Acqua per ILVA, Azione: “Ogni sei mesi un’idea nuova per non occuparsene. E il Pappadai muore. Una commedia”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente, Ruggiero Mennea e del responsabile regionale di Azione del Dipartimento Acqua e depurazione Nicola Di Donna.

“Sulla riduzione di consumo dell’acqua per gli scopi industriali di ex ILVA, ogni sei mesi ne esce una nuova.
All’inizio era la rifunzionalizzazione dei depuratori Gennarini-Bellavista, per far produrre ad AQP acqua ultraffinata da cedere all’ex ILVA e così sostituire l’acqua del Sinni da convogliare nella diga Pappadai, mettendola finalmente in funzione per gli scopi potabili e irrigui delle province di Taranto, Brindisi e Lecce. Progetto serio, accordato con la realtà e la prova scientifica, ma mai realizzato: prima per l’ostilità dei Riva e poi per lo scarso attivismo, nonostante lo scopo del risparmio idrico fosse contenuto nell’autorizzazione ambientale.
Poi si cambiò. Arrivarono i governanti Cinquestelle e usarono l’argomento risparmio idrico per qualche conferenza stampa dalle tinte blu, annunciando finanziamenti per un dissalatore al posto del vecchio progetto di rifunzionalizzazione del Gennarini-Bellavista. E tutte le precedenti obiezioni sulla dissalazione, ossia sul grande consumo di energia e sulla notevole produzione di salamoia da smaltire, si scioglievano come neve al sole. Tutti convertiti ai dissalatori.
A questo punto s’immagina la pronta realizzazione del dissalatore. A febbraio 2001 era tutto pronto, così fu riferito in Commissione da AQP e Asset, mancava solo un piccolo dettaglio: il dissalatore doveva essere fatto con la collaborazione dell’ex ILVA, ma gli amministratori non ne sapevano nulla.
Oggi dopo due anni, non c’è traccia del dissalatore, la fabbrica utilizza l’acqua del Sinni e la diga Pappadai è inutilizzata. Una cosa tristissima anche a dirla.
Ma c’è un colpo di scena. Certo, ogni sei mesi c’è una nuova notizia per nascondere il non fatto di una vecchia notizia.
Oggi si sente dire che si faranno grandi cose – le cose nella malattia dell’annuncite sono sempre grandi – per vendicare il passato. E cosa si farà? Ma certo, nemmeno a dirlo: un dissalatore. Lo riferisce l’AD dell’ex ILVA Morselli al Ministro Urso. Ma non si tratta del vecchio dissalatore che AQP e Asset dovevano fare all’inizio del 2021, senza che l’ex ILVA ne sapesse nulla e che oggi sarebbe stato già completato. Si tratta, invece, di un dissalatore offshore, messo al largo delle coste di Taranto. E perché? Ma che domande, per ridurre l’impatto ambientale dei dissalatori. Ed ecco tornato il vecchio argomento dell’impatto ambientale dei dissalatori.
E ora? Ora passeranno chissà quanti anni ancora, per far marcire nell’oblio questa nuova idea e poi magari tornare al depuratore Gennarini-Bellavista.
Già, al punto di partenza. Come nel più inconcludente gioco dell’oca. Venghino signori, venghino. Nuovo giro nuova corsa.
E nel frattempo, l’ex ILVA continua a usare l’acqua del Sinni, la diga Pappadai non funziona e il tributo potabile e irriguo alle province di Taranto, Brindisi e Lecce, resta sempre precario. Arrivederci alla prossima conferenza stampa, lavorando a tentoni, senza avere mai un bilancio idrico aggiornato per i diversi usi e, così facendo, consentendo a ognuno di alzarsi al mattino per proporre come migliore la ricetta sognata.”

Azione: “Via alle prime due assemblee provinciali per discutere e aderire. Domani a Foggia e sabato a Bisceglie”



Comunicazione del Commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Partono le prime assemblee provinciali di Azione in Puglia.
Si comincia domani, venerdì 20 gennaio, a Foggia, con appuntamento alle ore 18 presso il Palazzo Acli in via Rovelli 48.
Si prosegue sabato 21 gennaio a Bisceglie, con appuntamento alle ore 10 presso Villa Ciardi in via Sant’Andrea 206.
Le assemblee sono aperte agli iscritti e a chiunque voglia prendervi parte. Durante i lavori sarà possibile iscriversi al partito.
I lavori saranno incentrati sul documento politico “Avanti… e perciò in Azione”, con possibilità di emendamenti e approvazione finale.
La nostra attività di organizzazione e radicamento del partito si fonda sulle parole della chiarezza e della schiettezza; ad ogni problema deve conseguire sempre una soluzione chiara, anche al costo di creare dissenso. Non c’è riforma vera, infatti, che non comporti una radicale modifica di automatismi e abitudini.
Alle assemblee saranno presenti i Consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.”

Autonomia, Azione: “Contrari a parole, mai con i fatti e solo per i congressi. Ma Emiliano e il PD quando passeranno nella maggioranza delle cose concrete?”

Autonomia, Azione: “Contrari a parole, mai con i fatti e solo per i congressi. Ma Emiliano e il PD quando passeranno nella maggioranza delle cose concrete?”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Sulla sciagura della maggiore autonomia delle regioni del nord, Emiliano e il PD si dicono contrari solo a parole e per prendersi a sportellate nei congressi. Quando poi si tratta di affrontare l’argomento e votare un qualsiasi documento, com’è accaduto martedì in Consiglio regionale, se la danno a gambe e respingono la richiesta di esaminare una mozione promossa da noi, oppure di mettersi a scrivere una propria.
Ma Emiliano quando si deciderà a passare nella maggioranza delle cose concrete? E il PD quando la smetterà di avere soggezione nei confronti di Emiliano e dargli manforte negli atti di opposizione ai pugliesi e al programma elettorale su cui sono stati eletti?
Per molti la politica è un gran gioco di società e le posizioni da assumere non si misurano mai sui fatti concreti ma sulle bandierine di potere; una tecnica antichissima, ove gli uomini assumono il valore di segnaposto, per cui vale con chi stai e non ciò che dici e fai.
Un modello da società primitiva, fatta da rituali di affiliazione e punizione, senza concretezza, senza senno e ovviamente senza futuro.
Nel prossimo Consiglio regionale chiederemo ancora una volta di discutere e votare la mozione, convinti della necessità di contrastare il disegno autonomista ma con gesti concreti, senza sotterfugi o giochi di prestigio.
La politica è una cosa seria e i politici hanno il dovere di farla con serietà.”

Azione: “Ieri toccato punto più basso. Opposizione a Emiliano e ai suoi sensali, e maggioranza con i pugliesi”



Dichiarazione di Fabiano Amati, Commissario regionale di Azione e Consigliere della Puglia.

“Ieri abbiamo toccato il punto più basso nella storia del Consiglio regionale pugliese, assistendo al più cinico disinteresse su liste d’attesa in sanità, fine vita e contrasto all’autonomia differenziata. Tutto intollerabile e tutto attestato non solo da noi ma da tutte le cronache giornalistiche.
Per questo motivo il partito di Azione della Puglia è all’opposizione di Emiliano, dei transfughi Cinquestelle, di alcuni voltagabbana del centrodestra premiati con incarichi inesistenti e di tutti i sensali dello stesso Emiliano e dell’emilianiamo, inteso come sistema di potere senza costrutto e senza futuro.
Circa i Cinquestelle: la nostra memoria e la rete non dimenticano le giravolte della banda dei quattro, in controtendenza etica e morale con la scelta di dignità di Antonella Laricchia: elezione all’opposizione, passaggio in maggioranza per un pugno di posti e per ultimo il proposito dichiarato di asfaltare il PD con la complicità di Emiliano; un capolavoro per psichiatri in cerca di novità cliniche sulla sindrome di Stoccolma.
Da oggi il partito di Azione potenzierà ulteriormente il lavoro politico con concrete proposte di leggi; continuerà senza risparmio il lavoro di controllo e vigilanza su tutte le magagne, a cominciare da quelle più vergognose sulla costruzione dei nuovi ospedali; cercherà solidarietà con tutti i partiti e consiglieri regionali, la maggior parte, che hanno in odio il modo inconcludente di fare politica. Insomma, il partito di Azione si metterà in maggioranza con le aspettative e i sentimenti dei pugliesi.”

Fine vita, Azione: “Delibera Giunta copia nostra pdl. Bene così. Dieci minuti di vergogna per chi proclamava incostituzionalità”



Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggero Mennea.

“A prima vista sembra che la delibera della Giunta regionale sul fine vita è la copia della nostra proposta di legge. Se sarà confermato, andrà bene così.
Ora ci aspettiamo dieci minuti di vergogna per tutti i costituzionalisti della domenica; per i cantori dell’incostituzionalità di una legge che invece eseguiva una sentenza della Corte costituzionale. Una cosa che già a pensarla fa pensare a Crozza.
Sono svaniti, dunque, sia i farlocchi problemi di costituzionalità e di competenza delle regioni, sia le questioni di coscienza. Svaniti nel nulla. Abbiamo solo perso tempo per inseguire narcisismo politico, supponenza giuridica e crudeltà umana. E il tutto per infantilismo politico, perché il problema era il semplice fatto che gli autori della proposta fossimo noi.
Ci spiace solo la vista di alcune decine di colleghi bravi e benintenzionati, catapultati in questa lite di condominio, poi smentiti e privati pure della soddisfazione di poter dire di aver fatto qualcosa di buono per le persone che soffrono e per l’ampliamento dei diritti civili nel nostro Paese. Grazie all’associazione Coscioni per il sostegno e per eventuali ed ulteriori suggerimenti in vista della decisione sul ritiro o meno della nostra proposta di legge.
Avanti con le prossime battaglie.”

Liste attesa, Azione: “La gente malata attende? Secondo il Consiglio questa non è una priorità e si preferisce non affrontare il problema”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“La gente è in fila al CUP e soffre sperando di poter accedere alle cure? Certo, ma secondo il Consiglio regionale pugliese questa non è una priorità. E invece di fare qualcosa, magari approvando una propria proposta, si rinvia la nostra proposta di legge, evidentemente perché ci sono cose più importanti. Ma quale può mai essere una cosa più importante delle liste d’attesa in sanità?
Siamo costretti a ricordare continuamente in cosa consiste il governare e cioè individuare i problemi e offrire le soluzioni. E mentre ricordiamo questa ovvietà, ci ritroviamo a osservare il Governo regionale e buona parte del Consiglio regionale che si mettono all’opposizione di se stessi e degli interessi delle persone.
Non si vuole ammettere, purtroppo, l’esistenza di gravi problemi organizzativi su cui non si vuole intervenire, aggravati da problematiche oggettive come la carenza di personale.
È assurdo leggere i dati della Regione, che raccontano un clamoroso disallineamento di tempi tra prestazioni istituzionali e a pagamento, e subire la mancata volontà di metterci riparo, cominciando ad applicare le leggi vigenti e sanzionare chi non le rispetta.
Che peccato osservare non tanto il mancato raggiungimento dell’obiettivo di aiutare le persone, pur sempre possibile nelle cose umane, ma l’ostinato non provarci e magari con proposte alternative che abbiamo però almeno la parvenza di concretezza piuttosto che l’evidenza di una convenienza a non cambiare mai nulla.”

Fine vita, Azione: “Infantilismo al potere. Contrari in Consiglio ma favorevoli (forse)in Giunta. Grazie alla Coscioni”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati e Ruggiero Mennea.

“Se finisce come promesso, cioè con l’approvazione di una delibera di Giunta regionale in grado di recepire la sentenza della Corte costituzionale sul fine vita, a noi va comunque bene, perché questo significherà che la nostra battaglia è vinta. Ci dispiace solo per il tempo perso.
Per fortuna dopo la prima bocciatura pensammo bene di ripresentare la proposta, altrimenti oggi non staremmo qui, con la Giunta pronta a mettere riparo al suo stesso pasticcio, fatto di sottovalutazione, disattenzione e modalità politicanti.
Noi siamo superiori a questi approcci politicisti, da collettivo studentesco: il nostro pensiero prevalente non è su chi fa le cose, ma sulle cose fatte e in grado di risolvere i problemi delle persone.
Certo, la commedia andata in scena farebbe sorridere, se non si fosse svolta in un ambito istituzionale, per definizione da proteggere e non esporre al ridicolo. Si sono detti prima contrari all’approvazione in Consiglio ma poi si sono trasformati in favorevoli all’approvazione in Giunta e sugli stessi argomenti. Il problema sarà ora far cancellare e portare nell’oblio tutti i comunicati stampa dei più zelanti, non vorremmo stare al loro posto, incentrati nel giurare petto in fuori sulla presunta incostituzionalità della proposta di legge e ora smentiti, addirittura, con un semplice atto amministrativo per risolvere il problema.
Insomma, l’infantilismo al potere, per cui conta chi ha portato il pallone sul campo di gioco e non la capacità dei giocatori di mandarlo in rete.
Ma non possiamo farci niente. A ognuno di noi è dato di lavorare con gli ingredienti di cui si dispone. E noi disponiamo di Emiliano e delle sue paturnie da narcisismo smisurato, in grado di portare la maggioranza all’opposizione rispetto ai cittadini pugliesi.
Ringraziamo l’associazione Coscioni per il sostegno e la mobilitazione concreti offerti, dimostrando ancora una volta la propensione a combattere su argomenti importanti ma scomodi”.

Acqua, Azione: “Campania approva legge per sottrarre le sorgenti alla Puglia. De Luca si fermi o Governo nazionale impugni legge campana”



“Il Consiglio regionale della Campania ha approvato una norma con cui c’è il rischio di vedere sottratte alle Puglia le sorgenti e le opere idrauliche della Campania dalle quali si alimenta il Canale principale dell’Acquedotto pugliese. Una norma, inserita nella legge di bilancio campana per il 2023, con cui s’invade la competenza dello Stato e quindi si pone in discussione il diritto della Puglia di dissetarsi. Chiediamo al Governo nazionale e a quello regionale d’impugnare la disposizione dinanzi alla Corte costituzionale.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente, Ruggiero Mennea e il responsabile regionale di Azione del dipartimento Acqua e depurazione Nicola Di Donna.

“Si tratta di una norma regionale abbastanza strana, in grado d’invadere la competenza statale e l’interesse dei pugliesi. Aver dichiarato, infatti, la strategicità regionale delle infrastrutture della grande adduzione primaria ad uso potabile, irriguo, industriale ed energetico, assegnando alla Giunta regionale campana la loro modalità di gestione, potrebbe essere un modo surrettizio per dettare condizioni diverse da quelle attuali, creando notevoli problemi di approvvigionamento idrico per il pugliesi, ossia il mostro della siccità contro cui combattiamo da sempre per la nostra disgraziata geomorfologia.
Mettere le carte in tavola, anche attraverso il ricorso nazionale e regionale alla Corte costituzionale, servirebbe a evitare il rischio di una guerra dell’acqua tra territori contigui, in tempi in cui anche la dimensione amministrativa europea sembra un po’ troppo piccola.
Si fermi dunque il presidente De Luca e per far ciò, se serve, intervengano tutti i parlamentari pugliesi, anche per non esporci al ridicolo di battaglie combattute con una mano contro la maggiore autonomia delle regioni del nord e con l’altra assetando le regioni vicine.”

Liste attesa, Azione: “Leggiamo di passi avanti. Non è vero. Lo dicono i dati della Regione. Subito pdl in Consiglio”

“Leggiamo di passi avanti sulle liste d’attesa e sugli screening. Non è vero. I tempi d’attesa rimangono biblici, non accordati con quelli previsti per le classi di priorità a breve, differita e programmabile, e quasi generalmente disallineati tra prestazioni istituzionali e a pagamento. E tutto questo si legge dai dati elaborati dalla stessa regione e pubblicati sui portali delle singole Asl, anche al livello statistico delle settimane indice. Circa gli screening, invece, l’obbligo di estenderli al 100% della popolazione target è profondamente disatteso, e la percentuale media dello screening al carcinoma mammario, ossia quello più diffuso, supera di poco il 50%. Dire che tutto sta migliorando è dunque profondamente sbagliato, beffardo e un po’ crudele, perché i dati confermano le esperienze vissute delle persone. Per questo speriamo nel pronto esame della nostra proposta di legge, già dalla seduta di martedì prossimo.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, e il responsabile Sanità del partito regionale Alessandro Nestola.

“Il fatto anche abbastanza ovvio che la regione abbia recuperato le prestazioni arretrate con notevoli risorse e prestazioni aggiuntive non può essere utilizzato per vantarsi sui tempi d’attesa. Sono due cose completamente diverse da un punto di vista tecnico.
I tempi massimi di attesa continuano a essere violati con andamento costante rispetto al pre-Covid. Aver recuperato ciò che già era fuori da ogni ragionevole tempo d’attesa non ha fermato le richieste nuove, quelle di ogni giorno, che purtroppo presentano sempre le stesse difficoltà. Spiace sentire i commenti politici dell’assessore e dei tecnici dell’assessorato, non opportunamente tarati sui fattori normativi e statistici.
La Regione elabora continuamente dati, che forse l’assessore e i tecnici dell’assessorato non leggono, che dicono cose completamente diverse. E per dimostrarlo basta cliccare sui link dei tempi d’attesa ex ante, pubblicati sui portali delle ASL, oppure chiedere a InnovaPuglia di fornire i dati delle settimane indice.
Circa gli screening, anche qui, vantarsi del recupero delle prestazioni non eseguite su una situazione d’inviti alla popolazione target mediamente inferiore al 50% (solo per il carcinoma mammario si raggiunge la media del 60%), pare abbastanza fuori da ogni connessione tra ragione e pur legittima comunicazione politica. Eppure le norme, le delibere regionali e gli atti aziendali adottati dagli stessi DG delle ASL obbligano all’invito del 100% della popolazione target, per gli screening sul tumore alla mammella, al colon-retto e al collo dell’utero. E sul punto la Regione non possiede i dati e questi dati sono stati recuperati di recente solo dal lavoro della I Commissione.
Perché dunque dobbiamo raccontare una realtà non misurata dai numeri? Quando cominceremo a capire che la realtà non misurata o misurabile non esiste e s’imparenta con l’impostura?
Se davvero si vuole fare qualcosa di buono, pur nella straordinaria difficoltà, bisogna ridurre le carenze e inefficienze organizzative per non aggravare i pur esistenti problemi oggettivi, come la carenza di personale. E per far questo serve, per esempio, l’esame e l’approvazione della nostra proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa, già nella seduta di martedì prossimo. Staremo a vedere.”

Fine vita, Azione: “È tutto chiaro. Il problema sono i firmatari. Allora lo faccia la Giunta e noi applaudiremo a scena aperta”



Comunicato stampa dei Consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Ora è tutto più chiaro grazie alla confessione di alcuni colleghi. Il problema della proposta di legge sul fine vita sono i firmatari e forse un pizzico di umana e comprensibile invidia. Annunciamo allora il nostro applauso più sentito e a scena aperta qualora dovesse provvedere la Giunta regionale e siamo disposti pure a cancellare le nostre firme dalla proposta cedendo il posto di sottoscrittori ai colleghi più narcisisti.
O con una legge regionale o con una delibera di Giunta regionale, il risultato non cambia: si tratta di dare esecuzione alla sentenza della Corte costituzionale n. 241 del 2019, ossia l’unico scopo della nostra proposta di legge.
Le cose sconvolgenti di questa storiaccia sono in realtà due: il veder prevalere motivazioni politiciste sul dovere di incrociare la sofferenza umana; il fatto di dover ricordare alla coalizione del centrosinistra e ai Cinquestelle i loro programmi elettorali in materia di diritti civili e fine vita, mettendo in evidenza l’eclatante contraddizione tra quanto fanno e quanto dicono nei convegni e nei congressi.
Sia chiara, tuttavia, la nostra opinione. O la Giunta regionale assume il dovere di fare una delibera in materia, revocando la precedente presa di posizione del presidente Emiliano (“l’argomento non è nel nostro programma elettorale”), oppure al Consiglio regionale del prossimo 17 chiederemo la discussione e il voto, spingendo tutti a risolvere il problema o ad assumere attraverso il voto il coraggio del proprio punto di vista, senza imboscarsi in oziosi ingranaggi procedurali.”