Genoma-Puglia, Amati: “Il mondo riunito a Londra ci ha ascoltato e lodato. Dedicato a chi ci ha creduto e ai bambini che non sono arrivati in tempo”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Il mondo degli screening neonatali, riunito a Londra, ci ha ascoltato e lodato. È accaduto durante il congresso internazionale ICoNS’25, dove abbiamo presentato al mondo scientifico l’esperienza pugliese del programma Genoma-Puglia, riconosciuto come il primo al mondo di sanità pubblica, gratuito e strutturalmente aperto a tutti i neonati. La relazione clinica e riepilogativa di Mattia Gentile, direttore del Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere di Bari, ha messo in evidenza i dati che attestano la trasformazione della ricerca, della tecnologia e della diagnosi in diritto universale di salute.”

Dal sogno al diritto: la nascita di Genoma-Puglia

Tutto ha inizio il 9 febbraio 2021, con l’approvazione della legge sullo screening obbligatorio per la SMA, progenitore del più imponente programma Genoma-Puglia. Da quel momento e nel giro di pochi anni, la Puglia ha costruito un modello di screening genomico neonatale unico al mondo, basato su un pannello di 407 geni, capaci di individuare precocemente oltre 480 malattie genetiche gravi a esordio infantile.

La fase sperimentale (giugno – novembre 2024)

La fase pilota, avviata nel giugno 2024, fu condotta in nove reparti di terapia intensiva neonatale (NICU) distribuiti sul territorio regionale. In soli cinque mesi furono testati 4.421 neonati, con un tasso di consenso informato dell’80%. Il tasso di positività genomica (gNBS positive) risultò pari al 2,4%, consentendo l’identificazione di oltre 100 casi di malattie genetiche gravi prima della manifestazione clinica. Le analisi mostrarono inoltre 58 portatori eterozigoti per condizioni di suscettibilità, fra cui BRCA2, LDLR e RYR1, a conferma della potenza predittiva e preventiva del sequenziamento genomico. Il tempo medio di risposta (Turn Around Time) fu di 55 giorni, con una variabilità tra 21 e 166 giorni, un risultato già avanzato per un progetto pionieristico su scala pubblica.

L’avvio strutturale (dal 16 aprile 2025
A seguito del successo della fase sperimentale, dal 16 aprile 2025 il programma è diventato strutturale e universale, coinvolgendo tutti i 24 punti nascita pubblici della Regione Puglia.
I risultati, aggiornati a settembre 2025, sono altrettanto straordinari:
• 9.537 campioni raccolti;
• 9.012 sequenziati (94,5%);
• 8.200 analizzati (86%);
• 241 risultati positivi (2,9%), di cui 27 falsi positivi esclusi;
• 152 ri-test (1,8%);
• zero fallimenti tecnici;
• tempo medio di refertazione: 24 giorni.

Il sistema è basato su un workflow automatizzato con tracciabilità totale dei campioni, grazie a tecnologie di ultima generazione. Ogni campione è anonimo, ogni risultato è tracciato, ogni dato è protetto.
La Puglia è così diventata il primo esempio al mondo di genomica pubblica sicura, certificata e universale.

La rete della scienza e della curaIl programma coinvolge diverse eccellenze professionali, coordinate da Mattia Gentile, Paola Orsini, Cristina Bartolomeo, Roberta Bucci, Rosa Buonamassa, Mauro De Guglielmo, Roberta Ficarella, Caterina Nanna, Emanuela Ponzi, Carmen Ranieri, Francesco Nicola Riviello e Michela Valente. Un lavoro di squadra che ha trasformato la Puglia in laboratorio vivente della medicina del futuro, dove la diagnosi diventa parte integrante del diritto alla vita.

La lezione di Melissa: da un dolore alla rivoluzione

Ma questa impresa non nasce solo dal progresso scientifico. Nasce anche dal dolore. La vicenda della piccola Melissa, colpita da SMA (Atrofia Muscolare spinale), resta la radice morale di tutto il percorso pugliese: da quella storia nacquero la prima legge regionale sulla SMA, poi la legge sull’Esoma, e infine la costruzione del Programma Genoma-Puglia.
Melissa non arrivò in tempo alla diagnosi, ma la sua storia ha reso possibile che migliaia di altri bambini oggi ci arrivino in tempo. La sua memoria è diventata coscienza collettiva e politica, la prova che la prevenzione genetica non è un lusso per pochi, ma un dovere pubblico per tutti.

Una visione di civiltà

Genoma-Puglia rappresenta oggi la sintesi più alta tra scienza, etica e politica pubblica. Ha reso la Puglia la prima regione al mondo dove ogni neonato ha diritto alla conoscenza del proprio genoma e, con essa, a una vita protetta dalle malattie prevenibili. È un messaggio che da Londra ha attraversato il mondo, ma che parla prima di tutto alla coscienza di un popolo: che la prevenzione non è un costo, ma un atto d’amore istituzionale; che la politica, quando unisce scienza e umanità, può cambiare la storia; che la vita, prima ancora di essere curata, deve essere conosciuta.

“Questo riconoscimento internazionale – conclude Amati – lo dedico a tutti coloro che ci hanno creduto fin dall’inizio, ai medici, ai ricercatori, ai funzionari, e soprattutto ai bambini che non sono arrivati in tempo, che ci hanno insegnato a non fermarci mai davanti a nessuna lentezza o scetticismo.
Oggi, con Genoma-Puglia, la Puglia ha dimostrato che la conoscenza è la prima forma di cura e che la diagnosi precoce può diventare diritto universale di nascita. E che la scienza, quando incontra l’amore e l’immedesimazione, può cambiare davvero il destino dell’uomo.”

ADI BR, Amati: “E ci risiamo. San Bernardo diffama attività di verifica e legalità. I dipendenti stiano tranquilli: la PA è con loro e se serve userà la scopa.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“E ci risiamo. Stesso copione, come nel caso di Ceglie Messapica. La cooperativa San Bernardo ha inviato il 13 ottobre scorso, a tutti gli operatori, una lettera diffamatoria nei confronti della pubblica amministrazione e delle sue iniziative di verifica e controllo sull’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) nella ASL di Brindisi. Il tono diffamatorio consiste nel considerare l’attività della PA come iniziativa pre-elettorale e addirittura polemica, magari rispetto a notizie giornalistiche — da verificare — su assunzioni o favoritismi riferibili alle famiglie degli amministratori o a politici della provincia. E se si rivelasse vero, bisognerebbe usare scope grosse per fare pulizia.
Ma vorrei dire: da quando le verifiche di legalità dei procedimenti e le valutazioni circa la convenienza della gestione diretta possono essere chiamate iniziative pre-elettorali e polemiche? Il fatto che ci troviamo in periodo elettorale e che la scadenza del contratto ricorra il 30 novembre prossimo, quindi in coincidenza con le elezioni, dovrebbe forse farci astenere da ogni iniziativa amministrativa doverosa? Il periodo elettorale sospende il rispetto delle leggi sui procedimenti? Ma questo punto di vista bizzarro come si concilia con il principio di legalità formale?
Invito la cooperativa San Bernardo, dunque, a non introdursi surrettiziamente nel dibattito politico-elettorale, ricordando il proprio ruolo di incaricato di pubblico servizio sino al 30 novembre, senza usare comunicazioni dal tono difensivo e fuorviante, che mirano a condizionare l’opinione dei lavoratori dell’ADI della ASL di Brindisi, magari spaventandoli, e a screditare l’attività di verifica e trasparenza condotta dalla pubblica amministrazione.
È un messaggio grave, perché cerca di confondere l’azione di legalità con la propaganda e di spostare l’attenzione dalle domande vere: quanto costa il servizio? È conforme alla legge? È più conveniente rispetto alla gestione diretta pubblica?
Agli operatori mi sento di suggerire serenità, perché le attività in corso sono proprio dirette a valorizzare le loro professionalità, magari all’interno dell’organizzazione sanitaria pubblica, migliorando il servizio. La pubblica amministrazione è con loro, anche qualora si dovesse scoprire che qualche suo ramo non ha agito con linearità. La PA e le leggi sono dalla parte di chi lavora ogni giorno nelle case dei pazienti, garantendo assistenza e professionalità. Le verifiche non sono contro i lavoratori, ma a tutela loro e dei cittadini che pagano le tasse. Le verifiche sono infatti un dovere e non un’opinione. E la trasparenza non è mai un’offesa, ma la condizione stessa di chi lavora per lo Stato. Sarebbe bene che la cooperativa ricordasse questo principio elementare, invece di confondere il rispetto delle regole con la ‘polemica elettorale’.
Io continuerò a fare quello che è giusto: verificare, controllare e, se necessario, proporre l’internalizzazione del servizio, perché quando la gestione pubblica è più efficiente e meno costosa, è doveroso scegliere quella via. Senza insulti, senza intimidazioni, ma con la schiena dritta.”

RSA Ostuni, Amati: “In 9 aspettano assunzione dal 15 ottobre. Gli impegni si mantengono. Entro domani si risolva o farò a modo mio”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Alla RSA di Ostuni ci sono nove persone che aspettano l’assunzione da Sanitàservice dal 15 ottobre, come previsto dagli accordi. Si tratta del personale non sanitario destinato ai servizi di ausiliariato e portierato, indispensabile per il funzionamento ordinario della struttura.
Non è tollerabile che, dopo la conclusione positiva del percorso di internalizzazione e l’impegno assunto pubblicamente, ci siano ancora lavoratori sospesi nell’incertezza. Gli impegni si prendono per essere mantenuti, e non per rimandarli o dimenticarli. Almeno per come intendo io la Pubblica amministrazione.
Ho chiesto quindi che entro domani la questione sia risolta, con la firma dei contratti e la presa di servizio di tutto il personale, altrimenti farò a modo mio e nessuno si dispiaccia.
La coerenza tra parole e fatti è la prima condizione di credibilità per la gestione pubblica di una struttura, e sulla RSA di Ostuni non ammetteremo né ritardi né balbettii.

ICoNS’25, Amati: “Domani a Londra presentiamo il Programma Genoma. Primi al mondo per salvare vite”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Domani presenteremo a Londra il nostro programma Genoma-Puglia, lo screening genomico riservato a tutti i neonati pugliesi per diagnosticare precocemente circa 480 malattie, su un pannello di 407 geni. E lo faremo nell’ambito di ICoNS’25, il più importante congresso internazionale sullo screening neonatale, che ogni anno riunisce scienziati, medici e istituzioni da tutto il mondo per discutere le nuove frontiere della diagnosi precoce e della prevenzione.
Il nostro panel ha il titolo ‘Dal progetto pilota all’attuazione dello screening genomico neonatale nella sanità pubblica: l’esperienza della Regione Puglia, Italia’, affidato a Mattia Gentile, direttore del Laboratorio di Genetica Medica del Di Venere di Bari.
Il programma Genoma-Puglia è il più esteso al mondo, in ambito di sanità pubblica e gratuitamente, per numero di malattie genetiche diagnosticate alla nascita. Il progetto Genoma-Puglia nacque con la legge regionale del marzo 2023, ora sostenuto da un finanziamento ormai strutturale di 5 milioni di euro l’anno, con l’obiettivo di trasformare la ricerca scientifica in pratica di sanità pubblica. Si tratta di un campione di sangue prelevato a ogni neonato pugliese, previo consenso, per analizzare un pannello di 407 geni, le cui mutazioni portano a diagnosticare precocemente circa 480 malattie o condizioni di malattie.
ICoNS, acronimo di International Consortium on Newborn Sequencing, è l’alleanza globale che riunisce scienziati, clinici, bioeticisti e decisori politici, con l’obiettivo di promuovere l’uso responsabile del sequenziamento genomico neonatale. Ogni anno, attraverso il congresso internazionale, vengono messi a confronto progetti, esperienze e metodologie di tutto il mondo, con l’intento di accelerare l’adozione di pratiche innovative in grado di salvare vite umane. Non si tratta solo di un intervento tecnico, ma di un riconoscimento internazionale al lavoro che la nostra Regione ha saputo compiere, trasformando la ricerca in politiche pubbliche e offrendo ai neonati e alle loro famiglie una tutela senza precedenti.
Essere presenti a ICoNS’25, in uno spazio che mette a confronto le migliori esperienze del mondo, significa dare voce a un modello pugliese che può fare scuola in Italia e diventare esempio anche a livello globale. È la dimostrazione che la sanità pubblica, quando si fonda su scienza e coraggio, può guidare il futuro. Allo stato ci sono già i primi dati entusiasmanti, dietro i quali si celano vite umane salvate o avvertite del rischio per non correrlo con opportuni monitoraggi.”

ADI Brindisi – Amati: “ASL cincischia su rilascio contratti con San Bernardo, violando legge sull’accesso dei consiglieri. C’è qualcosa da nascondere?”

Comunicato stampa dell’assessore e consigliere regionale Fabiano Amati

“Ho chiesto al DG e alla dirigente Patrimonio della ASL BR – De Nuccio e Cinà – il rilascio immediato di copia dei contratti, anche quelli scaduti, tra la ASL di Brindisi e la cooperativa San Bernardo, gestore dell’assistenza domiciliare (ADI), compresi tutti gli eventuali atti di costituzione dell’associazione in partecipazione tra ASL e cooperativa e ogni documento riferibile al rapporto associativo e negoziale.
La legge regionale e lo Statuto prevedono che l’accesso dei consiglieri regionali agli atti amministrativi sia immediato e senza alcuna istruttoria, obbligando il richiedente al solo uso istituzionale dei documenti.
Eppure, la ASL di Brindisi cincischia nelle comunicazioni interlocutorie, anche per le vie brevi, come se l’accesso fosse una gentile concessione e non un preciso obbligo di legge.
Questo comportamento rappresenta una violazione palese dei diritti dei consiglieri regionali e dei principi di trasparenza amministrativa.
Mi chiedo: c’è forse qualcosa da nascondere nel rapporto tra la ASL e la cooperativa San Bernardo? Spero proprio di no!
La legge è chiara: gli atti devono essere rilasciati subito, senza passaggi istruttori o filtri burocratici.
Ogni ulteriore ritardo costituisce non solo una scorrettezza istituzionale, ma anche un ostacolo all’esercizio delle funzioni di controllo politico e amministrativo previste dallo Statuto della Regione Puglia.
Resto in attesa che la Direzione Generale e la dirigente competente ottemperino all’obbligo immediato di rilascio, sgomberando il campo da ogni ragionevole sospetto, nel rispetto delle norme e della trasparenza dovuta ai cittadini.
E se nel giro di qualche ora non dovessi ottenere la documentazione richiesta, farò tutto quello che l’ordinamento consente, anche nelle forme più rigorose, poiché il mio datore di lavoro, la pubblica amministrazione, è molto esigente e non ammette balbettii.”

Mi candido… ancora da qui, dall’ufficio di strada, quello di ogni giorno. E voi condividetelo e fatelo sapere

Mi candido… ancora da qui, dall’ufficio di strada, quello di ogni giorno.
E voi condividetelo e fatelo sapere.

Mi candido nella lista blu di Antonio Decaro, “Per la Puglia con Decaro”.
“Chi ha fatto, farà!”
Sembra un proverbio e un po’ lo è. Detto un po’ più lungo significa che “quando hai da far fare qualcosa a qualcuno, falla fare a chi ha già tanto da fare”.

Come sono passati questi cinque anni? Li abbiamo vissuti assieme; vi ho tenuto sempre aggiornati, a volte in maniera esuberante e a ogni ora del giorno e, a volte, della notte.
Li abbiamo passati stando lontano dalla retorica di chi dice tanto senza dire niente, occupandoci di cose molto concrete e prendendo sempre posizioni chiare e nette. E quando una posizione era utile ma scomoda, e faceva pure perdere voti, ci ricordavamo sempre che le cose non valgono per quanto rendono ma per quanto costano e che, siccome i voti sono come i soldi, il risultato è che non si possono portare al cimitero.

“Chi ha fatto, farà!”
Cosa abbiamo fatto? Innanzitutto abbiamo lottato affinché trionfasse la vita nelle leggi, negli atti amministrativi e quindi nella realtà. Il trionfo della vita, attraverso decisioni accoglienti per i suggerimenti provenienti dalla scienza.
Sì, il trionfo della vita. E non è retorica ma cronaca.
A cominciare dai 12 bambini malati di SMA che oggi sarebbero morti o gravemente disabili e invece crescono in modo coerente e fanno le capriole. E da quella esperienza, generata dal dramma di Melissa, cominciò un’attività di riforma, attraverso numerose leggi culminate nel programma Genoma-Puglia, che ad oggi ha dato a decine di bambini la possibilità di sapere in anticipo di malattie gravi per ricevere le cure migliori o i più idonei monitoraggi. E tra qualche giorno, a Londra, avremo la possibilità di sentirci dire dal mondo che siamo i primi al mondo.

“Chi ha fatto, farà!”
Ci siamo occupati di tante cose, con risultati concreti. Se guardate questa pagina o cercate su internet, troverete un grande elenco di cose fatte a mia firma.
Innanzitutto la più grande opera compiuta sinora di edilizia sanitaria: il nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Un ospedale regionale avanzatissimo e, aggiungo, “bellissimo”, alla condizione che a nessuno venga il desiderio di ammalarsi per andarlo a visitare. Su questo argomento non ho molto da aggiungere: ne ho parlato così tanto che voi sapete meglio di me com’è andata, quanto lo abbiamo sperato e quanto siamo tutti soddisfatti, compresi i nostri amici “profeti di sventura”.
E poi le leggi sulla lotta alla bronchiolite, al papilloma virus, ai tumori al seno (BRCA1 e 2) e al colon, alla SLA di origine genetica (SOD1 e 2), ai tumori del sangue con tecnologia CAR-T (ospedale Perrino centro trapianti), al diabete di tipo 1, alla celiachia e all’epatite C; le leggi sul diritto alle cure odontoiatriche per i disabili, sulla raccolta del sangue cordonale (emendamento Cloe), sul modo per alleviare uno dei più terribili rumori cerebrali (caschetto Optune); le leggi e gli atti amministrativi per far tornare pubblico il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica (legge Mattia, eseguita in una battaglia quasi solitaria, con annesse denunce, contro la prepotenza della Fondazione San Raffaele della famiglia Angelucci) e la RSA di Ostuni, per realizzare il DH di oncoematologia del Perrino di Brindisi (lavori in corso e si sappia che ad oggi i malati vengono assistiti in un luogo impresentabile), per avviare il Centro malattie neuromuscolari e per far diventare eccellente l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII.

“Chi ha fatto, farà!”
Prima di tutto la salute, ma non mi sono occupato solo di salute.
Vi prego di pensare alla grande rivoluzione industriale in corso: l’intelligenza artificiale. In pochi mesi abbiamo messo in cantiere modelli di IA per la gestione del bollo auto e del bilancio regionale, e stiamo progettando un modello per gestire le gare d’appalto e seguire le donne in gravidanza. Ma questo è solo l’antipasto. Verrà un tempo (a brevissima scadenza) in cui tutto sarà IA.
E poi il Piano casa (quante polemiche inutili e insensate contro un settore ad altissima densità di posti di lavoro), l’esecuzione della legge “Amati” sugli estendimenti delle reti idriche (compreso il diritto degli abitanti delle contrade di Brindisi a vivere nell’igiene e nella dignità) e i contributi a tutte le gare podistiche pugliesi (le gloriose associazioni di questo mondo non avevano mai avuto aiuti).

“Chi ha fatto, farà!”
Certo, i temi di merito, concreti, prima di tutto. Ma anche il modo di fare politica ha la sua importanza.
Mi candido perché, dopo aver sentito le parole vuote del “vecchio” e del “nuovo”, ciò che vale è che “Chi ha fatto, farà!”
Certo, per decidere in quale lista sarei stato candidato ci hanno messo tempo e, alla fine il PD, come al solito, ha deciso di escludermi perché “sedotto” da una soluzione utile ad accodarsi (ahinoi!) all’ennesimo “sistema di potere” che tra breve occorrerà “smantellare”. Ricordatevi queste parole, mettetele a verbale e nei prossimi mesi emergeranno i nomi di chi ha provato a evitare questo prevedibile epilogo — e sono tanti — e chi lo ha invece assecondato.
In queste elezioni proverò a portarmi avanti con il lavoro di “smantellamento”, chiedendo di preferirmi a tutti i cittadini della provincia di Brindisi, compresi i dirigenti e i militanti politici fuori dai “giochi” (e nel PD, come negli altri partiti, ce ne sono); di preferirmi per continuare a fare ancora meglio le cose che abbiamo fatto e per arginare un’idea di politica fatta di negoziati (“io ti do, tu mi dai o mi darai”), di incarichi, di consulenze, di affidamenti di servizi a privati compiacenti e riconoscenti, e di tutto ciò che può servire a tutto, fuorché agli interessi delle persone.

“Chi ha fatto, farà!”
Io penso di aver fatto e, soprattutto, penso di poter fare meglio e di più, anche perché tutte le cose che ho fatto attendono ulteriore evoluzione. Le cose valgono se nascono in modo che il loro valore sia visibile a lungo o si predispongano a essere migliorate per allungarsi ancora di più nel tempo, perché il tempo della vita, non lo spazio delle cose e del potere, è la cosa più importante di cui disponiamo.
Non ho fatto niente da solo, ovviamente. Mi sono avvalso della consulenza di tanti specialisti, a cui ho guardato con ammirazione e ascoltato in silenzio. Per imparare e per poter portare nell’amministrazione pubblica il risultato del loro sapere. Li ringrazio, tutti, con tutto il mio cuore e penso di poter riferire loro il ringraziamento di voi tutti e di tutti i pugliesi.

“Chi ha fatto, farà!”
Questo slogan, pronunciato come un proverbio, lo sento sempre tra un palpito e l’altro del cuore. E lo dico non per farmi risultare simpatico con una facile frase romantica, ma perché, alla fine della storia, chi ha fatto è certamente nelle condizioni di poter fare, e chi si mette nella condizione di fare può meglio rispondere alla domanda che prima o poi arriva: “Cosa ne hai fatto della tua vita?” Conosco un’unica risposta che vorrò dare, a un certo punto, a questa domanda: “L’ho spesa, bene o male non lo so, ma l’ho spesa, senza risparmio e per mantenermi fedele a chi me la diede.”

ADI Brindisi – San Bernardo, Amati: “Né proroga né gara ponte. Vietate dalla legge. Se i conti tornano, internalizzazione in pochi giorni con transito del personale sanitario.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati

«Sull’assistenza domiciliare integrata (ADI) della ASL di Brindisi, gestita dalla cooperativa San Bernardo, non sono possibili proroghe, nemmeno brevissime, né gare ponte: sono vietate dalla legge.
Il contratto scade il 30 novembre prossimo e si deve scegliere subito: o si internalizza o si bandisce una nuova gara.

Ma se, come pare dai primi riscontri, la gestione diretta da parte della ASL costa meno e garantisce maggiore efficienza, la soluzione della gestione pubblica si può realizzare in pochi giorni, anche perché la ASL di Brindisi è in associazione in partecipazione con la cooperativa San Bernardo. E questo non è un dettaglio di poco conto.
Certo, bisognerà fare bene tutti i conti, valutare le modalità di pagamento del compenso e limitare il personale amministrativo alle pochissime unità previste, evitando assunzioni in eccesso.

Questa vicenda si sta rivelando molto più seria e degna di approfondimenti di quanto si potesse immaginare.
Dalle prime verifiche emerge una “sperimentazione” che dura da quasi dieci anni, con utili che — secondo notizie di stampa — sarebbero stati ripartiti all’80% alla cooperativa e al 20% alla ASL.
E già solo la parola “utili”, riferita a una cooperativa e a una ASL, suona stonata, così come suona stonata la soppressione dell’unità operativa dell’assistenza domiciliare nell’atto di organizzazione della ASL, così come presentato alla Regione e attualmente in fase di esame.

Nel caso in cui i conti dovessero tornare, la scelta non potrà che essere la gestione diretta, portando nell’organico della ASL tutto il personale sanitario attualmente in servizio, con le modalità previste dalla legge.
Più o meno come abbiamo già fatto per il centro di riabilitazione di Ceglie Messapica e per la RSA di Ostuni.»

TAP e sconti in bolletta, Amati: “Il TAR respinge il ricorso. La legge sulle compensazioni è per ora salva. Vittoria della Regione Puglia”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati

«Il TAR del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso della società TAP contro la Regione Puglia, confermando la legittimità dell’azione regionale e, di fatto, la tenuta della legge n. 28 del 2022 (“Norme in materia di incentivazione alla transizione energetica”), proposta da me e da Alessandro Delli Noci, che introduce il principio delle compensazioni con sconto in bolletta, nella misura massima del 3%, come forma di riequilibrio territoriale nei casi di concentrazione di infrastrutture energetiche.

La sentenza stabilisce che gli atti regionali depositati nel procedimento ministeriale di esclusione da Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), impugnati da TAP, avevano solo lo scopo — a scanso di equivoci e anche a una società come TAP, che in passato avrebbe offerto il mondo e oggi resiste inspiegabilmente a ciò che deriva da una disposizione statale, la legge Marzano — di ricordare l’esistenza della misura compensativa così come ritenuta legittima dalla Corte costituzionale.
Il TAR ha chiarito che tali atti non hanno natura lesiva né vincolante e che la Regione ha pieno titolo a esprimere le proprie valutazioni nei procedimenti statali di VIA.

È per ora una vittoria della Regione Puglia, rispetto a un ricorso che giuridicamente aveva le sembianze di una soperchieria. Una vittoria di una Regione che chiede equità e considerazione nei rapporti con i grandi soggetti energetici e che rivendica la propria autonomia decisionale.
Ringrazio l’Avvocatura regionale e l’avvocata Tiziana Teresa Colelli per la qualità e la fermezza della difesa e i Dipartimenti regionali Ambiente e Sviluppo economico per la collaborazione prestata.
Abbiamo difeso non solo una legge, ma un principio legale e morale: che le grandi opere, se attraversano la nostra terra, devono lasciare un segno di giustizia.
E lo dico con la serenità di chi ha sempre espresso pubblicamente parere favorevole sul gasdotto, anche quando bisognava avere paura perfino nel pensarlo.»

ADI BR-San Bernardo, Amati: “Contratto in scadenza il 30 novembre. Impossibile la proroga. Se conviene, la strada è la gestione diretta. Fare presto.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Continua l’approfondimento. Scadrà il prossimo 30 novembre il contratto di gestione dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) della ASL Brindisi, affidata alla Cooperativa San Bernardo. In base alla normativa vigente, non pare possibile alcuna proroga, per cui l’unica strada percorribile, qualora la gestione attuale risultasse più onerosa, è quella della gestione diretta (internalizzazione).
Su questi argomenti ho oggi richiamato l’attenzione delle strutture tecniche dell’Assessorato regionale alle Politiche della Salute, affinché si giunga rapidamente a una valutazione definitiva, così da indurre la ASL di Brindisi ad agire con tempestività.
Restano naturalmente oggetto di approfondimento tutte le questioni contrattuali tra la ASL di Brindisi e la Cooperativa San Bernardo, in particolare quelle relative al primo contratto del 2016, ai successivi rinnovi, alle attività aggiuntive stabilite in tali rinnovi, alle modalità di costituzione del partenariato pubblico-privato e agli utili conseguiti e risultanti dai bilanci.
A prescindere dagli aspetti contabili, mi pare di poter dire che, se gli utili fossero conseguenza di una gestione efficiente, ciò significherebbe che la pubblica amministrazione potrebbe garantire gli stessi standard con costi inferiori rispetto alle tariffe attuali, divenendo così anche un modello di gestione per le altre ASL pugliesi. Sarebbe dunque utile valutare il rapporto costi-benefici tra la gestione diretta e il nuovo sistema di accreditamento, che comunque va reso operativo al più presto.”

ASL BR–San Bernardo, Amati: “Saccomanno mi contesta la vicenda Ceglie e Ostuni per difendere San Bernardo. Se costa di più, internalizzazione sacrosanta. Stiamo indagando”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Il sindaco di Torre Santa Susanna, Michele Saccomanno, direttore sanitario della cooperativa sociale San Bernardo di Latiano, si difende da alcuni articoli di stampa sulla gestione del servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) nella ASL di Brindisi, contestando la mia attività d’impulso sulle internalizzazioni del servizio di riabilitazione di Ceglie Messapica e della RSA di Ostuni. E tutto questo lo fa nella seduta del Consiglio comunale di Torre Santa Susanna del 15 ottobre scorso.

Premesso che le vicende di Ceglie e di Ostuni sono del tutto estranee alla vicenda San Bernardo, il sindaco Saccomanno, nonché direttore sanitario della San Bernardo, le utilizza per insinuare che gli articoli di stampa siano finalizzati a ripetere, anche per l’ADI, il ritorno alla gestione diretta da parte della ASL, promettendola come programma di campagna elettorale.

Dico subito una cosa chiara: grazie ai suggerimenti di Saccomanno ho deciso di indagare sulla vicenda San Bernardo e, qualora i costi sopportati dalla ASL nella sperimentazione gestionale attuale dovessero risultare superiori a quelli che la ASL sopporterebbe con la gestione diretta, non esiterò a dare impulso a un’attività amministrativa uguale a quella che abbiamo utilizzato, utilmente, per Ceglie Messapica e Ostuni.

Dalle prime verifiche sugli atti, comunque, apprendo che il rapporto tra la ASL di Brindisi e la cooperativa San Bernardo va avanti dal 2016, cioè da quasi dieci anni, in regime di sperimentazione gestionale.

Prima domanda: ma come fa una sperimentazione gestionale a durare per quasi dieci anni? Questa storia ricorda molto quella del Centro di riabilitazione gestito dalla Fondazione San Raffaele della famiglia Angelucci a Ceglie Messapica.

Seconda domanda: perché la ASL di Brindisi decise, nel 2023, di rinnovare il contratto (con effetto retroattivo e sempre in sperimentazione gestionale) sino al 30 novembre 2025?

Terza domanda: stando alle notizie di stampa, come si conciliano gli utili conseguiti e ripartiti per l’80% alla cooperativa sociale e per il 20% alla ASL con le linee guida regionali che prevedono — nei casi delle sperimentazioni gestionali — il coinvolgimento, nel partenariato pubblico-privato, di organizzazioni no profit e la partecipazione maggioritaria del socio pubblico?

Quarta domanda: coincidono i dati posseduti dalla Regione per la spesa sostenuta per questo servizio con quelli effettivamente liquidati dalla ASL alla cooperativa?

Quinta domanda: gli eventuali utili, sempre in base alle notizie di stampa, come sono stati utilizzati dalla ASL e dalla cooperativa no profit San Bernardo?

Sesta domanda: nel corso degli anni, quali sono stati gli atti di monitoraggio prodotti dalla ASL sull’andamento del progetto e sull’avanzamento fisico e finanziario dell’intervento complessivo?

E infine una curiosità: nella sua informativa dinanzi al Consiglio comunale di Torre Santa Susanna, il sindaco Michele Saccomanno ha riferito che il segretario della FIALS — che di recente ha sollevato la questione e in passato fu stretto collaboratore di Saccomanno (a dire dello stesso) — avrebbe motivi gravi (“peggiori”) per insorgere contro la gestione della San Bernardo, purtroppo non riferiti, invitando i consiglieri comunali a informarsi su quali possano essere stati questi motivi “peggiori”.

Poiché non rientra nei miei compiti informarmi sui motivi “peggiori”, pregherei Saccomanno di riferirli nella stessa sede del Consiglio comunale oppure, se relativi a condotte su cui è necessario effettuare indagini, dinanzi alle Autorità competenti.

Per la solita solerzia e competenza nell’esaminare le questioni su cui è necessario prestare la massima attenzione, come stile amministrativo esatto dal collega assessore regionale Raffaele Piemontese, ringrazio per la prontezza, la solerzia e la competenza nell’esaminare le questioni su cui è necessario prestare la massima attenzione il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, e i dirigenti Mauro Nicastro e Antonella Caroli, unitamente ai loro collaboratori.

E, come al solito, renderò apposita informativa sugli sviluppi.”