Diritto allo studio, Amati: “Assicurare parità di condizioni per tutti gli studenti pugliesi”

Una candidatura per tante buone ragioni | #3

“Mi candido per assicurare agli studenti parità di condizioni sul tema del diritto allo studio, a prescindere dalla provincia di provenienza. Il dovere di studiare non può consolidarsi senza il contestuale diritto alla rimozione delle condizioni di differenza territoriale ed economica. Per questa ragione, continuerò a sostenere gli studenti in qualunque difficoltà che malauguratamente dovesse presentarsi in futuro”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Elezioni Regionali Puglia 2020, presentando il punto 3 del programma “Una candidatura per tante buone ragioni”.

“In una battaglia recentissima, ho proposto una norma, approvata poi dal Consiglio regionale, che qualifica come fuori sede tutti gli studenti residenti in province diverse da quelle in cui ha sede l’Università o l’istituto di formazione. Il sostegno allo studio, infatti, non deve discriminare i ragazzi sulla base di criteri legati al tempo di percorrenza dei mezzi di trasporto”.

Adisu, Amati: “Gli studenti Brindisi e Bat sono fuori sede. Lo ha deciso il Consiglio”

Gli studenti di Cisternino, Fasano, Bisceglie, Trani e Barletta sono fuori sede e, pertanto, potranno partecipare alle borse di studio del bando Adisu benefici e servizi. Lo ha deciso oggi il Consiglio regionale approvando la mia proposta di legge”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Abbiamo risolto un grave problema. Era accaduto, infatti, che i criteri per considerare gli studenti fuori sede o pendolari fossero stati legati al tempo di percorrenza dei mezzi di trasporto, sicché i residenti in comuni distanti meno di sessantacinque minuti dalla sede universitaria erano considerati pendolari e non fuori sede, e venivano così esclusi da ogni forma di sostegno. Tale criterio – aggiunge Amati – infliggeva problemi agli studenti delle provincie di Brindisi e Bat. Il tempo di percorrenza nel limite di sessantacinque minuti, difatti, rappresenta uno standard teorico ottimale, calibrato sulla corsa e sulla tipologia di trasporto più performanti, che purtroppo i mezzi pubblici non raggiungono quasi mai in tutte le fasce orarie. Ne derivava, allora, che uno standard ottimale teorico stava escludendo di fatto centinaia di studenti dalla parità di condizioni al diritto allo studio, così come negli anni scorsi era sempre accaduto. Per questo motivo – conclude – ho proposto una norma, approvata dal Consiglio, che qualifica come fuori sede tutti gli studenti residenti in province diverse da quelle in cui ha sede l’Università o l’istituto di formazione”.

Studenti fuori sede Bat e Brindisi, Amati: “Questione in via di soluzione. Universitari interessati presentino domanda”

Gli studenti di Cisternino, Fasano e Trani presentino pure le domande per fuori sede al bando Adisu, perché la questione sarà presto risolta. Ho ricevuto rassicurazioni in tal senso dall’assessore Sebastiano Leo”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Quasi certamente, non ci sarà bisogno di un’iniziativa legislativa per far considerare gli studenti interessati come fuori sede, piuttosto che pendolari, e quindi destinatari delle speciali borse di studio. Il dovere di studiare non può consolidarsi senza il contestuale diritto alla rimozione delle condizioni di differenza territoriale ed economica. Per questo motivo – prosegue Amati – mi è sembrato necessario chiedere una rimodulazione dello standard teorico ottimale, cioè quello che non consente di essere considerati fuori sede qualora il tempo di percorrenza dei mezzi pubblici dalla sede universitaria sia inferiore a 65 minuti, perché nella realtà quasi mai si verifica tale standard per gli studenti residenti a Cisternino, Fasano e Trani. Resto, dunque, in attesa della delibera di Giunta regionale che sancirà tale deroga e nel frattempo – conclude – ringrazio l’assessore Leo e il Direttore Generale Adisu, Gavino Nuzzo”.

 

 

Studenti fuori sede Bat e Brindisi, Amati: “O si cambiano i criteri o presento una norma per aiutare studenti di Cisternino, Fasano e Trani”

Studenti fuori sede Bat e Brindisi, Amati: “O si cambiano i criteri o presento una norma per aiutare studenti di Cisternino, Fasano e Trani”

Gli studenti della Bat e della provincia di Brindisi che frequentano la sede universitaria di Bari non sono pendolari ma fuori sede, e perciò hanno diritto di concorrere per la borsa di studio Adisu. Ho chiesto pertanto all’assessore Sebastiano Leo una modifica dei criteri, diversamente proporrò al Consiglio una norma per porre subito rimedio”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale bilancio.

“Ho interpellato – prosegue – sia l’assessore Leo che il direttore dell’Adisu, chiedendo di modificare i criteri del bando per l’erogazione delle borse di studio. È accaduto, infatti, che i criteri per considerare gli studenti fuori sede o pendolari sono legati al tempo di percorrenza dei mezzi di trasporto, sicché coloro che risiedono in comuni distanti meno di sessantacinque minuti dalla sede universitaria non possono essere considerati fuori sede ma pendolari, escludendoli dunque da ogni forma di sostegno. In realtà – aggiunge Amati – ci sono comuni, peraltro di province diverse da quella di Bari, in particolare Cisternino, Fasano e Trani, i cui tempi di percorrenza nel limite dei sessantacinque minuti rappresentano uno standard teorico ottimale, calibrato sulla corsa e tipologia di trasporto più performanti, che i mezzi pubblici non raggiungono quasi mai in tutte le fasce orarie. Ne deriva, allora, che uno standard ottimale teorico, sta escludendo di fatto centinaia di studenti dalla parità di condizioni al diritto allo studio, così come negli anni scorsi era sempre accaduto. Per questo motivo – conclude – ho chiesto una modifica dei provvedimenti amministrativi, ma sono già pronto per richiedere al Consiglio regionale l’approvazione di una norma che sani la disparità venutasi a determinare”.