SCREENING NEONATALE, AMATI: “BENE TELETHON, MA IN PUGLIA LO FACCIAMO GIÀ CON IL PROGRAMMA GENOMA, SU 502 MALATTIE, COMPRESA LA LEUCODISTROFIA”

«Il plauso di Fondazione Telethon all’emendamento sullo screening neonatale per la leucodistrofia metacromatica, inserito al Senato nella legge di Bilancio, conferma una verità semplice: quando esiste una cura efficace, la diagnosi precoce non è un’opzione, ma un dovere.

In Puglia, però, questo dovere lo stiamo già assolvendo da oltre un anno, non con progetti pilota ma con un Programma strutturale di sanità pubblica unico al mondo, il Programma Genoma, offerto a ogni neonato pugliese. A oggi sono oltre 18.000 i neonati coinvolti, con un’adesione pari al 95 per cento, per l’analisi precoce – con l’ultimo aggiornamento – di circa 502 malattie su 420 geni osservati, compresa la leucodistrofia metacromatica. E tutto ciò grazie a una legge regionale approvata nel 2023 e al Laboratorio di genetica medica dell’ospedale Di Venere di Bari, diretto da Mattia Gentile, coadiuvato dai suoi meravigliosi collaboratori.»

Lo dichiara Fabiano Amati, consigliere e assessore regionale al Bilancio, ricordando che la Regione Puglia ha già incluso la leucodistrofia metacromatica nello screening neonatale attraverso il Programma Genoma-Puglia, operativo su base strutturale e non sperimentale.

«I dati parlano chiaro. Con il Programma Genoma-Puglia sono stati esaminati oltre 18.000 neonati, tra fase pilota e fase strutturale, con un tasso di individuazione di condizioni patologiche compreso tra il 2,7 e il 3,1 per cento.
Questo significa che centinaia di bambini sono stati identificati precocemente come portatori di varianti patogenetiche o probabilmente patogenetiche, afferenti a malattie ematologiche, metaboliche, endocrine, neuromuscolari, cardiovascolari, neurologiche e immunologiche, molte delle quali gravi ma oggi trattabili o prevenibili se diagnosticate in tempo.»

«Ancora più rilevante è il dato sui tempi: il tempo mediano di risposta è sceso da 90 a 24 giorni, consentendo l’attivazione tempestiva dei percorsi di presa in carico clinica, quando la terapia può davvero cambiare la storia della malattia e, in molti casi, evitarne l’evoluzione irreversibile.»

«Mentre a livello nazionale si discute giustamente di estensioni future – a partire dal 2026 – in Puglia lo screening genomico neonatale è già realtà. E lo è perché abbiamo scelto di non inseguire le singole patologie una per volta, ma di adottare un modello più avanzato, basato su un pannello genomico esteso che consente diagnosi precoci, appropriate e tempestive.»

Amati sottolinea come la leucodistrofia metacromatica rappresenti un esempio emblematico: una malattia devastante, oggi curabile solo se diagnosticata precocemente.
«È esattamente questa la ragione per cui il Programma Genoma-Puglia è nato: evitare diagnosi tardive, sofferenze evitabili e disuguaglianze territoriali.»

«Accogliamo con favore l’iniziativa nazionale e il lavoro di Telethon, che da anni svolge un ruolo fondamentale nella ricerca e nella sensibilizzazione. Ma è giusto dire con chiarezza che la Puglia è già oltre, non per orgoglio, ma per responsabilità. Perché quando si parla di bambini, il tempo perso non è neutro: è danno.»

«Il nostro auspicio – conclude Amati – è che l’Italia colmi rapidamente il divario e faccia propria, su scala nazionale, una visione che in Puglia abbiamo già messo in pratica: screening neonatale esteso, accesso equo alle cure e uso intelligente della genomica come strumento di prevenzione e di giustizia sanitaria. Non dal 2026, ma ora.»

«Per dare la misura concreta di ciò di cui stiamo parlando, basta guardare ai numeri – ha continuato Amati. Nella fase 1 del Programma Genoma-Puglia, avviata nel 2024 come fase pilota, sono stati analizzati 4.421 neonati. In questa fase sono state individuate 142 condizioni patologiche, pari a un tasso di rilevazione di circa il 3 per cento. Nel dettaglio, i casi positivi hanno riguardato prevalentemente malattie ematologiche (85 casi), seguite da malattie metaboliche (17 casi), patologie cardiovascolari (13 casi), neuromuscolari (11 casi) ed endocrine (6 casi), oltre a un numero più contenuto di malattie neurologiche, oncologiche e immunologiche. Si tratta di mutazioni patogenetiche chiaramente associate a singole malattie o a gruppi omogenei di patologie, per le quali esistono oggi percorsi clinici definiti.
Nella fase 2, avviata il 16 aprile 2025 e oggi pienamente strutturale, i neonati analizzati, allo scorso 10 dicembre, sono stati oltre 14.000, con 361 diagnosi genetiche precoci, pari a un tasso di individuazione stabile intorno al 2,7 per cento. Anche in questo caso la distribuzione conferma la rilevanza clinica dello screening: malattie ematologiche (254 casi), metaboliche (32 casi), endocrine (17 casi), neuromuscolari (15 casi), cardiovascolari (9 casi), oltre a casi riferibili a patologie neurologiche, oncologiche, immunologiche e multisistemiche. Parallelamente, il tempo mediano di risposta si è ridotto drasticamente, scendendo a 24 giorni, e a 26 giorni per la segregazione parentale, consentendo una presa in carico tempestiva, quando la terapia o la prevenzione possono davvero cambiare il decorso della malattia. È questa la differenza tra uno screening simbolico e uno screening che incide concretamente sulla vita e sul futuro dei bambini.»

Riflessioni – IL MIRACOLO “ARTIFICIALE”: NON MORIRE DI MALATTIA

Articolo pubblicato sul Nuovo Quotidiano di Puglia del 28 marzo 2025

di Fabiano Amati.

Il tempo Costas l’aveva già condannato. Affetto da una rara malattia del sangue chiamata Sindrome di Pens, non era più idoneo né a nessuna terapia nota, né a un trapianto. I medici gli avevano lasciato due opzioni: morire a casa o morire in ospedale. Poi è accaduto qualcosa.

Il miracolo…

Un medico di Philadelphia, David Fajgenbaum, ha proposto al comitato etico una terapia mai testata prima. Il suggerimento non veniva da un’intuizione personale, ma da un algoritmo. Un’intelligenza artificiale, addestrata a combinare farmaci già esistenti, aveva identificato una combinazione di due medicinali. Non nuovi, non straordinari. Semplici. Nuova, inedita, l’idea di associarli. Poi fu decisa la somministrazione.

Oggi Costas cammina. Sorride. Vive.

Per la prima volta, la speranza non è arrivata da una nuova scoperta o da una nuova scienza: è arrivata da una nuova logica, capace di dare un nuovo senso alle scienze già esistenti. Un primo esperimento, sì. Ma un esperimento riuscito. Il test su una sola persona non è scienza, ma non è nemmeno un caso se una persona senza speranza ora sorride.

Il medico che ha proposto la terapia, David Fajgenbaum, è egli stesso sopravvissuto a una malattia considerata incurabile. Ha fondato il Centro per la riprogrammazione dei farmaci presso l’Università della Pennsylvania e oggi dirige la rete internazionale di collaborazione scientifica “Every Cure”.

Con l’aiuto di Amgen (sì, quella dei farmaci per l’osteoporosi) ha messo in piedi una task force capace di individuare nuovi utilizzi per farmaci già esistenti. In collaborazione con l’intelligenza artificiale.

Ecco cos’è il miracolo: non più un evento inspiegabile. Ma un’organizzazione del sapere che trasforma la speranza in possibilità; che trasforma la medicina in “addestratore” sapiente della macchina.

E anche la narrazione (dall’uomo solo per farsi addestrare dal più saggio) si rovescia: ora è l’uomo a usare l’intelligenza per potenziare l’intelligenza. I progetti si intrecciano, i contratti si rivedono, le vite si salvano. Con un farmaco semplice. Due pillole.

Con tutte le malattie gravi – e non solo – potremmo guadagnare tempo e vita se l’intelligenza artificiale accedesse agli archivi mondiali di ricerca e conoscenza. Potremmo trasformare ciò che oggi è “uso compassionevole” in un pezzo nuovo di scienza.

Perché in questo caso, l’intelligenza artificiale ha scoperto ciò che già c’era, ma non vedevamo più. È questo il vero miracolo, il miracolo artificiale. Ma del tutto umano.

E se davvero è possibile “non morire di malattia”, serve allora tutto l’impegno possibile per inseguire questa speranza. Serve una nuova politica della scienza. Serve una visione che metta al centro la conoscenza, il sapere, l’umiltà della scoperta. E servono scelte.

Perché il vero miracolo, oggi, è sempre più scientificamente spiegabile.

Fabiano AMATI

 

Screening neonatale, Amati e Piemontese: “Puglia regione più avanzata in Italia su SMA e 60 malattie metaboliche, compresa MLD, e primi al mondo per progetto Genoma. Grazie O.Ma.R”

Comunicato stampa degli assessori regionali Fabiano Amati e Raffaele Piemontese, commentando i dati emersi dal volume pubblicato dall’Osservatorio Malattie Rare (OMAR).

“La pubblicazione del volume ‘Screening della SMA: la responsabilità di una scelta’, a cura dell’Osservatorio Malattie Rare (OMAR), conferma il primato della Puglia nella lotta all’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e nelle politiche di screening neonatale. Dal 1° dicembre 2021, la nostra regione è infatti la prima in Italia a garantire il test obbligatorio per la SMA a tutti i neonati, effettuato presso il laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere di Bari. Grazie a questa scelta lungimirante, sono stati diagnosticati 10 casi, tutti trattati tempestivamente presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, permettendo ai bambini di crescere senza alcun sintomo della malattia. È la dimostrazione concreta che la diagnosi precoce e l’accesso immediato alle cure salvano la vita.”
“Dallo stesso lavoro editoriale emergono notizie su altre regioni italiane che fanno spiccare l’attività pugliese: la Puglia è la regione italiana che assicura lo screening neonatale per il più alto numero di malattie metaboliche ereditarie, ben 61, grazie alla Legge Regionale n. 17 del 12 agosto 2022 e alla Legge Regionale n. 15 del 15 giugno 2023. Lo screening neonatale super esteso, introdotto con queste normative, è stato avviato concretamente il 21 novembre 2022 presso il laboratorio dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari, punto di riferimento per l’intero sud Italia.
Attraverso la legge del 2022 fu aggiunta, in particolare, la Leucodistrofia Metacromatica (MLD), una patologia gravissima per cui la diagnosi precoce è fondamentale, così come sta emergendo in queste ore con numerose campagne di sensibilizzazione.
Nella pubblicazione di OMAR non vi sono riferimenti, ovviamente, sugli ulteriori progetti innovativi delle regioni e per quanto ci riguarda al progetto Genoma-Puglia: su questo sono pochissimi gli Stati del mondo che lo hanno attivato, ma nessuno lo ha fatto su tutti i neonati, con finanziamento pubblico e per un pannello di 407 geni per verificare 480 condizioni di malattie. Anche su questo speriamo che in Italia si generi un fenomeno imitativo, magari con l’approvazione della proposta di legge già depositata al Senato.
“Ringraziamo l’Osservatorio Malattie Rare per il prezioso lavoro di approfondimento e divulgazione, che aiuta a diffondere consapevolezza su un tema così importante. Il nostro obiettivo è far sì che ogni bambino abbia la possibilità di crescere sano e senza disabilità evitabili. La Puglia ha la sua strada e i suoi primati, ma ora ci auguriamo che lo stesso livello d’attenzione sia assicurato dalle altre regioni. Essere d’esempio per essere imitati è punto d’orgoglio.”
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ELENCO MALATTIE SCREENATE IN PUGLIA

Malattie metaboliche ereditarie
1. Fenilchetonuria (PKU)
2. Iperfenilalaninemia benigna
3. Deficit della biosintesi del cofattore biopterina
4. Deficit della rigenerazione del cofattore biopterina
5. Tirosinemia di tipo I
6. Tirosinemia di tipo II
7. Tirosinemia di tipo III
8. Malattia delle urine a sciroppo d’acero
9. Omocistinuria (difetto CBS)
10. Omocistinuria (deficit severo di MTHFR)
11. Deficit di glicina N-metiltransferasi
12. Deficit di metionina adenosiltransferasi
13. Deficit di S-adenosilomocisteina idrolasi
14. Citrullinemia di tipo I
15. Citrullinemia di tipo II (deficit di Citrina)
16. Acidemia argininosuccinica
17. Argininemia

Acidemie organiche
18. Acidemia glutarica di tipo I
19. Acidemia isovalerica
20. Deficit di beta-chetotiolasi
21. Acidemia 3-idrossi-3-metilglutarica
22. Acidemia propionica
23. Acidemia metilmalonica (Mut)
24. Acidemia metilmalonica (Cbl-A)
25. Acidemia metilmalonica (Cbl-B)
26. Acidemia metilmalonica con omocistinuria (Cbl-C)
27. Acidemia metilmalonica con omocistinuria (Cbl-D)
28. Deficit di 2-metilbutirril-CoA deidrogenasi
29. Aciduria malonica
30. Deficit multiplo di carbossilasi
31. Acidurie 3-metilglutaconiche
32. Deficit 3-metilcrotonil-CoA carbossilasi
33. Deficit 2-metil-3-idrossibutirril-CoA deidrogenasi

Difetti del metabolismo degli acidi grassi
34. Deficit del trasporto della carnitina
35. Deficit di carnitina palmitoil-transferasi I
36. Deficit di carnitina palmitoil-transferasi II
37. Deficit di carnitina-acilcarnitina traslocasi
38. Acidemia glutarica di tipo II
39. Deficit della proteina trifunzionale mitocondriale
40. Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena molto lunga (VLCAD)
41. Deficit di 3-idrossi-acil-CoA deidrogenasi a catena lunga (LCHAD)
42. Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena media (MCAD)
43. Deficit di 3-idrossi-acil-CoA deidrogenasi a catena media/corta
44. Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena corta (SCAD)
45. Deficit di isobutirril-CoA deidrogenasi

Altre malattie metaboliche
46. Galattosemia
47. Deficit di biotinidasi

Malattie endocrino-metaboliche e genetiche
48. Ipotiroidismo congenito
49. Fibrosi cistica
50. Atrofia muscolare spinale (SMA)

Malattie da accumulo lisosomiale
51. Malattia di Fabry
52. Malattia di Pompe
53. Malattia di Gaucher
54. Mucopolisaccaridosi di tipo I
55. Leucodistrofia metacromatica (MLD)

Immunodeficienze congenite severe
56. Immunodeficienza severa combinata (SCID)
57. Agammaglobulinemia legata all’X (XLA)

Malattie neuromuscolari e altre patologie genetiche
58. Deficit di decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici (DDC)
59. Distrofia muscolare di Duchenne (DMD)
60. Adrenoleucodistrofia legata all’X (X-ALD)
61. Sindrome adreno-genitale (iperplasia surrenalica congenita)