dettaglio. Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 51.192. Restano dunque disponibili 26.108 dosi. Ciò vuol dire che domenica 11 aprile sono state somministrate 1993 dosi, 3349 dosi in meno rispetto a sabato 10 aprile. Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 569.491. Restano dunque disponibili 45.654 dosi. Ciò vuol dire che domenica 11 aprile – sottolinea Amati – sono state somministrate 9.457 dosi, quindi 8763 in meno rispetto a sabato 10 aprile. Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 145.528. Restano, dunque, disponibili 132.772 dosi. Ciò vuol dire – conclude – che domenica 11 aprile sono state somministrate 1.847 dosi, con un più 516 rispetto a sabato 10 aprile.
Con riferimento al dato di Sabato 10 aprile, consolidato alle ore 7.10 di oggi – lunedì 12aprile – sono state somministrate 6524 dosi in più rispetto a venerdì 9, cioè 24.893 contro 18.369”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 222.415 dosi. Sabato 10 aprile somministrate 4.252 dosi in più rispetto a venerdì. C’è un incremento ma bisogna fare molto di più”.

“Ieri, sabato 10 aprile, sono state somministrate 4.252 dosi in più rispetto al giorno precedente (21.962 contro 17.710). Complessivamente, su 970.745 dosi consegnate ne risultano somministrate 748.330, con una disponibilità residua di 222.415 dosi.

Mi pare che ci sia stato un piccolo passo avanti, ma c’è bisogno di un massiccio incremento tenendo i centri aperti h12 e uno per provincia h24, avendo cura di non generare comunicazioni all’ultimo momento che possono disorientare e mettere in difficoltà l’ancora precaria organizzazione”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati ricevuto del Ministero della salute e a cui potrebbero essere apportati ulteriori aggiornamenti.

“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 47.130. Restano dunque disponibili 30.170 dosi. Ciò vuol dire che sabato 10 aprile sono state somministrate 4.068 dosi, con un + 730 rispetto a venerdì 9 aprile.
Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 557.687. Restano dunque disponibili 57.458 dosi. Ciò vuol dire che sabato 9 aprile sono state somministrate 16.666 dosi, con un + 3.144 rispetto a venerdì 9 aprile.
Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 143.513. Restano, dunque, disponibili 134.787 dosi. Ciò vuol dire che sabato 9 aprile sono state somministrate 1.228 dosi, con un + 378 rispetto a venerdì 9 aprile”.

Vaccinazioni, Amati: “Disponibili 247.539 dosi. Ieri somministrate solo 18 in più rispetto al 7 aprile, serve un colpo di reni”

“Ieri sono state somministrate solo 18 dosi in più rispetto a giovedì 7 aprile. Su 970.745 dosi consegnate, infatti, ne risultano somministrate 723.206, con una disponibilità residua di 247.539 dosi. Ciò vuol dire che l’8 aprile sono state somministrate 15.478 dosi, cioè più 18 dosi rispetto al giorno precedente. Serve un colpo di reni per sollevarci dagli ultimi posti in classifica, a cominciare dai centri aperti h12 e uno per provincia h 24”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“I numeri odierni delle vaccinazioni – prosegue – riportano uno scenario di somministrazioni che ha bisogno di essere incrementato al più presto. Nel dettaglio. Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 41.373. Restano dunque disponibili 35.927 dosi. Ciò vuol dire che l’8 aprile sono state somministrate 2.314 dosi ( – 120 rispetto al giorno precedente). Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 539.682. Restano dunque disponibili 75.463 dosi. Ciò vuol dire che l’8 aprile sono state somministrate 15.478 dosi ( + 463 rispetto al giorno precedente). Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 142.151. Restano, dunque, disponibili 136.149 dosi. Ciò vuol dire – conclude Amati – che l’8 aprile sono state somministrate 716 dosi ( – 325 rispetto al giorno precedente)”.

Amati: “Anche il Centro vaccinale di Ostuni è pronto. E sono 19”

“Un altro centro vaccinale è stato allestito in provincia di Brindisi ed è a Ostuni nel palazzetto della città. E con questo sono 19 i punti per le somministrazioni dei vaccini anti Covid già allestiti in provincia, 10 dei quali hub, cioè con più di 8 postazioni”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“La campagna vaccinale e gli allestimenti proseguono nonostante i ritardi nelle somministrazioni. Intanto la prossima settimana saranno allestiti anche i centri di Carovigno, Cisternino, Erchie e San Michele salentino, portando il numero complessivo a 23: ogni Comune avrà dunque un centro vaccinale, tranne Brindisi che per numero di abitanti ne conta ben tre.
Sarebbe buona cosa stabilire una volta per tutte l’apertura almeno h12 di 10 hub in provincia e h24 di quello più grande.
Solo così potremo vincere la battaglia nel più breve tempo possibile”.

“Basta burocrazia: utilizzare tutte le dosi In ogni provincia un centro aperto h24“

Corriere del Mezzogiorno Puglia di sabato 10 aprile 2021, pagina 3

Intervista a Fabiano Amati
L’appello di Amati: «Hub accessibili 24 ore al giorno» 

«Basta burocrazia: utilizzare tutte le dosi In ogni provincia un centro aperto h24»

di Vito Fatiguso

L’INTERVISTA

BARI «Non è il consigliere Amati a dire che le cose in Puglia non vanno bene. Sono i numeri a imporre un cambio di passo: bisogna vaccinare e fare più tamponi. È il tempo di scendere in campo e pensare meno alla burocrazia. La soluzione? Centri vaccinali aperti almeno per 12 ore al giorno e uno per provincia in attività h24. Dosi subito ai 7oenni e proseguire con i fragili». Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio (Pd), è stato il primo a richiamare l’attenzione dell’amministrazione Emiliano sulla lentezza della macchina vaccinale pugliese. Sin dall’inizio della campagna (27 dicembre 2020) lanciò l’idea di tenere centri aperti e di utilizzare quante più fiale possibili perché «una dose in frigorifero significa cansare decessi».

Amati, la Puglia è in ritardo sulle somministrazioni. Quali sono le ragioni?

«Non è il tempo delle polemiche, ma di leggere i dati per cambiare ciò che non va. Bisogna cambiare passo».

Prima era colpa delle poche dosi ora della tipologia di vaccino (Pfizer, Moderna, AstraZeneca). Qual è la verità?

«Come ho detto in tempi non sospetti bisogna usare tutti vaccini disponibili e organizzare meglio i centri. Tutti devono restare aperti almeno 12 ore al giorno e uno per provincia deve lavorare h24».

Le scorte non sono sufficienti.

«E un falso problema. Dobbiamo essere chiari: il presupposto è avere i vaccini altrimenti non ne usciamo più e non sarà possibile immunizzare la popolazione per il periodo estivo. Quindi bisogna andare avanti con le dosi a disposizione seguendo la logica del fornaio».

Ovvero.

«Quando fa il pane di giornata tende a venderlo tutto, non lo conserva perché poi sa che non è più buono. Ma il giorno dopo è pronto a farne altro. Quando Michele Conversano, responsabile della campagna di vaccinazione della Puglia, ha ammesso che c’erano nei magazzini 89 mila dosi di AstraZeneca anziché 39 mila si è capito che i conti non tornavano. La verità è che i generali non stanno sul campo di battaglia. Devono vedere dal vivo cosa va e cosa no, devono dare fiducia alle persone facendo meno circolari e riunioni in videoconferenza».

Stessa cosa per i tamponi: ne facciamo un quarto del Veneto che ha più o meno gli stessi abitanti della Puglia.

«Ricordo che all’inizio della pandemia c’era chi sosteneva (L’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco, ndr) che non era opportuno fare tamponi a tappeto perché si alimentavano i falsi negativi. È falso. Si alimentano i falsi negativi, ma si pesa anche la popolazione dei positivi che aiuta a comprendere la diffusione del virus. In queste ore il Regno Unito ha annunciato che per ogni settimana spettano due tamponi gratuiti a persona. In Puglia se ne devono fare di più anche perché quelli privati costano».

Situazione critica anche negli ospedali.

«Oltre alle difficoltà delle terapie intensive e del personale medico mancano posti per i pazienti in via di miglioramento che libererebbero i letti a chi ne ha più bisogno. A Brindisi è stata creata una rete di strutture che rimarrà alle comunità. Non investimenti temporanei come quelli della Fiera del Levante».

Vaccini e furbetti, Amati: “Se saltare la fila è questione di coscienza, chi non mi fornisce elenchi sente i suoi morsi?”

“Se saltare la fila è una questione di coscienza, come ha detto Draghi, in Puglia non si sentono evidentemente i suoi morsi, tant’è che ancora non mi vengono rilasciati gli elenchi dei vaccinati, nonostante il reclamo accolto dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Ho inoltrato nuovo sollecito”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sono costretto, mio malgrado, a reiterare la richiesta di rilascio dell’elenco vaccinati, considerato che la perdurante inerzia non è giustificata da alcun motivo, soprattutto se proveniente da un dirigente ordinario della Regione, che ha doveri di lealtà nei confronti dell’amministrazione di appartenenza e non nei confronti degli amministratori pro-tempore, a cominciare da me. Mi dispiace peraltro che sul mio reclamo si stia disattendendo una decisione adottata dalla Presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, sentito l’Ufficio di Presidenza, determinando una mancanza di rispetto istituzionale nei confronti dell’alta funzione esercitata dalla Presidenza del Consiglio regionale, così come previsto dal nostro ordinamento.
Ricordo che nessun atto endo-procedimentale, compresi eventuali pareri di servizi o uffici, magari di stretta collaborazione degli organi d’indirizzo politico, possono essere utilizzati per derogare al procedimento in materia d’accesso agli atti del Consigliere regionale, che io ho seguito alla lettera e che perciò chiedo sia rispettato, pena autorizzare ipotesi di violazione di legge e di regolamento finalizzati a generare specifici e ingiusti vantaggi. Ma voglio confidare che così non sia.
Ho pertanto pregato ancora una volta il dirigente d’esercitare le sue funzioni di gestione sulla base dei doveri di diligenza e onore, così da rilasciarmi con urgenza gli atti, considerando che ove considerasse la questione, mettendosi dalla parte di un cittadino pugliese, sono certo non gradirebbe constatare la violazione delle prerogative di un consigliere regionale, peraltro esercitato in conformità con le norme e al solo fine di rappresentare i pugliesi”.

Vaccinazioni, Amati: “Abbiamo 285mila dosi da inoculare e siamo sempre terzultimi. Centri aperti h12 o h24”

“Oggi, giovedì 8 aprile, abbiamo in frigorifero circa 285mila dosi di vaccini da somministrare e purtroppo siamo sempre terzultimi nella graduatoria nazionale. Pesano i venti giorni di ritardo accumulato nella vaccinazione dei 70enni, nonostante l’ampia disponibilità del vaccino AstraZeneca. Aprire dunque i centri vaccinali per 12 ore al giorno e uno per provincia h24 è la soluzione principale per colmare il ritardo”. Lo dichiara il presidente della commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Nella nostra regione risultano somministrate il 70,7% delle dosi consegnate, pari a circa 690mila. Sono a disposizione delle aziende sanitarie circa 285mila dosi, così suddivise: AstraZeneca 138.118, Moderna 42.544 e Pfizer Biontech 103.470.
Considerando le attuali tecnologie vaccinali con doppia dose, bisogna ancora somministrare 6.500.000 dosi, possibilmente entro la fine dell’estate e sempre compatibilmente con la fornitura dei vaccini. Tutto ciò significa che non può restare nemmeno una dose in frigorifero e che in pochi giorni i medici di medicina generale devono vaccinare fragili e allettati, e i dipartimenti di prevenzione devono completare i 70enni attraverso l’apertura di almeno un centro vaccinale h24 e tutti gli altri almeno h12.
Accolgo con soddisfazione le dichiarazioni recentissime del presidente Emiliano e dell’assessore Lopalco, sulla necessità di mettere in campo il massimo della forza logistico-organizzativa senza farsi condizionare dalla burocrazia e dai mal di firma. In pratica, ciò che vado chiedendo da dicembre, per assicurare il prestigio che sta purtroppo mancando alla maggioranza di governo di cui faccio parte”.

Vaccinazioni, Amati: “No a Puglia zimbello: si deve vaccinare per età e fragilità, con centri aperti h24. In frigo oltre 220mila dosi”

“Reagiamo e mettiamo fine alla Puglia zimbello che si vaccina per furbetti, categorie e pure lentamente, e avanti tutta per età, senza eccessi burocratici, con i centri più grandi aperti h12 e uno per provincia h24. Tranne ultra ottantenni e fragili, per il resto ogni categoria ha le sue buone ragioni ed è per questo che non può essere un criterio. E purtroppo più di 220mila dosi attendono nei frigoriferi”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“A questo punto gli unici criteri di vaccinazione devono essere l’età e la fragilità. Agire per categorie o peggio per furberie, determina subbuglio e ingiustizie perché ogni categoria ha le sue buone ragioni, per cui ogni scelta rischia di apparire arbitraria o frutto di privilegi.
Dobbiamo invece fare in modo di completare il programma vaccinale entro la prossima estate e per far ciò c’è bisogno di ottimizzare la risposta organizzativa, senza eccessi di burocrazia.
La prima necessità risulta dunque quella di tenere tutti i centri più grandi aperti 7 giorni su 7 e per non meno di 12 ore al giorno e un centro per provincia, il più grande, aperto h24. Non ci può essere nemmeno un’ora della giornata in cui in una qualsiasi azienda sanitaria pugliese non ci sia qualcuno a vaccinarsi.
Questo programma eviterebbe tra l’altro il problema di migliaia di dosi in frigorifero, ad oggi oltre 220mila. Abbiamo infatti da inoculare oltre 150mila dosi di AstraZeneca, quasi 55mila di Moderna e quasi 20mila di Pfizer Biontech. Numeri inammissibili perché il tempo perso miete vittime”.