Carlo Calenda: in Puglia sto con Amati, persona seria e con una grande esperienza tecnica e della macchina amministrativa / oggi su Gazzetta del Mezzogiorno

Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 8 gennaio 2020, pagina 4

Intervista a Carlo Calenda – Calenda: in Puglia sto con Amati – Calenda schiera Azione «In Puglia con Amati»

di Calpista Roberto

Carlo Calenda, domenica in Puglia ci saranno le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. «Azione», il movimento che ha fondato dopo essere uscito dal Pd, parteciperà? E con quale indicazione di voto?

Ci saremo e sosterremo Fabiano Amati. È una persona seria e con una grande esperienza tecnica e della macchina amministrativa. È la persona giusta per chiudere con l’era Emiliano e liberare la Regione dalla grande ipoteca populista dell’attuale governatore.

Con Emiliano non corre buon sangue fin da tempi in cui lei era ministro dello Sviluppo economico. Perché?

Emiliano è stato il peggior presidente di Regione con cui da ministro ho avuto a che fare. Spregiudicato ai massimi livelli, cercava e cerca solo visibilità personale. Oggettivamente la Puglia non merita di essere rappresentata da lui che, a mio parere, è dannoso anche a livello nazionale per tutti i progressisti e riformisti.

Zingaretti non la pensa come lei…

Sono certo che non lo farà mai, ma Zingaretti da segretario dem dovrebbe dare indicazione chiare contro Michele Emiliano. Tutto il Pd, di cui tra l’altro Emiliano non fa più parte, dovrebbe quanto meno far finta di non appoggiarlo. Basta ricordare le cose tremende dette dal presidente pugliese non solo contro il governo Renzi, ma anche contro quello guidato da Gentiloni.

A proposito di Matteo Renzi, i rapporti tra voi due come sono?

Quelli personali sono a zero. Quelli politici ormai di contrapposizione, dopo che Italia viva non solo ha supportato la nascita di questo governo ma si è piegato ai diktat dei 5 Stelle per esempio votando contro lo scudo penale a proposito dell’ex liva.

Quindi «Azione» è alternativa a Italia Viva?

«Azione» è per chi pensa che l’Italia non possa essere divisa tra Salvini e la Meloni da una parte e Grillo e Casaleggio dall’altra. Un partito «Iiberal-progressista», nato in opposizione ai riformisti che si sono rammolliti e che si aggregano ai populisti e ai sovranisti. Costruendo un grande fronte repubblicano e rinnovando le persone, noi possiamo respingere sovranisti e populisti ai margini.

Con le elezioni? E vero che piuttosto che sopportare questo governo giallorosso, preferirebbe tornare al voto?

La nostra distanza dal governo nazionale è totale. Del resto con un governo nato senza nessuna comunanza di valori e intenti, che aveva l’unico obiettivo di non andare alle elezioni, era facile prevedere che sarebbe stato sconfitto dal governare, che è una cosa complicatissima. Pensi al «mio» ex ministero, oramai a pezzi, non gestito più da staff di professionisti ma da gente messali da Di Maio perché erano amici suoi, una cosa da lottizzazione, neanche da prima Repubblica. Però questi a casa non ci vogliono andare, guardi cosa stanno combinando sulla prescrizione e i decreti sicurezza. Per il Pd erano il male assoluto, ma la prima è passata, i secondi restano ben saldi.

Eppure proprio lei aveva detto che i decreti sicurezza non erano tutti da buttare…

L’ho detto e lo confermo. Ci sono componenti perfino di buon senso, mentre altre vanno immediatamente ritirate. Ma io non sto nell’attuale maggioranza, dove invece siedono i dem e i «sinistri» di Leu. Erano loro, non io, a denunciare l’attacco alla democrazia di questi decreti. Per non parlare della prescrizione: è una cosa mostruosa quella voluta dai 5Stelle e «avallata» dal Pd.

Speranza, il ministro della Salute, ha chiesto di ripristinare l’articolo 18 e togliere il Jobs act: due cavalli di battaglia dei governi in cui lei è stato ministro. Che gli risponde?

Senza l’articolo 18 i licenziamenti si sono ridotti della metà; con il jobs act c’è stato un record di occupati. Speranza lasci perdere l’ideologia e si occupi dei problemi reali degli italiani.

E Conte? II presidente del Consiglio potrà diventare il leader di un nuovo centrosinistra?

Conte è leader e campione di trasformismo. Uno che ha governato prima con la Lega e poi con il Pd e che, con Zingaretti, Renzi e Leu mantiene tutti i provvedimenti adottati con Salvini, è l’esempio del trasformismo italiano. Ma è un uomo fragile, incapace di dire una parola sulla crisi tra gli Usa e l’Iran. Con Conte l’Italia ha perso ogni valore non solo a livello mondiale, ma anche europeo, dove da mesi Germania e Francia preferiscono confrontarsi con la Spagna piuttosto che con Roma.

Intervista in PDF:

Intervista Calenda_Sostegno per Amati

 

 

Questa sera Amati ospite di “Perché – L’approfondimento oltre la notizia” di Canale 7

Questa sera, alle ore 20.00, il Consigliere regionale Fabiano Amati sarà ospite dell’approfondimento “Perché – L’approfondimento oltre la notizia” di Canale 7, canale 74 del digitale terrestre. 

Si parlerà delle soluzioni a problemi della Puglia come liste d’attesa, #Xylella, rifiuti, #Ilva, Piano casa e tanto altro, in vista delle #Primarie di domenica 12 gennaio. Sarà possibile seguire la replica anche alle ore 21.00 e alle ore 23.45.

 

 

A Lecce, incontro con il candidato alle Primarie Fabiano Amati. Interviene il Consigliere Sergio Blasi

Domani, mercoledì 8 gennaio, alle ore 18.00 al Grand Hotel Tiziano di Lecce (in Via Porta d’Europa) il Consigliere regionale Fabiano Amati presenterà il suo programma in vista delle Primarie di domenica 12 gennaio 2020 per la scelta del candidato Presidente della Regione Puglia. Sarà presente il Consigliere regionale Sergio Blasi, tra i fondatori dell’Associazione di cultura, politica e mobilitazione C-Entra il futuro.

Amati racconterà il suo progetto di governo e le proposte di soluzione a problemi come Xylella, liste d’attesa, edilizia pubblica, ecc. L’incontro è libero e aperto alla cittadinanza.

Pontili e lidi, Amati: “Imporre lo smontaggio invernale distrugge l’ambiente e ci tiene in ostaggio delle burocrazie”

“Smontare e rimontare lidi o pontili è un’attività che stressa o distrugge l’equilibrio ambientale. Il problema italiano è che nella pubblica amministrazione, Soprintendenze in questo caso, è carente la cultura scientifica e tutto si risolve in potere burocratico, cioè il potere di tenere i cittadini in ostaggio. Insomma, residui di ideologia invadente che, se divento Presidente della Puglia, farò di tutto per cancellare, perché la tutela ambientale viene prima della burocrazia organizzata in potere”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle elezioni Primarie del 12 gennaio 2020, commentando recenti decisioni giudiziarie e mobilitazioni di protesta sulla questione dello smontaggio nel periodo invernale delle strutture mobili e precarie per la gestione della portualità e della balneazione.

“Il problema non è solo attorno ad alcune sentenze del Consiglio di Stato, che pure mi paiono abbastanza discutibili, ma il rifiuto di qualche Soprintendenza di consentire in sede di autorizzazione il mantenimento delle strutture anche nel periodo invernale.
E già il fatto di registrare in Italia condotte a macchia di leopardo delle Soprintendenze – prosegue ancora Amati – la dice lunga sul fatto che si tratti di mero esercizio di potere da difendere con i denti, talora anche a dispetto della legge”.

La priorità in questa materia, invece, dovrebbe ruotare attorno alla tutela dell’equilibrio ambientale, gravemente compromesso da attività di radicale trasformazione ripetuta ogni sei mesi, sia pur per la messa in opera di strutture amovibili e precarie – aggiunge -.Tranne l’ipotesi di un ritorno al passato, non esiste alcuna possibilità di tutelare davvero l’equilibrio ambientale, l’incanto delle nostre bellezze e la produttività turistica, se non saremo in grado di applicare i rimedi scientifici, che in questi casi suggeriscono il minor movimento delle strutture e – conclude – la loro maggiore manutenzione anche in periodi di inattività, al solo fine di preservare i siti su cui sono impiantate”.

Ho sfidato Emiliano perché i pugliesi pretendono risposte / intervista su Repubblica

Repubblica Bari di martedì 7 gennaio 2020, pagina 2

Intervista a Fabiano Amati – Fabiano Amati “Ho sfidato Emiliano perché i pugliesi pretendono risposte” – Amati “Pugliesi senza risposte negli ultimi cinque anni, serve un’alternativa a Emiliano”

di Cassano Antonello

 

«L’aria è amara per il centrosinistra. In questi cinque anni non abbiamo dato risposte ai cittadini su problemi importanti: è evidente che abbiamo bisogno di un candidato diverso da Michele Emiliano e io sono quel candidato». Fabiano Amati, consigliere regionale del Pd, è candidato alle primarie di centrosinistra del 12 gennaio. Oltre al governatore Emiliano sfiderà l’altra dem Elena Gentile e l’outsider Leonardo Palmisano.

In molti dicono che queste primarie siano un modo per legittimare la ricandidatura di Emiliano. Il malcontento prevale soprattutto a sinistra: Nichi Vendola non voterà e ha parlato di «primarie fiction». È cosi?

«Esattamente il contrario. Secondo me quelli che non vogliono far vincere Emiliano hanno un’unica cosa da fare: votare per me, altrimenti si terranno Emiliano come candidato. Quanto a Vendola, io lo stimo e gli voglio bene ma mi pare che per lui fiction è tutto ciò in cui non è protagonista. Sarà che il cammeo da giardiniere in ozio nel film di Checco Zalone lo avrà esaltato».

Alle precedenti primarie votarono in 140 mila. Ora c’è il rischio che non si arrivi neanche a 100 mila.

«Questo non lo so. Io spero ci sia una ampia partecipazione perché noi dobbiamo proporre ai pugliesi soluzioni peri singolo argomenti: dalla sospensione dell’attività intramoenia per ridurre le liste di attesa all’accelerazione della lotta contro la xylella, dalle soluzioni su Ilva all’adozione del piano rifiuti con la realizzazione di nuovi impianti».

Negli ultimi tempi è emerso con forza il tema ambientale. Lei ha portato in consiglio regionale la proroga sul Piano casa. La sua sfidante Elena Gentile l’ha accusata per questo parlando di legge «violentata su interessi di parte».

«Il Piano casa evita consumo di suolo perché agisce su edifici esistenti e riduce rischio per tangenti e corruzione. La parte più discussa viene fuori da due modifiche presentate da altri consiglieri regionali e con parere favorevole delle assessore Angela Barbanente e Anna Maria Curcuruto».

Si riferisce alla parte che consente il cambio di destinazione d’uso?

«Esatto. Io mi sono semplicemente preoccupato di presentare ogni anno la proroga di uno strumento che condivido».

Il cambio di destinazione d’uso dovrebbe restare, dunque.

«Certo, perché se lo togliamo da lì resta pur sempre in altre leggi regionali: rigenerazione, contratti di quartiere, accordi di programma eccetera. Con una differenza: il Piano casa è un atto dovuto egli altri sono strumenti negoziali».

Quanto ai temi ambientali, è polemica anche su un’altra legge promossa da lei: quella sul turismo rurale, che prevede di trasformare immobili rurali in attività turistiche senza l’avallo degli uffici regionali.

«Questa trasformazione si può fare dal 1998 con le autorizzazioni di Regione, Comune e sovrintendenze. Con la mia norma si potrà fare con le sole autorizzazioni di Comune e sovrintendenze. Ho tolto un giro di giostra. Per me l’importante è che si snellisca la burocrazia».

Fra i temi ambientali c’è l’ Ilva. Cosa devono fare governo e Regione?

«Dobbiamo innanzitutto dire che su questo tema Emiliano ha avuto tutte le parti in commedia. Negli ultimi tempi si è convertito alla fabbrica aperta e io me lo sono ritrovato su questa posizione. La fabbrica deve produrre nel rispetto del piano ambientale. La Regione deve spingere sugli enti che controlla, Arpa e Asl, affinché mandino gli atti necessari perla revisione Aia che il ministero aspetta da ottobre, invece di blaterare sciocchezze come la partecipazione della Regione nel capitale di Ilva. E poi bisogna finalmente pensare a delocalizzare il quartiere Tamburi».

E la Banca Popolare di Bari.

«Era troppo “banca del territorio”. Ma il banchiere come diceva Luigi Einaudi, si fa senza aggettivi. Io l’ho vissuto sulla mia pelle: quando ero assessore e mi occupavo di Acquedotto Pugliese decidemmo di differenziare le banche su cui fare i depositi e avviammo una indagine di mercato. Tenga conto che Aqp incassa 1,5 milioni di euro circa al giorno: trovammo tante banche che offrivano condizioni migliori rispetto alla Popolare e decidemmo di servircene. Apriti cielo. Fui contattato da tutto il ceto politico barese. Un giorno sarà bello anche rivelare i nomi di chi voleva interferire sulla scelta di Aqp. Inutile dire che non ascoltammo nessuno e da allora non ho mai goduto di particolari simpatie da quelle parti».

La politica cosa ha fatto?

«In tanti, non solo fra i politici, godevano di benefici, direttamente e indirettamente. Posso dire che da presidente della Regione vigilerò con la moral suasion affinché le banche facciano le banche».

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Intervista Amati_Repubblica

 

 

 

Primarie: ogni problema deve avere delle soluzioni: quella è la mia linea. Invito i pugliesi a votare / articolo su Gazzetta del Mezzogiorno

Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 6 gennaio 2020, pagina 4

«Ma su Ilva, sanità e Xylella lui ha fallito serve uno nuovo per accelerare i fondi Ue»

IL CANDIDATO DI C-ENTRA IL FUTURO «Ma su Ilva, sanità e Xylella lui ha fallito serve uno nuovo per accelerare i fondi Ue» Amati lancia la sfida: se Michele candidato alle urne, vincerebbe Fitto • articolo di Michele de Feudis

 

«Invito i pugliesi a votare alle Primarie del 12 gennaio, non per partecipare al grande gioco della politica, ma perché dobbiamo spendere oltre 5 miliardi di fondi europei in 3 anni e per farlo serve una classe dirigente di rivoluzionari delle cose normali. Persone cioè che portino avanti la proposta che mi è stata boicottata dal governo Emiliano, ossia accentrare in un unico soggetto la gestione dei fondi europei, usata da tutte le regioni che se la passano meglio di noi». Così Fabiano Amati, candidato alle primarie, torna a lanciare un appello alla partecipazione ai gazebo del 12 gennaio. «Se ti riduci all’ultimo giorno nella spesa dei fondi europei – aggiunge – potrai pur dire di stare nell’obiettivo minimo, ma significa che non stai amministrando al meglio. Se poi hai da spendere oltre 5 miliardi entro 3 anni, quando in 6 anni, cioè dal 2014 ad oggi, sei riuscito a spendere appena 2 miliardi, significa che almeno per prudenza hai proprio bisogno di cambiare tutto. Perciò occorre darsi da fare e istituire un organismo strumentale in grado di accentrare tutti i procedimenti, così come è accaduto in tante regioni italiane più virtuose della Puglia».

Secondo Amati «c’è un forte desiderio di sostituire Emiliano come candidato: è un sentire presente costantemente nei circoli del Pd, dove spesso ho calmato i militanti che usavano anche parole non propriamente civili. Faccio una battaglia difficile e rischiosa ma sono convinto della mia visione. Ogni problema deve avere delle soluzioni: quella è la mia linea. Non mi piacciono i comizi e le parole sprecate per non dire nulla. Per questo mi sono candidato, dal momento che su molti problemi la soluzione, in Puglia, non si vede nemmeno da lontano». L’elenco delle doglianze è lungo, a cominciare dall’ex Uva e l’idea che la Regione entri nel capitale. «Emiliano si è vergognato nel presentare questa ipotesi e poi l’ha definita una iperbole. Dice prima una enormità e poi pensa che qualificandola come eccesso gli possa essere perdonata. Ma questo può accadere in un cabaret – attacca Amati – non in una amministrazione pubblica. Nel caso specifico: l’ordinamento non lo consente e non avremmo nemmeno i soldi per fare l’operazione».

I nuovi ospedali? «Se ne dovevano fare cinque fin dai tempi in cui ero assessore. Solo uno, si sta realizzando, secondo programma. Se divento presidente della Regione -promette colmerò questi cinque anni di ritardo». Quanto alle liste d’attesa «nessuno dei miei rivali ha assunto l’impegno di applicare la legge che prevede che se i tempi d’attesa sono più lunghi di quanto previsto e brevissimi se si va a pagamento, bisogna sospendere l’attività a pagamento. Su questo punto mi impegno a farlo senza tentennamenti». Le Liste d’attesa, insieme all’organismo unico per i fondi europei (PAV) e la lotta alla Xylella sono le priorità per Amati. Quanto alla sfida delle urne, «Emiliano è l’unico che potrebbe far vincere Fitto». Su questo dovrebbe riflettere anche «la “sinistra-champagne”. Caso rifiuti, per esempio: se non fai gli impianti di trattamento avrai la monnezza in strada. Come si fa, se sei di sinistra, a non scegliere l’ambientalismo tecnologico? Che sinistra è pensare all’ambiente, proponendo il ritorno al vaso da notte, svuotato il mattino nell’orto? Possedere un orto, del resto, presuppone che debba essere ricchi. Quindi ultra-benestanti. E non popolo».

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Articolo Amati su Primarie

 

Fondi europei, Amati: “Venite a votare alle Primarie perché entro 3 anni bisogna spendere 5 miliardi e per farlo servono rivoluzionari”

“Invito i pugliesi a votare alle Primarie del 12 gennaio, non per partecipare al grande gioco della politica, ma perché dobbiamo spendere oltre 5 miliardi di fondi europei in 3 anni e per farlo serve una classe dirigente di rivoluzionari delle cose normali. Persone cioè che portino avanti la proposta che mi è stata boicottata dal governo Emiliano, ossia accentrare in un unico soggetto la gestione dei fondi europei, usata da tutte le regioni che se la passano meglio di noi”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle elezioni Primarie del 12 gennaio 2020, commentando il rapporto dell’Agenzia della Coesione territoriale sulla spesa realizzata entro il 31.12.2019 sui fondi di sviluppo regionale e sociale.

“Se ti riduci all’ultimo giorno nella spesa dei fondi europei potrai pur dire di stare nell’obiettivo minimo, ma significa che non stai amministrando al meglio. Se poi hai da spendere oltre 5 miliardi entro 3 anni, quando in 6 anni, cioè dal 2014 ad oggi, sei riuscito a spendere appena 2 miliardi, significa che almeno per prudenza hai proprio bisogno di cambiare un po’ tutto – prosegue Amati –. I dati pubblicati dall’Agenzia per la Coesione, per fortuna, non considerano la disfatta dei fondi per l’agricoltura, ma fanno trasparire una notevole preoccupazione. Guardando alla nostra regione, infatti, rileva che su un programma complessivo di oltre 7 miliardi di euro, abbiamo speso sinora solo il 27,13 %, cioè quasi 2 miliardi. Ci restano da spendere quindi, nei prossimi 3 anni, più di 5 miliardi di euro. Perciò, occorre darsi da fare e istituire un organismo strumentale in grado di accentrare tutti i procedimenti, così come è accaduto in tante regioni italiane più virtuose della Puglia, sulla falsariga di una proposta che presentai con alcuni colleghi nel 2016 – aggiunge –, purtroppo non avallata dal governo Emiliano”.

“Su questo argomento non possiamo consentirci distrazioni, perché è esperienza di tutti che ogni mattina un pugliese si alza e sa che dovrà correre più veloce delle lungaggini, altrimenti chiuderà bottega. Lo dicono i dati e i numeri – conclude –, che per loro natura sono così testardi da non consentire repliche impastate con chiacchiere”.

Primarie: non riconoscerò il risultato dei seggi ove non ci fosse corrispondenza tra i voti espressi e il contributo economico raccolto / rassegna stampa

Rassegna Stampa di oggi >>

#Primarie: a una settimana esatta dall’apertura dei seggi, sento echi di mobilitazioni non spontanee, condotte dai capi bastone locali di Emiliano, avverto che non riconoscerò il risultato dei seggi ove non ci fosse corrispondenza tra i voti espressi e il contributo economico raccolto. Le elezioni Primarie sono uno straordinario strumento di partecipazione alla condizione che tutto si svolge regolarmente e in libertà.

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RassegnaStampa_5gennaio2020


Primarie, Amati: “Echi di mobilitazioni non spontanee: non riconoscerò risultato se voti e contributo non coincideranno”

“Patti chiari e amicizia lunga. Siccome sento echi di mobilitazioni non spontanee, condotte dai capi bastone locali di Emiliano, avverto che non riconoscerò il risultato dei seggi ove non ci fosse corrispondenza tra i voti espressi e il contributo economico raccolto. Le elezioni Primarie sono uno straordinario strumento di partecipazione alla condizione che tutto si svolge regolarmente e in libertà”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle elezioni Primarie del 12 gennaio 2020.

Io vorrei competere per le critiche al governo Emiliano e per le diverse soluzioni che propongo per affrontare i problemi”, prosegue. “Non ho nessuna voglia – sottolinea – di assistere alla chiamata alle armi svolta da tifosi più o meno interessati e per ragioni attinenti al potere distribuito o da distribuire. Per evitare qualsiasi deviazione – continua Amati -, c’è bisogno di un impegno spontaneo da parte di tutti e del rispetto delle regole. La corrispondenza in ogni seggio tra i voti espressi e il contributo economico raccolto è una di queste regole, forse la più importante, perché avendo a che fare con il denaro induce tutti alla prudenza, anche nell’ipotesi in cui qualcuno pensasse ‘generosamente’ di sostituirsi nel pagamento ai propri amici o sostenitori. Lo dico prima per evitare incomprensioni postume e – conclude – perché mi piacerebbe vincere o perdere solo sulla base delle soluzioni che propongo ai problemi delle liste l’attesa, Xylella, rifiuti etc”.

Primo confronto candidati alle Primarie – Sfacelo per la perdita di 86 milioni di fondi europei / rassegna stampa

Rassegna Stampa del giorno:

Primo confronto tra candidati alle #Primarie: mi sono candidato per attestare una differenza, perché ho soluzioni nuove e diverse ai problemi della Puglia. Sanità, fondi europei, Ex Ilva, elezioni di primavera i temi affrontati nello studio de “Il Graffio” su Telenorba.

Fondi europei: il 17 novembre 2015 presentai una proposta di legge per la costituzione di PAV – Puglia Azioni Veloci, cioè un ufficio unico pugliese istituito proprio per accelerare la spesa dei fondi europei. Purtroppo, la proposta non si trasformò in legge per il parere contrario della Giunta Emiliano. Adesso, sul fondo rurale ci apprestiamo a subire il disimpegno di 86 milioni circa. Uno sfacelo.

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