Referendum, Amati: “Nasce il Comitato Democratici per il Sì. Cinque Sì, per la giustizia e la libertà”

Comunicato stampa del Consigliere regionale della Puglia Fabiano Amati.

“Nasce il Comitato Democratici per il Sì, in vista del referendum del 12 giugno prossimo.


Si tratta di un Comitato promosso da iscritti al Partito Democratico ma aperto a tutti i democratici.
Con il sostegno al Sì assumiamo una posizione accordata con i valori della giustizia, della libertà e del garantismo penale, per incoraggiare attraverso l’esito favorevole del referendum le riforme più coraggiose.
Il più incrostato problema del nostro Paese è infatti l’amministrazione della giustizia, a cui si riconducono direttamente o indirettamente tutti gli altri problemi. Per quanto ciò sia riconosciuto da tutti i cittadini e da tutti gli operatori, compresi i magistrati, nell’attività legislativa l’arma riformatrice si rivela sempre spuntata per motivi d’ingiustificata timidezza o soggezione, riducendo le uniche possibilità radicalmente innovative alla spinta della legislazione europea o referendaria.
Nella consapevolezza che i singoli quesiti referendari non esauriscano la gamma degli interventi auspicabili, non si può però disconoscere il loro valore esemplare e profondamente innestato nei principi del diritto penale della libertà.
Sono questi i motivi che c’inducono a non mancare l’appuntamento, al costo di qualche incomprensione, mettendoci a bordo di un veicolo che si sta obiettivamente muovendo verso l’indirizzo ove risiedono le nostre idee.
Avremo modo di spiegare nei prossimi giorni, ovunque sarà possibile, i motivi specifici della nostra adesione, quesito per quesito e daremo notizia ogni giorno di tutte le adesioni.
Chiunque volesse aderire al Comitato può scrivere all’indirizzo mail amati.fabiano@consiglio.puglia.it”.

Ospedale Ostuni, Amati: “Riattivare la funzione no-Covid entro questa settimana. Assistenza più importante di burocrazia”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Occorre ripristinare la funzione ordinaria dell’ospedale di Ostuni entro e non oltre questa settimana. La funzione d’assistenza Covid può ben essere combinata con le funzioni ordinarie.
Protrarre il regime di ospedale Covid adempie a comodità burocratiche decisamente secondarie rispetto alla priorità assistenziale.
Vi sono ampie condizioni strutturali per assicurare le funzioni no-Covid e Covid, per cui ogni ritardo risulta solo funzionale alla riduzione degli standard d’assistenza.
Secondo il DG della Asl di Brindisi la decisione spetta alla Regione ed è per questo che ho scritto all’assessore alla Sanità per sollecitare l’adozione della decisione”.

Eolico offshore, Amati: “Delibera su spazio marittimo non mette divieti. Campanilismo porta inquinamento e malattie”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“La delibera sullo spazio marittimo non decide i luoghi ove è vietato installare gli impianti di eolico offshore, per la ragione molto semplice che non può farlo. E questo è stato detto con chiarezza oggi in Commissione dai dirigenti regionali.
Gli impianti eolici offshore, compreso quello del sud-Salento, sono invece autorizzabili nel rispetto della normativa e a valle della valutazione d’impatto ambiente, che spesso si concludono con prescrizioni così come si può facilmente dedurre dalla cronaca di questi giorni.
Ne deriva che le opinioni campanilistiche corredate dal no-a-tutto, con effetti inquinanti sull’ambiente e nocivi per la salute, devono essere spostati nelle stazioni della demagogia, ove ad attendere c’è sempre un treno in grado di correre molto veloce sui binari morti”.

Fondi art. 20, Amati: “Persi mesi per niente: partono 17 interventi di edilizia sanitaria”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Abbiamo perso diversi mesi nell’attesa dello studio di fattibilità del nuovo ospedale del nord barese, che ad oggi non è stato ancora predisposto e a dispetto del vecchio cronoprogramma. E tutto ciò ha fermato ingiustificatamente 17 interventi di edilizia sanitaria già pronti per essere inviati al Ministero nell’ambito dei finanziamenti delle delibere CIPE del 2008. Oggi si è preso finalmente atto di quanto era già chiaro, cioè l’impossibilità di avere in tempi brevi lo studio di fattibilità del nuovo ospedale del nord barese, avviando a finanziamento i 17 interventi già dotati di studio di fattibilità e nella speranza che, anche quello del nuovo ospedale, possa essere pronto al più presto. Ecco quali sono gli interventi finora bloccati: arredi e attrezzature nuovo ospedale Monopoli-Fasano per € 28,500 milioni; riqualificazione ospedale San Paolo di Bari per € 11,020 milioni; riqualificazione ospedale Di Venere di Bari per € 11,020 milioni; riqualificazione ospedale Perrino di Brindisi per € 12,540 milioni; riqualificazione ospedale Francavilla Fontana per € 6,840 milioni; riqualificazione ospedale Giovanni XXIII di Bari per € 23,750 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del corpo infettivo ospedale Giovanni XXIII per € 8,455 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione oculistica del Policlinico di Bari per € 3,420 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione dermatologia del Policlinico di Bari per € 7,030 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione gastroenterologia del Policlinico di Bari per € 3,230 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione patologia medica del Policlinico di Bari per € 6,175 milioni; riqualificazione ospedale Barletta per € 8,455 milioni; riqualificazione ospedale Castellaneta per € 4,370 milioni; riqualificazione ospedale Cerignola per € 6,840 milioni; riqualificazione ospedale San Severo per € 6,555 milioni; riqualificazione ospedale Gallipoli per € 5,035 milioni”.

Consorzi di bonifica, Amati: “Emiliano, Pentassuglia e colleghi non mi lascino più solo. Non si dà cibo al coccodrillo per sperare di essere sbranati per ultimi”

“Non si possono finanziare ogni anno, con decine di milioni, quei gran carrozzoni dei Consorzi di bonifica e poi schierarsi al fianco dei cittadini quando vengono emesse le cartelle. La bestia si combatte affamandola. Se dai da mangiare ai coccodrilli, avrebbe detto Churchill, l’unica cosa buona che puoi sperare è di essere mangiato per ultimo. Spero che il Presidente Emiliano, l’assessore Pentassuglia e tutti i colleghi consiglieri non mi lascino più solo nel votare contro il contributo annuale ai Consorzi di bonifica”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Puntuali, come ogni anno, arrivano le cartelle dei Consorzi di bonifica.
Puntualissime, come ogni anno, arrivano le proteste dei cittadini.
Solerti, come ogni anno, arrivano le parole di sostegno dei politici.
Ma tra tanta puntualità e solerzia nessuno si ricorda che ogni anno il Consiglio regionale finanzia i buchi dei Consorzi di bonifica con almeno 13milioni e punte massime di 17milioni. E tutto questo accade con un solo voto contrario: il mio.
Premesso che la Regione non può abolire i Consorzi di bonifica, perché è competenza del Parlamento nazionale; premesso che la Regione non può nemmeno abolire il tributo, perché anche questo è competenza statale; mi chiedo: dove sta scritto che la Regione debba finanziare il buco di questi noti carrozzoni con le tasse dei pugliesi, senza nemmeno farlo a compensazione del tributo?
Inoltre: perché mai dobbiamo tenere ancora in piedi la sezione irrigua dei Consorzi, cioè quella in grado di conseguire le maggiori perdite, piuttosto che ripristinare la norma che assegnava questa funzione ad Acquedotto Pugliese? Mi sembra molto sciatta l’eventuale motivazione fondata sul patto di governo con i Cinquestelle, i quali per entrare in maggioranza pretesero – bisogna sempre ricordarlo – due sole cose: togliere la priorità ai residenti della Murgia nella raccolta del tartufo e riportare ai Consorzi di bonifica la sezione irrigua.
Sono passati due anni d’allora e considerata l’evoluzione dei Cinquestelle da No-Tap a Sì-a-tutto-purché-al-governo, non possiamo lasciargli come bandierina ideologica solo il tartufo?
Smettiamola di finanziare i Consorzi di bonifica e facciamo tornare la funzione con più perdite in capo all’Acquedotto Pugliese, ne gioverebbe il nostro equilibrio, la nostra serietà e le tasche dei cittadini.
E spero che come ogni anno, puntualissima, non torni in una prossima legge di bilancio la solita storia del finanziamento ai Consorzi di bonifica, perché altrimenti il coccodrillo non solo mangerà il cibo che gli offriamo, ma non ci darà più nemmeno le lacrime che ci presta per fingere angusta tristezza perché le tratterà a sé per ridere. E di gusto”.

Spazi marittimi, Amati: “Il PSM non è l’occasione per fare campanilismo su eolico, pena smentite con disonore”

“L’attività di predisposizione dei piani di gestione dello spazio marittimo – PSM – non è l’occasione per fare campanilismo sull’eolico offshore, peraltro senza alcun fondamento tecnico. Dovrebbe essere, invece, un’opportunità per accrescere la nostra autorevolezza di Porta del mediterraneo, con i conseguenti investimenti, e non l’ennesima occasione per farci smentire dal Governo nazionale con il solito strascico di disonore”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“In esecuzione di una direttiva dell’Europa, l’Italia e le regioni italiane hanno il dovere di predisporre piani di gestione dello spazio marittimo.
La Puglia è interessata alle aree mari Adriatico, Ionio e Mediterraneo centrale, sottodistinte in due sub aree.
I fondamenti su cui dovrebbe svolgersi l’attività amministrativa posta in capo a un Comitato tecnico ministeriale, nel quale sono presenti rappresentanti pugliesi, riguarda i settori energetici del mare, dei trasporti marittimi e del settore della pesca e dell’acquacoltura, per la conservazione, la tutela e il miglioramento dell’ambiente, compresa la resilienza all’impatto del cambiamento climatico.
Nell’ambito dei PSM è obbligatoria, ovviamente, la declinazione locale degli obiettivi strategici di livello internazionale, europeo e nazionale.
Tale quadro regolatorio si presenta dunque in conflitto con la volontà di utilizzare lo strumento del PSM allo scopo di affermare un No campanilistico all’impianto eolico offshore del sud Salento, che rappresenta, come è noto, una finalità politicista, decrescitista, inquinante e guerrafondaia”.

Screening seno, Amati: “Ritardo grave e ingiustificato. Ricordo ai DG che si va a casa se entro dicembre non si fa il 100 per cento popolazione interessata”

“Il ritardo sullo screening per prevenire gli effetti mortali del tumore al seno è grave è ingiustificabile. Ricordo ai DG delle Asl che fine anno sta arrivando e con la fine dell’anno anche la loro decadenza dall’incarico se non realizzano l’obiettivo dello screening sul 100 per centro della popolazione target. Subito in Commissione per sollecitare gli adempimenti ed evitare ai DG il ritorno a casa”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Oltre agli screening predittivi del futuro, su cui la ricerca sta compiendo grandi passi avanti, ci sono quelli previsti dai LEA e grazie ai quali si risparmiano tante vite umane.
Uno di questi è quello sullo screening mammario rivolto alle donne nella classe d’età 45-74, alle donne 40-44 in caso di familiarità e alle persone sane con accertamento di mutazione genetica attraverso i test BRCA1 e BRCA2.
Ad oggi osservo un clamoroso ritardo rispetto agli adempimenti richiesti dalla legge approvata a febbraio scorso, conclamato anche attraverso inadempimenti elementari come quello istitutivo del codice di esenzione D-99 per la sorveglianza clinico-strumentale in favore delle persone con mutazioni genetiche.
La cosa più sconvolgente è che a tali inadempimenti si ricollega la decadenza per dettato di legge dei direttori generali, per cui non ci sarà più nemmeno un DG in carica se entro dicembre non si raggiungeranno gli obiettivi.
Mi stupisce, infine, la difficoltà di molti amministratori pubblici di specchiarsi nelle vite degli altri e quindi comprendere appieno il valore salva vita degli screening, rispetto al quale ogni problema di carattere organizzativo è un problema da risolvere con urgenza e non un fatto da contemplare o degustare con la dialettica generica che scagiona dall’inerzia.
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una legge specchiandosi nelle vite degli altri e in particolare dei malati e delle loro famiglie. Non sono ammissibili ritardi e per colmarli ho chiesto, ancora una volta, la convocazione urgente della Commissione sanità”.

Pdl lotta tumore del colon, Amati: “Via libera della Commissione per risparmiare vite umane. Ora subito Consiglio”

“Pochi minuti fa in Commissione Salute è stata approvata la mia proposta di legge per potenziare la lotta al tumore del colon-retto. Un tumore purtroppo molto diffuso, in grado di essere battuto con la diagnosi precoce. Questa proposta di legge arriva dopo quella già approvata per il tumore al seno, incentrata sulla diffusione totale del test sul sangue occulto nelle feci, pena la decadenza dei DG delle Asl, e sulla genetica per rintracciare le forme ereditarie del tumore e garantire una maggiore sorveglianza. E il tutto per risparmiare vite umane”.

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Devo innanzitutto ringraziare, per i preziosissimi suggerimenti, l’intero personale del ‘De Bellis’ di Castellana Grotte e in particolare il Direttore generale Tommaso Stallone, il Direttore sanitario Roberto Di Paola, il Direttore scientifico Gianluigi Giannelli e il Direttore dell’Unità operativa di Gastroenterologia Antonio Pisani; grazie per il solito e generoso sostegno a Mattia Gentile, Direttore del Laboratorio di Genomica del ‘Di Venere’ di Bari.
La proposta di legge ha l’obiettivo di sottoporre al test della ricerca del sangue occulto nelle feci tutti i pugliesi nella fascia d’età 45-75, pena la decadenza dei DG delle Asl. E questo non per cattiveria, ovviamente, ma perché risulta alquanto triste leggere una percentuale molto bassa di convocazioni a fronte di atti aziendali ove l’estensione dovrebbe essere pari al 100 per cento.
Anche con questa proposta di legge s’introduce la consulenza onco-genetica, così da far emergere eventuali caratteristiche di familiarità al tumore e quindi misure di maggiore sorveglianza.
Spero che il Consiglio regionale approvi al più presto la proposta di legge, perché nell’ambito della lotta alle malattie attraverso la diagnosi precoce ogni giorno passato invano è un giorno perito.
La mia gratitudine, infine, a tutti i colleghi consiglieri regionali sottoscrittori della proposta di legge e ai componenti della Commissione che con voto unanime hanno fatto il via libera”.

«L’assessora non concorda con il Consiglio? Si dimetta»

Intervista a Fabiano Amati

Consigliere Fabiano Amati, ha attaccato duramente l’assessore Maraschio. Perché secondo lei non poteva esprimersi contro il parco offshore salentino? «Il Consiglio è l’organo di indirizzo supremo della Regione e ha deciso per il sì. Se l’assessore non è d’accordo entri in contestazione con l’Assemblea e si dimetta». L’assessore ha detto no alla localizzazione, non all’impianto in sé. «Dove localizzare le opere lo decidono le leggi e i tecnici non le sensibilità, o meglio le insensibilità, personali in materia di ambiente. Perché, non mi stancherò mai di dirlo: le rinnovabili sono infrastrutture complici dell’ambiente e chi le ostacola è complice dell’inquinamento». II paesaggio che fine fa in questa sua valutazione? «Il paesaggio è un bene culturale, regolato da norme. Non è un’entità percettiva individuale, altrimenti saremmo in uno Stato totalitario. Il paesaggio va tutelato dove e quando lo stabilisce la legge». Quindi quello che è successo ai monti dauni con l’onshore a lei va bene? «Secondo il Pptr andava bene ma io credo che lo stesso piano oggi vada cambiato: non è possibile fare ambientalismo ostacolati da una regolamentazione paesaggistica».

Se il paesaggio limita la cura dell’ambiente allora le sue tutele vanno modificate

Non le sembra paradossale? «No, perché l’ambiente è un bene neutro, oggettivo. Noi sappiamo che fa male respirare le emissioni del carbone o del petrolio bruciato. E sappiamo che non fa male al suolo, alla falda o all’uomo avere un parco eolico. Se il paesaggio ha delle regole che contrastano l’ambizione della cura del creato e la prevenzione delle malattie, allora la sua tutela va cambiata». In che cosa il Ppptr va cambiato? «Nelle linee guida per cui con un’interpretazione restrittiva vengono negate le autorizzazioni che ci permetterebbero di raggiungere il target green nei tempi stabiliti». L’ordine di giorno approvato dal Consiglio dice che la Puglia si impegna a tenere conto delle comunità locali, però. «Non di tenere conto ma di interloquire». A che scopo? «Per valutare la conformità a leggi e a norme tecniche, mica per chiedere a un singolo rappresentante del governo regionale per chi batte il suo cuore ovvero se far prevalere l’interessa campanilistico o quello generale». Un rappresentante regionale non ha il dovere di rappresentare i territori? «Sii, sulla base di un principio di legalità, altrimenti è un atteggiamento totalitarista. Gli organi politici hanno un compito di dire se una cosa va bene ma non come si fa». L’assessora Maraschio ha detto che oltre le 12 miglia i progetti possono andare… «Faccio osservare che sarebbe fuori dalle acque territoriali, a quel punto non c’è bisogno nemmeno di chiedercelo. Per altro l’assessore ha ammesso di non conoscere il progetto. Come si fa a dire di no a una cosa che non si conosce?». Tuttavia si era già detta contraria a opere impattanti. «Peggio, l’amministrazione è un luogo in cui le scelte si prendono per giudizio non per pregiudizio». ul parco a Otranto ritiene che si possa localizzare altrove? «Lo devono decidere i tecnici. Tutto può avere un impatto, anche i mulini a vento olandesi crearono un impatto e furono realizzati per fini produttivi, mica li fecero per la pubblicità dei biscotti. Eppure ora chi mai li farebbe abbattere?».

 

Pubblicato su Nuovo Quotidiano di Puglia del 13 maggio 2022

amati nuovo quotidiano di puglia maraschio 13 maggio 2022

Eolico off-shore, Amati: “Vale il Si ambientalista del Consiglio e non il No inquinante dell’assessore senza conoscere il progetto”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il Consiglio regionale è a favore degli impianti eolici offshore. Tutti. E ciò è stato detto con un voto formale, favorevole e ambientalista. Una dichiarazione contraria orale, equivoca e inquinante dell’assessore all’ambiente, peraltro pronunciato dopo aver confessato di non conoscere il progetto, non è in grado di mutare il voto invece consapevole e informato del Consiglio regionale.
È forse l’ora di smetterla con queste manfrine politiciste, messe su per assecondare dubbi campanilistici, in un momento così grave per il mondo, per l’Europa, per l’Italia e per le tasche delle persone normali. Basti pensare alle bollette.
Se qualcuno intende giocare al ‘piccolo’ paesaggista, aggredendo i valori ambientali e portandoci in regalo l’alternativa dell’inquinamento, delle malattie, della povertà e della guerra, è pregato di farlo in un momento più calmo e meno rischioso per le sorti dell’umanità.
L’eolico offshore è un grande contributo al disinquinamento e alla prevenzione delle malattie, perché ci consente di produrre l’energia di cui abbiamo bisogno senza usare fonti inquinanti.
Negli anni scorsi abbiamo pagato e già dato un grosso contributo alla produzione energetica del Paese ospitando fonti inquinanti, non capisco per quale motivo oggi dovremmo rinunciare a infrastrutture che ci compensano rispetto ai guai del passato.
È incomprensibile la china anti-ambientalista e anti-salutista che si propone d’intraprendere.
Spesso ci si chiede come mai le amministrazioni locali non sono consultate su questi argomenti e s’invoca un maggiore coinvolgimento. La risposta non è poi tanto complicata e consiste nel fatto che il Governo nazionale non può assecondare ideologie inquinanti e insalubri, offrendo a chi se ne fa portatore gli strumenti interdittivi del procedimento amministrativo.
Mi spiace dirlo, ovviamente, ma forse è l’ora di un provvedimento statale che con chiarezza accentri le competenze, come si fa per tutte le grandi infrastrutture strategiche, così da fare in fretta le cose e così lasciare ai leader del no-a-tutto, o ai fautori delle posizioni ambigue, la possibilità di recriminare o nascondersi. Tanto la realtà è sempre più forte delle illusioni e con molta celerità riporta dinanzi agli occhi di tutti il prezzo pagato per tanta miopia. Come per Tap, detto per intenderci”.