Azione: “Rotazione direttori dipartimenti, dirigenti, DG ASL e legge liste attesa. Richieste forse accolte ma attendiamo lettura verbale”

“Potrebbero essere accolte le nostre richieste di rotazione dei direttori dei dipartimenti, dei dirigenti regionali, dei DG delle ASL e di provvedimenti durissimi per combattere le liste d’attesa in sanità. Attendiamo di leggere in un documento, nero su bianco, questa volontà, magari con il sostegno e l’approvazione degli altri partiti, per provare a dare un senso a questo scampolo di legislatura.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, commentando l’incontro svoltosi oggi con il Presidente Emiliano e tutti i dirigenti regionali dell’assessorato alla sanità.

“Per fare qualcosa di concreto e combattere ogni forma di opacità, abbiamo presentato la nostra ricetta.
Rotazione di tutti i direttori di dipartimento, in vista delle prossime nomine a valle del procedimento già avviato.
Rotazione simultanea e immediata di tutti i dirigenti regionali in servizio da più di tre anni nella stessa funzione, così come auspicato dallo stesso Piano anticorruzione approvato dalla Giunta regionale e purtroppo inapplicato.
Rotazione di tutti i DG delle ASL, ormai decaduti per sforamento della spesa farmaceutica e con performance di bilancio non lusinghiere, tant’è che senza alcun aumento di prestazioni nel 2023 hanno conseguito quasi 39 milioni di euro di perdite, nonostante maggiori trasferimenti per 300 milioni di euro.
Legge sulle liste d’attesa per istituire il CUP unico regionale; per sanzionare la mala pratica delle agende chiuse; per sanzionare la mancata istituzione delle agende dedicate ai malati oncologici, cronici e rari; per sospendere automaticamente il mancato allineamento nei tempi d’attesa tra quelli in ALPI (a pagamento) e quelli in istituzionale; per revocare tutte le autorizzazioni di ALPI allargata, ciò fuori dalla struttura sanitaria in cui si svolge l’attività lavorativa; per avviare lo screening oncologico per carcinoma mammario alla popolazione target 45-50 e la verifica di eredo-familiarità per la popolazione target 40-45; per migliorare l’estensione degli inviti per lo screening dei tumori al colon e al collo dell’utero.”

Radiologia BR, Amati: “Per radiologia interventistica aspettiamo soluzione da 108 giorni e per radiologi specializzandi nessuna notizia. Ma si fa così la sanità?”

Comunicato stampa del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Sulla radiologia interventistica del Perrino di Brindisi ancora niente. Eppure dovevano riattivarla e risolvere il problema 108 giorni fa. E invece continuiamo ad avere solo un protocollo di trasporto dei pazienti agli ospedali di Lecce e Taranto, mettendo in crisi anche i DEA di Lecce e Taranto.
Il protocollo è stato peraltro contestato da tutti i radiologi interventisti ed esperti di emergenza, perché non si capisce che fine fanno i pazienti di Brindisi non trasportabili.
Eppure sarebbe semplice: un provvedimento interaziendale, con indennizzo, per portare provvisoriamente a Brindisi qualche radiologo interventista, in grado di formare i radiologi attualmente in servizio o in via d’assunzione; un provvedimento aziendale di tipo organizzativo, a stralcio, per istituire l’unità operativa complessa di radiologia interventistica, sopprimendone una delle tante inutili in funzione, così da rendere appetibile anche la sede di Brindisi.
E se la radiologia interventistica piange la radiologia diagnostica non ride. Siamo in attesa dell’assunzione degli specializzandi, impedita a quanto pare dall’Università di Bari, nonostante avessi avuto rassicurazione di pronta soluzione sia dal Rettore che dal Direttore generale.
Ma io non voglio più le rassicurazioni da comunicati stampa, accompagnati da photo opportunity; non si fa così la sanità. Io desidero solo certezze sul servizio che funziona, perché è l’unico fatto coincidente con la salute delle persone.”

C’è bisogno di aria fresca non solo di nuove deleghe. Sanità a me? Prima le idee.

Sarebbe troppo semplice liquidare ogni polemica con le uscitedi scena degli assessori Rocco Palese e Anna Grazia Maraschio. Non possono bastare i tre ingressi delle nuove assessore Viviana Matrangola, Debora Ciliento e Serena Triggiani. Tantomeno è sufficiente, sul fronte dirigenti, l’adozione del programma triennale di rotazione ordinaria del personale della Regione 2023-2025. Per il consigliere regionale di “Azione” Fabiano Amati, la cui storia politica è stata caratterizzata anche da un’uscita dal Pd pugliese e da ripetuti scontri con l’attuale governatore, non era questa la svolta eticachiesta a Michele Emiliano. Per una Regione che ha bisogno di «aria fresca» negli apparati burocratici, è proprio Amati a indicare le finestre da aprire, anzi da spalancare.

Consigliere Amati, sta nell’ingresso delle tre nuove assessore la svolta etica tanto richiesta per la giunta regionale?

«Don Angelo Cassano di Libera ha detto che si è trattato di un’operazione di facciata, e non credo si sbagli. La vera svolta a mio parere non è nemmeno cominciata, e lo si capisce dalle proteste e dei mal di pancia di queste ore, soprattutto all’interno del Pd. L’amministrazione pugliese ha bisogno di aria fresca e nuova, in particolare – mi preme sottolinearlo – negli apparati burocratici. E per questo motivo noi siamo disinteressati alle questioni di seggiole, di incarichi, mentre abbiamo indicato quattro punti più utili ma durida accettare. Punti sui quali sisono espressi a favore anche Pde M5s, perciò attendiamo fiduciosi».

“Azione” per esempio aveva chiesto la rotazione simultanea di tutti i dirigenti, dei capi dipartimento, dei dg Asl euna legge per la legalità sulle liste d’attesa. La giunta ha risposto con l’adozione del programma triennale rotazione ordinaria del personale della Regione 2023-2025.

«Secondo la delibera la rotazione inizia da adesso, ignorando tutta la fase precedente, magià così mi sembra non si colga un principio di legalità, perché la rotazione è prevista dalla legge. È mai possibile non poter applicare una rotazione immediata e simultanea per tutti i dirigenti, in particolare quelli deisettori a maggior rischio corruttivo? Lo stesso dicasi per i direttori dei dipartimenti, perché nella prolungata sedimentazione del potere si nascondono forme abitudinarie che espongono al rischio di opacità. Anche i direttori delle Asl dovrebbero cambiare, anzi in quel caso dovrebbero già decadere per legge perché hanno sforato la spesa farmaceutica. Infine, ma è il punto più importante sulla legalità perché riguarda davvero la vita delle persone, la legge sulle liste d’attesa: noi proponiamo una legge regionale che sanzioni la violazione delle leggi statali, secondo cui non possono esserci le “agende chiuse”, che invece cisono. Inoltre, la legge dice che devono esserci le agende dedicate per i malati oncologici, permalati cronici, e per chi soffre dimalattie rare: queste agende invece non ci sono.

Ancora: sempre secondo la legge, devono essere allineati i tempi di attesa trale attività istituzionali e quelle a pagamento. Senza una sanzione per chi viola la legge, la legge stessa è come se non esistesse. Abbiamo le leggi, ma non l’applicazione delle sanzioni. Eppure la decadenza è uno dei primi istituti giuridici, si trova già nell’Antico Testamento: ad Adamo ed Eva dissero di non mangiare la mela, loro la mangiarono, e appunto decaddero dal Paradiso terrestre. Le norme le abbiamo,lo stesso protocollo di legalità indicato dal M5s è ben poca cosa rispetto a ciò che prevedono le leggi».

Ha detto poc’anzi che Azione non è interessata alla corsa alle poltrone. Ma accetterebbe, qualora glielo chiedessero,l’assessorato alla Sanità, perora rimasto nelle mani di Emiliano?

«Non è che diciamo che non partecipiamo al dibattito sui posti in giunta per una questione di superiorità o di superbia. Semplicemente riteniamo che in questo momento sia più urgente un’operazione di aria fresca nella struttura burocratica, perché,al netto ovviamente di ogni garantismo, le vicende degli ultimi tempi ci hanno detto che ogni ipotesi di indagine è fondata surami di pubblica amministrazione che si sono resi complici di determinati meccanismi. Quindi, il rischio va tagliato alla radice. Niccolò Machiavelli sosteneva che non c’è cosa più necessaria che restituire ad un regno o a una repubblica la reputazione originaria attraverso ordini buoni, altrimenti a farlo sarà unaforza estrinseca. Sul concetto di forza estrinseca non ho bisognodi fornire ulteriori chiarimenti».

Ritiene che stavolta Emiliano si sia infilato in un vicolo cieco?

«Non lo so, certamente la situazione è difficilissima, non soseci sono spiragli. Noi proviamo a dare indicazioni che possano servire a far vedere la luce nontanto al governo Emiliano ma al governo di questa regione. Di questo ha piena consapevolezzaanche Elly Schlein, e devo dire che per quanto mi riguarda trovo stupefacente per la mia storia che sia io a dover difendere il punto di vista della segretariadel Pd, visto che dal Partito democratico pugliese ero andato via perché troppo “Emilianocentrico”».

Tuttavia, a 72 ore di distanza dall’annuncio del mini-rimpasto, si registra uno strano silenzio sia da Schlein sia da Conte.

«Vedremo nei prossimi giorni, di sicuro sarebbe inverosimile pensare che entrambi possano essersi scomodati solo per mandare a casa gli assessori Palese e Maraschio. Detto nel rispetto di tutti, sia chiaro».

Dopo i risultati in Basilicata,il commissario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis ha detto che è giunto il momento di dialogare con le altre forze alternative a Emiliano. Di fatto, chiama in causa Azione. Cosa risponde? C’è una disponibilità al dialogo?

«L’ho appreso dai giornali. L’onorevole D’Attis dispone certamente del mio numero e se ha qualcosa da dirmi sa come farlo. Non ho pregiudizi. La mia storia politica è ľeco degli insegnamenti di don Sturzo e di De Gasperi: la politica è idee e programmi da realizzare. Io nel frattempo, chiedo a Forza Italia e a tutto il centrodestra di votare in Consiglio, nella prossima seduta del 7 maggio, alcune leggi importantissime: quella per combattere la Sla di origine genetica,quella per contrastare bronchiolite e papilloma virus, e quella per il centro risvegli di Ceglie. Non solo lo dico attraverso i giornali, ma a loro chiederò con tattandoli direttamente».

Intervista a cura di Massimiliano Iaia, Nuovo Quotidiano di Puglia 26/04/2024

Consiglio regionale, Amati, Vizzino e Tammacco: “Subito in aula PDL per internalizzare Centro risvegli di Ceglie. Atto di efficienza, trasparenza e legalità”

“Il 7 maggio chiederemo il voto del Consiglio regionale sulla proposta di legge per internalizzare il servizio del Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica, dopo tanti anni in gestione privata e con contratto scaduto.
L’eventuale approvazione della legge porterebbe maggiore efficienza e rispetto della vocazione originaria di struttura pubblica per la riabilitazione intensiva. A ciò si aggiunga che l’attuale gestione avviene in forza di un contratto scaduto da tantissimi anni, mai prorogato, in violazione dei criteri di trasparenza e legalità posti a presidio delle procedure di affidamento dei servizi.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Mauro Vizzino e Saverio Tammacco.

“L’alta specializzazione nella gestione pubblica, la valorizzazione del personale attualmente adibito, l’apertura al supporto delle altre aziende sanitarie o ospedaliere universitarie, l’accoglienza delle nuove tecnologie per allungare i periodi di presa in carico, la priorità nell’attribuzione dei posti letto e la rilevanza clinica e umana di questa struttura, potrebbero mettere a punto l’avvio di una stagione nuova, ove anche alla Puglia possa essere riconosciuto in pienezza il ruolo di regione all’avanguardia nell’obiettivo più alto e complicato del risveglio dalla condizione di stato vegetativo e coscienza meno che minima, così tragica ma altrettanto ricca di mistero scientifico e ragionevole speranza.
È questo il senso della proposta di legge per internalizzare il Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica e l’istituzione del Centro regionale di riabilitazione intensiva.
Nel dettaglio.
L’articolo 1 istituisce il “Centro regionale pubblico di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica – CRRiPOCeM” di proprietà e gestione interamente pubblica, incardinato nell’organizzazione funzionale della Azienda Sanitaria Locale di Brindisi, corredato da tutte le unità operative, relativi day hospital e per tutti i livelli, regimi e fasi delle attività riabilitative. Per il raggiungimento dello scopo l’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi potrà avvalersi nella gestione sanitaria del CRRiPOCeM e, previa sottoscrizione di protocollo d’intesa, di altre Aziende Ospedaliere Universitarie o Aziende Sanitarie Locali della Regione.
L’articolo 2 detta norme speciali di operatività per il raggiungimento o mantenimento dell’eccellenza riabilitativa, facendo in modo che la tenuta in carico del paziente avvenga per l’intero percorso riabilitativo, stabilito sulla base della normativa, le linee guida e relative prescrizioni cliniche di carattere soggettivo, anche utilizzando tecnologie di tele-monitoraggio, tele-medicina, robotica, intelligenza artificiale, ovvero tecnologie aventi il medesimo obiettivo.
L’art. 3 tratta norme transitorie e finale per meglio regolare tutte le attività di passaggio dall’attuale gestione a quella esclusivamente pubblica.”

Ospedale nord barese, Amati: “Dirigenti assessorati assenti in Commissione perché avevano come priorità evento di comunicazione in Fiera. Il mondo al contrario. Ci vediamo lunedì prossimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Oggi sarebbe stata la giornata dell’audizione di alcuni dirigenti dell’Assessorato regionale alla Sanità, per il parere al programma clinico gestionale del nuovo ospedale del nord-barese, così da consentire l’avvio della progettazione. E tale parere avremmo dovuto ottenerlo sin dalle giornate immediatamente successive al 25 marzo scorso.
E invece non si è fatto nulla. Assenti. La giustificazione sarebbe stata la priorità di un evento di lancio delle attività di comunicazione sul fascicolo elettronico, intitolato con lo slogan suggestivo ‘Un click per la salute’. Se è questa una priorità, vuol dire che il mondo gira al contrario.
Non si capisce perché questo evento di comunicazione possa ritenersi prioritario rispetto alle procedure di costruzione del nuovo ospedale del nord-barese, anche considerando la possibilità, alternativa alla partecipazione in presenza, d’invio di una relazione scritta – ovviamente concreta – così da assicurarsi il tempo libero per i convegni, che in ogni caso non si comprende perché non si fissino mai per le ore pomeridiane e dopo il lavoro d’ufficio.
Noi continueremo la nostra battaglia, come sempre, dando appuntamento a lunedì prossimo. Per noi l’attività amministrativa viene prima degli eventi di comunicazione, così come è stato definito quello odierno sul fascicolo elettronico, nella lettera invito inviata a tutta la burocrazia sanitaria.”

Centro malattie neuromuscolari, Amati: “Policlinico assente in Commissione perché aveva come priorità evento di comunicazione in Fiera. Il mondo al contrario. Ci vediamo lunedì prossimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Oggi sarebbe stata la giornata dell’audizione del Policlinico di Bari sull’avvio della progettazione per la realizzazione del Centro regionale di malattie neuromuscolari. E invece non si è fatto nulla. Assenti. La giustificazione sarebbe la priorità di un evento di lancio delle attività di comunicazione sul fascicolo elettronico, intitolato con lo slogan suggestivo ‘Un click per la salute’. Se è questa una priorità, vuol dire che il mondo gira al contrario.
Non si capisce perché questo evento di comunicazione possa ritenersi prioritario rispetto al Centro regionale di malattie neuromuscolari, anche considerando la possibilità d’invio di una relazione scritta – ovviamente concreta – così da assicurarsi il tempo libero per i convegni, che in ogni caso non si comprende perché non si fissino mai per le ore pomeridiane e dopo il lavoro d’ufficio.
Noi continueremo la nostra battaglia, come sempre, dando appuntamento a lunedì prossimo. Per noi l’attività amministrativa viene prima degli eventi di comunicazione, così com’è scritto nella lettera invito inviata a tutta la burocrazia sanitaria.”

Cardiologia BR, Amati: “Operativa la nuova sala per emodinamica. E dopo le battaglie le cose succedono. Buon lavoro ai medici e grazie a tecnici e maestranze”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“È operativa la nuova sala per emodinamica del reparto di Cardiologia del Perrino di Brindisi. Dopo le battaglie e il fiato sul collo le cose succedono, mettendo i medici nelle condizioni di salvare le persone. Dopo la scossa di alcune settimane fa, l’autorizzazione regionale all’acquisto delle attrezzature di dettaglio, l’installazione dell’angiografo Philips Azurion e i lavori edili necessari, si regolarizza l’offerta per curare le malattie tempo-dipendenti. E tutto ciò mette fine a gravi problemi organizzativi, fondati sull’utilizzo di un unico angiografo, quello che invece dovrebbe servire per la radiologia interventistica.
Devo dire che nelle ultime settimane c’è stata una notevole intensificazione dei lavori e ciò va accreditato con gratitudine al Direttore dei lavori della ASL Daniele Paladini, all’impresa e soprattutto alle maestranze.
L’assenza di questo importantissimo servizio generava il trasferimento di pazienti infartuati a Lecce, a causa della contestuale indisponibilità dell’unico angiografo a disposizione, posto al servizio anche dei chirurghi vascolari.
Buon lavoro ai medici e a tutto il personale sanitario e non sanitario dell’Unità operativa di Cardiologia, fiore all’occhiello dell’assistenza pubblica della provincia di Brindisi.
Ora mi sposto su altre battaglie ancora da vincere.”

Nuovo ospedale Andria, Azione: “Consegnato nuovo clinico-gestionale. Uguale al vecchio. Ma perché abbiamo cominciato daccapo? Per farcelo bocciare dal ministero?”

Comunicato stampa dei Consiglieri regionali Fabiano Amati e Ruggiero Mennea, e del Consigliere comunale di Andria Gianluca Grumo.

“Dopo tanto penare è stato consegnato l’aggiornamento al dimensionamento clinico-gestionale del nuovo ospedale di Andria. È praticamente uguale a quello vecchio, tranne qualche nuova e ulteriore dotazione, non spiegabile con facilità, perché proveniente dalla stessa penna di chi aveva provato a togliere più di qualcosa e addirittura a declassare l’ospedale al I livello.
Ma se è tutto uguale, tranne quanto puntualizzato prima, perché abbiamo rinnovato il procedimento? Perché abbiamo fatto questo grande giro intorno, perdendo tanto tempo e mettendo in discussione la progettazione già esistente e il procedimento di validazione in corso?
C’è forse al fondo la volontà di sottoporre di nuovo il dimensionamento all’approvazione ministeriale, nella speranza che sia severa, ma tanto severa da ottenere per mano altrui il tanto agognato declassamento che non è riuscito per mano propria?
Un pensiero cattivo. Non c’è dubbio. Utile però a lasciare traccia di un sospetto che magari ci pentiremo di aver avanzato e per il quale saremo costretti a chiedere scusa. Sarebbe molto più semplice, e con minori insidie, se si ritornasse al vecchio procedimento, al vecchio dimensionamento clinico-gestionale e alla progettazione esistente, completando il procedimento di verifica e validazione. E nel frattempo riproporre l’accordo di programma al ministero per la riassegnazione delle somme ad oggi non più disponibili a causa scadenza del vecchio accordo di programma, con la speranza di ottenere una pronta risposta perché fondata su documentazione già abbondantemente esaminata.
Questa è la nostra idea. Ma speriamo di sbagliarci perché, se non dovessimo sbagliarci, le burocrazie sanitarie si predispongano a chiedere scusa alle migliaia di persone che a causa di questo gioco burocratico non potranno ottenere le cure necessarie. Però temiamo che le scuse non saranno accettate.”

Fine vita, Amati: “Approvare subito pdl, già all’odg da gennaio 2023. È questione di legalità in favore dei malati irreversibili e risposta a Meloni sul caso Emilia Romagna”

“Per una questione di legalità e di rispetto per la libertà degli altri, chiedo l’approvazione della mia proposta di legge sul fine vita, già all’ordine del giorno del Consiglio regionale dal 17 gennaio 2023. Sarebbe una risposta di legalità, perché in esecuzione di un obbligo sancito dalla Corte costituzionale sin dal 22 novembre 2019, con la sentenza n. 242, e purtroppo disatteso.
Non si può decidere la vita degli altri sulla base dei propri convincimenti, così come sta facendo il Governo Meloni con l’impugnazione dinanzi al TAR della delibera dell’Emilia Romagna, nella speranza di strumentalizzare la giustizia amministrativa per aprire un fronte di propaganda attraverso un ricorso con esito di rigetto abbastanza scontato.
L’opportunità di una legge, al posto di una delibera adottata per evitare le possibili controversie nel dibattito consiliare, consiste nel fatto che l’eventuale impugnazione del Governo nazionale dovrebbe essere giudicata dalla Corte costituzionale, ossia dall’organo di legittimità che ha imposto alle regioni, con una sentenza additiva di prestazioni, l’obbligo di garantire il fine vita.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’approvazione della proposta di legge sancirebbe l’osservanza pugliese della sentenza della Corte costituzionale, ritenuta dal Ministero della Salute auto-applicativa e fonte di obblighi esecutivi a carico delle regioni, per cui è già da escludere in partenza il rischio di una sentenza d’incostituzionalità.
Nel merito, la sentenza della Corte costituzionale n. 142 del 2019 ha sottratto dall’alveo della penale responsabilità la condotta di assistenza alla morte in presenza di determinate condizioni e fatto salvo il diritto di obiezione di coscienza, facendo scaturire – anche in termini di rispetto della dignità della persona umana – il dovere delle strutture sanitarie e del personale sanitario di prestare tutta la più adeguata assistenza per conseguire uno scopo, la morte, fonte di minore afflizione e sofferenza rispetto ad ogni cura e senza aver rinunciato prematuramente alle cure palliative.
Così posta la questione e riaffermando la competenza concorrente delle regioni in materia di tutela della salute, emerge dunque l’obbligo per le strutture sanitarie italiane, la cui gestione avviene com’è noto a livello regionale, di fornire il livello di assistenza riveniente dall’applicazione di norme statali, così come derivate da un giudizio di costituzionalità con cui è stata ampliata la sfera di non punibilità di una condotta sanzionata dall’art. 580 del codice penale e perciò aggiungendo una nuova prestazione assistenziale a carico del servizio sanitario nazionale e regionale.
La sentenza additiva di prestazione della Corte costituzionale risulta peraltro bilanciata anche con riferimento all’articolo 81 della Costituzione, poiché la nuova prestazione è abbondantemente coperta dai Livelli essenziali di assistenza sia nella prospettiva delle cure comunque necessarie previste per i malati terminali e cronici, sia per la sua assimilabilità sotto il profilo meramente finanziario alle cure palliative.
Non si capisce quindi perché non dovremmo approvare subito la proposta di legge.”

Riabilitazione intensiva, Amati: “Approvata in Commissione pdl. Se approva Consiglio il San Raffaele diventa pubblico con transito personale”

“È stata approvata oggi in Commissione una proposta di legge per far diventare a gestione pubblica il centro neuromotulesi di Ceglie Messapica, oggi gestito dalla fondazione San Raffaele, così da istituire un Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera, utilizzando tutto il personale oggi in servizio. Una proposta che rompe ogni indugio, ritardo, e riporta la struttura alla missione e proprietà originaria; la proposta fu ispirata da una visita nell’aprile scorso alla struttura, con l’ingresso in ogni camera, lo sguardo su ogni malato e la guida di professionisti con competenza e cuore.
Un’esperienza umanamente forte e amministrativamente istruttiva, per ambire al meglio, migliorare l’assistenza e monitorare la qualità, smetterndola con le proroghe, le incertezze e il servizio limitato rispetto al potenziale. E il tutto in attesa di poter associare al più presto, anche l’ampliamento al Centro risvegli in costruzione, così da istituire nella nostra regione un luogo di ragionevole speranza.”

Lo dichiara Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Istituzione del Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera di Ceglie Messapica”, sottoscritta dai Consiglieri regionali Mauro Vizzino, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Un notevole motivo di tipo assistenziale, consistente nell’attribuire alla struttura tutte le attività previste per i diversi codici di classificazione riabilitativa, congiunto al ripristino dell’originaria scelta sulla modalità di gestione pubblica e alla volontà di attribuire caratteristiche di alta specializzazione a caratura regionale, muovono ogni disposizione della proposta di legge.
L’alta specializzazione nella gestione pubblica, la valorizzazione del personale attualmente adibito, l’apertura al supporto delle altre aziende sanitarie o ospedaliere universitarie, l’accoglienza delle nuove tecnologie per allungare i periodi di presa in carico, la priorità nell’attribuzione dei posti letto e la rilevanza clinica e umana di questa struttura, potrebbero mettere a punto l’avvio di una stagione nuova, ove anche alla Puglia possa essere riconosciuto in pienezza il ruolo di regione all’avanguardia nell’obiettivo più alto e complicato del risveglio dalla condizione di stato vegetativo e coscienza meno che minima, così tragica ma altrettanto ricca di mistero scientifico e ragionevole speranza.
Nel dettaglio.
L’articolo 1 istituisce il “Centro regionale pubblico di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica – CRRiPOCeM” di proprietà e gestione interamente pubblica, incardinato nell’organizzazione funzionale della Azienda Sanitaria Locale di Brindisi, corredato da tutte le unità operative, relativi day hospital e per tutti i livelli, regimi e fasi delle attività riabilitative. Per il raggiungimento dello scopo l’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi potrà avvalersi nella gestione sanitaria del CRRiPOCeM e previa sottoscrizione di protocollo d’intesa, di altre Aziende Ospedaliere Universitarie o Aziende Sanitarie Locali della Regione.
L’articolo 2 detta norme speciali di operatività per il raggiungimento o mantenimento dell’eccellenza riabilitativa, facendo in modo che la tenuta in carico del paziente avvenga per l’intero percorso riabilitativo, stabilito sulla base della normativa, le linee guida e relative prescrizioni cliniche di carattere soggettivo, anche utilizzando tecnologie di tele-monitoraggio, tele-medicina, robotica, intelligenza artificiale, ovvero tecnologie aventi il medesimo obiettivo.
L’art. 3 tratta norme transitorie e finale per meglio regolare tutte le attività di passaggio dall’attuale gestione a quella esclusivamente pubblica.”