Amati: “Subisco aggressioni social per aver svelato frode comunicativa su xylella”

“Sto subendo un’aggressione a mezzo social solo perché ho svelato una clamorosa frode comunicativa sulla xylella, finalizzata a attribuire infondati esiti trionfalistici alle sperimentazioni Sillec e Scortichini.
Ritengo perciò utile divulgare la relazione finale del progetto Sillec e attestare l’inesistenza di qualsiasi relazione iniziale, intermedia o finale sulla ‘cura’ Scortichini”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.
“Stiamo assistendo alla divulgazione di esiti trionfalistici sul progetto Silecc da parte degli autori, che però hanno nel frattempo depositato una relazione finale di segno tutt’altro che trionfalistico. E mentre denuncio tutto ciò accade il grottesco: uno degli autori della relazione finale mi dedica un pensiero social aggressivo e inutilmente intimidatorio, chiedendomi notizie sul come io sia entrato in possesso della relazione finale al progetto Silecc e chi me l’abbia consegnato. Mi chiedo: ha forse qualcosa da nascondere? Oppure sta cominciando a crollare il castello di menzogne pagate peraltro dall’amministrazione pubblica? Non è noto che i Consiglieri regionali possono accedere a tutti gli atti dell’amministrazione e divulgarne il contenuto? Gli scienziati dell’anti-scienza preferiscono amministratori pubblici che si girano i pollici e disponibili a trasformarsi in palle di gomma a cui tirare pugni? Faccio una profezia: prepariamoci a sentire che qualche ‘manina’ in Regione ha manomesso i dati, anche se i risultati della sperimentazione sono stati espressi dagli autori anche con inequivoche parole.
Circa la cura Scortichini: sino a questo momento non risulta depositata alcuna relazione finale sulla sperimentazione, ma solo una richiesta di proroga e uno strano cambio dei campi di sperimentazione; dai campi di Galatone, Galatina, Veglie e Cannole, ai campi di Trepuzzi, Martina Franca e Fasano.
Ma mentre ciò risulta agli atti, vengono condivisi dalla stessa compagnia di scienziati dell’anti-scienza link taroccati, ove il titolo dice ‘Xylella, la cura Scortichini funziona a Cannole’ ma se aperto c’è il sorprendente rinvio alla home page di un sito con in bella vista ben altri argomenti.
E poi ci sarebbe da chiedersi: come mai la ‘cura’ Scortichini funzionante a Cannole non la si rende oggetto di una relazione, sia pur intermedia, per usare gli esiti in tutti i campi colpiti dal batterio? Sarà che la ‘cura’ funziona solo sui social o nei titoli dei link taroccati?”.

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Xylella, Amati: “Nessun progetto di ricerca ha dato risultati documentati su metodi di prevenzione o contenimento”

“Non c’è nessun progetto di ricerca sulla Xylella che abbia documentato risultati apprezzabili su metodi di prevenzione o di contenimento. Le cose che si sentono dire o propagandare sui progetti Silecc e Scortichini in particolare, non si ritrovano in nessuna relazione o atto depositati presso la Regione”.xylellaLo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, con riferimento a notizie non meglio identificate su sperimentazioni in grado di prevenire e contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa.
“La Regione Puglia – prosegue – ha finanziato diversi progetti di ricerca e sperimentazione finalizzati alla prevenzione e al contenimento del complesso del disseccamento rapido dell’olivo. Allo stato per alcuni progetti è stata depositata la relazione finale e per altri una relazione intermedia o una richiesta di proroga. Tra i progetti di ricerca finanziati ve ne sono due, Silecc e Accordo Regione-Crea (Scortichini), riportati più volte e sorprendentemente con esiti entusiastici nelle comunicazioni alla stampa o sui canali social”.
“Per quanto attiene il progetto cosiddetto Scortichini – aggiunge Amati – allo stato risulta depositata solo una richiesta di proroga sulla conclusione del lavoro e una comunicazione di mutamento dei campi di sperimentazione. Non risulta dunque alcuna relazione o comunicazione, sia pur interlocutoria, sull’esito della sperimentazione. Per quanto riguarda invece il progetto Silecc è stata depositata una relazione finale che conclude per esiti statisticamente non significativi per tutti i campioni di piante positive al batterio Xylella fastidiosa e sottoposti ai diversi trattamenti oggetto del progetto di ricerca. Risulta, dunque, difficilmente comprensibile – conclude – come possano essere posti a fondamento di entusiastica soddisfazione scientifica una mancata conclusione del lavoro e una relazione con risultati statisticamente non significativi”.

Xylella, Amati: “Il nuovo fronte è la Piana degli ulivi monumentali di Fasano”

“La xylella avanza: il nuovo fronte è Fasano, con la Piana degli ulivi monumentali che sta rischiando la morte. Ed io grido ancora una volta – e pure più forte – l’accusa e la denuncia nei confronti di tutti i santoni passati, presenti e futuri, interessati solo a condizionare i decisori pubblici e la stampa, e a saccheggiare i fondi pubblici per improbabili rimedi miracolosi, come Scortichini e Sillec, che hanno già mostrato la corda.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione bilancio Fabiano Amati, commentando gli ultimi dati della nuova campagna di monitoraggio xylella 2018/2019 condotta dall’ARIF.

“Con l’ultima campagna di monitoraggio
Sono state individuate 75 nuove piante infette di olivo nei comuni di Fasano (1), Ostuni (33), Carovigno (39) e Ceglie Messapica (2). Ciò significa che il batterio è stato rilevato per la prima volta nel territorio di Fasano, frazione Torre Canne, e pare che non sia l’unico caso nella Piana degli ulivi monumentali.
Per questa notizia c’è da gridare l’accusa e la denuncia nei confronti di tutti i santoni ancora in servizio, che arrivando pure a negare la malattia hanno ostacolato il tempestivo contenimento del contagio, e dal 2013 mi hanno regalato accuse, contumelie, velate minacce e pure sofferenze, solo perché ascoltavo la scienza e urlavo inascoltato il pericolo di questo prevedibile esito.
E poi c’è la pagina delle miracolose sperimentazioni proposte, finanziate con le tasse dei cittadini, che stanno mostrando la corda pure nelle relazioni degli stessi proponenti.
Tra lo studio Sillec, che ammette risultati statisticamente non significativi, e quello Scortichini, che ad oggi non ha prodotto alcuna relazione, c’è solo lo spazio per osservare con costernazione la pretesa di contrastare robuste prove scientifiche con volubili idee politiche. Cioè, un clamoroso vantaggio offerto alla xylella per correre velocemente a distruggere l’olivicoltura e il paesaggio.”

Consorzi di bonifica, Amati: “Fallimentare gestione privata dell’acqua: buttati 350 mln. Avremmo fatto 6 ospedali”

“Dal 2002 ad oggi i Consorzi di bonifica sono costati alle tasche dei cittadini quasi 350 milioni di euro, circa 85 euro a persona, di cui circa 132 milioni a titolo di anticipazioni. Un’enormità. Con quella somma avremmo potuto costruire ben sei nuovi ospedali senza chiedere un centesimo a Roma. Il bello è che nonostante continuino a fare buchi nella gestione privata dell’acqua, la schiera dei loro difensori in politica si allarga pure ai Cinquestelle, i campioni della continuità inconcludente”.
Lo dichiara il presidente della Commissione bilancio Fabiano Amati.
“Siamo di fronte ad una truffa politica perfetta. Ci sono parlamentari che invece di proporre la soppressione dei Consorzi, che è cosa di competenza del Parlamento in cui siedono, si inseriscono nelle competenze della Regione per dire che l’attività irrigua, quella che ogni anno fa perdite per quasi 5 milioni, deve rimanere nelle mani bucate dei soggetti privati Consorzi di bonifica e non in quelle interamente pubbliche e virtuose dell’Acquedotto pugliese. Insomma, una preferenza malcelata per la privatizzazione dell’acqua.
Il trasferimento delle funzioni irrigue ad AQP, invece, farebbe risparmiare circa 20 milioni all’anno a carico delle tasse dei cittadini e porterebbe finalmente sotto la gestione pubblica l’intero comparto acqua. Ed invece assistiamo a battaglie in cui si propone di continuare a sperperare le tasse pagate dai cittadini e a mantenere la gestione privatistica dell’acqua in agricoltura”.

Amati: “Anche da Roma ci chiedono di approvare la nostra proposta sulle liste di attesa”

“Che facciamo ora che ce lo chiede anche il nuovo Piano nazionale sulle liste d’attesa? Spostiamo le nostre estenuanti riunioni di mediazione al Ministero della salute? Mi pare di poter dire che la nostra proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa aveva anticipato i tempi, per fare cose che oggi ci vengono chieste anche da Roma, in continuità con il precedente Piano nazionale. Tergiversare ancora significa mettersi contro le leggi e il popolo, per assecondare i timori infondati di qualche medico”.

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale bilancio e primo firmatario della proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa, commentando il Piano Nazionale di Governo delle Liste d’attesa (PNGLA) 2018-2020.

“L’allegato A, capitolo 2, n. 16 del Piano nazionale prevede che “in caso di superamento del rapporto tra l’attività in libera professione e in istituzionale sulle prestazioni erogate e/o di sforamento dei tempi di attesa massimi già individuati dalla Regione, si attua il blocco dell’attività libero professionale”.

A tale prescrizione, in linea con il precedente Piano, con la legge e con il contratto dei medici, le Regioni devono ovviamente adeguarsi. Ma per noi basta solo approvare la proposta di legge presentata sin dal gennaio scorso.

Il PNGLA, inoltre, si incrocia anche con un’altra disposizione prevista dalla nostra proposta di legge, cioè di procedere sempre alla sospensione dell’attività libero professionale ma di acquistare prestazioni a pagamento qualora il disallineamento sia imputabile a questioni organizzative non addebitabili alle singole unità operative.

Il Piano nazionale, la cui redazione ha avuto come referenti istituzionali pugliesi i bravi tecnici Ettore Attolini e Rodolfo Rollo, chiede inoltre alle Regioni di adeguarsi a puntuali azioni di monitoraggio continuo dei tempi d’attesa, così come la nostra proposta di legge prevede all’articolo 1, e definisce con maggiore nettezza i tempi d’attesa e le relative classi di priorità per le visite, la diagnostica e i ricoveri.
C’è anche da dire che la bozza del decreto legge in materia di semplificazione prevede (articoli 9-11) l’obbligo per le Regioni di istituire un responsabile unico delle liste d’attesa e un progetto di controllo digitale ed elettronico delle prenotazioni e del monitoraggio: queste disposizioni ricalcano altre norme della nostra proposta di legge.
Devo però confessare che c’è una cosa prevista dalla bozza del decreto semplificazione che noi non avevamo previsto: chiamare i Carabinieri o la Guardia di finanza per far rispettare la normativa (art. 9). Noi non eravamo arrivati a tanto, perché pensiamo che spronare sia più utile che punire; ma se altri colleghi volessero proporlo, dopo aver letto però per bene tutte le pagine del Piano nazionale e del decreto semplificazione, noi non faremo mancare la nostra riflessione collaborativa”.

Il Piano casa è legge anche per il 2019

“Il Piano casa è legge anche per il 2019. Come per gli scorsi anni ci siamo preoccupati di sostenere l’attività edilizia e le necessità abitative, raggiunte senza consumare suolo e simpatizzando per la grande filiera dell’edilizia: professioni tecniche, imprese edili, fornitori e pure comuni con l’incasso degli oneri”.
Lo dichiarano Fabiano Amati, primo firmatario, Donato Pentassuglia, Ruggero Mennea e Sergio Blasi, sottoscrittori con i Consiglieri Enzo Colonna e Giuseppe Longo della proposta di legge per modificare gli articoli 5 e 7 della Legge regionale del 30 luglio 2009, n. 14 – “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale.
“Questa legge proroga quindi al 31 dicembre 2019 il termine entro cui è consentita la presentazione di istanze abilitative in materia edilizia per conseguire gli incrementi volumetrici consentiti dalla Legge regionale n. 14 del 2009. La disciplina prevede premi volumetrici pari al 20% nel caso di ampliamento, o del 35% nel caso di demolizione e ricostruzione.
Questa legge dei bonus edilizi negli ultimi anni ha tenuto in piedi il settore, il provvedimento di oggi la rende valida anche per il 2019, su immobili realizzati entro il 1 agosto 2018. Si tratta di misure che da diversi anni hanno prodotto ricadute positive in termini occupazionali ed economici sul territorio regionale, utili a sostenere l’attività delle imprese del settore edile, soprattutto di piccole dimensioni”.

Amati, appello ai sindaci: “I Consigli comunali discutano della nostra pdl su liste d’attesa”

“Ho chiesto a tutti i sindaci pugliesi di promuovere la convocazione dei Consigli comunali per far conoscere l’opinione dei comuni sulla proposta di legge sulla riduzione delle liste d’attesa.”
Lo comunica il Presidente della Commissione reginale bilancio, primo firmatario della proposta di legge “Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità. Primi provvedimenti”, sottoscritta dallo stesso Amati e dai consiglieri Napoleone Cera, Enzo Colonna e Ruggiero Mennea.
“Approfittando di questo ulteriore mese di riflessione e d’ascolto che è stato deciso durante l’ultimo Consiglio regionale, ho ritenuto utile sollecitare i sindaci pugliesi nell’investire i rispettivi consigli comunali della questione. Abbiamo ascoltato le opinioni di tutte le categorie e portatori d’interessi, l’ordine dei medici più volte ed anche in modo irrituale, e sarebbe davvero curioso non conoscere l’opinione dei sindaci e dei consiglieri comunali, quale fronte umano più prossimo ai cittadini.
Mi aspetto, dunque, il loro pronunciamento, pur a prescindere dalla condivisione del nostro testo di legge. Se tutti i consigli comunali si riunissero sull’argomento ne verrebbe fuori una maggiore ricchezza di argomenti e un più evidente allineamento di tutte le istituzioni con un problema che per le persone rappresenta una priorità da portare a soluzione.”

IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA

Pregiatissimi,
come forse saprete ho presentato, con alcuni colleghi e sin da gennaio scorso, una proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa in sanità.
So per certo che ognuno di voi raccoglie quotidianamente notizie di esperienze umane di notevole disagio, che sono in grado di descrivere perfettamente la priorità della questione e il senso del dibattito che si sviluppa attorno ai possibili rimedi.
La nostra proposta di legge non ha ovviamente l’ambizione di risolvere completamente il problema, ma si limita ad apportare nuove norme dirette ad ottenere un sensibile miglioramento (si spera) nelle modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie.
Per questo motivo ritengo che sia opportuno estendere la riflessione sul problema ai Consigli comunali pugliesi, così da accompagnare con l’autorevolezza propria delle istituzioni locali il processo di decisione sulla proposta di legge.
Vi invito perciò a promuovere ogni iniziativa utile a sollecitare un pronunciamento dell’assise comunale, pure a prescindere dalla condivisione o meno della nostra proposta di legge.
Ne deriverebbe una maggiore ricchezza di argomenti e un più evidente allineamento di tutte le istituzioni con un problema che per le persone rappresenta una priorità da portare a soluzione.
Con il mio ringraziamento e saluto. Fabiano Amati

“I Consorzi di bonifica generano tasse per 20mln all’anno tra buchi e privilegi, si oppongano anche i Comuni”

“Non si può continuare a scialacquare per i Consorzi di bonifica dai 16 ai 20 milioni all’anno di tasse dei cittadini, soprattutto se c’è una soluzione – il passaggio delle funzioni irrigue ad AQP – in grado di evitare questo milionario trasferimento di soldi. Certo, la cosa migliore sarebbe che il Parlamento nazionale sopprimesse questi inutili carrozzoni, ma questo non è mai stato fatto né dal centro-destra, né dal centro-sinistra e nemmeno – così pare – dalla coppia in carica Di Maio-Salvini”.
Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.
“È assurdo che si possa restare insensibili in una situazione in cui i Consorzi, nati con la legge Serpieri nel lontano 1933 per ridurre il carico di tassazione per la bonifica a seguito della crisi del 1929, si ritrovano a dover restituire ai cittadini pugliesi oltre 120 milioni di euro, pretendendo nel frattempo sia la riscossione del tributo (come per legge) sia il contributo annuale – dai 16 ai 20 milioni – prelevato per il tramite della Regione dalle tasche dei cittadini e al sol fine di ripianare i buchi sempre nuovi nella gestione irrigua.
I buchi, parola chiave in questa storia. Stipendi molto alti per un esercito di dirigenti e impiegati amministrativi, acqua pagata per superficie prenotata e non per volumi distribuiti, con una tariffa che non copre nemmeno i costi diretti, e la piaga diffusa dei prelievi abusivi nonostante un servizio oneroso di vigilanza. E su tutto questo spicca, se ce ne fosse bisogno, il paradosso di stagioni particolarmente piovose con conseguente ed ovvia riduzione delle entrate, curiosamente non controbilanciata da minori costi di esercizio a causa di irriducibili costi fissi (personale, per esempio). Tralasciando per ora, se non a livello di una citazione, le umiliazioni continue subite dagli operai a tempo determinato, costretti a pietire pochi ed incerti mesi di lavoro a fronte di una soluzione che li vedrebbe impiegati con maggiore stabilità presso Aqp. Ma su questo non c’è purtroppo alcuna voce sindacale che si leva forte e chiara.
Si può andare avanti così? Si può accettare la retorica che i Consorzi servano agli agricoltori, mentre si buttano allegramente 20 milioni annui che teoricamente potrebbero consentire l’accensione di mutui miliardari per trasformare la Puglia in un meccanismo da orologio svizzero e i campi pugliesi nel giardino dell’Eden? Se la Regione fosse un’azienda, la nostra azienda, faremmo la stessa cosa? Intervengano per piacere, in modo chiaro e forte, tutti i comuni pugliesi, tradizionalmente impegnati a fianco dei cittadini nel fronteggiare i Consorzi di bonifica.
Non si può dunque accettare alcuna ipotesi di controriforma spendacciona e irragionevole dei Consorzi di bonifica, a meno che i nostri colleghi Cinque stelle-Lega, sostenitori gagliardi di questo ritorno alla stagione dell’allegro carrozzone, non siano in grado di fare il miracolo mai riuscito in passato e farceli vedere soppressi con la prossima legge di bilancio. Questa è l’unica alternativa plausibile all’applicazione rigorosa della legge regionale vigente; il resto è un goffo tentativo di tenere il piede in due scarpe”.

Amati: “Anci ricordi a tutti la sua posizione contro i Consorzi-carrozzoni”

“È l’ora in cui i Comuni pugliesi ricordino a tutti la loro costante posizione contro i più noti carrozzoni pugliesi, i Consorzi di bonifica, e per unificare la gestione dell’acqua. Per questo ho chiesto al presidente Domenico Vitto di far sentire forte e chiara la voce Anci”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, con riferimento alla proposta di legge con cui si prova a cancellare la più recente riforma dei Consorzi di bonifica.

“Questo furore restauratore a spese dei cittadini, rischia di cancellare una lunga e dura battaglia della comunità e dei Comuni pugliesi per ridurre la potenza di spreco dei Consorzi, purtroppo a spese dei cittadini, nell’impossibilità di poter fare l’unica cosa che si dovrebbe: sopprimerli.

Attendo dunque l’intervento autorevole dell’Anci Puglia, per poter assieme disinnescare una proposta che sotto le sembianze del bene nasconde un semplice ritorno ad un passato di sprechi, e mortifica la grande idea di unificare la gestione dell’acqua per i diversi usi. E tutto questo in danno dei cittadini pugliesi e degli stessi agricoltori”.

Liste attesa, Amati: “Anche la settimana indice di ottobre conferma il dramma dei tempi lunghi e la necessità di approvare subito la legge”

“Anche gli ultimi dati confermano il profondo squilibrio tra i tempi d’attesa per prestazioni istituzionali e a pagamento: ciò conferma – se ce ne fosse ancora bisogno – la necessità di approvare martedì prossimo la nostra proposta di legge, nell’impostazione originaria e con i suggerimenti di maggiore precisione che proverranno dalla struttura tecnica dell’assessorato”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione bilancio Fabiano Amati, commentando i dati dell’ultima settimana indice 1-5 ottobre 2018, così come previsto dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa. Detto Piano impone alle regione di monitorare i tempi d’attesa in due settimane indice (aprile e ottobre) e per 43 prestazioni, comparando le richieste in classe di priorità Breve e Differita con quelle in regime libero-professionale, al fine di riscontrare il necessario allineamento.
“È necessario puntualizzare che si registrano, rispetto alla precedente settimana indice 9-13 aprile 2018, minime variazione in miglioramento o in peggioramento, con andamento a macchia di leopardo tra le diverse aziende, che nel complesso restituiscono una situazione purtroppo immutata, con particolare riferimento alla profonda divergenza d’attesa tra prestazioni istituzionali e a pagamento. È tutto ciò nonostante la legge statale vigente imponga alla Regioni di predisporre tutte le condizioni affinché i tempi d’attesa siano sempre rispettati, in quanto livelli essenziali d’assistenza.
La profonda diversità nei tempi d’attesa assume particolare rilievo, perché è rilevata a parità di richieste e di personale impiegato, oltre che di ore lavorate: non è infatti consentito al dirigente medico di destinare all’attività libero-professionale più ore di quelle prestate nell’attività istituzionale.
Sono questi i motivi che hanno comportato la decisione di presentare un’iniziativa legislativa regionale, attuativa della legge statale, nello schema irrinunciabile della sospensione automatica dell’attività a pagamento a carico dell’unità operativa ospedaliera o territoriale che presenti tempi d’attesa non allineati.
Ben vengano, ovviamente, tutte le proposte di modifica della proposta che pare arriveranno all’attenzione del Consiglio regionale, purché dirette a contrastare lo spiacevole fenomeno dell’attesa con maggiore precisione e rigore. Lo impone il buon senso, le leggi vigenti e pure la statistica”.

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VIDEO DEL MIO ULTIMO INTERVENTO IN CONSIGLIO REGIONALE 

VIDEO-INCHIESTA CON LE TELEFONATE AI CUP PER CONOSCERE I TEMPI D’ATTESA