Piano casa, Amati e Pentassuglia: “Non solo il virus. Ora una legge 5 Stelle-Lega ammazza l’edilizia pugliese. Lo ha deciso la Corte Costituzionale”

“Non bastava il virus. Ecco una nuova tegola sulla testa dell’economia pugliese, già ampiamente distrutta. La legge che doveva sbloccare i cantieri, approvata da Lega e 5 Stelle nel giugno 2019, di fatto ha chiuso i cantieri edilizi pugliesi, uccidendo l’edilizia. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, dichiarando incostituzionale – per incompatibilità con l’art. 5, comma 1, lettera b) dello sblocca cantieri – la norma pugliese del Piano casa che consentiva la diversa dislocazione dei volumi demoliti e ricostruiti. Ci appelliamo ora ai parlamentari pugliesi di buona volontà per correggere questa stortura”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Attività produttive, commentando la Sentenza della Corte Costituzionale n.70 dell’11.02.2020 (pronuncia_70_2020), depositata il 24.04.2020.

“In questi ultimi anni, noi abbiamo fatto di tutto per tenere in piedi uno dei più importanti settori produttivi della regione, tra mille polemiche e ostilità. Ora la questione non è più nella nostra disponibilità, perché una norma statale del giugno 2019, approvata dai partiti di Salvini e Di Maio, ha previsto che gli interventi di demolizione e ricostruzione devono coincidere con l’area di sedime e con il volume dell’edificio ricostruito con quello demolito. E per questo la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma pugliese che consentiva, invece, la diversa dislocazione plano-volumetrica negli interventi di demolizione e ricostruzione in base al Piano casa. Pur non condividendo la sentenza della Corte Costituzionale, perché non ci pare possibile applicare una disciplina ordinaria per cancellare gli effetti di uno strumento straordinario previsto dallo stesso legislatore statale – proseguono i consiglieri Amati e Pentassuglia –, dobbiamo prendere atto che il decreto Salvini/Di Maio, nato sulla carta per sbloccare i cantieri, si è rivelato uno straordinario blocca cantieri e un killer di un settore ad altissima densità di posti di lavoro”.

“A questo punto, il Consiglio regionale non può fare più nulla ed esortiamo – dunque – l’Associazione costruttori, i sindacati e gli ordini professionali a incalzare il Governo nazionale, i ministri e i parlamentari pugliesi, così da approvare la correzione urgente della norma statale in uno dei provvedimenti sul Coronavirus. Diversamente – concludono –, avremo detto addio a migliaia di posti di lavoro e quindi alla speranza che in futuro possa andare tutto bene”.

 

 

Vivai, Amati e Pentassuglia: “Le nostre parole un atto d’accusa. La Regione si rifiuta di applicare una sua stessa legge e i vivai falliscono”

“A questo punto le nostre parole valgono quanto un atto d’accusa, perché stiamo combattendo per ottenere il rispetto di una legge. Abbiamo approvato una norma, il Governo non l’ha impugnata, ma la Regione si rifiuta di applicarla, nascondendosi dietro mille scuse. Da non crederci. E nel frattempo i vivai falliscono”.

Lo dichiarano i Presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Agricoltura della Regione Puglia Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, con riferimento alla nota questione delle deroghe e autorizzazioni alla movimentazione delle piante all’esterno e all’interno delle aree delimitate per contenere la diffusione della xylella.

“Con la tragedia xylella è arrivata pure la tragedia dello scarica barile e dell’inerzia, a cui non c’è purtroppo rimedio. Denunciamo da mesi questo scempio di burocrazia insensibile al rischio di perdere imprese e posti di lavoro nel settore vivaistico, ma ogni giorno assistiamo ad una scusa per rinviare e ritardare, allo scopo di non assumersi responsabilità nel decidere.

A questo punto ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi abbiamo provato in ogni modo a sollecitare, convincere e offrire ogni forma di aiuto. È stato purtroppo tutto vano e in costante violazione della legge e del buon senso”.

Vivai, Amati e Pentassuglia: “O per sconfiggere la burocrazia o nella lotta di piazza, noi stiamo con i vivaisti”

“Così come sempre negli anni e in particolare negli ultimi mesi, noi stiamo con i vivaisti. E le ultime buone notizie che paiono arrivare da Roma, gemelle di quelle, ahinoi, sentite diverse volte in Commissione o in varie riunioni, saranno tali solo quando saranno adottati gli atti di autorizzazione e di deroga, sconfiggendo così le lungaggini della burocrazia che molto spesso ha bisogno della lotta di piazza per scuotersi”.

Lo dichiarano i Presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Agricoltura Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, commentando le indiscrezioni sugli esiti della riunione di ieri presso il Servizio fitosanitario centrale, in materia di movimentazione di piante all’interno e all’esterno delle aree colpite da xylella e perciò delimitate.

“Ci spiace dover osservare lavoratori che loro malgrado si trasformano in manifestanti e tutto ciò per obiettivi ritardi burocratici inseriti nel dramma xylella e nella umana paura dei dirigenti regionali di sbagliare e vedersi sotto processo. Abbiamo promosso e gestito decine di riunioni per chiarire le questioni e facilitare le relazioni amministrative tra i vivaisti e la regione. Ad oggi, purtroppo, si scorge l’ennesima notizia positiva (speriamo confermata) che di per sé non equivale però all’atto amministrativo che i vivaisti si aspettano.

Arriva un momento in cui le parole, per quanto importanti, non bastano più, perché al loro cospetto si presentano revoche di commesse, licenziamento di personale e distruzione di un settore altamente produttivo.
Per questi motivi e per tenere alta l’attenzione – concludono – la manifestazione di domani dei vivaisti è cosa buona e pure giusta”. /comunicato

Vivai, Amati e Pentassuglia: “Danno ai vivaisti per mancata risposta a loro istanze è abuso d’ufficio. Emiliano intervenga a rassicurare i funzionari”

“Non sappiamo più come dirlo. Non rispondere alle istanze dei vivaisti, formulate così come prescrive la legge, adducendo motivazioni interlocutorie per aggravare il procedimento, configura il reato di abuso d’ufficio. E a nulla vale dire di aver richiesto un’autorizzazione al servizio fitosanitario centrale, soprattutto se questo servizio non ha alcuna competenza a esprimersi”.

Lo dichiarano i Presidenti della Commissione regionale bilancio e agricoltura, Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, intervenendo sulla vertenza vivai, e in particolare sulle richieste di deroga o autorizzazioni per movimentare le piante fuori o dentro le aree delimitate per contenere la xylella.

“Capiamo i timori dell’apparato burocratico regionale in un contesto in cui è molto alta la probabilità di subire una denuncia penale o un’indagine. Ma, ci pare che per un funzionario pubblico non ci sia un’alternativa tra il non fare ciò che compete per mera paura e il farlo sostenendo secondo legge un settore che rischia di chiudere.

E questo non perché ci sia il martirio tra le regole d’ingaggio di un pubblico funzionario pubblico, ma perché chi opera servendo un potere dello Stato non può vivere nel timore di conseguenze derivanti dall’attività di un altro potere dello stesso Stato. Certo, abbiamo precedenti proprio nella materia xylella che inducono a operare con una prudenza sinonimo di inerzia. Ma il clima generale è cambiato e da qualche mese la Puglia sta finalmente smettendo di prestare ascolto o interesse verso frange di credulità popolare che tanto vantaggio hanno dato a xylella e tanto danno hanno portato al nostro territorio.

Per questo chiediamo al Presidente Emiliano, anche con l’autorevolezza e l’esperienza conseguita dal suo vero mestiere, di rassicurare i funzionari, perché al di là di mille parole ciò che oggi impedisce la soluzione felice di questo problema è il timore – ormai dichiarato esplicitamente – di spiacevoli e ingiuste conseguenze personali.

Noi ora aspettiamo la riunione di dopodomani del servizio fitosanitario centrale, avvertendo però che tale data non ha un domani ulteriore, perché senza le autorizzazioni ci sono solo aziende chiuse e posti di lavoro persi – concludono Amati e Pentassuglia –”.