Asl Brindisi, Amati: “Lo scandalo delle aspettative concesse per lavorare a Lecce, sguarnendo i servizi di Brindisi. Non lo posso accettare”

 

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Non si può accettare. Succede alla Asl di Brindisi. Si concedono aspettative per mandare dermatologi a Lecce (causa perorata non si sa da chi) e poi si riduce il servizio territoriale di dermatologia a Fasano per coprire l’organico delle unità operative che con le aspettative si è sguarnito. Un giro vizioso. E chi paga? Pagano i cittadini in lista d’attesa e la maggior parte con rischi tumorali.
Decisioni assurde, in grado di penalizzare l’offerta territoriale, nonostante si pontifichi in continuità sul suo potenziamento, investendo milioni di euro senza peraltro raggiungere lo scopo. Insomma, noi costruiamo di giorno guardando ai bisogni dei cittadini e la Asl distrugge di notte badando agli ingranaggi viziati dell’organizzazione sanitaria.
Il problema della carenza dei medici non può essere usato come carta di briscola per ridurre i servizi sul territorio, soprattutto se si fa uso disinvolto delle aspettative. Com’è possibile lamentarsi delle carenze di medici se si autorizzano esodi verso altre Asl? E con quale criterio?
Ho già chiesto al Sindaco di Fasano di convocare un Consiglio comunale aperto al DG di Brindisi, per ottenere la revoca del provvedimento e aprire una riflessione sul cattivo uso delle aspettative dei medici.
Una pratica che purtroppo riguarda tutte le Asl e che mi preoccuperò di monitorare in dettaglio nelle prossime settimane”.

Bollette gas, Amati e Paolicelli: “Porteremo subito nelle commissioni le proposte di legge sulle compensazioni Tap”

Dichiarazione dei Presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Sviluppo economico.

“È urgentissimo occuparsi del caro gas e delle bollette alle stelle, consentendo il pronto esame di tutte le proposte di legge con misure rivolte a ridurre il gran peso sui bilanci delle famiglie attraverso le compensazioni del gasdotto Tap.
Per questo motivo iscriveremo da subito all’ordine del giorno delle rispettive commissioni le due proposte di legge depositate sinora, che saranno ovviamente esaminate non appena gli uffici avranno predisposto l’analisi tecnico-normativa”.

Nuovo ospedale Taranto, Amati: “Un passo avanti e due dietro. A forte rischio il termine lavori del prossimo novembre. Non daremo scampo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“È esasperante ma non daremo scampo. La Commissione esamina problemi e costruisce soluzioni, mentre la burocrazia regionale demolisce il nostro lavoro e le speranze dei pugliesi. Un passo avanti e due dietro, con un forte rischio per il termine dei lavori previsto per il prossimo 18 novembre.
Avevamo posto da oltre un anno, più volte e spesso inascoltati, la questione dell’urgente individuazione del finanziamento di euro 105milioni per arredi e attrezzature, così da evitare ritardi sulla conclusione dei lavori. Dopo diverse sedute della Commissione finalizzate a descrivere alla struttura burocratica i procedimenti tecnici necessari, la Giunta regionale era stata posta nelle condizioni di deliberare l’impegno del finanziamento di 105milioni a valere sulla delibera CIPE n. 51 del 2019, assumendo l’idoneità della delibera a consentire la pubblicazione delle gare e quindi a evitare ulteriori ritardi.
Apprendiamo oggi, invece, che la Asl non reputa quella delibera idonea a consentire la pubblicazione delle gare per arredi e attrezzature e che dal 23 agosto attende una comunicazione ufficiale della Regione per poter procedere.
Abbiamo perso quindi diversi mesi, a causa di un andamento amministrativo molto accordato con gli autoreferenziali ingranaggi burocratici dilatori e molto discordante con gli interessi sanitari delle persone.
Convocherò per lunedì prossimo la convocazione della Commissione con modalità da ultimatum, per verificare gli adempimenti necessari, perché non sarà giustificabile nemmeno un solo giorno di ritardo, sulla conclusione dei lavori, privo di un nome e cognome in termini di responsabilità”.

Gas, Amati: “Da compensazioni Tap sconto in bolletta per tutti i pugliesi. Depositata oggi proposta di legge”

“Abbiamo depositato oggi una proposta di legge per disporre e accettare le compensazioni territoriali da Tap e destinarle a sconti in bolletta sul gas delle famiglie pugliesi. Ora subito in commissione e poi in aula, innanzitutto per aiutare i pugliesi e per mettere fine alla guerra ideologica – stupida e dannosa – alle infrastrutture energetiche, connotata da ideologia scatenata contro i poveri, perché nemica della prosperità, della sicurezza ambientale e della pace”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Misure urgenti per il contenimento dei costi del gas delle famiglie pugliesi”. La proposta di legge è stata sottoscritta dai Consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea e Antonio Tutolo.

“Chiedo innanzitutto a tutti i colleghi di sottoscrivere la proposta di legge, aperta ovviamente a ogni eventuale miglioramento.
L’eccessivo aumento del prezzo del gas e l’incidenza di questo sui bilanci delle famiglie pugliesi ha fatto emergere l’importanza strategica del gasdotto Tap Trans-Adriatic Pipeline e l’irragionevolezza di ogni forma di contrasto alla realizzazione dell’opera. Le ultime vicende politiche ed economiche stanno invece confermando, a caro prezzo, quanto l’esistenza o meno di infrastrutture energetiche per il gas siano funzionali ad assicurare politiche di sicurezza ambientale, di prosperità e di pace.
Al rifiuto dell’opera e alle iniziative di contrasto alla sua realizzazione si è negli anni legato anche il rifiuto a ricevere compensazioni territoriali e ambientali, sotto qualsiasi forma, dalle società proprietarie o gestrici delle infrastrutture, peraltro in contrasto anche con quanto previsto e consentito dalla legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia).
Per rimediare allo stato attuale delle cose, riportando in equilibrio il rapporto tra infrastruttura energetica strategica e territorio regionale interessato dall’opera, è necessario dare applicazione alle leggi vigenti, superando totem e tabù, con la previsione di misure di compensazione e riequilibrio per concentrazione d’attività, impianto e infrastruttura a elevato impatto territoriale.
In questo senso si giustifica la proposta di legge depositata oggi, diretta ad accogliere la possibilità offerta dalla legge statale di disporre compensazioni territoriali derivanti dal gasdotto Tap, peraltro sempre offerte dalla società realizzatrice e mai accettate dalla classe politica regionale e locale, e trasferirle in natura di sconto sulle bollette del gas delle famiglie pugliesi.
L’articolo 1, comma 4, lettera f), della già citata legge n. 239 del 2004, prevede che “Lo Stato e le regioni […] garantiscono: l’adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche delle singole regioni, prevedendo eventuali misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale qualora esigenze connesse agli indirizzi strategici nazionali richiedano concentrazioni territoriali di attività, impianti e infrastrutture ad elevato impatto territoriale, con esclusione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”.
È attestata da tutti i documenti di strategia energetica nazionale, in generale, e da tutti gli studi e le relazioni di progetto relativi al gasdotto, in particolare, la coerenza di una misura compensativa di carattere territoriale, così come consentita dalla legge statale sin dal 2004.
Per questi motivi si propone (art. 1), tenuto conto della mancata corresponsione sinora di qualsiasi forma d’indennizzo anche a titolo di riequilibrio per concentrazione d’attività, impianto e infrastruttura a elevato impatto territoriale, di contenere il costo del gas sostenuto dalle famiglie pugliesi, mettendo a carico della società proprietaria o gestrice del gasdotto Trans-Adriatic Pipeline TAP e delle società proprietarie o gestrici delle opere di connessione alle reti di trasporto nazionale, le misure di compensazione e riequilibrio territoriale previste dalla legge n. 239 del 2004.
La misura della compensazione è individuata (art. 2) nel 3 per cento, così come per le fonti di energia rinnovabili FER, del valore commerciale del volume di gas importato in Italia attraverso il gasdotto.
Circa i beneficiari e le modalità di distribuzione delle compensazioni (art. 3), si prevede lo sconto diretto nelle fatture delle famiglie pugliesi, attraverso una modalità concordata dagli stessi protagonisti della catena di approvvigionamento e distribuzione del gas, ovvero, in caso di mancato accordo, attraverso una determinazione della Regione Puglia.
La proposta di legge prevede inoltre due deleghe alla Giunta regionale (art. 4): la prima per modificare le modalità di erogazione e attribuzione delle compensazioni territoriali di riequilibrio, qualora dovessero risultare necessarie per il migliore raggiungimento delle finalità previste o per un necessario adeguamento delle misure alla normativa nazionale inderogabile; la seconda per individuare ulteriori infrastrutture di produzione e importazione d’energia, che per caratteristiche risultassero sottoponibili al regime di compensazioni previsto dalla proposta di legge.
Circa il tempo di prima applicazione delle misure, è previsto (art. 5) che lo sconto in fattura da compensazione territoriale sia contabilizzato in favore delle famiglie pugliesi dalla data di entrata in vigore della legge”.

 

Scarica qui il testo completo della proposta di legge.

Arpal, 4 consiglieri: “Ancora nulla su convocazione Consiglio. Un silenzio complice e mancante di rispetto. Ma perché tacciono Fitto, Conte, Calenda e Renzi?”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Fabiano Amati, Ruggiero Mennea, Michele Mazzarano e Antonio Tutolo.

“Ancora nulla sulla convocazione del Consiglio regionale per l’esame della riforma Arpal, come se il problema fosse la candidatura alle elezioni del DG e non la situazione terribile in cui è stata portata l’agenzia. Un menefreghismo e una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio regionale e delle sue funzioni, purtroppo avallato anche dalla Presidente Loredana Capone, in grado di nascondere diffuse complicità.
E su tutto questo emerge il gruppo consiliare del PD, assediato però dal silenzio degli altri partiti, compresi quelli dell’opposizione.
Il silenzio di Raffaele Fitto: ma si può capire perché i consiglieri regionali dell’opposizione, entrati in Consiglio a sostegno della sua candidatura a presidente, non sostengono la nostra proposta di convocare il Consiglio regionale ed esaminare la proposta di legge di riforma di Arpal? Cosa c’è dietro?
Il silenzio di Giuseppe Conte: ma si può sapere perché i consiglieri Cinquestelle non si associano a noi per sostenere la battaglia? Paura di perdere la poltrona?
Il silenzio di Carlo Calenda: perché non dice qualche parola per incitare la riforma Arpal e smetterla di osservare tante coincidenze tra assunzioni e appartenenze politiche?
Il silenzio di Matteo Renzi: in nome di cosa dobbiamo frustrare la necessità di una pubblica amministrazione improntata al buon andamento?
Insomma, se non ci sono buoni motivi per tanto silenzio, siamo costretti ad osservare un trasversalismo indegno di un Paese normale”.

Liste PD, Amati: “Emiliano confessa l’invotabilità, censura scelte di Letta e si dichiara padrone del partito. È un reo confesso. Una commedia”

“È una commedia. Il presidente Emiliano confessa l’invotabilità delle liste PD, critica il segretario Letta per il mancato accordo con i Cinquestelle, annuncia la sconfitta elettorale e si dichiara padrone del partito in Puglia. Mi pare un reo confesso. E poi sarei io quello che lavora contro la ditta? Ma fatemi il piacere. Mi aspetto ora energiche prese di posizione dei suoi loquaci sostenitori, a cominciare da Lacarra e Boccia, ma temo non verranno mai”.

Lo dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati.

“Conversando con i giornalisti ieri sera a Ceglie Messapica, il presidente Emiliano ha pronunciato le seguenti opinioni: che i candidati sono tutti passati dall’amministrazione con sé; che il sistema elettorale è pazzesco e i parlamentari non sono eletti dal popolo ma dal proprio partito, per cui le scelte sono state effettuate sulla base dei chiari rapporti di forza interni al PD pugliese; che perciò tutti i candidati sono vicini a sé; che il centrosinistra non vincerà perché non si è alleato con i Cinquestelle e questo è stato un errore di Letta.
Insomma, la morale di questa storia è semplice: lui c’è sempre quando c’è da prendersi posti di potere, mentre non c’è da assumersi una responsabilità, una sconfitta oppure un problema pratico delle persone. Il contrario della politica e di ciò che dovrebbe essere”.

Bollette salate, Amati: “Gas gratis per le famiglie pugliesi quale corrispettivo per compensazione ambientale Tap mai accettata”

 

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Penso sia congruo ottenere gas gratis da Tap-Snam, quale corrispettivo per le compensazioni ambientali derivanti dal gasdotto e che purtroppo ci siamo sempre rifiutati di ottenere a causa di un’ideologia no-a-tutto.
Nei prossimi giorni approfondirò l’argomento nei suoi dettagli e promuoverò audizione delle società energetiche operanti in Puglia, al fine di predisporre una proposta di legge così da alleviare la tragedia delle bollette salate che pende sul capo dei pugliesi”.

Gas, Amati: “La gente soffre e i partiti dicono no a rigassificatore a Piombino. Proponiamo la Puglia”

“Portiamo in Puglia il rigassificatore offshore rifiutato a Piombino, considerata l’esistenza di tutte le condizioni infrastrutturali e se vogliamo essere davvero una regione di prosperità, di sicurezza ambientale e pace”.

Lo dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati.

“Il gas è alle stelle, la gente soffre e i partiti che fanno? Quasi tutti assecondano, direttamente o indirettamente, il NO assurdo al rigassificatore offshore di Piombino.
Questo è un Paese con la tendenza a mancare di rispetto nei confronti dei guai delle persone, purtroppo per motivi di posizionamento politico, inseguendo il no-a-tutto anche quando l’acqua è alla gola.
La Puglia è la regione che ha già visto in prima fila il film dell’insensato no-Tap, risvegliandosi in un mondo che purtroppo sbatte in faccia la necessità di infrastrutture energetiche, come rimedio alla sopravvivenza e pure alle minacce di guerra.
L’esperienza terribile vissuta dunque su Tap fa prevedere un’accoglienza positiva di un rigassificatore al largo dei nostri porti maggiori e una valutazione più precisa dell’utilità della decisione.
Certo, ci sono anche in Puglia i facinorosi, ossia gli utilizzatori del dissenso e delle paure sulla modernità in sicurezza ambientale e con la finalità di riprodurre sotto mentite spoglie ideologie defunte, ma questi sono gli stessi che militavano contro Tap e quindi senza alcuna credibilità.
Spero dunque che tutti i partiti e i candidati, anche approfittando del clima elettorale vivace, facciano sentire la loro voce e chiedano al governo nazionale di valutare il posizionamento in Puglia del rigassificatore offshore destinato a Piombino”.

Ospedale di comunità San Pancrazio, Amati: “Regione dia indicazioni per apertura. In difetto, segnalerò sperpero di denaro”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Spero che la Regione dia immediate indicazioni operative per l’apertura dell’Ospedale di comunità di San Pancrazio Salentino. Diversamente sarò costretto a segnalare alle autorità competenti lo sperpero di denaro per la ristrutturazione inutile dell’immobile.
Si tratta di una struttura il cui funzionamento fu autorizzato dalla Giunta regionale su un immobile di proprietà dell’amministrazione comunale, per il cui adattamento la Asl ha speso alcune centinaia di migliaia di euro e la Regione ha rinunciato al rimborso di diverse rate di un finanziamento erogato al Comune.
A ciò si aggiunga l’importanza strategica dell’iniziativa, sulla strada del potenziamento dell’assistenza territoriale e quindi del minore impatto dei disservizi sulla domanda di cura delle persone.
Ho sollecitato diverse volte l’assessore Palese, da ultimo ieri, e spero che le prossime ore siano quelle buone”.

Arpal, Amati: “Anche su Arpal Emiliano produce confusione per non decidere. Temo sia ricattato”

“Il Direttore generale di Arpal non deve autosospendersi perché ha deciso di candidarsi; il DG di Arpal deve essere dichiarato decaduto per legge dal Consiglio regionale perché la sua gestione dell’agenzia è ampiamente discutibile e perché solo così si può fare in virtù di una sentenza della Corte costituzionale.
Il presidente Emiliano deve evitare il metodo della confusione attraverso la dissipazione delle parole e aiutarci a portare in Consiglio regionale la riforma dell’Arpal, così da far decadere il DG e offrire all’agenzia un management più all’altezza del compito. Non farlo può lasciare intuire di essere vittima di un ricatto politico, oppure di essere accondiscendente sulla gestione di Arpal.
Stiamo insistendo per la convocazione del Consiglio regionale, per ora purtroppo inascoltati, perché è nostro dovere occuparci dell’interesse pubblico al buon andamento della pubblica amministrazione.
Il DG di Arpal, come chiunque, ha il diritto di passare da uno schieramento politico all’altro e di fare il girovago della candidatura come e quando gli piace e con le ragioni ritenute più idonee. Ma questo suo diritto costituzionale non può mettere in attesa il nostro dovere di prendere decisioni per riportare ordine in Arpal, così come sarebbe stato necessario fare da mesi.
Su questo aspetto della vicenda, ossia la questione della gestione Arpal, c’è un assordante silenzio dei partiti di maggioranza – tranne il gruppo alla regione del PD – e di minoranza e di diversi esponenti politici – candidati alle elezioni – scatenati contro il DG Arpal candidato e non contro il DG Arpal cattivo gestore. Il motivo? Non riesco a capire quello dei partiti del centrodestra, mentre mi è chiaro il motivo dei partiti di centrosinistra e di Boccia e Lacarra: assecondare il presidente Emiliano. Ma la situazione di Arpal può mai essere subordinata alle ragioni di questo teatrino?”.