Liste d’attesa, Amati: “Ottima iniziativa di Decaro e pieno sostegno. L’attesa si combatte bruciando barbe e parrucche. Quanto costò in passato dire le stesse cose”

Comunicato stampa del consigliere regionale Fabiano Amati.

“Non ho ancora letto il provvedimento del presidente Decaro per ridurre le liste d’attesa in sanità, ma dai titoli mi pare che vada a toccare i punti più scoperti e senza girarci attorno, perché solo con la lampada della verità si riesce a bruciare barbe e parrucche, come ho avuto modo di sperimentare, in termini di costi politici, con una vecchia proposta di legge bocciata e che, con parole diverse, diceva le stesse cose. Pieno sostegno, dunque, ad Antonio Decaro, nel percorso difficile e pieno d’insidie, resistenze e ostacoli che ha deciso giustamente d’intraprendere, mettendosi dalla parte dei malati in attesa e della loro speranza di salute,Prestazioni a pagamento. Questo argomento è uno dei punti focali del problema. La legge statale e il contratto dei medici affermano che i tempi d’attesa tra attività istituzionale e attività a pagamento devono essere allineati, a parità – ovviamente – di ore lavorate, personale impiegato e numero di prestazioni richieste. E, nel rispetto di questi criteri, moltissime unità operative non risultano allineate, da sempre, nei tempi d’attesa.Il punto è che, in caso di disallineamento, non c’è sanzione. In Emilia-Romagna adottarono anni fa, con un certo successo, la sanzione della sospensione dell’attività a pagamento se i tempi d’attesa non fossero stati allineati. La mia vecchia proposta di legge, quella purtroppo bocciata nella scorsa legislatura con voto bipartisan, lo prevedeva. Non so che tipo di sanzioni abbia intenzione di scegliere Decaro; in ogni caso è certamente necessario che vi siano sanzioni, quali che siano, poiché non esiste nessuna disposizione che può dirsi pienamente effettiva se non si è in grado di capire cosa succede in caso di mancato rispetto.

Ma come si fa a capire se i tempi d’attesa sono disallineati o meno? Basta chiederlo a InnovaPuglia e all’ottimo Andrea Iacobbe, che da anni – meritoriamente – si occupa di questo argomento, sfornando tabelle aggiornatissime sugli incredibili disallineamenti, che potrebbero essere già in questo momento fonte di sanzioni in tempo reale.

Se si chiede, infatti, alle ASL notizie sull’argomento delle prestazioni a pagamento, ci si ritroverà sempre all’interno di un labirinto: notizie scarne sui disallineamenti per carente o assente monitoraggio; autorizzazioni arbitrarie per ALPI allargata; extramoenia concessa ai direttori delle unità operative nonostante i divieti della normativa regionale (art. 10 del regolamento regionale n. 24 del 2013, pienamente vigente anche al cospetto dei principi fissati dalla Corte costituzionale con sentenza n. 181 del 2006); ore di specialistica ambulatoriale concesse in eccesso per specialità con minore richiesta di prestazioni; specialisti ambulatoriali che, nonostante i divieti del contratto collettivo, operano imperturbabili nei centri diagnostici accreditati e convenzionati, utilizzando gli incarichi delle ASL solo per allargare la reputazione.

Agende dedicate. Questo strumento dovrebbe essere assicurato ai malati oncologici, rari o cronici, ossia ai più esposti ai rischi da lunga attesa. Per cui le visite e le prestazioni di controllo, quelle da eseguirsi in tempi prefissati, non si dovrebbero prenotare al CUP ma attraverso lo stesso specialista all’atto del congedo per l’ultimo follow-up, anche utilizzando il CUP unico regionale e non solo le unità operative di diagnostica dello stesso presidio o della stessa azienda sanitaria. In questi anni le ASL non hanno mai attivato le agende dedicate con le caratteristiche più appropriate, limitandosi a episodici tentativi a valenza di presidio.

CUP unico regionale. Il sistema tecnologico attuale sarebbe già in grado di assicurare questa possibilità, attraverso il cosiddetto “orchestratore”: il problema è che, se all’orchestra non si fornisce lo spartito, non c’è speranza che suoni. E in questi anni le ASL non hanno mai fornito le agende con congrua estensione – come accertato più volte dalla I Commissione consiliare – per cui il CUP unico non ha mai assicurato la piena funzionalità”.

Genoma Puglia, Amati: “Solo altri 4 casi al mondo. In Puglia diagnosticata a 20 giorni dalla nascita una terribile malattia rarissima, curabile se accertata tempestivamente”

“Nell’ambito del Programma Genoma Puglia è stata diagnosticata, a soli venti giorni dalla nascita, una malattia neurometabolica rarissima, con solo altri quattro casi al mondo – su sessanta descritti sinora – con la stessa variante generica: la distonia dopa-sensibile da deficit di sepiapterina reduttasi. È uno di quei casi che spiegano, senza bisogno di enfasi, perché la prevenzione precoce non sia un lusso tecnologico, ma una scelta di salute e civiltà”.

Lo dichiara Fabiano Amati, consigliere e assessore regionale al Bilancio, promotore della legge regionale pugliese sullo screeening genomico (Programma Genoma) esteso a tutti i neonati pugliesi.

“La patologia è causata da alterazioni del gene SPR, essenziale per la produzione di neurotrasmettitori fondamentali come dopamina e serotonina. Nella forma più severa, come quella diagnosticata dal Laboratorio di genetica dell’ospedale Di Venere di Bari diretto da Mattia Gentile, la malattia insorge nei primissimi mesi di vita con un quadro clinico gravissimo: ritardo psicomotorio profondo, ipotonia, spasticità o distonia degli arti.
Lo spettro dei sintomi, tuttavia, può essere molto più ampio: disabilità intellettiva, disturbi del sistema nervoso autonomo, segni parkinsoniani, alterazioni endocrine e disturbi del sonno.
È evidente che attendere la comparsa dei sintomi significherebbe arrivare tardi, quando il danno neurologico è già in parte irreversibile.
La vera svolta è che per questa malattia esiste una terapia farmacologica efficace, basata su L-dopa, carbidopa e 5-idrossitriptofano, in grado di migliorare in modo significativo il quadro clinico, fino in alcuni casi alla completa risoluzione dei sintomi. Ma l’efficacia del trattamento – avviato dal reparto malattie metaboliche dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari e dalla dirigente medico Albina Tummolo – dipende in modo decisivo dalla precocità della somministrazione, idealmente prima ancora che la malattia si manifesti.
Questo caso racconta meglio di qualsiasi dibattito astratto perché la Puglia ha scelto di attivare il Programma Genoma, unici al mondo nell’ambito della sanità pubblica e per tutti i neonati.
Il Programma Genoma non serve per accumulare dati di studio, ma per giocare d’anticipo sui sintomi della malattia, ridurre la sofferenza, evitare disabilità gravi e trasformare la sanità pubblica da sistema che ripara i danni a sistema che previene il danno”.

Genoma Puglia – Amati: “Brasile chiama Puglia per collaborazione ufficiale e noi la offriamo con gioia. Riconosciuto modello pugliese come standard internazionale d’avanguardia”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

«Il Brasile ha chiesto di collaborare ufficialmente con la Puglia sullo screening genomico neonatale, il programma Genoma-Puglia. E noi siamo lieti di offrire la nostra collaborazione e di ricevere altrettanta collaborazione, per confrontare le rispettive esperienze scientifiche, diagnostiche e terapeutiche.
Stiamo osservando l’imprevedibile e pure l’imponderabile: un’iniziativa legislativa del Consiglio regionale, realizzata attraverso la magistrale consulenza di Mattia Gentile e l’esecuzione del suo meraviglioso staff del Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere di Bari, ci ha prima garantito di salvare i nostri bambini con la diagnosi precoce dalle malattie per cui disponiamo di terapie, poi di proiettarci ai vertici del mondo per innovazione e lungimiranza, e ora a rappresentare, di fatto e nel mondo, un’eccellente pratica italiana.
Insomma, non è da tutti i giorni osservare un Paese da circa 214 milioni di abitanti come il Brasile, che chiede la collaborazione a una Regione di circa 4 milioni di abitanti come la Puglia, su un programma sanitario salvavita e accordato con il futuro.
La richiesta di collaborazione è stata formalizzata con una lettera della Fundação Oswaldo Cruz (Fiocruz) – la maggiore istituzione scientifica e di sanità pubblica dell’America Latina – che ha riconosciuto Genoma Puglia come modello internazionale e ha proposto una partnership strutturata per sviluppare analoghi programmi nel sistema sanitario brasiliano.
Fiocruz, attraverso il direttore del Centro per la Sanità Pubblica di Precisione, Fabio Passetti, ha scritto che il nostro lavoro rappresenta “un punto di riferimento mondiale per innovazione, accessibilità e integrazione della genomica nella sanità pubblica”, arrivando a definire la Puglia come “benchmark internazionale nella costruzione di programmi di genomica su larga scala”.
La proposta riguarda una collaborazione diretta con i loro due programmi nazionali – Genomas SUS, promosso dal Ministero della Salute del Brasile, e NAPI-SPP, operativo nello Stato del Paraná – entrambi orientati a integrare il sequenziamento genomico nei percorsi clinici dei neonati e dei pazienti critici.
Si tratta di un riconoscimento straordinario all’Italia per mezzo della Puglia, finalizzato a introdurre lo screening genomico neonatale nel sistema brasiliano di sanità pubblica. E il tutto non nell’ambito di progetti pilota o sperimentazioni, ma con un servizio strutturale e garantito a tutti i neonati, come in Puglia, così da farsi apripista anche nei confronti degli altri Stati, compresa l’Italia, per costruire standard nazionali e raggiungere condizioni di uguaglianza tra i cittadini.
Speriamo che la collaborazione possa consolidare un’alleanza internazionale che, sulla base dell’esperienza di Genoma Puglia, aumenti la produzione scientifica nazionale e consenta all’Italia di guidare la definizione dei protocolli globali dello screening genomico.
Insomma, mentre da noi, in Italia, si continua a discutere se queste innovazioni siano “troppo avanti”, il resto del mondo ci chiede di collaborare e magari farsi suggerire qualcosa da noi. È la conferma che la strada è giusta: salvare il prima possibile i bambini dalla malattia e dalla morte, senza perdere tempo con esitazioni burocratiche o lotte di potere.
Il Programma Genoma Puglia, nato come legge regionale e divenuto operazione scientifica quotidiana, garantisce oggi il sequenziamento genomico su un pannello di 407 geni a tutti i neonati pugliesi, consentendo di diagnosticare o identificare oltre 480 malattie trattabili con terapie o interventi precoci. Il test viene eseguito nei primissimi giorni di vita con il semplice prelievo di una goccia di sangue e permette di attivare percorsi clinici e terapeutici spesso decisivi per cambiare la storia della malattia o salvare la vita. Avviato come attività strutturale nell’aprile 2025, ha analizzato 16.000 bambini – comprendendo la fase di sperimentazione precedente (giugno-novembre 2024) – diagnosticando precocemente decine di condizioni patogenetiche, avviandole al trattamento e offrendo ai parenti dei bambini spunti utili per una consulenza genetica.
Si ricorda che Fiocruz non è un’istituzione qualsiasi. Fondata il 25 maggio 1900, nata come Istituto Terapeutico del Siero per produrre vaccini e sieri contro la peste, si è trasformata sotto la guida di Oswaldo Cruz in uno dei pilastri della sanità pubblica mondiale. Da allora ha guidato campagne storiche contro peste, febbre gialla e vaiolo, contribuito alla nascita del Dipartimento Nazionale di Sanità Pubblica e superato periodi difficili, come il “Massacro di Manguinhos” durante la dittatura militare. Negli anni ’80 ha ritrovato piena vitalità scientifica, arrivando a isolare per la prima volta l’HIV in America Latina e, nel XXI secolo, a decodificare il genoma del batterio BCG usato come vaccino contro la tubercolosi. Oggi Fiocruz rimane, solida e autorevole, la più prestigiosa istituzione di ricerca biomedica dell’America Latina. Anche per questo, la richiesta di collaborazione rivolta alla Puglia assume un significato a dir poco rilevante.»

Programma Genoma, Amati: “Diagnosticati due neonati con rischio tumore all’occhio. Saranno controllati, curati e non perderanno la vista o la vita. Ecco cosa significa primi al mondo”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

«Due neonati pugliesi hanno ricevuto nelle ultime ore la diagnosi di rischio al retinoblastoma, un tumore dell’occhio, nell’ambito del Programma Genoma. Insomma, ancora prima di aprire davvero gli occhi sul mondo, hanno già avuto salva la vista e con essa la vita.
Grazie al Programma Genoma-Puglia e al lavoro del Laboratorio di Genetica medica dell’ospedale Di Venere di Bari, è stata individuata nei due neonati la mutazione del gene RB1, responsabile del tumore oculare più frequente dell’infanzia. Questa diagnosi, ottenuta nei primi giorni di vita, permetterà un immediato percorso clinico, così da consentire ai due bambini di essere controllati ed eventualmente curati in tempo, evitando di intervenire quando il tumore si manifesta e magari nelle forme più avanzate della malattia: niente dolore, niente asportazione dell’occhio e niente rischio di metastasi. In altre parole: il controllo continuo e le cure tempestive evitano la perdita della vista e della vita.
È esattamente questo il significato di essere primi al mondo nel portare la genomica all’interno della sanità pubblica e dello screening neonatale: scoprire prima che il tumore si manifesti, prima dei sintomi, prima delle foto con la pupilla bianca, prima dello strabismo, prima che sia troppo tardi. Una diagnosi di mesi o anni in anticipo.
Il retinoblastoma, se diagnosticato tardi, costringe spesso a interventi radicali come l’enucleazione dell’occhio e chemio pesanti. Con la diagnosi precoce, invece, si può ricorrere alle terapie conservative più moderne, che permettono di salvare l’occhio e preservare la visione, con una sopravvivenza quasi pari al 100%.
Ecco la differenza tra un sistema sanitario che intercetta e uno che rincorre. Oggi il Genoma-Puglia consente di conoscere in tempo reale il rischio di centinaia di malattie rare, ereditarie o tumorali, con un beneficio diretto per i bambini e un valore enorme per la medicina preventiva: più diagnosi precoci, meno dolore, meno disabilità, meno costi futuri e più vita salvata.
Per questo bisogna continuare a investire nella genomica come servizio irrinunciabile della sanità regionale. L’obiettivo non è fare record, ma proteggere le persone e dare al Paese un esempio concreto: quando la scienza si applica bene, salva la vista, la vita e la dignità dei nostri bambini. Ringrazio come sempre Mattia Gentile e i suoi meravigliosi collaboratori, nella speranza di poter ringraziare al più presto i medici che prenderanno in carico i due bambini, possibilmente operanti in una struttura pubblica pugliese, perché il Programma Genoma ha anche l’effetto di esigere una più ampia offerta di cura, specializzando i nostri ottimi professionisti e riducendo a zero i disagi e i costi dei viaggi della speranza».

SMA, Amati: “Diagnosticato il 13° caso a quattro giorni dalla nascita. Lo screening si conferma salva vita. Che gioia!”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Diagnosticato il tredicesimo caso di SMA a quattro giorni dalla nascita, nell’ambito dello screening obbligatorio attivo dal dicembre 2021. Lo screening obbligatorio si rivela salva vita. Che gioia!
Si tratta di un caso di malattia con tre copie del gene SMN2 (nella diagnosi clinica del passato si sarebbe detto SMA2) e, per la seconda volta nella storia dello screening obbligatorio, sarà trattato con la terapia genica, se il test anticorpale sul vettore virale sarà negativo.
Ad oggi, ossia da quando è cominciato lo screening obbligatorio, sono stati esaminati 100.740 bambini nati in Puglia, praticamente tutti, e oltre ai casi individuati con lo screening nessun altro bambino ha ricevuto la diagnosi in fase sintomatica, cioè quando sarebbe un po’ troppo tardi. Questo significa che la rete dello screening obbligatorio è a maglie strettissime e non sfugge nessuno.
Ringrazio ancora una volta il direttore del Laboratorio di Genetica del Di Venere di Bari, Mattia Gentile, e il suo staff; i componenti dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, con il dirigente Delio Gagliardi; la Farmacia Ospedaliera dell’A.O.U. Policlinico – Giovanni XXIII, con lo staff di Galenica coordinato da Anna Rita Gasbarro, e l’Area amministrativa dedicata.”

SMA – ELENCO DEI CASI DIAGNOSTICATI

Caso 1 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 4 aprile 2022; data di diagnosi 11 aprile 2022; data somministrazione terapia genica 27 aprile 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e cammina. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 2 – SMA con tre copie di SMN2. Data di nascita 10 giugno 2022; data di diagnosi 17 giugno 2022; data avvio terapia non genica 1 luglio 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e cammina. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 3 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 29 ottobre 2022; data di diagnosi 7 novembre 2022; data somministrazione terapia genica 18 novembre 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e deambula autonomamente. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 4 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 31 maggio 2023; data di diagnosi 7 giugno 2023; data somministrazione terapia genica 16 giugno 2023 (dopo 16 giorni dalla nascita e 9 giorni dalla diagnosi). Ad oggi deambula autonomamente con qualche incertezza. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 5 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 6 ottobre 2023; data di diagnosi 12 ottobre 2023 (dopo 6 giorni dalla nascita); data somministrazione terapia genica 19 ottobre 2023. Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età. Deambula autonomamente. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 6 – SMA con quattro copie di SMN2. Data di nascita 17 ottobre 2023; data di diagnosi 24 ottobre 2023; data avvio terapia non genica 6 novembre 2023. Ad oggi deambula autonomamente. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 7 – SMA con tre copie di SMN2. Data di nascita 28 novembre 2023; data di diagnosi 6 dicembre 2023; data avvio terapia non genica 13 dicembre 2023. Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età. Tiene la stazione eretta autonomamente. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 8 – SMA con tre copie di SMN2. Bambino di 6 anni, fratello maggiore di un bimbo intercettato (caso 7) con lo stesso difetto genetico, che non aveva ancora sviluppato la malattia (3 copie di SMN2 con variante benigna). Diagnosticato il 15 febbraio 2024 grazie al counseling genetico fatto sulla famiglia. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 9 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 30 marzo 2024; data diagnosi 4 aprile 2024; data terapia genica 12 aprile 2024. Ad oggi deambula con appoggio. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 10 – SMA con quattro copie di SMN2. Data di nascita 4 agosto 2024; data diagnosi 9 agosto 2024; nessuna terapia, strategia “wait and see”. Sviluppo psicomotorio normale. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 11 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 17 aprile 2025; data diagnosi 23 aprile 2025; data avvio terapia non genica 26 aprile 2025; terapia genica il 26 maggio 2025. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up. Allo stato la crescita è coerente.

Caso 12 – SMA con tre copie di SMN2. Data di nascita 26 giugno 2025; data diagnosi 1 luglio 2025; terapia genica l’8 luglio 2025. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up. Allo stato la crescita è coerente.

Caso 13 – SMA con tre copie di SMN2. Data di nascita 24 ottobre 2025; data diagnosi 28 ottobre 2025; in attesa della somministrazione della terapia genica. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

BAMBINO PALESTINESE
Diagnosi clinica di SMA1 a 5 mesi in Cisgiordania. Trattato con Risdiplam.
All’età di 11 mesi arrivava in Italia, reggendo il capo con difficoltà e in maniera incostante. Trattato con terapia genica l’11 aprile 2024. Attualmente tiene la posizione seduta in autonomia. Gestito in Puglia, presso il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

ADI Brindisi, Amati: “Regione chiede chiarimenti su tutto: costi, farmaci, auto, telemedicina. La trasparenza è un dovere.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati

«La Regione ha chiesto alla ASL di Brindisi di chiarire ogni aspetto della gestione dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): dai farmaci ai dispositivi, dai costi complessivi all’uso delle auto aziendali, dai sistemi di telemedicina alla privacy dei pazienti.
Una richiesta completa e dettagliata, che arriva a conferma del dovere di verifica che incombe sulla Pubblica amministrazione, a dispetto di ogni polemica strumentale e politicizzata posta in essere dagli amministratori della cooperativa San Bernardo.
La nota regionale, in riscontro alla prima relazione inviata dalla ASL, amplia il fronte degli approfondimenti e chiede di esibire varia documentazione:
il protocollo operativo sulla fornitura diretta di farmaci e materiali sanitari ai pazienti ADI;
una relazione sulle modalità di acquisizione e la rendicontazione dei costi sostenuti negli anni;
chiarimenti sull’identità del Responsabile della Collaborazione Gestionale (RE.CO.GE.);
precisazioni sulle autorizzazioni sanitarie relative alle attività svolte; la ripartizione del contratto triennale 2022-2025 da 30 milioni di euro, con copia integrale dell’accordo;
spiegazioni sull’uso del parco auto aziendale, cresciuto a oltre 100 vetture rispetto alle 12 previste dal progetto originario, per capire chi ne sostiene i costi e con quale titolo; il modello di approvvigionamento e dispensazione di farmaci e materiali di consumo, con analisi dei costi e delle modalità prescrittive;
le condizioni di utilizzo dei dispositivi ASL per il telemonitoraggio, comprese le eventuali spese a carico del SSR;
le garanzie sul trattamento dei dati personali nei sistemi di telemedicina; copia delle fatture mensili emesse;
il dettaglio dei servizi “migliorativi” dichiarati, per verificare se si tratti effettivamente di prestazioni comprese nei LEA o di attività aggiuntive a carico della spesa pubblica.
Inoltre, la Regione ha chiesto un quadro riepilogativo dei dati economici per ogni anno di attività, distinguendo tra importi riconosciuti e oneri a carico del SSR, e l’elenco del personale impiegato con i relativi profili professionali.
Con la stessa nota, la Regione ha invitato la ASL di Brindisi ad attendere le determinazioni regionali prima di assumere qualsiasi iniziativa utile a fronteggiare la prossima scadenza del contratto, prevista per il 30 novembre.
È un’operazione verità, doverosa e indispensabile per capire se la gestione dell’ADI – servizio delicatissimo e vitale – sia davvero efficiente, equa e conforme alle regole del buon uso del denaro pubblico.
Io credo che la trasparenza non sia un fastidio, ma un obbligo.
E credo anche che il diritto alla cura non possa convivere con eventuali opacità o silenzi amministrativi, che in ogni caso spero non siano riscontrati.
Chi gestisce fondi pubblici deve essere il primo a pretendere i controlli, perché è così che si tutela il lavoro onesto e si restituisce fiducia ai cittadini.
Non è un atto contro qualcuno, ma un atto per la verità, per i lavoratori e per i pazienti.
La legalità non è un sospetto, ma la condizione minima per chiamarsi Pubblica amministrazione.
Ringrazio, per puntualità e senso del dovere, il direttore del Dipartimento Vito Montanaro, i dirigenti Mauro Nicastro e Antonella Caroli, e la funzionaria Isabella Cavallo.”

ADI BR, Amati: “E ci risiamo. San Bernardo diffama attività di verifica e legalità. I dipendenti stiano tranquilli: la PA è con loro e se serve userà la scopa.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“E ci risiamo. Stesso copione, come nel caso di Ceglie Messapica. La cooperativa San Bernardo ha inviato il 13 ottobre scorso, a tutti gli operatori, una lettera diffamatoria nei confronti della pubblica amministrazione e delle sue iniziative di verifica e controllo sull’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) nella ASL di Brindisi. Il tono diffamatorio consiste nel considerare l’attività della PA come iniziativa pre-elettorale e addirittura polemica, magari rispetto a notizie giornalistiche — da verificare — su assunzioni o favoritismi riferibili alle famiglie degli amministratori o a politici della provincia. E se si rivelasse vero, bisognerebbe usare scope grosse per fare pulizia.
Ma vorrei dire: da quando le verifiche di legalità dei procedimenti e le valutazioni circa la convenienza della gestione diretta possono essere chiamate iniziative pre-elettorali e polemiche? Il fatto che ci troviamo in periodo elettorale e che la scadenza del contratto ricorra il 30 novembre prossimo, quindi in coincidenza con le elezioni, dovrebbe forse farci astenere da ogni iniziativa amministrativa doverosa? Il periodo elettorale sospende il rispetto delle leggi sui procedimenti? Ma questo punto di vista bizzarro come si concilia con il principio di legalità formale?
Invito la cooperativa San Bernardo, dunque, a non introdursi surrettiziamente nel dibattito politico-elettorale, ricordando il proprio ruolo di incaricato di pubblico servizio sino al 30 novembre, senza usare comunicazioni dal tono difensivo e fuorviante, che mirano a condizionare l’opinione dei lavoratori dell’ADI della ASL di Brindisi, magari spaventandoli, e a screditare l’attività di verifica e trasparenza condotta dalla pubblica amministrazione.
È un messaggio grave, perché cerca di confondere l’azione di legalità con la propaganda e di spostare l’attenzione dalle domande vere: quanto costa il servizio? È conforme alla legge? È più conveniente rispetto alla gestione diretta pubblica?
Agli operatori mi sento di suggerire serenità, perché le attività in corso sono proprio dirette a valorizzare le loro professionalità, magari all’interno dell’organizzazione sanitaria pubblica, migliorando il servizio. La pubblica amministrazione è con loro, anche qualora si dovesse scoprire che qualche suo ramo non ha agito con linearità. La PA e le leggi sono dalla parte di chi lavora ogni giorno nelle case dei pazienti, garantendo assistenza e professionalità. Le verifiche non sono contro i lavoratori, ma a tutela loro e dei cittadini che pagano le tasse. Le verifiche sono infatti un dovere e non un’opinione. E la trasparenza non è mai un’offesa, ma la condizione stessa di chi lavora per lo Stato. Sarebbe bene che la cooperativa ricordasse questo principio elementare, invece di confondere il rispetto delle regole con la ‘polemica elettorale’.
Io continuerò a fare quello che è giusto: verificare, controllare e, se necessario, proporre l’internalizzazione del servizio, perché quando la gestione pubblica è più efficiente e meno costosa, è doveroso scegliere quella via. Senza insulti, senza intimidazioni, ma con la schiena dritta.”

RSA Ostuni, Amati: “In 9 aspettano assunzione dal 15 ottobre. Gli impegni si mantengono. Entro domani si risolva o farò a modo mio”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Alla RSA di Ostuni ci sono nove persone che aspettano l’assunzione da Sanitàservice dal 15 ottobre, come previsto dagli accordi. Si tratta del personale non sanitario destinato ai servizi di ausiliariato e portierato, indispensabile per il funzionamento ordinario della struttura.
Non è tollerabile che, dopo la conclusione positiva del percorso di internalizzazione e l’impegno assunto pubblicamente, ci siano ancora lavoratori sospesi nell’incertezza. Gli impegni si prendono per essere mantenuti, e non per rimandarli o dimenticarli. Almeno per come intendo io la Pubblica amministrazione.
Ho chiesto quindi che entro domani la questione sia risolta, con la firma dei contratti e la presa di servizio di tutto il personale, altrimenti farò a modo mio e nessuno si dispiaccia.
La coerenza tra parole e fatti è la prima condizione di credibilità per la gestione pubblica di una struttura, e sulla RSA di Ostuni non ammetteremo né ritardi né balbettii.

ADI Brindisi – Amati: “ASL cincischia su rilascio contratti con San Bernardo, violando legge sull’accesso dei consiglieri. C’è qualcosa da nascondere?”

Comunicato stampa dell’assessore e consigliere regionale Fabiano Amati

“Ho chiesto al DG e alla dirigente Patrimonio della ASL BR – De Nuccio e Cinà – il rilascio immediato di copia dei contratti, anche quelli scaduti, tra la ASL di Brindisi e la cooperativa San Bernardo, gestore dell’assistenza domiciliare (ADI), compresi tutti gli eventuali atti di costituzione dell’associazione in partecipazione tra ASL e cooperativa e ogni documento riferibile al rapporto associativo e negoziale.
La legge regionale e lo Statuto prevedono che l’accesso dei consiglieri regionali agli atti amministrativi sia immediato e senza alcuna istruttoria, obbligando il richiedente al solo uso istituzionale dei documenti.
Eppure, la ASL di Brindisi cincischia nelle comunicazioni interlocutorie, anche per le vie brevi, come se l’accesso fosse una gentile concessione e non un preciso obbligo di legge.
Questo comportamento rappresenta una violazione palese dei diritti dei consiglieri regionali e dei principi di trasparenza amministrativa.
Mi chiedo: c’è forse qualcosa da nascondere nel rapporto tra la ASL e la cooperativa San Bernardo? Spero proprio di no!
La legge è chiara: gli atti devono essere rilasciati subito, senza passaggi istruttori o filtri burocratici.
Ogni ulteriore ritardo costituisce non solo una scorrettezza istituzionale, ma anche un ostacolo all’esercizio delle funzioni di controllo politico e amministrativo previste dallo Statuto della Regione Puglia.
Resto in attesa che la Direzione Generale e la dirigente competente ottemperino all’obbligo immediato di rilascio, sgomberando il campo da ogni ragionevole sospetto, nel rispetto delle norme e della trasparenza dovuta ai cittadini.
E se nel giro di qualche ora non dovessi ottenere la documentazione richiesta, farò tutto quello che l’ordinamento consente, anche nelle forme più rigorose, poiché il mio datore di lavoro, la pubblica amministrazione, è molto esigente e non ammette balbettii.”

Mi candido… ancora da qui, dall’ufficio di strada, quello di ogni giorno. E voi condividetelo e fatelo sapere

Mi candido… ancora da qui, dall’ufficio di strada, quello di ogni giorno.
E voi condividetelo e fatelo sapere.

Mi candido nella lista blu di Antonio Decaro, “Per la Puglia con Decaro”.
“Chi ha fatto, farà!”
Sembra un proverbio e un po’ lo è. Detto un po’ più lungo significa che “quando hai da far fare qualcosa a qualcuno, falla fare a chi ha già tanto da fare”.

Come sono passati questi cinque anni? Li abbiamo vissuti assieme; vi ho tenuto sempre aggiornati, a volte in maniera esuberante e a ogni ora del giorno e, a volte, della notte.
Li abbiamo passati stando lontano dalla retorica di chi dice tanto senza dire niente, occupandoci di cose molto concrete e prendendo sempre posizioni chiare e nette. E quando una posizione era utile ma scomoda, e faceva pure perdere voti, ci ricordavamo sempre che le cose non valgono per quanto rendono ma per quanto costano e che, siccome i voti sono come i soldi, il risultato è che non si possono portare al cimitero.

“Chi ha fatto, farà!”
Cosa abbiamo fatto? Innanzitutto abbiamo lottato affinché trionfasse la vita nelle leggi, negli atti amministrativi e quindi nella realtà. Il trionfo della vita, attraverso decisioni accoglienti per i suggerimenti provenienti dalla scienza.
Sì, il trionfo della vita. E non è retorica ma cronaca.
A cominciare dai 12 bambini malati di SMA che oggi sarebbero morti o gravemente disabili e invece crescono in modo coerente e fanno le capriole. E da quella esperienza, generata dal dramma di Melissa, cominciò un’attività di riforma, attraverso numerose leggi culminate nel programma Genoma-Puglia, che ad oggi ha dato a decine di bambini la possibilità di sapere in anticipo di malattie gravi per ricevere le cure migliori o i più idonei monitoraggi. E tra qualche giorno, a Londra, avremo la possibilità di sentirci dire dal mondo che siamo i primi al mondo.

“Chi ha fatto, farà!”
Ci siamo occupati di tante cose, con risultati concreti. Se guardate questa pagina o cercate su internet, troverete un grande elenco di cose fatte a mia firma.
Innanzitutto la più grande opera compiuta sinora di edilizia sanitaria: il nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Un ospedale regionale avanzatissimo e, aggiungo, “bellissimo”, alla condizione che a nessuno venga il desiderio di ammalarsi per andarlo a visitare. Su questo argomento non ho molto da aggiungere: ne ho parlato così tanto che voi sapete meglio di me com’è andata, quanto lo abbiamo sperato e quanto siamo tutti soddisfatti, compresi i nostri amici “profeti di sventura”.
E poi le leggi sulla lotta alla bronchiolite, al papilloma virus, ai tumori al seno (BRCA1 e 2) e al colon, alla SLA di origine genetica (SOD1 e 2), ai tumori del sangue con tecnologia CAR-T (ospedale Perrino centro trapianti), al diabete di tipo 1, alla celiachia e all’epatite C; le leggi sul diritto alle cure odontoiatriche per i disabili, sulla raccolta del sangue cordonale (emendamento Cloe), sul modo per alleviare uno dei più terribili rumori cerebrali (caschetto Optune); le leggi e gli atti amministrativi per far tornare pubblico il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica (legge Mattia, eseguita in una battaglia quasi solitaria, con annesse denunce, contro la prepotenza della Fondazione San Raffaele della famiglia Angelucci) e la RSA di Ostuni, per realizzare il DH di oncoematologia del Perrino di Brindisi (lavori in corso e si sappia che ad oggi i malati vengono assistiti in un luogo impresentabile), per avviare il Centro malattie neuromuscolari e per far diventare eccellente l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII.

“Chi ha fatto, farà!”
Prima di tutto la salute, ma non mi sono occupato solo di salute.
Vi prego di pensare alla grande rivoluzione industriale in corso: l’intelligenza artificiale. In pochi mesi abbiamo messo in cantiere modelli di IA per la gestione del bollo auto e del bilancio regionale, e stiamo progettando un modello per gestire le gare d’appalto e seguire le donne in gravidanza. Ma questo è solo l’antipasto. Verrà un tempo (a brevissima scadenza) in cui tutto sarà IA.
E poi il Piano casa (quante polemiche inutili e insensate contro un settore ad altissima densità di posti di lavoro), l’esecuzione della legge “Amati” sugli estendimenti delle reti idriche (compreso il diritto degli abitanti delle contrade di Brindisi a vivere nell’igiene e nella dignità) e i contributi a tutte le gare podistiche pugliesi (le gloriose associazioni di questo mondo non avevano mai avuto aiuti).

“Chi ha fatto, farà!”
Certo, i temi di merito, concreti, prima di tutto. Ma anche il modo di fare politica ha la sua importanza.
Mi candido perché, dopo aver sentito le parole vuote del “vecchio” e del “nuovo”, ciò che vale è che “Chi ha fatto, farà!”
Certo, per decidere in quale lista sarei stato candidato ci hanno messo tempo e, alla fine il PD, come al solito, ha deciso di escludermi perché “sedotto” da una soluzione utile ad accodarsi (ahinoi!) all’ennesimo “sistema di potere” che tra breve occorrerà “smantellare”. Ricordatevi queste parole, mettetele a verbale e nei prossimi mesi emergeranno i nomi di chi ha provato a evitare questo prevedibile epilogo — e sono tanti — e chi lo ha invece assecondato.
In queste elezioni proverò a portarmi avanti con il lavoro di “smantellamento”, chiedendo di preferirmi a tutti i cittadini della provincia di Brindisi, compresi i dirigenti e i militanti politici fuori dai “giochi” (e nel PD, come negli altri partiti, ce ne sono); di preferirmi per continuare a fare ancora meglio le cose che abbiamo fatto e per arginare un’idea di politica fatta di negoziati (“io ti do, tu mi dai o mi darai”), di incarichi, di consulenze, di affidamenti di servizi a privati compiacenti e riconoscenti, e di tutto ciò che può servire a tutto, fuorché agli interessi delle persone.

“Chi ha fatto, farà!”
Io penso di aver fatto e, soprattutto, penso di poter fare meglio e di più, anche perché tutte le cose che ho fatto attendono ulteriore evoluzione. Le cose valgono se nascono in modo che il loro valore sia visibile a lungo o si predispongano a essere migliorate per allungarsi ancora di più nel tempo, perché il tempo della vita, non lo spazio delle cose e del potere, è la cosa più importante di cui disponiamo.
Non ho fatto niente da solo, ovviamente. Mi sono avvalso della consulenza di tanti specialisti, a cui ho guardato con ammirazione e ascoltato in silenzio. Per imparare e per poter portare nell’amministrazione pubblica il risultato del loro sapere. Li ringrazio, tutti, con tutto il mio cuore e penso di poter riferire loro il ringraziamento di voi tutti e di tutti i pugliesi.

“Chi ha fatto, farà!”
Questo slogan, pronunciato come un proverbio, lo sento sempre tra un palpito e l’altro del cuore. E lo dico non per farmi risultare simpatico con una facile frase romantica, ma perché, alla fine della storia, chi ha fatto è certamente nelle condizioni di poter fare, e chi si mette nella condizione di fare può meglio rispondere alla domanda che prima o poi arriva: “Cosa ne hai fatto della tua vita?” Conosco un’unica risposta che vorrò dare, a un certo punto, a questa domanda: “L’ho spesa, bene o male non lo so, ma l’ho spesa, senza risparmio e per mantenermi fedele a chi me la diede.”