Green pass, Amati: “L’obiettivo è la vaccinazione e la protezione dai no-vax. Tamponi gratis è ingiustizia”

“L’obiettivo di sanità pubblica è la vaccinazione e il green pass serve a proteggere le persone dai no-vax. Non si può pretendere di esercitare la propria testardaggine credulona, con tutto il potenziale di pericolo per gli altri, godendo di tamponi ingiustamente pagati dallo Stato o dal datore di lavoro. Chi vuole obiettare sulla vaccinazione deve almeno essere disposto a pagarne tutte le conseguenze”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Lo spostamento dell’obiettivo di salute pubblica dalla vaccinazione ai tamponi avrebbe l’effetto di vanificare gli sforzi dell’imponente campagna vaccinale ancora in corso.
Il tampone gratis sarebbe peraltro una concessione diseducativa al complottismo che sta alla base di tutte le manifestazioni contro il green pass, dando addirittura fiato e giustificazione alle frange di violenti che in quelle manifestazioni s’insinuano per scopi politici.
Bisogna comprendere una volta per tutte che non può essere a spese degli altri il diritto di pensare contrastando la prova scientifica e il dovere di non danneggiare gli altri”.

Serbatoio GNL Brindisi, Amati: “Pareri politici camuffati da pareri tecnici violando la legge: così si uccide un porto e speranze ambientaliste della città. E gli altri godono”

“Così si uccide un porto e le speranze ambientaliste di una una città: con indebite e pacchiane interferenze politiche sui pareri tecnici del Consiglio superiore dei Lavori, il quale addirittura le accoglie violando la legge che regola la sua stessa competenza. E il bello è che non hanno nemmeno avuto la cura di pulire la scena del delitto dalle impronte digitali. Ovviamente ci sono altri porti, Taranto e Barletta per esempio, che stanno già brindando. Intervengano i ministri Cingolani e Giovannini”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, con riferimento al parere del’Organo di consulenza tecnica del Mit sul deposito costiero di GNL proposto nel porto di Brindisi.

“Quel parere contiene abnormità giuridiche che si possono accettare solo se ascoltate in un’assemblea di disinformati. Si sostiene, infatti, che la proposta debba essere localizzata su spazi previsti dal Piano regolatore portuale. Cioè da uno strumento del 1975.
Tale indicazione non tiene però conto di due questioni preliminari: il Piano regolatore portuale non ha valore urbanistico, come stabilito dal Consiglio di Stato con diverse sentenze e dallo stesso Consiglio superiore in occasioni precedenti; altre localizzazioni avrebbero bisogno di lavori di adeguamento per un tempo non inferiore a dieci anni.
Ma il rilievo più grave è che il Consiglio superiore dei Lavori pubblici dimentica di applicare l’art. 13 del Decreto Legislativo 257 del 2016, il quale dispone che proprio il parere del Consiglio è di per sé una variante al Piano regolatore portuale. Il che vale quanto dire che l’Organo di consulenza tecnica del Ministero delle Infrastrutture avrebbe potuto dare il suo parere contrario su tutto, tranne che sulla questione di compatibilità con il Piano regolatore portuale, perché il suo stesso parere costituisce per legge una variante.
Che la norma citata sia stata violata con coscienza e volontà si deduce poi chiaramente dal fatto che sia stata cancellata dalla proposta di parere la frase “ovvero, se da realizzare nell’area proposta, sia oggetto di una preventiva variante, anche localizzata, al predetto Piano regolatore”. Qualora l’assemblea l’avesse mantenuta sarebbe infatti incorsa in una confessione esplicita d’incompetenza.
In questa cancellazione c’è comunque l’impronta digitale lasciata da chi sta provando in ogni modo a uccidere le speranze ambientaliste e salutiste di Brindisi, a tutto vantaggio della continuità inquinante e carboniera.
E tutto ciò è evidente in tempi in cui nemmeno le notizie sulle clamorose riduzioni delle scorte di gas dell’Europa stanno fermando i sabotatori.
Se non fosse per il grande danno che si compie nei confronti di Brindisi sarebbe più soddisfacente fermarsi a guardare la scena di una città moribonda, nell’attesa di poter dire “ve l’avevo detto”. Ma giacché l’amministrazione pubblica non è il luogo in cui si può attendere di avere ragione sulle cose che gli altri hanno impedito di fare, non ci resta che rivolgerci ai ministri Cingolani e Giovannini, affinché Brindisi e il suo porto non perdano occasioni utili e perché non sia pagato ancora una volta dai cittadini un nuovo tributo all’arretratezza e all’inquinamento”.

Spesa farmaceutica, Amati: “Male quella delle Asl per 264milioni, bene quella convenzionata per 108milioni. Urgono interventi”

 

“Sulla spesa farmaceutica risultati contraddittori: eccesso di spesa per le Asl, più 264milioni nel 2020 rispetto al tetto di 529milioni, e notevoli risparmi per la convenzionata, meno 98milioni nel quadriennio 2017-2020. Credo che ci sia bisogno di una stretta nella gestione degli ospedali e degli enti di ricerca, perché non si può predicare la virtù agli altri, nella specie i medici di medicina generale e i farmacisti, e tollerare il vizio delle strutture aziendali proprie. Gli eccessi di spesa farmaceutica, inoltre, ci regalano una beffa: la metà della spesa in eccesso, cioè 132milioni riferendoci al 2020, è stata coperta con il bilancio autonomo, cioè le tasse dei cittadini, sottraendo risorse per altri obiettivi necessari”.

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, al termine della seduta congiunta di I e III Commissione (Bilancio e Sanità).

“Sulla base dei dati presentati in Commissione dai dirigenti di sezione emergono forti criticità, sul fronte della spesa e del rispetto del tetto, negli acquisti diretti dei farmaci da parte delle Asl pugliesi: nel 2020, solo per fare un esempio, si è registrato uno scostamento di oltre 263 milioni di euro. Secondo quanto spiegato in Commissione, questo dipende dalla necessità di una maggiore verifica da parte delle Asl soprattutto sull’appropriatezza prescrittiva da parte dei medici specialistici e sul non sufficiente utilizzo dei farmaci biosimilari o generici. Tanto per fare un esempio, esiste un farmaco per la cura dei tumori gastrointestinali che ha un costo di 1599 euro. Il suo biosimilare costa 19,90 euro. Anche per questo bisognerà continuare a lavorare nella direzione della centralizzazione delle gare.
Più efficiente invece la situazione della spesa per la farmaceutica convenzionata: dal 2017 si è registrata una graduale riduzione, fino ad avvicinarsi nel 2021 al valore di riferimento della media nazionale. In particolare in Puglia abbiamo avuto nel 2017 una riduzione di 28 milioni di euro, nel 2018 di 46,8 milioni, nel 2019 di 6,5 milioni, nel 2020 di 16,9 (e anche nel 2021 il trend sembra essere positivo). Complessivamente fino al 2020 la spesa si è ridotta di 98 milioni di euro. E si rileva con grande soddisfazione che per la prima volta, nel 2019 e nel 2020, la Puglia si è ritrovata adempiente ai tetti di spesa.
Anche per quel che riguarda l’acquisto di gas medicali si rileva il superamento del tetto di spesa indicato dal Fondo sanitario nazionale. Nel 2020 la spesa per acquisti diretti è stata di 9milioni 224mila 958 euro, rispetto ad un tetto massimo previsto di 5milioni 248mila. Nell’anno ancora in corso la situazione non sembra variare granché: tetto di 5 milioni272mila798, spesa raggiunta ad oggi 9milioni 348mila 116 euro. Secondo i tecnici, dei buoni risultati (esattamente come accaduto per la spesa farmaceutica convenzionata) si avranno non appena entrerà a regime l’adesione da parte delle Asl alla nuova gara regionale espletata da InnovaPuglia. Lunedì prossimo approfondiremo meglio alcune delle questioni emerse oggi per individuare soluzioni che consentano un risparmio indispensabile a garantire un servizio sanitario efficiente”

Rinnovabili, Amati: “Italia deve installare 70miliardi di watt ma in Puglia dormono 400 autorizzazioni”

 

“Era già noto ciò che il ministro Cingolani ha ribadito oggi a Lecce: se l’Italia vuole essere protagonista sul fronte della tutela ambientale, bisogna installare 70miliardi di watt da rinnovabili entro il 2030. Su questo obiettivo la Puglia potrebbe fare la sua parte se non fosse che ci sono oltre 400 pratiche per la realizzazione di impianti rinnovabili in attesa di autorizzazione. Complessivamente parliamo di 15 miliardi di potenziali watt fermi su carta per colpa del solito predominio del no-a-tutto e a vantaggio dell’inquinamento”

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, commentando l’intervento del ministro Cingolani oggi a Lecce.

“È chiaro che non tutte le oltre 400 richieste siano meritevoli di approvazione, ma la situazione pugliese è altamente contraddittoria tra gli intenti di decarbonizzazione e l’ostilità alle rinnovabili.
I dati pugliesi ottenuti durante alcune audizioni in Commissione raccontano purtroppo bene di quanto si preferisca fare ambientalismo con le sole parole e poi si attui, più o meno consapevolmente, la strada dell’inquinamento e dell’aumento delle bollette. Sulla base dei dati presentati, se si esclude la provincia di Bari, di cui attendiamo l’elenco dettagliato, le istanze sono così suddivise: 230 pratiche tra eolico e fotovoltaico in provincia di Foggia per una potenza complessiva di 170 mw; in provincia di Brindisi i procedimenti aperti sono 6 per l’eolico con una potenza complessiva di 450 mw e 79 per il fotovoltaico con potenza richiesta di 2200 mw; a Taranto i progetti in attesa di autorizzazione sono 25 per il fotovoltaico, per una potenza complessiva di 500 mw e due progetti di impianti per la produzione di energia da biometano/biomasse; nella Bat, i progetti presentati riguardano due impianti di eolico, uno di fotovoltaico, due di biometano; in provincia di Lecce le pratiche aperte sono 23, tutte di fotovoltaico, per una potenza complessiva di 395 mw. Per quel che riguarda le istruttorie ferme invece negli uffici della Regione, ve ne sono 32 statali, per le quali è richiesto agli uffici dell’ente il parere, e invece di competenza esclusiva, vi sono 17 progetti di fotovoltaico in attesa di Paur all’ufficio ambiente per una potenza di 718 mw. È dunque urgente sbloccare i procedimenti mettendosi alle spalle anche i conflitti sull’argomento, così come li abbiamo registrato durante le audizioni, tra due diverse sezioni della Regione (ambiente e paesaggio) e tra Regione e province”

Amati: “Edilizia non è attività criminale e il Piano casa è eco-edilizia, anti corruzione e piatti a tavola”

 

“Le imprese edili e i tecnici impegnati in edilizia non sono criminali e il Piano casa è uno strumento di eco-edilizia, anticorruzione e piatti a tavola. Allo stato non ci sono ricorsi pendenti sulla proroga dinanzi alla Corte costituzionale e la proposta di renderlo operativo anche per il 2022 è giustificata dalla vigenza di una legge nazionale. Attendiamo con fiducia una proposta del Governo regionale per renderlo finalmente strutturale e terminare così la stagione delle proroghe temporanee”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della proposta di legge già approvata in V Commissione per la proroga a tutto il 2022 del Piano casa.

“Il Piano Casa è stato ed è uno strumento normativo che ha consentito non soltanto al comparto dell’edilizia di poter lavorare e quindi produrre economia ma ha permesso a spazi abbandonati al degrado nelle nostre città di ritrovare cura, decoro e anche una nuova vita, attraverso una nuova destinazione. E questi sono innegabilmente risultati oggettivi. Il Piano casa crea dunque economia e immobili senza consumo del suolo, prevedendo l’utilizzo di materiali finalizzati al risparmio energetico. Chiarito questo, concordo anch’io con la necessità di dare agli imprenditori, ai professionisti, ai proprietari e ai tecnici comunali una struttura normativa organica e definitiva perché è evidente che uno strumento che ha un’efficacia valida di anno in anno non può dare solidità alla programmazione degli investimenti. Sono contento se la Giunta, come annunciato, porterà in Aula una proposta di legge che vada in questa direzione ma, secondo quanto dichiarato in Commissione dallo stesso assessore Maraschio, al momento non vi è una bozza e si vuole avviare giustamente un confronto con le parti interessate. I tempi dunque non consentono di essere certi che si arrivi all’approvazione del testo finale entro la fine dell’anno. Per questa ragione la V Commissione ha approvato la proroga al 2022”.

Xylella, false cure. Amati: “Incubo già visto e pure con logo del Comune di Lecce e Università di Bari. Fermiamoli, si tratta di truffe”

 

“Ho scoperto che ci sono in giro personaggi che vendono prodotti per riportare gli ulivi all’originale splendore, cioè un chiaro artifizio e raggiro per evocare indirettamente una fantomatica cura dalla Xylella; altrimenti che necessità ci sarebbe di riportare gli ulivi allo splendore originario, visto che l’unica fitopatia che ad oggi li attacca è la Xylella?Insomma, una truffa. E il bello è che in un caso si presentano pure con il logo del Comune di Lecce e dell’Università di Bari, sperando che queste due istituzioni pubbliche non li abbiano addirittura autorizzati. Chiedo alle strutture preposte di vigilare e intervenire perché non possiamo più consentire di speculare sulla Xylella. Abbiamo già dato per colpa dei negazionisti”.

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, che denuncia alcune pratiche commerciali che vendono prodotti con i quali trattare gli alberi di ulivo (sia quale azione preventiva sia quale cura).

“Un’azienda, incredibilmente, fa promozione via social: il prodotto si chiama Nutrixgold. In un video nel quale ci si è ben guardati dal mostrare eventuali percorsi di cura si mostrano parti di alberi verdi citando comuni duramente colpiti dalla fitopatia. Rispondendo pubblicamente a richieste di informazioni sotto il post, si annuncia una ripresa del patrimonio olivicolo in atto in oltre 100 comuni tra Lecce, Brindisi e Taranto. Ma dove? Si spiega poi la necessità di irrorare le foglie con questo prodotto miracoloso con quattro trattamenti in un anno. Qualcuno lo comunichi ai componenti del nostro comitato scientifico: saranno felici di sapere che ancora una volta c’è chi ne sa più di loro. Speriamo solo che stavolta a finire sotto inchiesta – si chiama truffa, questa! – siano i veri responsabili e non gli scienziati. Non è tutto, ché al peggio non c’è mai fine. Girano foto di cartelli, con il simbolo del Comune di Lecce e dell’Università di Bari, posizionati sotto alcuni ulivi che sarebbero curati in via sperimentale con un altra fenomenale cura: “Nuovolivo, the king”. Ci sarebbe da ridere se non fosse che le inutili proteste e le considerazioni di esperti in tutto tranne che nella materia di cui si professano esperti hanno già fatto danni irreparabili. Spero che, memore di quanto accaduto in passato, la classe politica si ritrovi questa volta compatta dalla parte giusta delle barricate, cioè la prova scientifica”

Sequenziamento esoma, Amati: “Lettera ai Parlamentari. Un aiuto per fermare impugnazione e non perdere tempo su innovazione genetica”

“Sulla genomica e il suo utilizzo nella diagnostica delle malattie rare chiedo la mobilitazione di tutti. Anche per questo ho scritto ai Parlamentari pugliesi di ogni schieramento perché intervengano, per quanto nel loro potere istituzionale di controllo e vigilanza, sul Ministero della Sanità e la relativa scelta di impugnare la nostra legge davanti alla Corte Costituzionale. E non perché si tema la sentenza, ma per non perdere tempo sull’introduzione in Puglia della genetica, utilissima per combattere gravissime malattie”.

Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, che torna ancora una volta, e come aveva promesso, sulla vicenda della scelta da parte del Governo di impugnare davanti alla Consulta la legge regionale sul’ “Istituzione del servizio di genomica avanzata con sequenziamento della regione codificante individuale”, norma di cui è primo firmatario.

“Già 24 ore dopo la notizia dell’impugnazione ho mandato una lettera al Presidente Draghi e all’intero Consiglio dei Ministri, spiegando dettagliatamente le nostre ragioni e, in particolare, argomentando sulla cantonata che i tecnici del ministero della Sanità hanno preso, senza neanche preoccuparsi di approfondire le osservazioni ricevute dagli uffici regionali. Stamattina ho spedito una lettera dello stesso tenore a deputati e senatori pugliesi affinché si sentano coinvolti in questa battaglia per il diritto più importante, ossia quello alla salute. La genomica non è il futuro ma il presente della medicina, se solo evitiamo di incartarci dietro meccanismi di una burocrazia lontana anni luce dai tempi e dai risultati della ricerca scientifica. Il sequenziamento dell’esoma è ciò che consente di diagnosticare, attraverso l’1 per cento di Dna, l’85 per cento delle malattie rare. E abbiamo imparato, purtroppo grazie alle tragedie e al dolore che la realtà ci ha sbattuto spesso in faccia, quanto sia indispensabile ai fini della cura o quantomeno di una buona qualità della vita una diagnosi in tempi brevi. I tecnici del Ministero sostengono che quel tipo di esame non è inserito nei Lea, e quindi non è erogabile dal SSN. Non solo invece sono previsti nel Dpcm 2017 (e c’erano pure nel Dm del 1996) ma si tratta di prestazioni già regolarmente prescritte e regolarmente rimborsate in tutta Italia. Quindi come si fa a sostenere tale tesi? Chiedo ai Parlamentari di esercitare il potere delle loro funzioni affinché si risparmi alla Puglia di perdere ulteriore tempo, visti i ritardi che sulla genomica l’Italia intera registra. Nell’attesa della definizione davanti alla Consulta si rischia infatti il blocco delle prescrizioni e il rinvio nell’attivazione di nuove tecniche già disponibili all’estero. E la burocrazia, su questo, ha già fatto parecchi danni che si sono concretizzati in sofferenza umana”

Ospedali Ostuni e Brindisi, Amati: “L’impresa appaltatrice non può chiudere le cucine per errori di valutazione della commessa”

 

“Le cucine degli ospedali di Ostuni e Brindisi sono un servizio che non può essere chiuso per qualche capriccio della ditta appaltatrice, utilizzato quale stratagemma per ridurre i costi. Se i titolari della società non ritengono remunerativa la commessa possono sempre rinunciarci, ma i loro errori di valutazione nella partecipazione alla gara non devono essere colmati aumentando i disagi e i costi a carico dei lavoratori”.

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia.

“Il Piano di centralizzazione del servizio cucine degli ospedali della ASL Brindisi, che la ditta aggiudicatrice sta promovendo in assoluta autonomia, prevede l’iniziale chiusura della cucina di Ostuni e la successiva chiusura di quella di Brindisi.
Nel caso di Ostuni la giustificazione sarebbe l’inidoneità di qualche attrezzatura (il cui adeguamento avrebbe peraltro un costo complessivo quasi irrisorio), giustificazione dunque poco credibile che fa il paio con l’analoga iniziativa sventata qualche mese fa grazie all’impegno e alla determinazione dei tecnici e dei manager della Asl e del presidio di Ostuni. Sia ben chiaro all’impresa che combatterò su questo fronte con tutti gli strumenti disponibili, e sarò al fianco dei lavoratori e della Asl: siamo in un paese fondato sull’economia di mercato e non sullo statalismo, il che significa che un’azienda si assume la responsabilità di eventuali errori di valutazione nella partecipazione ad una gara e non le è dunque consentito il tentativo di far ricadere quegli errori sullo Stato”

Amministrative, Amati: “Chi sta con tutti vince ovunque. Io ho perso a Nardò e spiego perché”

“Elezioni amministrative. Quelli che stanno con tutti hanno vinto ovviamente ovunque. Io invece in alcuni casi sono stato partecipe della vittoria e in altri ho perso. E oggi però vorrei parlare del comune in cui ho perso: Nardò. E ho perso non per questioni relative al posizionamento politico, anzi sul punto sono più o meno d’accordo con chi dice che si possa trattare di marketing, ma perché quell’amministrazione contribuisce all’inquinamento del mare e del suolo di Porto Cesareo e Nardò”.

Lo dichiara il Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, commentando i risultati delle elezioni amministrative.

“Se mi dichiaro del Bari e del Lecce non pare logico che qualsiasi risultato mi veda vincente? L’allargamento delle coalizioni non può dunque essere una mera questione di marketing o una campagna di comunicazione dove l’unica cosa che non c’entra è il merito. Le coalizioni si costruiscono e si sostengono sulle cose concrete che le stesse e i partiti s’impegnano a realizzare. A Nardò io stavo dunque dalla parte di chi ha perso perché non provo interesse per il marketing e mi sembrava giusto contrastare un sindaco che continua ad alimentare una teoria scientificamente infondata, avallata purtroppo dalla Regione, impedendo l’entrata in esercizio del depuratore di Porto Cesareo. Tale teoria riguarda un illegale sovranismo della cacca, per cui i liquami depurati di Porto Cesareo non potrebbero essere collegati al recapito finale di Nardò, cioè ognuno si tenga i liquami suoi, così continuando a inquinare il suolo e il mare di Porto Cesareo e della stessa Nardò.
Su queste cose e non sul marketing credo che la politica debba prendere posizione, riuscendo ad accettare le sconfitte, come è capitato a me per Nardò, senza farsi però fiaccare e ricominciando a lottare dal punto su cui ci eravamo fermati”.

Nobel per la fisica a Parisi, Amati: “Vince scienziato che denunziava negazionismo Xylella e anti-vax. Meditino quelli che presero sbandate”

 

“Il premio Nobel per la fisica è stato assegnato all’italiano Giorgio Parisi: lo scienziato che denunciava le tendenze antiscientifiche del negazionismo Xylella, che se solo fosse stato ascoltato avremmo certamente ridotto il danno al paesaggio pugliese, e dei movimenti no-vax. Meditino tutti quelli che tra la classe dirigente del Paese e della regione presero e prendono sbandate antiscientifiche”.

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia.

“Giorgio Parisi non è solo il geniale fisico italiano riconosciuto nel mondo. Ha portato il rigore della prova scientifica anche nel periodo in cui ha presieduto l’Accademia dei Lincei, prendendo posizioni nette e anche scomode su argomenti rilevanti e purtroppo sottovalutati dalla classe dirigente pugliese.
Nell’inaugurare infatti un recente anno accademico dei Lincei, quando dilagava il negazionismo Xylella e il Covid non aveva sottolineato ancora l’importanza dei vaccini, lasciando spazio alla credulità e alle aggressioni anti-scientifiche, ebbe a dire: <<Ci sono forti tendenze antiscientifiche nella società: pratiche astrologiche, omeopatiche e antiscientifiche, vedi per esempio i NoVax o il negazionismo della Xylella come origine della malattia degli ulivi pugliesi, si diffondono insieme a un vorace consumismo tecnologico>>.
È molto probabile che oggi in tanti lo celebreranno, come sempre accade per le notizie del giorno, e pure quelli che non hanno ascoltato la sua autorevole denuncia.
So bene che una festa non ammette guastafeste o distinguo, ma che almeno serva a ricordare a tutti che la scienza ha il suo metodo e il suo rigore, sicché così come è bello sentirsi imparentati per patria a chi riceve un così importante riconoscimento, sarebbe altrettanto bello sentirlo come profeta quando le controversie del quotidiano divampano. E in Puglia, negli anni passati, avremmo avuto un gran bisogno di ascoltare i nostri scienziati”.