Amati: “I soldi europei non sono un regalo ma un prestito per favorire i giovani. Priorità dunque a salute”

“I soldi dell’Europa non sono un regalo ma un prestito da restituire e vanno utilizzati in favore delle prossime generazioni. Che cosa può essere più utile allora della sanità, cioè del settore grazie al quale la vita acquista maggiore qualità e si allunga? Che cosa può essere più lungimirante di programmi che si realizzino rapidamente, cioè massimo due anni? Su questa direttrice proverò a sviluppare il lavoro della Commissione regionale Programmazione che sono stato chiamato a guidare”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, commentando l’elezione alla carica di Presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione.

“La sanità fu inventata per combattere la malattia e quindi gli aspetti malvagi della natura. Occuparsi dell’uomo malato e metterlo al centro delle nostre attenzioni è dunque una priorità assoluta da considerare con i fondi europei o con qualunque dotazione finanziaria per investimenti.
Ecco perché bisogna completare rapidamente gli ospedali nuovi in corso di realizzazione (Monopoli-Fasano e Taranto);
cominciare e terminare al più presto i lavori di tutti gli ospedali nuovi in progettazione (Maglie-Melpignano, Andria e Bari nord); mettere mano a tutte le opere incompiute presenti negli ospedali di base; mettere in sicurezza e ammodernare la rete stradale di collegamento delle città con gli ospedali di riferimento, per stare sempre e da ogni punto nei tempi massimi d’intervento; realizzare una rete potente di Ospedali di comunità con caratteristiche riabilitative e presidi territoriali di assistenza, in grado di assorbire le inefficienze in danno dei cittadini e il carico improprio gravante sugli ospedali di I e II livello; istituire un ospedale pediatrico per il sud della Puglia, con prevalente specializzazione per le malattie neuromotorie; indirizzare gli ospedali di I e II livello verso una prevalente specializzazione, così da ridurre la quota di mobilità passiva derivante da carenza e incrementare la mobilità attiva da reputazione; cancellare l’attesa nelle prestazioni sanitarie, ponendo una stretta regolamentazione tra prestazioni istituzionali e libero-professionali a pagamento; finanziare le scuole di specializzazione per le figure professionali carenti, in attesa delle necessarie riforme nell’ordinamento universitario; finanziare la ricerca scientifica e le azioni relative nel campo della genetica medica, malattie rare e prevenzione.
Queste azioni puntuali, unite alla celerità nei tempi di realizzazione, estromettendo la pratica dei tavoli, tavolini, commissioni e consulenze, farà di noi la generazione che ha saputo pensare a chi verrà”.

Ex Ilva, Amati: “Il Pd pugliese spieghi ai cittadini il piano del governo e, se non lo condivide, proponga modifiche concrete o tolga la fiducia”

“Sull’ex Ilva il Pd pugliese non può essere il partito dei cavalieri dell’onda, cioè di quelli che si posizionano dove l’emozione o la convenienza del momento consentono. C’è un piano industriale con contenuti produttivi e ambientali sottoscritto dal Governo – di cui il Pd è parte essenziale – e vengono avanzati timori sulla cura dell’ambiente, che vanno diradati, prendendosi l’impegno di incontrare i cittadini in carne e ossa, pure con qualche rischio d’incomprensione, e smettendola di produrre solo comunicati stampa o di elaborare iniziative eclatanti a favore di telecamere. E per svolgere questo essenziale lavoro di confronto con i cittadini, c’è ovviamente tutta la mia disponibilità”. Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio, commentando il piano industriale e ambientale sottoscritto da ArcelorMittal e Invitalia.

“Sugli argomenti seri – prosegue – non può esistere la via tutta italiana dello scaricabarile, racchiusa nel metodo della lotta e del governo, con una stessa decisione assecondata con fiducia a Roma e contestata con sfiducia a Taranto e in Puglia. Per molto tempo si è preteso di combinare lavoro e ambiente, e ora c’è un piano che parla di questo. È troppo poco? Si dica con chiarezza, concretezza e plausibilità ciò che manca e si rivendichi; non si combinano lavoro e ambiente seduti al tavolo della giuria. Per tanti anni si è indicata la soluzione della nazionalizzazione della fabbrica, forse pensando a qualche posto in cda e, nonostante molti studiosi accorti segnalino l’irragionevolezza di questa scelta, la nazionalizzazione c’è stata. Non so quanti studi o convegni sono stati dedicati alla transizione verso l’eliminazione delle fonti fossili nel processo produttivo e ora che di questo si parla – e pure con qualche cronoprogramma e finanziamento – viene giudicato ‘troppo poco’, senza però avere il coraggio di dire e con chiarezza in cosa consisterebbe il ‘di più’ soddisfacente, perché consapevoli che ogni soluzione alternativa porterebbe a non garantire né il lavoro né l’ambiente. Cioè ritornare al punto di partenza, come nel gioco dell’oca”.
“In questo momento storico, in cui è finalmente morta e sepolta la via ‘vaffa’ al governo del Paese – aggiunge – non possiamo permetterci di avere partiti o istituzioni che si sostituiscano ai Cinquestelle, avviando la fase del populismo degli anti-populisti. Il Pd dovrebbe essere – conclude Amati – un partito equilibrato e perciò disponibile a discutere con chi dissente, aperto alle ragioni del progresso e della cura dell’ambiente attraverso la tecnologia, e con una forte cultura industriale e sociale; per questi motivi non possiamo arruolarci su posizioni ambigue”.

“Nessuno può morire in ospedale o rsa senza il conforto di chi ama. Ho scritto a dirigenti regionali”

(AP Photo/Jae C. Hong)

“Nessuno può morire in solitudine in ospedale o in residenze sanitarie, privo del conforto di una persona amata. Non c’è alcun problema organizzativo insormontabile, a cominciare dalla vestizione e dal tampone molecolare, per poter assicurare un atto di conforto apparentemente alla nostra cultura millenaria”.

Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati.
“Dopo mesi in cui abbiamo dovuto spiegare le necessità superiori di contenimento – prosegue – credo che sia giunto il momento di prendere a cuore la questione dei malati terminali no Covid e della loro morte in solitudine. Ci sono tanti malati terminali o anziani che muoiono ogni giorno senza poter stringere la mano alle persone che amano.
Poiché il problema non è di decisione politica ma esclusivamente tecnico, ho scritto – annuncia Amati – al direttore del Dipartimento salute, Vito Montanaro, e al dirigente regionale, Onofrio Mongelli, per chiedere una valutazione urgente del problema e l’adozione di rimedi ragionevoli e con adempimenti burocratici ridotti al minimo”.

“A Fasano in piena attività le nuovissime tre sale operatorie”

“È cominciata da qualche giorno l’attività chirurgica nelle nuove sale operatorie dell’ospedale PTA di Fasano. Un risultato di modernizzazione ed efficienza per uno staff sanitario all’altezza dei tempi e delle esigenze del territorio”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’efficienza delle nuove sale è rilevata dall’indagine ambientale delle tre sale operatorie (A, B e C) e che ha promosso appieno i risultati ottenuti dai parametri termoigrometrici, dalla valutazione della classe particellare, del rumore e del grado di illuminamento, conseguendo una classificazione ISO 5. Il programma di innovazione e ristrutturazione va avanti, senza badare a polemiche e speculazioni politiche.
È un risultato importante che deve essere inquadrato in un complessivo disegno di assistenza ospedaliera e territoriale che va dal nord della provincia di Brindisi al sud della provincia di Bari con i numerosi interventi di ristrutturazione che stanno interessando diverse strutture ospedaliere.
Grazie al personale sanitario, all’impresa MIC.A srl. con la subappaltatrice Bianco srl. e alla direzione lavori.”

Dormitorio Brindisi, Amati: “Vedo avviate le attività di riduzione problemi igienico-sanitari. Grazie al Sindaco”

“Poiché mi occupo di risolvere problemi e non di polemiche, sono portato a ringraziare quando le cose si fanno o si cominciano a fare. Plaudo dunque al Sindaco e all’amministrazione comunale di Brindisi per aver avviato le operazioni di pulizia, disinfestazione e sanificazione del dormitorio di Brindisi, propedeutiche a un intervento Asl di monitoraggio sullo stato di salute degli ospiti”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, commentando l’avvio odierno delle attività.

“Spero che tutto possa concludersi rapidamente e che il livello di attenzione nei confronti di questa struttura sia sempre alto, per igiene, salute e rispetto della capienza massima.
Il dormitorio è un servizio ad alto contenuto sociale, che però non può essere abbandonato al suo destino. Il senso dell’umanità delle istituzioni si nota non il giorno in cui le strutture o le iniziative si inaugurano, ma nel farle durare con un livello idoneo ad assicurare la dignità delle persone”.

Melissa e SMA 1, Amati: “Seguo caso da più di un mese in accordo con genitori. Il farmaco è disponibile se prescritto”

Melissa e SMA 1, Amati: “Seguo caso da più di un mese in accordo con genitori. Il farmaco è disponibile se prescritto”

Comunicato del Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento a numerose richieste di chiarimenti sul caso della piccola Melissa Nigri, affetta da Atrofia muscolare spinale di tipo 1 (SMA1) e potenzialmente interessata alla somministrazione del costosissimo farmaco Zolgensma.
“Nelle ultime ore molti cittadini giustamente partecipi del caso di Melissa, mi chiedono informazioni in virtù del fatto che la piccola e la sua famiglia sono miei concittadini.
Della vicenda fui informato, più di un mese fa, dal nonno paterno e dai genitori della piccola Melissa. Da quel momento seguo il caso in piena collaborazione con i genitori.
Melissa è in cura dal Prof. Eugenio Mercuri del Policlinico Gemelli di Roma: un’autorità nel campo, come mi ha confermato il Dott. Antonio Trabacca direttore dell’IRCCS Medea di Brindisi.
Non sta a me divulgare i particolari clinici, diagnostici o terapeutici, ma posso certamente dire che non appena informato e dopo un’immediata ricognizione del problema con i dirigenti regionali e il direttore sanitario della ASL, comunicai ai genitori la possibilità di ottenere il farmaco Zolgensma su richiesta del Prof. Mercuri – ovviamente – e con la finalità di attivare la procedura off label, ai sensi della Legge 94 del 1998. Non appena dunque il Prof. Mercuri dovesse ritenere sussistenti i requisiti per la somministrazione del farmaco e inoltrare la richiesta, sarà mia cura sollecitare una conclusione rapida e positiva del procedimento off label.
Per completezza d’informazione rilevo che dal 12 novembre il farmaco non è più inserito nella sperimentazione ma è stato iscritto – per i bimbi con età non superiore a sei mesi (non è il caso di Melissa) – nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale. Nel prossimo mese di febbraio, invece, è prevista l’adozione di un’ulteriore decisione del Ministero della sanità sulla somministrazione del farmaco a bambini con più di sei mesi di vita, ma con peso non superiore a 21 kg. Cioè per i bambini come Melissa.
Nel frattempo i meravigliosi genitori di Melissa hanno avviato una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, che a mio parere vale la pena sostenere a prescindere dalla questione dell’acquisto del farmaco, perché in Italia c’è un grande bisogno di finanziare la ricerca scientifica per le malattie rare e per l’atrofia muscolare spinale; la raccolta dei fondi – dunque – potrebbe aiutare Rossana e Pasquale a dare il loro contributo alla ricerca, nel nome di Melissa e di tanti piccoli sofferenti”.

Rianimazione Francavilla, Amati: “Primo sopralluogo a 16 giorni da inizio lavori, tutto procede da programma”

“Tutto procede secondo il programma per la realizzazione del nuovo reparto di rianimazione con 8 posti letto del Camberlingo di Francavilla fontana: a 16 giorni dall’avvio dei lavori, oggi ho compiuto il primo sopralluogo, accompagnato dal consigliere comunale Numa Ammaturo”.

Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati.
“In queste prime due settimane sono stati completati gli interventi di demolizione e stanno per iniziare quelli di tramezzatura e di realizzazione degli impianti. Come da contratto, i lavori dovranno concludersi il 31 gennaio 2021, ma ho strappato all’impresa la promessa di anticipare di qualche settimana la consegna del nuovo reparto: questo sarebbe un risultato importante, perché la nostra Asl ha bisogno di ulteriori posti letto di terapia intensiva anche per fronteggiare questo drammatico periodo.
Ringrazio i tecnici Asl, il Consorzio Stabile Build s.c. a r. l. e il suo amministratore Angelo Contessa, l’impresa esecutrice CEA Construction s.r.l. e la sua amministratrice Annachiara Contessa, i tecnici e – soprattutto – gli operai che stanno lavorando con determinazione e accuratezza”.

Tap-Snam, Amati: “Puglia porta europea energia verde. Peccato non aver capito e sfruttato l’occasione”

“Il gasdotto Tap-Snam rende la Puglia sempre più porta europea per l’energia verde; sono però molto rammaricato per l’incapacità che abbiamo mostrato nel capirlo e nell’approfittarne a tempo debito, dialogando con il governo nazionale e le società investitrici, per ottenere investimenti molto più corposi sul territorio e proporzionati al rango – appunto – di porta energetica europea. Questa è purtroppo la fine che si fa quando la tutela ambientale non consiste in rimedi tecnici accordati con la prova scientifica, per ridurre gli impatti del progresso, ma in improprio surrogato di ideologie o teorie economiche rivelatesi già ampiamente fallimentari”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.
“Viviamo una contraddizione da fare spavento. Mentre nel mondo economico la Puglia sta diventando uno snodo importante per l’approvvigionamento energetico, nel mondo politico non si riesce nemmeno ad avviare una discussione tra amministratori locali per ottenere minimi investimenti di compensazione, resi disponibili peraltro a opera già finita e quindi in un tempo non idoneo a rivendicare alcunché o a ostacolare l’opera.
Abbiamo avuto per le mani un potere negoziale enorme e però allegramente dissipato, perché impegnati a rincorrere convenienze politiche meno che condominiali, altro che territoriali, senza accorgerci che nel frattempo della nostra regione si parlava – come porta energetica verde dell’Europa – alla Casa Bianca negli incontri ufficiali tra capi di Stato.
Con una politica più incentrata sul nuovo mondo green da costruire e non sulle suggestioni di fallite ideologie, avremmo dunque potuto accendere i fari dell’attenzione mondiale sulla nostra regione, ampliando la domanda di investimenti di compensazione per superare divari e disuguaglianze economico-produttive da fare spavento. La Puglia di oggi, infatti, si presenta a macchia di leopardo, con aree che in qualche modo si sono proiettate negli investimenti di alta qualità e quantità produttiva e aree soggiogate da ideologie decrescitiste o polemismo professionale in grado di condannare alle più profonde disuguaglianze la sorte di migliaia di cittadini.
Ecco perché sto insistendo senza alcun freno o remora su uno scatto d’orgoglio delle istituzioni locali, nel richiedere almeno quel poco di investimenti promessi al fine di ottenere un ritorno concreto ma anche per far comprendere la perdita di chance subita e la necessità di cambiare approcci e modo di fare. E tutto ciò perché la politica non è un gioco di società, ma un’attività in cui si dovrebbe impedire di perdere per gioco le speranze della società”.

Dormitorio Brindisi, Amati: “Solo silenzio e zero soluzioni per salute, igiene e umanità”

“È una disperazione. Dopo tante parole il dormitorio di Brindisi continua a rimanere nella stessa condizione. Ecco come di fronte a problemi scomodi scompaiono umanità, igiene e salute. Ma io non mollo e ricorderò la questione ogni settimana”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati dopo svariati appelli per denunciare la situazione igienico-sanitaria del dormitorio di Brindisi.

“Nei giorni scorsi ho segnalato il problema alla ASL, ho richiamato più volte il sindaco Rossi a occuparsi della questione e ho scritto al prefetto, ma il dormitorio di Brindisi continua a rappresentare un pericolo a livello igienico-sanitario ed è una bomba Covid innescata. Le condizioni in cui vivono gli ospiti della struttura sono vergognose, sono sotto gli occhi di tutti e bisogna intervenire quanto prima.
È mia intenzione sollecitare ogni settimana la questione finché non saranno attuate misure e azioni per rendere vivibile quel dormitorio. Bisogna passare ai fatti per non peggiorare la situazione”.

Ostuni ospedale Covid: la mia lettera aperta agli ostunesi e qualche informazione ai politici specialisti in polemica e propaganda

Lettera aperta del Consigliere regionale Fabiano Amati agli ostunesi, con riferimento alla destinazione temporanea dell’ospedale cittadino alle prestazioni acute da Covid.

Cari cittadini ostunesi,

gli ospedali Covid non sono luoghi oscuri ove si prepara la malattia o la morte per chi sta fuori e in buona salute, ma luoghi di cura attrezzati e seriamente preparati per le necessità nostre e dei nostri familiari, qualora il dramma dovesse entrare – Dio non voglia – nelle nostre vite.
Trovo pertanto prive di buona fede le critiche di quei politici che parlano e parlano senza sapere nulla di ciò che dicono, al solo scopo di eccitare le paure delle persone e lucrare qualche voto d’indignazione. E il tutto supponendo che le persone in ascolto siano prive di capacità di critica.
Veniamo dunque ai fatti, parlando della protesta in atto per la decisione di rendere ospedale Covid il presidio di Ostuni e ben sapendo che questo ragionamento vale per tutti gli ospedali Covid della regione.
Innanzitutto. Ospedale Covid non significa che viene soppresso il Pronto soccorso/Punto di primo intervento. E quindi questa polemica è insussistente.
E poi. I critici e polemici per professione, poco avvezzi a gestire la complessità, forse dimenticano che abbiamo bisogno di curare un numero notevole di malati, che non sono marziani ma nostri amici e familiari. Che facciamo dunque? Li mandiamo tutti al Perrino, rendendo quindi inutilizzabile il presidio più importante della provincia per i pazienti con malattie no-Covid, tempo-dipendenti o di alta complessità?
Questa è la domanda.
Parlando senza illudere le persone e sforzandosi di dire la verità anche quando questa è più difficile da digerire, c’è da dire che l’ospedale Covid deve essere scelto tra Brindisi, Francavilla e Ostuni, per le forme acute della malattia (cioè quando il virus è in piena attività e può rivelarsi mortale), lasciando agli ospedali di comunità la funzione post acuta (cioè quando si è indirizzati verso la guarigione).
Per cui Brindisi, Francavilla e Ostuni, non possono essere sostituiti – come pure sento ripetere – dagli ospedali di comunità di San Pietro Vernotico, San Pancrazio Salentino (in fase di allestimento), Mesagne, Ceglie Messapica, Cisternino e Fasano.
Ora è più chiaro? I politici poco informati e pronti a “sparare” note stampa d’indignazione vogliono dunque evitare di raccontare la balla secondo cui le forme acute della malattia Covid possono essere curate negli Ospedali di comunità? Fosse stato deciso così da qualche mente non accordata alla realtà, mi chiedo, chi mai manderebbe i propri genitori o figli a curarsi in quelle strutture non adeguate alla gestione di forme di malattie acute così importanti? Penso nessuno; di solito la polemica politica serve sempre a consigliare per gli altri ciò che essi non sceglierebbero mai per se stessi. Misteri della propaganda.
Non si sfugge da tre semplici ipotesi logiche. Se si scegliesse Ostuni come ospedale Covid, i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Brindisi o Francavilla; se si scegliesse Brindisi come ospedale total Covid , i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Francavilla e Ostuni; se si scegliesse Francavilla come ospedale Covid, i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Brindisi e Ostuni. Non ci sono ipotesi alternative a queste tre, perché gli ospedalizzati Covid hanno bisogno di strutture per acuti – come detto – e non Ospedali di comunità o RSA.
Sulla base di ciò, allora, posso sapere dai critici di giornata di suggerire – anche per dare prestigio alle loro stesse critiche – quale ospedale proporrebbero come presidio Covid? Forse il Perrino? Bene, sappiano però che con questa proposta stanno dicendo di mettere fuori gioco diverse unità operative importantissime di quell’ospedale, come – e cito solo una piccola parte – la medicina nucleare, la radiologia interventistica, l’ematologia, le unità coronariche, l’emodinamica ecc., cioè unità operative che curano i malati con patologie importanti (compresi tanti ostunesi che dovrebbero andare – chessò – a Lecce o Bari). E tutto questo per applicare a funzioni no-Covid un ospedale, come Ostuni, dotato dei reparti di medicina e chirurgia generale, ortopedia e pneumologia, e pur sapendo che queste prestazioni si possono avere tranquillamente anche a Brindisi e Francavilla.
Ma da DG della Asl di Brindisi farebbero davvero così?
In realtà bisogna avere la serietà di raccontare la questione così come’è e senza speculazioni politiche di basso cabotaggio.
Nella prima fase della pandemia si è contestata la promiscuità Covid/no-Covid del Perrino, in quanto fonte di diffusi contagi nonostante i percorsi separati, con la conseguenza di mettere fuori uso – e per diversi giorni – unità operative importanti e salva vita per tanti cittadini sofferenti.
Il buon senso dovrebbe quindi suggerire che è meglio avere un unico ospedale destinato al Covid, piuttosto che più d’uno e con attività mista (Covid + no-Covid).
Non so se i critici siano a conoscenza che Ostuni è un ospedale di base che non può curare (né l’ha mai fatto) le malattie tempo-dipendenti, e quando arrivano quei pazienti – infatti – vengono trasferiti a Brindisi, nelle unità operative per malattie tempo-dipendenti (neurologia, radiologia interventistica, UTIC e emodinamica, stroke unit per ictus ecc.).
Se si tiene conto che in questo periodo sono state sospese – in tutta la Regione e pure in Italia – tutte le prestazioni in elezione (cioè quelle non urgenti), restando assicurata l’attività solo per le urgenze (tempo-dipendenza), ne deriva che Ostuni rimarrebbe in attività per rarissimi casi e peraltro non gravi, perché – lo ripeto – sono state sospese tutte le attività in elezione (cioè quelle non urgenti) in tutta la regione e quindi non solo a Ostuni.
A quale esito porta questo resoconto minuzioso sui fatti e sulle norme? A confermare l’utilità della decisione assunta.
Capisco che molte informazioni siano sconosciute o si finge di non conoscerle per fare ammuina politica, ma questo non mi pare il momento giusto per questa mediocre attività di propaganda.
Sarebbe invece bello se si considerasse che l’emergenza Covid ha accelerato e determinato l’ammodernamento di molti locali e impianti della struttura di Ostuni, nonostante anche su questo abbiamo dovuto sopportare sorprendenti contestazioni, che alla fine della pandemia restituiranno un ospedale più efficiente rispetto al passato.
E ora spazio al domandone che ricorre sempre pensando di avere la carta di briscola: e la piastra, cioè l’edificio incompiuto confinante con l’attuale struttura?
Questa è il quesito su cui intere generazioni politiche hanno marciato, annunciando soluzioni prossime o nascondendo clamorose battute d’arresto. La piastra come una specie di capro espiatorio per tutte le mancanze e per addossare ad alti responsabilità proprie.
La piastra, opera che va certamente conclusa, non c’entra un fico secco con questa storia, perché ove fosse stata finita conterrebbe – in pieno esercizio – il pronto soccorso, il reparto di medicina e qualche ambulatorio. È chiaro? La vogliamo smettere di far credere alle persone in buona fede che attraverso la piastra si materializzerà un policlinico?
Se molti politici avessero tenuto fede alla serietà e alla realtà, puntando davvero a un policlinico, avrebbero dovuto decidere tutt’altro e non sul solo ampliamento di un reparto e del pronto soccorso derivante dalla “famigerata” piastra. Avrebbero dovuto, detto non solo per esempio, evitare di ostacolare la costruzione del nuovo ospedale in località Speziale, cioè tra Fasano e Ostuni, e che senza quel furore polemico forse oggi sarebbe stato già in funzione.
Ma che c’entra il nuovo ospedale di Speziale con questa storia, dirà il politico che da quell’orecchio non vuole sentire?
Ecco il problema, dall’orecchio dell’innovazione molti politici non vogliono sentire e perciò preferiscono la zona confortevole della polemica al cantiere impegnativo del lavoro. E già, il problema è sempre lo stesso: il lavoro e il logorio della vita moderna, ai quali è quasi sempre da preferire una polemica come se fosse un Cynar.