Amati domani a Francavilla Fontana per presentare il libro “La storia assetata. Cent’anni di Acquedotto”

 

Domani (mercoledì 29 gennaio), alle ore 18.00, nella sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Francavilla Fontana (in piazza Umberto I, 31/35), sarà presentato il libro La storia assetata. Cent’anni di Acquedotto (Faso Editrice) di Fabiano Amati, Consigliere regionale e Presidente della Commissione Bilancio. Il volume sui cent’anni dell’Acquedotto Pugliese, con prefazione di Giuseppe De Tomaso (direttore de «La Gazzetta del Mezzogiorno»), traccia un percorso nella storia della più grandiosa opera infrastrutturale realizzata dopo l’Unità di Italia attraverso i suoi protagonisti, corredato da ampio materiale fotografico.

Relatore della serata sarà il prof. Domenico Camarda. Porteranno il loro saluto Cosimo Rocco Franciosa, Presidente della S.O.M.S.; il sindaco di Francavilla, avv. Antonello De Nuzzo; il sindaco di Caposele, dott. Lorenzo Melillo; l’ing. Lucio Venditti, Responsabile Grandi Vettori e Serbatoi AQP. A concludere l’appuntamento sarà l’intervento di Amati.
L’incontro è a ingresso libero e aperto alla cittadinanza.

Primarie 12 gennaio, Amati: “Versamento somme serve per verificare la validità. Spero sia un ritardo, pena nullità elezioni”

“L’avevo già detto chiaramente prima del 12 gennaio e penso che pure gli altri candidati, a cominciare da Emiliano, siano d’accordo con me. Il versamento delle somme serve per controllare la validità delle Primarie. Spero si tratti di un semplice ritardo, perché altrimenti la consultazione sarebbe nulla”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie svoltesi lo scorso 12 gennaio per la scelta del candidato presidente della Giunta regionale.

“Il regolamento prescrive – prosegue Amati  – che le somme raccolte devono sostanzialmente combaciare con il numero dei votanti e che tale verifica va effettuata attraverso la consegna dei verbali e dei soldi al comitato organizzatore delle Primarie. Dopo questi controlli – aggiunge – si potrebbe pure decidere di restituire le somme ai territori, oppure riconoscere le spese sopportate per il funzionamento dei seggi, ma trattenerle non è possibile perché così facendo si impedirebbero le verifiche di regolarità e trasparenza. Invito dunque tutti ad adempiere – conclude – con urgenza agli obblighi regolamentari, così da cancellare sul nascere ogni sospetto”.

AQP e società privati: sulle modalità di gestione della risorsa idrica in Puglia non si possono ammettere ambiguità /rassegna stampa

Rassegna Stampa >>
 
AQP e società con i privati per la ricerca perdite e risanamento reti:
la Giunta ha dato la sua approvazione, ma io resto contrario per i motivi che ho ampiamente esposto. A questo punto è opportuno capire quale programma si intende presentare agli elettori.
Sulle modalità di gestione della risorsa idrica in Puglia non si possono ammettere ambiguità.

Newco AQP, Amati: “Sono contrario. Si esprima la maggioranza”

“Credo che alla prossima riunione di maggioranza sarà indispensabile parlare con chiarezza, e senza nascondersi, del progetto AQP di costituire una società con i privati per la ricerca perdite e risanamento reti. La Giunta ha dato la sua approvazione, ma io resto contrario per i motivi che ho ampiamente esposto. A questo punto è opportuno capire quale programma si intende presentare agli elettori”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento al Piano industriale AQP approvato dalla Giunta regionale il 30.12.2019.

Costituire una società mista pubblico-privato – puntualizza Amati – comporta notevoli problemi tecnici e politici. Nei mesi scorsi li ho dettagliatamente esposti, senza ricevere alcuna risposta. Speriamo che nella prossima settimana si chiarisca definitivamente la questione, perché sulle modalità di gestione della risorsa idrica in Puglia non si possono ammettere ambiguità”.

L’unità elettorale si conquista con atti spontanei. Emiliano dovrebbe chiedere scusa / intervista su Corriere del Mezzogiorno Puglia

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di martedì 21 gennaio 2020, pagina 3

Intervista a Fabiano Amati – Per far pace con Renzi Emiliano scomoda i barbari «Prima gli chieda scusa»

di Del Vecchio Lucia

Consigliere regionale del Pd, Fabiano Amati non ha seguito nella scissione il suo ex leader di riferimento, Matteo Renzi, ma è da tempo, insieme ai colleghi di C-Entra il Futuro, l’anima critica del governo Emiliano nell’ambito della coalizione di centrosinistra. Si è candidato alle primarie contro il presidente uscente, arrivando secondo.

Amati, il presidente Emiliano dichiara di accogliere a braccia aperte, contro il pericolo leghista, gli amici di Matteo Renzi e Carlo Calenda che hanno annunciato una candidatura alternativa alla sua alle prossime regionali. Timore di perdere?

«Ripeto da mesi che occorre costruire un’alleanza larga».

Per ricomporre la frattura con Renzi e Calenda, sono, quindi, sufficienti le braccia aperte del presidente uscente?

«No, quello è solo politicismo. Poi, se uno per mesi ha offeso con parole simili a pugnalate al cuore, avendo pure torto, sia Renzi che Calenda, non ci si può limitare a dire che i barbari sono alle porte, alias Matteo Salvini. Peraltro, è un argomento offensivo nei riguardi di tante persone che, purtroppo, hanno deciso di votare Salvini e che con questo atteggiamento, vengono spinti tra le braccia leghiste ancora più rapidamente. Forse bisognerebbe usare argomentazioni più realistiche e cioè che Salvini ha un progetto nordista contro il sud, che in materia di autonomia – alla quale da queste parti abbiamo dato pure retta – qualche mese fa voleva toglierci 682 milioni all’anno sul fondo sanitario. In ogni caso, non basta dire tutti uniti contro il progetto nordista. D’altronde, al governo abbiamo un ministro – pugliese, di casa nostra, brava, che è Teresa Bellanova – che sostiene esattamente le stesse cose che dicono Renzi e Calenda».

Dunque?

«In questo momento, la cosa migliore da fare per Emiliano sarebbe chiedere scusa. Scuse che andrebbero date non alla fine di un negoziato politicista, cioè le tue scuse contro il mio sostegno elettorale, ma come atto spontaneo. Ne guadagneremmo soprattutto in verità con la conseguente conquista dell’unità».

Perché Emiliano dovrebbe chiedere scusa?

«Perché i governi Pd, Renzi e Gentiloni, assieme ai parlamentari Pd, ma non solo, avevano ragione su Ilva, xylella e Tap».

Emiliano sostiene di aver avuto ragione lui.

«Vediamo i fatti. L’attuale piano ambientale e industriale di Ilya non è altro che quello Gentiloni-Calenda che prevede già la decarbonizzazione, superate le sei milioni di tonnellate come dettato dall’Aia. L’attuale governo Conte dice la stessa cosa. Emiliano sostiene la decarbonizzazione, che al momento non può che essere parziale, cioè il piano Gentiloni-Calenda. Sulla xylella, vorrei solo ricordare che il batterio che fa strage degli ulivi oggi è alle porte di Monopoli e si dirige pericolosamente verso Taranto. E dopo tante battaglie, Tap c’è e va avanti e noi abbiamo anche ridotto il potenziale negoziale per avere le royalty o le compensazioni ambientali».

Xylella, ma anche Psr.

«Registriamo un clamoroso il ritardo. Nel 2016 avevo presentato una proposta di legge per la creazione di un organismo unico di valutazione della spesa dei fondi europei. La giunta Emiliano ha espresso parere negativo. In Emilia Romagna, per esempio, dove ce l’hanno, hanno fatto molto meglio di noi».

Anche sulla sanità Emiliano rivendica ottimi risultati.

«La sanità pugliese ha luci che vengono offuscate in maniera clamorosa da un’unica ombra: i tempi di attesa tropPo lunghi, al punto che questi riescono a spazzare via le cose buone che ci sono anche grazie alle competenze degli operatori sanitari e degli amministratori».

Ritiene che Michele Emiliano sia pienamente legittimato dalle primarie scorse?

«Noi stiamo dove siamo sempre stati. Poiché ho la responsabilità di un gruppo politico di amici che mi hanno sostenuto, a cominciare dai colleghi consiglieri regionali, mi sono impegnato con loro a condividere ogni dichiarazione. Non abbiamo bisogno di declinare continuamente le nostre generalità».

 

Qui l’intervista in formato PDF: 

Intervista_Corriere

 

 

Bisogna abrogare la norma che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari / rassegna stampa

 

Rassegna Stampa >>

#Sanità: proporrò l’abrogazione della norma obbrobrio che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari. Una norma che ammazzerebbe la sanità pubblica. E sino ad allora chiedo alla Giunta regionale di non procedere al riordino dell’istituto dell’esclusività, che era l’intento originario, poi snaturato, della proposta.

Il mantenimento in vigore di questa norma metterebbe la parola fine su tutti gli sforzi compiuti per migliorare la sanità pubblica e per ridurre le liste d’attesa.

 

Sanità, Amati: “Cancellare subito la norma obbrobrio che elimina obbligo di esclusività per i primari”

Alla prima occasione utile proporrò l’abrogazione della norma obbrobrio che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari. Una norma che ammazzerebbe la sanità pubblica. E sino ad allora chiedo alla Giunta regionale di non procedere al riordino dell’istituto dell’esclusività, che era l’intento originario – poi snaturato – della proposta”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio, con riferimento all’art. 44 della legge regionale 52 del 30 novembre 2019.

“Con la legge di assestamento di bilancio del novembre scorso – prosegue Amati – il Consiglio regionale ha dato mandato alla Giunta regionale di riordinare il rapporto di lavoro esclusivo dei dirigenti medici, garantendo però, attraverso l’accoglimento di un sub emendamento, la possibilità per i primari di svolgere indiscriminatamente l’attività extramoenia, cioè fuori dalle strutture pubbliche che dirigono. Praticamente, un terribile ritorno alla normativa del 1999, abrogata dalla riforma Bindi”.

Il mantenimento in vigore di questa norma – conclude – metterebbe la parola fine su tutti gli sforzi compiuti per migliorare la sanità pubblica e per ridurre le liste d’attesa, perché a quel punto tutto si svolgerebbe nelle strutture private e a pagamento”.

Primarie: il dato dell’affluenza suggerisce di fare al più presto qualcosa; bisogna allargare la coalizione / rassegna stampa

 

Rassegna Stampa di oggi >>

PRIMARIE – C’è bisogno di fare negli ultimi mesi di legislatura cose così utili da sembrare pazzesche, e soprattutto allargare la coalizione a chi sinora non c’è stato, perché  quella presentatasi alle elezioni Primarie è molto ridotta e non garantisce per nulla sulla possibilità di competere.

 

 

 

 

Manifesti affissi a Bari, Amati: “Ho denunciato tutto alla Polizia. Non mi faccio intimidire. Mia posizione sempre a favore della prova scientifica”

Ho denunciato alla Polizia di Stato l’affissione a Bari di manifesti murali con cui mi si accusa di contiguità con non meglio specificate ‘lobby’ industriali e multinazionali dei veleni. Non mi farò ovviamente intimidire; la mia posizione rimane sempre in favore della prova scientifica e dell’ambientalismo tecnologico”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“I manifesti murali sono stati affissi in numerosi punti della città, con la firma di un gruppo impegnato nel sostenere posizioni anti-Scienza. Il manifesto riproduce la mia foto con richiami grafici alla recente campagna pubblicitaria ‘ENI + 1’ e il seguente testo: ‘Eni + Fabiano è peggio di Eni. Liberiamo la politica dai galoppini delle lobbies. Fuori le multinazionali dei veleni dalla ricerca. Liberiamoci dall’inquinamento. Per una riconversione ecologica dell’economia, sotto controllo operaio e popolare’. Purtroppo – prosegue Amati –, viviamo tempi in cui si prova a trasformare l’ecologia in ideologia, con toni esaltati ed esasperati, per il raggiungimento di finalità di lotta politica e di potere”.

“E tutto questo – servendosi di un linguaggio allusivo e diffamatorio, cioè provando a fare ‘bottega col pubblico spavento’ – crea un formidabile paradosso: contestare le attività di tutela ambientale con rimedi tecnologici e metodi suggeriti dalla Scienza, per lasciare spazio a distruzione, inquinamento e rischi di contagio. Un’ideologia, insomma, che si rifiuta di ammettere che l’economia circolare è un imponente sistema industriale, che la transizione verde è un giusto e costosissimo processo di sostituzione delle risorse e che nessun uomo è disponibile a rinunciare alle libertà conquistate attraverso il progresso. E su questo – conclude – sarebbe bello se la lingua di tutta la classe dirigente fosse più sciolta e sempre meno di legno”.