Autore: Fabiano Amati
Amati: “Vaccinare senza perdere tempo. Subito e senza prenotazione le 150mila dosi AstraZeneca per 79-70enni”
“Basta con le perdite di tempo. Con 150mila dosi di AstraZeneca e dopo le prove generali dell’ultimo fine settimana, dobbiamo vaccinare subito la fascia d’età 79-70, senza prenotazioni e inutili orpelli burocratici. E, contemporaneamente, con le quasi 80mila dosi di Pfizer e Moderna, dobbiamo terminare la vaccinazione per gli ultra ottantenni e avviare seriamente la campagna per i fragili”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“Spero che l’iniziativa vaccinale del fine settimana di Pasqua abbia convinto l’Assessorato alla sanità che bisogna lavorare senza sosta nella campagna vaccinale, senza perdere tempo in burocrazia e senza nascondere il numero delle dosi disponibili. In questo momento la Regione Puglia ha a disposizione circa 150mila dosi di AstraZeneca e circa 80mila dosi di Pfizer/Biontech e Moderna. Ciò vuol dire che si può partire da domani con la vaccinazione degli under 80, senza prenotazioni e carte bollate di sorta, contemporaneamente terminare la vaccinazione degli over 80 e cominciare con serietà, consegnando le dosi ai medici di medicina generale o sostituendosi a loro in caso di ritardo, la campagna per i fragili.
Disponiamo già di una rete di centri vaccinali adeguata con numerosi operatori appassionati e volenterosi. Sarebbe un delitto tenerli chiusi con le dosi nel frigorifero”.
Assistenza malati, Amati: “Nessuno deve morire da solo in ospedale, perché nega civiltà millenaria”
“Morire da soli in ospedale non può essere il frutto di una procedura ottusa in grado di mettere in discussione forme millenarie di carità e pietà civile. E tutto ciò soprattutto nei nostri tempi, avendo a disposizione una gran quantità di tecnologie di sicurezza. I malati terminali o in condizioni estremamente critiche hanno il diritto di stringere una mano cara e ci sono mille rimedi per renderlo possibile”.
Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.
“Già nel dicembre scorso – prosegue – sollevai in solitario il problema e, purtroppo, inutilmente. In queste ore il collega Antonio Tutolo ha riproposto in forma eclatante la questione e mi sento di offrirgli ogni forma di sostegno e solidarietà. Spero che nelle prossime ore la Giunta regionale assuma un provvedimento di carattere generale, cioè valido per tutte le aziende della Regione, indicando le modalità di sicurezza per poter effettuare le visite. Diversamente sto valutando – conclude – alcune iniziative politico-amministrative per rendere realizzabile un’attività che appartiene alla gamma dei diritti dei cittadini e dei doveri degli amministratori”.
Aeroporto Brindisi, Amati: “Lavori pista proseguono regolarmente ma Comune si sbrighi”
“La questione della stradina necessaria per il prolungamento del sentiero di avvicinamento RWY 13 dell’aeroporto di Brindisi, esterno dal sedime aeroportuale, non interferisce con gli interventi in corso di riqualificazione delle infrastrutture (pista, AVL, vie di rullaggio). Bene sta però facendo il gruppo Cinquestelle al Comune di Brindisi nel sollecitare l’immediato adempimento, altrimenti i lavori finiranno e Enac non darà l’autorizzazione”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“È necessaria la cessione al più presto della stradina comunale, così da consentire l’autorizzazione per il nuovo sentiero di avvicinamento: quello utilizzabile a seguito dei lavori, finalizzato alla maggiore sicurezza e a evitare interferenze con il traffico portuale.
Spero dunque che il Comune di Brindisi faccia in fretta, per non ritrovarci con i lavori fatti e senza poter godere dei benefici che ne derivano, introducendoci ancora una volta in una storiaccia di lentezze burocratiche e a discapito delle buone pratiche amministrative di cui abbiamo estremo bisogno”.
Vaccini e furbetti, Amati: “Ancora niente elenco, ma siamo all’incredibile: dirigente chiede permesso per fare proprio dovere”
“Ancora niente sulla richiesta dell’elenco vaccinati per scovare i furbetti. Mi è stato accolto il reclamo, ho presentato un sollecito e il dirigente che fa? Chiede il permesso agli organi d’indirizzo politico per compiere un atto di gestione, cioè rilasciarmi l’elenco. Una storia incredibile. Ma qual è la paura che nasconde quest’atteggiamento?”.
Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.
“Due giorni fa – prosegue il consigliere regionale – ho invocato nuovamente l’intervento della presidenza del Consiglio regionale per ottenere l’elenco dei cittadini pugliesi sottoposti a vaccinazione anti-Covid. E invece di ottenere finalmente l’elenco e scongiurare questa perdurante inerzia, mi viene recapitata per conoscenza una lettera rivolta alla segreteria generale della Giunta regionale per chiedere indicazioni e istruzioni, avvertendo che in caso di mancate indicazioni si procederà al rilascio degli elenchi. Assenza di indicazioni? C’è la legge, c’è la decisione su un reclamo, c’è il potere di gestione del dirigente. E dobbiamo aspettare indicazioni dall’organo d’indirizzo politico?”.
“Questa storia – sottolinea Amati – sta assumendo contorni surreali, con una pericolosa sovrapposizione tra le funzioni di gestione e quelle d’indirizzo politico, che francamente non si addicono alle norme, alla logica, al buon senso e pure al nostro sistema costituzionale. Spero di poter avere al più presto l’elenco dei vaccinati, al fine di effettuare il mio dovere di controllo, evitando – conclude – questi improduttivi e dolorosi confronti tra persone operanti per la stessa pubblica amministrazione”.
Vaccini AstraZeneca, Amati: “Finalmente confermata disponibilità di 80mila dosi. Smentito Lopalco. Ma quando si comincia?”
“Dopo tanto tergiversare ci voleva l’intervento del Dott. Michele Conversano in una trasmissione Rai, per confermare i dati indicati dal ministero, e cioè che disponiamo di 80mila dosi complessive di vaccino AstraZeneca da inoculare con urgenza piuttosto che tenerle in frigorifero. Ecco così smentite le affermazioni recenti dell’assessore Lopalco sulla disponibilità massima di 39.000 dosi da inoculare agli assistenti dei disabili e fragili, campagna peraltro annunciata ma non ancora cominciata, per cui la domanda resta la stessa: perché non cominciamo subito a usare queste dosi? Il tempo che passa miete vittime”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Capisco l’impegno a reclamare sempre più dosi, ma sarebbe utile se questa rivendicazione ci vedesse già con i frigoriferi vuoti.
E invece non è così. Abbiamo in deposito circa 80mila dosi di AstraZeneca, nonostante l’urgenza di coprire la fascia d’età 79-70 e la categoria degli assistenti di persone fragili e disabili, i caregiver, ma queste attività non cominceranno prima del 12 aprile o nella data concettuale del “più presto possibile”, di per sé incompatibile a essere usata per gestire una campagna vaccinale per fronteggiare una pandemia.
A questo si aggiunga che gli hub e i centri vaccinali stanno lavorando con sedute ampiamente ridotte e nemmeno tutti i giorni, per cui è davvero incomprensibile continuare a burocratizzare con regolamento, programmi e circolari, ciò che ha solo bisogno di lavoro h24 e senso pratico.
Spero che dopo aver sprecato tanto tempo nel ping-pong sul numero di vaccini ancora inutilizzati, sia la volta buona per lanciare la Puglia tra le regioni italiane più virtuose nella realizzazione della campagna vaccinale. Ne va del buon nome ma soprattutto della vita dei pugliesi”.
Amati: “Un Ospedale di Comunità anche a Latiano. Un’idea da concretizzare subito”
“Un Ospedale di Comunità anche a Latiano in una struttura storica della città e completamente ristrutturata, ovvero nel “Pio istituto Caterina Scazzeri”. È l’idea che mi sento di sostenere, in collaborazione con il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale, per dare anche agli abitanti di Latiano un importante presidio territoriale di assistenza come quello istituito da poco a Cisternino e in via di apertura a San Pancrazio Salentino”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“Sono stato per un sopralluogo questa mattina nel “Pio istituto Caterina Scazzeri” di Latiano e ritengo che questo immobile bellissimo abbia tutti i requisiti strutturali e di spazi per poter avviare il procedimento di istituzione di un Ospedale di Comunità avviando nei tempi più brevi possibili i lavori per l’adeguamento degli spazi. Mi pare che l’idea sia compatibile e in coerenza con il programma della Asl sull’assistenza territoriale, per cui con pochi lavori, in particolare l’impianto di gas medicali, si potrebbe partire nel giro di qualche mese.
Insomma, con l’Ospedale di comunità anche il Comune di Latiano avrebbe un importante presidio territoriale di assistenza che andrebbe ad arricchire l’ampio ventaglio di strutture presenti in tutta la provincia di Brindisi”.



Vaccini e furbetti, Amati: “Niente elenco a dispetto della Capone e Ufficio di Presidenza. Volontà di occultare è chiara. Nuovo reclamo”
“Nonostante l’accoglimento del mio reclamo, il parere istruttorio e diversi solleciti, non riesco ancora ad avere l’elenco dei vaccinati per controllare eventuali violazioni. E tutto questo a dispetto della Presidente Capone, dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, delle prerogative dei consiglieri e quindi dei cittadini elettori, ma soprattutto della verità. Mi sembra chiara la volontà di occultare qualche misfatto. Ho per questo proposto un nuovo reclamo”.
Lo comunica il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Dopo l’accoglimento del primo reclamo ho riproposto la domanda di rilascio degli atti, allegando anche il parere istruttorio posto a fondamento della decisione della Presidente Capone. Nonostante ciò, a oggi non ho ricevuto quanto richiesto né alcun riscontro e tale condotta omissiva mi pare lesiva delle nostre prerogative e degli obblighi di disciplina e onore del responsabile del procedimento, nonché ingiustificatamente diretta a occultare la mia conoscenza degli atti per risalire a eventuali irregolarità.
Per questo ho chiesto alla Presidente del Consiglio regionale di inoltrare per me la richiesta, esigendo il rispetto della sua decisione, adottata udendo l’Ufficio di Presidenza, ovvero di tutelare nel modo più opportuno le mie prerogative e quelle di ciascun consigliere regionale, così da evitare nel caso specifico una violazione delle norme e in generale la sedimentazione di un precedente illegittimo e in grado di depauperare il valore e l’autorevolezza dell’Assemblea legislativa e del processo democratico che concorre a formarla”.
Vaccini con AstraZeneca, Amati: “Il programma vaccinale non può somigliare al gioco dell’oca”
“Migliaia di dosi in frigorifero del vaccino AstraZeneca e fascia 79-70 rinviata a dopo il 12 aprile. La ragione? Gli uffici regionali riferiscono che quelle dosi servono per coloro che assistono le persone fragili e i disabili, i caregiver, i quali a loro volta riferiscono che i medici di medicina generale, cioè quelli che dovrebbero vaccinarli, non hanno dosi e hanno rimandato il tutto a data da destinarsi. Ma cos’è questo il gioco dell’oca?”.
Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Ancora stamattina il sito del ministero riporta una disponibilità di vaccini AstraZeneca per la Puglia pari a circa 80.000, ma su questo gli uffici regionali dichiarano una minore provvista, pari a circa 39.000.
Prima domanda: perché il Ministero sbaglia così clamorosamente i dati e la Regione non chiede un’immediata correzione? Si attende risposta.
Andiamo avanti. Queste dosi dovrebbero essere usate per la fascia d’età 79-70, ma il sistema informatico abilita le ASL alla prenotazione solo per data successiva al 12 aprile.
Seconda domanda: perché perdere tanti giorni, considerato che il tempo perso miete vittime? A questa domanda la risposta è che quelle dosi, 39.000 o 80.000 (prima o poi capiremo) servono per vaccinare gli assistenti, caregiver, delle persone fragili o disabili.
E qui sorge spontanea la terza domanda: cosa dicono sull’argomento i vaccinatori di questi assistenti, cioè i medici di medicina generale?
Dicono che non hanno certezze sul calendario delle inoculazioni e che ancora non hanno ricevuto in distribuzione nemmeno una fiala.
Se dunque le notizie servono per conoscere la verità e dando per buone tutte queste risposte, qual è la conclusione? Che abbiamo circa 80.000 o 39.000 dosi di vaccino AstraZeneca da inoculare ai 79-70enni, oppure agli assistenti dei fragili o disabili, e che per clamorose difficoltà organizzative le teniamo in frigorifero. Ecco tornati al punto di partenza, come nel gioco dell’oca, ma con la differenza che questo non è un gioco.
Mia domanda: ma la vogliamo smettere di fare i burocrati, quelli delle carte da mettere a protocollo, e cominciare, senza perdere nemmeno un minuto, la più grande campagna vaccinale che ci sia? Aggiornamento a domani”.
SMA, Amati: “Notizia meravigliosa. La Puglia prima regione italiana con obbligo generalizzato di screening neonatale”
“Una notizia meravigliosa. Da oggi la Puglia è l’unica regione italiana in cui è obbligatorio sottoporre tutti i neonati a screening per diagnosticare la SMA e così offrire loro la possibilità di accedere tempestivamente a tutte le cuore disponibili. Ho visto così tanto dolore da diagnosi tardiva, che tutto questo mi sembra solo un primo passo e una promessa di maggiore impegno”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della proposta di legge Screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale – SMA.
“Ringrazio tutti i colleghi consiglieri che hanno sottoscritto e votato la proposta di legge.
Lo screening neonatale per tutti i neonati e per le malattie neuromuscolari è in Italia un livello essenziale di assistenza dalla fine del 2018, con la legge statale di bilancio per il 2019. È davvero ingiustificabile, dunque, che da oltre due anni si attenda l’aggiornamento dell’elenco degli screening da parte dal Ministero della Salute, nonostante si sappia che per queste malattie la diagnosi precoce è strettamente collegata alla possibilità di poter accedere o meno alle più innovative cure, a partire dalle terapie geniche.
E in questo senso spero che la decisione pugliese possa servire anche da sollecitazione, affinché l’obbligo di screening sia esteso all’intero Paese.
L’atrofia muscolare spinale – SMA è una malattia causata dalla degenerazione dei motoneuroni, prima causa di mortalità infantile e definita rara per la sua incidenza compresa tra 1/6000 a 1/10000.
La diagnosi molecolare di SMA può essere realizzata mediante un test che metta in evidenza l’assenza di funzione di un gene e interpelli un gene omologo a quello che ha subito la perdita di funzione, così da stabilire la gravità della malattia. Poiché la SMA si presta bene a programmi di screening neonatale è più facile con diagnosi precoce l’utilizzo di diverse terapie, ma tutte comunque con maggiore efficacia di successo in base alla precocità dell’avvio del trattamento. Se diagnosticata in tempo diverse possono essere le terapie a cui poter sottoporre i neonati entro i 6 mesi di vita. Un esempio per tutti, la possibilità di poter ottenere il farmaco Zolgensma nome che abbiamo imparato a conoscere con le storie di Melissa, Federico, Paolo e Marco che hanno superato i 6 mesi e che non possono accedere a questa terapia in base alle norme AIFA. Per questo lo screening neonatale diventa una possibilità di riconoscere in tempo la malattia e la proposta di legge approvata oggi renderà obbligatorio lo screening con un test genetico effettuato dal laboratorio di genomica dell’Ospedale Di Venere entro e non oltre l’arco temporale di 2-5 giorni dall’accettazione del campione prelevato e con le modalità stabilite dal centro di riferimento. In caso d’identificazione di un neonato affetto da SMA, il risultato dovrà essere confermato su un nuovo campione di DNA estratto dallo stesso materiale prelevato, comunicato al Punto nascita di riferimento e da questo alla famiglia, che verrà indirizzata presso un servizio di Genetica medica della Regione per effettuare una completa consulenza specialistica. La legge approvata è auto esecutiva e dichiarata urgente, per questo si potrà partire subito.
Ovviamente lo screening neonatale è solo una tappa. In questi anni la genetica medica sta mettendo a punto tecnologie che il sol pensiero reclama ottimismo. Stiamo andando infatti verso il sequenziamento esomico, cioè analisi del 1-2% del genoma che codifica i geni, filtrato ad evitare che possano essere registrate variazioni di significato incerto, ovvero mutazioni in geni che lascerebbero presagire diagnosi per malattie indesiderate ad esordio in età adulta, per le quali al momento non vi è alcuna cura”.