Perché i bambini pugliesi devono essere più fortunati degli altri bambini italiani?

“Perché i bambini pugliesi devono essere più fortunati degli altri bambini italiani?”

È questa la domanda che farò correre oggi lungo i tornanti della 67^ edizione della Fasano-Selva, a bordo della mia macchina da corsa,
È una domanda di giustizia e quindi di uguaglianza, che si porta dietro altre domande, al Governo nazionale e a tutte le persone di buona volontà:
– Perché l’esame genomico si fa solo in Puglia?
– Perchè i bambini pugliesi ricevono una diagnosi tempestiva su 597 malattie, così da ricevere tempestivamente le cure, mentre gli altri bambini italiani devono rimanere esposti alla malattia o ai maggiori rischi di malattia?
– Perché il programma Genoma-Puglia non si applica in ogni regione italiana?
– Perché non si fa in modo che la salute non dipenda dalla regione in cui nasci?

Se la Puglia è stata la prima regione al mondo ad avere questo programma di sanità pubblica, perché non facciamo diventare l’Italia il primo paese del mondo ad avere il sequenziamento genomico per le malattie o condizioni di malattia su su cui si dispone di cure o protocolli di sperimentazinoe?

Sono questa le domande che dall’antichissima gara automobilistica Fasano-Selva, rivolgo a Giorgia Meloni, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Antonio Tajani, Matteo Salvini, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e al presidente delle Regioni Massimiliano Fedriga.

Foto (Francesco Schiavone)

Chi ha fatto, continuerà a fare… anche da posizioni diverse e senza incarichi.

Chi ha fatto, continuerà a fare… anche da posizioni diverse e senza incarichi.

Il vostro voto è stato per me generoso, come sempre, ma le regole elettorali hanno ignorato la quantità e dato risultati a tratti incomprensibili.
Certo, alcuni saranno oggi “felici” per l’esito, perché ho pestato tanti piedi e rivelato tante pigrizie, provando ad applicare una regola esigente e piena di rischi: la chiarezza di pensiero e la linearità di azione, anche quando costava tanto, non rendeva nulla e la convenienza avrebbe dovuto portarmi a fare ben altro.
Grazie per tutto il bene che mi avete consentito di fare, a cominciare da quello per i bambini e i malati, cioè per quelli che non hanno nulla da darti in cambio: ora spero solo che ci sia qualcuno con il desiderio di proseguire su questa strada.
Grazie a tutti per questi anni meravigliosi e per il sostegno offertomi nel raggiungere risultati incredibili e a volte insperati. E grazie ai miei amici formidabili, sostenitori quotidiani di Fasano e di ogni città, senza nulla a pretendere; alla mia indomita famiglia; ai giornalisti, con cui tra alti e bassi ho passato ore e ore per spiegare cosa di buono bolliva in pentola o per dare ragioni su qualche mancanza; ai collaboratori, allo staff e a tutto il personale della Regione con cui in tempi diversi ho incrociato i miei passi, con l’intento di fare cose buone.
Ovviamente non abbandono e non vi abbandono, perché la politica è un’arte che si può svolgere anche stando nel mondo dei mestieri e tenendo a bada, come in politica, i mestieranti.
E siccome le cose si dicono agli altri solo se si è in grado di dirle a se stessi, prometto di ricordare che ogni mattina si ricomincia a lottare contro il dolore del vivere grazie alla forza della speranza; ma la speranza è possibile solo se nel presente si ha qualche fatto concreto che l’alimenta. E io continuerò ad alimentarla con fatti concreti.
Ancora grazie, ci vediamo presto e mi raccomando, sostenete con simpatia l’azione riformatrice di Antonio Decaro, perché lo merita e lo saprà fare.

Anche Churchill andò a Washington in tuta…

Oggi a Londra potrebbe resuscitare l’insegnamento di Winston Churchill: “Credo che nelle prossime settimane dovremo scegliere tra la guerra e la vergogna”. All’epoca non ascoltarono Churchill, scelsero la vergogna ed ebbero la guerra.
Oggi a Londra potrebbe finire il secolo americano, per colpa di un americano (Trump) che ha scelto di non fare l’americano ma il super patriota e sovranista per divorarsi tutti i patrioti europei in miniatura.
Oggi a Londra si potrebbe riportare in Europa la forza della giustizia e quindi della pace. Perché senza giustizia – a favore dell’Ucraina aggredita, contro Putin l’aggressore e pure con la fornitura di armi – non ci sarà mai la pace, ma solo la guerra e la vergogna.
“Lo Stato non si governa con i paternostri” disse Cosimo de’ Medici o non si tiene “co’ paternosti in mano”, incalzò Niccolò Machiavelli. In un caso o nell’altro e a parte l’eresia di quelle frasi, il continente europeo non si difende dal vicinissimo aggressore senza reagire e senza giustizia. È una questione di democrazia e di pace.

Nella foto Winston Churchill in visita dal Presidente degli Stati Uniti a Washington con la tuta di “battaglia”. Si, anche sir Winston si presentò in tuta.