Le emergenze rifiuti sono da ricondurre alla mancanza di impianti / rassegna stampa

Rassegna Stampa di oggi >>

Le cause delle continue emergenze sui rifiuti sono da ricondurre alla mancanza di impianti: lo dice pure la DIA.

Secondo la relazione semestrale al Parlamento del Ministro dell’interno sull’attività svolta e i risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, e in base alle attività d’indagine, l’emergenza che caratterizza alcune aree del paese, compresa la Puglia, ha come causa l’assenza di adeguata impiantistica, che peraltro impedisce l’autosufficienza almeno regionale come previsto dalle norme.

 

 

 

Rifiuti, Amati: “Lo dice pure la DIA. Il no agli impianti e all’ambientalismo tecnologico favorisce il crimine”

Le cause delle continue emergenze sui rifiuti sono da ricondurre alla mancanza di impianti. Ciò perché si allunga l’iter di trattamento e trasporto, avverando il motto ‘Trasi munnizza e n’iesci oro’, e si favorisce l’inserimento nel processo delle organizzazioni criminali. Insomma, il no agli impianti e quindi all’ambientalismo tecnologico non può essere tollerato in nessun programma amministrativo o politico-elettorale”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando il focus “Mafia&Rifiuti” contenuto nella Relazione semestrale al Parlamento del Ministro dell’interno sull’attività svolta e i risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA).

“Secondo la relazione e in base alle attività d’indagine, l’emergenza che caratterizza alcune aree del paese, compresa la Puglia, ha come causa l’assenza di adeguata impiantistica, che peraltro impedisce l’autosufficienza almeno regionale come previsto dalle norme. Una situazione che, espandendo il procedimento, finisce per mancare il completamento del ciclo, favorire le discariche e l’inquinamento ambientale e consentire l’infiltrazione delle organizzazioni criminali. A tutto discapito – sempre secondo la relazione – del futuro delle prossime generazioni, che non può essere assicurato solo dall’azione giudiziaria”.

“Mi pare dunque di poter riassumere – prosegue Amati – che siamo di fronte a una richiesta d’aiuto alle amministrazioni pubbliche per meglio fronteggiare la criminogena situazione, vertente su tre linee d’azione: realizzare l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti e del loro trattamento in ambiti territoriali ottimali, perché più rifiuti, più passaggi, più chilometri, più affari in vista;  permettere lo smaltimento dei rifiuti e il recupero dei rifiuti urbani indifferenziati in uno dei luoghi idonei più vicini alla produzione o raccolta, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi, tenendo conto del contesto geografico o della necessità di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti; utilizzare i metodi e le tecnologie più idonei a garantire un alto grado di protezione dell’ambiente e della salute pubblica”.

“In poche parole. Per preservare l’ambiente, la legalità, le libertà e il progresso raggiunti dalle persone occorre che ci si apra sempre a tutte le innovazioni tecnologiche dirette a contenere e ridurre al massimo i danni. E questo – conclude – perché la tutela ambientale è qualcosa di molto concreto e non un teorico programma socio-politico su non meglio specificati modelli di sviluppo che alcuni uomini, purtroppo, pensano di poter imporre agli altri in nome di ciò che secondo loro è il bene e il male”.

Amati domani a Francavilla Fontana per presentare il libro “La storia assetata. Cent’anni di Acquedotto”

 

Domani (mercoledì 29 gennaio), alle ore 18.00, nella sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Francavilla Fontana (in piazza Umberto I, 31/35), sarà presentato il libro La storia assetata. Cent’anni di Acquedotto (Faso Editrice) di Fabiano Amati, Consigliere regionale e Presidente della Commissione Bilancio. Il volume sui cent’anni dell’Acquedotto Pugliese, con prefazione di Giuseppe De Tomaso (direttore de «La Gazzetta del Mezzogiorno»), traccia un percorso nella storia della più grandiosa opera infrastrutturale realizzata dopo l’Unità di Italia attraverso i suoi protagonisti, corredato da ampio materiale fotografico.

Relatore della serata sarà il prof. Domenico Camarda. Porteranno il loro saluto Cosimo Rocco Franciosa, Presidente della S.O.M.S.; il sindaco di Francavilla, avv. Antonello De Nuzzo; il sindaco di Caposele, dott. Lorenzo Melillo; l’ing. Lucio Venditti, Responsabile Grandi Vettori e Serbatoi AQP. A concludere l’appuntamento sarà l’intervento di Amati.
L’incontro è a ingresso libero e aperto alla cittadinanza.

Primarie 12 gennaio, Amati: “Versamento somme serve per verificare la validità. Spero sia un ritardo, pena nullità elezioni”

“L’avevo già detto chiaramente prima del 12 gennaio e penso che pure gli altri candidati, a cominciare da Emiliano, siano d’accordo con me. Il versamento delle somme serve per controllare la validità delle Primarie. Spero si tratti di un semplice ritardo, perché altrimenti la consultazione sarebbe nulla”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie svoltesi lo scorso 12 gennaio per la scelta del candidato presidente della Giunta regionale.

“Il regolamento prescrive – prosegue Amati  – che le somme raccolte devono sostanzialmente combaciare con il numero dei votanti e che tale verifica va effettuata attraverso la consegna dei verbali e dei soldi al comitato organizzatore delle Primarie. Dopo questi controlli – aggiunge – si potrebbe pure decidere di restituire le somme ai territori, oppure riconoscere le spese sopportate per il funzionamento dei seggi, ma trattenerle non è possibile perché così facendo si impedirebbero le verifiche di regolarità e trasparenza. Invito dunque tutti ad adempiere – conclude – con urgenza agli obblighi regolamentari, così da cancellare sul nascere ogni sospetto”.

Newco AQP, Amati: “Sono contrario. Si esprima la maggioranza”

“Credo che alla prossima riunione di maggioranza sarà indispensabile parlare con chiarezza, e senza nascondersi, del progetto AQP di costituire una società con i privati per la ricerca perdite e risanamento reti. La Giunta ha dato la sua approvazione, ma io resto contrario per i motivi che ho ampiamente esposto. A questo punto è opportuno capire quale programma si intende presentare agli elettori”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento al Piano industriale AQP approvato dalla Giunta regionale il 30.12.2019.

Costituire una società mista pubblico-privato – puntualizza Amati – comporta notevoli problemi tecnici e politici. Nei mesi scorsi li ho dettagliatamente esposti, senza ricevere alcuna risposta. Speriamo che nella prossima settimana si chiarisca definitivamente la questione, perché sulle modalità di gestione della risorsa idrica in Puglia non si possono ammettere ambiguità”.

L’unità elettorale si conquista con atti spontanei. Emiliano dovrebbe chiedere scusa / intervista su Corriere del Mezzogiorno Puglia

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di martedì 21 gennaio 2020, pagina 3

Intervista a Fabiano Amati – Per far pace con Renzi Emiliano scomoda i barbari «Prima gli chieda scusa»

di Del Vecchio Lucia

Consigliere regionale del Pd, Fabiano Amati non ha seguito nella scissione il suo ex leader di riferimento, Matteo Renzi, ma è da tempo, insieme ai colleghi di C-Entra il Futuro, l’anima critica del governo Emiliano nell’ambito della coalizione di centrosinistra. Si è candidato alle primarie contro il presidente uscente, arrivando secondo.

Amati, il presidente Emiliano dichiara di accogliere a braccia aperte, contro il pericolo leghista, gli amici di Matteo Renzi e Carlo Calenda che hanno annunciato una candidatura alternativa alla sua alle prossime regionali. Timore di perdere?

«Ripeto da mesi che occorre costruire un’alleanza larga».

Per ricomporre la frattura con Renzi e Calenda, sono, quindi, sufficienti le braccia aperte del presidente uscente?

«No, quello è solo politicismo. Poi, se uno per mesi ha offeso con parole simili a pugnalate al cuore, avendo pure torto, sia Renzi che Calenda, non ci si può limitare a dire che i barbari sono alle porte, alias Matteo Salvini. Peraltro, è un argomento offensivo nei riguardi di tante persone che, purtroppo, hanno deciso di votare Salvini e che con questo atteggiamento, vengono spinti tra le braccia leghiste ancora più rapidamente. Forse bisognerebbe usare argomentazioni più realistiche e cioè che Salvini ha un progetto nordista contro il sud, che in materia di autonomia – alla quale da queste parti abbiamo dato pure retta – qualche mese fa voleva toglierci 682 milioni all’anno sul fondo sanitario. In ogni caso, non basta dire tutti uniti contro il progetto nordista. D’altronde, al governo abbiamo un ministro – pugliese, di casa nostra, brava, che è Teresa Bellanova – che sostiene esattamente le stesse cose che dicono Renzi e Calenda».

Dunque?

«In questo momento, la cosa migliore da fare per Emiliano sarebbe chiedere scusa. Scuse che andrebbero date non alla fine di un negoziato politicista, cioè le tue scuse contro il mio sostegno elettorale, ma come atto spontaneo. Ne guadagneremmo soprattutto in verità con la conseguente conquista dell’unità».

Perché Emiliano dovrebbe chiedere scusa?

«Perché i governi Pd, Renzi e Gentiloni, assieme ai parlamentari Pd, ma non solo, avevano ragione su Ilva, xylella e Tap».

Emiliano sostiene di aver avuto ragione lui.

«Vediamo i fatti. L’attuale piano ambientale e industriale di Ilya non è altro che quello Gentiloni-Calenda che prevede già la decarbonizzazione, superate le sei milioni di tonnellate come dettato dall’Aia. L’attuale governo Conte dice la stessa cosa. Emiliano sostiene la decarbonizzazione, che al momento non può che essere parziale, cioè il piano Gentiloni-Calenda. Sulla xylella, vorrei solo ricordare che il batterio che fa strage degli ulivi oggi è alle porte di Monopoli e si dirige pericolosamente verso Taranto. E dopo tante battaglie, Tap c’è e va avanti e noi abbiamo anche ridotto il potenziale negoziale per avere le royalty o le compensazioni ambientali».

Xylella, ma anche Psr.

«Registriamo un clamoroso il ritardo. Nel 2016 avevo presentato una proposta di legge per la creazione di un organismo unico di valutazione della spesa dei fondi europei. La giunta Emiliano ha espresso parere negativo. In Emilia Romagna, per esempio, dove ce l’hanno, hanno fatto molto meglio di noi».

Anche sulla sanità Emiliano rivendica ottimi risultati.

«La sanità pugliese ha luci che vengono offuscate in maniera clamorosa da un’unica ombra: i tempi di attesa tropPo lunghi, al punto che questi riescono a spazzare via le cose buone che ci sono anche grazie alle competenze degli operatori sanitari e degli amministratori».

Ritiene che Michele Emiliano sia pienamente legittimato dalle primarie scorse?

«Noi stiamo dove siamo sempre stati. Poiché ho la responsabilità di un gruppo politico di amici che mi hanno sostenuto, a cominciare dai colleghi consiglieri regionali, mi sono impegnato con loro a condividere ogni dichiarazione. Non abbiamo bisogno di declinare continuamente le nostre generalità».

 

Qui l’intervista in formato PDF: 

Intervista_Corriere

 

 

Appello Amati: “Italia viva, La giusta causa e La Puglia in più partecipino alle Primarie. Evitiamo di agevolare Emiliano o di rimpiangere il cambiamento”

Appello Amati: “Italia viva, La giusta causa e La Puglia in più partecipino alle Primarie. Evitiamo di agevolare Emiliano o di rimpiangere il cambiamento”

 “Mi appello a Italia viva, La Giusta causa e La Puglia in più: partecipate alle Primarie. Il vostro contributo è decisivo. Potete spalancare la strada del cambiamento che serve alla Puglia”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle elezioni Primarie del 12 gennaio 2020.

“Nella vita, e quindi pure in politica, prosegue Amati, solo chi osa e ha buone idee può cambiare le cose. Ho un programma di soluzioni e idee largamente compatibili con le vostre, il che rende fattibile una condivisione della mia candidatura. Capisco e condivido perfettamente le vostre ragioni, ed è preoccupante sentire in queste ore sia il Presidente Emiliano che i suoi sostenitori addirittura sollevati dalle defezioni dall’appuntamento di domenica prossima. Per questo vi invito a partecipare: non vorrei che lunedì ci ritrovassimo Emiliano candidato e legittimato proprio grazie alla mancata partecipazione di tutti alle Primarie. Cioè il solito problema della conseguenze non intenzionali di un gesto intenzionale”.

Contano i contenuti, per questo mi sono candidato. I pugliesi sono consci degli errori di Emiliano / intervista su Nuovo Quotidiano Brindisi

Nuovo Quotidiano Brindisi di venerdì 10 gennaio 2020, pagina 5

Intervista a Fabiano Amati

Amati avverte: primarie inutili se emergeranno irregolarità – «Io in campo anche con l’arbitro contro. I pugliesi consci degli errori di Emiliano»

di Gioffredi Francesco G.

Fabiano Amati, consigliere regionale Pd e candidato alle primarie di centrosinistra: in pochi giorni ha lanciato due allarmi su trasparenza e spontaneità del voto di domenica. Qualcosa avrà notato, durante questa campagna elettorale: cosa?

«In un caso ho segnalato il necessario rispetto delle regole sulla coincidenza tra elettori e contributo di un euro raccolto; nell’altro ho notato che un circolo Pd prende posizione per Emiliano, e siccome le questioni organizzative incombono sui circoli, allora ho sollevato il problema. Diventa purtroppo difficile trovare un interlocutore a cui segnalare, visto che la nomenclatura Pd è tutta con Emiliano e che queste operazioni di aggiramento delle regole sono interpretate da supporter del governatore. Insomma, se tanto mi dà tanto, allora non c’è un giudice a Berlino».

Lei ha il sostegno di Azione, il movimento di Carlo Calenda: l’ex ministro spara a zero su Emiliano, al punto che non sosterrà il centrosinistra se alle primarie dovesse vincere il governatore. Ritiene eccessiva la posizione di Calenda?

«Calenda non è parte del patto delle primarie. Emiliano poi gli ha detto cose inaudite, nonostante il ministro abbia lavorato bene nei governi Renzi e Gentiloni. Calenda non ha stima di Emiliano, non è dunque il caso di aspettarsi fiori…».

E lei rispetterà il “patto delle primarie”?

«Sì, solo la violazione delle regole può farmi cambiare idea. Tenuto pur sempre conto che gioco non solo fuori casa e con il pallone portato da altri, ma anche con l’arbitro contro. Posso avere almeno le regole dalla mia parte?».

Valeva la pena di candidarsi, allora?

«L’ho fatto innanzitutto perché sono convinto delle mie idee. Ma “chi te lo ha fatto fare?” è una domanda che non si pone mai, nemmeno con pronostici infausti, altrimenti avrebbero dovuto dirlo a Vendola nel 2005 o ad Armstrong, Aldrin e Collins prima di sbarcare sulla luna. Solo osando e avendo buone idee si può riuscire».

D’accordo, ma con la vittoria di Emiliano sareste tutti “costretti” ad accodarvi e a “dimenticare” le tante e aspre critiche formulate finora.

«È così, per questo vorrei evitare la ricandidatura di Emiliano: ho l’impressione che i cittadini non la pensino così e che se il centrodestra di Fitto ha una chance di vincere è avendo proprio Emiliano come concorrente. Ma del resto è stato lo stesso governatore a dirlo: a Taranto ha detto che “non c’è nessuno che ha commesso gli errori che ho commesso io, ma sono l’unico che può correggerli”. C’è un solo problema i pugliesi si sono accorti prima di lui degli errori e vogliono correggersi da soli votando un altro candidato».

E lei quali errori rimprovera al governatore?

«Ne cito tre. La xylella: grande debolezza nell’affrontare un problema che ci ha portato a un paesaggio lunare dal Salento fino a Fasano, e va reso il massimo onore a tutti i ricercatori che, anche grazie alla debolezza della politica, sono diventati zimbelli per creduloni e negazionisti. Da presidente condurrò una lotta durissima all’espansione del contagio secondo scienza, tutelerò il mondo dei vivai, e farò di tutto perla rigenerazione produttiva e paesaggistica del Salento, anche garantendo la diversità colturale che serve a non produrre mutazioni genetiche del batterio».

E gli altri due punti di critica a Emiliano?

«I rifiuti: non ci sono impianti, l’alternativa sono i rifiuti per strada e rifiuti in tour per l’Europa e le discariche. Con me si realizzeranno gli impianti, dopo dibattito pubblico, e non si vedrà un presidente che dichiara l’utilità di un impianto e un suo assessore che per voti lo ostacola. Terzo punto, i fondi comunitari: nel 2016 proposi un organismo unico per impedire l’eccesso di burocrazia e spendere bene e subito, il governo Emiliano disse di no, ora – per esempio – stiamo perdendo 146 milioni del Psr e per le misure del Titolo secondo gli imprenditori restano in fila per ricevere la grazia della liquidazione. Con me nascerà un ente strumentale ad hoc, si chiamerà “Puglia azioni veloci”».

Fondi europei vuol dire anche agevolare un’autentica politica industriale. Lei viene spesso etichettato come “sviluppista”: nota una carenza di visione industriale?

«Di politica industriale si parla solo quando c’è qualche numero col segno “più” da commentare. Ma cosa c’è dietro quei numeri? Industria, edilizia, turismo e agricoltura. Sull’industria in Puglia ci siamo imbattuti in situazioni caotiche come Ilya; nell’edilizia cerchiamo di affossare il Piano casa che mette piatti in tavola riducendo consumo del suolo e corruzione; sul turismo diciamo “no” a resort e campi da golf alimentati con i reflui affinati; e in agricoltura perdiamo le risorse. E una Regione priva di senso industriale».

Perché auspica l’intervento di Zingaretti?

«Abbiamo una coalizione stretta-stretta, allargata solo a Di Cagno Abbrescia e Cassano in cambio del Cda di Acquedotto e del commissariamento di Arpal. Mi piacerebbe, e in questo mi rivolgo a Zingaretti, che di fronte alle obiezioni di Italia viva e di Azione ci si ponesse il problema della coalizione e della probabile sconfitta e si intervenisse. Peraltro in Puglia ci sono in ballo questioni che riguardano l’intero Paese: Ilva, Tap, xylella. Trovo stupefacente che in questa vicenda pugliese il segretario Pd non dica nulla: non può tacere».

Anche Bellanova, per conto di Italia viva, si rivolge a Zingaretti e propone tuttavia l’azzeramento delle primarie e il “divorzio” da Emiliano: precondizioni per rinsaldare l’asse Pd-renziani.

«Alla mia amica Teresa, con cui ho un grande rapporto di stima, dico che dovrebbero aiutarmi, così assieme risolviamo il problema in casa senza attendere interventi romani».

Ma se il Pd dovesse continuare a tacere o a sostenere Emiliano, lei resterebbe comunque nel Pd?

«In questo momento è il partito che mi dà la possibilità di dire che ci sono persone in fila al Cup e che voglio sia approvata la mia legge sulle liste d’attesa sabotata da Emiliano. Se il Pd tace su queste cose, il problema non è se io resto o meno, ma è che il Pd non fa il Pd. Contano i contenuti, per questo mi sono candidato. Ora combatto per le idee, poi se un domani non mi sarà data la possibilità di imporre alcuni temi, allora non sarà più il mio partito».

Scarica l’articolo in PDF:

Intervista_Quotidiano Brindisi