Screening super esteso, Amati: “Ora ci siamo stufati, circondati da scuse e ritardi. Domani mattina alle 11 blitz al Policlinico”

“Domani mattina alle 11 farò un blitz alla patologia clinica del Policlinico di Bari, perché ci siamo stufati dei continui ritardi per l’avvio completo dello screening super esteso, riguardante la diagnosi in fase neonatale di 60 malattie, che ci renderebbe primi al mondo. Esatto, primi al mondo, ma al Policlinico, evidentemente, questo risultato, che gli è stato regalato da un’iniziativa autonoma del Consiglio regionale e giammai da una loro sollecitazione, non li riempie di gioia.
Da mesi siamo assediati da scuse, ritardi e comunicazioni di comodo, svelati nell’ultima riunione della I Commissione svoltasi lunedì scorso.
Sempre primi a parole, ma irrimediabilmente ultimi quando si tratta di verificare a fondo le parole, facendo emergere la mancanza di una cabina di regia in grado di tenere assieme lavori strutturali, acquisizione di attrezzature e – addirittura – operazioni di pulizia.
E mentre tutto ciò accade non ci si rende conto che per la mancata attivazione totale dello screening decine di bambini potrebbero perdere il treno per la destinazione salute: insomma, un argomento prioritario trattarlo come secondario.
Per fortuna si può contare sulla dirigente della patologia clinica Simonetta Simonetti, che molto spesso per passione e scienza si sostituisce nello svolgimento di mansioni molto pratiche e non di sua competenza.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“La diagnosi neonatale di 61 malattie, compresa la SMA, è un risultato che ci porterebbe sul tetto del mondo, se solo si partisse nella totalità.
Ad oggi non siamo stati in grado di avviare il test per tutte le malattie, a causa di ritardi di ogni tipo e non tutti giustificabili.
Diagnosticare in fase precoce le malattie, significa rendere più efficaci le terapie disponibili e più innovative. A parte la SMA, con l’avvio totale dello screening si potrebbero diagnosticare le seguenti malattie: Adrenoleucodistrofia legata all’X (X-ALD); Sindrome adreno genitale; Fenilchetonuria; Iperfenilalaninemia benigna; Deficit della biosintesi del cofattore biopterina; Deficit della rigenerazionedel cofattore biopterina; Tirosinemia di tipo I; Tirosinemia di tipo II; Tirosinemia di tipo III; Malattia delle urine a sciroppo d’acero; Omocistinuria (difetto CBS); Omocistinuria (difetto severo di MTHFR); Deficit di glicina N-metiltransferasi; Deficit di metionina adenosiltransferasi; Deficit di S-adenosilomocisteina idrolasi; Citrullinemia di tipo I; Citrullinemia di tipo II (deficit di Citrina); Acidemia argininosuccinica; Argininemia; Acidemia glutarica di tipo I; Acidemia isovalerica; Deficit di beta-chetotiolasi; Acidemia 3-idrossi-3-metilglutarica; Acidemia propionica; Acidemia metilmalonica (Mut); Acidemia metilmalonica (Cbl-A); Acidemia metilmalonica (Cbl-B); Acidemia metilmalonica  con omocistinuria (deficit di Cbl-C); Acidemia metilmalonica  con omocistinuria (deficit di Cbl-D); Deficit di 2-metilbutirril-CoA deidrogenasi; Aciduria malonica; Deficit multiplo di carbossilasi; Acidurie 3-metil glutaconiche; Deficit 3-metilcrotonil-CoA carbossilasi; Deficit 2-metil 3-idrossibutirril-CoA deidrogenasi; Deficit del trasporto della carnitina; Deficit di carnitina palmitoil-transferasi I; Deficit di carnitina palmitoil-transferasi II; Deficit di carnitina-acilcarnitina  traslocasi; Acidemia glutarica di tipo II; Deficit della proteina trifunzionale mitocondriale; Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena molto lunga; Deficit di 3-idrossi- acil-CoA deidrogenasi a catena lunga; Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena media; Deficit di 3-idrossi- acil-CoA deidrogenasi a catena media/corta; Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena corta; Deficit di isobutirril-CoA deidrogenasi; Galattosemia; Deficit di biotinidasi; Ipotiroidismo congenito; Fibrosi cistica; SMA; Fabry; Pompe; β-Gaucher; Mucopolisaccaridosi I; Leucodistrofia metacromatica (MLD); Immunodeficienza severa combinata (SCID); X-Linked agammaglobulinemia (XLA); Deficit di decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici (DDC); Distrofia muscolare di Duchenne.”

Piano casa, Amati: “Accolti nostri emendamenti di più libertà e quindi anti-inquinamento. Recupero semplificato con premialità per zone A. Parola ai comuni”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, e dei Consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo.

“La nuova legge sul Piano casa è figlia della vecchia e con i nostri emendamenti approvati, improntati a maggiore libertà e quindi tesi a raggiungere minore inquinamento sugli immobili anche produttivi (D) e a standard (F), nelle zone B e C, oltre che nelle zone E, rappresenta un primo passo per combattere l’inquinamento determinato dai vecchi immobili, contribuendo a raggiungere la neutralità carbonica. Altro nostro emendamento, sempre in linea con logiche anti-inquinamento, prevede Piani di recupero semplificati nelle zone A (Centri storici), con le premialità volumetriche e su immobili non vincolati o tutelati. Quest’ultima è una disposizione che interviene sugli immobili con maggiore inefficienza energetica e quindi tra i più inquinanti delle città.
Insomma, importanti innovazioni per tutelare l’ambiente, aiutare a mettere piatti a tavola e intensificare la legalità.
È chiaro che si tratta di una legge cantiere, perché nei prossimi mesi e anni sarà sicuramente necessario apportare – come sempre accade – ulteriori modifiche per stare al passo con i tempi, in un settore che più d’ogni altro adatta il suo prodotto alle novità del mercato, degli usi e dei costumi, e quindi difficilmente contenibile attraverso impostazioni ideologiche.
Ora la parola ai comuni: che facciano in fretta.”

Centro malattie neuromuscolari, Amati: “Cala il silenzio tra assenze e scuse. Fate clamore”

“Per il Centro regionale di malattie neuromuscolari è calato il silenzio, tra assenze e scuse. Sarebbe stata oggi la giornata decisiva, indicata peraltro lunedì scorso dai burocrati della sanità regionale, per sapere in quale padiglione del Policlinico allocarlo, con quali soldi e in quanto tempo. E invece? Niente. Una burocratica richiesta di rinvio per attività ritenute evidentemente più importanti, relative alla predisposizione della legge di bilancio, su cui sta peraltro lavorando un altro assessorato. Delle serie, appropriazione dialettica di lavoro altrui, a scopo scusa. Eppure sarebbe bastata una letterina con le indicazioni richieste, senza scomodarsi e senza mettere costantemente in imbarazzo l’assessore, issato quando serve come parafulmine e invece estromesso da ogni decisione, anche quando si tratta di richiedere l’esecuzione delle decisioni della Giunta regionale. Io ovviamente non mollo, considerata l’importanza vitale dell’argomento, e invito le associazioni dei malati e le loro famiglie a fare clamore.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Senza conteggiare le riunioni e gli atti d’impulso compiuti sino all’adozione della delibera del 5 ottobre, ecco la sequenza di riunioni svoltesi senza alcun esito, se non rinvii su rinvii per restare fermi al punto di partenza.
Riunione della Commissione del 9 ottobre. Esito: si sta lavorando.
Riunione del 16 ottobre. Esito: si sta lavorando, ma il lavoro è così tanto che si chiede un rinvio.
Riunione del 30 ottobre.
Esito: si sta lavorando, ma niente di definitivo.
Riunione del 6 novembre. Esito: si sta lavorando, ma il lavoro è così tanto che si chiede un rinvio.
Riunione del 13 novembre. Esito: si sta lavorando, ma nulla di preciso.
Riunione del 4 dicembre. Esito: si sta concludendo i lavori, il 6 dicembre sarà deciso tutto e perciò aggiornamento all’11 dicembre.
Riunione dell’11 dicembre, oggi. Esito: tutti assenti e nulla si sa. Eppure mercoledì scorso si sarebbe deciso tutto.
Non ci sono parole.
Si può tollerare un comportamento tale delle burocrazie sanitarie? Eppure un Centro per malattie neuromuscolari servirebbe per occuparsi di gravi malattie neurodegenerative, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e le distrofie muscolari; queste patologie sono ad alta complessità assistenziale e perciò bisognose di cure specialistiche e multidisciplinari. 
La Puglia deve certamente continuare nel suo percorso di eccellenza nella diagnosi precoce delle malattie, ma non possiamo renderci complici delle distrazioni tipiche delle burocrazie nel raggiungimento dei livelli di eccellenza nell’assistenza di tutte le persone già affette da malattie neuromuscolari e con gravi problemi, da effettuarsi in un unico centro corredato da tutte le discipline cliniche e diagnostiche necessarie.”

Nuovo ospedale Maglie-Melpignano, Amati: “Nessuna notizia. Assessore e Asl disertano riunione con motivi contraddittori. Ma non sarebbe meglio spiegare?”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’assessore Palese era stato perentorio: per lunedì prossimo esigiamo una spiegazione per capire il nuovo guaio sull’ospedale Maglie-Melpignano, ossia gli extra costi progettuali per le modifiche intervenute nella soluzione di tutte le interferenze. E invece cos’è accaduto oggi? Nulla. L’assessore ha chiesto un rinvio perché impegnato nella predisposizione del bilancio e la Asl, contraddicendo l’assessore, perché impegnata in un incontro con l’assessore proprio sulla vicenda del nuovo ospedale. A questo punto ci vorrebbe una cabina di regia per meglio calibrare i motivi posti a fondamento delle richieste di rinvio e codificare una nuova gamma di espedienti per schivare gli appuntamenti impegnativi: la riunione tecnica non aperta al pubblico sullo stesso argomento all’ordine del giorno di una riunione aperta al pubblico.
Ma invece di affogare in queste inutili liturgie da burocrazia sanitaria, non sarebbe meglio dare le più opportune spiegazioni, invece di mettersi in contrasto – nei fatti – con le stesse decisioni d’indirizzo della Giunta regionale? Nella specie, tra le altre, una delibera che istituisce una cabina di regia sulla nuova edilizia ospedaliera, per accelerare (sic!) tutti i procedimenti.
Eppure la riunione di oggi sull’argomento del nuovo ospedale avrebbe dovuto avere un esito ben diverso e fortemente risolutivo, almeno in considerazione dei fatti di cronaca – ospedale di Tivoli – che ci ha messo in evenienza quanto vecchio e pericoloso sia il patrimonio immobiliare ospedaliero in ogni parte del Paese, compresa la Puglia. Abbiamo strutture sanitarie, moltissime, funzionanti senza l’adeguamento alla normativa anti-incendio e anti-sismica: e il piano pugliese di edilizia ospedaliera, con i suoi cinque ospedali, serve proprio a rinnovare le strutture e renderle più sicure. È ragionevole, infatti, che a seguito di incidenti o calamità le prime strutture a essere poste fuori uso, spesso a costo di vittime, sono quelle che dovrebbero resistere per offrire la giusta assistenza sanitaria. A queste cose bisogna pensare prima di ritardare o adagiarsi, magari con continue richieste di rinvio, nell’attività burocratica d’innovazione. E pensare che sino a qualche mese fa sull’argomento del nuovo ospedale Maglie-Melpignano, i comunicati alla stampa della Asl erano tutti pieni di baldanza su un cronoprogramma – a loro dire – ampiamente rispettato. E invece. E invece la gloria del mondo ha transiti effimeri, soprattutto quando è messa in bella copia per autocelebrare ciò che non c’è.
Io continuerò nel lavoro di monitoraggio senza nessuna timidezza e, anche a costo di guadagnarmi qualche antipatia per eccesso di chiarezza, nell’esprimere il punto di vista.”

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano: “Il CCT concede ingiustamente giorni e soldi. Tutto previsto. Fine lavori il 18? Impossibile. Vi dico cosa accadrà ora”

Dichiarazione del Consigliere regionale della Puglia Fabiano Amati.

“E che vi avevo detto? Era tutto ampiamente prevedibile e profetizzabile. Sulla costruzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, il Collegio consultivo tecnico – CCT – ha concesso a Partecipazione Italia del gruppo Webuild 146 giorni (avevo previsto 200 giorni) e 2,6 milioni, da sommare alla detrazione delle penali pari a circa 3milioni. In totale, dunque, circa 6milioni (avevo previsto alcuni milioni).
Una decisione ingiusta, come quella precedente, per intenderci quella che riconosceva maggiori costi da Covid per un periodo in cui il Covid non era stato diagnosticato nemmeno a Wuhan, su cui andrebbe promosso il giudizio di nullità, considerato che tutte le questioni avanzate dall’impresa sono infondate in fatto e soprattutto in diritto; e su questi basta leggere al meglio le relazioni della direzione lavori e le memorie difensive della Asl.
E ora dirò cosa accadrà nelle prossime settimane e non per magia ma per logica.
La nuova data di fine lavori del 18 dicembre 2023, conseguenza della decisione del CCT di concedere 146 giorni oltre il fine lavori già violato del 24 luglio 2023, non potrà essere rispettata, perché manca ancora il 5% della produzione. Sarà dunque impossibile completare il tutto in 10 giorni. Per ovviare a questo – ecco la nuova previsione – qualcuno proverà a suggerire al RUP la concessione all’appaltatrice di qualche milione di lavori aggiuntivi, e quindi anche altri giorni di lavorazioni, coincidenti con le opere in passato stralciate dall’appalto per venire incontro alle esigenze dell’impresa e riassegnati, a titolo oneroso e speriamo almeno con il ribasso d’asta, sempre per venire incontro alle esigenze di Partecipazione Italia del gruppo Webuild, ossia l’impresa che dovrebbe realizzare il ponte sullo stretto di Messina.
E qualora la mia previsione dovesse essere sbagliata, sarò felice di dirlo e chiedere scusa a tutti. Perché ciò che m’interessa è la piena funzionalità al più presto del nuovo ospedale, che vedo da diversi anni compromessa per atteggiamenti non confacenti con il più elementare senso dell’umanità.”

AQP, Azione: “È urgente la legge per difendere l’acqua pubblica. Nostra proposta a disposizione di tutti per sottoscrizione e modifiche”

“È diventata urgente l’approvazione della legge regionale per difendere AQP e l’acqua pubblica. Non c’è tempo da perdere, perché è imminente la scadenza della concessione al 31 dicembre 2025 e perciò la scelta tra la gestione in house, che auspichiamo, e la gara, che ostacoleremo senza risparmio, va fatta nei primi mesi del 2024.
Per questi motivi abbiamo depositato una proposta di legge sin da giugno scorso, a disposizione di tutti per la sottoscrizione o la proposta di ogni modifica coerente con l’obiettivo della gestione pubblica del servizio idrico integrato.”

Lo comunicano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale acqua Nicola Di Donna.

“La nostra proposta di legge provvede ad affidare dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2046 ad Acquedotto pugliese S.p.A., società pubblica detenuta al 100% dalla Regione Puglia, il servizio idrico integrato della Puglia.
Com’è noto, infatti, la data di scadenza della concessione del servizio (con legge statale) ad AQP è prevista per il 31 dicembre 2025, determinando l’avvio di una gara per il nuovo affidamento e disperdendo – così facendo – il valore pubblico della secolare gestione di AQP.
È chiaro che la soluzione ottimale sarebbe quella di eliminare la data di scadenza dell’attuale concessione, ma tale prospettazione potrebbe pure trovare punti di vista contrari e perciò conviene premunirsi per tempo, organizzando un sistema gestionale fondato sull’affidamento in house providing e nel solco dell’attuale normativa europea e statale.
L’insistenza sulla necessità di procedere con affidamento diretto ad AQP non risiede in un atto di “disobbedienza” alla normativa europea ordinaria sulla gestione dei servizi pubblici, ma è l’esito di un processo di approfondimento fondato sulle peculiarità idro-geo-morfologiche della Puglia, che non giustificano scelte di tipo ordinarie, pena insormontabili difficoltà nella gestione. E su questo basti pensare al problema del necessario trasferimento dell’acqua dalle regioni limitrofe – in particolare Campania e Basilicata -, per cogliere il complesso groviglio di potestà pubbliche che devono essere necessariamente poste in armonia, per cui una gestione del servizio non affidata a un gestore interamente pubblico, come AQP, potrebbe comportare molteplici problemi interdittivi e quindi una peggiore qualità del servizio.
In questo senso si muove la nostra proposta di legge, con il necessario coinvolgimento dei comuni pugliesi per assicurare il realizzarsi dell’impostazione legislativa vigente in materia di affidamento in house providing, ovvero attraverso l’esercizio del “controllo analogo” a quello che esercita sui propri servizi, da parte del committente sul soggetto affidatario, e la necessità che il soggetto affidatario realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente committente che la controlla. Solo al ricorrere di tali condizioni è prevista la possibilità di procedere all’affidamento del servizio senza gara.
Ricapitolando e seguendo l’impostazione dell’articolato depositato, emerge il seguente schema legislativo.
La proposta di legge provvede a istituire (articolo 1 della proposta) il Comitato per il controllo di Acquedotto Pugliese S.p.A. (AQP) – in seguito Comitato – dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2046, al fine di assicurare la natura pubblica e la gestione unitaria del servizio idrico integrato, nonché per meglio corrispondere alle particolari condizioni geomorfologiche connotate dalla scarsità in territorio regionale di acqua e dalla conseguente necessità di preservare un sistema interregionale di captazione, adduzione e distribuzione, con modalità idrauliche interconnesse, unicursuali, legate al sistema della depurazione dei reflui e del riuso a mezzo di procedure di affinamento o potabilizzazione.
Il Comitato sarà costituito dalla Regione Puglia e da tutti i comuni pugliesi, allo scopo di esercitare in forma congiunta le funzioni del controllo analogo su AQP, quale affidatario della gestione del servizio idrico integrato della Puglia, ai sensi dell’art 16 del Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), e (articolo 2 della proposta) sulla base di un atto di Convenzione e disciplina del servizio, predisposto dalla Giunta regionale e approvato dal Consiglio regionale entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente, ai sensi dell’articolo 30 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali). L’atto di Convenzione avrà natura obbligatoria, ai sensi dell’art. 30, comma 3, del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e dovrà essere sottoscritto dalla Regione e dai comuni pugliesi entro 30 giorni dall’approvazione del Consiglio regionale.
A questo punto s’inserisce la necessità dell’ingresso dei comuni nel capitale azionario di AQP, tenendo conto che il capitale sociale è formato da 8.020.460 azioni, ognuna ha un valore nominale di euro 5,16 e il possesso è al 100% della Regione Puglia.
Per realizzare quanto detto, la Regione Puglia trasferirà (articolo 3 della proposta) a titolo gratuito ad ogni singolo comune pugliese (anche se nel corso dell’attività di esame della proposta si potrebbe valutare – considerata l’esiguità del costo – anche il trasferimento a titolo oneroso, qualora in tale soluzione si ravvisasse una maggiore congruità con le norme di finanza pubblica o con quelle di gestione dei beni immobili e mobili degli enti pubblici) un’azione della Acquedotto pugliese S.p.A., al valore nominale di euro 5,16 ed entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’atto di Convenzione.
La proposta di legge contiene norme organizzative relative al comitato, prevedendo che il Comitato (articolo 4 della proposta) deve essere un organo collegiale composto dal Presidente della Giunta regionale o suo delegato, che lo convocherà e presiederà, e da sei sindaci eletti dall’Assemblea dei sindaci. L’Assemblea dei sindaci sarà convocata dal Presidente della Giunta regionale, eleggerà i sei componenti, con votazioni separate e a maggioranza dei partecipanti alla votazione, nel rispetto dei seguenti criteri di rappresentatività: un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 5.001 a 15.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 15.001 a 30.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 30.001 a 50.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 50.001 a 100.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione con oltre 100.000 abitanti. Seguono, sempre nell’articolo 4, norme di dettaglio sul funzionamento dei Comitato.
Circa le funzioni del Comitato (articolo 5 della proposta) sono previste quelle classiche d’indirizzo e controllo e quelle più specifiche in materia di designazione o revoca dell’Amministratore unico e del Direttore Generale; approvazione e modifica dello Statuto, ovvero di ogni atto riservato ai soci; approvazione dell’atto di organizzazione; approvazione della proposta di piano strategico e industriale; approvazione del bilancio; aumenti o riduzioni del capitale; costituzione o partecipazione a società; partecipazione a gare per l’affidamento del servizio al di fuori dell’ambito Puglia o ad altre attività diverse dal servizio idrico integrato.
Ma la proposta di legge non è, né vuol essere, solo decisione politica, norme e cavilli. Bisogna ammetterlo, concludendo la relazione illustrativa.
La proposta di legge ha molto di storia della Puglia trasformata nell’epopea dell’Acquedotto, quella che solleva i pugliesi dalla sete, dalla malattia e dalla morte con un inaudito, “sanguinante” e straordinario atto ingegneristico: “deviare” la foce del fiume Sele dal Tirreno all’Adriatico. E tutto ciò per dire ancora una volta, come Matteo Renato Imbriani, “Vengo dalla Puglia assetata d’acqua e di giustizia”.

SMA, Amati: “Diagnosticato settimo caso a tre giorni dalla nascita. Ad oggi esaminati 52mila bambini. E nel resto d’Italia che si fa?”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Diagnosticato il settimo caso di SMA a tre giorni dalla nascita, nell’ambito dello screening obbligatorio attivo in Puglia dal dicembre 2021, in virtù di una innovativa legge regionale.
Anche per questo bambino sarà disposta immediatamente la terapia, la cui efficacia è maggiormente raggiungibile in fase asintomatica.
Ad oggi, ossia da quando è cominciato lo screening obbligatorio, sono stati esaminati tutti i 51.595 bambini nati in Puglia e, oltre i 7 casi individuati, nessun altro bambino ha ricevuto la diagnosi in fase sintomatica. Questo significa che la rete dello screening obbligatorio è a maglie fittissime e non sfugge nessuno. E fin qui le buone notizie. E le brutte, invece, quali sono? C’è n’è una non solo brutta ma tragica. In molte regioni italiane lo screening obbligatorio non si fa è molti bambini non possono essere salvati dalla SMA, nonostante si disponga delle terapie. Più tragico di così non si può.
Per quanto riguarda i numeri dettagliati per la Puglia, infine, nel 2022 sono stati diagnosticati 3 casi, mentre nel 2023 i casi sono stati 3. Ad oggi tutti i 7 bambini non hanno manifestato i segni della malattia e la loro crescita è coerente con l’età.
E ancora una volta, perché ne avverto sempre il bisogno, ringrazio il Direttore del Laboratorio di genomica del Di Venere di Bari, Mattia Gentile, e il suo meraviglioso staff. Senza i loro preziosi suggerimenti non ci sarebbe stata la legge, senza la legge non ci sarebbe stato lo screening e senza lo screening non ci sarebbero state le attività di presa in carico e cura delle strutture ospedaliere competenti. Insomma, senza quei primi suggerimenti non sarebbe stata data a nessuno la possibilità di raccontare con orgoglio l’eccellenza pugliese in questa materia.”

Sciopero medici, Azione: “Sanità pubblica si afferma con stipendi più alti agli operatori e maggiore organizzazione e efficienza spesa”

“La sanità pubblica non si afferma con vacui e lunghi bla-bla, ma con stipendi più alti agli operatori, in linea con i loro colleghi europei, e una maggiore efficienza della spesa e nella organizzazione, afflitta dagli stipendi bassi degli operatori. Solo se paghi bene, ti organizzi meglio, gestisci con competenza e non sprechi, puoi pretendere di vedere applicati i criteri di lavoro più manageriali ed innovativi. Queste sono le parole che ci sentiamo di dire per sostenere lo sciopero dei medici ospedalieri e metterci al loro fianco.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, e i Consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo.

“A parte i problemi che investono le decisioni del Governo nazionale, relativi a percorsi di studi e maggiori risorse, c’è una buona parte dei problemi che attengono all’organizzazione, alla qualità dei manager scelti e all’efficienza della spesa nelle singole regioni. Per contribuire a risolvere i problemi, tuttavia, c’è bisogno di una notevole spinta riformatrice sostenuta con entusiasmo dal personale sanitario; ma quest’entusiasmo non ci sarà mai se gli stipendi resteranno tra i più bassi d’Europa. Come si fa, infatti, ad avere entusiasmo rispetto a un datore di lavoro che fiacca ogni migliore intenzione?
Ecco perché l’aumento degli stipendi è una precondizione per riuscire in ogni riforma.
Senza l’aumento degli stipendi rischierà il sabotaggio o non vedrà mai la luce AziendaZero, ossia un’organizzazione aziendale fondata sulla centralizzazione efficiente nell’utilizzo del personale, nell’acquisizione di beni e servizi e nella realizzazione dei lavori; senza l’aumento degli stipendi non si potrà mai realizzare la sospensione dell’attività a pagamento – ALPI – nel caso di disallineamento dei tempi d’attesa con quelli dell’attività istituzionale; senza l’aumento degli stipendi non si potrà mai avere sostegno e simpatia per il CUP unico regionale, per le agende sempre aperte e dedicate per malati oncologici, cronici e affetti da malattie rare; senza aumento degli stipendi non si potrà mai pretendere maggiore impegno lavorativo per ridurre la spesa dei farmaci e delle protesi; senza aumento degli stipendi non si potrà abolire la distinzione tra attività svolta in ambito ospedaliero e attività in ambito territoriale; senza l’aumento degli stipendi non si potrà ottenere maggiore indipendenza e capacità di critica rispetto a decisioni manageriali non propriamente opportune; senza l’aumento degli stipendi non si potrà mai raggiungere la semplificazione dell’organizzazione, oggi in preda a invenzioni continue di funzioni per raggiungere una migliore qualità della vita professionale. Senza l’aumento degli stipendi, insomma, il datore di lavoro della sanità pubblica non sarà mai credibile agli occhi del proprio personale e perciò mai si potrà ottenere la collaborazione straordinaria che oggi serve per rimettere in sesto un sistema che scoppi per salute e non di potere.”

Centro malattie neuro-muscolari, Amati: “Nessuna notizia su immobile, risorse e cronoprogramma. Da settembre è sempre così. Aggiornamento a lunedì prossimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ancora nessuna notizia sull’immobile prescelto, sulle risorse necessarie e sul cronoprogramma per realizzare all’interno del Policlinico il Centro regionale per le malattie neuromuscolari. Dallo scorso settembre, con numerose rassicurazioni orali, poi trasformate in atto deliberativo della Giunta il 5 ottobre 2023, le burocrazie sanitarie non riescono a dare un’indicazione chiara, nonostante i pazienti e le famiglie chiedano a gran voce; eppure dal giugno 2022, ossia un anno e mezzo fa, disponiamo di uno studio di fattibilità approvato dall’A.Re.S.S., ricco di dati su discipline, personale e spazi necessari.
Oggi un ulteriore aggiornamento a lunedì prossimo, sperando che sia la volta buona. Noi, ovviamente, non molleremo sull’intensità dell’impegno, dando appuntamento a lunedì prossimo. E se per caso il Policlinico non avesse gli spazi necessari, basta dirlo apertamente e con chiarezza: non è consentito a nessuno, su questa materia, traccheggiare nella speranza che le difficoltà si risolvano da sole.”

Nuovo ospedale nord-barese, Amati: “Entro Natale sottoscrizione contratto per progettazione e gara lavori prevista per ottobre 2024”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Entro Natale sarà sottoscritto il contratto con il raggruppamento di progettazione, che avrà 150 giorni per il deposito degli elaborati, ossia entro giugno 2024. Dopo le attività di verifica e validazione del progetto, la pubblicazione dell’appalto per i lavori è prevista entro ottobre 2024.
Così ci è stato riferito dal RUP e speriamo che la tempistica indicata sia quella, senza alcun ritardo o modifica.
Nei prossimi giorni, non appena sarà sottoscritto il contratto con il raggruppamento di progettazione, provvederemo a udire i progettisti per ottenere conferma sul cronoprogramma.”