“Il Policlinico e l’Università di Bari si palleggiano l’obbligo di pubblicare i dati sull’intramoenia e un sindacato di medici propone di autosospendersi per un mese dall’attività a pagamento; lo fanno per contestare la mia proposta di legge ma purtroppo non si accorgono che le loro obiezioni sono alla legge statale, che impone l’allineamento dei tempi d’attesa tra attività istituzionale e libero-professionale”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.
“Nel corso degli ultimi mesi ho chiesto prima al Policlinico e poi all’Università di pubblicare i dati sull’attività libero-professionale, così come la stessa richiesta è stata avanzata a tutte le Aziende sanitarie pugliesi. Ne è venuto fuori, rispettivamente, il palleggiarsi la competenza tra Policlinico e Università sui docenti universitari, col risultato di un’eclatante omissione, e una parziale pubblicazione – nella maggior parte dei casi – da parte delle singole aziende.
E mentre tutto ciò accade, manifestando implicitamente tutto il problema che la mia proposta vuole risolvere, un sindacato di medici propone di auto-sospendere l’attività libero-professionale, come se questo dovesse spaventare qualcuno o come se l’allineamento dei tempi dipendesse dalla legge regionale e non da una legge statale già vigente.
Spero che il 27 novembre prossimo il Consiglio approvi la proposta di legge e che in Puglia si avvii con energia il processo di riduzione dell’attesa in sanità”.
Categoria: Dichiarazioni
Consorzi di bonifica, Amati: “Darò battaglia su una controriforma trasversale per salvare a spese dei cittadini i più voraci carrozzoni pugliesi”
“Sui Consorzi di bonifica, noti e voraci carrozzoni della storia amministrativa pugliese, è in corso un tentativo di controriforma trasversale a spese dei cittadini pugliesi, che già li pagano profumatamente e ingiustamente con i tributi propri e con i contributi a carico del bilancio regionale. Il profondo rispetto per i soldi dei cittadini che si trasformano in tasse, mi impone di lanciare a tutti i colleghi l’appello a fermarsi: è una questione di giustizia, di equità e di buon senso. Darò battaglia per non sottostare ai morsi della più elementare coscienza amministrativa”.

“Darò battaglia su una controriforma trasversale per salvare a spese dei cittadini i più voraci carrozzoni pugliesi”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando l’approvazione in Commissione della proposta di legge sulle modifiche alla legge regionale sui Consorzi di bonifica.
“La legge attuale prevede il trasferimento delle funzioni irrigue ad Aqp, per evitare che ogni anno la Regione paghi milioni e milioni ai Consorzi al solo fine di ripianare i suoi debiti e le sue esorbitanti spese di gestione.
La proposta di legge approvata in Commissione tende invece a realizzare un clamoroso passo indietro, sulla base di una curiosa teoria: i Consorzi devono auto-governarsi su tutto, tranne che sui buchi di bilancio che continuamente creano; per quello ci sono sempre le tasse dei cittadini che a colpi di decine di milioni all’anno coprono il più clamoroso fallimento.
Non si capisce perché questa teoria, mai utilizzata se si tratta degli affari di casa nostra diventi poi magicamente efficace per gli affari dove a mettere i soldi sono i cittadini, con le loro tasse.
Da questa vicenda emergono peraltro due curiosità degne di nota: il voto favorevole di gruppi politici dell’opposizione, in testa i Cinque stelle, che nei comizi li considerano carrozzoni ma poi votano a favore del prelievo dalle casse regionali per colmare gli sperperi; lo spreco trasversale al banchetto della spesa pubblica, per tenere in piedi un baraccone di super stipendiati, la maggior parte amministrativi, come ha accertato la più recente Commissione di indagine.
Spicca infine l’eclatante contraddizione tra la decisione odierna di negare, nel nostro piccolo, l’unificazione della gestione idrica per gli usi potabili ed irrigui, e la giusta proposta del Presidente Emiliano (inaugurazione ultima Fiera del Levante) di realizzare l’acquedotto meridionale per tutti gli usi e non solo per quello potabile ed irriguo. Mi chiedo: ma come possiamo diventare credibili rispetto alla proposta di grande Acquedotto meridionale se non riusciamo nemmeno ad unificare a casa nostra il potabile con una parte dell’irriguo?”.
Liste di attesa, passo in avanti dopo discussione. La dichiarazione di Amati sul rinvio
“Non sono soddisfatto ma un passo in avanti è stato fatto in Aula con la discussione generale.
Con il rinvio alla prossima seduta speriamo di avere con noi altri consiglieri che vogliano porre rimedio ai lunghi tempi delle liste di attesa in sanità”.
Per il testo integrale della proposta di legge CLICCA QUI
Qui la mia video dichiarazione dopo il Consiglio regionale di oggi.
Acqua in Puglia, Amati: “Ottima notizia il rinnovo ad Aqp della concessione per il prelievo da Caposele. Grazie alla Regione Campania”
“La Regione Campania ha rinnovato ad AQP la concessione di derivazione dell’acqua da Caposele. La concessione riguarda il prelievo di 363 litri al secondo e varrà fino al 2032, a meno che non si sottoscriva l’Accordo unico tra le regioni del distretto meridionale”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione bilancio Fabiano Amati, commentando il rinnovo della concessione di grande derivazione d’acqua ad uso potabile dalla sorgente di Sanità di Caposele, rilasciato dalla Regione Campania ad AQP.
“Non si riesce forse a cogliere la grandezza di questa notizia perché l’acqua la insegna la sete e noi non la conosciamo più da oltre un secolo grazie a Caposele, alla Campania e alla costruzione del grande Acquedotto. Dietro al rinnovo della concessione c’è un lavoro immane di solidarietà e diplomazia, che tiene aperti i rubinetti di casa di quasi due milioni di pugliesi. Se ogni volta che aprissimo un rubinetto pensassimo a ciò che si nasconde oltre i tubi, cioè alla grande potenza tecnologica e alla collaborazione tra istituzioni di regioni diverse, forse comprenderemmo che è arrivato il tempo di convogliare in un’unica gestione la risorsa idrica per tutti gli usi (potabile, agricolo ed industriale) e a realizzare così una gestione a grandi economie di scala, innanzitutto per preservare la scarsità della risorsa. Ma per far ciò c’è bisogno di mettersi alle spalle l’egoismo di chi aggrappato solo sul presente, fregandomene dei debiti da lasciare in eredità”.
Consorzi di bonifica, Amati, Colonna, Pendinelli: “Autogoverno non può significare continuare a far pagare i cittadini pugliesi”
“L’autogoverno dei Consorzi di bonifica, da parte dei proprietari di immobili compresi nel loro perimetro, non può significare che la Regione Puglia, con le tasse dei cittadini, continui a farsi carico dei costi di gestione di tali Enti, perché è proprio questo lo schema che ha condotto al disastro a cui, con la legge di riforma approvata un anno e mezzo fa, stiamo cercando di porre rimedio”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Enzo Colonna e Mario Pendinelli, con riferimento alle audizioni dei rappresentanti delle associazioni del settore agricolo svoltesi questa mattina in IV commissione su una proposta di legge finalizzata a evitare il passaggio ad AQP delle funzioni irrigue dei Consorzi.
In base alla legge vigente (l.r. 3 febbraio 2017, n. 1), infatti, le funzioni irrigue dovrebbero essere trasferite ad AQP qualora, al 1° dicembre 2018, la Giunta regionale dovesse verificare il mancato “rispetto dei criteri di economicità, di equilibrio finanziario, di efficienza nei servizi resi ai consorziati”, nel quadro degli obiettivi definiti dalla medesima legge.
“La Regione – proseguono i consiglieri – ha già assunto, con la legge, il pesante impegno di farsi carico di tutti i debiti pregressi dei Consorzi. Sembra perciò francamente irricevibile l’idea di cambiare una decisione – il passaggio ad AQP – che, assicurando efficienza ed efficacia alla gestione delle funzioni irrigue, determinerebbe significativi risparmi di spesa, sinora sostenuta da tutti i cittadini pugliesi.
Come si può scambiare una norma vigente diretta a non finanziare più i Consorzi con fondi regionali con una norma che, invece, legittimerebbe di fatto la prosecuzione di questo schema? Sarebbe più utile, invece, lavorare nella direzione di individuare soluzioni finalizzate a consentire alla Regione di recuperare i circa 120 milioni di euro di crediti vantati nei confronti dei Consorzi.
Anche a voler mettere da parte i problemi contabili e finanziari richiamati – concludono i consiglieri -, siamo comunque dell’opinione che, al cospetto di un bene come l’acqua, non abbia alcun senso continuare a immaginare gestioni diverse in base ai diversi usi. È proprio la scarsità del bene acqua, infatti, che dovrebbe consigliare a tutti (e il più rapidamente possibile) di favorire processi di unificazione della sua gestione. Peraltro, sarebbe incomprensibile non proseguire su questa strada, segnata dalla legge di riforma, vantando la Puglia la piena ed esclusiva titolarità di una straordinaria azienda, AQP, la più articolata e avanzata d’Europa in materia di gestione della risorsa idrica”.
Sms per bocciare pdl liste attesa, Amati: “Il danno al reddito di pochi medici non vale più delle file al Cup”
“Se Emiliano ha un consigliere che si chiama Procacci è normale che si metta a procacciare i voti dei consiglieri regionali. È discutibile se questa attività si svolga per assecondare pochissimi medici che temono, peraltro infondatamente, di subire un danno al reddito, mettendo così in secondo piano le file dei cittadini al Cup e tutti i dati statistici in possesso della Regione”.
Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento a notizie di stampa su un messaggio inviato ai capigruppo di maggioranza per orientare il voto contrario sulla proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa.
“La proposta di legge – prosegue Amati – sta suscitando conflitti e anche qualche colpo basso, perché non si riesce ad accettare l’idea che la legge italiana non consente che i tempi d’attesa dell’attività istituzionale non siano allineati a quelli per l’attività a pagamento. Di qui viene fuori un rumorosissimo arrampicarsi sugli specchi, fatto di circostanze e opinioni prive di ogni nesso con i terribili dati statistici che segnalano questa profonda disuguaglianza nell’accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie”.
“Nel corso di questi mesi – aggiunge – ho messo in risalto, senza mai avere la soddisfazione di una replica pertinente, che i dati pugliesi consegnano una notevole differenza nei tempi d’attesa per prestazioni istituzionali e a pagamento, a parità di prestazioni, personale ed ore di lavoro.
Se la legge dice che tale differenza non può sussistere, è mai possibile non intervenire con un rimedio meramente attuativo? Se la legge dice che bisogna pubblicare su internet tutti i dati analitici delle attività a pagamento, è mai possibile tollerare che alcune aziende lo facciano parzialmente ed altre per niente? Se la legge dice che i tempi d’attesa sono livelli essenziali d’assistenza, è mai possibili che diventino per nulla essenziali al cospetto di un timore di danno economico avanzato da pochissimi medici? Queste sono le domande – conclude il consigliere Amati – su cui sarebbe il caso di procacciare risposte, magari pertinenti ai dati e più accordate alle leggi”.
Sanità, Amati: “Su liste d’attesa Emiliano sbaglia e lo dicono i dati raccolti dalla Regione”
“Il Presidente Emiliano sbaglia e proverò a fargli cambiare idea. La nostra proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa non colpevolizza i medici ma li rende protagonisti della missione di ridurle. Così come chiedono i cittadini e come prescrive la legge, il contratto dei medici e pure il nostro ottimo regolamento.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione bilancio della Regione Puglia Fabiano Amati, commentando le dichiarazioni rese oggi dal Presidente della Giunta regionale della Puglia Michele Emiliano a margine di un convegno sull’accoglienza nelle strutture sanitarie regionali.
“L’attività a pagamento non è una sorta di libera professione dentro l’ospedale, o un aiuto fuori dall’orario di lavoro che i medici danno per abbattere le liste d’attesa. È invece una possibilità offerta ai pazienti di scegliersi il medico, diventata però un rimedio per scalare le lunghe attese per le visite istituzionali.
Che di questo si tratti è provato dal fatto che dai dati raccolti dalla Regione risulta che i tempi d’attesa siano profondamente disallineati, per le classi di priorità breve e differita, e a parità di numero di prestazioni, personale impiegato e ore di lavoro dedicate.
A questo si aggiunga che l’attività libero professionale determina un sensibile disavanzo a carico dei bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere, come risulta da uno studio effettuato dal Consiglio regionale, e che tutto il sistema di trasparenza e di contabilità analitica previsto dalla legge sulla materia dell’intramoenia risulta generalmente eluso. A questo proposito stiamo ancora attendendo la pubblicazione completa dei dati sui siti internet delle aziende sanitarie, ospedaliere e dell’Università.
Sarebbe certamente da schiocchi pensare che la nostra proposta di legge possa risolvere tutto il problema dell’attesa in sanità, ma è verosimile che le sue disposizioni possano aiutare a ridurre fortemente il suo impatto nella vita delle persone.
Spero pertanto che la nostra proposta di legge sia approvata al più presto, e si evitino le parole della colpa a carico degli uni o degli altri, perché l’unica colpa sarebbe non sentirsi in colpa, non occuparsene o sminuire la portata del problema che abbiamo da risolvere”.
Ludopatia, Amati: “Di Battista aveva promesso di abolire il gioco legale, ma non hanno alcuna intenzione di farlo, come su Tap”
Alessandro Di Battista, il “Che Guevara” di Roma, aveva promesso di abolire il gioco legale; inutile dire che non hanno alcuna intenzione come per la Tap. In Puglia poi non riescono a capire – spero in buona fede – che il distanziamento può incrementare criminalità e usura, come sostenuto dal Procuratore della Repubblica di Brindisi. La mia dichiarazione di voto su su ludopatia e norma nel Consiglio regionale del 30/10/2018
Liste di attesa, Amati:” La mia proposta di legge nuovamente rinviata, sono dispiaciuto”
Abbattimento tempi liste di attesa: oggi la mia proposta di legge è stata nuovamente rinviata in Consiglio Regionale. Sono dispiaciuto, ma non ho intenzione di arrendermi e ringrazio tutti i pugliesi che mi stanno sostenendo in questa battaglia.
Il mio commento al termine della seduta odierna.
Tap, Amati: “Chiamiamo in audizione la società per aiutare i Comuni nei ristori economici”
“Ho chiesto l’audizione in Commissione del consorzio Tap e dei sindaci dei Comuni interessati, per facilitare il dialogo sui ristori. Mi pare che su questo argomento la Regione possa svolgere un ruolo coerente con la sua funzione, aggiungendo un po’ di forza negoziale alla posizione dei Comuni, oggettivamente indebolita dopo aver seguito per anni i profeti dell’impostura oggi seduti comodamente in Parlamento”.
Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati.
“Come per Ilva era chiarissimo che la storia sarebbe finita così”, prosegue. “Il problema è che nonostante la chiarezza si è cincischiato per prendere in giro la gente, forse facendo perdere ai Comuni la forza negoziale nell’ottenere ristori o indennizzi. Mi pare, per questo, opportuno sondare le intenzioni della società Tap ed eventualmente schierare la Regione a fianco dei Comuni per ottenere i ristori perché, a fronte d’indiscutibile utilità generale, l’opera genererà ingenti introiti economici, per cui sarebbe davvero curioso – conclude – se il territorio che ne paga l’impatto non dovesse essere partecipe di un ristoro equo e congruo”.