“La richiesta di rendere possibile lo scarico in falda dei reflui depurati è un’idea avanzata al Governo e Parlamento nazionale da tutti i governi regionali che si sono succeduti almeno negli ultimi quattro lustri, con il consenso tecnico-scientifico dell’ARPA, dell’Autorità di Bacino, delle associazioni ambientaliste e dei principali istituti di ricerca pubblici.
Purtroppo nessun Governo nazionale ha mai preso in considerazione la proposta, che si fonda sulle particolari condizioni geomorfologiche della Puglia e sui contrasti che inesorabilmente sorgono in una regione in cui è il mare – sostanzialmente – l’unico corpo idrico superficiale per lo scarico .”
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“Diversamente da quanto si legge in questi giorni da diverse fonti politiche, la delibera CIPE dell’8 marzo 2013 ha provveduto a prorogare al 31.12.2013 il termine per l’assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti (che in precedenza era stato stabilito al 30 giugno 2013), finalizzate alla realizzazione di lavori in materia di dissesto idrogeologico, acqua, fogna e depurazione, finanziati con le delibere CIPE numeri 8 e 60 del 2012.
Non spetta ai giudici decidere la sorte dell’Ilva, sostituendosi ad altri poteri. Se l’amministrazione pubblica ha «male operato nel passato, non è ragione giuridico-costituzionale sufficiente per determinare un’espansione dei poteri dell’autorità giudiziaria oltre la decisione dei casi concreti. Una soggettiva prognosi pessimistica sui comportamenti futuri non può fornire base valida per una affermazione di competenza».
“Ritengo opportuno fare il punto sullo stato delle opere di rifunzionalizzazione e avvio in esercizio dell’impianto di depurazione a servizio dei comuni di Pulsano e Leporano. Per questo, ho chiesto al presidente della V commissione consiliare Donato Pentassuglia, di convocare in audizione rappresentanti del Comune di Pulsano e dell’Acquedotto pugliese”.
Questa sera, alle ore 20:00, presso il Laboratorio urbano di Fasano, il Consigliere regionale Fabiano Amati parteciperà al secondo appuntamento del progetto “CinemAmbiente al Laboratorio Urbano” con la proiezione di “Flow. Per amore dell’acqua” di Irena Salina, film-documentario che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali quelli del Sundance Film Festival e del Festival Internazionale del Film di Roma.
“Finalmente la discussione sull’impianto di ultraffinamento “Gennarini-Bellavista” riprende quota, ripartendo dal punto in cui si era fermata qualche mese fa per l’ostilità di ILVA, oggi per fortuna revocata, nel contribuire ai costi di gestione dell’impianto, decisamente inferiori rispetto a quanto oggi ILVA paga a EIPLI e alla Regione Basilicata. La funzionalità dell’impianto comporterebbe, infatti, il dirottamento presso l’invaso Pappadai, funzionale alle esigenze potabili ed irrigue, dell’acqua del Sinni oggi prelevata da ILVA per gli usi industriali, dallo schema del Sinni.
“A Cisternino si potrebbe sperimentare a breve una buona pratica di utilizzo delle acque reflue affinate, proposta dal Comune per il tramite di un consorzio di imprenditori agricoli interessati. Spero che nella prossima riunione della V Commissione il progetto possa essere validato dalle strutture tecniche della Regione e da AQP, con l’individuazione di una fonte di finanziamento per realizzare la rete irrigua necessaria.”