Porto di Brindisi, Amati: “No del Comune al pontile a briccole, fatto gravissimo e occasione persa”

“L’Amministrazione Comunale di Brindisi ha rifiutato di rilasciare la dichiarazione di non contrasto dell’opera di realizzazione del pontile a briccole a Costa Morena Ovest, così come richiesto dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Un fatto gravissimo e una grande occasione persa, a livello infrastrutturale ed economico, considerato che adesso il finanziamento per il progetto di potenziamento degli ormeggi navi sarà ritirato e potremo prendercela solo con chi, nelle piene possibilità, non ha voluto collaborare per dare compimento al programma”.

Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando quanto annunciato questa mattina tramite la sua pagina Facebook dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi.

“Il Comune ha formalmente dichiarato di non volere rilasciare la dichiarazione di non contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti non perché sussista detto contrasto, peraltro escluso da una delibera del Consiglio comunale approvata all’unanimità, ma per un’applicazione un po’ maniaca della burocrazia. In parole semplici, poiché c’è un comma della norma statale che prescrive il rilascio della dichiarazione di non contrasto per i casi di maggiore complessità, cioè l’interazione porto-città, il Comune ha ritenuto di non poterla rilasciare per i casi di minore complessità, come quello del pontile a briccole, cioè una modesta opera in mare per garantire la sicurezza negli ormeggi. Insomma, un caso originale in cui il più non contiene il meno. E in tutto questo senza tener conto che c’è un’altra norma statale che chiede il procedimento di non contrasto anche per le opere più piccole. Se non ci fosse del metodo in questi eccessi, che tecnicamente frantumano per eccesso di zelo i principi di legalità, diremmo che manca l’interesse alla garanzia di sicurezza ed efficienza di quell’importante area portuale brindisina”.

‘Di Summa’ e PTA della provincia, Amati: “La destinazione del ‘Di Summa’ in PTA è mia idea. Sono pronto a incontrare Forza Italia Brindisi, se vogliono davvero saperne di più”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento alle critiche rivolte dal circolo Forza Italia Brindisi sulle riconversioni in PTA delle strutture sanitarie di Fasano e San Pietro Vernotico.

“Sono pronto a incontrare Forza Italia Brindisi per metterli al corrente della mia proposta, già approvata, di trasformare il ‘Di Summa’ in PTA. E se non dovessero invitarmi vorrà dire che usano l’argomento solo per la mania del comunicato stampa facile e della concretezza lenta. Staremo a vedere. Nel frattempo, ricordo che la destinazione del ‘Di Summa’ in PTA l’ho ideata, proposta e ottenuta, nel silenzio abbastanza assordante di molta parte delle classe politica brindisina. Poiché dalle mie parti siamo abituati a parlare dopo aver studiato e approfondito, specifico di aver portato avanti l’iniziativa perché Consigliere regionale eletto in Provincia di Brindisi, pienamente consapevole della necessità – come ribadito più volte – di alleggerire il ‘Perrino’ dalle attività di bassa complessità e così da renderlo sempre più ospedale regionale. Allo stato – prosegue –, la proposta è stata approvata dalla Giunta regionale e sta per partire la progettazione. Una parte delle risorse necessarie, pari a 14 milioni di euro, sono già nella disponibilità della ASL, mentre l’eventuale residuo sarà messo a disposizione alla fine del procedimento di progettazione”.

 

“Le attività di ristrutturazione delle strutture di Fasano e San Pietro Vernotico, invece, rinvengono dalla riconversione di quegli ospedali; procedimento partito diversi anni fa, ora in dirittura d’arrivo e completamente diverso da quello riguardante il ‘Di Summa’. A ciò si aggiunga, inoltre, l’attività di progettazione in corso per la struttura di Cisternino, al cui municipio è in corso di erogazione – con legge da me proposta – un contributo straordinario di € 500.000 per la realizzazione della viabilità d’accesso. In ogni caso – conclude Amati –, sono pronto a parlarne con il circolo di Forza Italia Brindisi e con chiunque avesse voglia di approfondire questi argomenti con serietà e senza intenti propagandistici e campanilistici”.

Prescrizione, Amati: “Con Bonafede siamo passati dallo Stato di diritto allo Stato di rovescio”

“Le esternazioni del Ministro Bonafede dimostrano che abbiamo superato lo Stato di diritto e siamo finiti nello Stato di rovescio. Nel senso che tutto funziona a rovescio; per cui chi ha il compito di governare la giustizia può tranquillamente andare in tv parlando di ciò che ignora”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alle dichiarazioni rese dal Ministro Alfonso Bonafede durante la trasmissione “Porta a Porta” dell’11 dicembre scorso.

“Cercando di giustificare la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, il Ministro ha detto che ‘quando in un reato non si riesce a dimostrare il dolo, e quindi diventa un reato colposo, ha termini di prescrizione molto più bassi’. Secondo il Ministro, dunque, la colpa è la supplente del dolo, per cui se non si dimostra il dolo entra in campo la colpa. E poiché la colpa – sempre a detta del Ministro – ha un termine di prescrizione più breve, ecco che si giustifica la sua straordinaria idea di irrogare l’ergastolo processuale, cioè fine processo mai. Ma dico io – conclude Amati –, perché non iscrivono Bonafede al club di Toninelli? Ne guadagnerebbe l’Italia e pure i Cinquestelle”.

Decreto archiviazione su Xylella, Amati: “È una buona notizia; resto però perplesso sulle motivazioni”

“Il decreto di archiviazione è una buona notizia, resto però molto perplesso sulle motivazioni. Nessuno dei dirigenti, ricercatori e scienziati ha commesso reati e solo questo vale quando a pronunciarsi è il giudice penale”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando il decreto di archiviazione emesso dal Tribunale di Lecce sul procedimento relativo alla diffusione della Xylella.

“Le persone coinvolte nell’inchiesta sono tra i migliori professionisti di cui la nostra regione dispone e in questi anni non si sono mai lasciati fiaccare né dall’inchiesta giudiziaria né dalle continue aggressioni anti-scientifiche. Le loro intuizioni scientifiche si sono purtroppo rivelate fondate, prova ne sia il paesaggio lunare oggi visibile in tutta l’area salentina.

Mi auguro – conclude – che questa dolorosa esperienza possa servire a far comprendere che i tribunali non sono luoghi adatti a giudicare le modalità con cui i ricercatori raggiungono la prova scientifica o i rimedi che essa suggerisce”.

Amati: “Un medico di Fasano denuncia false refertazioni sulle analisi. Se è vero si puniscano i responsabili, se non è vero si agisca contro il medico. Ho scritto al DG”

Con riferimento a un commento rilasciato dal Dott. Franco Di Tano sulla pagina Facebook di un politico fasanese, il Presidente della Commissione regionale Bilancio Fabiano Amati ha scritto al Direttore Generale della Asl BR Giuseppe Pasqualone.

Ecco il testo della lettera:

Gentilissimo Direttore,

un medico in servizio a Fasano, il Dott. Franco Di Tano del Servizio dialisi, sostiene di essere “costretto a conservare in frigo le provette dei miei pazienti che dializzano di pomeriggio, in quanto non c’è possibilità di inviarle a Brindisi di sera. Queste provette giungono poi solo alle 13.00 del giorno successivo a destinazione, con dei risultati (emocromo, elettroliti in particolare) del tutto inattendibili”.

In virtù di tanto e quale fonte di responsabilità professionale, lo stesso medico avrebbe chiesto “con grande rammarico il trasferimento al Centro Dialisi di Monopoli” accusando le scelte aziendali con “Una sola parola: VERGOGNA”.

A parte ogni questione sulla richiesta di trasferimento a Monopoli, se cioè fondata sui motivi sostenuti pubblicamente ovvero altri legittimi ma molto più personali o professionali, mi pare di poter dire che a questo punto le ipotesi sono tre: 1) il Dott. Di Tano ha correttamente denunciato (sia pur con mezzo inusuale) la produzione di referti inattendibili o falsi per inidoneità dei reperti; 2) il Dott. Di Tano ha fornito la prova di inadeguatezza delle decisioni aziendali in materia; 3) il Dott. Di Tano ha diffamato il lavoro di altri colleghi e dell’azienda.

È evidente che nel primo caso bisognerebbe avviare un procedimento disciplinare a carico del personale adibito al prelievo e alla refertazione; nel secondo, collegato strettamente al primo, il procedimento dovrebbe riguardare anche la revoca o la modifica di tutti i provvedimenti aziendali; nel terzo, infine, il procedimento disciplinare dovrebbe riguardare lo stesso Dott. Di Tano.

L’unica cosa certa è che questa storia nuoce in ogni caso all’ordinario affidamento dei cittadini alle strutture sanitarie e perciò non può essere retrocessa tra le opinioni spot a mezzo social; a maggior ragione perché dette opinioni provengono da dipendente Asl e professionista riconosciuto nella sua qualificata competenza, il cui giudizio non è sicuramente distorto da una dichiarata simpatia politica – per il Movimento 5 Stelle -, espressa negli ultimi anni anche con particolare ardore e partigianeria.

In attesa di riscontro, invio il mio cordiale saluto.

Avv. Fabiano Amati