Ospedale comunità Cisternino, Amati: “Si torna all’attività ordinaria. Finita la missione Covid”

Ospedale comunità Cisternino, Amati: “Si torna all’attività ordinaria. Finita la missione Covid”

“Ancora qualche ora e l’Ospedale di comunità di Cisternino tornerà all’attività ordinaria. Finisce dunque la missione di assistenza e cura per i malati Covid post acuti, nella speranza che la pandemia non faccia più emergere la necessità di nuove riconversioni”.

Lo dichiara il Presidente regionale della commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Il nuovo Ospedale di comunità di Cisternino ci ha fatto vivere un’esperienza difficile e meravigliosa. Difficile perché nata e cresciuta nel periodo più difficile e tragico della pandemia; meravigliosa perché vissuta in tempi record e fronteggiando le paure delle persone in buona fede e le ostilità di molti politici per beghe da posizionamento.
Ma ora è tutto passato e tutti possiamo dirci vincitori, anche quelli che con le loro profezie di sventura ci hanno incoraggiato a fare tutto ciò che serviva per smentirli.
Viene riconsegnata, dunque, alla città una nuovissima struttura che abbiamo già candidato a nuovi e ulteriori traguardi di efficienza, e penso all’ampliamento, nella speranza che nelle prossime settimane possa essere definita la gara per la realizzazione della strada d’accesso già finanziata dalla Regione. Ringrazio il personale sanitario, medici, infermieri, oss, ausiliari e pulitori, grazie ai quali è stata possibile l’attività di assistenza.
Ringrazio i manager della Asl Brindisi, a cominciare dal DG Giuseppe Pasqualone, e tutti i dirigenti, tecnici e imprese; un pensiero di amicizia e gratitudine, infine, ai miei compagni di strada sul campo in questa avvincente esperienza, Giampiero Bennardi e Martino Montanaro, con i quali in un giorno plumbeo, segnato da scetticismo e sfiducia, accettammo la grande sfida chiedendo a noi stessi un unico esito esigente: riuscirci. E penso che così sia stato; con umiltà, determinazione, senso del limite, pazienza e, infine, gentilezza, cioè quel sentimento che spesso non si fa ardere nel cuore preferendo il sabotaggio dei fatti per contrastare le persone che li realizzano”.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “I lavori proseguono ma c’è ritardo su acquisto attrezzature, arredi e strade di collegamento. Non darò tregua“

“Mentre procedono come da cronoprogramma i lavori per la costruzione dell’edificio, si registrano preoccupanti ritardi per la gara di acquisto di attrezzature e arredi, e per la gara di realizzazione delle strade esterne di accesso. E poiché di quell’ospedale condivido, sin dalla programmazione e finanziamento con il governo Vendola, l’impegno quotidiano per il buon esito, non darò tregua nel sollecitare o assumere anche il ruolo di commesso, come ho sempre fatto, pur di vedere l’avvio al più presto dell’attività ospedaliera. C’è chi si limita alle visite di circostanza o a ripetere le cerimonie dell’alza bandiera e chi deve risolvere i problemi. La vita è così”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sono mesi che sollecito i procedimenti di gara per l’acquisto di arredi e attrezzature, e per la realizzazione delle strade esterne d’accesso. Questi adempimenti hanno tra l’altro la necessità preliminare di mettere a punto gli atti sulle fonti di finanziamento; insomma, un lavoro che richiede dedizione e olio di gomito, e che non si presta al favore delle telecamere.
Di tale ritardo abbiamo preso atto nella riunione svoltasi in I Commissione lunedì scorso, attraverso la relazione dei dirigenti della Asl di Bari.
Poiché non vorrei che si finissero i lavori edili senza poter avviare l’attività, nei prossimi giorni avvierò un focus specifico di approfondimento e sollecitazione, che poco si presta alle celebrazioni e che non susciterà grandi solidarietà o aiuti, ma sono le uniche cose che ci permettono di realizzare le cose concrete”.

Soprintendenze, Amati: “Ragionevole richiesta di Decaro a Franceschini per ridimensionare potere arbitrario camuffato da tutela”

“È ragionevole la richiesta di Antonio Decaro al Ministro Dario Franceschini per ridimensionare il ruolo di potere di molti dirigenti e funzionari delle Soprintendenze, che impedendo spesso l’uso e la manutenzione di beni culturali e ambientali finiscono per favorire la loro distruzione”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ho ancora nitido il ricordo esemplare di un parere negativo su un’importante opera pubblica, l’ospedale Monopoli-Fasano, perché sito su un terreno che, a dire dei funzionari, doveva restare indenne da trasformazioni per conservare la memoria di alberi non più presenti perché svellati da una tormenta del 1937.
Certo, quello sul nuovo ospedale fu un parere abnorme, paradossale e però non isolato, sia pur con portate meno imponenti ma purtroppo ripetute. A ciò si aggiunga che di qui ai prossimi tre-quattro anni, cioè il tempo di finalizzare in opere gli ingenti finanziamenti del Recovery, avremo bisogno di una pubblica amministrazione che parli speditamente una sola lingua, mettendo peraltro al primo posto l’attenzione nei confronti dei grandi programmi industriali di ambientalizzazione, a cominciare da quelli di realizzazione di impianti per fotovoltaico, eolico e biomasse.
È giunto il momento di dire perciò con estrema chiarezza queste cose e di richiedere un impegno straordinario rivolto a semplificare e accelerare tutti gli interventi di opere pubbliche e iniziative private consentite dalle leggi, perché l’estremismo conservativo e il rifiuto di qualsiasi tecnologia innovativa, come ideologia politica applicata agli atti amministrativi di gestione, rischia di trasformare paradossalmente l’ambientalismo in dottrina inquinante e la tutela paesaggistica in metodo distruttivo degli esempi di bellezza”.

Ospedale Fiera, Amati: “Ma quando apre? Pazienti da BA, TA e FG a Brindisi, che rischia il tutto esaurito”

“Ma quando apre l’Ospedale in Fiera? Era stata prevista per venerdì scorso e invece non si hanno notizie e nel frattempo a Brindisi sono stati trasferiti 18 pazienti da Bari, 3 da Taranto e 1 da Foggia”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Pare che cioè che era possibile per il DG Dattoli, cioè l’apertura entro venerdì 5 scorso, non è più possibile per il DG Migliore, nel frattempo subentrato. Un curioso e innovativo principio di discontinuità amministrativa, ci porta ad osservare un notevole disservizio, a meno che non si pensi, ma conoscendolo non credo, al Dott. Dattoli come un impostore, venuto in Commissione lunedì 1 marzo a riferire l’imminente apertura dell’ospedale in Fiera nel tempo massimo di venerdì 5 marzo. Sollevo questo problema non per gusto polemico, come sempre mi sforzo, ma sulla base di un’analisi numerica in grado di evidenziare il disservizio che la mancata apertura genera sulle altre Asl e in particolare sulla Asl di Brindisi.
Ad oggi risulta infatti che nelle strutture di Brindisi sono ricoverati 18 pazienti provenienti dalla Asl di Bari, 1 da Foggia e 3 da Taranto, per un totale di 22 pazienti, di cui uno ricoverato in terapia intensiva.
Tale dato di mobilità passiva infraregionale comporta a carico della Asl di Brindisi un indice di occupazione quasi totale nei reparti funzionali alla cura del Covid, così rappresentato: ospedale Perrino, malattie infettive 20 su 20, pneumologia 20 su 28, terapia intensiva 8 su 28; ospedale Ostuni, medicina interna 30 su 36, pneumologia 25 su 28.
Mi pare dunque chiaro, sulla base dei numeri, come sia rilevante l’apertura del nuovo ospedale in Fiera e quanto la sua inattività incida sugli altri ospedali”.

Ospedale di Ostuni, Amati: “Cominciano domani i lavori di ristrutturazione del centro prelievi”

“Dopo la ristrutturazione di pneumologia, chirurgia e ortopedia, cominciano domani i lavori di ristrutturazione del centro prelievi dell’Ospedale di Ostuni. Durata delle attività 60 giorni per un importo di circa 155.000 euro”. 

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.“Nell’ambito della riorganizzazione delle attività e degli spazi esistenti all’interno del Presidio Ospedaliero di Ostuni è prevista l’ubicazione del Centro Prelievi con spazi per la Donazione del sangue presso i locali a piano terra (ex Pronto Soccorso).

Il progetto propone un intervento di ristrutturazione interna, consistente in un’ampia sala prelievi con adiacente sala donazione;  una stanza medico; una stanza medico per colloqui; uno spogliatoio per utenti; un bagno per utenti; n.2 bagni per il personale; un’ampia sala d’attesa a servizio dello sportello C.U.P. per i prelievi sangue.

Per garantire l’idoneità dell’intera struttura saranno dunque necessari vari interventi di adeguamento sia al piano terra sia al piano primo e precisamente: realizzazione di tramezzature interne; fornitura in opera di porte interne; fornitura in opera di pavimentazione e rivestimenti; opere di pitturazione; realizzazione di impianti elettrici-speciali-telematici-idrico-fognanti-climatizzazione; realizzazione di un impianto eliminacode; realizzazione dell’impianto di videosorveglianza.

Ringrazio il direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone per il costante interesse verso le attività di ristrutturazione ed il progettista nonché direttore dei lavori Ammirabile”.

Ospedale Ostuni, Amati: “È arrivato il momento di finanziare e completare l’ampliamento. Lunedì in Commissione”

“Credo sia arrivato il tempo per finanziare e terminare l’ampliamento dell’ospedale di Ostuni. Dai finanziamenti per l’accordo stralcio sulle delibere Cipe 97 e 98 del 2008 a quello della delibera 51 del 2019, c’è solo da decidere e far presto. Già da lunedì la Commissione che presiedo sarà al lavoro anche per questo obiettivo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.“È tutto nell’articolo 20 della legge 67 del 1988. Dalle ipotesi più semplici, cioè l’accordo stralcio da sottoscrivere al più presto per 246 milioni oppure i nuovi finanziamenti per 270 milioni, all’ipotesi con procedura molto più complessa, cioè i residui degli accordi di programma 2004 e 2007; in ogni caso mi pare che non ci sia più da indugiare sul completamento della nuova ala dell’ospedale di Ostuni.

Si tratta di un’innovazione strutturale di notevole importanza per il bacino epidemiologico Carovigno-Polignano a mare, perché in grado di sopperire ad esigenze acute di media-bassa complessità, che diversamente andrebbero a interferire con le attività tempo-dipendenti e di media-alta complessità degli ospedali di I e II livello.  Negli ultimi mesi ho dedicato particolare attenzione alla ristrutturazione di diversi reparti dell’ospedale di Ostuni, superando anche numerose incomprensioni, sentendomi spesso ripetere la domanda sul completamento dell’ampliamento.

Non ho mai dato riposte perché preferisco parlare quando c’è una minima possibilità di lavorare concretamente a un obiettivo, anche perché la storia amministrativa è costellata da dichiarazioni improvvisate.

Ora credo sia arrivato il tempo giusto per raggiungere l’obiettivo, così da terminare al più presto i lavori e dunque dislocare al meglio il pronto soccorso, il reparto di medicina e i numerosi ambulatori di cui il presidio di Ostuni ha bisogno”.

Ospedale in Fiera, Amati: “Sarebbe grave la destinazione per attività a pagamento. Audire DG Policlinico”

“Sarebbe irragionevole oltre che grave la decisione di utilizzare l’ospedale della Fiera per erogare prestazioni a pagamento, peraltro in tempi in cui ci sono da recuperare migliaia di prestazioni istituzionali in attesa. A scanso di equivoci ho chiesto l’audizione del DG del Policlinico, per diradare ogni dubbio e facendo affidamento sulla sua esperienza ed equilibrio”.

Lo comunica Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione.

“Apprendo del rischio di ritrovare una parte dell’ospedale in Fiera destinato all’attività intra-moenia, cioè a pagamento. Se non fosse per la particolare qualifica della fonte ci sarebbe da non crederci, considerando che l’ospedale è nato per curare le malattie acute e che il finanziamento è stato erogato per tale finalità.
Ma c’è di più: viviamo un tempo in cui l’unica cosa comprensibile è la destinazione di spazi e personale per il recupero di migliaia di prestazioni istituzionali, cioè erogate gratuitamente dal sevizio sanitario che, se non eseguite, potrebbero portarci a scoprire, a detta di quasi tutti i medici, una dolorosa realtà di diagnosi tardive.
Da fin troppo tempo conduco la battaglia per allineare i tempi tra attività istituzionale e attività a pagamento, tanto da conoscere in modo più che sufficiente il dolore che l’attesa comporta nella vita delle persone. Ed è per questo che di fronte a notizie del genere non posso che chiedere informazioni e augurarmi, invece, che gli spazi eventualmente a disposizione dell’ospedale della Fiera siano destinati alla più celere erogazione delle prestazioni istituzionali. Altro che intra-moenia”

Ostuni ospedale Covid: la mia lettera aperta agli ostunesi e qualche informazione ai politici specialisti in polemica e propaganda

Lettera aperta del Consigliere regionale Fabiano Amati agli ostunesi, con riferimento alla destinazione temporanea dell’ospedale cittadino alle prestazioni acute da Covid.

Cari cittadini ostunesi,

gli ospedali Covid non sono luoghi oscuri ove si prepara la malattia o la morte per chi sta fuori e in buona salute, ma luoghi di cura attrezzati e seriamente preparati per le necessità nostre e dei nostri familiari, qualora il dramma dovesse entrare – Dio non voglia – nelle nostre vite.
Trovo pertanto prive di buona fede le critiche di quei politici che parlano e parlano senza sapere nulla di ciò che dicono, al solo scopo di eccitare le paure delle persone e lucrare qualche voto d’indignazione. E il tutto supponendo che le persone in ascolto siano prive di capacità di critica.
Veniamo dunque ai fatti, parlando della protesta in atto per la decisione di rendere ospedale Covid il presidio di Ostuni e ben sapendo che questo ragionamento vale per tutti gli ospedali Covid della regione.
Innanzitutto. Ospedale Covid non significa che viene soppresso il Pronto soccorso/Punto di primo intervento. E quindi questa polemica è insussistente.
E poi. I critici e polemici per professione, poco avvezzi a gestire la complessità, forse dimenticano che abbiamo bisogno di curare un numero notevole di malati, che non sono marziani ma nostri amici e familiari. Che facciamo dunque? Li mandiamo tutti al Perrino, rendendo quindi inutilizzabile il presidio più importante della provincia per i pazienti con malattie no-Covid, tempo-dipendenti o di alta complessità?
Questa è la domanda.
Parlando senza illudere le persone e sforzandosi di dire la verità anche quando questa è più difficile da digerire, c’è da dire che l’ospedale Covid deve essere scelto tra Brindisi, Francavilla e Ostuni, per le forme acute della malattia (cioè quando il virus è in piena attività e può rivelarsi mortale), lasciando agli ospedali di comunità la funzione post acuta (cioè quando si è indirizzati verso la guarigione).
Per cui Brindisi, Francavilla e Ostuni, non possono essere sostituiti – come pure sento ripetere – dagli ospedali di comunità di San Pietro Vernotico, San Pancrazio Salentino (in fase di allestimento), Mesagne, Ceglie Messapica, Cisternino e Fasano.
Ora è più chiaro? I politici poco informati e pronti a “sparare” note stampa d’indignazione vogliono dunque evitare di raccontare la balla secondo cui le forme acute della malattia Covid possono essere curate negli Ospedali di comunità? Fosse stato deciso così da qualche mente non accordata alla realtà, mi chiedo, chi mai manderebbe i propri genitori o figli a curarsi in quelle strutture non adeguate alla gestione di forme di malattie acute così importanti? Penso nessuno; di solito la polemica politica serve sempre a consigliare per gli altri ciò che essi non sceglierebbero mai per se stessi. Misteri della propaganda.
Non si sfugge da tre semplici ipotesi logiche. Se si scegliesse Ostuni come ospedale Covid, i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Brindisi o Francavilla; se si scegliesse Brindisi come ospedale total Covid , i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Francavilla e Ostuni; se si scegliesse Francavilla come ospedale Covid, i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Brindisi e Ostuni. Non ci sono ipotesi alternative a queste tre, perché gli ospedalizzati Covid hanno bisogno di strutture per acuti – come detto – e non Ospedali di comunità o RSA.
Sulla base di ciò, allora, posso sapere dai critici di giornata di suggerire – anche per dare prestigio alle loro stesse critiche – quale ospedale proporrebbero come presidio Covid? Forse il Perrino? Bene, sappiano però che con questa proposta stanno dicendo di mettere fuori gioco diverse unità operative importantissime di quell’ospedale, come – e cito solo una piccola parte – la medicina nucleare, la radiologia interventistica, l’ematologia, le unità coronariche, l’emodinamica ecc., cioè unità operative che curano i malati con patologie importanti (compresi tanti ostunesi che dovrebbero andare – chessò – a Lecce o Bari). E tutto questo per applicare a funzioni no-Covid un ospedale, come Ostuni, dotato dei reparti di medicina e chirurgia generale, ortopedia e pneumologia, e pur sapendo che queste prestazioni si possono avere tranquillamente anche a Brindisi e Francavilla.
Ma da DG della Asl di Brindisi farebbero davvero così?
In realtà bisogna avere la serietà di raccontare la questione così come’è e senza speculazioni politiche di basso cabotaggio.
Nella prima fase della pandemia si è contestata la promiscuità Covid/no-Covid del Perrino, in quanto fonte di diffusi contagi nonostante i percorsi separati, con la conseguenza di mettere fuori uso – e per diversi giorni – unità operative importanti e salva vita per tanti cittadini sofferenti.
Il buon senso dovrebbe quindi suggerire che è meglio avere un unico ospedale destinato al Covid, piuttosto che più d’uno e con attività mista (Covid + no-Covid).
Non so se i critici siano a conoscenza che Ostuni è un ospedale di base che non può curare (né l’ha mai fatto) le malattie tempo-dipendenti, e quando arrivano quei pazienti – infatti – vengono trasferiti a Brindisi, nelle unità operative per malattie tempo-dipendenti (neurologia, radiologia interventistica, UTIC e emodinamica, stroke unit per ictus ecc.).
Se si tiene conto che in questo periodo sono state sospese – in tutta la Regione e pure in Italia – tutte le prestazioni in elezione (cioè quelle non urgenti), restando assicurata l’attività solo per le urgenze (tempo-dipendenza), ne deriva che Ostuni rimarrebbe in attività per rarissimi casi e peraltro non gravi, perché – lo ripeto – sono state sospese tutte le attività in elezione (cioè quelle non urgenti) in tutta la regione e quindi non solo a Ostuni.
A quale esito porta questo resoconto minuzioso sui fatti e sulle norme? A confermare l’utilità della decisione assunta.
Capisco che molte informazioni siano sconosciute o si finge di non conoscerle per fare ammuina politica, ma questo non mi pare il momento giusto per questa mediocre attività di propaganda.
Sarebbe invece bello se si considerasse che l’emergenza Covid ha accelerato e determinato l’ammodernamento di molti locali e impianti della struttura di Ostuni, nonostante anche su questo abbiamo dovuto sopportare sorprendenti contestazioni, che alla fine della pandemia restituiranno un ospedale più efficiente rispetto al passato.
E ora spazio al domandone che ricorre sempre pensando di avere la carta di briscola: e la piastra, cioè l’edificio incompiuto confinante con l’attuale struttura?
Questa è il quesito su cui intere generazioni politiche hanno marciato, annunciando soluzioni prossime o nascondendo clamorose battute d’arresto. La piastra come una specie di capro espiatorio per tutte le mancanze e per addossare ad alti responsabilità proprie.
La piastra, opera che va certamente conclusa, non c’entra un fico secco con questa storia, perché ove fosse stata finita conterrebbe – in pieno esercizio – il pronto soccorso, il reparto di medicina e qualche ambulatorio. È chiaro? La vogliamo smettere di far credere alle persone in buona fede che attraverso la piastra si materializzerà un policlinico?
Se molti politici avessero tenuto fede alla serietà e alla realtà, puntando davvero a un policlinico, avrebbero dovuto decidere tutt’altro e non sul solo ampliamento di un reparto e del pronto soccorso derivante dalla “famigerata” piastra. Avrebbero dovuto, detto non solo per esempio, evitare di ostacolare la costruzione del nuovo ospedale in località Speziale, cioè tra Fasano e Ostuni, e che senza quel furore polemico forse oggi sarebbe stato già in funzione.
Ma che c’entra il nuovo ospedale di Speziale con questa storia, dirà il politico che da quell’orecchio non vuole sentire?
Ecco il problema, dall’orecchio dell’innovazione molti politici non vogliono sentire e perciò preferiscono la zona confortevole della polemica al cantiere impegnativo del lavoro. E già, il problema è sempre lo stesso: il lavoro e il logorio della vita moderna, ai quali è quasi sempre da preferire una polemica come se fosse un Cynar.

 

Rianimazione Francavilla, Amati: “Comunicato avvio lavori. Si parte lunedì”

“Cominceranno lunedì i lavori per la realizzazione del nuovo reparto di rianimazione dell’Ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana. È stata infatti depositata oggi al Comune, dal direttore generale Giuseppe Pasqualone, la comunicazione d’inizio lavori”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Dopo tanti mesi di lavoro preparatorio comincia dunque l’attività di ristrutturazione dei locali dell’Ospedale ove saranno attivati i previsti 8 posti letto di terapia intensiva.
I lavori avranno un costo di 550 mila euro e riguarderanno la ristrutturazione edilizia del primo piano del presidio ospedaliero.
Il nuovo reparto di terapia intensiva, dotato come detto di 8 posti letto, sarà pronto entro il 13 marzo 2021. L’intervento di adeguamento ricade nell’ambito di applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, prevede demolizione di murature, nuovi rivestimenti e impianti.
Responsabile del procedimento e direttore dei lavori è l’Ing. Renato Ammirabile, direttore tecnico l’Ing. Damiano Oggiano, direttore operativo l’Ing. Damiano Paladini, ispettore di cantiere Geom. Cosimo Elmo e coordinatore sicurezza in esecuzione Geom. Nicola Marinò.
Il soggetto contraente è il Consorzio Stabile Build s.c. a r. l., mentre l’impresa esecutrice è la CEA Construction s.r.l.”.

A Fasano pronte le tre nuove sale operatorie

“Finalmente pronte le nuovissime tre sale operatorie di Fasano dopo i lavori di ristrutturazione e di messa a norma. Oggi era prevista l’inaugurazione ma a causa delle misure di contenimento Covid si è deciso di avviare ovviamente il lavoro e rinviare la cerimonia”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Le nuove sale operatorie sono anche dotate di un sistema di areazione all’avanguardia: grazie al montaggio dell’Unità di trattamento aria (UTA), si tratta di una macchina importantissima per assicurare la salubrità degli ambienti operatori e che può produrre 10 mila metri cubi all’ora, può riscaldare, deumidificare, raffreddare e possiede un sistema innovativo di recupero di calore. Dispiace non poter inauguarare con una cerimonia queste nuove sale operatorie per festeggiare questo traguardo del PTA di Fasano. Ma rinvieremo a momenti migliori. In ogni caso ringrazio la Asl e i suoi manager, il direttore dei lavori Renato Ammirabile, l’impresa appaltatrice MIC.A s.rl., la subappaltatrice Bianco s.r.l. con i tecnici e gli operai e il personale Sanitaservice Gildo Lena, Maria Gallone, Barbara Gallone, Sonia Roma, Pasquale Sacchi, Giovanni Di Tano, Pasquina Sabatelli, Francesco Guarnieri, Anna Laviola, Anna Patronelli, Dori Bagorda, Angela Ferrara, Loredana Latartara, Rosa Cavallo, Marinella Sabino e Maria Lomascolo.
Ringrazio inoltre per il lavoro di allestimento sanitario Marta Loconte, Pierantonio Caratta e Nicoletta Laghezza.
E ora buon lavoro ai medici, infermieri, ausiliari, oss e pulitori”.

Ecco le foto