Tap, Amati: “Forse sta per finire la lotteria del no, del si e del ni”

”Tratteniamo il fiato, forse sta per finire la Tap lotteria, e sta finendo esattamente come era più che prevedibile. Spiace solo per i cittadini che in buona fede hanno creduto alle promesse degli impostori e dei ‘ladri’ voti”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, con riferimento alle dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa sulla legittimità del procedimento autorizzativo del gasdotto Tap.

“Abbiamo trascorso diversi mesi assistendo a una giravolta quasi giornaliera di opinioni contrastanti, solo con l’intento di trovare il modo giusto per dirlo alle persone che avevano riposto fiducia nella promessa elettorale di bloccare l’opera.
Ora spero che l’opera si concluda al più presto e senza ulteriori intralci, perché funzionale ai nostri interessi energetici.
Mi piacerebbe sentire, tra qualche mese o anno, qualche buona parola nei confronti di chi affermava il suo punto di vista favorevole e nonostante le prevedibili critiche, perché dicevano ciò che pensavano senza prendere in giro per qualche voto in più”.

Sale slot, Amati: “Ha ragione il Procuratore De Donno. Puntare sulle distanze favorisce la criminalità. Il Governo nazionale intervenga”

“Sia il Governo nazionale a dettare urgentemente le norme per combattere il gioco d’azzardo, perché giocare questa partita sulle distanze delle sale slot da scuole, palestre o chiese finisce per favorire la criminalità organizzata e l’usura. Così come autorevolmente suggerisce il Procuratore capo di Brindisi Antonio De Donno, uomo di solida esperienza e cultura giuridica”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“La lotta al gioco d’azzardo, che si svolge non solo con le sale scommesse ma anche nei tabaccai e online, riguarda uno sforzo educativo finalizzato a spiegare, con le leggi della matematica, che al gioco vince solo il banco.
Eventuali misure repressive, sempre unite al principale sforzo educativo, dobbiamo invece esigerle dal Governo nazionale, il quale non può permettere il federalismo della ‘Stangata’ (ogni regione ha le sue regole), predicare la lotta alla ludopatia e incassare sempre maggiori entrate fiscali per sostenere le sue politiche, così come è accaduto di recente per il decreto dignità e per la manovra di bilancio”.

Amati e Blasi: “Ripristinare la legalità in Commissione antimafia, clamorosamente violata dai Cinque stelle”

“I Cinque stelle violano clamorosamente la legge e la regolarità amministrativa in commissione antimafia, solo per mantenere un posto di potere. Hanno un così grande appetito di sedie che quando e se vinceranno, e molti di noi saranno tornati alle professioni da cui vengono, occorrerà incatenare le sedie al pavimento, e pure i tavoli, per evitare che se li portino a casa. Chiediamo al Presidente Loizzo di ripristinare, subito, la legalità, altrimenti non potrà andare avanti il disegno di legge in materia di legalità e regolarità amministrativa per evidente contraddizione”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Sergio Blasi, a proposito della mancata applicazione dell’art. 2 comma 3 della Legge regionale “Istituzione di una Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia”.

La norma prevede che l’Ufficio di presidenza della Commissione non può restare in carica per un periodo superiore a un anno.

“La legge regionale prescrive la durata annuale dell’incarico di Presidente della Commissione antimafia e i Cinque stelle omettono di presentare la obbligatoria relazione annuale sull’attività svolta, al fine di preordinare una scusa – peraltro infondata – al mancato rinnovo dell’Ufficio di presidenza. La cosa più grave inoltre è che questa trama pare non sia stata ordita dalla brava e mite collega Rosa Barone, presidente della Commissione, ma dagli ayatollah del movimento pugliese a cui tutto deve essere riferito affinché tutto sia controllato.

Siamo certi che ora l’eventuale risposta polemica dei colleghi 5S si svilupperà sulla definizione di ayatollah, che ovviamente non raccoglieremo, o sull’evocazione di precedenti citati come al solito a torto o ragione: su questo diciamo subito che la eventuale e precedente azione in violazione di legge o regolamento non giustifica mai la successiva o la condotta assunta dai Cinque stelle sulla Commissione antimafia.

In ogni caso, consigliamo un più attinente silenzio, rimettendo al Presidente Loizzo il ripristino della legalità in una Commissione che è stata istituita proprio per garantirla”.

“Liste d’attesa e trasparenza sui siti internet, Amati: “Chiedo a tutte le Asl e Università di pubblicare i dati”

“Il rapporto problematico tra prestazioni istituzionali e a pagamento in sanità è reso poco visibile da un difetto di pubblicità e trasparenza sui siti internet – chi più chi meno – delle diverse Aziende sanitarie e ospedaliere. Spero che nel giro di qualche giorno su tutti i siti internet delle aziende sanitarie, compresi quelli dell’Università e degli IRCCS, compaiano tutti i dati e le informazioni  per cui la legge prescrive la pubblicazione”.

IMG 9268Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, commentando le carenze informative riscontrare nella sezione “attività trasparente” delle Aziende sanitarie pugliesi e degli IRCCS, in materia di retribuzioni, compensi per attività libero-professionale, resoconto analitico e dettagliato su tutte le prestazioni erogate e costi e ricavi.

“Chiedo la tempestiva pubblicazione di tutti i dati e le informazioni mancanti sia per avverare in pieno le prescrizioni legislative e sia per offrire ulteriori elementi di valutazione a chi purtroppo commenta ancora con scetticismo la proposta di legge sulla riduzione dei tempi d’attesa, presentata da me e dai colleghi Cera, Colonna e Mennea.

Da quei dati, che solo parzialmente conosco per via di accesso agli atti giustificato dalla funzione di Consigliere regionale, emergerebbe pubblicamente e chiaramente il disallineamento nei tempi tra attività istituzionali e a pagamento, sulle classi di priorità B e D, a parità di prestazioni richieste e di personale impiegato. E tutto ciò per ottenere l’obiettivo che tutti desideriamo: salvaguardare la libertà dei cittadini di scegliersi il medico nella formula a pagamento, alla condizione che sia una vera scelta e non un rimedio obbligato per accorciare i tempi lunghi dell’attività istituzionale”.

Consorzi di bonifica, Amati: “Subito il passaggio dell’acqua dei Consorzi ad AQP”

“Non c’è molto da dibattere. La legge regionale prevede che se entro dicembre 2018 i Consorzi di bonifica non raggiungono il pareggio di bilancio, la sezione idrica passa ad Acquedotto pugliese. E su voci di controriforma in rampa di lancio, annuncio sin d’ora la presentazione di migliaia di emendamenti ostruzionistici”.

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Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.
“Mi pare che di pareggio di bilancio dei Consorzi nemmeno a parlarne e dunque spero che si passi tempestivamente alla gestione di AQP, senza tergiversare.
Non è giusto che i cittadini continuino a pagare i tributi ai Consorzi, le tasse alla Regione per finanziare i Consorzi e gli incrementi nella bolletta idrica per far pagare ad Aqp l’acqua ai Consorzi, senza avere nemmeno la soddisfazione morale del pareggio di bilancio degli stessi Consorzi.
Fu questo il motivo che indusse il Consiglio regionale ad approvare la legge di riforma dei Consorzi, pur sapendo che si tratta di enti superati non in grado di traguardare, come si vede ogni giorno, nemmeno l’attualità, figurarsi il futuro.
Sarebbe davvero curioso, inoltre, se una Regione come la nostra non fosse in grado di unire il settore potabile con quello irriguo mentre andiamo in giro per festival e convegni a proporre al mondo un acquedotto meridionale in grado di gestire unitariamente l’acqua per tutti gli usi”.

Viaggi della speranza, Amati: “Nessun parlamentare ha mai preso a cuore una clamorosa ingiustizia economica”

“Nei viaggi della speranza c’è anche una clamorosa ingiustizia economica che nessun parlamentare – di questa o di altra legislatura – ha mai preso a cuore per risolvere.
Si tratta dell’eccessivo costo del rimborso per mobilità passiva, che poi incide in modo pesante sul riparto del fondo sanitario regionale”.
Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando i dati sulla mobilità passiva elaborati dall’Aress.
“Al dramma umano si somma dunque un’iniquità economica, perché il costo sostenuto dalla Puglia per la mobilità passiva attiene alla remunerazione in favore di altre regioni delle prestazioni effettuate in favore di cittadini pugliesi. E mentre, se si tratta di un farmaco acquistato da un pugliese in altra regione, è giusto che la Puglia paghi il prezzo intero alla regione erogante, nel caso di ricoveri o prestazioni ambulatoriali i costi unitari da rimborsare non possono rimanere fissi, cioè sempre gli stessi anche all’aumentare del numero delle prestazioni richieste ed effettuate. Così facendo, infatti, per la Regione che presta il servizio la mobilità diventa in parte un ingiusto guadagno. Spiego meglio con abbondante approssimazione: il costo di un reparto o di un ambulatorio rimane immutato a prescindere dal fatto che le prestazioni erogate siano dieci o trenta, per cui appare irragionevole che il costo unitario non muti al mutare in aumento della quantità di prestazioni effettuate.
Ciò significa, concretamente, che la Regione Puglia subisce una detrazione per mobilità passiva obiettivamente ‘gonfiata’, finendo per prendere dal fondo sanitario una somma inferiore a quella necessaria per garantire i livelli essenziali di assistenza. Un obbrobrio di ragione e di coscienza”.

Riforma M5S dell’acqua, Amati: “Dopo la povertà hanno deciso di abolire la sete, la cacca e la pipì. A spese della Puglia”

“Vogliono distruggere il settore acqua e depurazione, e in particolare Aqp, perché probabilmente confidano nell’abolizione – dopo la povertà – della sete, della cacca e della pipì; ciò che in burocratese si chiama servizio idrico integrato. Una proposta di legge farcita di ideologia e di ridicolo, contro la buona gestione e il risparmio, per guastare ciò che funziona, nella furia di dire ‘io c’ero’ e con la conseguenza di far tornare i vecchi carrozzoni mangia-soldi”.

img 5551“Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente della commissione regionale Bilancio, commentando la proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” presentata alla Camera dei deputati da 202 grillini (prima firmataria Federica Daga).
“Questi 202 ragazzi meravigliosi – prosegue Amati – propongono di gestire il servizio idrico integrato attraverso aziende speciali o enti di diritto pubblico (art. 10 comma 8), limitatamente a chi oggi svolge l’attività con società a capitale interamente pubblico (cioè Aqp e Acquedotto lucano), caricando di fatto le spese per gli investimenti sulla fiscalità generale o su contributi pubblici (cioè nuove tasse), in quanto quel modello di gestione (così come accadeva in passato per l’Eaap) difficilmente potrebbe ottenere credito bancario. Per fare l’esempio di Aqp – spiega il consigliere regionale – su un programma di investimenti di 1.500 milioni di euro, difficilmente, un ente pubblico o azienda speciale potrebbe ottenere credito bancario per 1.000 milioni di euro, così come è accaduto per Aqp e il suo lusinghiero rating, considerato che la Regione o i Comuni mai e poi mai potrebbero offrire le garanzie del caso, perché queste impoverirebbero i bilanci regionali o comunali”.
“Che l’intero impianto della proposta – sottolinea Amati – sia contro la Puglia e AQP (sperando che i deputati pugliesi l’abbiamo firmata senza leggere) si nota dal fatto (art. 10 comma 6) che tutti gli altri gestori italiani potranno, invece, mantenere le modalità societarie, con il solo obbligo di assumere in capo al pubblico il 100% del capitale. Cioè come è ora per Aqp. Insomma, tutti gli altri gestori italiani possono fare come facciamo noi ora, mentre noi dobbiamo fare per forza come si faceva ai tempi dell’Eaap”.
“In termini di principi generali, inoltre, propongono di gestire il servizio – aggiunge ancora l’esponente Pd in Consiglio regionale – secondo il modello pubblico (art. 9 comma 2), come se le gestioni pubbliche in Italia si potessero definire un modello. In realtà ciò che funziona è una proprietà pubblica con modello di gestione privato, cioè come se stessimo gestendo gli affari di casa nostra. Come abbiamo fatto negli ultimi anni per Aqp”.
“Sottolineando, infine, la grande confusione e contraddittorietà dell’intero impianto della proposta, l’iniziativa – sottolinea Fabiano Amati – è stata probabilmente sottoscritta pure per appagare il ridicolo e il cabaret. Infatti, per affermare la competenza esclusiva del Ministero dell’Ambiente in materia regolatoria (art. 8 comma 1), si arriva a far diventare la natura destinataria di diritti (‘il diritto della natura’). Per questo, una diga non si potrà più costruire per raccogliere acqua e frenare pure la sua naturalissima ‘furia’ all’interno di un corso d’acqua, mentre l’uomo avrà solo il diritto di bere (‘diritto all’acqua degli esseri umani’) alla condizione di non disturbare (‘diritto all’esistenza degli altri esseri viventi’) una nutria o un falco grillaio nella costruzione o gestione di un qualsiasi schema idraulico. Cioè – conclude – la follia”.

Liste d’attesa, Amati: “Più soldi ai privati è la soluzione dei medici? Sarebbe da Corte dei conti”

“Più soldi ai privati e acquisto di prestazioni a pagamento con le risorse vincolate per ridurre i tempi d’attesa, pare sia la soluzione avallata dai presidenti degli ordini dei medici di Bari, Brindisi e Lecce. Fosse così sarebbe una soluzione d’interesse della Corte dei conti per danno erariale, perché la legge italiana prescrive che prima di qualsiasi altro rimedio, soprattutto se oneroso, bisogna tenere allineati i tempi d’attesa delle prestazioni istituzionali con quelli a pagamento e ciò perché il disallineamento non è frutto del destino ma un’elaborazione statistica dichiarata a parità di personale, prestazioni richieste, volumi e ore lavorate”.
Lo dichiara il Presidente della commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando l’audizione odierna sulle liste d’attesa dei Presidenti degli ordini dei medici di Bari, Brindisi e Lecce.
“L’acquisto di prestazioni dai privati accreditati o dai medici del servizio pubblico e fuori dall’orario di lavoro, con i soldi vincolati alla riduzione delle liste d’attesa, è una soluzione utilizzabile solo per far fronte ad un eccesso di domanda di prestazioni sanitarie e a condizione che l’aumento dell’offerta non sia in grado di causare l’impennata della domanda, come in passato ha avuto modo di rilevare la Corte dei conti pugliese.
Non è dunque possibile pagare prestazioni aggiuntive con fondi raccolti dalle tasse dei cittadini se i tempi d’attesa da attività istituzionale e libero-professionale non sono già preventivamente allineati, pena la sussistenza di danno erariale per colpa grave.
C’è peraltro da dire che in quasi tutte le aziende pugliesi le visite a pagamento sono effettuate in perdita, come si evince dai bilanci e pur in assenza (quasi sempre) della prescritta contabilità separata ed analitica.
Ciò vuol dire che a prescindere dalle diverse e fantasiose soluzioni prospettate già in questo momento l’attività libero-professionale dovrebbe essere sospesa per moltissime prestazioni, perché l’attività intramoenia in perdita è vietata della legge e dal regolamento regionale vigente”.

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Comunicato in risposta al Consigliere Zullo

Liste d’attesa, Amati: “Gli estremi delle decisioni della Corte dei Conti per colmare grossolane carenze informative”

“Con riferimento ad alcune dichiarazioni sul tema delle liste d’attesa, purtroppo fondate su grossolane carenze di documentazione e informazione, provvedo ad indicare gli estremi delle decisioni a cui ho fatto riferimento nel precedente comunicato con medesimo oggetto: Corte Conti, Sezione regionale di controllo per la Puglia, Deliberazioni nn. 19, 20, 21, 22, 23, 24/PRSS/2016 – Agostino Chiappiniello (Presidente), Carmelina Addesso (Relatore)”.

Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Potente continuità amministrativa per una struttura ricca di servizi e tecnologia”

“Posare la prima pietra non è una festa. È un ritrovarsi per rendere solenne un patto di responsabilità: fare bene, nei mille giorni pattuiti con l’impresa e possibilmente senza alcuna riserva.”
Lo ha detto il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, intervenendo questa mattina alla cerimonia di avvio del cantiere e posa della prima pietra del nuovo ospedale Monopoli-Fasano.
“Ho avuto il dono di seguire direttamente le vicende del nuovo ospedale con il Governi Vendola e Emiliano. È stata questa una potente e proficua iniziativa di continuità amministrativa, gestita da tutti con lodevole impegno. Un concerto di professionalità e rigore che ha accumunato le amministrazioni regionale e comunali di Monopoli e Fasano e l’intero apparato burocratico della Regione e della ASL di Bari”.

“Vogliamo realizzare un ospedale interprovinciale, che sani la carenza di ospedali importanti in un raggio di 130 km, cioè tra Brindisi e Bari, al servizio di un territorio di quasi 250 mila abitanti. Il nuovo ospedale sarà ricco di servizi e tecnologie, destinato a soddisfare le prevalenti esigenze dei poveri, cioè di coloro che sono limitati nella libertà di scelta e quindi costretti ad accontentarsi di strutture che per malattie importanti offrono solo un servizio di trasporto verso strutture più dotate. In questo c’è il nostro impegno e la sostanza dell’amministrazione pubblica. Senza enfasi e retorica.”

Liste d’attesa, Amati: “Già senza la nostra legge si dovrebbe sospendere l’attività a pagamento perché svolta in passivo”

“Studiando ed esaminando i rimedi alle lunghe liste d’attesa in sanità è emerso che l’attività libero-professionale è svolta in passivo in quasi tutte le aziende sanitarie pugliesi. Ciò smentisce una delle critiche più ricorrenti alla proposta di legge, e cioè che l’attività a pagamento comporta un guadagno per il sistema ospedaliero pugliese”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, a margine della seduta odierna del Consiglio regionale, che ha deciso il rinvio alla seduta 9 ottobre (per esame emendamenti) della proposta di legge “Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità. Primi provvedimenti”, sottoscritta dallo stesso Amati e dai consiglieri Napoleone Cera, Enzo Colonna e Ruggiero Mennea.

images“Dalla lettura dei bilanci in generale e dall’esame della contabilità analitica separata, che purtroppo non è compilata da tutte le aziende come la legge prevede, emerge un quadro che non considera tutti i costi diretti e indiretti, oltre che i mancati introiti da ticket. Sulla base di alcune simulazioni ne è derivato che l’attività libero-professionale è effettuata in perdita, e che tale circostanza comporterebbe già – per fatto diverso dal mancato allineamento – la sospensione del servizio relativo all’erogazione delle prestazioni sanitarie private, ai sensi del Regolamento regionale vigente.”