ADI Brindisi – San Bernardo, Amati: “Né proroga né gara ponte. Vietate dalla legge. Se i conti tornano, internalizzazione in pochi giorni con transito del personale sanitario.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati

«Sull’assistenza domiciliare integrata (ADI) della ASL di Brindisi, gestita dalla cooperativa San Bernardo, non sono possibili proroghe, nemmeno brevissime, né gare ponte: sono vietate dalla legge.
Il contratto scade il 30 novembre prossimo e si deve scegliere subito: o si internalizza o si bandisce una nuova gara.

Ma se, come pare dai primi riscontri, la gestione diretta da parte della ASL costa meno e garantisce maggiore efficienza, la soluzione della gestione pubblica si può realizzare in pochi giorni, anche perché la ASL di Brindisi è in associazione in partecipazione con la cooperativa San Bernardo. E questo non è un dettaglio di poco conto.
Certo, bisognerà fare bene tutti i conti, valutare le modalità di pagamento del compenso e limitare il personale amministrativo alle pochissime unità previste, evitando assunzioni in eccesso.

Questa vicenda si sta rivelando molto più seria e degna di approfondimenti di quanto si potesse immaginare.
Dalle prime verifiche emerge una “sperimentazione” che dura da quasi dieci anni, con utili che — secondo notizie di stampa — sarebbero stati ripartiti all’80% alla cooperativa e al 20% alla ASL.
E già solo la parola “utili”, riferita a una cooperativa e a una ASL, suona stonata, così come suona stonata la soppressione dell’unità operativa dell’assistenza domiciliare nell’atto di organizzazione della ASL, così come presentato alla Regione e attualmente in fase di esame.

Nel caso in cui i conti dovessero tornare, la scelta non potrà che essere la gestione diretta, portando nell’organico della ASL tutto il personale sanitario attualmente in servizio, con le modalità previste dalla legge.
Più o meno come abbiamo già fatto per il centro di riabilitazione di Ceglie Messapica e per la RSA di Ostuni.»

ASL BR–San Bernardo, Amati: “Saccomanno mi contesta la vicenda Ceglie e Ostuni per difendere San Bernardo. Se costa di più, internalizzazione sacrosanta. Stiamo indagando”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Il sindaco di Torre Santa Susanna, Michele Saccomanno, direttore sanitario della cooperativa sociale San Bernardo di Latiano, si difende da alcuni articoli di stampa sulla gestione del servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) nella ASL di Brindisi, contestando la mia attività d’impulso sulle internalizzazioni del servizio di riabilitazione di Ceglie Messapica e della RSA di Ostuni. E tutto questo lo fa nella seduta del Consiglio comunale di Torre Santa Susanna del 15 ottobre scorso.

Premesso che le vicende di Ceglie e di Ostuni sono del tutto estranee alla vicenda San Bernardo, il sindaco Saccomanno, nonché direttore sanitario della San Bernardo, le utilizza per insinuare che gli articoli di stampa siano finalizzati a ripetere, anche per l’ADI, il ritorno alla gestione diretta da parte della ASL, promettendola come programma di campagna elettorale.

Dico subito una cosa chiara: grazie ai suggerimenti di Saccomanno ho deciso di indagare sulla vicenda San Bernardo e, qualora i costi sopportati dalla ASL nella sperimentazione gestionale attuale dovessero risultare superiori a quelli che la ASL sopporterebbe con la gestione diretta, non esiterò a dare impulso a un’attività amministrativa uguale a quella che abbiamo utilizzato, utilmente, per Ceglie Messapica e Ostuni.

Dalle prime verifiche sugli atti, comunque, apprendo che il rapporto tra la ASL di Brindisi e la cooperativa San Bernardo va avanti dal 2016, cioè da quasi dieci anni, in regime di sperimentazione gestionale.

Prima domanda: ma come fa una sperimentazione gestionale a durare per quasi dieci anni? Questa storia ricorda molto quella del Centro di riabilitazione gestito dalla Fondazione San Raffaele della famiglia Angelucci a Ceglie Messapica.

Seconda domanda: perché la ASL di Brindisi decise, nel 2023, di rinnovare il contratto (con effetto retroattivo e sempre in sperimentazione gestionale) sino al 30 novembre 2025?

Terza domanda: stando alle notizie di stampa, come si conciliano gli utili conseguiti e ripartiti per l’80% alla cooperativa sociale e per il 20% alla ASL con le linee guida regionali che prevedono — nei casi delle sperimentazioni gestionali — il coinvolgimento, nel partenariato pubblico-privato, di organizzazioni no profit e la partecipazione maggioritaria del socio pubblico?

Quarta domanda: coincidono i dati posseduti dalla Regione per la spesa sostenuta per questo servizio con quelli effettivamente liquidati dalla ASL alla cooperativa?

Quinta domanda: gli eventuali utili, sempre in base alle notizie di stampa, come sono stati utilizzati dalla ASL e dalla cooperativa no profit San Bernardo?

Sesta domanda: nel corso degli anni, quali sono stati gli atti di monitoraggio prodotti dalla ASL sull’andamento del progetto e sull’avanzamento fisico e finanziario dell’intervento complessivo?

E infine una curiosità: nella sua informativa dinanzi al Consiglio comunale di Torre Santa Susanna, il sindaco Michele Saccomanno ha riferito che il segretario della FIALS — che di recente ha sollevato la questione e in passato fu stretto collaboratore di Saccomanno (a dire dello stesso) — avrebbe motivi gravi (“peggiori”) per insorgere contro la gestione della San Bernardo, purtroppo non riferiti, invitando i consiglieri comunali a informarsi su quali possano essere stati questi motivi “peggiori”.

Poiché non rientra nei miei compiti informarmi sui motivi “peggiori”, pregherei Saccomanno di riferirli nella stessa sede del Consiglio comunale oppure, se relativi a condotte su cui è necessario effettuare indagini, dinanzi alle Autorità competenti.

Per la solita solerzia e competenza nell’esaminare le questioni su cui è necessario prestare la massima attenzione, come stile amministrativo esatto dal collega assessore regionale Raffaele Piemontese, ringrazio per la prontezza, la solerzia e la competenza nell’esaminare le questioni su cui è necessario prestare la massima attenzione il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, e i dirigenti Mauro Nicastro e Antonella Caroli, unitamente ai loro collaboratori.

E, come al solito, renderò apposita informativa sugli sviluppi.”

Screening super esteso, Amati: “Anche su questo siamo modello. Risultati per le metaboliche, 4 su 60, dicono vita. Grazie ai medici del Giovanni XXIII”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati

«Non solo sul programma Genoma-Puglia teniamo il primato, ma anche sullo screening super esteso neonatale eseguito all’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII.

Nell’ambito di 4 malattie metaboliche, parte delle 60 malattie esaminate, si conferma il primato pugliese nella prevenzione delle malattie rare fin dai primi giorni di vita.

Come detto, nell’ambito delle malattie lisosomiali, i numeri non lasciano spazio a dubbi o critiche: dal 1° gennaio 2024, 18 neonati sono risultati positivi, di cui uno in terapia salvavita di urgenza.

Nel dettaglio, lo screening ha permesso di individuare:

4 positività per malattia di Gaucher, dovuta a un difetto enzimatico che provoca accumulo di grassi nelle cellule e danni al midollo osseo e al fegato;
7 per malattia di Fabry, che causa accumulo di sostanze tossiche nei vasi sanguigni, con gravi conseguenze a cuore, reni e sistema nervoso;
4 per malattia di Pompe, che impedisce lo smaltimento del glicogeno nei muscoli e nel cuore, portando a debolezza e insufficienza cardiaca;
3 per malattia di Krabbe, una grave patologia neurodegenerativa che distrugge la mielina e compromette progressivamente le funzioni motorie e cognitive, oggi tutti seguiti in follow-up.
Questi risultati rappresentano, come già detto, solo una parte del programma complessivo, che in Puglia prevede l’analisi di 60 malattie genetiche: un pannello scelto sulla base dei criteri scientifici internazionali elaborati da Wilson e Jungner e aggiornati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I criteri fondamentali per l’inclusione di una patologia nel pannello sono:

l’esistenza di una terapia efficace, capace di modificare la prognosi se iniziata precocemente;
un beneficio dimostrabile per il neonato, in termini di salute e aspettativa di vita;
la gravità della patologia, tale da giustificare uno screening di popolazione;
una frequenza epidemiologica sufficiente nella popolazione di riferimento;
l’affidabilità del test, che deve essere sicuro, non invasivo e tecnicamente validato;
un’analisi costo-beneficio favorevole, perché prevenire è sempre meno oneroso che curare le conseguenze tardive.
All’interno delle 60 malattie oggi individuate, il gruppo delle malattie metaboliche lisosomiali rappresenta un segmento cruciale: patologie genetiche rare dovute a deficit enzimatici che provocano l’accumulo di sostanze tossiche nelle cellule, con danni gravi e progressivi a organi e apparati vitali. Riconoscerle subito significa bloccarne l’evoluzione e cambiare radicalmente la vita dei bambini colpiti.

Dietro questi risultati ci sono competenze di altissimo livello e una rete organizzativa pubblica efficiente.

Per questo desidero rivolgere un ringraziamento speciale ai professionisti dell’Ospedale Giovanni XXIII, che hanno eseguito con entusiasmo e zelo il programma approvato con legge dal Consiglio regionale della Puglia, e in particolare a Simonetta Simonetti, responsabile dello screening, e a Albina Tummolo e Donatella De Giovanni, dirigenti dell’Unità operativa Malattie Metaboliche, assieme ai loro straordinari staff, per il lavoro instancabile e la dedizione con cui hanno reso possibile questa rivoluzione di prevenzione, cura e speranza.

Il programma pugliese di screening neonatale super esteso è oggi un modello nazionale e anche internazionale: non ci sono altre regioni con un pannello di 60 malattie all’interno dello screening obbligatorio.

E anche per questo programma si pone, come per il più imponente Genoma-Puglia, la medesima domanda dal contenuto orgoglioso e insieme triste: perché i bambini pugliesi devono essere più fortunati dei bambini delle altre regioni italiane o del mondo?

La prevenzione e la diagnosi precoce sono priorità di salute ma anche di democrazia. E speriamo che qualcuno voglia adoperarsi per rendere tutti i bambini uguali, prescindendo dalle questioni di potere sanitario, che a volte paiono prevalere — come accade, purtroppo, per tutte le cose della vita.»

LEGGI positivi superesteso rev

 

RSA Ostuni, Amati: “Nota a DG ASL. Ora il lavoro più difficile: cronoprogramma per migliorare servizio e condizioni di lavoro, attraverso acquisti materiali, messa a norme e ristrutturazioni”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Alla RSA di Ostuni ora viene il lavoro più difficile e impegnativo: migliorare il servizio.
Nelle giornate di ieri e oggi ho svolto due sopralluoghi e ho riscontrato la necessità dei primi interventi urgenti, per innalzare la qualità dell’assistenza agli ospiti e le condizioni di lavoro del personale.
Tra le priorità, senza che questo rappresenti un elenco esaustivo, ho riscontrato la necessità di sostituire in ogni stanza arredi, suppellettili e tutti i letti. Una parte di quelli ancora in uso, così come alcuni sostituiti solo qualche giorno fa, si presentavano infatti inguardabili per inefficienza e mancanza d’igiene.
Sempre tra gli interventi prioritari, occorre ridipingere le pareti, modernizzare i servizi sanitari, manutenere gli spazi esterni di pertinenza e adeguare alle norme le porte delle stanze, così da consentire la mobilità dei letti.
Per questi motivi ho scritto ai manager della ASL, chiedendo la predisposizione di un cronoprogramma preciso per la realizzazione dei lavori e l’acquisto delle forniture necessarie.”

Amati: “Ringrazio il PD di BR, il mio partito, per l’indicazione. Resterò iscritto anche in caso di candidatura in civica, per continuare a fare le cose cominciate”

Comunicato stampa del Consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.

“Ho appreso che l’assemblea provinciale del PD di Brindisi, il partito che ho contribuito anni fa a fondare e a cui mi sono riscritto da circa un anno, dopo averlo lasciato per ragioni note a tutti, mi ha indicato tra i possibili candidati della lista per le prossime elezioni regionali.
Ringrazio il circolo di Fasano e il sindaco di Fasano che hanno avanzato la proposta, chi dalle altre città della provincia l’ha sostenuta e l’intera assemblea provinciale che ha approvato il documento unitario, a cominciare dal segretario Francesco Rogoli.
Tengo a precisare che, anche nell’ipotesi in cui la proposta di candidatura non dovesse essere accolta dagli organismi regionali, e quindi dovessi essere candidato nella lista civica di Antonio Decaro, resterà ferma la mia scelta di iscritto al PD e di sostenitore del tentativo portato avanti dalla segretaria Elly Schlein per dare al Paese un governo di centro-sinistra.
Come accade ogni giorno dell’anno, e ormai da molti anni, sono pronto a confrontarmi con tutti gli iscritti del PD della provincia di Brindisi e della nostra regione per condividere e trasformare in patrimonio comune le tante battaglie avviate in questa legislatura e già vinte o da vincere:
– Genoma-Puglia, progetto unico al mondo di prevenzione e cura su 480 malattie, con test genetico offerto a tutti i neonati;
Screening super esteso su 60 malattie metaboliche;
– Lotta per debellare il virus VRS (bronchiolite);
– Lotta per debellare attraverso la vaccinazione del papilloma virus;
– Lotta per debellare l’epatite C entro il 2030;
– Estensione delle classi d’età per gli screening oncologici (seno e colon) con i relativi test genetici;
– Attivazione dei modelli di intelligenza artificiale in tutti i settori della pubblica amministrazione, in particolare in sanità;
– Pieno allineamento nei tempi d’attesa in sanità tra prestazioni istituzionali e attività libero-professionale a pagamento.

E, per quanto riguarda in modo più specifico la provincia di Brindisi:

– Trasformazione in centro di eccellenza del presidio di riabilitazione di Ceglie Messapica, con attivazione del centro risvegli e dell’unità spinale;
– Completamento del day hospital di oncoematologia del Perrino;
– Messa a regime della radiologia interventistica del Perrino di Brindisi;
– Soluzione definitiva delle carenze di personale per la piena attivazione dell’UTIN del Perrino;
– Nuove modalità organizzative delle ASL per evitare le carenze di personale sanitario in danno delle ASL più piccole come Brindisi;
– Ridefinizione dell’assistenza ospedaliera attraverso l’imminente attivazione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, con alleggerimento del carico di cura per acuti sugli ospedali Perrino di Brindisi e Camberlingo di Francavilla;
– Attivazione degli ospedali di comunità, in particolare quello previsto presso il Di Summa di Brindisi, con relativo PTA.

Di tutto questo, e di quanto ancora resta da fare, vorrei parlare presto nel PD, ossia con quelli che da sempre considero i miei amici e compagni di strada, per ricordarci insieme che la politica consiste solo e sempre nelle cose concrete da fare, quelle in grado di dare senso al nostro impegno.”

RSA Ostuni, Amati: “Nessuno resterà per strada. ASL risolve ultimo problema residuo e tacita profeti di sventura. Grazie al DG e ai sindacati”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Un altro passo in avanti definitivo, senza lasciare nessuno per strada. All’incontro tenutosi oggi tra la Direzione generale della ASL Brindisi e le organizzazioni sindacali, è stato confermato l’impegno a garantire la copertura occupazionale per i 9 lavoratori dei servizi di supporto (pulizie, portierato e vigilanza), non ricompresi nell’avviso pubblico per l’assunzione diretta di 37 unità.
La soluzione individuata è quella di destinare i relativi servizi alla società in house Sanitàservice, che predisporrà il preventivo dei costi e, a seguito di deliberazione della ASL, procederà all’assunzione del personale.
Si chiude così un capitolo di forte tensione, con la certezza che nessuno sarà lasciato indietro e che la transizione verso la gestione pubblica avverrà nel rispetto della legge e della dignità dei lavoratori.
È in via di soluzione anche il problema dei due educatori, che probabilmente saranno assunti con altre mansioni, come tutti sempre a tempo determinato e in attesa del concorso.
Confermo ancora una volta che dal 1° ottobre la RSA di Ostuni sarà finalmente gestita in forma pubblica, con piena tutela occupazionale e continuità assistenziale, grazie alla determinazione della Regione Puglia, della ASL di Brindisi, dei sindacati FP CGIL, CISL FP e UIL FPL. È il trionfo della sanità pubblica e della legge, nonché la tacitazione di tutti i profeti di sventura.”

RSA Ostuni, Amati: “Ci siamo. Indetti avvisi pubblici per 37 dipendenti. Definire subito posizione altri 11 dipendenti”

Comunicato stampa del Consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.

“Ci siamo. È stato avviato, con delibera adottata oggi, il procedimento per l’assunzione di 37 unità di personale per la RSA di Ostuni, così da consentire la gestione diretta a partire dal 1° ottobre 2025. Devo perciò mettere in evidenza, ancora una volta, l’ottimo lavoro dei manager della ASL di Brindisi.
Resta da definire, nel giro di qualche giorno, la posizione di altri 11 lavoratori (2 educatori, 7 pulizie e 2 cucina), per i quali sosterrò un’opinione giuridica già utilizzata per il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica, prima, e della RSA di Campi Salentina dopo.
La procedura di transito temporaneo dalla gestione esterna a quella diretta si rende necessaria per assicurare la più immediata continuità assistenziale, senza soluzione di continuità e con l’intera organizzazione a disposizione, e perciò si giustificano i contratti a tempo determinato per tutti i dipendenti nelle more delle inderogabili procedure concorsuali. Ne deriva la conseguenza che i 2 educatori (non 4, pena la necessità di un’indagine approfondita per eventualmente sanzionare ipotesi di raggiro) e tutto il personale adibito a pulizia e cucina possono essere contrattualizzati con la ASL a tempo determinato e gli eventuali problemi di esclusione dall’impiego pubblico per insufficienza di titoli culturali o per limitazioni legali di altra natura attengono alla fase dell’ammissione al concorso.
Certo, limitatamente al personale delle pulizie e della cucina sembrerebbe più conveniente un contratto a tempo pieno e determinato, con il beneficio della clausola sociale, con le imprese dell’appalto ASL, ma tale soluzione non risulta gradita sia dal personale interessato che dai sindacati e perciò m’impegnerò a far valere il loro orientamento. Resta da dire, in conclusione, che la fase convulsa e altamente controversa della vicenda si sta orientando alla soluzione più conforme a legge e più attinente a una gestione pubblica della sanità pugliese.”

RSA Ostuni, Amati: “Sta trionfando la legge, la sanità pubblica e il rispetto per i lavoratori su profili economici e speranze di stabilità. Grazie ad ASL e dirigenti regionali”

Comunicato stampa del Consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.

“È tutto pronto per l’internalizzazione della RSA di Ostuni, a partire dal prossimo 1° ottobre. Un risultato che conferma la vittoria della legge e della sanità pubblica, con il contributo decisivo dei manager e dirigenti della ASL di Brindisi e dei dirigenti regionali, ai quali va il mio sentito ringraziamento.
Dalla ricognizione definitiva effettuata emerge che le unità di personale interessate al transito dalla gestione privata a quella pubblica sono 47, come rappresentato sin dal primo momento, e non 56; questo personale transiterà immediatamente nella ASL di Brindisi per garantire la continuità assistenziale e nelle more delle procedure concorsuali con titoli di preferenza.
Un risultato importantissimo per la sanità pubblica e anche per i lavoratori, i quali avranno finalmente contratti a tempo pieno, economicamente migliori e con maggiori garanzie.
Sul personale delle pulizie e delle cucine, la ASL ha proposto un transito nelle aziende dell’appalto, con contratti a tempo pieno e indeterminato, con il beneficio della clausola sociale e quindi senza la necessità di dover ricorrere a selezioni concorsuali. Una soluzione, questa, molto vantaggiosa e che però potrebbe essere ulteriormente ridiscussa qualora lo stesso personale e i sindacati dovessero preferire una soluzione più precaria, ossia il transito diretto nella ASL, come fatto per Campi Salentina e il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica. Su questo punto, insomma, credo che si possa rimeditare, considerata la grande disponibilità della ASL di Brindisi e dei suoi manager a garantire tutto il personale, nei limiti delle prescrizioni legali.
Certo, resta in fase di approfondimento la vicenda degli educatori (4 o forse 2), che non avrebbero i titoli legali per svolgere quel tipo di attività nelle strutture pubbliche, in base alla legge e non al capriccio dei manager ASL.
Sul punto valga una parola di chiarezza: la legge prima di tutto e nessuno può proporre la sua violazione, attraverso ulteriori proroghe del contratto al gestore privato o attraverso l’autorizzazione a svolgere attività professionali per le quali non si possiedono i titoli idonei. Certo, ci occuperemo della questione per comprendere se vi siano o meno possibilità giuridiche per non scontentare nessuno – ed è questo anche il mio auspicio e il mio compito – ma nessuno può pensare di sabotare un procedimento legale, chiedendo violazioni di leggi o minando il consenso ampiamente maggioritario all’internalizzazione del personale in servizio.
Siamo dunque alle battute finali di un percorso lungo e complesso, ma oggi possiamo dire che a trionfare sono la legalità, la buona amministrazione e il diritto dei cittadini a una sanità pubblica efficiente e trasparente.”

Intelligenza Artificiale, Amati: “Finisce la corruzione. Avviata costruzione di un modello per appalti e acquisti”

Comunicato stampa dell’Assessore regionale Fabiano Amati.

“Con l’intelligenza artificiale potrà finire il rischio di corruzione negli appalti e negli acquisti di beni e servizi, sempre in agguato quando si tratta di decidere le cose con l’intelligenza naturale e il suo carico di umane tentazioni, visibilissime sia nella vita della pubblica amministrazione che nell’esperienza di ogni cittadino.
Per questo, e sulla scia dei modelli già avviati nella nostra Regione per la gestione del bollo auto e del bilancio regionale, abbiamo avviato la costruzione di un modello d’intelligenza artificiale da offrire a tutte le Pubbliche amministrazioni della Puglia, ossia Regione, Province, Comuni, ASL e amministrazioni pubbliche periferiche.
Il modello, addestrato nel giro di qualche settimana con la mera acquisizione delle leggi e linee guida di settore, offrirà in prima battuta un supporto alla decisione di dirigenti e funzionari pubblici, in modalità di autocontrollo. Si spera che in poco tempo, non più di qualche mese, il modello possa essere testato per raggiungere livelli di affidabilità idonei a trasferirgli sia l’esame di tutte le fasi della procedura, sia la decisione finale, compresa ovviamente l’aggiudicazione delle gare.
È ovvio che la decisione del modello non potrà prestarsi a nessuna forma di condizionamento o di corruzione, perché la fase dell’addestramento ha caratteristiche neutre, priva cioè di ogni riferimento a procedure amministrative in concreto e quindi priva di ogni interesse specifico.
Questa iniziativa è inoltre coerente con il progetto della Presidenza del Consiglio dei ministri (Hub/Centri regionali I.A. per la Pubblica Amministrazione), ove la Puglia svolge il ruolo di capofila nell’area funzionale Appalti e contratti.
Il modello di IA è realizzato in casa, dal Dipartimento della Transizione digitale, con la collaborazione del Dipartimento d’Informatica dell’Università di Bari.
Ringrazio per il lavoro avviato il Responsabile regionale della Transizione digitale Cosimo Elefante e il professore ordinario di linguaggio artificiale Giovanni Semeraro, con i loro gruppi di collaboratori e di ricerca.”

RSA Ostuni, Amati: “Nessun’altra proroga, pena responsabilità amministrativa. ASL pronta ad attuare internalizzazione. Tutto il personale deve transitare”

Comunicato stampa del Consigliere e assessore regionale Fabiano Amati, all’esito della riunione della III Commissione.

“Sulla base di un ottimo lavoro tecnico del direttore e dei dirigenti dell’assessorato regionale alla salute – fondato su leggi, regolamenti e linee guida, non derogabili da nessuna decisione politica – è ormai stato chiarito, con circolare adottata in data odierna, che nessuna proroga potrà mai essere decisa e che dal 1° ottobre 2025 sarà dunque internalizzata la gestione della RSA di Ostuni, pena responsabilità amministrativa; ipotesi questa che nessuno è ovviamente disposto ad accollarsi e che a nessuno può essere chiesto di sopportare.

Ed è già questa un’ottima notizia, resa ancor più rassicurante se si considera che il DG della ASL di Brindisi e i dirigenti si sono detti giustamente pronti ad adottare con urgenza tutti gli atti conseguenti.

È motivo di soddisfazione, inoltre, la convergenza del dato tecnico-amministrativo, formalizzato dall’assessorato, con la richiesta opportuna di tutti i sindacati – CGIL, CISL, UIL e FIALS –, ossia di garantire il transito nella ASL di Brindisi di tutto il personale in servizio presso la RSA, senza alcuna esclusione e utilizzando tutti i metodi previsti dalle leggi, così come fatto per i casi di Ceglie Messapica, Campi Salentina, Troia e San Nicandro.

Spero che a questo punto ogni dubbio legittimo avanzato sia posto alle spalle, lavorando per garantire la migliore assistenza territoriale, senza incertezze, esitazioni e polemiche.”