“Così come ci chiedono con serietà e responsabilità gli igienisti, i pediatri e i medici di medicina generale, noi faremo tutto ciò che è possibile per contrastare lo slittamento dell’obbligo vaccinale, per difendere la legge regionale sulla vaccinazione degli operatori sanitari e per migliorare sempre più l’anagrafe vaccinale informatica pugliese che è in grado di stroncare tutte le autocertificazioni fasulle”.
Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando il documento congiunto dei presidenti e dei segretari delle sezioni regionali della Società italiana di igiene e medicina preventiva (Siti), della Società italiana di pediatria (Sip), della Federazione italiana dei pediatri (Fimp) e della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg).
“La politica che c’entra con il popolo e non con i suoi aguzzini, o con i soliti parolai e chiacchieroni, non può – proseguono i quattro consiglieri regionali della Puglia – che raccogliere gli appelli e i suggerimenti di chi ha studiato a lungo per poter meglio consigliare ciò che fa bene o ciò che fa male. Noi faremo tutto ciò che è possibile per mantenere in crescita il trend positivo delle vaccinazioni in Puglia, sempre in sintonia con gli igienisti, pediatri, medici di medicina generale, dipartimenti di prevenzione e osservatorio epidemiologico regionale”.
“Il nostro lavoro sarà inoltre diretto – concludono – a fornire tutti i mezzi utili per potenziare l’attuale sistema informatico pugliese sulle vaccinazioni (Giava), in grado di controllare all’istante, tra le tante caratteristiche, tutte le autocertificazioni, rendendo così vana ogni tentazione di aggiramento delle norme”.
Autore: Fabiano Amati
Impugnativa legge regionale vaccini, Amati: “Anche i tecnici del Ministero hanno svelato l’intento politico dell’iniziativa”
“Sui vaccini nemmeno i tecnici del ministero hanno avuto cuore di tacere sul meritorio intento dell’iniziativa legislativa della Regione Puglia. E lo hanno scritto nella proposta d’impugnativa, che è un documento tecnico in cui mai si ritrovano annotazioni o giustificazioni sull’opportunità politica. E se non è questo un indizio?”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, con riferimento all’impugnazione da parte del Governo nazionale della legge regionale sull’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari (nota Ministero 3118-P-26/07/2018) e della proroga all’anno scolastico 2019-20 dell’obbligo vaccinale per i bambini.
“I tecnici ministeriali – prosegue – hanno letteralmente scritto di ritenere ‘meritevole l’iniziativa della Regione Puglia, che è finalizzata al perseguimento di importanti obiettivi di prevenzione’. Si sono preoccupati, quindi, di fornire ogni più opportuno indizio sui mandanti di questo scempio, svelando così la retrocessione del controllo governativo sulle leggi a strumento di becera battaglia politica. Hanno, in definitiva, denunciato la condotta del Governo nazionale, incurante del fatto che la sostanza di questo argomento è l’alternativa secca tra salute e malattia”.
“Insomma, nell’ebbrezza di perseguire lo scellerato disegno politico – conclude Amati – il Governo frantuma gli interessi del popolo, in particolare della sua parte più numerosa e più debole, e strizza l’occhio alle malattie per mettersi all’inseguimento di qualche migliaia di voti organizzati”.
Batterio pugliese come la peste milanese (ma gli oscurantisti dettano la linea)

Da Gazzetta del Mezzogiorno del 4 agosto 2018
La commedia dell’uomo posto di fronte alla tragedia a cui non vuol credere è già andata in scena. Tante volte. La Xylella in Puglia fa ricordare una di queste, la peste del 600 raccontata da Manzoni nei Promessi sposi. Peste milanese e Xylella pugliese. Due malattie diverse per due epoche differenti e con niente in comune, se non un dettaglio più importante delle stesse malattie: la cecità nel riconoscerle.
Tutto uguale. Leggere i capitoli XXXI e XXXII del grande romanzo italiano o digitare su Google le parole chiave del bersela o del darla a bere, dà gli stessi risultati. O quasi; sì, quasi. Perché mentre per la peste una lettera pastorale del cardinale Federico prescrisse ai parroci d’ammonire il popolo sul rispetto delle misure di contenimento («consegnar le robe infette o sospette»), per la xylella i suoi fratelli odierni nell’episcopato si sono fermati in meditazione ad una stazione di una recente via crucis di Pasqua per dire che estirpare gli ulivi malati somigliava alla notissima soluzione di Pilato. Si provi a sostituire nell’intero racconto la parola ‘peste’ con ‘xylella’ e tutto funzionerà perfettamente, compreso il realizzarsi del sogno d’amore tra Renzo e Lucia. Quando Manzoni rievoca la diagnosi di peste fatta dal protofisico Lodovico Settala, sembra di sentire il patologo vegetale Giovanni Martelli alle prese con la xylella. Entrambi meno che ottuagenari, perciò con una reputazione di vita oltre che di scienza, capaci di attrarre i più scatenati e funesti pregiudizi di chi corre «più facilmente da’ giudizi alle dimostrazioni e ai fatti». Cioè di coloro che procedono contromano.
Pro patriae hostibus. Tutti nemici della patria. Settala e suo figlio Senatore, come Martelli e i suoi allievi universitari. E non solo; i ricercatori del CNR, i funzionari dell’osservatorio fitosanitario regionale, dello IAM, del Basile Caramia o di qualche politico disposto a non nascondere il buon senso «per paura del senso comune»; tutti impossibilitati ad attraversare le piazze «senza essere assaliti da parolacce, quando non erano sassi». La peste? La xylella? Ma che dite? Questo fu – ed è – l’urlo della folla. Fosse stato così «tutti sarebbero morti» o tutti sarebbero secchi. Era la rarità dei casi che allontanava «il sospetto della verità e confermava sempre più il pubblico in quella stupida e micidiale fiducia che non ci fosse peste», o per noi dunque la xylella. Insomma si era di fronte ad una «manifesta impostura, cabala ordita per far bottega sul pubblico spavento», concetto questo in grado di fare scopa – quasi quattrocento anni dopo – con la suggestione del complotto orchestrato da spregiudicati untori per vendere i fitofarmaci delle ‘malavitose’ multinazionali.
E se a tutto concedere qualcuno avesse creduto alla peste, era stato prontamente ammonito per portare nel cuore un senso di rabbia o vendetta contro le più plausibili ipotesi di contaminazione: quella attribuita a don Gonzalo Fernandez de Cordoba per ricambiare gli insulti ricevuti, oppure quella addebitata a «un ritrovato del cardinal de Richelieu, per spopolar Milano, e impadronirsene senza fatica». Che vale quanto a riferire le somiglianti ipotesi per il contagio da xylella, alternativamente riferite al campo libero per la realizzazione del gasdotto Tap o alla induzione all’abbandono dei campi pugliesi per facilitare la più immonda speculazione edilizia. O di riffa o di raffa «quando gli animi son preoccupati, e il sentire faceva l’effetto di vedere», la cronaca di una processione organizzata per Milano con le reliquie di San Carlo ben può equivalere ad una manifestazione a Lecce con l’hashtag difendiamo-gli-ulivi. Si vede così nitidamente, allora come ora, la suggestione che prende vantaggio sulla ragione e sull’esperienza. Niente di più del povero «senno umano che cozzava co’ fantasmi creati da sé».
Davvero niente di nuovo. Per la mala fede dei distributori professionali e seriali del bene, spesso le nostre povere menti sono arruolate nell’esercito delle paure. E questo accade di più quando senza la vaccinazione con gli antigeni della Storia, ci risulta più comodo «d’attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi». Oppure combattere con le armi della fiducia negli straordinari mezzi del Sapere, che oggi a differenza del ‘600 possediamo e spesso non riconosciamo.
Fabiano Amati – Consigliere Regionale
Vaccini, impugnata la legge pugliese. Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia: “D’ora in poi chi tace è complice”
“D’ora in poi sui vaccini chi tace è complice. Deve diventare la battaglia dei medici, dei giuristi e dei politici avveduti contro gli aguzzini del popolo. Per questo invitiamo gli ordini dei medici, degli avvocati e le diverse società scientifiche a prendere posizione contro l’ignobile proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale e l’impugnazione della legge pugliese sulle vaccinazioni degli operatori sanitari”.
Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, con riferimento alla decisione del Governo nazionale di impugnare la legge regionale pugliese sull’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari e la proroga all’anno scolastico 2019-20 dell’obbligo vaccinale previsto dalla legge Lorenzin.
“Non si può tacere o far finta di niente – continuano i consiglieri regionali pugliesi – anche perché è una violenza fuori misura, inflitta al popolo quella che, in nome di un malinteso senso della libertà, riduce la politica di prevenzione su malattie note, nelle stesse ore in cui nei laboratori universitari si studiano le nuove e gravi malattie portate da nuovi e pericolosissimi vettori animali. È inoltre importante che il Pd nazionale e pugliese – sottolineano gli esponenti del partito in Consiglio regionale – si svegli dal torpore in cui è caduto dopo il 4 marzo e avvii, tanto per cominciare, una straordinaria campagna di comunicazione, città per città, sui rischi di questo nuovo medioevo, che è destinato a sfregiare nella salute il popolo e la parte più debole di esso”.
“Ai tanti dirigenti e militanti locali – concludono Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia – offriamo la nostra collaborazione e chiediamo di alzare in ogni circolo la bandiera del futuro, del progresso, della civiltà e dell’umanità, senza alcuna soggezione nei confronti delle forze politiche di governo”.
“Alla lotteria Tap oggi è stato estratto da Salvini il biglietto ‘si’”
“Benvenuti alla lotteria Tap. Oggi con il sorteggio di Salvini è uscito il biglietto ‘Tap si’. Ieri la mano di Conte aveva estratto il biglietto ‘Tap ni’, mentre gli esponenti extra lusso pugliesi pescano sempre il jolly dell’indecisione: Tap si, no e ni. E per oggi è tutto.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando la dichiarazioni del Ministro Matteo Salvini “sulla Tav per quello che mi riguarda si va avanti e non si torna indietro”, rilasciata oggi ad un’emittente televisiva nazionale.
“La dichiarazione di Salvini replica altra di uguale tenore dei giorni scorsi, poi edulcorata, con fiumi di parole nervose e indispettite, dagli esponenti Cinque stelle pugliesi, che su quest’argomento non riescono a sopportare nemmeno l’ironia nonostante siano figli dello sberleffo.
A questo punto non ci resta che attendere la prossima estrazione, nella speranza che il giorno della decisione arrivi al più presto, così da farci capire se la linea adottata sarà stata quella del tradimento elettorale o piuttosto quella di ‘Melendugno libera’ proclamata su un cartellone esposto sulle vetrate degli uffici 5S in via Capruzzi.”
Fusione nucleare, Amati: “Inaccettabile decisione del Tar Lazio. Andiamo al Consiglio di Stato”
“Il Tar del Lazio ha respinto in sede cautelare il nostro ricorso sull’esperimento di fusione nucleare a Brindisi, affermando delle assolute novità in materia di contenzioso amministrativo: l’avviso pubblico non avviava una gara ma una semplice ed insindacabile ricognizione immobiliare di comparazione con il sito Enea di Frascati e che le regole del gioco potevano essere cambiate a partita quasi finita. Mi pare che ora ci tocchi il Consiglio di Stato.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando l’ordinanza cautelare emessa oggi dal Tar Lazio sul ricorso presentato dalla Regione Puglia avverso il procedimento d’individuazione del sito Enea di Frascati (in danno di quello della Cittadella della ricerca di Brindisi) per la realizzazione dell’esperimento di fusione nucleare DTT (Divertor Tokamak Test).
“Ove si volesse seguire il ragionamento motivazionale seguito dalla decisione del Tar Lazio, dovremmo concludere che in Italia esistono procedimenti amministrativi privi di tutela giurisdizionale in base all’originalità/peculiarità della procedura. Il che pare un’assoluta novità per i tempi moderni e possiede notevoli somiglianze con le procedure tardo ottocentesche come quella per la realizzazione dell’Acquedotto Pugliese, la cui costruzione fu aggiudicata ad insindacabile giudizio della commissione. Ma in quel caso ebbero almeno la cura di scrivere nell’avviso pubblico l’assenza di destino per chiunque avesse voluto lagnarsi.
Infatti, non una parola sulle numerose violazioni di procedimento segnalate dalla Regione Puglia ma un insolito arroccamento su una formula in grado di dire che in questo procedimento non c’erano regole da rispettare e che addirittura potevamo essere cambiate in sede di valutazione delle offerte. Ciò un istante prima dell’atto d’aggiudicazione o – visto l’esito – di preferenza.
Ringrazio l’Avvocatura regionale sia per il meticoloso e competente lavoro compiuto sinora, che per ciò che certamente farà nel portare dinanzi al Consiglio di Stato – come auspico – le ragioni pugliesi.”
Amati a Rutigliano per parlare di servizi sanitari territoriali
“Servizi sanitari territoriali, quali scenari per Rutigliano?” È il tema dell’incontro che si terrà oggi giovedì 02 agosto alle 19:30 nel Cortile Castello di Rutigliano.
Interverrà il Presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia Fabiano Amati e il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Dott. Filippo Anelli e Massimo Mincuzzi, Segretario Generale Puglia e Vice Segretario Nazionale del FIALS.
Tap, Amati: “Conte dice sì a Trump, i nostri ‘eroi’ sussurrano il ‘no’ ai parenti. Ma ci siete o ci fate?”
“Nelle stesse ore in cui il premier Conte rassicura Trump e gli USA che TAP è per l’Italia un opera strategica, i nostri ‘eroi’ pugliesi extra lusso sussurrano ai parenti che “il gasdotto non serve né al sud né all’Italia” (Barbara Lezzi)
e che “restiamo fortemente contrari” (parlamentari e consiglieri regionali 5S). Viene da chiedere: ci siete o ci fate? E in attesa di risposta ci muniamo dei conforti di saggezza di Forrest Gump.”
Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente della Commissione bilancio della Regione Puglia.
“È vero che il partito dei Cinquestelle è stato fondato da un comico, ma per far ridere e non per farci riempire di ridicolo. Dicano pertanto chiaramente che l’argomento TAP è servito per frodare e turlupinare i pugliesi e la piantino di introdurre concetti di alto lignaggio economico e geo-politico, come la strategicità, solo per mantenere in piedi questa commedia su cui è opportuno che cali al più presto il sipario.”

