Operatori sanitari e obbligo vaccino Covid, Amati: “Primi in Italia e secondo Costituzione. Lo facciano anche le altre regioni”

“Siamo i primi in Italia ad aver disposto misure energiche per agevolare la vaccinazione anti-Covid del personale sanitario, in coerenza con la Sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019, relatrice l’attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia. E ciò dovrebbe essere sufficiente per provare a convincere chi pensa che la Costituzione sia un contenitore di sentimenti personali, più che di norme, come la lirica per il poeta”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, promotore della legge “Operatori sanitari e vaccinazione anti-Coronavirus-19”, approvata ieri dal Consiglio regionale.

“Un Consiglio regionale accordato con la prova scientifica, almeno nella sua parte maggioritaria, ha affermato che non esiste efficacia di un obbligo senza disporre ragionevoli sanzioni.
Per questo motivo abbiamo deciso di aggiungere il vaccino anti-Covid all’elenco delle vaccinazioni alla cui obiezione la legge vigente riconnette rimedi disciplinari e sanzioni pecuniarie.
Il vaccino anti-Covid è stato dunque aggiunto a quello anti-difterite, tetano, pertosse acellulare, epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, influenza e tubercolosi; tutte vaccinazioni fortemente raccomandate dal legislatore statale.
Sino a questo momento, la mancata vaccinazione anti-Covid non poteva comportare, come per le altre previste, la sanzione pecuniaria sino a euro 5.000 e per ogni vaccinazione rifiutata.
Con la legge approvata ieri anche per il vaccino anti-Covid si aggiunge il regime sanzionatorio previsto per le altre vaccinazioni, al fine di attribuire maggiore efficacia al programma necessario a raggiungere al più presto l’immunità di popolazione, cominciando proprio dai professionisti sanitari che a rigore dovrebbero dare l’esempio.
La mancanza di una norma del genere, peraltro, comportava un mero giudizio d’inidoneità dell’operatore sanitario obiettore a essere impiegato nei reparti a rischio, cioè oncologia, ematologia, radioterapia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, emergenza-urgenza è pronto soccorso, terapia intensiva e rianimazione, trapianti e gestione di pazienti trapiantati, trattamenti di pazienti dializzati, trattamenti di pazienti immuno-compromessi, strutture ambulatoriali/consultoriale ove si gestiscono donne in gravidanza e bambini, servizi vaccinali.
Considerato dunque il lungo elenco di unità operative nelle quali l’operatore non vaccinato non può operare, è facile immaginare come le alte percentuali di obiezioni (in media il 20-25%) alla vaccinazione potrebbero costituire un notevole problema di formazione dei turni lavoro e quindi un rischio di sospensione delle attività in decine di unità operative. E a questo si potrebbe aggiungere l’ulteriore rischio di assistere al fenomeno dell’obiezione vaccinale utilizzata come opportunità per evitare di prestare il servizio nelle unità operative a più alta complessità di lavoro.
Se dunque si vuole evitare di scadere nella mera polemica politica un po’ inconcludente, come sempre si dovrebbe nella pubblica amministrazione, ci è sembrato necessario rispondere alle domande di salute e profilassi, in linea con la prova scientifica e con il lungo percorso di affermazione dello stato di ragione”.

Obbligo vaccino Covid ai sanitari, Amati: “Puglia approva legge. Decisione accordata con salute e scienza”

“La decisione della Puglia di rendere efficace l’obbligo anche per la vaccinazione anti-Covid-19 è una decisione politica accordata con salute e scienza, sulla scia di una legge già vigente approvata nella scorsa legislatura su proposta della collega Francesca Franzoso e dichiarata pienamente costituzionale con sentenza scritta da Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia”.

Lo dichiara il presidente della Commissione bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’approvazione della proposta di legge “Operatori sanitari e vaccinazione anti-Coronavirus-19”.

“Come è noto a tutti, c’è una percentuale altissima di operatori sanitari non vaccinati contro il Covid, che per questo sono dichiarati inidonei a svolgere l’attività in reparti a rischio (oncologia, ematologia, pneumologia, malattie infettive, sale operatorie, terapia intensiva ed altri) e pregiudicano la formazione dei turni di lavori.
A tutto ciò s’intende ovviare ampliando alla vaccinazione anti-Covid la legislazione regionale vigente in materia di esecuzione degli obblighi vaccinali, ritenuta legittima con Sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019, relatrice Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia.
È di tutta evidenza che l’esecuzione dell’obbligo vaccinale agli operatori sanitari non esaurisce la gamma dei problemi tra noi, la pandemia e l’immunità di popolazione, ma offre uno strumento in più; e tutto ciò sulla base, peraltro, di un punto di vista in passato ben argomentato dalla c.d. Carta di Pisa, che vide tra i suoi autori l’assessore pugliese Lopalco”.

Ospedale di Ostuni, Amati: “Cominciano domani i lavori di ristrutturazione del centro prelievi”

“Dopo la ristrutturazione di pneumologia, chirurgia e ortopedia, cominciano domani i lavori di ristrutturazione del centro prelievi dell’Ospedale di Ostuni. Durata delle attività 60 giorni per un importo di circa 155.000 euro”. 

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.“Nell’ambito della riorganizzazione delle attività e degli spazi esistenti all’interno del Presidio Ospedaliero di Ostuni è prevista l’ubicazione del Centro Prelievi con spazi per la Donazione del sangue presso i locali a piano terra (ex Pronto Soccorso).

Il progetto propone un intervento di ristrutturazione interna, consistente in un’ampia sala prelievi con adiacente sala donazione;  una stanza medico; una stanza medico per colloqui; uno spogliatoio per utenti; un bagno per utenti; n.2 bagni per il personale; un’ampia sala d’attesa a servizio dello sportello C.U.P. per i prelievi sangue.

Per garantire l’idoneità dell’intera struttura saranno dunque necessari vari interventi di adeguamento sia al piano terra sia al piano primo e precisamente: realizzazione di tramezzature interne; fornitura in opera di porte interne; fornitura in opera di pavimentazione e rivestimenti; opere di pitturazione; realizzazione di impianti elettrici-speciali-telematici-idrico-fognanti-climatizzazione; realizzazione di un impianto eliminacode; realizzazione dell’impianto di videosorveglianza.

Ringrazio il direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone per il costante interesse verso le attività di ristrutturazione ed il progettista nonché direttore dei lavori Ammirabile”.

Nuovo porto di Otranto, Amati: “Condotte d’acqua è pronta, nei prossimi giorni sarà rilasciata la concessione regionale e poi i lavori”

“Condotte d’acqua S.p.A. conferma l’interesse alla realizzazione del nuovo porto di Otranto e si dichiara pronta a cominciare i lavori. Entro domani sarà inviato l’ultimo atto mancante, la SOA, e nel giro di pochi giorni la Regione rilascerà la concessione”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’audizione svoltasi oggi in V Commissione con la società Condotte d’Acqua S.p.A., il Comune di Otranto e il Direttore di Dipartimento Bilancio.

“Sino a qualche giorno fa si parlava dell’abbandono dell’importante programma, che avrebbe rappresentato un grave danno per l’economia turistica pugliese.
Oggi invece il tempo si è messo al bello e dal dialogo tra il rappresentante della società prof. Giovanni Bruno e il Direttore del Dipartimento Bilancio dott. Angelosante Albanese, è venuto l’impegno per un cronoprogramma rapidissimo.
Entro domani mattina Condotte d’acqua presenterà la certificazione SOA e la Regione si è impegnata a rilasciare in pochissimi giorni la concessione. A quel punto, scontati i tempi di legge, potranno avviarsi i lavori per poi concludersi entro 36 mesi dall’avvio”.

Fondi edilizia sanitaria, Amati: “Assenza dirigenti comporta ancora nulla di fatto sui 515 milioni. Intervenga Emiliano per ricordare disciplina e onore”

“Niente di fatto oggi in Commissione per conoscere lo stato delle procedure sui 515 milioni di interventi di edilizia e tecnologia sanitaria, a causa dell’assenza, purtroppo congiunta, del direttore del Dipartimento salute e dei dirigenti delle relative sezione e servizio. Spero che il presidente della Giunta e l’assessore regionale ricordino alle strutture burocratiche che rientra nei loro doveri partecipare alle riunioni delle Commissioni e soprattutto svolgere il proprio dovere con disciplina e onore. La riunione è stata comunque aggiornata a lunedì prossimo”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Mi spiace dover intervenire ricordando i principi costituzionali e l’ordinamento regionale, ma la funzione neutrale di presidente mi obbliga a tutelare le prerogative dei consiglieri regionali e quindi stigmatizzare ogni attività che si ponga in contrasto con le loro prerogative.
L’argomento all’ordine del giorno della seduta odierna riguardava la chiusura dell’ultimo accordo stralcio per circa 246 milioni di euro e la conseguente possibilità di utilizzare le ulteriori risorse a disposizione pari a euro 270 milioni.
Siamo infatti nella fase in cui spetta alla Regione promuovere la sottoscrizione degli accordi con i progetti preliminari di fattibilità con il Ministero della salute a fare il suo in tempi altrettanti rapidi. E tutto questo affinché possano essere spese queste ingenti risorse, necessarie per modernizzare l’assistenza sanitaria in Puglia.
Gli interventi programmati, a valere sull’ultimo stralcio delle delibere CIPE 97 e 98/2008, per un ammontare di circa 246 milioni, riguardano l’acquisto degli arredi e attrezzature per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano e la riqualificazione degli ospedali San Paolo, Di Venere, Perrino, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII, Policlinico, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale Nord barese. Tutti questi interventi hanno bisogno della sottoscrizione di un accordo per poter partire.
Dalla sottoscrizione dell’accordo per l’ultimo stralcio, con una sorta di modalità prendi e raddoppia, deriverebbe la possibilità di avviare il procedimento per l’utilizzo degli ulteriori 270 milioni di euro deliberati dal Cipe il 24 luglio 2019, con la delibera n. 51. E su questo sarebbe certamente opportuno che alla luce dello stato di emergenza si modificassero un po’ le regole di autorizzazione alla spesa, semplificando e accelerando i procedimenti statali e regionali.
Ecco in cosa consiste l’importanza dell’argomento posto all’ordine del giorno della seduta odierna, soprattutto nel momento in cui si parla continuamente di Recovery fund, senza prestare l’attenzione che merita sulle risorse già disponibili e in attesa di essere programmate per la spesa”.

Pista aeroporto di Brindisi, Amati: “Lunedì mattina alle 11 partono i lavori. Sicurezza per voli e più ingressi di navi nel porto”

“Ci siamo. Cominceranno lunedì mattina, 22 febbraio alle ore 11, i lavori per la riqualificazione della pista dell’aeroporto di Brindisi. Confido molto nel lavoro e nella serietà della direzione lavori e dell’impresa appaltatrice, RTI Alò s.r.l. – Spina S.p.A – Siles s.r.l – Sintexcal S.p.A., per vedere concluse le attività nei tempi stabiliti, così da ottenere sicurezza nel volo e innalzamento del sentiero di discesa degli aeromobili, cioè il rimedio in grado di consentire l’ingresso nel porto delle grandi navi da crociera”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Ringrazio Aeroporti Puglia e tutti quelli che hanno lavorato per l’obiettivo: sono in tanti e impegnati a vario titolo nelle istituzioni e negli uffici tecnici.
Mi pare che con qualche parola in meno e qualche fatto in più si sarebbe potuto arrivare all’obiettivo con maggiore anticipo.
Ma è l’ora di guardare avanti, anche approfittando della minore consistenza del traffico aereo, causa Covid, così da agevolare le lavorazioni senza generare gravi disservizi.
Come per tutti i lavori che seguo, anche per questo farò sentire la mia presenza costante di controllo e incoraggiamento, magari aiutando nel caso dovesse sorgere qualche intoppo imprevisto così come spesso accade nel mondo del lavoro e nella vita.
La rilevanza dell’opera che si avvia, come più volte è stato detto, riguarda il potenziale di sicurezza e maggiore produttività che sarà in grado di generare, in via diretta sul traffico aereo e in via indiretta sul traffico portuale, considerata la quasi originalità brindisina di avere porto e aeroporto così strettamente connessi”.

Piano casa, Amati: “Demolire il Piano casa è condanna a morte della Puglia produttiva. Appello a Draghi, Franceschini e parlamentari”

“Mi appello a tutti i ministri del governo Draghi, in particolare a Dario Franceschini, e a tutti i parlamentari pugliesi. Demolire la legge sul ‘piano casa’ significa condannare a morte il settore produttivo edilizio, che assieme all’agricoltura sta mantenendo a galla la Puglia. Affermare che la mera proroga del piano casa sia incostituzionale per ottenere l’effetto di trascinare dinanzi al giudizio della Corte costituzionale punti diversi della legge approvati negli anni scorsi, mi sembra inammissibile dal lato processuale, infondato nel merito e comunque frutto di una forzatura della funzione tecnica di controllo sulle leggi regionali”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, commentando la richiesta d’impugnazione, avanzata dalla struttura burocratica del Mibact al Governo nazionale, dell’articolo 15 della legge regionale 30 dicembre 2020, n. 35, recante proroga dell’ambito temporale di validità, dal 31.12.2020 al 31.12.2021, della legge sul Piano casa.

“A scanso di ogni equivoco – spiega Amati – devo ribadire che in Puglia, come in qualunque regione italiana, non è possibile realizzare interventi edilizi in contrasto con le prescrizioni dei piani paesaggistici. E questo è, peraltro, apertamente ammesso nella stessa proposta d’impugnativa, per cui non si coglie in cosa consista il difetto di potere della Regione nel disporre la proroga che la struttura burocratica ministeriale ha sollevato. Ci sarebbe, anzi, da dire che sono proprio le norme tecniche del piano paesaggistico a consentire interventi edilizi che la legge regionale sul piano casa si preoccupa solo di richiamare e quindi rispettare; per fare un esempio, la giusta iniziativa avviata dal Comune di Bari per la riqualificazione della costa Sud, utilizzando sia il piano paesaggistico che la legge sul piano casa, addirittura inserita nelle richieste a valere sul Recovery. E mi fermo qui – sottolinea – per non accedere al metodo della dissipazione delle parole, che mi pare in contrasto con quello inaugurato dal governo Draghi”.

“La questione centrale – sostiene ancora il consigliere regionale – che dunque si pone con la richiesta d’impugnazione, consiste nel chiedersi se rientri o meno nelle competenze della Regione prorogare per un anno ancora il piano casa, sulla base di una norma statale eccezionale e di carattere temporaneo. La risposta è semplice e disarmante: si, almeno sino a quando sarà in vigore la legge statale che ha autorizzato il ricorso al piano casa, che come è noto non ha posto alcuna data di scadenza. Se il Governo volesse dunque eliminare lo strumento del piano casa, magari ritenendo che si tratti di uno strumento protrattosi sin troppo nel tempo, non ha che da compiere la scelta politica dell’abrogazione della norma statale che consente l’esistenza dei venti piani casa regionali, con la maggior parte di questi divenuti ormai strutturali, cioè validi senza alcun tempo di durata. Questo è il punto centrale della questione, che in ogni modo sto cercando di sottoporre ai ministri e ai parlamentari pugliesi”.

“Il governo scelga allora – conclude Amati – il da farsi sullo strumento del piano casa, ma non mi pare equo portare nell’aula della giustizia costituzionale un problema di valutazione politica, attinente invece alle leve di produzione per dare tenuta all’economia italiana e dunque pugliese”.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Siamo ai solai di copertura, quasi completato l’edificio principale”

“Manca poco al completamento della parte strutturale del nuovo ospedale Monopoli-Fasano; si lavora ai solai di copertura. Nel frattempo vanno avanti anche i lavori impiantistici, di posa delle murature esterne e si sta scegliendo il taglio della pietra per i rivestimenti esterni”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, sulla base dell’ultimo dossier redatto al 31 gennaio 2021.

“Notevoli progressi si registrano sulle opere strutturali: nel mese di gennaio sono state svolte le attività di getto della fondazione della pensilina d’ingresso nel blocco NH3, il getto della prima tesa (liv.0-1) e del solaio di copertura della Centrale Gas Medicali, il getto della III tesa (pilastri, setti e scale tra liv. 1e liv. 2) sui blocchi NH1, NH6, NH7, il getto dei solai del III impalcato (liv. 2) sui blocchi NH2, NH3, NH4, NH6 e NH7, il getto della IV tesa (pilastri, setti e scale tra liv. 2 e liv. 3) sui blocchi NH2, NH5, NH6 e NH7 e il getto del IV impalcato (liv.3 ovvero solaio di copertura) sui blocchi NH1, NH3 e NH7. È quindi in fase di completamento la struttura del nuovo ospedale. Dal punto di vista impiantistico invece, è sempre in corso di realizzazione l’impianto di protezione dai fulmini, la posa delle tubazioni di scarico nel piano terra e nei blocchi NH3, NH4, NH5, NH6 e NH7. Sono iniziate le attività di posa degli staffaggi sia al piano terra che ai blocchi NH1 e NH2. Inoltre continua l’attività di posa delle pareti esterne al piano interrato e al piano terra di tutti i blocchi e sono iniziate le pose delle guide necessarie per la realizzazione delle pareti interne, nei blocchi NH1 e NH2 al piano terra.
Alla chiusura del report di gennaio risultano pagati otto Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di € 14.830.046,16, pari al 18,59% dell’importo complessivo (73.263.878,28 euro)”.


Mock up rivestimenti esterni

 

 

Ristorazione all’Oncologico, Amati: “C’è qualcosa che non va nella gara d’appalto. Ho chiesto audizione”

“La vicenda è strana e merita un approfondimento. Ho l’impressione che sia stato assegnato, di fatto senza gara, il servizio di ristorazione collettiva ai pazienti dell’oncologico di Bari, per 2 milioni di euro. Si è estesa in buona sostanza all’IRCCS Giovanni Paolo II una gara dell’Asl di Bari, forzando gli effetti di una norma che consente le estensioni solo in caso di prestazioni identiche per tipologia e qualità, previa un’analisi puntuale e dettagliata sulla convenienza. Ho chiesto un’audizione in terza Commissione dei direttori generali dell’Asl di Bari e dell’IRCCS Giovanni Paolo II”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Il fatto è molto semplice e pone dubbi tanto con riferimento alla procedura di selezione che alla clausola sociale di transito degli operatori da un gestore del servizio all’altro.
La Asl di Bari bandiva una gara per ristorazione collettiva destinata ai pazienti dei suoi presidi, con la possibilità di estendere le stesse condizioni contrattuali in favore di altre aziende sanitarie della Puglia, fino a un massimo del 40% dell’importo di appalto. La gara era aggiudicata, con autorizzazione all’Oncologico Giovanni Paolo II di esercitare l’opzione di estensione del contratto per un importo, comprensivo di oneri, di circa 2 milioni di euro.
Insomma, c’è da capire in che modo sia stato utilizzato lo strumento molto residuale dell’estensione e con quali puntuali argomentazioni. Ciò è indispensabile, perché la norma estensiva, a mio parere di dubbia tenuta costituzionale e con ampie possibilità di essere disapplicata per contrasto con la direttiva europea appalti, comporta una forte contrazione del principio di competizione, risolvendosi in un affidamento senza gara.
A ciò si aggiunga, che occorre verificare se in forza di tale procedura non sia stata violata la normativa regionale sul transito del personale da un appaltatore all’altro, che mi pare un argomento altrettanto rilevante per valutare la convenienza sociale nell’utilizzo della modalità estensiva della gara dell’Asl di Bari in favore dell’IRCCS Giovanni Paolo II.
Sono certo che con l’audizione dei direttori generali interessati riusciremo a capire se vi è qualche dato di fatto o di diritto, che ancora mi sfugge, a convalidare la regolarità della procedura o se non vi sia la necessità di procedere all’annullamento della gara nella parte in cui consente l’estensione”.

Ospedale Ostuni, Amati: “È arrivato il momento di finanziare e completare l’ampliamento. Lunedì in Commissione”

“Credo sia arrivato il tempo per finanziare e terminare l’ampliamento dell’ospedale di Ostuni. Dai finanziamenti per l’accordo stralcio sulle delibere Cipe 97 e 98 del 2008 a quello della delibera 51 del 2019, c’è solo da decidere e far presto. Già da lunedì la Commissione che presiedo sarà al lavoro anche per questo obiettivo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.“È tutto nell’articolo 20 della legge 67 del 1988. Dalle ipotesi più semplici, cioè l’accordo stralcio da sottoscrivere al più presto per 246 milioni oppure i nuovi finanziamenti per 270 milioni, all’ipotesi con procedura molto più complessa, cioè i residui degli accordi di programma 2004 e 2007; in ogni caso mi pare che non ci sia più da indugiare sul completamento della nuova ala dell’ospedale di Ostuni.

Si tratta di un’innovazione strutturale di notevole importanza per il bacino epidemiologico Carovigno-Polignano a mare, perché in grado di sopperire ad esigenze acute di media-bassa complessità, che diversamente andrebbero a interferire con le attività tempo-dipendenti e di media-alta complessità degli ospedali di I e II livello.  Negli ultimi mesi ho dedicato particolare attenzione alla ristrutturazione di diversi reparti dell’ospedale di Ostuni, superando anche numerose incomprensioni, sentendomi spesso ripetere la domanda sul completamento dell’ampliamento.

Non ho mai dato riposte perché preferisco parlare quando c’è una minima possibilità di lavorare concretamente a un obiettivo, anche perché la storia amministrativa è costellata da dichiarazioni improvvisate.

Ora credo sia arrivato il tempo giusto per raggiungere l’obiettivo, così da terminare al più presto i lavori e dunque dislocare al meglio il pronto soccorso, il reparto di medicina e i numerosi ambulatori di cui il presidio di Ostuni ha bisogno”.