Energia, Amati: “In America eolico supera petrolio e carbone, da noi si arranca e si dice No. Un oltraggio all’ambiente”

“In America la produzione di elettricità da eolico del 29 marzo ha superato per la prima volta quella da carbone e petrolio, raggiungendo assieme al gas la percentuale del 50 per cento. Da noi invece si arranca, con eolico al 4 per cento e fossili al 71 per cento, prendendoci il lusso di dire No alle rinnovabili, compresi i parchi eolici lontanissimi dalla costa e dunque quasi impercettibili, e alle nuove infrastrutture per il gas. Un oltraggio all’ambiente e un favore all’inquinamento e alle malattie”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“L’Agenzia d’informazione per l’energia degli Stati Uniti ha pubblicato i dati della produzione americana di elettricità, da cui scaturisce un dato incoraggiante: il 29 marzo 2022, per la prima volta, la produzione elettrica da eolico ha raggiunto il 19 per cento, al secondo posto rispetto al gas naturale, al 31 per cento, e in vantaggio rispetto al carbone con il 17 per cento e le altre fonti, compreso il petrolio, attestate al 14 per cento.
Sommando la produzione da gas e rinnovabili, le due fonti più pulite, si raggiunge la percentuale del 50 per cento.
In Italia, invece, nella stessa giornata del 29 marzo, la produzione elettrica da eolico è stata al penultimo posto con il 3,7 per cento, preceduta dal geotermico con l’1,83 per cento. Meglio dell’eolico, se si può dire così, ha fatto l’idrico con il 5,2 per cento, il fotovoltaico con l’8,5 per cento, e l’autoconsumo da rinnovabili con il 9,7 per cento. Al primo posto, invece e manco a dirlo, le fonti fossili con il 70,96 per cento.
Insomma, la via italiana al mondo green è lastricata da notevoli problemi.
Le notizie americane sono invece altamente incoraggianti, in grado di fare piazza pulita di molti pregiudizi italiani.
Sarebbe utile divulgare queste notizie a più non posso, per abbattere le resistenze e i pregiudizi italiani, portati avanti da alcuni cittadini rumorosi e da sparuti politici populisti, sulle rinnovabili e sul gas; e tutto questo per favorire processi di prosperità, sicurezza ambientale e pace.
Certo, anche negli Stati Uniti ci sono contestatori, alcuni impegnati a sostenere che il rumore delle turbine causa difetti di nascita nei cavalli portoghesi, o che la caduta nel terreno delle turbine con rilascio di fibra di vetro sono in grado d’influenzare l’integrità del suolo o delle colture, oppure tumori; a ciò aggiungendo, solo per completezza d’informazione, l’effetto di alternanza ombra-luce creato sui muri degli edifici attraverso la rotazione delle pale e fonte di problemi psichici.
Insomma, un campionario vasto di motivazioni assurde, che però non hanno distolto gli Stati Uniti dalla grande missione ambientale.
Per fortuna da noi le motivazioni del dissenso non sono così apparentemente illogiche e ridicole, ma solo perché il No-a-tutto è di natura politica e cerca di mimetizzare, dietro un ecologismo inquinante, la rivincita di narrazioni fallite. Ma tali motivazioni, come tutto ciò che si presenta in modo subdolo, sono addirittura più pericolose e dannose per il progetto di transizione ecologica.
Auspico pertanto che il Governo nazionale faccia tutto il possibile per superare il grave stallo che stiamo attraversando su rinnovabili e gas”.

Si dica basta al civismo della clientela. La svolta? Servono coraggio e lavoro

«Palese che se la prende con tutti? È un modo per non guardare la trave nei propri occhi, per sembrare rivoluzionari, sì, ma in pantofole».

Sferzante com’è nel suo carattere, Fabiano Amati – consigliere regionale del Pd e presidente della prima Commissione Bilancio e Programmazione – richiama l’amministrazione della Regione a un cambio di passo sulla sanità.

«Non ci crede nessuno che la colpa di disservizi e ritardi sia dei direttori generali, degli ingegneri, dei geometri, dei medici. Quando ascolto questa narrazione epocale fatta dall’assessore Palese – commenta – mi verrebbe sempre da rispondere: a che ora passiamo ai fatti concreti?».

Passiamo ai fatti consigliere. Di chi sono le responsabilità di una sanità che, troppo spesso, ancora oggi, arranca?

«I fatti? Il primo, eclatante, sono le liste d’attesa: i tempi sono disallineati rispetto a quelli delle prestazioni a pagamento, a parità di personale impiegato e ore lavorate. Cosa si dovrebbe fare? È scritto nelle norme: sospendere l’attività a pagamento, riallineare i tempi e ripartire. Perché non si fa? Chi lo deve fare? La Regione. Ma non lo fa. Il secondo fatto: le risorse stanziate ex articolo 20, dedicate all’edilizia sanitaria. Sono mesi che aspettiamo che la Giunta mandi a Roma l’ultimo accordo stralcio per utilizzare i 245 milioni del 2008. Denaro che, una volta impiegato, ci consentirebbe di spendere gli stanziamenti del 2019, pari a 270 milioni. Un mese fa dissero “lo facciamo subito”, ancora oggi non è stato fatto nulla».

Se la Puglia è piantata con entrambi i piedi in questo pantano di inerzia, qualcosa andrà pur fatta. Perché non si rimuovono i vertici dell’amministrazione, se li si ritiene inefficienti?

«Questo prevedono le leggi che ho proposto e sono state approvate in Consiglio regionale. Ed e responsabile chi quelle leggi deve farle eseguire. Ma lei lo sa che ci sono attese anche per la chirurgia oncologica? Perché non si dispongono prestazioni aggiuntive per gli anestesisti così da assicurare sedute di sala operatoria? Perché non vengono chiamate tutte le donne pugliesi allo screening del carcinoma mammario come prevede la legge? La norma è in vigore da febbraio e non si è mosso nulla. E più facile dare la colpa a Fitto, a Vendola, per nascondere le proprie responsabilità».

Consigliere lei ormai da tempo parla come un componente della minoranza, lo sa?

«No, io parlo come un esponente di governo. Dico le cose dette in campagna elettorale, ma ora non le fanno. Mi ritengo la “vestale” del programma: individuo i problemi, suggerisco le soluzioni. Non vorrei, tuttavia, restare l’unico al governo».

Non teme che le sue critiche alla Giunta regionale – ormai quasi quotidiane – possano indebolire, depotenziare le sue proposte di consigliere di maggioranza?

«Ma io non voglio restare nel piccolo cortile della ritorsione politica. Sulla diagnosi e terapia della Sma siamo stati la prima regione in Italia, un motivo di vanto per il presidente Emiliano: quella legge l’ho proposta io. Non avrebbe senso consumare una “vendetta” ai danni dei malati e delle malate di Puglia pur di ostacolare le mie buone idee e il mio lavoro. Difetterebbe di logica e sarebbe crudele. Se poi infastidisce il mio modo di operare, se ne facciano una ragione: io sono e agisco come amministratore pubblico».

E cosa farebbe, lei, per rimettere la sanità sui binari dell’efficienza?

«Sul fronte delle liste d’attesa, bloccherei le attività a pagamento in caso di tempi disallineati, come prevede la legge e come prevedeva una mia vecchia proposta sabotata. Sbloccherei i cantieri degli ospedali, del San Cataldo a Taranto – dove vanno recuperati 105 milioni di euro, dai fondi ex articolo 20 – e il Monopoli-Fasano, per il quale sono stati concessi sette milioni aggiuntivi e sui quali ora indaga per fortuna la Corte dei Conti. Chiamerei i pugliesi agli screening tumorali, mammella, colon e collo utero. Se Palese facesse queste cose, che sono avviate, sarebbe già una rivoluzione. Ma c’è bisogno di coraggio, di olio di gomito e di mettere da parte il civismo della clientela, che non vuole dispiacere i garantiti per un grande progetto di potere, opportunista, trasformista e fine a se stesso. Ecco, su questo e sulle numerose opacità purtroppo emerse ammetto di essere obiettivamente all’opposizione, con grande fatica, incomprensioni e pure rovinando la mia carriera. Ma sono fatto cosa».

II capogruppo di Fratelli dgtalia Ignazio Zullo ha proposto di potenziare le unità di controllo di gestione per impedire sprechi e ritardi. E d’accordo?

«Rabbrividisco al pensiero che si crei l’ennesimo organismo con dieci persone, pronte domani a formare un’altra lista civica di maggioranza. Siamo pieni di controlli, è la gestione quotidiana dei problemi a mancare. L’unica controllo di gestione che andava fatta era quello sulla spesa farmaceutica, che ha sottratto risorse dal bilancio autonomo per ripianare gli sprechi: è come togliere il pane dalla bocca delle persone. Il primo compito degli assessori regionali è quello di indirizzo e controllo: lo facessero, con concretezza e realismo, senza preoccuparsi soltanto di raggiungere obiettivi di potere. Si occupassero concretamente delle lacrime delle cose e delle persone e la smettessero di proporci i loro pianti con le lacrime altrui, solo per apparire rivoluzionari. In pantofole, ovviamente».

 

Intervista di Paola Ancoram pubblicata su Nuovo Quotidiano di Puglia del 20 aprile 2022

«Piano casa norma equilibrata da Emiliano un attacco a Decaro»

Presidente Fabiano Amati (Pd), nella «coalizione dei pugliesi» ritorna il dibattito sul piano casa?

«Non appena la sinistra fa la sinistra, occupandosi di argomenti per mettere piatti a tavola, tutelare l’ambiente e assicurare la legalità, ossia il Piano Casa, una coalizione conservatrice rosso-bruna si mette in cammino per conservare povertà, inquinamento e trucchi. Questo è lo stato della discussione; ma a parte il noto “situazionismo” di Emiliano, che lo porterebbe pure a fare il morto ai funerali se questo non gli togliesse il gusto di leggere i necrologi, il consiglio ha per fortuna una larga maggioranza di consiglieri equilibrati per approvare al più presto la mia proposta o quella che la Giunta regionale, bontà sua, vorrà presentarci».

Sul tema Emiliano definisce Lacatena “di sinistra”, mentre la maggioranza come “proattiva all’edilizia”.

«Lo definisce così incorrendo in una gaffe con un attacco esplicito a Decaro. Dice di essere stato ammaliato dal capogruppo di Forza Italia per via di un emendamento al Piano Casa, con cui si vietava la monetizzazione degli standard e che questo fosse un atto di sinistra innanzitutto, quell’emendamento fu approvato con Emiliano assente e quindi fu amore in contumacia. A ciò si aggiunga che qualche settimana dopo su richiesta dei comuni pugliesi e innanzitutto dal Comune di Bari, presentai con Caracciolo un emendamento abrogativo che il consiglio approvò con parere favorevole del Governo Emiliano».

Da cosa nasceva questo intervento legislativo?

«Dalla freccetta di Cupido scoccata dal capogruppo di Fi verso Emiliano andava pure a colpire i piccoli interventi e avvantaggiava quelli grossi, creando condizioni di disuguaglianza come si possa dire di sinistra una cosa che crea iniquità è cosa che dobbiamo ancora capire. Circa la maggioranza proattiva all’edilizia, Emiliano fa il caso del Comune di Bari e dei palazzi che nascerebbero come funghi, attaccando di fatto il sindaco di Bari che è uno dei pochi in Puglia che ha scelto con delibera come raccogliere i benefici del Piano Casa. E su questo credo ci sia più insofferenza politica che ragionevolezza».

Alla Gaber: il Piano Casa è di destra o di sinistra?

«È un programma di avanti, detto con De Gasperi. È un’idea di prosperità nel rispetto dell’ambiente e senza consentire che le persone si tolgano il cappello dinanzi a un amministratore comunale e dirigente dell’ufficio tecnico, dando slancio a un settore ad altissima densità di posti di lavoro».

L’assessore Maraschio?

«Ha presentato alla giunta un disegno di legge che ricalca la mia proposta, per cui salvo qualche riflessione aggiuntiva sulle percentuali di premialità potrebbe essere adottato come testo di riferimento. Ma lei, purtroppo, non ha alcuna autonomia decisionale, e il suo testo è fermo sull’uscio della giunta. E il bello di tutto questo è che la maggioranza rosso-bruna più il “situazionismo” di Emiliano urlano contro la proposta Amati-Caracciolo e reclamano il testo della Maraschio, senza nemmeno averlo letto. Della serie, più pregiudizio che giudizio».

Della maggioranza extra large alla Regione, se ne parlerà nel congresso del Pd?

«Il tema del congresso dovrà essere “L’opportunismo è cosa diversa dal cambiare idea”. Si cambia idea se si dice qual era la convinzione precedente e quella successiva. L’opportunismo è scegliere la parte verso cui pende il potere. Ovviamente si ha pudore nel dirlo così e la scelta viene chiamata “civismo”. E su questo ne vedremo delle belle, perché il Pd di Monopoli ha già un candidato sindaco per le prossime amministrative e non accetta i giochi di prestigio di Emiliano».

Intervista di MICHELE DE FEUDIS pubblicata su La Gazzetta del Mezzogiorno del 19 aprile 2022

 

Rinnovabili, Amati: “Il commissariamento equivale a fallimento. Lavarsi le mani non è una politica”

 

“Sul programma delle rinnovabili si prospetta il commissaraimento di tutte le funzioni e il nostro tergiversare non ci farà ottenere alcun vantaggio in più. Lavarsi le mani non è una politica ma un atto di masochismo, in questo caso con una contabilità amara perché si tratta di investimenti compatibili con l’ambiente, di sicura prosperità e finalizzati alla pace. Il governo sta forse decidendo di intervenire  in sostituzione delle regioni, giustamente, per non darla vinta ai no-a-tutto inquinanti, decrescitisti e guerrafondai”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Non decidere e addirittura salutare con sollievo l’intervento di espropriazione dei poteri da parte del Governo nazionale, è una scelta contro il futuro.
In Puglia si sceglie di non scegliere in ogni procedimento in cui c’è da esprime un parere o adottare un provvedimento.
Abbiamo decine di pratiche per fotovoltaico, eolico e biomasse, per una capacità di 15GW, ma tutto è fermo e nessuno si adopera a chiedere la modifica delle norme del piano paesaggistico che appaiono ostative. Su questo punto, anzi, si sentono alternative infondate e diversive, come il fotovoltaico limitato ai tetti e alle aree inquinate, ignorando che se pure si seguisse tale ricette nella totalità della superficie disponibile non si raggiungerebbe nemmeno un terzo della capacità richiesta come obiettivo al 2026, senza mettere in contabilità l’idrogeno e la riconversione a idrogeno di fabbriche come ILVA.
La probabile decisione del Governo nazionale di commissariare l’intero settore, per non subire i no-inquinanti dettati da ideologia, ha dunque il vantaggio di fare rapidamente e lo svantaggio di non poter più sottoporre a valutazione critica ogni pratica presentata e alla fine del procedimento poter trattare investimenti di responsabilità sociale da parte dei proponenti, così come previsto dalla normativa vigente.
Questa vicenda dimostra il grave problema politico in cui stiamo affogando, ossia la ricerca del consenso non nel merito dei programmi ma sulla base di esasperato tatticismo, assecondando ogni opinione, e reclutamento di personale politico a mezzo dell’uso preferenziale del potere”.

Ingressi in maggioranza, Amati: “Colpo di fulmine fu emendamento Piano casa? Per niente. Fu abrogato con SI Emiliano”

 

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Capisco tutti i legittimi giri di giostra politici, ma ciò non può mutare la realtà amministrativa.
Il Presidente Emiliano sostiene che il colpo di fulmine tra lui e il collega Lacatena scoccò su un emendamento alla legge sul Piano casa.
Non è affatto così.
Innanzitutto fu amore in contumacia, perché nella seduta in cui fu approvato detto emendamento, il 6 agosto 2021, Emiliano era assente. Ma ciò che più sconforta è che quella norma fu poi abrogata su proposta mia e del collega Caracciolo con l’articolo 6 della Legge regionale 39 del 30.11.2021 e, udite udite, con parere favorevole della Giunta regionale, su richiesta dei Comuni pugliesi e in particolare del Comune di Bari, guidato ora come allora dall’ottimo sindaco Decaro.
Il motivo dell’abrogazione consistette nel fatto che la norma proposta prevedeva il divieto di monetizzazione degli standard, discriminando dunque i piccoli interventi, sempre privi di aree disponibili, e avvantaggiando quelli grossi, così da realizzare condizioni d’iniquità. Altro che norma di sinistra.
Si può allora parlare di colpo di fulmine? No. Pensavo fosse amore… invece era un calesse, per portare a bordo nuovi arrivi. Benvenuto!”

Gas e rinnovabili, Amati: “Su questi argomenti o ambientalisti o inquinatori. Il PD è ambientalista e gli altri?”

“Sull’argomento del gas e delle rinnovabili noi siamo il PD, non possiamo essere contrari e dobbiamo batterci per accogliere le infrastrutture in programma altrimenti il grande vantaggio lo prenderanno gli altri e noi resteremo come al solito a guardare. E siamo a favore perché il ‘Sì’ distingue gli ambientalisti dagli inquinatori, la crescita dalla decrescita, i progressisti dai conservatori e i pacifisti dai guerrafondai.
Qualcuno dice ‘No’ perché ‘abbiamo già dato’ e non si accorge che è proprio il ‘No’ a consentire che si continui a dare. Rifiutare il gas e le relative infrastrutture, compresi gasdotti, navi di rigassificazione, serbatoi GNL, parchi eolici offshore e impianti di energia rinnovabile, significa schierarsi dalla parte dell’inquinamento, dell’esposizione alle malattie, della povertà e della guerra”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il gruppo PD alla Regione si è oggi accordato con il PD nazionale e i gruppi parlamentari. E questo è avvenuto avallando con qualche miglioramento la mozione proposta da me e altri quattro colleghi. Ringrazio per questo tutti i colleghi.
Bisogna mettere in chiaro che il gas ha come alternativa il petrolio e il carbone, così come la minore dipendenza dalla Russia ha come alternativa la prepotenza di Putin e pure la guerra.
Le infrastrutture per trasportare il gas sono un tassello della strategia energetica e si accoppiano alle fonti rinnovabili da eolico, fotovoltaico e biomasse.
Dispiace solo osservare alcuni commenti politici che, quando si parla di rinnovabili, indicano il gas come alternativa e quando invece si parla di gas indicano l’alternativa delle rinnovabili. Un modo per lavarsi le mani, per traccheggiare e per andare in un luogo che non c’è.
Abbiamo invece la necessità di dire ‘Si’ sia alle infrastrutture gas che ai parchi eolici offshore, tutti, e alle 400 pratiche pendenti per fonti rinnovabili, finalizzate a un aumento della capacità pari a 15GW e in grado di contribuire al raggiungimento del target italiano di 76GW previsto per il 2026.
Da oggi il gruppo politico a cui appartengo ha su questi argomenti una posizione molto chiara e speriamo che pure l’intero Consiglio regionale sappia cogliere le opportunità di progresso che ci vengono date, nell’occasione inedita di vederle combinate non con il peso dell’inquinamento e della malattia ma con il beneficio della sicurezza ambientale, della prosperità e della pace”.

Sma, Amati: “Primo positivo in fase asintomatica grazie allo screening. Coincidono dolore e grandi speranze di cura”

“È certamente un grandissimo dolore, una notizia che non avrei voluto ricevere e dare, ma grazie alla mia legge sullo screening obbligatorio contro SMA è stato diagnosticato oggi il primo caso pugliese in neonata di pochi giorni di vita e priva di sintomi. È questa la condizione clinica più favorevole per limitare al massimo i danni di questa terribile malattia, perché consente la somministrazione della terapia genica nella fase più favorevole. Coincidono ora due sentimenti opposti; sono addolorato per la notizia e allo stesso tempo
commosso per le grandi speranze che abbiamo aperto nel giro di un anno, rendendo la Puglia la regione più avanzata sulla diagnosi SMA: l’unica tra quelle italiane con lo screening obbligatorio per tutti i neonati”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sapevamo che prima o poi avremmo avuto questa notizia ed eravamo rassegnati. E in effetti con la legge sullo screening obbligatorio per tutti i neonati pugliesi ci eravamo preparati proprio a questo e sulla base delle terribili esperienze di Melissa, Federico, Paolo, Giovanni e Marco.
Ci eravamo preparati a gestire al meglio l’inesorabile diagnosi, anticipandola alla fase pre-sintomatica e nei primi giorni di vita, ossia quella fase in cui la terapia genica ha probabilità altissime di efficacia.
Abbiamo combattuto tanto per questo risultato, attraversando incomprensioni e ostracismi, nella consapevolezza che comunque la diagnosi avrebbe colpito un bimbo e ucciso la grande gioia dei suoi genitori nei momenti in cui tutto sembra un incanto.
La diagnosi precoce, in fase asintomatica, è però la migliore condizione per somministrate la terapia, evitare lo spegnimento dei motoneuroni con conseguenti gravi invalidità motorie e riaccendere il sorriso sul viso dei genitori.
Per questo risultato porterò sempre un debito di riconoscenza verso le famiglie dei bimbi Sma, i neuropsichiatri infantili che mi hanno offerto tutte le informazioni più adeguate, il genetista Mattia Gentile per la continua e paziente attività di istruzione e consulenza, i miei colleghi consiglieri regionali che mi hanno dato credito sottoscrivendo la proposta e approvandola.
Sto provando in tutti i modi nel contribuire a portare allo stato più avanzato di modernità nelle cure sanitarie la nostra regione.
Ringrazio la Asl Bari e il suo direttore generale e i “vecchi” direttori sanitari amministrativi Silvana Fornelli e Gianluca Capochiani.
Ringrazio chi prese sottogamba l’iniziativa o non ci credeva, perché la loro incredulità ci ha fatto credere di più nel risultato. Sono contento che oggi possano soffrire e compiacersi con noi!
La mia gratitudine infine al personale del Laboratorio di genomica del “Di Venere di Bari”, la cui passione discreta e silenziosa è in grado di scuotere il mondo e offrire una speranza ai bimbi e alle famiglie colpite da questa terribile malattia.
Un pensiero pieno di amore alla bimba malata e alla famiglia che ha ricevuto la terribile notizia. Sappiano che possiamo farcela.
Noi siamo con loro”.

Costi sanità 2021, Amati: “Squilibrio per 250milioni da coprire entro il 15 luglio. Spesa farmaceutica, mobilità e denatalità”

 

“I conti della sanità per il 2021 presentano uno squilibrio contabile pari a 255milioni di euro, su cui dovremmo dare copertura entro il 15 luglio. Le perdite sono ripartite in modo omogeneo su tutte le aziende sanitarie. Pesano la spesa farmaceutica, la mobilità passiva e il decremento demografico. La ricetta mi sembra, dunque, la riduzione della spesa, la riqualificazione dei servizi e la nascita di bambini”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“A fronte di un fondo sanitario regionale pari a 7miliardi e 655milioni, nel 2021 abbiamo speso 8miliardi e 155milioni, con uno squilibrio di 500milioni.  Tale squilibrio è stato ripianato per ulteriori 66milioni dal payback, cioè il contributo che le aziende farmaceutiche versano alle regioni, e per 188milioni da contributo integrativo Covid. Ne deriva, dunque, la necessità di coprire dal bilancio autonomo una spesa aggiuntiva di circa 250milioni entro il 31 maggio prossimo, salvo che il Governo nazionale non adotti un provvedimento di sostegno.
I motivi di tale squilibrio sono in generale riferibili all’incremento della spesa per il personale, negli ultimi due anni maggiorato di 350milioni; al decremento della popolazione residente, nel 2021 scesa di 75 mila abitanti e in grado di ridurre la quota capitaria per 100milioni; all’incremento della spesa per l’assistenza territoriale; investimenti per 80milioni realizzati senza finanziamenti in conto capitale e quindi registrate come perdite nette sul conto economico; riduzione di ricoveri e prestazioni ambulatoriali per blocco Covid.
Le motivazioni esposte, tuttavia, si aggiungono a problemi storici di squilibrio, come la spesa farmaceutica e la mobilità passiva.
Sulla spesa farmaceutica, in particolare, bisogna mettere in rilievo che il mancato rispetto dei tetti è un atto ostile nei confronti delle tasche dei cittadini, poiché il ripiano si rischia di coprirlo con la tassazione ordinaria o, peggio, con tassazione aggiuntiva. Per questo abbiamo approvato la nuova legge che sanziona con la decadenza i direttori generali che non rispettano i tetti assegnati. Per quanto riguarda, invece, la mobilità passiva, è noto che a parte i problemi più strutturali, più di due/terzi della spesa sostenuta non è per carenza in Puglia delle rispettive prestazioni ma per un problema di reputazione che mi sembra largamente infondato, se non negli aspetti di organizzazione e modernizzazione dei nostri ospedali. È anche questo il motivo per cui conduco, anche ossessivamente, le battaglie per la modernizzazione delle strutture e delle tecnologie, oltre che per l’introduzione nei servizi offerti di tutte le nuove frontiere della scienza.
Se riuscissimo a combinare il rigore scientifico dei numeri al servizio dei conti e l’altrettanto rigoroso prodotto dell’ingegno umano, molto probabilmente avremmo meno tasse, più sicurezza sul futuro e pure più bambini”.

Energia, Amati: “Mozione per Tap, Poseidon, rigassificatore e serbatoio GNL, per Puglia regione pace, sicurezza ambientale e prosperità”.

“Abbiamo depositato oggi una mozione al Consiglio regionale per impegnare la Giunta regionale a sostenere la realizzazione del raddoppio Tap e del gasdotto Poseidon, l’ancoraggio al largo delle coste pugliesi di un rigassificatore offshore, e a rilasciare l’intesa per il serbatoio GNL nel porto di Brindisi. L’energia e il gas sono questioni di pace, sicurezza ambientale e prosperità, contribuendo a rendere la Puglia regione con un definito e concreto ruolo di porta del Mediterraneo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, primo firmatario della mozione “Energia e gas per una regione di pace, sicurezza ambientale e prosperità”. La mozione è stata sottoscritta dai Consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Paolo Campo, Michele Mazzarano e Ruggiero Mennea.

Ecco il testo della mozione. “Premesso: che la Puglia è la porta d’Europa sul Mediterraneo e tale caratteristica geografica comporta la promozione di politiche finalizzate alla pace, alla sicurezza ambientale e alla prosperità; che la funzione di porta pacifica del Mediterraneo si concretizza soprattutto sui temi dell’energia, da cui discendono la riduzione della dipendenza da Paesi ricchi di risorse naturali, poco inclini alla democrazia e perciò portati ad atti d’espansionismo prepotente e alla guerra: la Russia, in questo senso, è ‘una pompa di benzina mascherata da Paese’; che la riduzione della dipendenza energetica si potrebbe raggiungere, in breve e medio termine, attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture energetiche per l’approvvigionamento e stoccaggio di gas naturale; che il gas naturale è il principale carburante di transizione, in grado di assicurare una maggiore sicurezza ambientale e così combattere fattori altamente inquinanti e nocivi per l’ambiente e la salute; che l’energia e la sua produzione attraverso tecnologie compatibili con la sicurezza ambientale sono il più importante fattore di prosperità e progresso, senza il quale vincono politiche di decrescita e quindi altamente discriminatorie e diseguali. La possibilità, dunque, di disporre di infrastrutture finalizzate moderne e innovative, determina vantaggi ulteriori e diretti sul nostro territorio.
Tutto ciò premesso, il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a sostenere: 1) il raddoppio del gasdotto Tap; 2) la realizzazione del gasdotto Poseidon; 3) l’ancoraggio a largo delle coste pugliesi di un rigassificatore offshore; 4) l’intesa con il Governo nazionale per la localizzazione nei porti pugliesi, in cui non risultino ostacoli tecnici, di depositi di gas naturale liquefatto (Brindisi)”.

Nuovi ospedali, Amati: “Monopoli-Fasano e Taranto con problemi, Maglie-Melpignano con inciampi e Andria si spera”

 

“La costruzione dei nuovi ospedali ha bisogno del nostro monitoraggio continuo. Per il Monopoli-Fasano il problema consiste nel rischio di non rispettare la data di fine lavori, ossia il 25 aprile 2023, se la media di maestranze occupate non supererà le attuali 139.
Anche l’ospedale di Taranto ha qualche problema: la fine lavori inizialmente prevista per il 24.1.2022 è slittata al 10 agosto 2022. Allo stato il problema più grande, però, è la mancata provvista di 105milioni per l’acquisto di arredi e attrezzature. Per l’ospedale di Maglie-Melpignano c’è l’inciampo imprevisto di una verifica d’anomalia nella gara di progettazione, che si spera possa essere conclusa entro questa settimana. Per l’ospedale di Andria, invece, si spera che nel giro di qualche giorno l’Asset possa comportare le attività di verifica, compresa quella attinente al maggior costo dell’opera rispetto alla disponibilità finanziaria. Su tutti i nodi problematici la Commissione sarà comunque riconvocata nelle prossime settimane”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Problemi di natura diversa per i nuovi ospedali di Monopoli-Fasano e Taranto.
Per il primo c’è la questione della insufficiente presenza di maestranze, in media 139, giudicata non esaltante dalla direzione lavori con riferimento alla data di conclusione dei lavori prevista per il 25 aprile 2023. A ciò si aggiunga la circostanza dei continui aggravi di spesa, deliberati all’unanimità con due provvedimenti dal Comitato consultivo tecnico, allo stato quantificati in euro 7.881.912 per la prima determina e euro 677.152,01 per la seconda determina, per un totale di euro 8.559.064,01.
Per il secondo, invece, la previsione di fine lavori, prevista per il 10 agosto 2022, è stata prorogata con la perizia di variante del 7.3.2022, atto con cui è stato inoltre liquidato un importo aggiuntivo pari a euro 12.217.955,58, aggiornando l’importo contrattuale complessivo a euro 134.616.250,44. Allo stato risultano iscritte, inoltre, 4 riserve per un importo di euro 3.403.871,09, dopo la cancellazione di 19 ulteriori riserve avvenuta con il riconoscimento di una somma pari a euro 5.496.501,13 a titolo di caro materiali. Su questi ulteriori costi abbiamo comunque chiesto tutta la documentazione, al fine di sottoporla all’analisi della sezione Lavori pubblici della Regione.
Il problema più rilevante sul nuovo ospedale di Taranto è però l’acquisto di arredi e attrezzature: senza il finanziamento di 105milioni non si potrà partire.
Per quanto riguarda invece il nuovo ospedale di Maglie-Melpignano si attende la verifica di anomalia sulla proposta classificatosi al primo posto della graduatoria: il procedimento dovrebbe concludersi entro la settimana. Per l’ospedale di Andria, infine, si attende la verifica Asset sul progetto e la congruità dei maggiori oneri per euro 150milioni, portando il costo complessivo dell’opera a euro 250milioni”.