Arpal, 4 Consiglieri: “Su riforma in Consiglio ancora niente. Siamo dispiaciuti. Nuova lettera. I partiti dove sono?”

Comunicato stampa dei Consiglieri regionali Fabiano Amati, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea e Antonio Tutolo.

“Ancora nessuna risposta sulla richiesta di portare in Consiglio al più presto la riforma Arpal. Siamo dispiaciuti e per questo abbiamo scritto ancora alla Presidente Loredana Capone.
Il gruppo PD ha dichiarato la sua disponibilità a svolgere in qualsiasi momento il Consiglio regionale, ma ci dispiace il silenzio sull’argomento del Presidente Emiliano, al pari degli altri partiti della maggioranza e di tutti i candidati alle elezioni politiche.
Sembra insomma che sia solo nostra la necessità di mettere un po’ d’ordine in una situazione ormai insostenibile, dando finalmente prevalenza al valore della linearità e trasparenza della PA rispetto alle tattiche politiche.
Vorremmo sottolineare, a scanso di equivoci, quanto complice possa apparire il silenzio in una vicenda con aspetti già equivoci e discutibili”.

Nuovo Piano casa, Amati: “Legge pubblicata. La parola ai 257 comuni. Fare in fretta”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La legge sul nuovo Piano casa è stata pubblicata sul bollettino della Regione il 16 agosto scorso ed è in vigore. Ora la parola spetta ai 257 comuni pugliesi, che dovranno deliberare la variante semplificata ai propri strumenti urbanistici, senza alcuna autorizzazione regionale.
La delibera del Consiglio comunale dovrà prevedere gli ambiti di zona B, C ed E in cui sarà possibile applicare il nuovo Piano casa, così da favorire gli ampliamenti e le demolizioni e ricostruzioni con le volumetrie premiali, rispettivamente, del 20 e 35 per cento.
Spero in una gara di virtù di tutti i comuni, così da poter avere in fretta tutte le 257 delibere”.

Arpal, 4 Consiglieri: “È tutto meraviglioso. Tutti folgorati. Boccia, Lacarra e 5S chiedono dimissioni DG. Non è più facile ora chiedere a Emiliano approvazione legge?”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Fabiano Amati, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea e Antonio Tutolo.

“È tutto meraviglioso. Prima tutti difendevano, oggi tutti attaccano. Una folgorazione.
L’Arpal Puglia è un disastro, c’è una nostra proposta di legge per cambiare assetto, Emiliano chiede al Consiglio il rinvio dell’esame, i Cinquestelle e gran parte del PD si adeguano alla richiesta, Boccia e Lacarra non fanno pervenire la loro opinione e oggi, come d’incanto, cosa chiedono? Tutto e di più, tranne che chiedere a Emiliano di favorire immediatamente l’approvazione della nostra proposta di legge.
I Cinquestelle chiedono al DG di dimettersi perché il partito che ha scelto per candidarsi vuole l’abolizione del reddito di cittadinanza e così dicendo sembrano l’autista di Johnny Stecchino intento a raccontare il traffico come la più grave piaga di Palermo; Boccia stigmatizza come disperata e spregiudicata la scelta di Calenda e Renzi, insinuando nella vita politica di Cassano tratti ampiamente conosciuti; Lacarra, infine, reputa inopportuna la permanenza in carica del DG, riconoscendo l’utilizzo a fini politici dell’agenzia.
Insomma, tranne aspetti da commedia, sono tutte ragioni condivisibili, manifestate purtroppo in clamoroso ritardo e ancora una volta, purtroppo, con la difficoltà di chiedere con chiarezza a Emiliano d’intervenire sulla questione senza più nascondersi.
Qui il problema non è la campagna elettorale e il gioco della politica; qui i problemi sono l’economicità, l’efficacia, l’imparzialità, la pubblicità e la trasparenza della pubblica amministrazione”.

Elezioni, Amati: “Liste PD Puglia per investitura, come nel medioevo, e quindi invotabili. Parte il tour “Che facciamo?”

 

“Le liste del PD Puglia sono state fatte per investitura, come nel medioevo, e perciò risultano invotabili. Da oggi parte dunque il tour “Che facciamo?”, un giro nel dissenso, per rendere votabile il PD pugliese del futuro, attraverso la costruzione di una rete di persone disponibili a continuare o cominciare l’impegno nel PD, per distruggere questo sistema di potere e costruire un partito veramente democratico, aperto e senza soggezioni”.

Lo dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati.

“Un partito che sceglie i candidati per investitura, come nel medioevo, approfittando di un’indegna legge elettorale e dimenticando le primarie pur previste dal suo statuto, non può definirsi democratico. E il fatto che la stessa cosa capiti per tutte le altre liste e nelle altre regioni non toglie o aggiunge nulla alla necessità di una distruzione totale di questo sistema per costruire una prospettiva nuova e diversa, fondata sulla garanzia che a scegliere siano i cittadini, tra candidati che si siano distinti per idee realizzate o proposte.
Questo modo di fare comporta un deficit di democrazia nello Stato e nella Regione, perché se la selezione delle persone avviene con metodi totalitari e limitando la scelta delle persone, il minimo che può accadere è una situazione di devianza amministrativa.
Ovviamente, sono da cestinare le obiezioni con fraseologia inutile e ipocrita, tipo non-è-questo-il momento, oppure rammarichi-personalistici. Il primo perché il momento è quando le cose accadono e non quando ci fa comodo esaminarle, magari nella speranza che sia passata la nottata, e il secondo perché tutte le cose umane sono fondate su fatti riguardanti le persone, compresi i fatti di quelli che si trovano a cavallo dopo aver messo in atto mille sotterfugi per garantire la propria persona.
Serve dunque un atto di grande risolutezza e coraggio. Per restituire la scelta delle persone alle persone e perciò impegnare chi si candida a non macerarsi nell’indolenza da Palazzo, ma a tenere a cuore i problemi e le soluzioni. L’essenza della politica”.

Liste, Amati: “Boccia dà del mercenario a Cassano e chiede a Calenda il prezzo. Giusto. Ma qual era la merce promessagli invece da Emiliano?”

Dichiarazione del Consigliere regionale del PD Fabiano Amati.

“Parlando oggi del DG Arpal Cassano, Francesco Boccia gli ha dato del mercenario, aggiungendo che questo tipo di politici si accasano in base a quello che gli si promette, per cui bisognerebbe chiedere a Calenda qual è il motivo per cui Cassano corre per lui.
La diagnosi può sembrare fondata, ma sulla base dello stesso criterio di giudizio sarebbe bene se Boccia chiedesse anche a Emiliano qual è stata la merce promessa o elargita per farlo correre con lui sottraendolo al centrodestra e gratificandolo sinora con attenzioni e giustificazioni decisamente immeritate.
Sarebbe utile se Boccia, anche in qualità di commissario pugliese del PD, si mettesse un po’ più al servizio della logica e della verità, cominciando a chiedere con noi l’immediata discussione in Consiglio regionale della riforma Arpal e aiutandoci a combattere con parole chiare il sistema di potere instaurato in Puglia, sistema garantito anche attraverso la predisposizione delle liste elettorali, imposte alla faccia della democrazia e della parità di genere”.

Arpal, 4 Consiglieri: “Lettera a Capone. Rotto l’idillio politico possiamo pensare ai nostri doveri amministrativi? Subito in aula la riforma”

 

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Fabiano Amati, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea e Antonio Tutolo.

“Ora che si è rotto l’idillio politico con il Direttore generale di Arpal, posto a fondamento di un imbarazzante rinvio della riforma nella seduta del 28 luglio scorso, è possibile pensare alle cose vere e nella loro dimensione di serietà amministrativa?
È questa la domanda di fondo che ci ha indotto a chiedere oggi, al Presidente del Consiglio regionale, l’immediata convocazione del Consiglio regionale per l’esame della proposta di legge di riorganizzazione dell’Arpal.
Siamo stati vittime di un’imbarazzata e sgraditissima decisione di rinvio dell’esame della proposta di legge, per motivazioni politiciste di difesa del DG e il tutto in chiave meramente elettorale.
Considerato che anche lo stesso DG interessato ha ritenuto di sbeffeggiare tale e tanta attenzione politicista, voltandosi a nuova fede politica, pensiamo sia utile riappropriarci del nostro ruolo di legislatori, immuni dalle mere convenienze politico-elettorali, diretto a far prevalere su ogni cosa i beni di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza della pubblica amministrazione. Nella speranza, ovviamente, che tale propensione sia patrimonio comune e si manifesti concretamente nell’accoglimento immediato della nostra richiesta di convocazione del Consiglio regionale, senza calcoli di convenienza, finzioni, trucchi o sabotaggi”.

DG Arpal, Amati: “Amico di Emiliano, spalleggiato da centrodestra e infine candidato di Azione. Povera nostra Puglia. Distruggerò questo sistema di potere”

Dichiarazione del Consigliere regionale del PD Fabiano Amati, promotore della legge regionale per la decadenza del Direttore generale Arpal.

“Si arricchisce il curriculum di Massimo Cassano, al secolo direttore generale di Arpal e provvidenziale autore di coincidenze assunzionali. Amico di Emiliano e emblema del suo sistema di potere, spalleggiato anche dal centrodestra contro la nostra legge per la sua decadenza e candidato di Azione nel Terzo polo. Uno e trino. Povera la nostra Puglia.
Con pochi colleghi della maggioranza in Regione stiamo da mesi combattendo una battaglia per la decadenza del DG Arpal, ostacolati da Emiliano, dal suo cerchio stretto e dal centrodestra. Mai avremmo pensato che, ancora in carica su designazione di Emiliano, sarebbe riuscito ad ottenere il sostegno dell’intero arco costituzionale, compresa Azione e il terzo polo.
Non c’è più tempo da perdere. C’è un sistema trasversale e di rapporti politici e personali che in Puglia descrive un sistema di potere che va abbattuto.
Se sino a ieri avevo qualche dubbio di timidezza, oggi non ho più remore”.

Ricorso su liste PD Puglia, Amati e Mennea: “Commissione decide per il né sì-né no, dichiarandosi incompetente. Decisione politicante e complice del sistema Emiliano. Speriamo in Letta”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali del Partito Democratico Fabiano Amati e Ruggiero Mennea.

“L’esito del ricorso presentato sulle liste elettorali del PD Puglia è un paradossale né sì, perché sarebbe un caos, né no perché sarebbe ingiusto. La Commissione di garanzia ha dichiarato infatti la sua incompetenza, passando il cerino ardente nelle mani della Commissione elettorale. Ma come può mai ritenersi incompetente a decidere sulle violazioni dello statuto un organismo che vive appunto per vigilare sul rispetto dello statuto, è cosa che si deve ancora capire. È come se la giuria del festival di Sanremo si dichiarasse incompetente in musica. Insomma: una decisione molto politicante, pari a quella di Ponzio Pilato e in linea con il sistema di potere che vogliamo combattere.
Siamo rammaricati del non-esito del ricorso ma la vicenda aggiunge in noi altra determinazione, lasciando per ora ancora invotabili le liste pugliesi del Partito Democratico.
Viviamo immersi in un clima politico in cui il giusto è solo l’utile del più forte, pur alla faccia delle norme scritte. Più o meno come nelle dittature.
Speriamo ora nella Commissione elettorale, in Letta e nella sua saggezza, perché va scardinato subito il sistema di potere che si è insediato in Puglia, fondato sulla soggezione alla volontà di Emiliano, manifestata anche attraverso imbarazzati silenzi.
La battaglia comunque continua con altre iniziative nei comuni pugliesi, per chiedersi cosa fare e come votare, così da prepararsi per quando arriverà il giudizio meno complice e meno né-né che ci sia, quello del popolo nelle urne del 25 settembre”.

Scarica qui la delibera della Commissione nazionale di Garanzia.

Liste PD, Mennea e Amati: “Presentato ricorso per annullare liste. Nel partito della legalità non si va in Parlamento con scelte illegali”

 

Comunicato stampa dei Consiglieri regionali Ruggiero Mennea e Fabiano Amati.

“Abbiamo presentato un ricorso urgente alla Commissione nazionale di garanzia per annullare le liste del PD Puglia e modificarle. Se sei un partito che in Parlamento va per difendere la legalità non puoi nominare i parlamentari con atti illegali e modalità sessiste.
Le liste del PD Puglia, infatti, sono state composte in violazione delle seguenti regole: parità di genere perché composte con soli capilista uomini; mancanza di elezioni primarie o sistema di ampia consultazione (contendibilità); uguaglianza di tutti gli iscritti; designazioni collegiali; rappresentatività politica e territoriale; pubblicità della procedura di selezione; modalità democratica di approvazione delle candidature attraverso organi rappresentativi; rinunce e sostituzioni senza riconvocare la direzione nazionale.
Numerose violazioni, dunque, in grado di determinare l’annullamento delle liste dei candidati dei collegi plurinominali e uninominali per Camera e Senato della circoscrizione Puglia, così da permettere la ricomposizione delle liste con modalità legali, ossia in conformità agli Statuti del partito.
Auspichiamo un’immediata convocazione della Commissione nazionale di garanzia per la decisione del ricorso e senza alcuna esitazione.
E nessuno venga a dire che la questione è politica, perché la prima questione politica negli Stati democratici è la legalità: togli il diritto e lo Stato diventa una banda di briganti, avrebbe detto qualcuno molto più importante e più santo di noi”.

 

Scarica qui il testo completo del ricorso.

Elezioni, Amati: “Le liste PD pugliesi sono illegali: violano statuto nazionale e regionale. Modificarle subito”

 

Dichiarazione del Consigliere regionale PD Fabiano Amati.

“Le liste del PD Puglia non sono solo invotabili ma pure illegali. Violano infatti una gran quantità di norme statutarie e in particolare quelle sulla parità di genere e quelle sulla contendibilità delle cariche. Le varie Commissioni di garanzia dove sono? Dove sono le organizzazioni femminili del partito e le varie commissioni di parità? Hanno scelto di non disturbare il manovratore? Non era stato il segretario Letta a dire che vogliamo un partito femminista? Non era stato il presidente Emiliano a dire che la violazione della parità di genere ci rende impresentabili?
Chiedo dunque l’immediata modifica delle liste, cancellando la totalità di capilista uomini e invertendo il genere dei capilista in almeno due collegi proporzionali della Camera, nella consapevolezza, comunque, che anche tale modifica non soddisferebbe l’ulteriore criterio violato della contendibilità. Ma meglio feriti che morti.
Gli statuti nazionali e regionali del Partito Democratico assicurano (art. 1 comma 9) che in ogni ambito istituzionale gli incarichi debbano essere resi contendibili, vale a dire non possono essere decisi da qualche capo o capetto, e che deve essere garantita la parità di genere a ogni livello (art. 3).
Nulla di tutto questo è accaduto e in Puglia ciò ha assunto anche le caratteristiche farsesche, basti aprire gli archivi delle parole al vento e si ritroveranno perle di radicalismo legalitario che poi si disonora quando non fa ai propri comodi.
Mentre sull’argomento della contendibilità ho assunto sempre posizioni radicali, sull’argomento della parità di genere ho sempre preferito posizioni più razionali finalizzate a celebrare le capacità degli esseri umani più che il genere, così da evitare anche strumentalizzazioni maschili in danno delle donne.
Ma a prescindere dalle mie opinioni, ho sempre preso atto delle norme e mi sono impegnato a farle rispettare.
Ci sono altre persone del partito, a cominciare da Letta e da Emiliano, che su questo argomento hanno assunto posizioni molto più irremovibili.
Se escludiamo il caso di Emiliano, che nel suo bazar di dichiarazioni ha sempre tutto e il suo contrario, e che su questo argomento considera le donne ostriche imperiali se il conto lo devono pagare gli altri e cozze patelle se il conto deve pagarlo lui, resterei stupito se Letta facesse finta di niente sull’argomento e non decidesse d’intervenire, considerata la sua pacatezza, il suo parlare puntuale e la sua coerenza.
Resto in fiduciosa attesa, perché non possiamo presentarci alle elezioni con liste illegali e ciò per violazione di regole che noi stessi ci siamo dati”.