Tac Perrino, Amati: “Odio le lentezze. Nuovissima Tac 256 strati ancora ferma”

“La modernissima Tac a 256 strati dell’ospedale Perrino tarda a entrare in attività. Purtroppo. E tutto ciò nonostante i primi lavori essenziali per l’autorizzazione all’esercizio siano stati completati. Odio le lentezze su questioni di salute e se le denunzio prego di non prenderla a male, ma guardare il bene che ne può derivare”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La Tac Revolution 256 strati è una macchina diagnostica in grado di sfruttare l’intelligenza artificiale e perciò acquisire le immagini in minor tempo, ridurre di oltre l’80% le radiazioni e di 1/3 la quantità di mezzo di contrasto.
In Puglia ci sono solo due macchine di questo tipo, l’una appunto a Brindisi e l’altra a Foggia.
Quella di Brindisi è stata installata da diversi mesi e c’era il bisogno di completare i lavori di ristrutturazione dei locali che la ospita per attivarla.
La prima parte dei lavori è terminata, come da programma, e ora serve la pronta autorizzazione all’esercizio, senza attendere il completamento delle procedure generali d’accreditamento.
Attenderò quindici giorni e in caso di mancata attivazione chiamerò il Direttore generale in Commissione”.

Eolico offshore, Amati: “Consiglio di domani dica No ai No ideologici, inquinanti e guerrafondai”

“Spero che domani il Consiglio regionale dica NO al professionismo del NO; ai NO sugli impianti di fonti rinnovabili pronunciati per ideologia antiscientifica, in grado di produrre effetti d’inquinamento, di povertà e di guerra. E se la questione per l’eolico offshore di Lecce e Brindisi sta nella distanza dalle linee di costa, credo sia più opportuno lasciare su questo la parola ai servizi tecnici, senza strumentalizzazione politiche”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione.

“Qualche giorno fa a Taranto abbiamo letto e ascoltato parole entusiaste per l’avvio all’esercizio di un piccolo impianto di eolico offshore, situato a pochissimi metri dalla linea di costa. È questa la prova di un utile mutamento di convinzioni, considerato che in un recentissimo passato le parole d’entusiasmo di oggi avevano le sembianze dell’ostilità. Ma di questo in pochi conservano il ricordo.
Per evitare la stessa parabola smemorata dal NO al SI, al prezzo insostenibile di anni persi, confido che nell’appuntamento in Consiglio regionale di domani si sappia dare un definitivo via libera politico alle rinnovabili e ai parchi d’eolico offshore”.

Edilizia sanitaria art. 20, Amati: “Bloccati 245milioni per fatti incredibili. Pare che la Giunta sia all’opposizione del suo programma elettorale”

 

“Le carte per usare al più presto 245milioni in edilizia sanitaria sono pronte dall’8 marzo, dopo un’intensa attività delle Commissioni, e dovevano essere inviate a Roma nel giro di qualche giorno. E invece nulla per un motivo incredibile: si attende lo studio di fattibilità sul nuovo ospedale Bari nord, chissà quando, trascinando nel baratro 17 interventi già pronti. Eppure ben si potrebbe finanziare il nuovo ospedale Bari nord con le risorse della CIPE n. 51, complessivamente pari a euro 270milioni e in attesa di avere una programmazione, e destinare ai maggior costi del nuovo ospedale di Andria i 92milioni del Bari nord. Una cosa facilissima che però trova la Giunta regionale all’opposizione del programma elettorale premiato dai cittadini e quindi di se stessa”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nell’ambito dei fondi dell’articolo 20 della Legge n. 67 del 1988, ci sono 245 milioni pronti per la Puglia in base alle delibere CIPE 97 e 98 del 2009, che se utilizzate, ci aprirebbero la porta agli ulteriori finanziamenti per 270 milioni e a valere sulla delibera Cipe n. 51 del 2019.
Per non perdere tempo avevamo pensato di suggerire al Governo regionale, nella seduta delle Commissioni congiunte I e III dell’8 marzo scorso, di ridurre il programma ai 17 progetti già pronti, destinando le risorse del nuovo ospedale Bari nord alle ulteriori necessità emerse per la realizzazione del nuovo ospedale di Andria, e recuperando il finanziamento per il Bari nord alla delibera CIPE n. 51 del 2019. Un’operazione contabile in grado di non togliere nulla a nessuno e sbloccare i programmi già pronti, considerato che il nuovo ospedale Bari nord è purtroppo ancora in fase di studio di fattibilità.
Per chiarire il senso pratico di questa incredibile vicenda, basti considerare quali sono gli interventi bloccati: arredi e attrezzature nuovo ospedale Monopoli-Fasano per € 28,500 milioni; riqualificazione ospedale San Paolo di Bari per € 11,020 milioni; riqualificazione ospedale Di Venere di Bari per € 11,020 milioni; riqualificazione ospedale Perrino di Brindisi per € 12,540 milioni; riqualificazione ospedale Francavilla Fontana per € 6,840 milioni; riqualificazione ospedale Giovanni XXIII di Bari per € 23,750 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del corpo infettivo ospedale Giovanni XXIII per € 8,455 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione oculistica del Policlinico di Bari per € 3,420 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione dermatologia del Policlinico di Bari per € 7,030 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione gastroenterologia del Policlinico di Bari per € 3,230 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione patologia medica del Policlinico di Bari per € 6,175 milioni; riqualificazione ospedale Barletta per € 8,455 milioni; riqualificazione ospedale Castellaneta per € 4,370 milioni; riqualificazione ospedale Cerignola per € 6,840 milioni; riqualificazione ospedale San Severo per € 6,555 milioni; riqualificazione ospedale Gallipoli per € 5,035 milioni.
A questi si potrebbe aggiungere l’ampliamento, per 92,545 milioni di euro, del budget del nuovo ospedale di Andria”.

Pnrr, Amati: “Da oggi un sito di informazioni su programmi e tempi di realizzazione”

“Da oggi metto online un sito web dedicato al Pnrr Puglia e Meridione, in modo da poter essere informati e aggiornati sul Piano di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Il portale si struttura principalmente in tre sezioni, ottimizzate sia per fruizione desktop hd sia per mobile e servirà per seguire l’andamento delle attività con riferimento ai singoli programmi”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione.

“La prima parte contiene le notizie e gli ultimi approfondimenti sulla situazione Pnrr Puglia e Meridione, con indice articolo e fruizione individuale dei contenuti. La seconda sezione invece interessa la parte delle scadenze, con filtri relativi allo status di completamento e approfondimento dei vari dettagli. La terza ed ultima parte, ‘Missioni’ presenta un’indicazione precisa degli obiettivi per ogni missione e dettagli su ogni singola misura contenuta in ogni missione.
Tutti i dati sono sincronizzati automaticamente dagli opendata Pnrr forniti da Openpolis”.

Cliccare qui per visitare il sito >>> https://fabianoamati.it/pnrr

Eolico Taranto, Amati: “Tanti elogi; ora avanti con altri parchi, cominciando dai due al largo di Brindisi e sud-Salento. È questione di ambiente e salute”

 

“L’inaugurazione del piccolo parco eolico offshore di Taranto ha oggi raccolto tanti giusti elogi a più voci. E tutto questo perché le rinnovabili sono un obiettivo strategico dell’Europa e contribuiscono a un ottimo mix energetico con il gas, generando sicurezza ambientale, prosperità e pure pace. Se questo è vero, come credo, adesso bisogna fare in fretta con l’autorizzazione degli altri due parchi eolici offshore previsti in Puglia, a largo di Brindisi e sud Salento, smettendola di contrapporre No ingiustificati in grado di favorire inquinamento e malattie. E non si dica che le rinnovabili vanno bene sui tetti, nelle aree da bonificare e nelle forme delle comunità energetiche, perché conti alla mano questo pannello di alternative non soddisferebbe nemmeno un terzo del fabbisogno elettrico, senza contare il fabbisogno per idrogeno e riconversione ILVA”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Oggi a Taranto si festeggia per il parco eolico all’interno del porto, quindi visibilissimo, e martedì prossimo è già in programma un Consiglio regionale con all’ordine del giorno una mozione per dire No al parco eolico del sud-Salento, lontano dalla costa ben 12 miglia.
Spero che si evitino queste contraddizioni, scegliendo tutti i migliori convincimenti ambientalisti e produttivi, che ci potrebbero vedere oggi impegnati a svolgere un grande ruolo politico di regione porta del Mediterraneo.
Non mi sembra lineare dirsi ambientalisti e poi negare le rinnovabili, oppure ostacolare il mix energetico tra rinnovabili e gas, avendo ovviamente cura di favorire tutte le nuove infrastrutture, a cominciare da quelle per il raddoppio di Tap, per la costruzione di Poseidon, per la realizzazione di serbatoi costieri di gnl e per ospitare al largo delle nostre coste un rigassificatore (FSRU) offshore.
Mi aspetto quindi che nelle prossime ore possano essere ritirate o bocciate tutte le mozioni anti-ambientaliste e inquinatrici, mettendo la Puglia in una condizione di protagonismo per poter richiedere investimenti aggiuntivi, altrimenti tutto si farà per decisione del governo nazionale e il nostro vantaggio si ridurrà solo a quello derivante dal miglioramento delle condizioni energetiche del Paese, senza nessun investimento di responsabilità sociale che ci compensi dagli anni passati in cui nel nostro territorio s’installavano solo infrastrutture inquinanti”.

Piano casa, Amati: “Rinvio? Se non si tratta di Arpal tutto è secondario e governo cade su spalle di pochi cirenei”

“Se si fosse trattato di consulenze all’Arpal avremmo già approvato non una ma due leggi. Ma siccome si tratta di tenere a cuore il piatto a tavola guadagnato con il lavoro e nel rispetto dell’ambiente e della legalità, ossia il Piano casa, ecco che tutto è buono per defezioni dai lavori di oggi della Commissione, costringendo il Presidente Campo a disporre, con rammarico, il rinvio. Sarà giorno di festa quello in cui capiremo che il compito di governare non può cadere sulle spalle di pochi cirenei, disponibili a superare anche le inerzie del Governo regionale”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Oggi doveva essere la giornata finale dell’esame in Commissione della mia proposta di legge sul programma eco-casa, la nuova disciplina in sostituzione della vecchia legge sul Piano casa, oppure il giorno di esame della proposta alternativa dell’assessore Maraschio ferma da settimane all’attenzione della Giunta regionale.
Avevamo dato la disponibilità a sostituire il testo del Governo regionale con il nostro, all’unica condizione di fare in fretta. E invece niente. Ancora una volta.
Il Presidente della Commissione Paolo Campo mi ha assicurato che giovedì prossimo sarà la seduta decisiva e gli ho annunciato, con la lealtà che si deve alle persone corrette, che in caso contrario provvederò a richiedere l’iscrizione diretta della proposta di legge all’ordine del giorno del Consiglio regionale, così come previsto dal regolamento.
E tutto questo per il solito spirito di governo, consistente nel governare i problemi e appagare le domande dei cittadini, preferibile all’attività di sterile posizionamento sullo scacchiere del potere”.

Energia, Amati: “In America eolico supera petrolio e carbone, da noi si arranca e si dice No. Un oltraggio all’ambiente”

“In America la produzione di elettricità da eolico del 29 marzo ha superato per la prima volta quella da carbone e petrolio, raggiungendo assieme al gas la percentuale del 50 per cento. Da noi invece si arranca, con eolico al 4 per cento e fossili al 71 per cento, prendendoci il lusso di dire No alle rinnovabili, compresi i parchi eolici lontanissimi dalla costa e dunque quasi impercettibili, e alle nuove infrastrutture per il gas. Un oltraggio all’ambiente e un favore all’inquinamento e alle malattie”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“L’Agenzia d’informazione per l’energia degli Stati Uniti ha pubblicato i dati della produzione americana di elettricità, da cui scaturisce un dato incoraggiante: il 29 marzo 2022, per la prima volta, la produzione elettrica da eolico ha raggiunto il 19 per cento, al secondo posto rispetto al gas naturale, al 31 per cento, e in vantaggio rispetto al carbone con il 17 per cento e le altre fonti, compreso il petrolio, attestate al 14 per cento.
Sommando la produzione da gas e rinnovabili, le due fonti più pulite, si raggiunge la percentuale del 50 per cento.
In Italia, invece, nella stessa giornata del 29 marzo, la produzione elettrica da eolico è stata al penultimo posto con il 3,7 per cento, preceduta dal geotermico con l’1,83 per cento. Meglio dell’eolico, se si può dire così, ha fatto l’idrico con il 5,2 per cento, il fotovoltaico con l’8,5 per cento, e l’autoconsumo da rinnovabili con il 9,7 per cento. Al primo posto, invece e manco a dirlo, le fonti fossili con il 70,96 per cento.
Insomma, la via italiana al mondo green è lastricata da notevoli problemi.
Le notizie americane sono invece altamente incoraggianti, in grado di fare piazza pulita di molti pregiudizi italiani.
Sarebbe utile divulgare queste notizie a più non posso, per abbattere le resistenze e i pregiudizi italiani, portati avanti da alcuni cittadini rumorosi e da sparuti politici populisti, sulle rinnovabili e sul gas; e tutto questo per favorire processi di prosperità, sicurezza ambientale e pace.
Certo, anche negli Stati Uniti ci sono contestatori, alcuni impegnati a sostenere che il rumore delle turbine causa difetti di nascita nei cavalli portoghesi, o che la caduta nel terreno delle turbine con rilascio di fibra di vetro sono in grado d’influenzare l’integrità del suolo o delle colture, oppure tumori; a ciò aggiungendo, solo per completezza d’informazione, l’effetto di alternanza ombra-luce creato sui muri degli edifici attraverso la rotazione delle pale e fonte di problemi psichici.
Insomma, un campionario vasto di motivazioni assurde, che però non hanno distolto gli Stati Uniti dalla grande missione ambientale.
Per fortuna da noi le motivazioni del dissenso non sono così apparentemente illogiche e ridicole, ma solo perché il No-a-tutto è di natura politica e cerca di mimetizzare, dietro un ecologismo inquinante, la rivincita di narrazioni fallite. Ma tali motivazioni, come tutto ciò che si presenta in modo subdolo, sono addirittura più pericolose e dannose per il progetto di transizione ecologica.
Auspico pertanto che il Governo nazionale faccia tutto il possibile per superare il grave stallo che stiamo attraversando su rinnovabili e gas”.

Rinnovabili, Amati: “Il commissariamento equivale a fallimento. Lavarsi le mani non è una politica”

 

“Sul programma delle rinnovabili si prospetta il commissaraimento di tutte le funzioni e il nostro tergiversare non ci farà ottenere alcun vantaggio in più. Lavarsi le mani non è una politica ma un atto di masochismo, in questo caso con una contabilità amara perché si tratta di investimenti compatibili con l’ambiente, di sicura prosperità e finalizzati alla pace. Il governo sta forse decidendo di intervenire  in sostituzione delle regioni, giustamente, per non darla vinta ai no-a-tutto inquinanti, decrescitisti e guerrafondai”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Non decidere e addirittura salutare con sollievo l’intervento di espropriazione dei poteri da parte del Governo nazionale, è una scelta contro il futuro.
In Puglia si sceglie di non scegliere in ogni procedimento in cui c’è da esprime un parere o adottare un provvedimento.
Abbiamo decine di pratiche per fotovoltaico, eolico e biomasse, per una capacità di 15GW, ma tutto è fermo e nessuno si adopera a chiedere la modifica delle norme del piano paesaggistico che appaiono ostative. Su questo punto, anzi, si sentono alternative infondate e diversive, come il fotovoltaico limitato ai tetti e alle aree inquinate, ignorando che se pure si seguisse tale ricette nella totalità della superficie disponibile non si raggiungerebbe nemmeno un terzo della capacità richiesta come obiettivo al 2026, senza mettere in contabilità l’idrogeno e la riconversione a idrogeno di fabbriche come ILVA.
La probabile decisione del Governo nazionale di commissariare l’intero settore, per non subire i no-inquinanti dettati da ideologia, ha dunque il vantaggio di fare rapidamente e lo svantaggio di non poter più sottoporre a valutazione critica ogni pratica presentata e alla fine del procedimento poter trattare investimenti di responsabilità sociale da parte dei proponenti, così come previsto dalla normativa vigente.
Questa vicenda dimostra il grave problema politico in cui stiamo affogando, ossia la ricerca del consenso non nel merito dei programmi ma sulla base di esasperato tatticismo, assecondando ogni opinione, e reclutamento di personale politico a mezzo dell’uso preferenziale del potere”.

Ingressi in maggioranza, Amati: “Colpo di fulmine fu emendamento Piano casa? Per niente. Fu abrogato con SI Emiliano”

 

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Capisco tutti i legittimi giri di giostra politici, ma ciò non può mutare la realtà amministrativa.
Il Presidente Emiliano sostiene che il colpo di fulmine tra lui e il collega Lacatena scoccò su un emendamento alla legge sul Piano casa.
Non è affatto così.
Innanzitutto fu amore in contumacia, perché nella seduta in cui fu approvato detto emendamento, il 6 agosto 2021, Emiliano era assente. Ma ciò che più sconforta è che quella norma fu poi abrogata su proposta mia e del collega Caracciolo con l’articolo 6 della Legge regionale 39 del 30.11.2021 e, udite udite, con parere favorevole della Giunta regionale, su richiesta dei Comuni pugliesi e in particolare del Comune di Bari, guidato ora come allora dall’ottimo sindaco Decaro.
Il motivo dell’abrogazione consistette nel fatto che la norma proposta prevedeva il divieto di monetizzazione degli standard, discriminando dunque i piccoli interventi, sempre privi di aree disponibili, e avvantaggiando quelli grossi, così da realizzare condizioni d’iniquità. Altro che norma di sinistra.
Si può allora parlare di colpo di fulmine? No. Pensavo fosse amore… invece era un calesse, per portare a bordo nuovi arrivi. Benvenuto!”

Gas e rinnovabili, Amati: “Su questi argomenti o ambientalisti o inquinatori. Il PD è ambientalista e gli altri?”

“Sull’argomento del gas e delle rinnovabili noi siamo il PD, non possiamo essere contrari e dobbiamo batterci per accogliere le infrastrutture in programma altrimenti il grande vantaggio lo prenderanno gli altri e noi resteremo come al solito a guardare. E siamo a favore perché il ‘Sì’ distingue gli ambientalisti dagli inquinatori, la crescita dalla decrescita, i progressisti dai conservatori e i pacifisti dai guerrafondai.
Qualcuno dice ‘No’ perché ‘abbiamo già dato’ e non si accorge che è proprio il ‘No’ a consentire che si continui a dare. Rifiutare il gas e le relative infrastrutture, compresi gasdotti, navi di rigassificazione, serbatoi GNL, parchi eolici offshore e impianti di energia rinnovabile, significa schierarsi dalla parte dell’inquinamento, dell’esposizione alle malattie, della povertà e della guerra”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il gruppo PD alla Regione si è oggi accordato con il PD nazionale e i gruppi parlamentari. E questo è avvenuto avallando con qualche miglioramento la mozione proposta da me e altri quattro colleghi. Ringrazio per questo tutti i colleghi.
Bisogna mettere in chiaro che il gas ha come alternativa il petrolio e il carbone, così come la minore dipendenza dalla Russia ha come alternativa la prepotenza di Putin e pure la guerra.
Le infrastrutture per trasportare il gas sono un tassello della strategia energetica e si accoppiano alle fonti rinnovabili da eolico, fotovoltaico e biomasse.
Dispiace solo osservare alcuni commenti politici che, quando si parla di rinnovabili, indicano il gas come alternativa e quando invece si parla di gas indicano l’alternativa delle rinnovabili. Un modo per lavarsi le mani, per traccheggiare e per andare in un luogo che non c’è.
Abbiamo invece la necessità di dire ‘Si’ sia alle infrastrutture gas che ai parchi eolici offshore, tutti, e alle 400 pratiche pendenti per fonti rinnovabili, finalizzate a un aumento della capacità pari a 15GW e in grado di contribuire al raggiungimento del target italiano di 76GW previsto per il 2026.
Da oggi il gruppo politico a cui appartengo ha su questi argomenti una posizione molto chiara e speriamo che pure l’intero Consiglio regionale sappia cogliere le opportunità di progresso che ci vengono date, nell’occasione inedita di vederle combinate non con il peso dell’inquinamento e della malattia ma con il beneficio della sicurezza ambientale, della prosperità e della pace”.