Ceglie Messapica, Amati: “Allestito centro vaccinale nel Palasport, pronti a partire con le somministrazioni”

“Un altro centro vaccinale è pronto a partire in provincia di Brindisi: è stato infatti allestito a Ceglie Messapica nel Palasport 2006 e le attività di somministrazione saranno avviate già entro questa settimana. L’Asl di Brindisi, in collaborazione con il Comune, ha predisposto questo nuovo spazio per le vaccinazioni anti covid su una superficie di 1000 mq, oltre gli spalti che saranno utilizzati per l’attesa degli utenti”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“Questo nuovo hub vaccinale è uno dei tanti centri già attivi in provincia di Brindisi in cui si stanno somministrando vaccini per gli over 80, per gli insegnanti e il personale scolastico e – da poco –  anche per le forze dell’ordine, in attesa di aprire le porte anche al resto della popolazione. Questa è la campagna di vaccinazione che la Asl di Brindisi sta portando avanti con grande impegno e determinazione grazie al contributo di amministrazioni comunali, personale sanitario, protezione civile e soprattutto dei tanti cittadini che stanno dimostrando fiducia nella scienza. Basti pensare che in meno di 48 ore nell’hub vaccinale di Fasano-Conforama, il più grande di Puglia inaugurato appena venerdì scorso, sono state effettuate più di 800 somministrazioni.
Questi centri in ogni caso possono assicurare anche maggiori prestazioni in base alle necessità e alle possibilità, soprattutto non appena avremo maggiori disponibilità di vaccini, così da garantire la maggiore immunità di gregge nel più breve tempo possibile.
Per l’allestimento del centro di Ceglie Messapica ringrazio il Direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone, il Sindaco Angelo Palmisano, il Dirigente Asl Angelo Greco e il tecnico Asl Giuseppe Perrone”.

«La nostra malattia? Sono le liste bloccate»

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 7 marzo 2021

Intervista a Fabiano Amati
di Calpista Roberto

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Fabiano Amati (consigliere Regione Puglia e Presidente della Commissione Bilancio – Pd) oltre Zingaretti la questione delle allenze resta un motivo di divisione nel Pd? 

La malattia del PD, diventata più grave con la riduzione del numero dei parlamentari, si chiama “liste bloccate”. E siccome le elezioni si avvicinano e bisogna garantirsi un posto ecco cominciate le grandi manovre. È tutto qui il motivo del continuo omicidio o istigazione al suicidio dei leader. 

Se ci fossero le preferenze, sarebbe invece obbligatorio che il Pd, come ognuno di noi, avesse un programma di cose da fare, così da sancire le alleanze sulle base del prodotto posto all’attenzione degli elettori e non sul posizionamento di fedeltà. 

Le liste bloccate fanno invece retrocedere il dibattito e la disputa al rango di manovra e non a scontro d’idee, perdendo per strada – quindi – il dibattito sulle cose concrete, che è ciò che fa leadership di successo e partiti vincenti. 

Per comprendere tutto questo basta leggere le interviste di sindaci, presidenti di regione, consiglieri comunali e regionali, e compararle con quelle dei parlamentari. In quelle dei primi c’è la ricerca affannosa di entrare nel merito delle cose e prendere posizione, mentre nelle seconde c’è la preoccupazione altrettanto affannosa di non dire molto per non dispiacere nessuno, perché non si sa chi comanderà domani nel fare le liste. 

In Puglia siete in maggioranza con parte dei 5Stelle. Come va? E’ favorevole alla riproposizione dello schema alle prossime elezioni locali e nazionali? 

Non so se a questo punto sono io quello strano, ma anche su questo non è una questione di definizioni, soprattutto per un partito di programma come il PD, che dovrebbe essere estraneo a ogni forma di ideologia. L’alleanza con i 5Stelle ha portato in Puglia ad alcuni posti di potere per loro e due novità che già a dirle mettono inquietudine: la possibilità di far raccogliere i tartufi anche ai cittadini non residenti nei perimetri dei parchi del Gargano e della Murgia; la decisione di continuare a dare circa 15 milioni all’anno a quei gran carrozzoni dei Consorzi di bonifica, che se risparmiati si potrebbero ristrutturare almeno due ospedali per ogni anno. 

Dopo che le ho detto questo, che risulta attraverso gli atti e non le parole, come pensa che vada?

Nient’altro che manovra politica, che all’epoca servì per dire a Conte, sbagliando però i calcoli, che in Puglia erano pronti a seguirlo decine di visconti, baroni e cavalieri. Ne deriva che per quanto sia noioso dirlo, le alleanze si fanno sulle cose da fare a Roma, a Bari e nei comuni, cominciando per esempio sull’ambientalismo vero, quello dell’uomo che domina il suo stesso dominio, come fu definito in modo meraviglioso da Paolo VI in un discorso del 1970 alla FAO.

A cosa si riferisce precisamente? 

Faccio un esempio. Tutti vogliamo il mondo verde e l’idrogeno, senza rinunciare al progresso e al mondo sempre più bisognoso di energia. Tuttavia, per avere l’idrogeno si può decidere di mettere una scala sino al sole così da portalo tutto pronto sulla terra, cioè una cosa impossibile, oppure alimentare una scarica di energia pari a un fulmine, in grado di scagliarsi su una goccia d’acqua, così da slegare l’idrogeno dall’ossigeno. Come si alimenta questo fulmine? O con i combustibili fossili, e io preferisco il gas, oppure con le rinnovabili, cioè una combinazione essenziale tra fotovoltaico, eolico e biomasse. E invece? Leggo opinionisti di ogni tipo contro i gasdotti, i serbatoi di gas e gli impianti di rinnovabili, e osservo richieste di autorizzazioni per rinnovabili ferme sulle scrivanie e aste per l’assegnazione dei gigawatt che vanno quasi deserte, a differenza della Spagna, per esempio, dove la domanda supera l’offerta. 

Siamo cioè immersi in un mondo di opinioni e condotte amministrative altamente inquinanti, perché non in grado di farci raggiungere i migliori obiettivi ambientali, alla faccia della rivoluzione verde, dell’idrogeno e delle politiche per le prossime generazioni.

Il Pd, corrente sindaci e governatori, dicono che fare un congresso ora in piena pandemia è fuori dal mondo. Che ne pensa?

Penso che abbiamo ragione. I discorsi delle persone in questo momento sono indirizzati dal vocabolario della pandemia e indisponibili a recepire messaggi che possono essere interpretarti solo con il breviario della follia, cioè quella di vedere una riunione di persone che all’ora del TG si mettono in posa per reclamare la fine delle correnti, il trionfo del riformismo e la virtù del comunitarismo contro ogni leadership, per celare un riequilibro del potere interno per poter fare le liste. Si, sempre loro, quelle bloccate. Se invece del congresso si facesse una riforma della legge elettorale, introducendo le preferenze, svanirebbe in un attimo la smania per il congresso. 

A proposito, lei è in prima linea per sbrogliare la matassa delle vaccinazioni. Sono stati fatti errori a livello pugliese e nazionale? 

A livello pugliese, dico da dicembre che non bisogna limitarsi a mettere carte a protocollo ma stare sul campo, come si faceva nella Protezione civile che ho contribuito a fondare, e che servono grandi centri vaccinali, in grado di realizzare al più presto l’immunità di popolazione; e tutto questo detto con numeri alla mano e aiutato da epidemiologi senza tentazioni politiche.

E mentre cercavo di aiutare ad allestire il centro che allo stato risulta il più grande di Puglia, il Fasano-Conforama, c’era chi spiegava che era sufficiente la frammentazione localistica nonostante la grave carenza di personale. Oggi, invece, tutti convertiti ai grandi centri vaccinali, solo che abbiamo perso tre mesi. 

A livello nazionale, invece, credo che bisogna eliminare al più presto il limite dei 65 anni per l’utilizzo del vaccino AstraZeneca, così come avviene in altro paesi europei e com’è hanno scritto autorevoli esponenti delle società scientifiche, perché abbiamo bisogno di fare in fretta e terminare in poche settimane la vaccinazione degli ultra-ottantenni, super fragili e fragili. 

Amati lei è noto per appartenere alla “corrente Amati”. Una mosca bianca nel Pd. Come vede il futuro del partito alla luce anche del governo di interessa nazionale? 

In realtà vorrei appartenere alla corrente delle persone che si fanno coinvolgere dai problemi delle persone e s’immedesimano nel dolore altrui. Ne conosco tanti. Molti non s’esprimono apertamente per paura di ritorsioni, ma non mi fanno mancare il loro sostegno e la loro simpatia. Altri conducono con me, apertamente, battaglie per costruire ospedali, strade, condotte idriche e fognarie, e con altri stiamo cominciando a lavorare assieme per organizzare la corrente delle idee che si trasformano in programmi e fatti. 

Insomma, seguo il metodo che imparai da amministratore comunale e che oggi condivido con tanti sindaci e amministratori locali, a cominciare dal più noto, Antonio Decaro; con lui condivido da anni, prima come colleghi consiglieri regionali e tra alti e bassi, l’idea che su ogni cosa bisogna fare tutto il possibile e che se lo si fa è certamente sufficiente. In qualche modo la disposizione d’animo dell’attuale governo nazionale, almeno stando al suo Presidente, che dovrebbe caratterizzare il Partito Democratico su ogni cosa, anche correndo il rischio dell’impopolarità per eccesso di chiarezza e verità, e tutto questo per vincere convincendo e per vivere senza galleggiare. 

Ospedale Fiera, Amati: “Saltato impegno apertura per ieri e questo ennesimo ritardo pesa su Brindisi per 18 ricoveri negli ultimi giorni”

“Lunedì ci era stato riferito che l’ospedale in Fiera sarebbe stato aperto al massimo venerdì, cioè ieri, ma purtroppo non è accaduto. E questo ennesimo ritardo pesa sulla situazione di Brindisi, chiamata a sopperire alle carenze di Bari e Taranto per 18 ricoveri negli ultimi giorni”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Con il collega Mauro Vizzino – prosegue – avevano chiesto notizie puntuali e definitive, ottenendo come risposta sia la definizione della pianta organica che il tempo massimo di apertura: entro venerdì, cioè ieri, era stato detto. E invece nulla di tutto ciò. Ad oggi ancora non si hanno notizie precise e, anzi, pare che solo per giovedì prossimo sia previsto un incontro con i sindacati per definire l’accordo. Se non ci diamo una regolata, magari in silenzio e senza lo stillicidio di notizie contraddittorie e presenze nei talk show, la terza fase – conclude Amati – arriverà e beffarda ci troverà ancora ad annunciarla”.

Vaccinazioni Fasano-Conforama, Amati: “Da domani i primi 600 nel più grande hub pugliese”

“Da domani i primi 600 vaccinati nel più grande hub vaccinale di Puglia, il Fasano-Conforama, presentato oggi alla stampa e messo nella disponibilità della Asl a titolo gratuito. Spero però che questo primato duri poco, perché abbiamo bisogno di tanti punti di vaccinazione, anche più piccoli, per raggiungere al più presto l’immunità di popolazione”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentato la presentazione avvenuta oggi dell’hub vaccinale di Fasano-Conforama.

“L’hub di Fasano-Conforama, al servizio dell’intera Asl di Brindisi, si inserisce nel programma ramificato di allestimento di numerosi punti di vaccinazione, che allo stato vedono già attivi i 4 di Brindisi (Centro anziani, Palestra “Leonardo Da Vinci, Centro Primula “Perrino” e Di Summa), Sandonaci, Oria e Fasano PTA.
In attivazione entro la prossima settimana i punti di Francavilla Fontana e Ceglie Messapica, ed entro quindici giorni quelli San Pancrazio Salentino e Mesagne.
È destinato ovviamente a crescere il numero dei punti di vaccinazione, sulla base della disponibilità di locali idonei.
La scelta di un grande hub vaccinale, corredato da numerosi punti di vaccinazione, s’inserisce nel quadro dell’impegno a raggiungere nel più breve tempo possibile l’immunità di popolazione, alla ovvia condizione che vi siano dosi di vaccino sufficienti.
Da domani dunque si comincia e tutte le nostre aspettative, speranze e sostegno si trasferiscono nel lavoro degli operatori sanitari addetti alle vaccinazioni, guidati dalla Dirigente servizio vaccinazioni Lucia Cagnazzi e dall’Assistente sanitaria dell’ufficio vaccinazioni di Fasano Antonella De Simone.
Ringrazio ancora una volta il direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone, il direttore del dipartimento di prevenzione Stefano Termite, il dirigente Angelo Greco, la dirigente del patrimonio Elisabetta Esposito, il responsabile tecnico degli allestimenti Giuseppe Perrone e il tecnico informatico Damiano Oggiano.
La mia particolare gratitudine va alla proprietà del Centro Conforama, al direttore vendite Vincenzo Di Sabato e al direttore del Centro fasanese Gianluca Buttiglione”.

Vaccinazioni, Amati: “Lo dico da dicembre e mi prendevano in giro. Servono hub vaccinali per evitare caos e ritardi su domiciliari e fragili”

“A dicembre scorso mi prendevano in giro. Ora siamo al caos, rincorrendo ciò che si poteva organizzare sin da dicembre: grandi hub vaccinali aperti h24, per vaccinare di più risparmiando personale, evitando ritardi e figuracce nelle somministrazioni domiciliari agli anziani e ultra ottantenni e avviando la campagna vaccinale per le persone fragili e super fragili. Cioè la priorità delle priorità”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La Protezione civile è un metodo di azione e di presenza sul campo e non un registro di protocollo dove annotare circolari in uscita e lettere in entrata. A parte la carenza di dosi, che non vale come scusa se qualche migliaia sono ancora nel frigorifero e se tra non molto anche AstraZeneca sarà certamente autorizzato per ultra 65enni, servirebbe ancora effettuare quasi 7 milioni di vaccinazioni in meno di un anno, escludendo circa 400 mila dosi perché già erogate o risparmiate come seconda dose di richiamo per i guariti.
Salvo evoluzioni del tipo di vaccini disponibili, dunque, ne deriva che per raggiungere l’obiettivo servano quasi quattrocento postazioni al lavoro ininterrottamente.
Operazione cioè impossibile da realizzarsi con organizzazione frammentata e diffusa, magari utilizzando strutture ospedaliere o centri vaccinali territoriali, per le seguenti ragioni: l’impossibilità di garantire quasi 400 équipe complete; la difficoltà logistica di assicurare i distanziamenti di sicurezza; l’impossibilità di mantenere alti tassi giornalieri di ingressi e di uscite.
Per questo motivo c’è la necessità di allestire grandi strutture in aree prossime alla rete stradale di grande percorrenza, con ampi parcheggi, e perciò in grado di contenere un alto numero di cubicoli così da ottimizzare i tempi, le unità di personale disponibile e la loro turnazione”.

Ematologia Perrino, Amati: “Quanto bisogna attendere per una firma che serve a salvare vite umane da leucemia? Ho sollecitato”

“Serve autorizzare immediatamente il reparto di ematologia del Perrino all’apertura dello sportello del Registro italiano donatori midollo osseo (IBMDR), così da consentire una maggiore possibilità nella cura di leucemie, linfomi e mielomi attraverso i trapianti da donatori non familiari iscritti nei Registri autorizzati di midollo osseo o nelle Banche placentari autorizzate. Insomma, una semplice firma su un pezzo di carta per salvare vite umane. Per questo ho provveduto oggi a sollecitare il Dipartimento Salute della Regione al rilascio dell’autorizzazione”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nell’Unità operativa di ematologia del Perrino di Brindisi, diretto dall’eccellente Dott. Domenico Pastore, si eseguono già i trapianti da donatore familiare (padre, madre, fratello, sorella). Il Centro di Brindisi realizza già più di 20 trapianti di questo tipo a biennio e in tale qualità potrebbe accedere alla possibilità di effettuare trapianti da donatori non familiari iscritti negli appositi registri. Insomma, un notevole ampliamento delle possibilità di cura, alla ricerca del donatore compatibile.

L’Unità operativa di ematologia di Brindisi, peraltro, ha già ottenuto l’autorizzazione all’apertura dello sportello dal Centro Regionale Trapianti, coordinato dal Prof. Loreto Gesualdo.

Per poter avviare concretamente l’attività, che consiste in una ricerca di compatibilità su donatori italiani ed esteri, ampliando dunque di gran lunga le possibilità di cura ed evitando fenomeni di mobilità passiva, serve solo l’autorizzazione della Regione, che spero arrivi in poche ore. In queste questioni non c’è intralcio burocratico in grado di giustificare ritardi, né serve eventualmente raccontarli perché quel tempo è ben impiegato solo se utilizzato nel risolverli”.

Hub vaccinale Fasano-Conforama, Amati: “Allestimento in corso per partire tra qualche giorno nel più grande sito pugliese”

“Sono in corso i lavori di allestimento di uno dei più grandi hub vaccinali pugliesi: il Conforama di Fasano. L’avvio dell’attività di vaccinazione è previsto per il prossimo fine settimana”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Hanno lavorato anche di sabato e domenica gli addetti del Centro commerciale Conforama, così da consentire l’avvio da oggi dei lavori di allestimento di uno dei più grandi hub vaccinali pugliesi. E il tutto per consentire l’attività di vaccinazione a partire dagli ultimi giorni di questa settimana.
Organizzato su una superficie di 4000 mq, con 12 postazioni in grado di effettuare sino a 2000 prestazioni al giorno. È ovviamente nelle condizioni di assicurare anche il raddoppio del numero di postazioni, sulla base delle necessità.
Premettendo sempre la disponibilità delle dosi e nella speranza che pure in Italia si utilizzi al più presto e per tutti il vaccino AstraZeneca, è del tutto evidente che per raggiungere l’obiettivo dell’immunità di popolazione ci sia bisogno di grandi strutture, dotate di ampi spazi interni per numerose postazioni vaccinali e ampie sale per l’attesa distanziata pre-vaccinazione e l’osservazione post-vaccinazione, servizi igienici adeguati e plurimi, assenza di barriere architettoniche, ampi spazi di parcheggio esterno e possibilità di svolgere l’attività h24. Di tutto questo è composto il Centro commerciale Conforama.
Ringrazio la proprietà del Centro commerciale Conforama, il direttore vendite Vincenzo Di Sabato e il direttore del Centro fasanese Gianluca Buttiglione.
Ringrazio come sempre per la loro disponibilità ad affrontare sfide nuove, il DG dell’Asl di Brindisi Giuseppe Pasqualone e il suo staff, a cominciare dall’ing. Giuseppe Perrone e il direttore del Dipartimento prevenzione Stefano Termite e il suo staff”.

Fondi edilizia sanitaria, Amati: “833 milioni da spendere ma non si sa quando. Ping pong Regione-Ministero”

“Ci sono 833 milioni di euro da spendere in sanità e non si riesce a sapere quando saranno pronte tutte le carte per farlo. La Regione attende il Ministero e critica le sue regole, il ministero attende la Regione e lamenta i suoi ritardi. E al centro ci siamo noi e le necessità di modernizzazione delle strutture e tecnologie sanitarie, diventate un’emergenza in tempi Covid. Serve una presa di coscienza regionale e un immediato confronto con il Ministero, su cui ho già allertato qualche parlamentare”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentato l’esito dell’audizione odierna sui 563 milioni di euro da spendere sulle vecchie delibere Cipe 97/98 del 2008 e sui 270 milioni della delibera Cipe 51 del 2019.

“La situazione della spesa dei fondi ex articolo 20 è surreale e a oggi risulta così rappresentabile.
Fondi da delibere Cipe 97 e 98 del 2018, per un importo complessivo di euro 563. Di questi ci sono 318 milioni impegnati con un accordo stralcio del settembre 2020, che a dire della Regione potranno essere spesi solo a seguito dell’adozione di un decreto ministeriale di ammissione formale. Ma per ottenere l’adozione del decreto di ammissione formale pare che serva la presentazione dei progetti esecutivi, i cui tempi di redazione non sono allo stato conosciuti. La circostanza più preoccupante, tuttavia, è data dalla constatazione, sempre a dire della Regione, che la mancata definizione dell’accordo stralcio per 318 milioni inibisce la programmazione dei 245 milioni residui, sempre a valere sulle vecchie delibere Cipe.
Gli interventi relativi a queste somme di denaro già stanziate sono: quanto all’accordo stralcio del settembre 2020 per 318 milioni, nuovo ospedale sud Salento, nuovo ospedale Andria, demolizione e ricostruzione del monoblocco degli Ospedali riuniti di Foggia e riqualificazione dei plessi minori dello stesso presidio; quanto allo stralcio finale delle Cipe 97 e 98 del 2008 per 245 milioni, arredi e attrezzature nuovo ospedale Monopoli-Fasano e riqualificazione degli ospedali San Paolo-Bari, Di Venere-Bari, Perrino-Brindisi, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII-Bari, Policlinico-Bari, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale del nord barese.
Per quanto riguarda invece le somme della delibera Cipe 51 del 2019, pare che la mancata definizione del procedimento sulle vecchie Cipe, inibisca già l’avvio della programmazione di queste risorse.
E mentre tutto ciò accade, in una combinazione di fatti burocratici che rischiano di travalicare in un incomprensibile ping-pong, non ci resta che continuare senza risparmio a seguire la vicenda e a collaborare nella rimozione di qualsiasi impedimento sulla strada della spesa tempestiva di queste ingenti risorse”.

Piano casa, Amati: “La legge è salva. Già depositata la proposta abrogazione di un comma, richiesta dal Ministero per ritirare il ricorso”

“Il piano casa è salvo. Il Ministero per i Beni culturali ha chiesto l’impegno del Consiglio regionale ad abrogare una singola disposizione della disciplina e ho già depositato la proposta di legge. Non appena il Consiglio regionale approverà la modifica, il ricorso alla Corte costituzionale sarà dunque ritirato, come formalmente comunicato, per evidente sopravvenuto difetto d’interesse”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Ringrazio i ministri Dario Franceschini e Maristella Gelmini, i deputati Alberto Losacco e Mauro D’Attis, il presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, il mio attivissimo capigruppo Filippo Caracciolo e i capigruppo della maggioranza Gianfranco Lopane, Grazia Di Bari e Massimiliano Stellato – prosegue Amati – per l’impegno dimostrato nel dialogo con i ministeri e al fine di salvare una delle pochissime leve economiche della Puglia di questi tempi. Il piano casa è infatti uno straordinario strumento di eco-edilizia e produzione, in grado di garantire riduzione del consumo di suolo, utilizzo di materiali per il risparmio energetico, recupero dalla fatiscenza e dall’abbandono di numerosi immobili, riduzione degli ambiti di discrezionalità amministrativa degli amministratori e delle strutture burocratiche dei comuni, quindi grandi rischi di corruzione, e migliaia di piatti a tavola. Gli unici avversari del piano casa sono purtroppo alcune frange di benpensanti orientati da narcisismo etico, condotta sociale descritta e avversata dal compianto Franco Cassano nel suo meraviglioso libro ‘L’umiltà del male’”.

“È stato molto bello vedere il Consiglio regionale – conclude – mobilitato in modo corale nel compimento di atti di amministrazione attiva su temi così rilevanti, spesso coprendo ritardi dell’azione amministrativa; si tratta, in buona sostanza, della condivisione dei problemi, prendendosi però la cura di perseguire una soluzione”.

Contrade Brindisi, Amati a Borri: “Io ignorante? Probabile, ma prima di giudicare gli abitanti delle contrade spieghi la sua villa-rudere in zona di pregio a Selva di Fasano”

“Borri accetti di confrontarsi piuttosto che offendere. Riconoscerò la mia ignoranza, molto probabile, alla condizione che egli riconosca la propria ipocrisia. Borri non può giudicare le costruzioni altrui, mettendosi sempre dalla parte della giuria e senza risolvere i problemi della povera gente, mentre a Selva di Fasano ha chiesto e ottenuto un permesso di costruire per una villa in area ad alto pregio paesaggistico, cosa che avrebbe criticato se fosse stata di un altro essere umano, lasciandola vergognosamente alla condizione di rudere in stato di degrado e abbandono”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, commentando le parole offensive rivoltegli dell’assessore comunale all’urbanistica del Comune di Brindisi Dino Borri, durante il Consiglio comunale di venerdì 26 febbraio.

“Vorrei ricordare – prosegue Amati – che la norma per gli allacci all’acqua e alla fogna nelle contrade oggetto di piano di recupero in variante, approvato dalla giunta Vendola su proposta dell’assessore Barbanente, l’ho scritta e proposta io, ottenendo l’approvazione del Consiglio regionale, mentre a Brindisi si cincischiava e magari si aspettava il colera. E vorrei inoltre ricordare che i poveri cittadini delle contrade sono costretti a togliersi il cappello dinanzi alla burocrazia comunale per ricevere l’attestazione di sanabilità, necessaria per consentire ad Aqp di realizzare gli allacci”.

“Sentire poi che le contrade, e in particolare Torre Rossa, sorgono in area a rischio idraulico, per cui non è possibile autorizzare un aumento volumetrico perché le ville e le persone possono finire sott’acqua – sottolinea ancora il consigliere regionale – significa non sapere, cioè ignorare, che il carico volumetrico è già presente e che le persone già vivono in quelle case. Per cui il problema è accelerare sulle opere di mitigazione e non pontificare sugli aumenti volumetrici. Se Borri fosse coerente con il suo dire dovrebbe attivare l’immediato sgombero delle case e il successivo abbattimento, perché – ripeto – le persone già vivono in quel quartiere. Se la sente? È facile mettersi sul pulpito, strumentalizzare il rischio idraulico come se in quelle case non abitasse nessuno, e poi evitare di essere conseguenti e coerenti”.

“Infine: sarei ignorante perché, a dire di Borri, starei proponendo l’applicazione dell’articolo 36 del Testo unico dell’edilizia (c.d. doppia conformità), in virtù della sentenza della Corte costituzionale n. 107 del 2017”, sostiene Amati. “Non sarebbe meglio studiare le leggi e le carte prima di parlare? Io certamente sono ignorante, ma secondo Borri sono tutti ignoranti i componenti di quel collegio giudicante, e cioè Grossi, Criscuolo, Lattanzi, Carosi, Cartabia, Morelli, Coraggio, Amato, Sciarra, De Pretis, Zanon, Modugno, Barbera (relatore) e Prosperetti? Suvvia cerchiamo di essere seri. Non si può contrapporre alle norme e alle sentenze, che io cito con rigore, un concentrato di patafisica, aneddotica e dissipazione di parole: è un metodo, questo, contro la logica scientifica, sulla cui scia tento di preservare la mia biografia intellettuale, coltivando però sempre la virtù del dubbio e del limite”.

“Ma a parte ciò, trovo stupefacente che vi sia un’amministrazione comunale impegnata solo a giudicare le proposte altrui, peraltro bocciandole sempre, senza mai preoccuparsi di avanzare una proposta per risolvere un problema”, rimarca. “Una serie infinita di verbi coniugati al futuro – faremo, vedremo, lavoreremo, solleciteremo – senza mai assumersi la responsabilità di una decisione concreta e magari farsi coinvolgere dalle sofferenze umane, preferendo sempre il ruolo della ricca sinistra che odia il popolo, quella alla quale, come avrebbe detto Flaiano, molti di noi non aderiscono perché non se lo possono permettere. Io ignorante? Molto probabile. Ma spero – conclude – che Borri voglia spiegarmelo di persona in commissione comunale urbanistica – con alla mano leggi, sentenze e umanità – ove qualche consigliere ha già chiesto di udirci. Resto in attesa”.