“Tutto pare indirizzarsi, compreso l’impegno del DG Pasqualone, verso la riapertura all’attività ordinaria dell’ospedale di Ostuni e, dopo le dimissioni degli ultimi pazienti, dell’ospedale di comunità di Cisternino. E nel frattempo l’impegno per modernizzare le strutture va avanti come da programma, a cominciare dal reparto di rianimazione di Francavilla Fontana, dalla ristrutturazione del PTA di Fasano e dall’allestimento dell’ospedale di comunità di San Pancrazio Salentino”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Con la fine della fase critica dell’emergenza Covid, l’impegno del DG e dei manager della Asl di Brindisi si sta indirizzando verso la riapertura immediata alle attività ordinarie di quasi tutte le strutture convertite in presidi Covid.
Nel frattempo è continuata, nel pieno rispetto della tempistica prevista, l’attività di modernizzazione di alcune strutture, quali il reparto di rianimazione di Francavilla Fontana, con fine lavori prevista entro giugno prossimo, il PTA di Fasano oggetto di ristrutturazione generale, con fine lavori prevista per fine estate 2022, e l’ospedale di comunità di San Pancrazio Salentino, con fine lavori prevista entro giugno prossimo.
Intensificherò l’impegno, inoltre, sui tempi procedurali di opere di altrettanta rilevanza, come il day hospital di onco-ematologia, in fase di finanziamento, l’ospedale di comunità di Brindisi, in fase di finanziamento, quello di San Pietro Vernotico, in fase di avvio lavori, e il completamento dei lavori di ampliamento di Ostuni, in fase di finanziamento”.
Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.



“Ho l’impressione che tutto si decida in base ai sondaggi o alle opinioni dei benpensanti”, prosegue Amati. “La razionalità faceva pensare che dal 14 aprile avrebbero riaperto tutte le attività di ingegneria civile, compresa la costruzione degli ospedali, come quello Monopoli-Fasano, e invece ci ritroviamo con alcuni cantieri giustamente aperti (strade, ponti ecc.) e altri chiusi (ospedali, scuole ecc.). E mentre si tengono chiuse attività a rischio inferiore di assembramento, appunto i cantieri edili, si aprono – sottolinea – attività a rischio altissimo d’assembramento, tipo librerie, il cui commercio si può pure svolgere online. Ampliando, ovviamente, la gamma delle scuse accampate per uscire di casa. Per questo, ho chiesto ai Ministri Bellanova e Boccia di sollecitare il Ministro della Sviluppo economico a modificare il decreto, inserendo almeno il codice Ateco 41.2, limitatamente alla costruzione degli ospedali. Spero – conclude – che il mio appello sia accolto, altrimenti tra un mese aggiungeremo ulteriori danni ai danni, per decisioni che non sono state in grado né di aiutare oggi, né di pensare al dopo”.


