Comunali, Nardò, Amati: “Problema non è sindaco destra ma parole idiote e atti irragionevoli, sostenuti peraltro da Emiliano”

 

“Gli avversari sono il male, li asfalteremo! Ha detto così il sindaco di Nardò, che non è un caso politico perché di destra e sostenuto da Emiliano. È un caso perché usa parole idiote e senza senso e trova pure Emiliano che lo elogia perché gli avrebbe insegnato a unire. Strana teoria, un rullo sugli altri per unire e amministrare la cosa di tutti. Ma dove hanno studiato?”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio Fabiano Amati.

“La vicenda Nardò è inquietante perché si porta dietro anche atti amministrativi irragionevoli, purtroppo sostenuti dall’amministrazione regionale. E penso al fatto che a causa dell’ostinato contrasto del Sindaco di Nardò, la città di Porto Cesareo galleggia sui liquami, nonostante l’impianto di depurazione sia stato terminato e attende solo di entrare in esercizio. Il motivo? Non si accetta una regola idraulica elementare e cioè che ogni impianto di depurazione deve avere un recapito finale e che quello di Porto Cesareo va condiviso con quello di Nardò. È così facendo si continua a inquinare sia il mare di Porto Cesareo che quello stesso di Nardò.
Questi fatti, che spesso vengono nascosti dietro la polemica accesa sul posizionamento politico, sono l’essenza della questione Nardò e che rendono ingiustificabile ogni tipo di sostegno da parte di chiunque.
Se riuscissimo a spostare il dibattito pubblico sull’essenzialità dei fatti piuttosto che sulle simpatie personali tra singoli, verrebbe fuori che il caso Nardò è solo un caso di insufficienza amministrativa che va contrastato, senza alcuna accondiscendenza da parte di esponenti istituzionali di rilievo. Altro che destra, sinistra o centro”.

Sequenziamento esoma, Amati: “Ritirate l’impugnazione. Ho scritto a Draghi e a tutti i Ministri”

 

“Ho chiesto al Presidente Draghi e ai ministri di rivedere la scelta di impugnare la legge regionale sul sequenziamento dell’esoma, quella tecnica che consente attraverso l’analisi dell’1 per cento di DNA di individuare l’85 per cento delle malattie rare. Il rischio concreto, che si sta già verificando, è l’empasse sul fronte della diagnostica altamente tecnologica per curare molte persone”.

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, rendendo nota la lettera inviata a Palazzo Chigi e a tutti i Ministeri 24 ore dopo l’annuncio da parte del Governo nazionale della decisione di impugnare la norma approvata in estate dal Consiglio regionale, prima in Italia, sul sequenziamento dell’esoma.

“Non si tratta solo di impedire un ulteriore passo indietro sul fronte della genomica, e già solo questo sarebbe motivo sufficiente per cambiare rotta, ma di evitare che si blocchino tutte le prescrizioni in corso. Stiamo parlando di vita umana e di malattie rare. I tecnici del Ministero della Sanità che hanno proposto l’impugnazione della norma sostengono che quella legge violi la Costituzione in tema competenza esclusiva dello Stato. Hanno ritenuto cioè che quel tipo di attività diagnostica non sia inserita nei Livelli essenziali di assistenza. E invece in quel librone che è l’allegato 4 del Dpcm 12 gennaio 2017, con i codici da G1.01 a G1.47 sono elencate, quali Lea appunto, le diverse Analisi mutazionali di malattie che necessitano di esaminare i geni per la diagnosi. Ho fatto presente nella lettera inviata al Presidente Draghi, al Sottosegretario alla Presidenza e a tutti i Ministri la gravità della situazione che si verrà a creare nell’attesa che questa impugnazione venga poi definita davanti alla Corte Costituzionale. Significherà bloccare una diagnostica fondamentale nell’individuazione e quindi nella cura immediata e più efficace per tantissime malattie rare. Non possiamo permettere ancora che la burocrazia sia un ostacolo per la ricerca sul fronte della medicina. E’ già accaduto in passato e ha provocato vere e proprie tragedie. Il paradosso che ho riportato nella lettera è che i nostri uffici hanno segnalato tutto questo agli uffici del Ministero della Sanità, quando sono arrivate le prime osservazioni che lasciavano presagire quello che poi si è verificato. Ma le nostre note, pur puntuali, non sono state prese in considerazione nella scelta di impugnare. E questo è un altro aspetto critico sul fronte della leale collaborazione tra Stato e regioni. E’ una battaglia, questa, di fronte alla quale non intendo fermarmi, perché farlo equivarrebbe a ignorare i benefici di salute derivanti dalla metodica e a porsi di traverso sulla strada dell’innovazione”.

Test genetico tumore al seno, Amati e Caracciolo: “Giunta approva linee operative dopo nostra proposta di legge. Contenti, si corre più veloce”

 

“Siamo contenti che la Giunta regionale abbia accelerato e approvato i provvedimenti necessari per avviare i test genomici per il carcinoma mammario. Per ovviare al ritardo avevamo, nei giorni scorsi, depositato una proposta di legge assieme ai colleghi Bruno, Di Gregorio, Pentassuglia e Paolicelli. Speriamo di essere ancora in tempo per non perdere i fondi”.

Lo dichiarano Fabiano Amati e Filippo Caracciolo, rispettivamente presidente della Commissione regionale Bilancio e capogruppo del PD, firmatari di una proposta di legge per l’attivazione gratuita e in completa esenzione da compartecipazione dei test genomici alle donne con carcinoma mammario in fase precoce.

“Si tratta di un test di grande importanza nell’evitare chemioterapie quando inopportune o addirittura dannose – spiegano Amati e Caracciolo -. Accade infatti che, dopo il trattamento chirurgico e sulla base dell’esame istologico, le donne affette da carcinoma mammario risultino a rischio recidiva basso, alto o intermedio. E’ evidente che nei primi due casi la scelta di ricorrere alla chemioterapia sia abbastanza semplice (si evita nel primo, si fa nel secondo). Più complicato decidere come comportarsi con il rischio intermedio o incerto. Sinora molti medici prescrivevano la chemio a scopo precauzionale anche in questi casi. I test genomici sono una diagnostica altamente tecnologica che consente di avere risposte più certe e definite, tanto che dalle relazioni ministeriali si legge che il ricorso alle chemio, in questi casi, si abbassa con percentuali che variano dal 50 al 75 per cento. Un’iniezione di vita per le donne che già combattono una battaglia difficile. Il Ministero della Sanità aveva prima dell’estate approvato il decreto stanziando i finanziamenti per le regioni. Entro il 7 settembre bisognava procedere con una delibera con le indicazioni operative di esecuzione dei test e monitoraggio. Ci siamo fatti promotori della proposta di legge proprio per colmare quel ritardo ed evitare alla Puglia di perdere i fondi che saranno stanziati (prima tranche) entro il 7 novembre. Siamo soddisfatti che la Giunta abbia provveduto attraverso una delibera, accelerando quindi il percorso burocratico-normativo”.

Eolico in mare, Amati: “Noto una salutare conversione ambientalista. Speriamo che duri”

 

“C’è una salutare conversione veramente ambientalista nel favore che si sta manifestando nei confronti dell’impianto eolico nel mare di Brindisi. Confido nella tenuta di tutti su questa posizione, perché l’alternativa alle fonti rinnovabili è l’inquinamento e la povertà”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i programmi di realizzazione di parchi eolici offshore proposti a largo di Brindisi.

“Tutti parliamo di transizione ecologica, di verde e di idrogeno, senza però mettere in conto che per realizzarla c’è bisogno di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Di qui deriva anche il clamoroso ritardo nelle autorizzazioni su centinaia di programmi energetici, come se le nozze potessero farsi con i fichi secchi.
Nelle ultime ore, però, mi pare che stia avanzando un importante approfondimento politico, ancorato alla razionalità e alle più moderne soluzioni tecnologiche. E io che non risparmio critiche quando tutto sembra rivolgersi verso politiche decrescitiste, finalizzate al no a tutto e quindi altamente inquinanti, non posso tacere nell’esprimere parole di apprezzamento.
Se a Brindisi cominciassimo a camminare sulla concretezza, senza farsi accecare dai fumi delle ideologie, dei pregiudizi e del contrasto alla prova scientifica, scopriremmo un mondo che ci attende con la gran voglia di utilizzare a fini innovativi e produttivi il grande potenziale delle infrastrutture che abbiamo e della posizione geografica di cui godiamo”.

Piano casa, Amati: “Commissione unanime approva proroga al 2022. Condivido intento Governo di renderlo stabile”

 

“Il voto unanime della Commissione sulla proposta di legge di proroga del Piano casa a tutto il 2022, dimostra l’utilità economica dello strumento e la sua coerenza con i valori ambientali di riduzione del consumo di suolo. Condivido l’iniziativa annunciata dall’assessore Maraschio, di rendere al più presto stabile e strutturale lo strumento e il suo valore economico ed ecologico”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, sottoscrittore con il consigliere Filippo Caracciolo della proposta di legge.

“È chiaro che non appena il Consiglio regionale approverà la riforma annunciata dall’assessore, anche il provvedimento di proroga licenziato oggi dalla Commissione e in attesa di approvazione del Consiglio perderà efficacia.
Sono contento che anche gli imprenditori edili e tutti gli ordini pugliesi degli ingegneri, architetti e geometri, tranne quello degli ingegneri di Bari che si è riservato d’inviare una nota scritta, abbiano espresso parere favorevole a tutta l’impostazione proposta da noi e dal Governo regionale sul Piano casa e anche sulla proposta di abrogazione della norma approvata di recente sul divieto di monetizzazione degli standard, a tutto svantaggio dei piccoli interventi e dei comuni.
In ogni caso, lo strumento del Piano casa, nato e cresciuto durante il primo e il secondo governo Vendola e sulla base di una legge statale promossa dal Governo Berlusconi, dimostra ancora oggi la sua vitalità produttiva e la sua funzione plurima, incentrata su aspetti fortemente ecologici, la riduzione del consumo di suolo e l’utilizzo di materiali per il risparmio energetico, sulla minore discrezionalità nella decisione e quindi minori rischi di corruzione, e sui migliaia di piatti a tavola che ha consentito di assicurare”.

Oncoematologia Brindisi, Amati: “Approvato progetto fattibilità. Ora subito la gara e l’avvio dei lavori”

“La realizzazione del nuovo padiglione per i pazienti di oncoematologia di Brindisi è un obiettivo sempre più vicino. Con l’approvazione del progetto di fattibilità da parte della Asl si è conclusa la fase delle autorizzazioni. Adesso l’indizione della gara e l’avvio dei lavori. I pazienti che già vivono una situazione clinica complicata meritano il più velocemente possibile di curarsi in ambienti decorosi”
Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, che nei mesi scorsi aveva segnalato l’inaccettabile condizione dei pazienti dell’attuale reparto.
“Vi era e vi è ancora una situazione strutturale e logistica al limite della ragionevolezza: 130 pazienti ogni giorno in stanze anguste e super affollate, corridoi occupati dagli schedari, sale di attesa insufficienti, ambulatori adattati in spazi ridotti, privacy garantita con paraventi. Abbiamo individuato le risorse finanziarie e la Asl, con questa delibera, chiude i passaggi burocratici legati alle autorizzazioni. Adesso si proceda con l’indizione della gara. Previsti, con la realizzazione di un nuovo padiglione, uno spazio dedicato al day hospital di oncoematologia e un altro ad ambulatori di dermatologia, oltre all’acquisto di idonee e innovative attrezzature medicali”.

Legge esoma, Amati: “Impugnazione Governo è abnorme e ostacola la diagnosi su malattie rare. Appello a media, genetisti e associazioni”

 

“Il governo nazionale ha inflitto un grave danno alla diagnosi sulle malattie rare e alla disciplina della genetica medica, impugnando con una motivazione tecnicamente abnorme la legge sul sequenziamento dell’esoma, cioè una metodo che dall’esame dell’1% del DNA aiuta a diagnosticare l’85% delle malattie. Il motivo? Si sostiene che la tecnica non è nei LEA ed invece c’è e ha il codice da G1.01 a G1.47. Una vicenda gravissima che m’induce a chiedere a media, genetisti, associazioni e cittadini un’intensa campagna d’attenzione e denuncia, perché si tratta di problemi riguardanti ciò che c’è di più importante: la vita. Combatterò su tutti i fronti questa battaglia per l’innovazione e la salute”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando la decisione del Governo nazionale d’impugnare dinanzi alla Corte costituzionale la Legge regionale n. 28 del 6.8.2021 – Istituzione del servizio di analisi genomica avanzata con sequenziamento della regione codificante individuale.

“La decisione d’impugnare è un festival di paradossi a discapito purtroppo delle possibilità di cura dei pugliesi e di tutti i cittadini italiani, perché la legge pugliese stava diventando una buona pratica da imitare.
Il Governo nazionale ha deciso d’impugnare, sulla base di una proposta avanzata dal Ministero della salute, sostenendo la mancata previsione del metodo diagnostico nei livelli essenziali d’assistenza (LEA). Si tratta di un’abnorme e clamorosa svista, considerato che l’attività diagnostica istituita con la legge regionale impugnata è espressamente prevista sotto i codici da G1.01 a G1.47, riportati da pag. 142 a pag. 144 dell’allegato al DPR 12.1.2017, cioè proprio nell’elenco dei LEA. Anche nell’elenco dei vecchi LEA, cioè nel DM 22.7.1996 la prestazione era regolarmente prevista e tariffata.
A ciò si aggiunga, e questo si segnala come ulteriore paradosso, che sin dal 26.10.2017 è stata sottoscritta un’intesa tra Stato, regioni e provincie autonome per l’innovazione del sistema sanitario basata sulle scienze omiche e che tra gli impegni assunti con quell’intesa c’è quello, a carico delle regioni, di recepire obiettivi e azioni.
C’è da dire infine che l’impugnazione della legge creerà una sospensione dell’attività, nelle more che la Corte costituzionale si esprima, su una pratica associata a necessità di tempestiva diagnostica e dove ogni giorno perso corrisponde a una riduzione di possibilità nella cura.
Mi appello a tutti, a partire dai media, per promuovere una campagna d’informazione e d’attenzione martellante, finalizzata a determinare le condizioni per ottenere dal Governo nazionale un auspicabile passo indietro”.

Pta San Pietro Vernotico, Amati: “Ci siamo. Domani l’avvio dei lavori per la ristrutturazione”

 

“Inizieranno domani i lavori di ristrutturazione complessiva del Presidio territoriale di assistenza (PTA) del Ninetto Melli di San Pietro Vernotico. Un percorso lungo e complesso che non ha mancato qualche volta di tensioni o spunti polemici. La comunità di San Pietro si prepara dunque ad avere un presidio di assistenza destinato alle malattie croniche e alla lungodegenza”.

Lo comunica Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia.

“Con la consegna del cantiere alla ditta che si è aggiudicata l’appalto inizia a concretizzarsi il progetto di dotare la comunità di San Pietro di un livello di assistenza sanitaria efficiente e ad ampio raggio. La riconversione in Pta dell’ospedale Melli prevede in particolare attività di riabilitazione con quattro moduli di specializzazioni diverse e complessivi 96 posti letto. L’obiettivo è farlo diventare un centro di riferimento nel campo della riabilitazione per tutta la Puglia meridionale. Grazie alla riconversione e alla dotazione di macchinari all’avanguardia sarà un luogo dove ci sarà posto per malati di Alzheimer, cure estensive e cure di mantenimento. Ma la riconversione, con una dotazione finanziaria iniziale di 9milioni di euro, prevede anche l’istituzione di un ospedale di comunità dedicato alle patologie che necessitano di cure periodiche che non possono essere effettuate a domicilio e, inoltre, l’istituzione di una Rems, per i detenuti in assistenza psichiatrica. Con il presidio di San Pietro Vernotico sono cinque i Pta della provincia di Brindisi, a cui si aggiungeranno presto quelli di San Pancrazio Salentino e Latiano.
Ringrazio i manager della Asl di Brindisi per aver eseguito il lavoro che ci ha portato a questo primo e importante esito”.

Tumore al seno, Amati: “Proposta di legge per colmare un ritardo sui test genomici ed evitare chemioterapie inappropriate”

“Una proposta di legge per colmare un ritardo sui test genomici alle donne con carcinoma mammario in fase precoce e quindi per evitare chemioterapie inappropriate o addirittura dannose. Spero che il Consiglio regionale approvi al più presto, dando ulteriore seguito a una strategia legislativa di diagnosi e cura che in questa legislatura può già fregiarsi di tre leggi, sullo screening obbligatorio per la SMA, sul sequenziamento dell’esoma e sul DNA fetale”.

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, promotore di una proposta di legge, sottoscritta dai colleghi Consiglieri regionali Maurizio Bruno, Enzo Di Gregorio, Donato Pentassuglia e Francesco Paolicelli, su “Esecuzione test genomici per la cura del tumore al seno”

“In Puglia si registrano 3200 casi di tumore alla mammella: sulla base dei calcoli relativi a tumore e stratificazione clinico-patologica si dovrebbero effettuare circa 598 test genomici all’anno per poter dedurre il livello utilità della chemioterapia adiuvante post-operatoria, in aggiunta al trattamento ormonale.
Le donne con carcinoma mammario in fase iniziale, infatti, hanno la necessità di sottoporsi a trattamento chirurgico e sulla base dell’esame istologico risultano a basso, intermedio o alto rischio di recidiva. Se si escludono dunque i casi a basso o alto rischio di recidiva, per i quali la decisione di ricorrere o meno alla chemioterapia adiuvante è molto semplice, difficile si presenta la decisione per i casi definiti a rischio incerto o intermedio. A supporto di questa decisione interviene allora il test genomico, che vogliamo introdurre in Puglia con la proposta di legge, che si presenta decisivo per la prescrizione o meno della chemioterapia.
Può infatti capitare che a scopo prudenziale lo specialista possa decidere per i casi intermedi di prescrivere o non prescrivere la terapia e fare comunque un danno, nonostante siamo dotati di strumenti tecnologici, i test genomici, in grado di supportare in coerenza con la prova scientifica la decisone del medico.
Secondo la proposta di legge depositata il test sarà erogato gratuitamente e in completa esenzione da compartecipazione.
E’ un’occasione che la Puglia non può perdere. Lo dobbiamo a tutte le donne di questa regione che combattono ogni giorno con grande coraggio una battaglia che, grazie all’innovazione e alla ricerca scientifica, può risultare meno complicata. Il nostro compito è agevolarle almeno nelle crepe della burocrazia”.

Protezione dagli alluvioni a Fasano, Amati: “E con i lavori consegnati oggi, salgono a quattro i canali deviatori per mettere in sicurezza la città”

“E con i lavori consegnati oggi all’impresa aggiudicataria per la realizzazione del canale deviatore di Fasano centro, salgono a quattro le opere idrauliche per mettere in sicurezza l’intera città dagli alluvioni. Tra i due già realizzati, Montalbano e Torre Canne, e quello di Pezze di Greco in fase di realizzazione, il canale deviatore di Fasano centro rappresenta il completamento di un programma avviato nel 2010 per difendere i cittadini da rischi mortali. E tutto ciò perché se non si da un regime alla furia dell’acqua i danni alle cose e le disgrazie alle persone presto o tardi arrivano”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, Fabiano Amati, che assieme al sindaco della città, Francesco Zaccaria, e al Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico, Elio Sannicandro, ha partecipato alla cerimonia di consegna dell’area di cantiere all’impresa appaltatrice.

“L’intero tracciato dei lavori riguarderà l’area intorno al centro abitato – spiega Amati-. Sarà costruito un canale deviatore delle acque piovane lungo 4.200 metri. Un’opera imponente e salvavita. Il canale sarà collegato a due vasche di laminazione che raccoglieranno la piena delle acque con la funzione di diminuirne velocità e potenza. Di fatto si ridefinisce il corso naturale delle acque a valle del centro abitato. Infatti l’acqua piovana raccolta sarà, attraverso i 4 km di canale, rilasciata in una lama naturale, Lama d’Antico, che quindi diventerà il corso d’acqua recettore finale. Salvaguardando così il centro urbano di Fasano. È un’opera di ingegneria idraulica rilevante, con un impegno finanziario di 8milioni450mila euro”.