Facoltà medicina Lecce, Amati: “Le Università pugliesi si parlino, senza campanilismi, per non lasciare spazio a fraintendimenti.”

“Penso che il sistema universitario pugliese debba parlarsi con franchezza e senza eccessi di fair play, per valutare come programmare al meglio l’ampliamento dell’offerta di ricerca e formazione. Ha suscitato interesse, infatti, l’opinione del Rettore dell’Università di Bari in ordine alla necessità di dare priorità alle scuole di specializzazione piuttosto che ai corsi di laurea, dando così continuità agli investimenti già previsti e al miglioramento delle dotazioni infrastrutturali delle sedi esistenti”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La Regione sta per decidere un notevole investimento economico sulla ricerca e formazione universitaria, impegnandosi per vent’anni e fuori dalle proprie competenze funzionali. La straordinarietà della questione merita, perciò, un impegnativo approfondimento, a cominciare dal rifiuto sincero e concreto di ogni ipotesi di campanilismo, dirigendosi verso l’ampliamento della reputazione del nostro sistema universitario e valutando gli investimenti sulla base di dati obiettivi.
In tal senso vanno considerati il dato demografico, il sistema pensionistico e le aspettative di vita, che in forma congiunta o disgiunta sono in grado di condizionare l’insegnamento universitario per progressiva contrazione di studenti, per aumento degli anni di lavoro del personale in servizio e per mutamento delle necessità specialistiche.
Tutto ciò rende necessario, alla luce della scarsità delle risorse economiche disponibili, una programmazione più pertinente e meno emotiva, puntata sull’ampliamento dell’offerta specialistica, che è un modo più sicuro per contrastare i flussi degli studenti pugliesi verso le altre università italiane. In poche parole, così come ha fatto intendere il Rettore di Bari, è più importante che i giovani medici si specializzino in Puglia, così da rimanerci, piuttosto che laurearsi in Puglia ed emigrare verso scuole di specializzazione extra regionali che non li riporteranno più indietro, impoverendo il nostro sistema sanitario.
Spero dunque che nell’audizione della prossima settimana con gli assessori regionali alla Sanità e alla Formazione si parli di questo e con ampi livelli di disponibilità ad aprirsi a tutte le ragioni, anche per onorare le sollecitazioni che abbiamo richiesto e che sono venute non per esigenze di cerimoniale ma per farci meglio valutare la decisione politica che stiamo per prendere”.

Gli studenti della Bat e della provincia di Brindisi che frequentano la sede universitaria di Bari non sono pendolari ma fuori sede

Gli #studenti della Bat e della provincia di Brindisi che frequentano la sede universitaria di Bari non sono pendolari ma fuori sede, e perciò hanno diritto di concorrere per la borsa di studio #Adisu. Ho chiesto pertanto all’assessore Sebastiano Leo una modifica dei criteri, diversamente proporrò al Consiglio una norma per porre subito rimedio.
 
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Liste d’attesa, Amati: “Policlinico e Università non pubblicano i dati e i medici vogliono autosospendersi contro la legge statale”

“Il Policlinico e l’Università di Bari si palleggiano l’obbligo di pubblicare i dati sull’intramoenia e un sindacato di medici propone di autosospendersi per un mese dall’attività a pagamento; lo fanno per contestare la mia proposta di legge ma purtroppo non si accorgono che le loro obiezioni sono alla legge statale, che impone l’allineamento dei tempi d’attesa tra attività istituzionale e libero-professionale”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.
“Nel corso degli ultimi mesi ho chiesto prima al Policlinico e poi all’Università di pubblicare i dati sull’attività libero-professionale, così come la stessa richiesta è stata avanzata a tutte le Aziende sanitarie pugliesi. Ne è venuto fuori, rispettivamente, il palleggiarsi la competenza tra Policlinico e Università sui docenti universitari, col risultato di un’eclatante omissione, e una parziale pubblicazione – nella maggior parte dei casi – da parte delle singole aziende.
E mentre tutto ciò accade, manifestando implicitamente tutto il problema che la mia proposta vuole risolvere, un sindacato di medici propone di auto-sospendere l’attività libero-professionale, come se questo dovesse spaventare qualcuno o come se l’allineamento dei tempi dipendesse dalla legge regionale e non da una legge statale già vigente.
Spero che il 27 novembre prossimo il Consiglio approvi la proposta di legge e che in Puglia si avvii con energia il processo di riduzione dell’attesa in sanità”.