Neuropsichiatria infantile Monopoli, Amati: “Altri tre mesi persi e siamo a due anni. Aprile prossima data. E menomale che controlliamo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per l’avvio dei lavori della Neuropsichiatria infantile di Monopoli sono stati persi altri cinque mesi, portando a due anni il ritardo da quando la I Commissione ha cominciato a occuparsene. La prossima data dichiarata in audizione per la consegna del cantiere è all’inizio del prossimo aprile. C’è da dire che menomale controlliamo con sistematicità, altrimenti non saprei dire cosa succederebbe.
Tra la data di aggiudicazione dei lavori (26.9.2023), che aveva fatto assumere l’impegno alla consegna del cantiere entro i successivi due mesi, e la sottoscrizione del contratto (3.1.2024), sono passati quattro mesi e per tre mesi di questi quattro non si comprende il motivo. Infatti, ragionevolmente e considerato il tempo d’attesa di 30 giorni previsto dalla legge, il contratto sarebbe dovuto essere sottoscritto il 27 ottobre e non il 3 gennaio. Tutti questi giorni di ritardo incidono, infatti, sul cronoprogramma complessivo, in questi termini: l’impresa ha tempo sino al prossimo 17 febbraio per depositare il progetto esecutivo; la stazione appaltante ASL ha poi tempo sino al prossimo 17 marzo per la verifica e ulteriori 15 giorni (31 marzo) per la validazione. Se tutto dovesse andare bene, ossia senza intoppi, e tutti dovessero compiere con celerità il proprio dovere, la consegna del cantiere potrebbe avvenire nei primi giorni d’aprile, così da farci sospirare il più sentito ‘finalmente’.
La I Commissione, in ogni caso, si riunirà tra fine febbraio e inizio marzo, per verificare il rispetto di questo ulteriore cronoprogramma, così da limitare al massimo la brutta sorpresa di altri ritardi.”

Monoblocco Foggia, Amati: “Non bastano 55milioni. Pur riducendo interventi, quadro economico con più 18milioni. Auditorium non si può eliminare”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Anche la ristrutturazione del monoblocco e dei plessi minori degli Ospedali riuniti di Foggia subisce la risoluzione dell’accordo di programma di finanziamento, per scadenza del termine di 30 mesi dalla sottoscrizione (18.11.2020), come i nuovi ospedali di Maglie-Melpignano e di Andria.
Infatti: la ristrutturazione del monoblocco, originariamente finanziata dall’accordo di programma per 40milioni, e la ristrutturazione dei plessi minori, originariamente finanziata dall’accordo di programma per 15,2milioni, hanno subito un incremento del quadro economico per circa 18milioni, per cui non è possibile procedere all’appalto dei lavori se non sarà trovata un’ulteriore fonte di finanziamento per integrare il nuovo fabbisogno. E questo solo con riferimento al monoblocco, poiché la ristrutturazione dei plessi minori non avrà bisogno di ulteriori fonti di finanziamento, stante la decisione dell’Azienda di ridurre le lavorazioni e quindi far rientrare le maggiorazioni nel limite dello stanziamento, quantificate in euro 50milioni, di cui solo 15,2milioni di euro a carico dell’accordo di programma. Nell’ambito della progettazione relativa al monoblocco, una parte degli incrementi del quadro economico (8milioni) è riferibile alla decisione di realizzare un auditorium, ossia una porzione immobiliare non destinata ad attività sanitaria. Tale intervento è stato però deciso di confermarlo, piuttosto che stralciarlo, perché la fase del procedimento è decisamente avanzata (a brevissimo ci sarà la validazione del progetto esecutivo), per cui ogni variazione farebbe indietreggiare la procedura al (quasi) punto di partenza.
Anche nel caso dei lavori agli Ospedali Riuniti di Foggia, siamo di fronte a irragionevoli ritardi delle burocrazie sanitarie, spesso ignare del fatto che il correre del tempo ha un notevole significato nella vita di ogni giorno.
La Commissione si riunirà il prossimo 12 febbraio, per conoscere dall’assessore Palese le iniziative immaginate e attivate per difendere i finanziamenti già erogati, reperire le risorse aggiuntive necessarie e confermare il programma di edilizia ospedaliera.”

DH oncoematologia BR, Amati: “Adempimenti disattesi. 15 giorni per colmare i ritardi e speriamo che Consiglio comunale approvi variante entro il 26 gennaio”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per il DH di oncoematologia del Perrino di Brindisi non è stata ancora approvata la delibera di aggiudicazione alla società di verifica del progetto, nonostante fosse stato assicurata dalla ASL, nella riunione del 27 novembre scorso, addirittura la conclusione del procedimento di verifica entro la metà di gennaio. Il motivo di questo ritardo non è dato conoscerlo ed è stata assicurata la delibera di aggiudicazione del Direttore generale per la giornata di oggi, al più tardi domani, e l’immediata contrattualizzazione della società aggiudicataria (BFP s.r.l.), considerato che per la tipologia di gara non è necessario lo spirare del tempo d’attesa di trenta giorni.
Speriamo in ogni caso di non perdere altro tempo e per questo abbiamo stilato uno stretto cronoprogramma, con la collaborazione di tutti i presenti: entro il prossimo 29 gennaio la società di verifica del progetto farà conoscere i tempi necessari, con l’impegno a contrarli al massimo, nei limiti del possibile e anche rispetto a quelli stabiliti col contratto; entro il prossimo 26 gennaio il Comune di Brindisi approverà la variante urbanistica, per consentire il permesso di costruire in deroga: in questo senso il dirigente della sezione urbanistica del Comune si è impegnato a trasmettere la proposta di deliberazione al Consiglio comunale entro il prossimo venerdì 19 gennaio; entro il prossimo 29 gennaio, ovviamente sul presupposto del pronto riscontro alle richieste d’integrazione documentale, i Vigili del fuoco si sono impegnati a rilasciare il proprio parere. Ringrazio per la collaborazione e la presenza in audizione il RUP dell’ASL Brindisi Sergio Riini, il comandante dei Vigili del fuoco Giulio Capuano e il dirigente del Comune di Brindisi Fabio Lacinio.”

Piano casa, Amati: “Il tour per illustrare nuova legge fa tappa a Fasano”

Il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati sarà oggi, venerdì 12 gennaio, a Fasano, nell’ambito degli incontri di approfondimento della nuova legge sul Piano casa.

L’incontro, organizzato e promosso dal mensile Osservatorio, si svolgerà nella Sala consiliare di Palazzo di Città di Fasano, a partire dalle ore 18:00. Sono previsti gli interventi di Francesco Zaccaria, sindaco della Città di Fasano, Antonio Pagnelli, assessore all’Urbanistica e Leonardo D’Adamo, dirigente dell’Ufficio Urbanistica. Modera Zino Mastro, direttore del mensile Osservatorio.

L’appuntamento di oggi segue quelli già svolti a Castellana Grotte, Cisternino, Alberobello, Oria e Polignano a Mare. Nei prossimi giorni sono previsti altri appuntamenti.

Omnibus 2024, Amati: “Riprendiamoci il Centro riabilitazione di Ceglie, gestito senza titolo. Basta con l’andazzo complice”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Il centro di riabilitazione intensiva di Ceglie Messapica deve tornare alla gestione pubblica e per questo ho presentato un emendamento all’Omnibus 2024. Il ricordo dello sguardo dei pazienti con coscienza nulla o minima, incrociato nella visita effettuata di recente nella struttura, bussa rumorosamente alla mia coscienza e non tacerò sino a quando qualcosa d’importante non sarà fatto.
La decisione di portare il tutto nella gestione pubblica è richiesta dalla natura del servizio, dall’ambizione di farne un’eccellenza, dai viaggi della speranza, dalla logica, dalle numerose norme violate sugli affidamenti dei servizi e pure dai conti.
Non possiamo più essere complici di un sistema fondato su una struttura di proprietà pubblica (della ASL di Brindisi) però gestita, da molti anni, da un privato che doveva fare solo una temporanea sperimentazione gestionale, depauperando il servizio pubblico di un importante segmento dell’offerta assistenziale, senza alcuno slancio d’innovazione e quindi non in grado di porre freni ai viaggi della speranza.
Da anni su questa questione emerge un silenzio che si lascia interpretare come complice, perché non risulta alcun titolo negoziale valido in grado di giustificare l’attuale gestione, per cui la presa in carico dei pazienti e il relativo pagamento delle prestazioni avvengono per un’usanza molto discutibile, ossia un andazzo.
Non mi sfugge la delicatezza della questione e pure l’anacronistica coltre di titubanza che circonda questa proposta, magari per non far adirare l’attuale gestore. Ma noi siamo la Regione, un ente pubblico, chiamato a gestire la sanità con principi d’universalità garantita dalla prevalenza del servizio pubblico, dove il privato è un incaricato di pubblico servizio per sopperire a eventuali carenze, che si devono manifestare per motivi oggettivi e non per accomodamento politico. Non mantenere la barra dritta su questo principio, significa degradare il servizio pubblico a funzioni di vassallaggio, con aggravio dei costi e con distruzione del patrimonio umano impiegato nel servizio pubblico.
Il ritorno immediato del servizio nella gestione interamente pubblica, con l’auspicabile collaborazione delle Università pubbliche pugliesi, passa attraverso la garanzia del mantenimento degli attuali livelli occupazionali, utilizzando la normativa vigente che a ciò acconsente.
È ovvio che la decisione comporterebbe pure un risparmio di spesa, perché sarebbe eliminata dai costi ogni voce riferibile alla remunerazione del privato-incaricato di pubblico servizio.”

Acqua, Azione: “Entro febbraio la legge altrimenti si rischia la gestione privata. Sintonia con Emiliano, Laforgia e colleghi. ATN sbagliato”

“Per evitare il rischio di privatizzazione dell’acqua, a partire dal 1° gennaio 2026, occorre che entro fine giugno 2024 si affidi il servizio idrico integrato alla stessa AQP, previa attribuzione gratuita di quote societarie ai comuni pugliesi, e sul punto della gratuità della cessione delle azioni sono stati la presidenza della Giunta regionale e il presidente dell’AQP ad affermare la piena legittimità, correggendo un’infondata riflessione contraria contenuta nell’analisi tecnico normativa – ATN. Ora dobbiamo correre e ci dichiariamo disponibili ad accogliere tutte le richieste di modifiche migliorative alla nostra proposta avanzate dal Governo regionale, il quale – assieme ai colleghi di tutti i gruppi politici – si è manifestato in perfetta sintonia sull’obiettivo dell’affidamento in house, così da salvaguardare la gestione pubblica di AQP.”

Lo dichiarano il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale acqua di Azione Nicola Di Donna.

“Com’è noto, la data di scadenza della concessione del servizio (con legge statale) ad AQP è prevista per il 31 dicembre 2025, determinando l’avvio di una gara per il nuovo affidamento.
È chiaro che la soluzione ottimale sarebbe quella di eliminare la data di scadenza dell’attuale concessione, ma tale prospettazione potrebbe pure trovare punti di vista contrari e perciò conviene premunirsi per tempo, ossia entro e non oltre fine giugno 2024, approvando un impianto normativo in grado di consentire anche l’affidamento in house providing, nel solco dell’attuale normativa europea e statale.
L’insistenza sulla necessità di garantire le condizioni giuridiche per ottenere un affidamento diretto ad AQP non risiede in un atto di “disobbedienza” alla normativa europea ordinaria sulla gestione dei servizi pubblici, ma è l’esito di un processo di approfondimento fondato sulle peculiarità idro-geo-morfologiche della Puglia, che non giustificano scelte di tipo ordinarie, pena insormontabili difficoltà nella gestione. E su questo basti pensare al problema del necessario trasferimento dell’acqua dalle regioni limitrofe – in particolare Campania e Basilicata – per cogliere il complesso groviglio di potestà pubbliche che devono essere necessariamente poste in armonia, per cui una gestione del servizio non affidata a un gestore interamente pubblico, come AQP, potrebbe comportare molteplici problemi interdittivi e quindi una peggiore qualità del servizio.
In questo senso si muove la nostra proposta di legge, aperta a tutte le modifiche migliorative, imperniata sul necessario coinvolgimento dei comuni pugliesi per assicurare il realizzarsi dell’impostazione legislativa vigente in materia di affidamento in house providing, ovvero attraverso l’esercizio del “controllo analogo” a quello che esercita sui propri servizi, da parte del committente sul soggetto affidatario, e la necessità che il soggetto affidatario realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente committente che la controlla. Solo al ricorrere di tali condizioni è prevista la possibilità di procedere all’affidamento del servizio senza gara.”

Radiologia interventistica BR, Amati: “Conferenza dei sindaci urgente con assessore, DG e primario. Richiesta a Marchionna. Subito attiva unità dipartimentale”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Ho chiesto al sindaco di Brindisi Pino Marchionna di convocare con urgenza una conferenza dei sindaci, con l’assessore regionale, i consiglieri regionali, il DG e il direttore dell’unità operativa, per affrontare e risolvere in poche ore la grave carenza della radiologia interventistica al Perrino, causata dalle gravi disattenzioni e sottovalutazioni delle burocrazie sanitarie.
Quella della radiologia interventistica è la carenza di una specialità salva-vita, riguardante la salute di tutti i cittadini della provincia di Brindisi, che negli ultimi mesi è stata trattata con minore attenzione anche rispetto a una qualsiasi inaugurazione – con tanto di comunicati, selfie e foto di gruppo – di un ascensore, di un montacarichi o dello spostamento di una carta da una scrivania all’altra.
E, per evitare complicazioni logistiche o scuse, ho consigliato a Marchionna di convocare l’incontro a Bari, nella sede del Consiglio regionale; per la logistica me ne occupo io.
La radiologia interventistica è un problema di rango regionale che va certamente centralizzato, poiché trattasi di una branca specialistica salva-vita, tipica degli ospedali regionali di II livello, non assoggettabile alle regole della territorialità provinciale. Ma nel frattempo che si risolva questo vulnus di partenza, magari con AziendaZero, in grado di superare un’irragionevole modalità organizzativa tendente a considerare ogni Asl come una monade, c’è bisogno d’istituire al Perrino un’unità operativa dipartimentale, assumendo tutti i costi necessari, incentrata sul personale in servizio e su altri radiologi che hanno già dato la disponibilità ad accettare l’offerta di lavoro della Asl Brindisi. Ovviamente, bisognerà associare ai professionisti medici il personale delle altre professioni sanitarie necessarie.
In poche parole, non bisogna ripetere gli errori e le sottovalutazioni del passato, che ci hanno portato a distruggere un servizio di grandissima efficienza, a causa di litigi, ripicche, allontanamenti, accomodamenti e rifiuti nel riconoscere modalità organizzative in grado di attribuire indennità speciali e comunque certamente inferiori a molte altre pagate inutilmente. E mi fermo qui, perché non è questa l’ora dei processi, ma ne accenno al solo fine di evidenziare che anche in questo caso si tratta di vicende generate dalla disattenzione delle burocrazie sanitarie, con i politici responsabili della mancata conoscenza nel dettaglio delle magagne e della mancata reazione in termini disciplinari a tanto scempio.”

Perrino BR, Amati: “Si muore a causa della mancanza della radiologia interventistica. Una vergogna. Applicazione provvisoria a tutti i costi e AziendaZero”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Sono anni che lamento in quasi solitudine l’assenza della radiologia interventistica all’ospedale Perrino di Brindisi, avvertendo che questa carenza genera morti.
È una vergogna, vedere un ospedale di II livello privo di quell’importante branca specialistica salva-vita. Certo, sono pochi i medici di questa branca. Ma quei pochi, nell’attesa che diventino molti, non possono essere gestiti da ogni singola ASL, magari sottraendoseli, come se la sanità pugliese fosse di livello territoriale provinciale e non regionale.
Sento parlare continuamente di sanità, spesso segnalando esigenze giuste ma non prioritarie, attinenti più alle ragioni dell’assistenza non tempo-dipendente e di carattere comunale, con convocazioni roboanti di tavoli, consigli comunali e sopralluoghi in favore di telecamere, ma mai, e con altrettanto particolare ardore, dei problemi che mettono a rischio la vita. Com’è l’assenza della radiologia interventistica, appunto.
Tutti i pazienti della provincia di Brindisi bisognosi d’interventi urgenti di radiologia interventistica scontano la pena di essere centralizzati al Perrino e restare in attesa, in condizioni gravissime, sino a quando non si ottiene la disponibilità del Vito Fazzi di Lecce o del Santissima Annunziata di Taranto. E di qui, una nuova corsa in ambulanza, nella speranza di farcela.
Si può andare avanti così, facendo finta di nulla?
Le soluzioni provvisorie ci sono. Bisogna solo avere il coraggio di attuarle.
L’istituzione immediata di AziendaZero per razionalizzare il personale, anche se scarso, sull’intero territorio regionale e, nelle more, dotare il Perrino – sin da domani mattina – di un professionista di altra Asl in applicazione provvisoria – con tutti gli incentivi possibili e immaginabili – perché Brindisi non può rimanere così. Si muore! È chiaro?!”

Centro risvegli Ceglie, Amati: “Ancora non rimossa l’interferenza Enel e perciò lavori sospesi parzialmente. Speriamo entro gennaio”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Nell’ambito dei lavori di realizzazione del Centro risvegli di Ceglie Messapica, non è stata ancora eliminata l’interferenza con una linea Enel di media tensione, nonostante l’impegno a farlo entro fine dicembre.
Il nuovo cronoprogramma prevede ora di realizzare l’attività necessaria entro fine gennaio, così da ottenere la revoca della sospensione parziale dei lavori, in atto sin dal 7 settembre 2023.
Speriamo che tutto si risolva entro trenta giorni, così da avviare a pieno regime i lavori”.

Centro regionale malattie neuromuscolari, Amati: “Forse ci siamo. Sarà nel padiglione Chini. E la piscina? Tra 15 giorni i dettagli”

“Dopo molte riunioni e ripetuti rinvii, forse ci siamo. Sarà allocato nel padiglione Chini il Centro regionale di malattie neuromuscolari. Rimane un grande dubbio sulla realizzazione della piscina per la riabilitazione in acqua, rientrante nei Livelli Essenziali di Assistenza, che dovrà essere necessariamente allocata nella medesima struttura prescelta e al servizio dei pazienti degenti o in day service. Risulta che al Policlinico c’è già una piscina, realizzata presso Asclepios 1 con fondi pubblici e mai usata, che qualcuno vorrebbe addirittura dismettere. Staremo a vedere.
Aspettiamo ora lunedì 22 gennaio per conoscere i dettagli sulle risorse economiche necessarie e sul cronoprogramma dei lavori.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Dopo molteplici riunioni della I Commissione, svoltesi senza alcun esito, e rinvii su rinvii per restare fermi al punto di partenza, le notizie sul Centro Regionale Malattie Neuromuscolari hanno registrato un timido passo avanti: è stato individuato il Padiglione Chini all’interno del Policlinico come localizzazione fisica, però per conoscere la stima dei costi e il cronoprogramma bisognerà attendere ancora 15 giorni.
Mi aspetto che tra 15 giorni avremo notizie anche in merito alla possibilità di usare la piscina già presente in un padiglione del Policlinico, mai utilizzata, e che potrebbe garantire le terapie in acqua previste nei LEA (livelli essenziali di assistenza).
Le indicazioni dei maggiori clinici e della stessa ARESS in merito, infatti, sono chiare: gli spazi a disposizione di un Centro per malattie neuromuscolari non possono essere inferiori a 2.000 metri quadrati e devono essere in grado di offrire 12 stanze singole di ricovero, diversi ambulatori, una palestra di almeno 150 metri quadrati e una piscina. E il tutto in un’unica struttura.
Appuntamento, dunque, alla seduta di lunedì 22 Gennaio, durante la quale speriamo di avere le informazioni necessarie senza perdere altro tempo perché un Centro per malattie neuromuscolari servirebbe per occuparsi di gravi malattie neurodegenerative, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e le distrofie muscolari; queste patologie sono ad alta complessità assistenziale e perciò bisognose di cure specialistiche e multidisciplinari ed è nostro dovere garantire livelli di eccellenza nell’assistenza di tutte le persone già affette da malattie neuromuscolari e con gravi problemi.”