Vaccinazioni, Amati: “I dati non mentono: i vaccini ci hanno salvato dal lockdown e dal collasso sanitario”

“Se mettiamo a confronto le foto della situazione pandemica dello scorso anno e di questo 2021 ci accorgiamo, al netto di opinioni e disquisizioni, che grazie al vaccino e alla ricerca scientifica ne stiamo uscendo: nella settimana tra il 6 e il 12 dicembre l’Italia ha registrato 116mila nuovi casi, lo scorso anno, nello stesso periodo erano di meno, 114mila. Ma quest’anno i ricoveri sono 7.526 (829 in terapia intensiva) e l’anno scorso erano 30.893 (3.158 in terapia intensiva). Nella scorsa settimana i decessi in Italia sono stati 636, lo scorso anno, nello stesso arco temporale, 4.442. Serve altro? Si, continuare a tambur battente con la booster e avere cautela: ieri in Puglia si sono superati i 590 nuovi contagi, e se il vaccino ci tutela, il virus comunque è meglio tenerlo lontano”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 06.19 del 16 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 15 dicembre, sono state somministrate 38.107 dosi. Meno 7.029 dosi rispetto al 14 dicembre, meno 5.403 dosi rispetto al 13 dicembre e più 22.390 dosi rispetto al 12 dicembre.
Le 38.107 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 34.845 richiami, 1.719 prime dosi, 1.511 seconde dosi e 32 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 95.911, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 1.948.377, pari al 32,91 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quarto posto con il 24,34 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88,13 per cento, anche la seconda l’82,1 per cento.
Sono invece 447.931 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 299.085 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,97 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 24 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 131 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Siamo al terzo posto nella classifica nazionale. Ottimo. E intanto la ricerca scientifica lavora per noi”

“La Puglia, fino a qualche settimana fa inchiodata al 17esimo posto, raggiunge la terza postazione per la vaccinazione della dose booster nella classifica nazionale. E c’è anche un’altra buona notizia, e arriva ovviamente dalla ricerca scientifica: la casa farmaceutica Pfizer ha concluso la sperimentazione sulla pillola anti Covid, si aspetta l’esame della Fda, Food and Drug Administration (l’Aifa statunitense, per capirci)”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 06.18 del 15 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 14 dicembre, sono state somministrate 39.369 dosi. Meno 3.007 dosi rispetto al 13 dicembre, più 23.888 dosi rispetto all’12 dicembre e più 3.005 dosi rispetto al 11 dicembre.
Le 39.369 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 35.567 richiami, 2.003 prime dosi, 1.777 seconde dosi e 22 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 911.770, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 1.992.518, pari al 31,39 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al terzo posto con il 23,22 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88,07 per cento, anche la seconda l’82,05 per cento.
Sono invece 450.109 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 237.981 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,77 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 23 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 133 su 2745 posti letto disponibili”.

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Discariche, Amati: “Dismesse solo se da oggi si comincia a realizzare impianto di recupero energetico”

“Abbiamo un obbligo di verità che non possiamo violare. Le discariche potranno essere definitivamente dismesse non con esercitazioni dialettiche contenute tra le righe del Piano ma solo se cominciamo da oggi il procedimento di realizzazione di un impianto di recupero energetico. Tre anni passano presto e senza l’impianto le discariche non potranno mai essere dismesse, continuando a favorire l’inquinamento ambientale. Sarò ogni giorno a fianco di chi protesta, se la richiesta sarà imperniata su ciò che scienza, tecnologia e buon senso impongono. Altrimenti le discariche resteranno ben oltre il 2025 e le promesse di oggi appariranno come terribili menzogne”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Tutta la questione delle discariche ruota attorno a un quantitativo ottimisticamente stimato di 200mila tonnellate annue di rifiuti da sottovaglio, cioè quella frazione di rifiuti indifferenziati non riciclabili che resta dopo il trattamento meccanico biologico. Questa quantità di materiale può essere indirizzata o alle inquinanti discariche oppure agli impianti di recupero energetico. Non ci sono altre possibilità.
La destinazione alle discariche è allo stato l’unica possibile, purtroppo, per carenza di impianti di recupero energetico, fatto che ci obbliga all’uso vergognoso e altamente inquinante delle discariche. Ne deriva che se entro tre anni non saremo in grado di dotarci di un impianto di recupero energetico, magari attrezzato con le tecnologie più avanzate, la sopravvivenza delle inquinanti discariche è assicurata.
Per questo motivo e per non illudere le persone sulla dismissione delle discariche al 2025, ci tocca dire la verità: quell’obiettivo non sarà rispettato se non realizziamo almeno un impianto con linee di produzione per 300mila tonnellate annue.
È dunque opportuno che la protesta giusta contro le discariche sia da oggi spostata sulla richiesta incessante della realizzazione dell’impianto di recupero energetico, pena la cattiva sorte del disonore anche per valorosa protesta dei cittadini privi di intenti fondati sull’ideologia inconcludente della decrescita, che per definizione è una condizione di privazioni e infelicità.
Conosco l’antologia delle obiezioni politiche alla realizzazione degli impianti, che purtroppo trascendono l’argomento rifiuti e usano il sistema dell’eccitazione delle paure delle persone attraverso una miscela politicista fondata sulla lotta di classe, sui modelli di sviluppo, sulle critiche al capitalismo, al turboliberismo, alle lobby, alle multinazionali ecc., insomma a quel nemico invisibile che serve solo per galvanizzare consenso politico.
A me non interessa, invece, il profilo politico della questione perché penso che la politica sia il governo della realtà e non l’imposizione di elaborazioni mentali.
La realtà, quella che si supporta con la prova scientifica e con la tecnologia, dice qualcosa di molto logico e pratico: senza gli impianti di recupero energetico la sorte dei rifiuti è la discarica, e questo penalizza i bimbi pugliesi rispetto ai loro coetanei di Copenaghen, Oslo ed Emilia Romangna.
E a questo punto l’ideologo politicista del no-a-tutto, esausto di fronte alle leggi ferree della temodinamica, calerà la carta jolly: siamo contro le discariche e gli impianti di recupero energetico perché sosteniamo la differenziata spinta. Ottimo, viene da esclamare: qualora la differenziata si spingerà al 100 per cento, cioè ben oltre il possibile e ragionevole, saremo tutti felici e gli impianti resteranno spenti. C’è qualche problema nel tenere un impianto spento? Tenerlo spento non è meglio di una terribile discarica da riempirsi oggi e tenuta a produrre i suoi effetti inquinanti per anni, e finanche nei tempi in cui si dovesse realizzare l’obiettivo impossibile di una differenziata al 100 per cento?”

Piano rifiuti, Amati: “Discariche sono regalo inquinante dei no agli impianti di recupero energetico e dell’ideologia decrescitista”

“Le discariche sono il regalo di Natale inquinante per anni persi sugli impianti di recupero energetico con o senza camino e concessi all’ideologia decrescitista fatta da totem, tabù, antiscienza e antitecnologia. Ho votato a favore del Piano perché non c’è alternativa immediata alle discariche, che sono migliaia di volte più inquinanti di un impianto di recupero energetico, per cui preferiamo il paradosso che i nostri bimbi vivano tra le discariche e non nella pulizia e nell’ambiente salubre come i bimbi di Copenaghen, Oslo, Emilia Romagna. Ma perché i nostri bimbi hanno un minore diritto alla vita salubre rispetto agli altri bimbi europei?”

Lo ha detto il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, intervenendo nel dibattito sul Piano dei rifiuti.

“Il giusto movimento di protesta contro le discariche diventa giustificazione per le stesse discariche se non accompagnato dall’indicazione alternativa degli impianti di recupero energetico, compresi quelli nuovi di ossi-combustione senza camino.
In Puglia sono stimate a regime 200mila tonnellate di indifferenziata dopo il trattamento meccanico biologico, depurato da residui biologici, che hanno come destinazione un’alternativa secca: discarica oppure impianti di recupero energetico.
Se solo prendiamo ad esempio alcuni impianti italiani che trattano sino a circa 700mila tonnellate annue, e penso a quello di Acerra, ci accorgiamo come in Puglia si potrebbe chiudere il ciclo dei rifiuti con un unico impianto pubblico. E sottolineo pubblico.
Invece siamo capaci di dire ‘no’ alle discariche inquinanti, giustamente, e allo stesso tempo alla sua unica alternativa non inquinante, cioè gli impianti di recupero energetico. Col risultato che come il Dott. Balanzone, la maschera bolognese, sguazziamo in un’impostura che si autolegittima. Siamo cioè senza un programma plausibile.
Ho deciso di votare a favore perché allo stato non abbiamo impianti alternativi alle discariche e spero che il Governo regionale si adoperi affinché nel giro di due anni anche in Puglia possa esserci un impianto di recupero energetico, magari con la tecnologia più moderna senza camino, così da chiudere definitivamente le terribili e inquinanti discariche.
A ciò si aggiunga che l’ostinata contrarietà all’unica alternativa agli impianti di recupero energetico aiuta a sostenere l’invio di una parte di indifferenziata da vaglio biologico a impianti di valorizzazione energetica, con camino, di proprietà privata. Cioè, quello che accade regolarmente.
Paradosso di paradosso, dunque, che pur mettendo in scena un’ideologia decrescitista e benecomunista, orientata al ‘no’ agli impianti di recupero energetico, diventa il cuore del business di privati che in regime di monopolio offrono la valorizzazione energetica con camino. Siamo cioè di fronte a un privato che, senza sua colpa ma con gaudio, si prende i benefici dell’utile d’impresa in regime di monopolio indotto dalla mancata programmazione di tecnologie da costruire e gestire con mano pubblica, senza avere il problema di dover accordare il prezzo con la più normale concorrenza.
Il problema delle discariche ci viene regalato dunque da profeti disarmati di profezie, che vorrebbero convincerci che l’ambientalismo e la tecnologia non sono un valore neutro ma solo uno strumento per sostenere improbabili ideologie politiche inquinanti.
Spero dunque che nei prossimi due anni si riesca a costruire un impianto pubblico di recupero energetico per metterci alle spalle la stagione terribile delle discariche”.

Vaccinazioni, Amati: “Polso fermo del Governo su obbligo forze dell’ordine e scuola. Bene, basta antiscienza”

“Ottima la notizia della circolare sull’obbligo vaccinale anche alle forze dell’ordine. Il segnale è chiaro: giusto approfondire e informarsi ma l’antiscienza di professione non è più tollerabile, soprattutto per chi lavora col pubblico. Non solo multe per chi si presenta senza vaccinazione ma anche il ritiro di arma e tessera di riconoscimento che vale pure per tutto il personale, pure gli assenti. Stessa direzione si sta prendendo per il personale scolastico. I contagi tra gli studenti aumentano e dobbiamo non solo scongiurare la Dad ma permettere ai nostri ragazzi, pur con le cautele, di vivere normalmente. Hanno già sacrificato troppo a questa pandemia”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 11.14 del 14 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 13 dicembre, sono state somministrate 38.209 dosi. Più 22.932 dosi rispetto al 12 dicembre, più 2.554 dosi rispetto all’11 dicembre e meno 11.606 dosi rispetto al 10 dicembre.
Le 38.209 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 34.985 richiami, 1.824 prime dosi, 1.376 seconde dosi e 24 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 869.166, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.035.122, pari al 29.93 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quinto posto con il 22,13 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88 per cento, anche la seconda l’81,99 per cento.
Sono invece 452.528 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 284.403 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,9 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 19 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 127 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “La variante ‘Omicron’ approda anche in Puglia. Due sono i casi accertati. Ieri, domenica, appena 13.872 dosi.”

“Nella nostra regione abbiamo due casi di variante Omicron, si tratta di due donne provenienti da un viaggio all’estero, entrambe sono in isolamento ma stanno bene. In prossimità delle feste natalizie si teme l’ennesima ondata e dobbiamo evitarla a tutti i costi. La vaccinazione è l’unica via di uscita. Ieri, domenica, sono state somministrate appena 13.872 dosi e, come ho detto più volte, bisogna vaccinare di più nel fine settimana.”

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6.19 del 13 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 12 dicembre, sono state somministrate 13.872 dosi. Le 13.872 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 13.008 richiami, 601 prime dosi, 250 seconde dosi e 13 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 828.228, su un totale complessivo di 3.105.208. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.276.980, pari al 26,67 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sesto posto con il 21,09 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,95 per cento, anche la seconda l’81,94 per cento.
Sono invece 454.549 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 328.386 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,52 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 17 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 129 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Picco di contagi previsto sempre più vicino. La Puglia tiene e conferma oltre 40mila dosi al giorno”

“Il picco di contagi che gli esperti avevano previsto per Natale si avvicina. E infatti l’Italia ieri ha superato i 20mila. Ben sette regioni rischiano di tornare in zona gialla a causa della situazione ospedaliera. In Puglia al momento è sotto controllo, con i posti in terapia intensiva occupati che variano tra i 18 e 21 posti letto. Intanto, ancora ieri, oltre 41mila dosi di vaccino somministrate in tutta la regione. Ottimo”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6.15 dell’11 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 10 dicembre, sono state somministrate 41.481 dosi. Meno 7.285 dosi rispetto al 9 dicembre, più 36.455 dosi rispetto all’8 dicembre e meno 2.588 dosi rispetto al 7 dicembre.
Le 41.481 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 37.918 richiami, 1.883 prime dosi, 1.642 seconde dosi e 38 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 771.870, su un totale complessivo di 3.105.208. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.333.338, pari al 24,86 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sesto posto con il 19,66 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,88 per cento, anche la seconda l’81,91 per cento.
Sono invece 457.007 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 388.479 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,73 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 18 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 129 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Ieri superate le 40mila dosi giornaliere. Ottimo. E intanto la Puglia sale al sesto posto”

“La Puglia è al sesto posto nella classifica nazionale delle vaccinazioni. Solo 20 giorni fa la postazione numero 17 sembrava insormontabile per la nostra regione. Ieri abbiamo superato le 40mila dosi giornaliere. Il primo posto è più vicino”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6.18 del 10 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 9 dicembre, sono state somministrate 40.853 dosi. Più 35.926 dosi rispetto all’8 dicembre, meno 2.080 dosi rispetto al 7 dicembre e meno 3.281 dosi rispetto al 6 dicembre.
Le 40.853 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 36.681 richiami, 2.098 prime dosi, 2.045 seconde dosi e 29 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 723.372, su un totale complessivo di 3.105.208. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.381.836, pari al 23,3 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sesto posto con il 18,42 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,81 per cento, anche la seconda l’81,84 per cento.
Sono invece 459.491 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 389.271 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,73 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 18 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 136 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Contagi aumentano, nessun allarme ospedaliero grazie ai vaccini. Immacolata con poche dosi”

“Il bollettino di ieri parlava di 468 nuovi contagi in 24 ore. Sono numeri che ci riportano a maggio. Grazie al vaccino la situazione delle terapie intensive non preoccupa al momento, ma dobbiamo accelerare sulla terza dose e recuperare i numeri del festivo dell’Immacolata. Poco più di tremila sono pochi”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 9.14 del 9 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 8 dicembre, sono state somministrate 3.783 dosi. Meno 36.335 dosi rispetto al 7 dicembre, meno 39.580 dosi rispetto al 6 dicembre e meno 7.394 dosi rispetto al 5 dicembre.
Le 3.783 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 3.461 richiami, 257 prime dosi, 62 seconde dosi e 3 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 679.492, su un totale complessivo di 3.105.208. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.425.716, pari al 21,88 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sesto posto con il 17,3 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,73 per cento, anche la seconda l’81,77 per cento.
Sono invece 462.181 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 438.041 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,73 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 18 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 141 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Fasano è di fatto hub regionale. Ecco i numeri. Perché non lo istituzionalizziamo come tale?”

“Il Centro vaccinale di Fasano è diventato di fatto un hub vaccinale regionale perché somministra dosi a cittadini di tutte le Asl pugliesi e in particolare di Bari. Solo di terze dosi, infatti, 1.423 sono state somministrate, con mera richiesta, a cittadini di Asl diverse da quella di Brindisi e addirittura provenienti da fuori regione. Per dare maggiore efficienza al sistema ed evitare il sovranismo vaccinale sarebbe opportuno istituzionalizzare la funzione regionale del Centro di Fasano, organizzando turni di lavoro h24 a carico di tutte le Asl territorialmente più prossime”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia Fabiano Amati.

“Innanzitutto ringrazio la Asl e il Dipartimento di prevenzione di Brindisi, nonché il personale sanitario e di Protezione civile impegnato, per il grande sforzo di organizzazione ed efficienza assicurata nel Centro di Fasano-Conforama.
E tutto questo non è fondato su intenti di cortesia territoriale ma sui numeri. Solo relativamente alla somministrazione in corso della terza dose, che ha preso il via il 5 ottobre, degli 8.164 vaccini somministrati sinora 6.741 sono stati somministrati a cittadini della provincia di Brindisi e 1.231 a cittadini territorialmente appartenenti alla Asl di Bari. E ancora: 85 a quella di Taranto, addirittura 72 fuori regione, 27 Lecce, 7 Bat, 1 Foggia. Ancora più significativi i dati, ovviamente più completi, sulla prima e seconda dose. L’hub vaccinale di Fasano ha somministrato 39.088 prime dosi. Di queste, 36.358 a persone della Asl di Brindisi, 1.424 della Asl di Bari, 739 fuori regione, 365 appartenenti alla Asl di Taranto, 149 a Lecce, 42 Bat, 11 Foggia. Trend confermato anche per la seconda dose: su 36.193 vaccinazioni, 33.547 sono state somministrate a persone della Asl di Brindisi, 1.399 Asl Bari, 758 fuori regione, 343 Taranto, 99 Lecce, 34 Bat, 13 Foggia. Sono numeri che confermano l’efficienza e la professionalità dell’intera organizzazione dell’hub Fasano-Conforama, nonché l’adeguatezza per poter essere utilizzato per più ambiziosi traguardi regionali”.