Consiglio regionale, C-Entra il futuro: “Legge approvata, acqua e fogna per tutti”

La nostra proposta è legge. Acqua e fogna per tutti, anche se si abita fuori città, è un programma di diritti e di doveri: serve a garantire la migliore qualità della vita e la salute, a migliorare le condizioni igieniche e a tutelare l’ambiente. Grazie a tutti i colleghi che l’hanno votata e all’assessore Gianni Giannini per il supporto e il sostegno”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, promotori della proposta di legge “Misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie”. La proposta di legge è stata pure sottoscritta dai Consiglieri regionali Paolo Campo ed Enzo Colonna.

“La politica concreta e non manovriera, dotata di senso pratico, ribelle alla conservazione e affacciata sul futuro ha oggi prodotto una legge che conta nella vita quotidiana delle persone: essa permette di dotare del servizio acqua e fogna gli immobili situati in zona agricola e turistica, con oneri a carico della tariffa. Il tutto – spiegano i Consiglieri – alla ovvia condizione che l’intervento sia compatibile con la dotazione strutturale e tecnologica degli impianti di depurazione e con le infrastrutture destinate all’approvvigionamento idrico, e risulti economicamente equilibrata, sostenibile e giustificata nel rapporto tra costi e benefici”.

“Non potranno ovviamente beneficiare di queste disposizioni gli immobili siti in comuni privi di impianti di depurazione adeguati alla normativa vigente, oppure sottoposti a procedura d’infrazione comunitaria, anche se solo avviata e poi sospesa in attesa della realizzazione degli interventi. Il procedimento per ottenere l’estensione è estremamente semplificato e viene attivato dai singoli comuni presso l’Autorità Idrica Pugliese che, qualora ricorrano i presupposti, autorizza Acquedotto Pugliese a realizzare gli interventi”.

Oggi in aula abbiamo inoltre introdotto un ulteriore articolo di legge, con cui si rende possibile il posizionamento di contatore lungo la rete di distribuzione su asse viario principale, affinché i richiedenti possano realizzare una rete privata di distribuzione collegata alle abitazioni o alle attività” – concludono.

 

Acqua e fogna per tutti, C-Entra il futuro: “Una bella notizia: approvata in Commissione proposta di legge per acqua e fogna a tutti. Ora in Consiglio”

Acqua e fogna per tutti, C-Entra il futuro: “Una bella notizia: approvata in Commissione proposta di legge per acqua e fogna a tutti. Ora in Consiglio”

“Possiamo dare una bella notizia: oggi è stata approvata all’unanimità la proposta di legge per l’estensione delle reti idriche e fognarie all’esterno del perimetro urbano, qualora le infrastrutture idriche e fognarie siano in grado di sopportarla. Adesso speriamo che il Consiglio Regionale la approvi in tempi brevi”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, promotori dell’associazione C-Entra il futuro, con riferimento alla proposta di legge sulle “Misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie” approvata oggi in V Commissione.

Questa proposta di legge punta a dotare del servizio integrato gli immobili ad uso prevalentemente civile in zone con destinazione agricola e turistica, all’esterno dell’agglomerato di competenza e attraverso la realizzazione di nuove reti idriche e fognarie. La realizzazione dell’opera è subordinata all’autorizzazione semplificata dell’Autorità idrica pugliese che deve riconoscere le relative spese nella tariffa del Servizio idrico integrato, compatibilmente con le disponibilità economico-finanziarie e con la sostenibilità tariffaria. Speriamo che nel giro di qualche settimana il Consiglio Regionale la approvi e che poi, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si possa partire con queste opere di investimento che saranno realizzate come sempre da Acquedotto Pugliese”.

“È bello occuparsi di questi argomenti – spiegano i sei – perché ci permettono di parlare lo stesso linguaggio delle persone, che pensano a cose concrete, cioè alle cose di tutti i giorni. L’estensione delle reti idriche e fognarie è un’innovazione tanto attesa che non va soltanto a raccogliere il diritto all’acqua e alla fogna, ma ingloba anche il dovere di preservare l’ambiente e l’igiene. Il servizio idrico integrato è dunque un diritto e un dovere, perché da un lato serve per dissetarsi e vivere nella pulizia e dall’altro per vivere in condizioni di igiene tali da non inquinare l’ambiente”.

All’innovazione non potranno accedere, ovviamente, i comuni – per fortuna pochi – privi di impianti di depurazione adeguati alla normativa vigente, ovvero sottoposti a infrazione comunitaria. Per questo invitiamo ad accogliere sempre con favore gli impianti di depurazione, perché oltre ad essere presidi di salute assicurano la possibilità di accedere all’ampliamento del servizio” concludono i sei.

Liste d’attesa, sei consiglieri: “Nessuna risposta alle sette domande sull’applicazione o meno del regolamento vigente. Diffidiamo i direttori generali a rispondere”

Nessuna risposta dai direttori generali delle Asl dopo quasi un mese dalle sette domande formulate per conoscere lo stato d’applicazione del regolamento regionale su liste d’attesa e attività a pagamento. Per sollecitare la risposta, dunque, abbiamo inviato una lettera di diffida, perché le file ai CUP non diminuiscono e temiamo che il regolamento adottato nel 2016 non sia applicato in nessuna azienda”.

Lo comunicano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.

“Dopo lo stravolgimento della proposta di legge sulle liste d’attesa – proseguono i sei esponenti in Consiglio regionale – inviammo una lettera ai Direttori Generali delle Asl, con sette domande sull’applicazione del regolamento vigente. Sapevamo, ovviamente, che risponderci sarebbe stato molto difficile, perché il regolamento n. 2 del 2016, approvato dalla Giunta Emiliano, non ci risulta sia mai stato applicato nelle sue parti più sensibili e vigorose. E, infatti, proprio la sua disapplicazione ci aveva fatto pensare a una proposta di legge in grado di far rispettare norme già vigenti, a fronte di una chiara violazione ed elusione”.

“È passato quasi un mese – rimarcano – dalla richiesta e non abbiamo ottenuto risposta, in violazione delle nostre prerogative, e forse perché i numeri potrebbero giustificare l’utilità della nostra iniziativa ingiustificatamente bocciata. Per questi motivi abbiamo diffidato i direttori generali delle Asl, aziende universitarie e Irccs a rispondere con urgenza alle nostre sette domande, riservandoci tutte le iniziative consentite dall’ordinamento in caso di ulteriore inerzia.

Le domande su cui si attende risposta – spiegano – sono le seguenti:
1) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti accertamenti d’inadempienza al regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono stati riscontrati? 2) Dal 15.2.2016 ad oggi quante e quali inadempienze sono state riscontrate alle disposizioni aziendali in materia di attività a pagamento (Alpi)? 3) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di disallineamento nei tempi d’attesa, per unità operative e singole prestazioni, sono stati riscontrati tra attività istituzionale e attività libero-professionale? 4) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di sospensione o di revoca dall’esercizio dell’Alpi nei confronti di singoli operatori sono stati effettuati? 5) Dal 15.2.2016 ad oggi quante verifiche sui presupposti d’autorizzazione della c.d. Alpi allargata sono state effettuate? 6) Dal 15.2.2016 ad oggi quante autorizzazioni all’Alpi allargata sono state revocate o sospese? 7) Dal 15.2.2016 ad oggi quante attività di verifica sull’esecuzione del regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono state promosse dall’assessorato regionale alla Salute?”.

Liste d’attesa, sei consiglieri: “Sette domande ai direttori generali per dimostrare la violazione sistematica del regolamento vigente. E i risultati purtroppo si vedono”

Obbligo vaccinale, sei consiglieri: “Lega e M5S vogliono togliere obbligo. Torni allora in Consiglio la nostra proposta, non si può sprofondare nel Medioevo” – VIDEO

 

“Lega e Cinquestelle chiedono l’eliminazione dell’obbligo vaccinale e noi abbiamo chiesto di riportare in Consiglio la nostra proposta sull’obbligo. Scene da Medioevo. La Puglia ha raggiunto nell’ultimo anno un notevole incremento della copertura e c’è chi tenta di dissipare tutto il lavoro fatto”.

Lo comunicano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, dopo aver appreso della presentazione in Senato di un emendamento 7.0.1 (testo 2) al disegno di legge “Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale” (n. 770), con cui si elimina l’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola. L’emendamento è stato presentato dai senatori Maria Cristina Cantù (Lega), Pierpaolo Sileri (M5S) e Sonia Fregolent (Lega).

“Nel giugno 2017 – proseguono i sei consiglieri regionali pugliesi –  avevamo deciso di sospendere l’esame della nostra proposta di legge sull’obbligo vaccinale perché era intervenuta una norma statale, che peraltro ha reso possibile nell’ultimo anno in Puglia un notevole incremento della copertura vaccinale. Ora, purtroppo, apprendiamo di questo tentativo a farci tornare al più terribile passato, contro ogni evidenza e prova scientifica. Per questo motivo, abbiamo chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio Regionale della proposta di legge sottoscritta con altri colleghi, così – concludono – da essere pronti a legiferare nel malaugurato caso in cui dovesse passare la proposta di eliminazione dell’obbligo“.

Liste attesa, Amati: “Cose mai viste. Pochi medici valgono più dei cittadini in fila al Cup, col risultato di trasformarci in procacciatori d’affari per più ampia attività privata.

“Una cosa mai vista. Rinviare e tergiversare per più di un anno per poi dire che i voti di alcuni medici valgono più delle persone in fila al Cup. E la cosa più grave è che si è approfittato della nostra proposta di legge per introdurre un aumento di budget in favore dei privati, come se fossimo procacciatori d’affari per l’attività privata. Che peccato. Ma noi non ci fermeremo nel denunciare lo scempio dell’attesa in sanità”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando l’esito della votazione sulla proposta di legge sulle liste d’attesa.

“Una legge che alla fine non tiene conto della legge statale, del Piano nazionale e del contratto dei medici. Una legge trasformata in un mostro giuridico. Ma per comprendere ciò che è accaduto basti pensare che la proposta che prevedeva il blocco dell’attività privata in caso di mancato allineamento con l’attività pubblica, è stata sostituita con una norma che farà innalzare le prestazioni private e le spese, senza risolvere il problema dell’attesa. Una norma impossibile per l’ordinamento, che prevede l’acquisto di prestazioni da operatori accreditati esterni, in extra budget rispetto agli accordi contrattuali vigenti. Insomma, un’ingiustizia e un pasticcio”.

Rifiuti, Amati: “Le discariche fanno schifo e la proposta M5S ce le voleva portare in casa con la scusa del rifiuto zero”

Le discariche mi fanno schifo e non potevo votare una legge con principi che alla fine si muovono per regalarcele a piene mani, facendoci credere che in natura esista l’obiettivo del rifiuto zero e che il riuso non sia un maestoso e meritorio processo industriale, ma una raccolta di suggestioni tratte dalla società degli agricoltori-allevatori, se non proprio da quella dei raccoglitori-cacciatori”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento alla proposta di legge “Verso un’economia circolare a rifiuto zero” proposta dal M5S e bocciata oggi in V Commissione.

“La proposta di legge dei colleghi Cinque Stelle era in realtà un manifesto politico, di tipo decrescitista, scritto molto probabilmente in buona fede ma in contraddizione con la scienza, la tecnica e l’apparato normativo vigente – prosegue Amati –. Il problema che, invece, il dibattito odierno in Commissione ha colto all’unanimità è il ritardo che registriamo nella definizione del Piano regionale dei rifiuti; una mancanza gravemente nociva sia per la chiusura del ciclo che per la semina di elementi di buon senso, scientificamente quadrati e fondati su differenziata, riuso e trasformazione di materiale in energia”.