Nuovo ospedale Taranto, Amati: “Prosegue secondo programma. Confermato fine lavori 30.6.2024 e attivazione luglio 2025”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Prosegue secondo programma la costruzione del nuovo ospedale di Taranto. Confermato il
fine lavori per il 30.6.2024 e l’avvio dell’attività sanitaria entro luglio 2025.
Allo stato sono stati emessi 40 stati di avanzamento lavori, per una produzione di circa l’89%. Risulta iscritta una sola riserva da parte dell’impresa appaltatrice, non ancora quantificata.
Con riferimento agli arredi e alle attrezzature, sono state aggiudicate 5 gare, 3 delle quali contrattualizzate e con ordini di fornitura già emessi. Le 2 gare non ancora contrattualizzate sono in fase di valutazione dei requisiti.
Su altre 3 gare, invece, 2 sono in fase di valutazione dei requisiti e 1 non ancora pubblicata per le più opportune valutazioni sull’acquisizione dei beni a mezzo Consip.
Su 11 altre gare minori, invece, per un valore complessivo di euro 54milioni, solo 6 sono state aggiudicate, mentre le restanti 5, alcune suddivise in sotto lotti, sono nelle più varie fasi del procedimento.”

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “CCT liquida 146 giorni e 9milioni con giustificazione incedibile: la ristrutturazione di una piccola casa rurale. Impugnare subito. Bene procedimenti arredi”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sono in corso le verifiche della Direzione lavori sull’attendibilità della dichiarazione di fine lavori, resa dall’impresa in data 18 dicembre 2023. Su questo avremo notizie entro fine mese, considerato che ancora manca la realizzazione di una pluralità di piccole opere.
Fa in ogni caso impressione la lettura dell’ultima determinazione del Collegio consultivo tecnico, con cui sono stati assegnati 147 giorni in più rispetto al precedente termine dei lavori fissato per il 24 luglio 2023, determinando un condono delle penali (il 10% dell’importo contrattuale, ossia pari a oltre 7milioni di euro) e un riconoscimento economico ulteriore di oltre 2,6milioni di euro. Insomma, 147 giorni e quasi 10milioni euro. Ma per quale motivo? Qui c’è l’incredibile: per la realizzazione di un piccolissimo fabbricato rurale da adibire ad asilo nido, con valore complessivo dei lavori pari a 250mila euro (un’inezia) e per una variante che non era di natura suppletiva, cioè fonte di maggiori oneri, ma in diminuzione. Una determinazione, dunque, illogica, incongrua e gravemente contraddittoria, che andrebbe subito impugnata e che è costata per ora – quale compenso ai componenti del Collegio – euro 349.750,88.
E fin qui le bruttissime esperienze che la stazione appaltante sta vivendo con l’impresa Partecipazione Italia del gruppo Webuild e con il Collegio consultivo tecnico.
Con riferimento, invece, alle procedure per l’acquisto di arredi e attrezzature, tutto sta procedendo secondo programma. Risultano, infatti, in fase di valutazione le 75 offerte pervenute per le gare relative ad arredi sanitari, attrezzature, arredi non sanitari e segnaletica. Per quanto riguarda, invece, le gare per le sale operatorie, le offerte sono state 3 e si è in fase di nomina della commissione giudicatrice; per la gara per la diagnostica per immagini e angiografia interventistica il bando è in fase di pubblicazione; per la gara relativa all’area medicina di laboratorio si è in fase di predisposizione degli atti di gara.
Infine: la gara per la realizzazione delle strade d’accesso è nella fase della presentazione delle offerte, la cui scadenza è prevista per il 18 gennaio.
Con il nuovo anno intensificheremo, se ce ne fosse il bisogno, la nostra attività di impulso e controllo, perché desideriamo vedere il nuovo ospedale in esercizio entro il prossimo dicembre.
Tra le migliaia di difficoltà, continuo a ringraziare il RUP e il suo staff Nicola Sansolini, il direttore lavori Francesco Ruggiero e l’ufficio della direzione lavori.
Ringrazio per la presenza in audizione i rappresentanti Asl Mario Ianora e Concetta Sciannimanico.
La Commissione si è aggiornata sull’argomento al primo lunedì di febbraio.”

Nuovo ospedale sud Salento, Amati: “Extra costi di 185milioni per un totale di 416milioni. Effetto del tempo perso. Rinnovo della procedura e individuazione altre risorse”

“Per la realizzazione del nuovo ospedale del sud Salento Maglie-Melpignano si registra un extra costo di 185milioni rispetto al finanziamento iniziale, determinando un nuovo quadro economico di 416milioni. Un bel problema, frutto del notevole tempo perso. Ora c’è la necessità di rinnovare la procedura di finanziamento, perché pur ammettendo una proroga con legge statale all’utilizzo dei fondi già assegnati (142milioni), il progetto è cambiato, serve un ampliamento delle risorse e per questo è necessario una nuova valutazione (ahimè!) clinico-gestionale, di coerenza con la rete ospedaliera e con le regole regionali e nazionali sugli investimenti.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per mesi i componenti della I Commissione hanno segnalato alle burocrazie sanitarie la questione della celerità nella realizzazione delle nuove strutture ospedaliere. E ciò sia per ovvi motivi di assistenza sanitaria che per limitare l’aumento dei costi. Inascoltati, purtroppo.
Allo stato, infatti, i problemi emersi sono due. L’uno riguardante la scadenza dell’accordo di programma tra Regione e Ministero con cui furono assegnati i primi 142milioni, non sanabile con una proroga così come accadde per i nuovi ospedali di Taranto e Monopoli-Fasano, e l’altro riguardante i notevoli e maggiori costi.
La scadenza del termine non è sanabile perché non si tratta dello stesso progetto presentato in vista della sottoscrizione dell’accordo di programma, su cui erano state espletate tutte le procedure di misurazione e programmazione regionali e nazionali. Mentre il problema degli ulteriori costi non è di facile risoluzione, poiché bisognerebbe individuare nuove risorse, ripetere il procedimento per l’utilizzo dei 146milioni ed espletare le procedure relative alla nuova fonte di finanziamento. Insomma, tantissimo tempo.
Gli extra costi registrati sono esattamente 110 milioni per l’edificio e 75milioni per la decisione d’includere nel quadro economico, non previsto in origine, gli arredi e attrezzature.
Sulle nuove fonti di finanziamento potrebbero essere utilizzati, come riferito dall’assessorato, il PNRR, i FESR o altre somme disponibili per investimenti edilizi in ambito sanitario; la Direzione generale della ASL ha invece posto l’attenzione sull’eventualità di ricorrere alla finanza di progetto; su quest’ultimo punto bisognerà capire se è stato rivisto l’orientamento ministeriale contrario ad assegnare risorse statali quale contributo pubblico nell’ambito di iniziative in cui si remunera l’investimento privato nella realizzazione dell’opera pubblica con i flussi di cassa derivanti dall’esercizio o gestione della stessa opera.
In ogni caso, la definizione delle procedure che l’assessorato vorrà seguire sarà comunicata nella prima seduta di febbraio.
Per ora, e lo dico con rammarico, registriamo una tristissima pagina di fermo passo. E il verbo fermare non è ciò che s’addice alla materia sanitaria.”

La Regione gestisca gli appalti ma ora recuperiamo i fondi

Soldi e tempo persi per i nuovi ospedali di Andria, Maglie-Melpignano e monoblocco di Foggia. Noi politici litighiamo per colpe altrui, ma occorre fare in fretta per tro vare una soluzione, altrimenti gli extracosti continueranno ad aumentare in danno di tutti.

L’analisi, senza sconti, è dal consigliere regionale e presidente della commissione bilancio, Fabiano Amati, su responsabilità e possibili soluzioni per recuperare l’accordo di programma da 335 milioni di euro complessivi, destinati proprio ai tre ospedali pugliesi, con i nuovi costi che potrebbero schizzare ben oltre i 700 milioni di euro.

Consigliere Amati, i conti non tornano?

Assolutamente no. Con i ritardi accumulati dai burocrati e dalle burocrazie sanitarie i quadri economici non corrispondono più alle somme previste. Per le opere programma te non basteranno più 355 milioni di euro, ma da una prima rimodulazione dei costi ne occorreranno 750 (288 milloni di euro per Andria, 410 circa per Maglie-Melpignano e 55 per Foggia). Il tempo perso non è irrilevante: basti pensare che gli ospedali di Taranto e Monopoli-Fasano, per un totale di quasi mille posti letto, aggiudicati anni fa, avevano un quadro economico complessivo di 321 milioni con aggiudicazione a 195 milioni di euro. Con i quadri economici attuali invece non si realizza neppure un ospedale nuovo. Il problema quindi permane, anzi si è aggravato, perché oltre ai tempi dilatati bisognerà recuperare i 400 milioni di euro mancanti rispetto all’accordo di programma.

Cosa non è andato per il verso giusto?

Basta prendere i verbali della I Commissione degli ultimi otto anni per cogliere, nero su bianco, i motivi dei ritardi, composti da omissioni, inerzie, sottovalutazioni e una particolarità raccapricciante: nelle burocrazie non si usa il calendario gregoriano e nemmeno il più vecchio calendario giuliano, perché le cose da fare si promette di farle sempre dopo e soprattutto dopo le feste in tutte le sue varianti. Una vasta gamma di scuse e provvedimenti a prendere tempo, su cui noi politici dobbiamo smetterla di farci garanti e sumere il ruolo di capri espiatori, riprendendo in mano la funzione severa e tipica degli organi di indirizzo e controllo, a cominciare dall’attivazione del procedimenti di decadenza, revoca, disciplina e conseguente valutazione economica.

Cosa fare quindi?

Nel caso di specie, oss della perdita dei 318milioni di finanziamento statale (su 355 dell’accordo di programma) per l’edilizia sanitaria, la questione è delicata perché una soluzione è certamente quella della proroga a mezzo legge statale, indicata ieri e simile a quella gia utilizzata in passato per gli ospedali di Taranto e Monopoli-Fasano, cosi da evitare il ripetersi della procedura. ma da sola è insufficiente. perché come già chiarito prima commissione risulta un notevole incremento di costi. Queste opere tuttavia sono indispensabili e chi pensa che il venire meno di un nuovo ospedale, come ad esempio quello del Sud Salento favorisca i vecchi nosocomi già presenti, non ha compreso i rischi strutturali e assistenziali che si corrono nel leccese nell’avere soltanto il “Fazzi” come Dea di secondo livello.

In attesa della proroga sulla seadenza dei termini, i soldi per gli “extracosti” dove si trovano?

Una soluzione potrebbe essere l’accentramento in capo alla Regione delle funzioni di stazione appaltante, meglio sarebbe sullistituenda AziendaZero, e rastrellamento di tutti i fondi disponibili e non ancora utilizzati per l’edilizia sanitaria e ospedaliera. In alternativa ci sarebbero i fondi della delibera Cipe numero51. Fondamentale però è muover si, agire per non far trascorre re altro tempo, far aumentare nuovamente i costi e privare le persone di assistenza sanitaria.

Sanità, Azione: “Soldi persi e noi politici litighiamo tra noi per colpe dei burocrati. Ma come si fa? Soluzione: proroga necessaria anche se servono altri soldi”

Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, dei consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo.

“Soldi e tempo persi per i nuovi ospedali di Andria, Maglie-Melpignano e monoblocco di Foggia: e noi politici che facciamo? Litighiamo tra noi, a caccia del colpevole, finendo per scagionare i veri colpevoli: i burocrati e le burocrazie sanitarie. Basta prendere i verbali della I Commissione degli ultimi otto anni per cogliere, nero su bianco, i motivi dei ritardi, composti da omissioni, inerzie, sottovalutazioni e una particolarità raccapricciante: nelle burocrazie non si usa il calendario gregoriano e nemmeno il più vecchio calendario giuliano, perché le cose da fare si promette di farle sempre dopo e soprattutto dopo le feste; dopo Natale quando sta per avvicinarsi il Natale, dopo Pasqua quando sta per avvicinarsi Pasqua, dopo l’estate quando sta per avvicinarsi l’estate e – a piacimento – dopo la Fiera del Levante, in tutte le sue varianti, dopo una varietà sterminata di convegni, corsi di formazione ecc. ecc..
Una vasta gamma di scuse e provvedimenti soprassessori, cioè a prendere tempo, su cui noi politici dobbiamo smetterla di farci garanti e assumere il ruolo di capri espiatori, riprendendo in mano la funzione severa e tipica degli organi di indirizzo e controllo, a cominciare dall’attivazione dei procedimenti di decadenza, revoca, disciplina e conseguente valutazione economica.
Nel caso di specie, ossia della perdita dei 318milioni di finanziamento statale per l’edilizia sanitaria, la questione è delicata perché una soluzione è certamente quella della proroga a mezzo legge statale, indicata ieri e simile a quella già utilizzata in passato per gli ospedali di Taranto e Monopoli-Fasano, così da evitare il ripetersi della procedura, ma da sola è insufficiente, perché allo stato è stato già segnalato in I Commissione un notevole incremento di costi per il nuovo ospedale di Andria e il monoblocco di Foggia. Servono quindi nuove risorse.
Mettiamoci dunque a lavoro. Noi disponiamo di una proposta di soluzione, risolto il problema della proroga della data di scadenza: accentramento in capo alla Regione delle funzioni di stazione appaltante, meglio sarebbe sull’istituenda AziendaZero, e rastrellamento di tutti i fondi disponibili e non ancora utilizzati per l’edilizia sanitaria e ospedaliera. Siamo ovviamente pronti, conti alla mano, a fornire i dettagli.”

Sanità, Amati: “Saltano 318 milioni per ospedali Maglie e Andria, e ristrutturazione Riuniti di Foggia. Burocrazie sanitarie colpevoli. Soluzioni”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“È saltato il finanziamento statale di 318 milioni per la realizzazione dei nuovi ospedali di Maglie-Melpignano, Andria e la ristrutturazione del monoblocco degli ospedali riuniti di Foggia, per il decorso infruttuoso – trenta mesi dalla sottoscrizione (18.11.2020) dell’accordo di programma – del termine per l’ammissione al finanziamento.
E tutto questo è accaduto, come al solito, per sottovalutazione dei termini di scadenza da parte delle burocrazie sanitarie a tutti i livelli, impegnate a schivare i controlli temporali stringenti della I Commissione o a trovare sempre una giustificazione nuova per farsi assolvere dagli inadempimenti, per cui – alla fine – è sempre colpa degli altri. Solo nell’ambito delle burocrazie, in particolare quelle sanitarie, non si ha la consapevolezza dell’importanza del tempo e delle scadenze, perché alla violazione del proprio dovere non corrisponde mai una responsabilità disciplinare o risarcitoria. Questo atteggiamento, di per sé grave in ogni ambito, assume caratteristiche tragiche nella sanità, perché i nuovi ospedali servono a salvare la vita delle persone, emancipando un’intera Regione da notevoli privazioni di assistenza per inadeguatezza delle strutture.
Non c’è giorno in cui non si osservi l’istituzione di un tavolo, di un tavolino o di una cabina di regia, che non servono mai – purtroppo – a coordinare o a far rispettare le scadenze, tanto poi le responsabilità ricadono sui politici, molto spesso addirittura ignari di quanto accade.
A prescindere da questa amarezza, tuttavia, che si somma a quella della lievitazione dei costi che dovevamo già fronteggiare, ora bisogna correre nel cercare una soluzione per salvare il finanziamento.
La più immediata delle soluzioni è la stessa usata qualche anno fa per i nuovi ospedali di Monopoli-Fasano e Taranto, mettendo in campo una vera regia tra esponenti politici regionali e nazionali: un emendamento di proroga del temine scaduto, il cui testo basta ricopiarlo, sostenuto da tutti i parlamentari pugliesi. L’accordo di programma scaduto prevedeva, nel dettaglio, le seguenti opere: nuovo ospedale sud-Salento (Maglie-Melpignano) per un importo di euro 142milioni, di cui euro 136milioni a carico dello Stato; nuovo ospedale di Andria per un importo di euro 138milioni, di cui euro 131,1 milioni a carico dello Stato; ricostruzione e demolizione di parte del monoblocco degli ospedali riuniti di Foggia per un importo di euro 40milioni, di cui euro 38milioni a carico dello Stato; riqualificazione dei plessi minori degli ospedali riuniti di Foggia per un importo di euro 15,2 milioni, di cui euro 14,44 milioni a carico dello Stato.”

Omnibus 2024, Amati: “Depositata pdl con emendamenti stralciati dal bilancio, come da indicazioni dei capigruppo e in vista del Consiglio del 23. Sono 67 articoli”

Comunicazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ho depositato oggi la proposta di legge Omnibus 2024, composta dagli emendamenti al bilancio stralciati dall’esame del Consiglio regionale nella seduta del 20 dicembre scorso. Il deposito della pdl è stato effettuato adempimento alle indicazioni, anche temporali, della Conferenza dei capigruppo, compresa quella sull’esame del provvedimento nel Consiglio regionale del 23 gennaio prossimo. Il testo depositato, che comprende, salvo errori e omissioni, solo gli emendamenti stralciati a firme della maggior parte dei colleghi Consiglieri regionali, si compone di 67 articoli e sulle diverse materie di competenza regionale.
La proposta di legge è stata iscritto all’ordine del giorno della seduta dell’8 gennaio della I Commissione, previo coordinamento formale degli emendamenti depositati in Consiglio regionale il 20 dicembre, adempiendo alle indicazioni della Conferenza dei Capigruppo.
Sempre per lo stesso fine dell’adempimento alle indicazioni della Conferenza dei capigruppo (compreso l’auspicio di esaminare il provvedimento nella seduta del Consiglio regionale del 23 gennaio p.v.), il testo della proposta di legge depositato è stato trasmesso a tutti i presidenti delle Commissioni permanenti, affinché si determinino per quanto di competenza, calibrando le date di convocazione delle proprie Commissioni con le indicazioni della Conferenza dei capigruppo.
L’esame del provvedimento nella seduta della Commissione dell’8 gennaio sarà avviato solo qualora tutti gli altri adempimenti burocratico-formali saranno stati eseguiti, nella speranza che anche questi siano coerenti in termini cronologici con le decisioni della Conferenza dei Capigruppo. In difetto, l’esame del provvedimento sarà rinviato e nessun tipo d’inadempimento potrà attribuirsi alla I Commissione consiliare, anche considerando la disponibilità – qualora provenissero indicazioni di diverso segno – ad adeguare il procedimento legislativo a nuove determinazioni.
Si fa presente, infine, che il testo ha riprodotto esattamente (salvo errori e omissioni non voluti e su cui si chiede scusa in anticipo) i testi di tutti gli emendamenti stralciati il 20.12.2023, sui quali ad oggi, dopo 14 giorni, non tutti hanno conseguito il referto e alcuni (tre, almeno rispetto a una prima analisi) presentano impegno di spesa.”

Giovanni XXIII, Amati: “Malattie metaboliche. Ecco le notizie in risposta all’emergenza segnalata dalle famiglie”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per fronteggiare la grave crisi dell’unità operativa di malattie metaboliche dell’ospedale Giovanni XXIII, denunciata meritoriamente dai genitori con un presidio di protesta svoltosi nei giorni scorsi, il Policlinico di Bari ha disposto l’assunzione di tre pediatri. Questi andranno a operare in Pronto soccorso, così da trasferire due medici già in servizio presso l’unità operativa di malattie metaboliche.
Circa la tempistica: dei tre medici chiamati dalla graduatoria, uno ha dato la disponibilità a prendere sevizio dal 1° aprile, un altro dovrà comunicare a brevissimo la data di decorrenza della disponibilità e per il terzo sono in corso le procedure di chiamata, considerata la rinuncia alla chiamata di un altro medico in posizione utile.
Ringrazio ovviamente il DG dell’AUO Policlinico di Bari Giovanni Migliore e il direttore sanitario del Giovanni XXIII Livio Melpignano. A loro chiedo di fare il possibile per anticipare la soluzione del problema e favorire un flusso costante d’informazione e collaborazione con le famiglie dei piccoli pazienti, così da fronteggiare sempre in concordia le emergenze che costellano ogni giornata nell’ambito dell’organizzazione ospedaliera pediatrica, almeno sino a quando – si spera – non sarà adottata una nuova e radicale riforma organizzativa.”

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Furti di materiali. Grazie ai Carabinieri. Accendere subito illuminazione esterna per agevolare vigilanza. Stasera sarò lì”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Si sono verificati furti di materiali e di un mezzo al nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Grazie ai Carabinieri di Monopoli e Fasano per il lavoro di vigilanza in corso, ma per agevolare il loro lavoro occorre accendere immediatamente l’illuminazione esterna. Infatti: sino a ieri non è stato possibile accendere l’illuminazione esterna a causa del mancato allacciamento alla rete elettrica. Per questo ho sollecitato Enel a effettuare gli allacci, ottenendo una pronta risposta di cui sono grato, attraverso l’organizzazione immediata di una squadra di tecnici, che qualche ora dopo – alle 17 – ha provveduto all’adempimento. Mi sarei aspettato l’immediata accensione serale degli impianti d’illuminazione, come mi era stato assicurato durante il sopralluogo dai rappresentanti della ditta appaltatrice; e invece niente, nonostante sia stata dichiarata la fine lavori e quindi la piena funzionalità di tutti gli impianti.
Spero si sia trattato di un mero disguido e che da stasera possa essere acceso tutto l’apparato di illuminazione esterna, da tutti i fronti dell’edificio, così da poter proteggere l’immobile e le attrezzature, aiutando le forze dell’ordine nell’espletamento delle loro funzioni. Ed è per questo che già da questa sera sarò lì, per controllare l’attivazione dell’illuminazione.”

Giovanni XXIII, Amati: “Io sto con i bambini e i genitori che protestano. Priorità malattie metaboliche e allo scorporo dal Policlinico”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Io sto con i bambini e i genitori che protestano per reclamare maggiori attenzioni all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, e per questo ho partecipato al sit-in di protesta svoltosi questa mattina all’ingresso dell’ospedale.
Il primo impegno da portare avanti è quello di favorire il potenziamento dell’unità operativa di malattie metaboliche, oggi in attività con pochissimi medici e con moltissimi pazienti. I bambini affetti da queste malattie, tra le quali il diabete di tipo 1, non hanno l’opportunità di essere seguiti come dovrebbero, generando problemi di varia natura e disservizi. Sul punto sarebbe opportuno che il Policlinico di Bari, azienda ospedaliera da cui dipende il Giovanni XXIII, destinasse un contingente maggiore di personale medico per coprire le carenze.
Questa questione ha sullo sfondo, purtroppo, il mancato scorporo del Giovanni XXIII dal Policlinico di Bari, in violazione di una delibera della Giunta regionale del dicembre 2018 e di diversi studi commissionati negli anni. Il raggiungimento di questo obiettivo, in grado di portare la Puglia tra le regioni più avanzate in ambito di cure pediatriche, è oggetto di una nostra apposita proposta legislativa già depositata, sulla quale confidiamo in un’immediata approvazione, superando con determinazione e coraggio ogni forma di sabotaggio ingiustificato e ingiustificabile.”