



“C’è voluta la giusta sollecitazione dell’Osservatorio fitosanitario regionale e finalmente è stata depositata la relazione finale del progetto di ricerca ‘Scortichini’. Il risultato è che non vi è alcuna evidenza per sostenere l’attività antibatterica utile del composto usato (Dentamet). L’unica evidenza a tutti palese è che il campo su cui è stata effettuata la sperimentazione è allo stato abbandonato e distrutto e che, a 100 metri da quel campo, un altro olivicoltore ha deciso di impiantare la Favolosa (Fs17)”. Lo comunicano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando il deposito – avvenuto il 10 settembre 2019 – della relazione finale all’accordo del 17 gennaio 2017 tra Regione Puglia, Crea, Università di Bologna e del Salento (c.d. Progetto Scortichini).

“La relazione depositata – proseguono – non aggiunge nuovi elementi rispetto a quanto già noto circa l’efficacia del composto utilizzato nel progetto di ricerca, il Dentamet, e fa riferimento a un articolo scientifico (A zinc, copper and citric acid biocomplex shows promise for control of Xylella fastidiosa subsp. pauca in olive trees in Apulia region – southern Italy), pubblicato sulla rivista «Phytopathologia Mediterranea». Tale articolo – spiegano i sei Consiglieri – è stato oggetto di critica approfondita, soprattutto a causa di varie discrepanze metodologiche e del fatto che l’effetto sul batterio sia stato misurato solo in 2 ulivi trattati e 2 di controllo, ed è stato preso anche in considerazione nell’ultima revisione EFSA (maggio 2019): le conclusioni sono che non vi è evidenza sufficiente di attività antibatterica utile del composto testato”.
“La relazione depositata contiene, inoltre, anche qualche sintetico passaggio in cui si espongono considerazioni circa la metabolomica degli alberi infetti, il contenuto di micronutrienti dei suoli salentini e la procedura di monitoraggio regionale. Quattro dei cinque articoli scientifici allegati alla relazione si occupano di questi aspetti, che non offrono particolari indicazioni specifiche circa l’efficacia del trattamento testato. Dal punto di vista dell’efficacia del composto, vale la pena ricordare come il campo sperimentale oggetto dell’unica pubblicazione che misurerebbe l’eventuale efficacia del composto utilizzato, è risultato precocemente abbandonato. All’epoca si disse per decisione del proprietario di mutare il tipo di coltivazione. Tale circostanza è difficilmente comprensibile alla luce di una presunta efficacia del trattamento. Inoltre, un campo posto nelle vicinanze del campo sperimentale (circa 100 metri) risulta espiantato e piantumato con la varietà resistente c.d. Favolosa (FS17); anche in questo caso – concludono – sembra difficile comprendere come mai il proprietario del fondo vicino abbia assunto simile decisione al cospetto delle mirabilie osservate nel campo vicino”.

Al castello di Carovigno, questa sera incontro-dibattito “La xylella minaccia senza fine? Il punto, le strategie, il futuro” con il Consigliere Amati
“La xylella minaccia senza fine? Il punto, le strategie, il futuro”: questo l’argomento di un incontro in programma per questa sera, venerdì 30 agosto, alle ore 19,30, al Castello Dentice di Frasso di Carovigno. La serata, moderata dal giornalista Michele Fortunato, sarà occasione per discutere del tema con le istituzioni e i tecnici agrari. L’evento chiuderà la tre giorni della manifestazione “Mandorle e Sapori a Corte”.
Interverranno il Consigliere regionale Fabiano Amati, Commissione Ambiente-Assetto ed utilizzazione del territorio; Filippo Angelini De Miccolis, Presidente Coldiretti della Provincia di Brindisi; Vito Rubino, Responsabile Settore Organizzazione e Sviluppo Cia Puglia e Direttore Area Due Mari-Brindisi Taranto. Le questioni tecniche, invece, saranno discusse da Franco Bellino, Tecnico Agrario; Felice Suma, Agronomo; Raffaele De Giovanni, Tecnico Agrario. Per i saluti istituzionali, saranno presenti: il Sindaco di Carovigno, Massimo Lanzilotti; Antonella Tateo, Assessore al Turismo e Cultura del Comune di Carovigno; Luigi Orlandini, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Carovigno.
L’incontro è aperto alla cittadinanza.
Xylella, C-Entra il futuro: “Osservatorio fitosanitario risponde a nostre sei domande: le cose dette a convegno Conversano sono false. Emiliano sia più prudente”
“L’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia ha risposto alle nostre sei domande. Ci pare di capire che non rispondono al vero accertato o accertabile tutte le affermazioni e supposizioni espresse a Conversano durante un convegno, svoltosi nei giorni scorsi alla presenza, purtroppo, del Presidente Emiliano. D’ora in poi maggiore prudenza e affidamento alla prova scientifica non guasterebbe”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, presentatori nei giorni scorsi di un’istanza al Servizio Osservatorio fitosanitario regionale, riscontrata oggi, per avere informazioni dettagliate sui contenuti esposti in un convegno sulla Xylella svoltosi il 24 luglio 2019 a Conversano alla presenza del Presidente della Giunta regionale Michele Emiliano.
Ecco il testo delle domande e delle risposte:
“1. È stato detto che dall’agosto 2016 c’è un albero infetto a nord di Bari. Risulta al Servizio tale circostanza?
Alla Sezione Osservatorio, sulla base degli atti disponibili, non risulta alcun ritrovamento di piante infette a Corato.
Nello specifico, le coordinate GPS dell’agro di Corato presenti nell’appendice “Xylella fastidiosa host plant database” della pubblicazione EFSA “Update of a database of host plants of Xylella fastidiosa: 20 November 2015” del 9 febbraio 2016 (EFSA Journal) si riferiscono, come specificato dall’EFSA, non alla posizione della pianta infetta ma rappresentano le coordinate di centroide della Puglia., mentre le coordinate GPS della pianta a cui si fa riferimento e tutte le informazioni ad essa associate sono presenti nel link presente nel lavoro scientifico di riferimento citato nello stesso documento.
2. Un relatore ha dichiarato d’occuparsi di Xylella dal 2011, cioè ben prima che la presenza del batterio fosse accertata ufficialmente. Di tale circostanza ne è mai venuto a conoscenza il servizio fitosanitario? In caso affermativo, perché il servizio ritenne di non rendere pubblica la notìzia e di adottare le opportune misure?
Il servizio fitosanitario non è mai venuto a conoscenza che ci fosse qualcuno a livello regionale che si occupasse di xylella nel 2011.
La presenza di xylella sul territorio Europeo è stata segnalata per la prima volta dal Servizio fitosanitario della Regione Puglia ad ottobre 2013, come rilevabile dalla prima comunicazione fatta dal Servizio fitosanitario al Ministero a seguito della nota dei laboratori SELGE di Bari con cui si comunicava l’identificazione mediante tecniche molecolari di Xylella fastidiosa in campioni vegetali prelevati nel Salento; in particolare da olivi con manifesti segni di disseccamento, da oleandro e mandorlo.
Con l’occasione si richiama l’art. 8 del D.igs 214/05 e s.m.i., che dispone “chiunque è a conoscenza , compresi gli Enti pubblici e privati ed ogni altra istituzione scientifica, di darne immediata comunicazione al Servizio fitosanitario regionale competente per territorio, della comparsa effettiva o sospetta di organismi nocivi di cui all’allegato I o II, nonché di ogni altro organismo nocivo, non segnalato precedentemente nel territorio della Repubblica Italiana”. L’inadempimento è sanzionabile ai sensi del comma 5 dell’art. 54 del medesimo decreto legislativo.
3. È stato detto che “… la fastidiosa fastidiosa c’è sempre stata in Puglia. Considerato che la “fastidiosa fastidiosa” è l’agente della temutissima malattia di “Pierce della vite”, del cui rinvenimento non si ha notizia nonostante le analisi compiute, il Servizio Fitosanitario ha dati o notizie che possano confermare tale affermazione? Se sì, perché ciò non è stato reso noto e quali misure sono state adottate in merito? Se invece non è vero, perché non sì smentisce tale falso allarme?
A questo servizio non è giunta alcuna comunicazione sul ritrovamento di ceppi di X. fastidiosa sottospecie fastidiosa.
E’ altresì doveroso specificare che la vite è stata oggetto di specifiche attività di monitoraggio dal 2013, I cui risultati non hanno mai evidenziato infezioni su questa specie, né tantomeno sono giunte segnalazioni di viti con sintomi sospetti e attribuibili alla Malattia di Pierce.
Peraltro, tutti i dati relativi alla caratterizzazione genetica effettuata dal laboratorio BELGE ogni qualvolta è stata identificata una nuova specie ospite o un nuovo focolaio, indicano in tutti i casi la presenza di X. fastidiosa sottospecie pauca ST53.
A seguito delle prove di patogenicità effettuate su vite, suffragate dalle analisi di laboratorio effettuate sui campioni vegetali prelevati da vite nelle aree infette, con Decisione UÈ 2352 del 14/12/2017, tre varietà di vite molto diffuse in Puglia: Negroamaro, Cabernet Sauvignon e Primitivo, sono state inserite tra le specie non suscettibili alla Xylella f. pauca ST53.
4. È stato detto che la Xylella è arrivata in Puglia alla fine del secolo scorso. Se il riferimento è verosimilmente alla sottospecie “pauca”, considerato che nello stesso convegno è stato detto che la fastidiosa “c’è sempre stata in Puglia”, il Servizio Fitosanitario è in possesso di dati che confermino questa affermazione, sinora smentita dalle analisi anche genetiche effettuate da gruppi di rilevanza internazionale? E se invece tali affermazioni fossero false, perché non si procede a smentita?
Che l’introduzione possa essere avvenuta alcuni anni prima del 2013 (anno in cui è stato diagnosticato in Puglia il batterio per la prima volta) è cosa alquanto plausibile considerando che dalle informazioni acquisite nell’areale colpito dai disseccamenti, sintomi atipici di disseccamento su olivo erano stati notati già nel 2008-2010; dai dati ora a disposizione emerge che (in condizioni di campo) dal momento dell’infezione sino alla comparsa dei sintomi possono intercorrere anche anni (3-4 anni).
Gli studiosi hanno cercato di stimare la probabile data di introduzione, fra le quali l’autore del libro fa riferimento all’arco temporale individuato durante la conferenza EFSA di Mallorca del 2017, ciò ovviamente non è da intendersi come data sin dalla quale si aveva conoscenza dell’esistenza di Xylella in Puglia.
Una risposta scientifica in tal senso è stata fornita ad aprile 2019, sulla rivista scientifica “Applied and Environmental Microbiology” è stato pubblicato il lavoro “Genomic diversity and recombination among Xylella fastidiosa subspecies” di: Mathieu Vanhove, Adam C. Retchless, Anne Sicard, Adrien Rieux, Helvecio D. Coletta-Filho, Leonardo De La Fuente, Drake C. 5tenger,e Rodrigo P. P. Almeida, che attraverso una analisi bioinformatica delle sequenze dei genomi disponibili (quindi dati reali) ha stimato come data di introduzione statisticamente più probabile in Puglia il 2008, mentre in Costa Rica la data di introduzione statisticamente più probabile è il 1943.
5. È stato detto che “la Francia ha deciso di abbandonare il problema…”. Considerato che non risulta avviato alcun procedimento d’inadempimento (infrazione) a carico della Francia, mentre al contrario sono stati resi più volte pubblici gli esiti del monitoraggio del materiale vegetale importato e del controllo di potenziali focolai sul territorio francese, cosa intende fare il Servizio Fitosanitario per impedire che il prestare credito a tale tipo di informazioni può favorire il propagarsi dell’epidemia?
Al Servizio fitosanitario pugliese non risulta che “La Francia ha deciso di abbandonare il problema”.
La Francia nella regione Provenza-Alpi – Costa Azzurra (PACA), attua misure di eradicazione e in Corsica misure di contenimento. Si rammenta che le misure di eradicazione che sono le più drastiche hanno come obiettivo Feradicazione del batterio dal territorio interessato, mentre in Corsica nonostante sia un’isola e il batterio è diffuso e insediato, si attuano misure di contenimento proprio per cercare di contenerne la diffusione.
6. È stato detto che “a Mentone hanno trovato tutti i 5 tipi” (riferendosi presumibilmente a tutte le diverse sottospecie di Xylella). E’ una affermazione che trova conferma nei documenti ufficiali?
Dai report ufficiali della Francia presentati in seno al Comitato Fitosanitario Permanente di Bruxelles e pubblicati su CIRCA (portale della Commissione) non risulta che in Francia siano stati individuate tutte le sottospecie di xylella.
Le sottospecie rilevate in Francia nella regione PACA sono: X. fastidiosa subsp. multiplex e X. fastidiosa subsp. pauca.
Xylella e monitoraggi, C-Entra il futuro: “Perché sono state sospese le attività? Xylella è un fatto concreto, non carte da compilare. Intervenga Emiliano”
“Nessuno riesce a spiegarci perché il monitoraggio sulla Xylella si è bloccato, dopo i primi quattro giorni di lavoro. Sarà che qualcuno si è rassegnato alla distruzione e, alla fine, ciò che interessa sono solo gli adempimenti burocratici, cioè mettere le carte a posto per evitare il procedimento d’infrazione? Chiediamo ancora una volta l’intervento risoluto del Presidente Emiliano”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, con riferimento alle attività di monitoraggio nelle aree di contenimento e cuscinetto interessate dal batterio Xylella.
“Le attività di monitoraggio sulla diffusione del batterio, funzionali all’eventuale esecuzione delle previste misure di contrasto, erano cominciate nei giorni 5, 6, 7 e 8 agosto e poi inspiegabilmente sospese. Ad oggi, non riusciamo a capire i motivi della sospensione e nemmeno le modalità con cui si intende operare. Abbiamo l’impressione che la vicenda Xylella si stia ormai vivendo solo attorno agli adempimenti burocratici, cioè al mettere a posto le carte, e non ad evitare l’espansione del contagio. A riprova di ciò ci sono la ingiustificata sospensione del monitoraggio e i procedimenti di ispezione e campionamento.
Sulla sospensione, più che risposte alle nostre domande, cioè ulteriori parole, chiediamo un intervento risoluto del Presidente Emiliano, finalizzato a far ripartire le attività. Sulle modalità del monitoraggio avvertiamo, invece, qualche perplessità, su cui chiediamo un’urgente rimeditazione – proseguono i sei -. Innanzitutto: se vogliamo contrastare la Xylella e non mettere solo le carte a posto per evitare l’infrazione, ci pare essenziale dispiegare le maggiori energie nelle fasce cuscinetto e di contenimento, con modalità più o meno simili a quelle utilizzate per i precedenti monitoraggi, prima cioè che l’Unione Europea allentasse le regole operative”.
“Le attuali modalità, infatti, risultano insufficienti perché prescrivono le ispezioni su tutte le piante per solo 5.000 ettari circa della zona cuscinetto (primo chilometro), con almeno una piante a ettaro da sottoporre a campionamento, mentre in precedenza le attività riguardavano circa 50.000 ettari di ispezione visiva e almeno 50.000 piante da campionare (una per ettaro).
Inoltre: circa la fascia di contenimento, le attuali modalità operative prescrivono solo l’ispezione visiva e il campionamento delle piante sospette, mentre in precedenza le attività riguardavano circa 100.000 ettari di ispezione visiva e almeno 100.000 piante da campionare (una per ettaro) – concludono -“.
Xylella, C-Entra il futuro: “Le cose dette a Castellana o sono gravi o sono false. Sei domande all’Osservatorio regionale”
“Le cose dette a Castellana Grotte sulla Xylella o sono gravi oppure sono false. E poiché sono state dette alla presenza del Presidente Emiliano, è opportuno che intervenga l’Osservatorio Fitosanitario regionale, a cui abbiamo rivolto sei domande”.
Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, presentatori di un’istanza al Servizio Osservatorio Fitosanitario regionale per avere informazioni dettagliate sui contenuti esposti in un convegno sulla Xylella svoltosi il 24 luglio 2019 alla presenza del Presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano.
“Abbiamo rivolto sei domande alla Sezione Osservatorio Fitosanitario regionale per puntualizzare la verità ed evitare disorientamenti – spiegano i sei Consiglieri -.
1. È stato detto che dall’agosto 2016 c’è un albero infetto a nord di Bari. Risulta al Servizio tale circostanza?
2. Un relatore ha dichiarato d’occuparsi di Xylella dal 2011, cioè ben prima che la presenza del batterio fosse accertata ufficialmente. Di tale circostanza ne è mai venuto a conoscenza il Servizio Fitosanitario? In caso affermativo, perché lo stesso ritenne di non rendere pubblica la notizia e di adottare le opportune misure?
3. È stato detto che “… la fastidiosa fastidiosa c’è sempre stata in Puglia …”. Considerato che la “fastidiosa fastidiosa” è l’agente della temutissima malattia di “Pierce della vite”, del cui rinvenimento non si ha notizia nonostante le analisi compiute, il Servizio Fitosanitario ha dati o notizie che possano confermare tale affermazione? Se sì, perché ciò non è stato reso noto e quali misure sono state adottate in merito? Se invece non è vero, perché non si smentisce tale falso allarme?
4. È stato detto che la Xylella è arrivata in Puglia alla fine del secolo scorso. Se il riferimento è verosimilmente alla sottospecie “pauca”, considerato che nello stesso convegno è stato detto che la fastidiosa “c’è sempre stata in Puglia”, il Servizio Fitosanitario è in possesso di dati che confermino questa affermazione, sinora smentita dalle analisi anche genetiche effettuate da gruppi di rilevanza internazionale? E se invece tali affermazioni fossero false, perché non si procede a una smentita?
5. È stato detto che “la Francia ha deciso di abbandonare il problema…”. Considerato che non risulta avviato alcun procedimento d’inadempimento (infrazione) a carico della Francia, mentre al contrario sono stati resi più volte pubblici gli esiti del monitoraggio del materiale vegetale importato e del controllo di potenziali focolai sul territorio francese, cosa intende fare il Servizio Fitosanitario per impedire che il prestare credito a tale tipo di informazioni possa favorire il propagarsi dell’epidemia?
6. È stato detto che “a Mentone hanno trovato tutti i 5 tipi” (riferendosi presumibilmente a tutte le diverse sottospecie di Xylella). È una affermazione che trova conferma nei documenti ufficiali?”.
Rassegna Stampa di oggi >>
Il Presidente Emiliano la smetta di sminuire o screditare implicitamente il lavoro sulla Xylella compiuto dalle istituzioni scientifiche, comprese quelle che egli stesso guida, assecondando teorie sfornite di prova scientifica e perciò strampalate. La disputa sulle questioni scientifiche è possibile se chi discute fornisce la prova di ciò che dice. Per sostenere per esempio che i bambini vengono portati dalla cicogna bisogna provarlo, senza prove non si può dire né si può accettare il dibattito, soprattutto se si rappresentano le istituzioni pubbliche.


Xylella, C-Entra il futuro: “Emiliano non può screditare il lavoro delle istituzioni scientifiche su Xylella o avallare teorie tipo quella dei bambini portati dalla cicogna”
“Il Presidente Emiliano la smetta di sminuire o screditare implicitamente il lavoro sulla Xylella compiuto dalle istituzioni scientifiche, comprese quelle che egli stesso guida, assecondando teorie sfornite di prova scientifica e perciò strampalate. La disputa sulle questioni scientifiche è possibile se chi discute fornisce la prova di ciò che dice. Per sostenere per esempio che i bambini vengono portati dalla cicogna bisogna provarlo, senza prove non si può dire né si può accettare il dibattito, soprattutto se si rappresentano le istituzioni pubbliche”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’intervento del Presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, alla presentazione di un libro a Castellana Grotte.
“Negli anni abbiamo subito contestazioni, attacchi e irrisione, solo perché pretendevamo decisioni politiche accordate con la prova scientifica e invocavamo assunzione di responsabilità. Oggi che l’intero patrimonio olivetato del Salento è andato distrutto e il rischio d’espansione del contagio riguarda la Piana degli ulivi monumentali e la provincia di Bari, sentiamo riemergere rivendicazioni del diritto al dubbio, come se la tragedia salentina non sia stata probabilmente favorita proprio da opinioni senza scienza e da dubbi senza prova. Per non ripetere la sceneggiata salentina, ove a tutti, fuorché ai fitopatologi, era consentito somministrare la propria ricetta, fatta di suggestioni parolaie o intrugli magici, è opportuno che le istituzioni non si prestino per calcolo politico a generare confusione nelle persone – continuano i sei Consiglieri –”.
“Ai rappresentanti politici delle istituzioni tocca invece sostenere nel loro lavoro, con chiarezza e senza cerchiobottismo, i ricercatori e i funzionari pubblici, difendendoli dalle aggressioni che subiscono da persone che, orfane di protagonismo politico, oppure alla ricerca di un seggio, si mettono a discettare di materie difficili che non hanno mai studiato”.
“E mentre noi siamo costretti a scrivere queste cose abbastanza ovvie, la realtà dice che l’intero patrimonio olivicolo del Salento è secco, che nessun ‘santone’ è riuscito a curare gli alberi di sua proprietà, che si attende di vedere estirpate 858 piante infette per difendere la Piana e la provincia di Bari dal contagio e che nessuna ricerca sulle eventuali cure, finanziata dalla Regione e promossa dalle stesse persone che hanno tenuto a lungo il fronte del negazionismo, ha prodotto risultati – concludono –”.
Xylella, C-Entra il futuro: “Rigenerare e contenere sono una coppia che non può essere scoppiata. 300 milioni da usare valgono 300 piante da estirpare”
“Sulla tragedia Xylella c’è una coppia che non può scoppiare: rigenerare e contenere. O le azioni stanno assieme, oppure le iniziative sul territorio che vogliamo rigenerare, con le relative risorse, saranno vanificate dalla diffusione del contagio a territori ancora indenni e che non stiamo difendendo come si deve. Per questo l’impegno per 300 milioni da usare deve valere come quello per 300 piante infette da estirpare, o come quello per circa 1000 iscrizioni al registro produttori da rilasciare ai vivaisti salentini e pugliesi”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’esito dell’incontro convocato oggi dal Ministro Barbara Lezzi presso la Prefettura di Lecce.
“È giustissimo occuparsi della rigenerazione produttiva e paesaggistica del Salento, mettendo a disposizione risorse e testa. Sono anni che lo diciamo e non possiamo che salutare con estrema soddisfazione ogni atto diretto a realizzare questo obiettivo. Ma la rigenerazione del Salento, ad oggi promessa con 300 milioni di dotazione, non deve ridurre l’interesse nei confronti delle attività di contenimento del batterio per difendere le zone indenni; ad oggi, infatti, sono 354 le piante infette non ancora estirpate, nonostante la scadenza del termine assegnato, e tra qualche giorno scadrà l’ingiunzione per altre 504 piante. La mancata e tempestiva estirpazione, così come suggeriscono le istituzioni scientifiche, è infatti potenzialmente idonea ad allargare il territorio infestato dal batterio – spiegano i sei Consiglieri –”.
“Contenere, dunque, con scrupolo la diffusione del batterio significa pure evitare che i già scarsi 300 milioni per il Salento possano essere ulteriormente suddivisi per soccorrere le necessità di nuove aree infette, rese tali – come detto – per mancanza di attenzione e scrupolo nel compimento delle prescritte azioni di lotta”.
“A questo si aggiunga – concludono – la consapevolezza che la tragedia della Xylella induce ad azioni corali su tutti i fronti, compresa quella che allo stato vede in attesa d’iscrizione al Registro unico dei produttori circa 100 aziende vivaistiche e che sono in corso le istruttorie su ulteriori 900 istanze. Tutti i ritardi su questi procedimenti comportano conseguenze dissonanti con la rigenerazione, aldilà di ogni buona intenzione”.