Cup unico regionale, Amati: “Sistema informativo idoneo da anni. Non parte a causa delle inadempienze delle ASL, per nascondere le terribili inefficienze. E cittadini soffrono”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Come si sospettava, i sistemi informativi attuali delle ASL, degli incaricati di pubblico servizio e per agende dedicate, sono in grado di supportare da anni il CUP unico regionale, una sorta di federazione di CUP, attraverso un modulo chiamato ‘orchestratore’. È quanto riferito con chiarezza e nettezza dai tecnici auditi oggi in Commissione e in particolare di quelli di Exprivia, gestori di 7 CUP su 10.
Il motivo della mancata partenza, nonostante le promesse sempre rimandate, è riferibile alla scarsa organizzazione delle singole ASL nel fornire le agende, che dovrebbero essere fornite con proiezione nel tempo senza limiti e senza la pratica illegale delle agende chiuse. E quando diciamo agende ci si riferisce anche a quelle dedicate per oncologici, cronici e malati rari, e a quella degli incaricati di pubblico servizio (privato convenzionato), poiché nessuna prestazione riconosciuta deve sfuggire al monitoraggio di efficienza, di appropriatezza e di legalità, garantiti dal sistema unificato.
È chiaro che, senza le informazioni sulle prestazioni erogabili da parte delle ASL, in tutti i tipi di regime, il pur efficiente sistema informativo non è in grado di proteggere le prenotazioni dei cittadini, nei limiti massimi dei tempi d’attesa, generando l’impossibilità di conoscere e quindi di correggere le falle del sistema, facilmente traducibile nel dolore delle persone.
Il motivo di tale inadempimento delle ASL non è difficile da capire, risiede nel tenere nascosto il grado notevole d’inefficienza, terribile se solo si pensi alle molteplici possibilità che si avrebbero, se attivato, nel cogliere parte dei problemi, così da disporre le più opportune soluzioni.
Per questo faremo di tutto per esigere l’attivazione immediata del CUP unico, costringendo le ASL a collaborare. E per far questo non c’è bisogno di attendere l’espletamento della nuova gara per 6,7 milioni di euro, da aggiudicarsi non prima di 6-7 mesi, poiché l’oggetto dell’acquisto del nuovo software non è rivolto a rendere possibile il CUP unico regionale che, come detto, è già oggi possibile, ma sull’acquisto di sistemi innovativi, di maggiori performance e con utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Per questo lunedì prossimo sentiremo Innova Puglia, gestore del modulo ‘orchestratore’, così da provare ad avviare da subito il CUP unico regionale. Chiameremo, inoltre, il DG dell’ARESS, oggi assente perché disabilitato dalle sue funzioni, come rilevato da una lettera di giustificazione inviata alla Commissione, da una disposizione del Direttore del Dipartimento Salute. A questo proposito, il Direttore del dipartimento ha riferito che quella disposizione non conteneva disabilitazioni, ma rappresentava un invito a coinvolgere tutte le ASL pugliesi e non solo la ASL di Bari come, a dire di Montanaro, era accaduto.
In ogni caso si spera che tali dispute possano essere al più presto risolte, così da occuparsi del punto centrale della problematica: l’istituzione al più presto, anche nelle more della gara per le più avanzate tecnologiche, del CUP unico regionale.”

Neuropsichiatria infantile Monopoli, Amati: “Salta l’avvio dei lavori del 27 maggio. Si aggiungono altri due mesi di ritardo. Era tutto prevedibile”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per la nuova sede della Neuropsichiatria infantile di Monopoli è saltato il deposito del progetto esecutivo entro il 18 aprile scorso, quindi anche la validazione entro il 18 maggio e l’avvio dei lavori entro il 27 maggio. Un cronoprogramma comunicato nella riunione del 18 marzo della Commissione e oggi smentito dall’intervento del RUP della ASL Bari.
Lunedì prossimo cercheremo di capire nel dettaglio le ragioni di questo nuovo e ulteriore ritardo, allo stato riferibile alla richiesta dell’impresa aggiudicataria dei lavori di ottenere più tempo per la redazione del progetto esecutivo, a causa di ulteriori adempimenti di antisismica prescritti dalla Città metropolitana di Bari. Per questo la Commissione sarà riconvocata sull’argomento per lunedì prossimo, invitando anche la Città metropolitana di Bari.
Ecco la storia del complesso procedimento. In data 28 luglio 2020 fu sottoscritto un protocollo tra Regione Puglia, Comune di Monopoli e ASL di Bari, per realizzare al più presto il nuovo centro di Neuropsichiatria infantile, all’interno di un immobile di proprietà comunale sito in via Gobetti.
Se si esclude qualche rara comunicazione stampa, non accade nulla sino al 18 luglio 2022, quando sull’argomento è convocata una riunione della I Commissione. In quella sede si apprende dell’esistenza di uno studio di fattibilità, con l’impegno ASL di approvare il progetto definitivo entro il 18 agosto successivo.
In data 29 novembre 2022 si apprendeva che il progetto definitivo era stato approvato il giorno prima (28 novembre 2022), con tre mesi di ritardo.
In data 12 dicembre 2022, la ASL comunicava l’approvazione del bando di gara per la stessa giornata, con l’impegno ad aggiudicare i lavori entro febbraio.
In data 6 marzo 2023, la ASL comunicava l’apertura delle buste avvenuta il 15 febbraio precedente, l’ammissione di 7 imprese e l’impegno ad aggiudicare e sottoscrivere il contratto entro il 2 maggio, ossia con ulteriori tre mesi di ritardo, per un totale di sei mesi a cui aggiungere i due anni dalla sottoscrizione del protocollo. Totale ritardo: 2 anni e 6 mesi.
In data 16 maggio 2023, la ASL comunicava la sottoscrizione del contratto entro il 2 giugno, cioè con un ulteriore mese di ritardo. Totale: 2 anni e 7 mesi.
In data 11 settembre 2023, la ASL di Bari comunicava non solo di non aver sottoscritto il contratto entro il 2 giugno, ma di non aver nemmeno aggiudicato, poiché priva di disponibilità sulla dotazione finanziaria necessaria e in attesa dell’impegno regionale a far valere il finanziamento sul FESR. Totale ritardo: due anni e 9 mesi.
In data 25 settembre 2023, la ASL comunicava l’aggiudicazione e rinviava a data successiva per la comunicazione del nuovo cronoprogramma.
In data 15 gennaio 2024, la ASL comunicava la sottoscrizione del contratto il 3 gennaio 2024, ossia con un ritardo di sette mesi dalla precedente indicazione di giugno 2023, con impegno al deposito del progetto esecutivo entro il 17 febbraio 2024, successiva validazione entro il 31 marzo 2024 e consegna cantiere i primi giorni di aprile 2024. Totale ritardo: 3 anni e 4 mesi.
In data 11 marzo 2024, la ASL comunicava la mancata consegna da parte del Comune di Monopoli dell’immobile e quindi l’impossibilità a completare la redazione del progetto esecutivo e quindi la sua validazione e l’avvio dei lavori.
Il resto è storia recente, la riunione del 18 marzo 2024, con l’impegno ad avviare i lavori entro il 27 maggio. Totale ritardo: 3 anni e 8 mesi.
A questo ritardo si aggiunge oggi quello di ulteriori due mesi per l’inizio dei lavori, sperando di non doverne aggiungere altri, considerato che poi servirà completarli, arredare la struttura e avviare l’attività.”

Nuovo ospedale Maglie-Melpignano, Amati: “DG LE ancora assente e insensibile a richiami del Dipartimento. Incarico legale strano a avvocato bolognese esperto di diritto marittimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sui lavori di costruzione del nuovo ospedale Maglie-Melpignano il DG della ASL di Lecce, a differenza degli altri DG interessati da problemi simili (monoblocco Policlinico di Foggia e nuovo ospedale di Andria), si rifiuta da settimane di far conoscere lo stato della progettazione, con note meramente dilatorie. È tutto ciò persiste, nonostante i richiami dello stesso direttore del Dipartimento salute, in particolare sul dovere di riferire in Commissione.
In ogni caso si spera di conoscere qualche dettaglio in più nella riunione di lunedì prossimo. Nel frattempo si registra la notizia di una nuova spesa, bisognevole di più di un chiarimento: un incarico legale per chiarire una cosa ampiamente chiara, ossia la possibilità di applicare l’istituto della revisione progettuale sulla base delle modifiche al Codice degli appalti. Sul punto desta curiosità, tuttavia, l’attribuzione di un incarico legale esterno a professionista bolognese, il cui incarico non risulta ad oggi (salvo errori) da alcuna delibera pubblicata sul sito della ASL. A parte la questione, quindi, dell’incarico legale esterno a professionista di un foro extra regionale, desta qualche perplessità di coerenza l’oggetto dell’incarico con le maggiori esperienze professionali segnalate sul sito del professionista officiato, a partire da quella in diritto marittimo. Alla condizione che sia considerata una battuta, pare di capire che la scelta sia stata dettata dal fatto che siamo in alto mare.”

Via la nostra legge sulle ASL? Pronti a valutare l’alternativa.

«Abrogare la nostra legge? Avrebbe valore solo dal 2024, i direttori Asl che hanno sforato i tetti di spesa nel 2023 sono già decaduti».

Dopo l’attacco sferrato da buona parte della maggioranza regionale, che nelle scorse ore ha depositato una proposta di legge per cancellare quella di Azione sul contenimento della spesa farmaceutica, Fabiano Amati, commissario regionale di Azione e presidente della Commissione Bilancio, rilancia: Ci facciano una proposta migliore e la sosterremo».

Consigliere Amati, quindi la vostra legge sarà abrogata?

Questo non lo so, vorrei solo sapere dai colleghi proponenti qual è a loro avviso la soluzione migliore perché non credo che abbiano come obiettivo consentire gli sperperi nella spesa farmaceutica. Se il loro piano è migliore del nostro lo approveremo con loro».

Ci sono stati contatti con chi l’ha firmata?

«No. Le avvisaglie che a molti non piaceva però c’erano state. Certo, nessuno dice che le nostre cose siano le uniche possibili. Voglio capire qual è il loro piano perché non posso pensare che ci sia solo un’intenzione di sanatoria».

Che sanatoria sarebbe?

Gli effetti decadenziali si sono già verificati per il 2023. Quindi se la spesa è stata oltre i tetti i direttori delle Asl sonogià decaduti. La legge varrà per il 2024 perché non può avere va lore retroattivo».

Di fatto non sono mai decaduti però.

No, ma decadranno quando verrà accertato formalmente lo sforamento, con efficacia riferita al 2023»

L’ex assessore alla Sanità PierLuigi Lopalco dice che non si puó utilizzare la scimitarra per fare ordine nel settore.

Se dobbiamo parlare di scimitarra vorrei far notare che non è la legge a utilizzarla ma la delibera della Giunta a cui la legge rimanda. Una delibera in tutto e per tutto analoga a quelle predisposte dallo stesso Lopalco quando era assessore. Il metodo è sempre uguale. Quindi se lui ritiene che la delibera attuale sia fatta con la scimitarra lo stesso si può dire per le precedenti. Io penso invece che quelle delibere fossero giuste perché applicavano parametri rigorosi tenendo presenti fabbisogni, produttività e risparmio, escludendo dai tetti i farmaci oncologici che hanno un budget a parte.

Come spiega allora questa presa di posizione da parte dei consiglieri, anche del Pd ?

«Vedremo quando presenteranno il piano per il 2024 quali sono gli elementi di critica alle delibere di Emiliano» .

Come Azione vi sentite politicamente rifiutati?

No, ci sentiamo politicamente ammirati. Se tutti si occupano delle nostre cose e vogliono contribuire a migliorarle non abbiamo che da ringraziare.

Michele Emiliano ha accolto molte delle vostre condizioni a patto di tenervi in maggioranza e farvi votare contro la sfiducia, Crede che ora sia in imbarazzo rispetto a quelle promesse?

Emiliano in Consiglio è stato chiarissimo rispetto alle nostre richieste e se I colleghi presenteranno un piano più efficace saremo noi stessi a chiedergli di disattendere gli impegni presi con Azione.

Esiste questa possibilità?

Secondo me no, perché le delibere di Lopalco e Palese sono nelle leggi. Dentro c’è già tutto: sforiamo i tetti perché le singole Asl non mantengono un atteggiamento rigoroso dal punto di vista organizzativo sulla spesa propria come invece fanno su quella convenzionata. Si duri con gli altrieflaccidi con se stessi.

Perché accade e perché gli stessi medici difendono lo status quo?

lo mi sono stupito dei sindacati dei medici che invece di di re “siamo stati virtuosi” con la spesa convenzionata, quella del le farmacie, e invitare gli altri a imitarli, si mettono a difendere le inefficienze altrui. Una sorta di sindrome di Stoccolma, ma siccome non sono medico lascio a loro la diagnosi».

Se la legge sarà abrogata usci rete dalla maggioranza?

«No, usciremmo dai conti. Ma Emiliano secondo noi man terrà l’impegno preso».

Medierete sui distinguo tra i vari casi, salvando chi ha sfo rato “senza colpa” ?

«Se Emiliano ritiene che il sistema dello sforamento debba essere assoggettato al requisito psicologico della colpa potrà in serirlo nella sua delibera a cui la nostra legge fa riferimento. Ma temo che non potrà farlo per ché nessun dirigente firmerebbe la regolarità di un sistema di gradazione non previsto dalle leggi statali, pena la Corte dei conti».

Le rimproverano di voler fare l’assessore ombra. Cosa risponde?

«Non faccio nulla in ombra, anzi, spesso mi criticano per ché sono troppo alla luce del sole. Il mio partito è d’accordo sul la responsabilità della commissione che presiedo, che ha il compito di tenere d’occhio il valore sacrale delle tasse pagate dai cittadini e quando si fa que sto non si può restare in ombra. Bisogna spiccare, a costo di qualche inimicizia».

Piano maxiemergenze, Amati: “Sulla carta funziona. Ma abbiamo fatto sapere ai grandi del G7 che dopo 122 giorni non c’è la Radiologia interventistica?”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Il Piano delle maxiemergenze della ASL di Brindisi, peraltro quasi uguale a quello di altre ASL italiane, è ben fatto e funziona. Ma solo sulla carta. E ciò non perché non siano state effettuate le pur necessarie simulazioni, ma per altri è più corposi motivi.
Senza la Radiologia interventistica, infatti, l’ospedale Perrino di Brindisi non è configurabile quale Centro di trauma e quindi di presidio di riferimento per le maxiemergenze.
Dopo 122 giorni dall’ultimo impegno a dotare il Perrino della radiologia interventistica nel giro di qualche ora, non è accaduto nulla, continuando a mettere a repentaglio l’assistenza ordinaria e figurarsi quella straordinaria da emergenza o maxiemergenza.
A ciò si aggiunga che, con dati alla mano, non sembra che il personale in organico sia in grado di soddisfare le esigenze emergenziali previste dallo stesso Piano.
Considerando l’evento più prossimo ad alto rischio, mi chiedo se di queste carenze sono al corrente i grandi della Terra del G7 e gli organismi di sicurezza impegnati nell’organizzazione.
Una ASL piccola come quella di Brindisi non è in grado di gestire per motivi oggettivi una maxiemergenza, anche a prescindere dal G7 e dai rischi connessi, senza il supporto di un’organizzazione interaziendale, a cominciare da quella occorrente per dotare il Perrino della Radiologia interventistica.
Senza iniziative e provvedimenti interaziendali, che peraltro sono obbligatori in virtù della norma recente di centralizzazione del reclutamento e della gestione del personale, l’unico modo per gestire una maxiemergenza è quello di sperare che nulla accada.
Ma siccome non ci si può trastullare nella speranza che le cose vadano sempre nel miglior modo possibile, invito a eseguire l’art. 2 della legge regionale n. 16 del 2024, così da evitare la parziale illegittimità di provvedimenti organizzativi sul personale di rango aziendale (compreso il Piano delle maxiemergenze): adottare – in via d’urgenza e provvisoria – un provvedimento interaziendale per coprire il servizio di radiologia interventistica; adottare – in via d’urgenza e finalizzato al G7 – un provvedimento interaziendale di maxiemergenza; organizzare immediate attività di esercitazione e simulazione, per comprendere eventuali falle del sistema.
In via ordinaria, e considerata la scadenza del termine a provvedere, è necessario adottare la delibera con cui si assegnano all’A.Re.S.S. o a una delle sei ASL le funzioni centralizzate in materia di reclutamento e gestione del personale, poiché molta parte dei problemi è rintracciabile nell’organizzazione autonomista e spesso autoreferenziale delle sei ASL.
Saranno fatte al più presto tutte queste cose, sintomo di accorta prevenzione e legalità? Speriamo di sì. Altrimenti che Dio ce la mandi buona.”

Odontoiatria a pazienti fragili, Amati: “Corte costituzionale respinge ricorso del Governo. Ancora una volta innoviamo. Ma quanta fatica”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo sottoscrittore della legge regionale per le prestazioni odontoiatriche ai pazienti fragili nelle strutture pubbliche, impugnata con ricorso dal Governo nazionale e oggi respinto dalla Corte costituzionale (Sentenza n. 89 del 2024).

“La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile, respingendolo, il ricorso del Governo nazionale contro la legge regionale per garantire le prestazioni odontoiatriche a pazienti fragili nelle strutture pubbliche.
Ancora una volta una nostra legge innova nel mondo sanitario, spesso ancorato a interpretazioni giuridiche ben lontane dall’obiettivo di garantire la salute, a causa di un pervasivo sistema d’ingranaggi burocratici. Ma quanta fatica, quante critiche, quanta maldicenza e, soprattutto, quanto tempo perso.
Con la nostra legge avevano individuato quali destinatari delle prestazioni odontoiatriche a carico del servizio pubblico territoriale (d’invasività minore, media e maggiore) ai pazienti fragili con disabilità psicomotoria o con disturbi del comportamento.
Il Governo nazionale aveva impugnato la legge, invece, ritenendo che le prestazioni previste fossero al di fuori dei Livelli Essenziali d’Assistenza (LEA), per via di un’interpretazione restrittiva rispetto alla esigenze di salute, ma anche non spiegata avendo come riferimento le norme vigenti.
La Corte costituzionale ha invece ritenuto, condividendo in pieno l’impostazione della legge regionale, che il criterio della vulnerabilità sanitaria per accedere alle prestazioni non è riferibile a un numero chiuso di patologie, ma a tutte le condizioni nelle quali la malattia di base potrebbe risultare aggravata o pregiudicata da patologie odontoiatriche concomitanti. In altre parole: la Corte costituzionale ha ritenuto di aderire all’interpretazione delle norme statali compiuta dalla legge regionale, consistente in <>, comprendendo in questo concetto <>.
perché obiettivo della sanità è curare e non aggravare.
Si tratta di una sentenza che ricorda ai burocrati ministeriali e regionali la finalità prioritaria del servizio sanitario pubblico: curare le persone dal loro stato di malattia.
Sembra una banalità anche a dirla, ma in questi anni abbiamo dovuto combattere per affermare – in più di un caso – la fondatezza di questo concetto, sfidando diversi pareri contrari ma portando la nostra regione a primeggiare in diversi settori e sulla base di leggi a iniziativa consiliare.
Mi spiace solo che abbiamo perso più di un anno, che spero sia recuperato dai DG delle ASL attivandosi nel disporre tutti i provvedimenti utili a raggiungere l’obiettivo.
Ringrazio con senso di riconoscenza l’avvocato di causa Mariangela Rosato, oltre che l’avvocato coordinatore Rosanna Lanza, e il dirigente Vito Carbone per i preziosi suggerimenti. Senza di loro non avrei potuto raccontare questo ulteriore successo per i malati pugliesi, per il Consiglio regionale e pure per la mia attività di legislatore.
E ringrazio pure Angelo Greco, già direttore sanitario della ASL di BR, che mi diede lo spunto quando non sapevo fronteggiare una situazione di assistenza meritevole di una tutela che sino a oggi non era possibile.”

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Mancano 22 giorni al fine lavori dell’immobile. E poi arredi e attrezzature. Nessuna notizia decreto Ministro”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Mancano 22 giorni al fine lavori per la struttura del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. La prima pietra fu messa il 26 settembre 2018. Sono passati quasi sei anni, conditi da speranza, rabbia, impegno, soluzione di problemi imprevisti e decisioni spendaccione, irrituali e abnormi ancora prive di giustificazioni. Al 5 giugno 2024 di giorni ne saranno passati 2.079, circa 1.000 in più rispetto alla data contrattuale stabilita in origine.
I lavori dovevano inizialmente terminare, infatti, il 6 settembre 2021, ossia dopo 1.000 giorni dalla consegna dei lavori, avvenuta l’11 dicembre 2018.
Successivamente, la stazione appaltante offrì generosamente all’impresa la possibilità di realizzare i lavori diversamente da come era stato progettato (per blocchi), al fine venire incontro alle difficoltà economiche dell’appaltatrice Astaldi, in concordato preventivo in continuità e poi acquisita da Webuild, con trasferimento della commessa alla società del gruppo Partecipazione Italia.
Questa situazione di difficoltà iniziale, congiunta al Covid e alle decisioni giuridicamente abnormi del Collegio consultivo tecnico, riferite alla pandemia e ad altri aspetti infondati sia in fatto che in diritto – ma su questo siamo ancora in attesa delle più opportune impugnative -, ha fatto slittare la fine lavori di ulteriori mille giorni.
Ma ora siamo alle battute finali. Pochi giorni e la struttura sarà consegnata alla ASL, per cominciare la fase di allestimento con arredi e attrezzature; e su questo siamo in attesa del decreto del Ministro della Salute per mettere a disposizione la somma di 85 milioni di euro, già destinata al nuovo ospedale.
In vista delle ultime attività è opportuno che la ASL organizzi al meglio la fase del trasferimento, centralizzando ogni decisione operativa e respingendo ogni forma di dilettantismo travestita da buona volontà. Abbiamo da aprire un ospedale, al più presto, ed è quindi ora di mettere al servizio della missione il personale più adeguato.”

Noi sulla sanità diamo la sveglia al governatore

Fabiano Amati, lei è il capogruppo di Azione in Consiglio regionale e ha una grossa responsabilità: Michele Emiliano non dorme più per voi.

«Si potrebbe dire diversamente, che noi l’abbiamo svegliato»

Perché, dormiva?

«Secondo noi sì, almeno sui temi della sanità. Tant’è che sono anni che urliamo per destare lui e la maggioranza dal torpore. Basta andare in giro e ce ne se accorge».

Negli ospedali ci andiamo tutti, purtroppo.

«La competenza maggiore della Regione è nella sanità e lì soffriamo molto. La situazione è disperata, perle prenotazioni e la diagnostica. Mica si può far finta che non è così. Il fatto che questo sia un problema dell’intero Paese non abilita a non far nulla per metterci nelle condizioni di risolvere molti problemi organizzativi che servirebbero a migliorare di granlunga il sistema».

Quali sono per voi le situazioni più scandalose?

Le agende chiuse: un trucco per non far vedere la vergogna dei tempi lunghissimi di attesa. Ma sono illegali».

Basta cosi?

«No. Mancano le agende dedicate per i malati gravi, come glioncologici. Le visite di controllo le dovrebbero prenotare gli specialisti senza mettersi in fila al Cup sentendoti dire che l’agenda è chiusa, saltando la periodicità dei controlli. Per non parlare del disallineamento dei tempi fra pubblico e privato, che non dovrebbe esserci, perché alimenta il ricorso alle visite a pagamento. Temi sui quali noi abbiamo presentato due proposte di legge».

Chiedete, in generale, la rotazione dei dirigenti e deidirettori di dipartimento.

«Naturalmente le burocraziesanitarie non sono tanto contente diun sistema che li impegna in questo modo. Quanto ai dirigenti, vengono pagati per l’immediata adattabilità a ogni funzione».

Esiste l’asse Azione-5 Stelle?

«Noi non ci alleiamo con le sigle ma con le cose da fare».

Riuscirà a far incontrare Emiliano e Carlo Calenda?

«Se vogliono fare la pace non hanno bisogno di me».

Rotazione dirigenti, 4 Consiglieri: “Abbiamo presentato oggi pdl per lotta a opacità e per rispetto Piano vigente anticorruzione. Post-it per impegno sventa sfiducia”

“Abbiamo presentato oggi la proposta di legge per combattere ogni eventuale rischio di opacità nella pubblica amministrazione regionale, imponendo il rispetto del vigente Piano anticorruzione e quindi la rotazione dei dirigenti con più di tre anni nello stesso incarico. Nell’ambito della profilassi contro ogni tentazione di disattendere gli impegni politici, la pdl è anche un post-it a Emiliano sulle sue parole sventa sfiducia pronunciate in Aula. Nel passaggio dalle parole ai fatti si misurano le persone e anche per questo chiediamo la decisione sulla pdl con urgenza.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Saverio Tammacco, Ruggiero Mennea e Sergio Clemente.

“La proposta di legge ha un unico articolo e si pone le finalità d’attuazione del principio di rotazione dei dirigenti di cui all’art. 1 della Legge n. 190 del 6 novembre 2012, garantendo la massima funzionalità e flessibilità, e limitando al massimo il rischio corruttivo. Per questo l’incarico di dirigente nello stesso servizio non potrà eccedere la durata perentoria di tre anni, così come auspicato anche dalla Delibera della Giunta regionale n. 85 dell’8 febbraio 2023. La rotazione in oggetto deve avvenire secondo criteri di fungibilità culturale delle relative professionalità.
In sede di prima applicazione della presente legge, tuttavia, per esigenze organizzative motivate dall’allineamento dei tempi di durata di tutti gli incarichi, oggi disallineati a causa della pandemia Covid e per questo in grado di limitare la rotazione e la scelta tra un numero più ampio di dirigenti (anche con riferimento ai criteri di fungibilità), la Giunta regionale dovrà disporre la rotazione di tutti i dirigenti nel termine perentorio di trenta giorni dall’entrata in vigore e senza tener conto, ai sensi dell’art. 1, comma 18, del Decreto legge n. 138 del 14 settembre 2011, della data di scadenza dell’incarico in corso prevista dall’atto di conferimento dell’incarico o da altra fonte.
Alla scadenza dei termini per effettuare la rotazione straordinaria, qualora non sia stato adottato l’atto che dispone la rotazione, ai dirigenti è interdetta l’adozione di qualsiasi atto amministrativo, conservando il trattamento economico in godimento, e le relative funzioni sono esercitate dal competente Direttore di dipartimento o, in mancanza, dal Capo di gabinetto.
Non sono ammesse deroghe al principio di rotazione, se non per il tempo massimo e non prorogabile di 30 giorni, nel limite del 10% della dotazione organica dei dirigenti in servizio e per eccezionali fattori organizzativi puntualmente motivati.
La rotazione del personale diverso dai dirigenti seguirà invece le disposizioni del Piano triennale di prevenzione della corruzione o dell’atto in esso indicato.”

Sanità, 4 Consiglieri: “Abbiamo presentato oggi pdl contro illegalità diffusa sulle liste d’attesa. È anche un memo a Emiliano per impegno sventa sfiducia”

“Abbiamo presentato oggi, e ancora una volta, la proposta di legge per la lotta senza quartiere alle insopportabili liste d’attesa. È un memo sull’impegno sventa sfiducia preso da Emiliano in Consiglio regionale, sul quale chiediamo l’urgenza. Nel passaggio dalle parole ai fatti si misurano le persone.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Ruggiero Mennea, Saverio Tammacco e Sergio Clemente.

“La proposta di legge prevede sanzioni durissime, compresa la decadenza dei DG, qualora le agende delle prenotazioni risultino chiuse e non risultino istituite le agende dedicate per oncologici, cronici e rari. Prevede, inoltre, l’istituzione di un CUP unico per prestazioni erogate dal pubblico, o dal privato incaricato di pubblico servizio, e la revoca di tutte le autorizzazioni all’attività a pagamento negli studi privati (c.d. ALPI allargata). Infine, qualora i tempi d’attesa tra le attività istituzionali e a pagamento risultassero in disallineamento, l’attività a pagamento sarà sospesa automaticamente.
Questi i capisaldi della nostra proposta di legge, sempre osteggiata dalle burocrazie sanitarie più strafottenti rispetto alle esigenze delle persone, poiché, dopo tanti anni di vigenza di norme dirette a prescrivere queste cose, non si capisce perché siamo ancora fermi al palo in una situazione di illegalità generalizzata e intollerabile.”