Investimenti Tap-Snam, Amati: “Abbiamo chiesto al sottosegretario Garofoli di riprendere il dossier”

“Abbiamo chiesto con l’on. Alberto Losacco al sottosegretario Roberto Garofoli di riprendere al più presto la pratica degli investimenti Tap-Snam a Lecce e Brindisi, in relazione al gasdotto e alla pipeline d’interconnessione alla rete. Con un peso negoziale decisamente ridotto per via degli irragionevoli contrasti all’opera, dobbiamo fare in modo di non perdere anche l’ultima disponibilità delle due società ora che il gasdotto è pienamente funzionante e già porta il gas nelle nostre case”.

Lo dichiara Fabiano Amati, annunciando l’invio di una lettera sottoscritta con l’On. Alberto Losacco e inviata al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Roberto Garofoli, sulla questione degli investimenti relativi alla costruzione e messa in esercizio del gasdotto Tap e la pipeline d’interconnessione alla rete Snam.

“Abbiamo scritto al Sottosegretario Garofoli per ottenere informazioni sulla volontà del Governo nazionale di continuare l’interlocuzione con le società TAP e SNAM, con riferimento agli investimenti relativi alla realizzazione del gasdotto e della pipeline d’interconnessione alla rete.
Gli investimenti sono stati per anni oggetto di un negoziato, però ostacolato da alcune amministrazioni locali sulla base di un giudizio di contrarietà all’opera. Ad oggi i lavori di realizzazione del gasdotto sono conclusi e l’infrastruttura realizzata è già in funzione. Nonostante ciò, risulta che le società interessate hanno manifestato, a più riprese e nei confronti di tutti gli ultimi governi, l’intenzione di mantenere l’impegno a realizzare gli investimenti. Le ultime notizie in nostro possesso, risalenti a due mesi fa circa, riguardano un’avanzata istruttoria condotta dal sottosegretario Sen. Mario Turco, prossima a entrare nella fase conclusiva di sottoscrizione definitiva degli impegni.
Poiché siamo interessati a conseguire la realizzazione degli investimenti proposti, cercando di evitare che ogni ritardo possa reiterare l’errore commesso in fase d’avvio dell’opera e indurre le società interessate a declinare la propria disponibilità, abbiamo chiesto al sottosegretario Garofoli, le più ampie rassicurazioni sull’impegno del Governo a trattare la questione con tutta l’attenzione e la celerità che merita e a farci conoscere lo stato del procedimento e a contare sul nostro sostegno e collaborazione”.

SMA, Amati: “Luisa, in cura al Medea di Brindisi e campionessa di droni, nominata Alfiere della Repubblica da Mattarella. Orgoglio pugliese”

“Luisa Rizzo, 18 anni, una vita in carrozzina a causa della SMA e campionessa dei droni, è stata nominata Alfiere della Repubblica dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Luisa, di San Pietro in Lama, è tra i 28 nuovi Alfieri della Repubblica designati dal Capo dello Stato, indicata “per l’impegno e l’abilità mostrati nel pilotare i droni, pur costretta sulla carrozzina, è riuscita a raggiungere primati di velocità e anche a realizzare filmati molto originali e apprezzati sulle bellezze della propria terra”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ho conosciuto Luisa visitando l’IRCCS Medea di Brindisi e qualche ora prima che si procedesse alla prima somministrazione, in quel centro, dell’innovativo farmaco Risdiplam per via orale.
Luisa è campionessa nazionale in carica di Drone Racing, una specie di Formula 1 per droni, titolo riconosciuto dal Coni.
Avevamo già parlato di lei quando abbiamo raccontato la sua bellissima storia qualche mese fa a proposito della struttura ospedaliera pediatrica che si è occupata della sua malattia neuromotoria, ovvero l’IRCCS “Medea” – La nostra famiglia di Brindisi. Ed è da qui che Luisa ha intrapreso un percorso di cure che riempie di speranza chi soffre di malattie neuromuscolari degenerative e le ha permesso di diventare un grande esempio nella lotta contro la SMA.
La sua vita accende le speranze di chi lotta contro questa malattia, soprattutto nelle forme più gravi. Il farmaco somministrato a Luisa rappresenta la seconda opportunità terapeutica a disposizione dei pazienti con la SMA, che è possibile ricevere nel Medea di Brindisi.
Il Risdiplam agisce aumentando le concentrazioni sistemiche della proteina SMN così come ha spiegato il dott. Antonio Trabacca, neurologo pediatra, direttore dell’IRCCS E. Medea di Brindisi. Va ricordato che il centro brindisino è stato riconosciuto Presidio della Rete Nazionale (PNR) delle Malattie Rare e incluso nella Rete delle Malattie Rare della Regione Puglia (D.G.R. n. 1491/2017) anche nello specifico ambito delle malattie neuromuscolari quali SMA e distrofie muscolari”.

Fuori lista e imbucati, Amati accusa i politici «Non hanno vigilato»

 

Corriere del Mezzogiorno Puglia di giovedì 11 marzo 2021, pagina 2

Fuori lista e imbucati, Amati accusa i politici «Non hanno vigilato»

INTERVISTA di Fatiguso Vito

BARI «Sui furbetti dei vaccini leggo dichiarazioni scandalizzate di politici e amministratori. Ma se ci sono violazioni, di qualsiasi natura, queste riguardano l’operato di chi eroga le dosi e dovrebbe controllare gli aventi diritto. E poi bisognerebbe smetterla di nascondersi dietro la privacy e rendere noti i nominativi perché la vaccinazione è un trattamento sanitario collettivo non individuale». Fabiano Amati, presidente della prima commissione Bilancio e consigliere regionale del Pd, interviene sugli imbucati delle somministrazioni. Sin dal 27 dicembre scorso, inizio della campagna nazionale, fu ben chiaro che le dosi non erano sufficienti. E per questo avrebbero dovuto essere gestite con “onestà”. Mala realtà non ha fatto sconti. La gara alle dosi “abusive” è partita con tanti soggetti del mondo della sanità che poco hanno a che fare con i malati: i direttori delle Ml di Bari, Antonio Sanguedolce, di Foggia, Vito Piazzolla, di Lecce, Rodolfo Rollo, di Taranto, Stefano Rossi, e anche lo stesso assessore alla Sanità, Pier Luigi Lopalco. Anche personale delle agenzie della Regione (l’Asset), o ex parlamentari come Gero Grassi (che si è giustificato con «c’era un buco nell’elenco e mi è stato chiesto se lo volessi fare»). Per proseguire dell’edilizia ospedaliera e professionisti di ogni categoria.

Amati, gli imbucati dei vaccini hanno commesso un reato? 

«Non credo proprio. Vedo politici e amministratori a caccia di vaccinati privi di diritto. Ma questi non considerano che se violazione c’è stata è addebitabile a loro nella catena della delega di funzioni».

In che senso?

«La condotta eventualmente impropria è di chi ha il compito di erogare e controllare gli elenchi: dai dirigenti delle Asl ai capi dipartimento e ai responsabili delle somministrazioni. I vaccinati? Potrebbero essere accusati a tutto concedere di concorso in peculato, ma non farebbero fatica a difendersi dichiarando di aver agito in stato di necessità».

Perché i politici o gli stessi amministratori si scandalizzano? La filiera del potere che lingua parla?

«Perché si pensa che urlare la colpa di non meglio specificati altri produca effetti di distrazione ed escluda le proprie mancanze. La tecnica del fumo negli occhi».

Ma se non c’è un reato, per i furbetti c’è un problema di coscienza.

«Certo, ma è un aspetto soggettivo e non è ciò che riguarda il giudizio pubblico. I vaccini sono pochi e bisogna privilegiare chi è a rischio. Pare che debbano immunizzare gli avvocati. Le dico già da ora che in questa prima fase rifiuterò il vaccino perché credo sia prioritario aiutare prima le persone fragili».

Si sono vaccinati l’assessore Lopalco e i direttori generali di quattro Asl. Le sembra opportuno? 

«Non mi è sembrato opportuno estendere la vaccinazione a chiunque fosse incasellato in un’organizzazione sanitaria, senza avere nulla a che fare con le attività a rischio perché a contatto con la malattia. E questo ha creato insostenibili ingiustizie. Non è ragionevole lasciare senza coperture le persone fragili o gli over 80».

Perché non si rendono pubblici i nomi dei vaccinati? In estate si parla anche di passaporto sanitario per i viaggi internazionali.

«Si afferma la tutela della privacy, ma la vaccinazione è un trattamento sanitario a valore collettivo e non individuale. La sua protezione funziona se lo fanno tutti e si raggiunge l’immunità di popolazione ed è questo che si può obbligare ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione cioè sul parametro fondamentale della solidarietà sociale. La privacy dovrebbe valere solo sul motivo dell’esenzione. Ma c’è un altro aspetto».

Dica pure.

«Se c’è un calendario delle vaccinazioni, con tanto di parametri di età o di categoria, siamo di fronte a un procedimento amministrativo e ognuno è titolare di un interesse legittimo ad accedere alle liste per verificare se quel calendario è stato violato a suo discapito ed eventualmente ottenere giustizia. Con la segretezza si rischia di violare diritti e interessi senza nemmeno la possibilità d’insorgere».

 



 

 

 

 

Sma1, Amati: “Rimediato a disuguaglianza tra bimbi italiani ed europei. Onore alle famiglie dei bimbi pugliesi”

“L’Aifa ha posto oggi rimedio, pur con un certo ritardo, a una complicazione burocratica in grado di creare incertezze sulla disponibilità della terapia genica Zolgensma e tragiche disparità tra bimbi italiani ed europei. Si deve alle famiglie di Melissa prima e poi di Federico, Paolo e Marco, un’attività di sensibilizzazione che ci ha esposto con crudezza il problema delle malattie rare e della diagnosi precoce”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nella lotta alla SMA è la parola ‘precoce’ che in Italia pare mancare. Poco precoci nel diagnosticarla, nonostante da fine 2018 il test neonatale sia diventato un livello essenziale di assistenza, e poco precoci nel regolamentare l’accesso alle terapie più innovative, nonostante in altri paesi europei è previsto da un pezzo l’uso della terapia genica sino al peso corporeo di 21 kg.
Ed è proprio per la mancanza di precocità che ci siamo ritrovati di fronte a famiglie giustamente disperate e poco inclini a credere nello Stato, promuovendo soluzioni alternative che al loro posto tutti avremmo proposto, con tutti gli errori di valutazione che questo può determinare.
I medici contratti dalle regole di utilizzo delle terapie, i burocrati intimiditi dal carico di responsabilità della decisione, l’opinione pubblica allertata dalla solidarietà e le famiglie lasciate al loro dramma o alla polemica con chi stando dalla loro parte osa nel dire la verità.
Ho visto tutte queste cose in questi mesi e grazie a Melissa e a Federico, Paolo e Marco ho deciso che il campo delle malattie rare non va lasciato senza presidio, con più leggi e atti amministrativi e meno conferenze e convegni.
Questa vicenda ci ha fatto crescere e dobbiamo essere grati ai quattro bimbi pugliesi e alle loro famiglie.
La decisione dell’AIFA apre ora nuovi scenari clinici, offrendo ai medici la possibilità di prescrivere il farmaco Zolgensma con costi a totale carico del servizio sanitario e senza alcun dubbio d’interpretazione.
Colgo l’occasione di un clima prevedibilmente più sereno per ribadire che al cospetto di queste malattie i principali problemi sono la diagnosi precoce e la responsabilità di prescrivere una cura; il costo delle cure e dei farmaci, invece, è solo una conseguenza da gestire secondo buon senso, che nel sistema sanitario universalistico italiano è materia che non manca e dice che nessun bambino può essere lasciato indietro per mancanze di risorse”.

Operatori non vaccinati a Lecce, Amati “Ricollocazione? La legge dice che vanno sanzionati”

“Gli operatori sanitari di Lecce che hanno rifiutato il vaccino, rendendosi magari responsabili del contagio in alcuni reparti, non sono un problema burocratico di ricollocazione in reparti non a rischio, ma soggetti a cui la Asl deve irrogare la sanzione di 5.000 euro e contestualmente aprire un procedimento disciplinare. Lo prevede la legge pugliese e il relativo regolamento”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, con riferimento alle notizie sui contagi in alcune unità operative ospedaliere della Asl di Lecce.

“Noto che deve essere ancora una volta ribadito che il rifiuto della vaccinazione da parte di un operatore sanitario non è un atto di libertà individuale, perché comporta la riduzione della libertà altrui, in particolare pazienti e colleghi, di rimanere in buona salute. Per questo il legislatore regionale ha previsto una serie di misure altamente dissuasive, a partire dalla sanzione pecuniaria, proprio per evitare che ci siano obiezione alle attività di profilassi pubbliche.
Se questo è, non credo che si possa tergiversare nell’irrogazione delle misure afflittive previste dalla legge regionale, ponendosi il solo problema della ricollocazione, anche per conseguire lo scopo ulteriore di prevenzione generale a cui la sanzione riconduce, cioè far sapere che l’ordinamento non tollera la condotta di un operatore sanitario che avesse in animo di rifiutare la vaccinazione”.

Contrade Brindisi, Amati: “È facile votare contro 1000 cittadini senza acqua e fogna, seduti su un’indennità di circa 9 mila euro al mese”

“Con circa 9 mila euro al mese di stipendio è molto facile non occuparsi di 1000 persone che vivono senz’acqua e fogna in tre contrade di Brindisi e votare contro, senza proporre nessuna soluzione alternativa, a una proposta di legge che cercava di risolvere il problema. E mi duole vedere che il fronte contrario è molto ampio e parte dai Presidenti Emiliano e Capone, si snoda su tutta la giunta regionale e termina con i partiti del centro-destra. I buoni pensieri si vedono nelle opere e non nei discorsi. Ma io non m’arrendo e la presento daccapo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, con riferimento alla bocciatura della proposta di legge sui Piani di recupero di tre contrade di Brindisi.

“Ringrazio la maggior parte del mio gruppo che ha sostenuto la proposta e il gruppo del Popolari. Registro il voto contrario di tutto il governo regionale, dei Cinque stelle e di tutto il centrodestra.
La cosa più stupefacente è che la legge agiva su un Piano di recupero approvato nel 2005 dalla Giunta Vendola, quindi abilitando il diritto di queste 1000 persone a conservare la casa e la dignità, e che molti colleghi oggi contrari si definiscono di sinistra o di destra sociale e non appena si ritrovano a dover risolvere gravi problemi sociali, s’impennano sulla cattedra della giuria e votano contro i dolori delle persone; ora per la presunzione di accertate il bene e il male, ora per calcolo politico, ora per piccoli gesti ritorsivi.
Un dilagare di narcisismo etico, avrebbe detto di loro Franco Cassano, che ogni qual volta ci si ritrova nei sentieri più difficili e dolorosi della vita, magari nei pantani o negli scantinati, fa si che gli occhi si chiudano dinanzi alla realtà, proseguendo per la propria strada di benessere e di giudizi sulle condotte altrui.
E per onorare la verità, segnalo la condivisione umana e amichevole dei colleghi che hanno presentato con me la proposta di legge, Mauro Vizzino e Alessandro Leoci, a cui si è aggiunto con il voto favorevole il collega Maurizio Bruno. Cito loro e non sia un torto per gli altri colleghi che hanno votato a favore, perché almeno si potrà dire che i brindisini del centrosinistra hanno fatto il loro dovere”.

Piano casa, Amati: “Salvato strumento di eco-edilizia, piatti a tavola e riduzione rischi corruzione”

Il Piano casa salvato dal Consiglio regionale all’unanimità: mi chiedo dunque come mai ogni qual volta si discuta di proroga si apra un dibattito ostile nei confronti di un provvedimento di eco-edilizia, perché non si consuma suolo e si usano materiali per risparmio energetico, di moltiplicazione di piatti a tavola e di riduzione del rischio corruttivo? Un mistero”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, presentatore della proposta di legge approvata oggi per determinare il ritiro da parte del Governo nazionale del ricorso promosso dinanzi alla Corte costituzionale.

”Un gruppo di lavoro composto da me, dal collega Filippo Caracciolo, dalla Presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, dai deputati Alberto Losacco e Mauro D’Attis, interlocutori dei ministri Dario Franceschini e Maristella Gelmini, ha posto in essere un confronto fondato sulla leale collaborazione per giungere al ritiro del ricorso presentato dal Governo nazionale avverso la legge di proroga del Piano casa.Questo lavoro, culminato nella presentazione di una proposta di legge abrogativa di una singola disposizione collaterale della legge sul Piano casa, ha oggi trovato il giudizio unanime dell’intero Consiglio regionale.Ringrazio tutti i colleghi e tutte le personalità politiche che ci hanno aiutato in questo percorso”.

Ospedale Fiera, Amati: “Ma quando apre? Pazienti da BA, TA e FG a Brindisi, che rischia il tutto esaurito”

“Ma quando apre l’Ospedale in Fiera? Era stata prevista per venerdì scorso e invece non si hanno notizie e nel frattempo a Brindisi sono stati trasferiti 18 pazienti da Bari, 3 da Taranto e 1 da Foggia”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Pare che cioè che era possibile per il DG Dattoli, cioè l’apertura entro venerdì 5 scorso, non è più possibile per il DG Migliore, nel frattempo subentrato. Un curioso e innovativo principio di discontinuità amministrativa, ci porta ad osservare un notevole disservizio, a meno che non si pensi, ma conoscendolo non credo, al Dott. Dattoli come un impostore, venuto in Commissione lunedì 1 marzo a riferire l’imminente apertura dell’ospedale in Fiera nel tempo massimo di venerdì 5 marzo. Sollevo questo problema non per gusto polemico, come sempre mi sforzo, ma sulla base di un’analisi numerica in grado di evidenziare il disservizio che la mancata apertura genera sulle altre Asl e in particolare sulla Asl di Brindisi.
Ad oggi risulta infatti che nelle strutture di Brindisi sono ricoverati 18 pazienti provenienti dalla Asl di Bari, 1 da Foggia e 3 da Taranto, per un totale di 22 pazienti, di cui uno ricoverato in terapia intensiva.
Tale dato di mobilità passiva infraregionale comporta a carico della Asl di Brindisi un indice di occupazione quasi totale nei reparti funzionali alla cura del Covid, così rappresentato: ospedale Perrino, malattie infettive 20 su 20, pneumologia 20 su 28, terapia intensiva 8 su 28; ospedale Ostuni, medicina interna 30 su 36, pneumologia 25 su 28.
Mi pare dunque chiaro, sulla base dei numeri, come sia rilevante l’apertura del nuovo ospedale in Fiera e quanto la sua inattività incida sugli altri ospedali”.

Ristorazione all’Oncologico, Amati: “Permangono dubbi. Perché Brindisi negò l’estensione della propria gara mentre Bari accettò?”

“Permangono tutti i miei dubbi sulla gara di ristorazione della Asl di Bari estesa all’IRCCS Giovanni Paolo II. Mi pare di capire che le prestazioni richieste dall’Oncologico per la gara propria, andata deserta, non siano state ritenute utili per la gara dell’Asl di Bari a cui si intese poi aderire. Per questo diventa difficile capire in cosa sia consistita la convenienza dell’estensione, inoltre negata dalla Asl di Brindisi e approvata dalla Asl di Bari”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando lo svolgimento dell’audizione dei DG dell’IRCCS Giovanni Paolo II e Asl di Bari sulla gara per la ristorazione dei pazienti.

“Abbiamo avuto modo di appurare che il 28 maggio 2019 l’Oncologico dichiarava deserta la propria gara ponte e che il 28 ottobre 2019 l’Asl di Bari bandiva una gara per ristorazione collettiva, estensibile alle altre aziende pugliesi in virtù di una norma approvata dal Consiglio regionale ben 17 anni fa.
Il 4 dicembre 2019, cioè ben sette mesi dopo la dichiarazione di gara deserta, l’Oncologico chiedeva alla Asl Bari di poter usufruire della clausola di estensione, e il 7 ottobre 2020, cioè oltre un anno e mezzo dopo la dichiarazione di gara deserta, la Asl di Bari aggiudicava la propria gara.
Con riferimento a questi dati di fatto ho avuto modo di sapere che la gara dichiarata deserta dall’Oncologico aveva clausole speciali sia sul tipo di servizi che su prestazioni di opere di adeguamento dei locali e di integrazione e sostituzione delle attrezzature. È molto probabile, che tali speciali richieste fossero state il motivo della mancata presentazione di offerte, anche in considerazione del fatto che l’eventuale contratto avrebbe contenuto una clausola di risoluzione anticipata.
In ogni caso, ho avuto modo di constatare che le speciali clausole richieste per la propria gara dichiarata deserta non erano oggetto della gara indetta dalla Asl Bari, salvo l’utilizzo del disciplinare generale, e in particolare con riferimento all’adeguamento dei locali e alla integrazione e sostituzione delle attrezzature. Ciò che dunque era stato ritenuto necessario per la gara propria, non era altrettanto necessario, in tutto o in parte, per la gara della Asl Bari a cui si decideva di aderire.
È stato inoltre riferito che tra la dichiarazione di gara deserta e la richiesta d’estensione alla Asl Bari, cioè dopo sette mesi, l’Oncologico aveva fatto una medesima richiesta d’estensione alla Asl Brindisi ricevendone però un diniego. Sarebbe utile comprendere perché la Asl Brindisi abbia opposto tale rifiuto.
La Asl di Bari, interpellata sui punti di propria competenza, ha fatto presente che l’Oncologico non richiese, con la propria richiesta d’estensione, l’eventuale previsione nel disciplinare di gara di opere di adeguamento locali e sostituzione o integrazione di attrezzature, sempre nei limiti della disponibilità economica massima prevista dalla legge, che invece erano previste nel disciplinare della gara promossa dall’Oncologico e andata deserta. Infine, la stessa Asl Bari, con riferimento alla questione della motivazione sulla convenienza del procedimento d’estensione, ha riferito di aver semplicemente trasmesso gli atti dell’aggiudicazione, non rientrando nelle proprie competenze alcuna verifica di convenienza a valle dell’aggiudicazione, in base al quale esercitare e confermare il proprio assenso.
Una vicenda molto complessa che lascia molti dubbi e mi consolida nell’idea che lo strumento dell’estensione sia in contrasto con la normativa comunitaria, e che nel tempo risultato necessario a concludere il procedimento d’estensione, l’Oncologico avrebbe potuto bandire almeno due altre gare ponte, correggendo magari le incongruenze economiche del primo disciplinare, evitando di concedere altre proroghe al gestore in carica, se è vero che il ricorso all’estensione era stato deciso – come è stato ripetuto in Commissione – per evitare proroghe. In altre parole: si decide di non ripetere la gara andata deserta per farla finita con le proroghe, provvedendo però ad effettuare una o più proroghe per assicurare il servizio nel lungo tempo necessario a concludere il procedimento di gara della Asl Bari a cui aderire.
E sullo sfondo rimane la domanda al DG della Asl di Brindisi, per il quale ho già chiesto l’audizione: come mai non diede l’assenso a una medesima richiesta d’estensione dell’IRCCS Giovanni Paolo II?”.

Ceglie Messapica, Amati: “Allestito centro vaccinale nel Palasport, pronti a partire con le somministrazioni”

“Un altro centro vaccinale è pronto a partire in provincia di Brindisi: è stato infatti allestito a Ceglie Messapica nel Palasport 2006 e le attività di somministrazione saranno avviate già entro questa settimana. L’Asl di Brindisi, in collaborazione con il Comune, ha predisposto questo nuovo spazio per le vaccinazioni anti covid su una superficie di 1000 mq, oltre gli spalti che saranno utilizzati per l’attesa degli utenti”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“Questo nuovo hub vaccinale è uno dei tanti centri già attivi in provincia di Brindisi in cui si stanno somministrando vaccini per gli over 80, per gli insegnanti e il personale scolastico e – da poco –  anche per le forze dell’ordine, in attesa di aprire le porte anche al resto della popolazione. Questa è la campagna di vaccinazione che la Asl di Brindisi sta portando avanti con grande impegno e determinazione grazie al contributo di amministrazioni comunali, personale sanitario, protezione civile e soprattutto dei tanti cittadini che stanno dimostrando fiducia nella scienza. Basti pensare che in meno di 48 ore nell’hub vaccinale di Fasano-Conforama, il più grande di Puglia inaugurato appena venerdì scorso, sono state effettuate più di 800 somministrazioni.
Questi centri in ogni caso possono assicurare anche maggiori prestazioni in base alle necessità e alle possibilità, soprattutto non appena avremo maggiori disponibilità di vaccini, così da garantire la maggiore immunità di gregge nel più breve tempo possibile.
Per l’allestimento del centro di Ceglie Messapica ringrazio il Direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone, il Sindaco Angelo Palmisano, il Dirigente Asl Angelo Greco e il tecnico Asl Giuseppe Perrone”.