Proposta di legge, Amati: I pugliesi potranno avere la diagnosi sull’85% delle malattie dall’1% dei geni. Una rivoluzione”

“Non è un’esagerazione, si tratta di una rivoluzione. È una proposta di legge che introduce in Puglia un nuovo servizio: un test sull’1% dei geni per diagnosticare l’85% delle malattie. La genomica è il futuro nella lotta alle malattie e la nostra regione deve provare a rivelarsi tra le eccellenze nazionali”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio Fabiano Amati, primo firmatario della proposta di legge depositata oggi su Esoma-Istituzione del Servizio di analisi genomica avanzata con sequenziamento della regione codificante individuale. La proposta è stata sottoscritta anche dai Consiglieri regionali Mauro Vizzino, Filippo Caracciolo, Francesco Paolicelli, Enzo Di Gregorio, Donato Metallo e Paolo Campo.

“Si chiama Esoma. Una parola difficile e una tecnica complicatissima, in grado di produrre però effetti facilissimi da comprendere: alleviare, contrastare e combattere la sofferenza umana da malattia.
Si tratta di analizzare un elevato numero di frammenti di DNA in parallelo, sino a ottenere la sequenza di molti geni in contemporanea o addirittura l’intera regione codificante, quella composta da 180mila porzioni, cioè l’1% di tutto il genoma umano. In altre parole: il genoma umano è soggetto a mutazioni evolutive, senza delle quali non ci sarebbe la vita. Accade però che alcune mutazioni, che si sviluppano in un luogo che si chiama regione codificante e che rappresenta l’1% di tutto il genoma, producono informazioni false o incomplete in grado di compromettere la produzione e la funzione delle proteine, generando così l’85% delle malattie.
La proposta di legge si occupa quindi di analizzare gratuitamente la regione codificante del genoma nei seguenti casi: feto con malformazioni, multiple o associate; neonato in condizioni critiche; pazienti con sospetto sindromico per malattia rara con sintomi di malattia e privi di diagnosi o causa biologica; cittadini con condizione genetica nota su base anamnestica familiare o appartenenti a gruppo o popolazione con alto rischio di sviluppare una patologia genetica e desiderosi di conoscere la probabilità di sviluppare la stessa condizione e/o conoscere la probabilità di trasmettere la stessa patologia alla prole; cittadini parte di coppie con una o più gravidanze a evoluzione infausta nel II o III trimestre di gravidanza, comprese le morti in epoca perinatale.
Un’ampia gamma di situazioni problematiche su cui la conoscenza diagnostica puntuale rappresenta un punto di partenza imprescindibile nella cura.
La proposta di legge ha un articolato che descrive il senso pratico del percorso. Infatti: in caso di un sospetto diagnostico di malattia rara, viene disposto il prelievo ematico da trasmettere entro l’arco temporale di 36 ore al Laboratorio di medicina genomica competente.
Nel caso in cui sia riscontrata la presenza di una malattia genetica e rara, il paziente verrà preso in carico dai centri dei presidi di rete nazionale per le malattie rare. Il servizio sarà garantito dal Servizio sanitario regionale in totale esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria trattandosi di Livello essenziale di assistenza.
Certo, la tecnica apre questioni notevoli di carattere etico, a prescindere dai casi clinici per cui la nostra proposta è stata scritta. Queste questioni riguardano la continua evoluzione della genomica, per cui il futuro apre le sue porte al rischio di ottenere la diagnosi di probabilità nell’insorgenza di malattie per cui non disponiamo di terapie. È questo un tema complesso, che ovviamente non si risolve nella proposta di legge da noi presentata, ma che è in grado di farci entrare nell’idea di restare sempre accordati con la scienza, tenendo sempre aperti i cantieri dell’innovazione”.

PTA Fasano, Amati: “Attivata una modernissima tecnologia per installare i cateteri venosi (PICC)”

Al PTA di Fasano è stata installata un’importante innovazione tecnologica. Si tratta di un modernissimo ecografo per impiantare i cateteri venosi centrali (PICC), che servono per i pazienti bisognosi di frequenti trattamenti farmacologici per via endovenosa. Questo moderno sistema d’impianto evita la radiografia per verificare l’esatto posizionamento, apportando dunque evidenti vantaggi”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“I cateteri venosi centrali (PICC) vengono inseriti dal braccio e raggiungono pressappoco il cuore. Con il moderno sistema installato si ottengono procedure d’impianto in piena sicurezza sia al letto del paziente che a domicilio. La nuova tecnologia evita la sottoposizione del paziente a radiografia di verifica, perché il sistema è in grado di seguire tutte le fasi come un navigatore dotato delle freccette in uso alle applicazioni per mappe, senza rischio d’errore.

C’è da dire che il PTA di Fasano, dal 2007, è centro di riferimento regionale per impianti PORT e PICC, perché in grado d’attrarre pazienti residenti in tutti i comuni della regione, come dimostrato dai lusinghieri dati d’accesso registrati negli ultimi anni. La nuova tecnologia a disposizione del PTA fasanese da qualche giorno è presente in pochissimi centri pugliesi e in non moltissimi presidi italiani.

 

 

Mi sento di ringraziare la ASL Brindisi per questo ulteriore passo sulla strada dell’innovazione e modernizzazione, e in particolare i medici del presidio di Fasano che stanno guidando con piglio sicuro e determinazione il passaggio a una potente strutturazione territoriale dell’offerta sanitaria, dotata di un importante punto di primo intervento, decine di ambulatori chirurgici, medici e diagnostici, e due sale operatorie.

Il tutto – conclude Amati – in attesa che il territorio del nord brindisino e sud-est barese possa essere dotato, finalmente, del suo ospedale  Monopoli-Fasano per acuti di primo livello che, congiunto ai PTA così come si stanno configurando e alle diverse RSA pubbliche e private, renderà il nostro territorio tra quelli più all’avanguardia della regione”.