Chi ha fatto, continuerà a fare… anche da posizioni diverse e senza incarichi.

Chi ha fatto, continuerà a fare… anche da posizioni diverse e senza incarichi.

Il vostro voto è stato per me generoso, come sempre, ma le regole elettorali hanno ignorato la quantità e dato risultati a tratti incomprensibili.
Certo, alcuni saranno oggi “felici” per l’esito, perché ho pestato tanti piedi e rivelato tante pigrizie, provando ad applicare una regola esigente e piena di rischi: la chiarezza di pensiero e la linearità di azione, anche quando costava tanto, non rendeva nulla e la convenienza avrebbe dovuto portarmi a fare ben altro.
Grazie per tutto il bene che mi avete consentito di fare, a cominciare da quello per i bambini e i malati, cioè per quelli che non hanno nulla da darti in cambio: ora spero solo che ci sia qualcuno con il desiderio di proseguire su questa strada.
Grazie a tutti per questi anni meravigliosi e per il sostegno offertomi nel raggiungere risultati incredibili e a volte insperati. E grazie ai miei amici formidabili, sostenitori quotidiani di Fasano e di ogni città, senza nulla a pretendere; alla mia indomita famiglia; ai giornalisti, con cui tra alti e bassi ho passato ore e ore per spiegare cosa di buono bolliva in pentola o per dare ragioni su qualche mancanza; ai collaboratori, allo staff e a tutto il personale della Regione con cui in tempi diversi ho incrociato i miei passi, con l’intento di fare cose buone.
Ovviamente non abbandono e non vi abbandono, perché la politica è un’arte che si può svolgere anche stando nel mondo dei mestieri e tenendo a bada, come in politica, i mestieranti.
E siccome le cose si dicono agli altri solo se si è in grado di dirle a se stessi, prometto di ricordare che ogni mattina si ricomincia a lottare contro il dolore del vivere grazie alla forza della speranza; ma la speranza è possibile solo se nel presente si ha qualche fatto concreto che l’alimenta. E io continuerò ad alimentarla con fatti concreti.
Ancora grazie, ci vediamo presto e mi raccomando, sostenete con simpatia l’azione riformatrice di Antonio Decaro, perché lo merita e lo saprà fare.

Anche Churchill andò a Washington in tuta…

Oggi a Londra potrebbe resuscitare l’insegnamento di Winston Churchill: “Credo che nelle prossime settimane dovremo scegliere tra la guerra e la vergogna”. All’epoca non ascoltarono Churchill, scelsero la vergogna ed ebbero la guerra.
Oggi a Londra potrebbe finire il secolo americano, per colpa di un americano (Trump) che ha scelto di non fare l’americano ma il super patriota e sovranista per divorarsi tutti i patrioti europei in miniatura.
Oggi a Londra si potrebbe riportare in Europa la forza della giustizia e quindi della pace. Perché senza giustizia – a favore dell’Ucraina aggredita, contro Putin l’aggressore e pure con la fornitura di armi – non ci sarà mai la pace, ma solo la guerra e la vergogna.
“Lo Stato non si governa con i paternostri” disse Cosimo de’ Medici o non si tiene “co’ paternosti in mano”, incalzò Niccolò Machiavelli. In un caso o nell’altro e a parte l’eresia di quelle frasi, il continente europeo non si difende dal vicinissimo aggressore senza reagire e senza giustizia. È una questione di democrazia e di pace.

Nella foto Winston Churchill in visita dal Presidente degli Stati Uniti a Washington con la tuta di “battaglia”. Si, anche sir Winston si presentò in tuta.