



“In un momento difficilissimo per la gestione dei rifiuti in Puglia, a causa della mancata dotazione impiantistica per la chiusura del ciclo, guardiamo con attenzione e interesse alla sperimentazione Eni in corso a Gela sulla trasformazione dei rifiuti organici in bio-olio e acqua”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’audizione svoltasi oggi nelle commissioni I e V con l’amministratore delegato della Syndial del gruppo Eni, Ing. Paolo Grossi, sull’impianto pilota di Gela.
“La tecnologia utilizzata e i numeri portati alla nostra attenzione impongono uno sguardo aperto alla ricerca, alle nuove tecnologie e alla migliore cultura industriale. Da oggi sappiamo che a Gela c’è un progetto pilota che sta sperimentando la tecnologia Waste to Fuel, cioè una replica in poche ore di ciò che fa la natura in migliaia di anni, trattando 700 kg di rifiuti organici al giorno. È stato riferito che, qualora la sperimentazione dovesse registrare esiti positivi, gli impianti di trattamento su scala industriale sarebbero in grado di trattare 150.000 tonnellate annue di rifiuti organici, cioè il corrispettivo prodotto da 1.500.000 abitanti”.

“Secondo gli alti dirigenti del gruppo Eni, il processo è in grado di trasformare i rifiuti organici in bio-olio a basso contenuto di zolfo (< 0,1%), utilizzabile in ambito di trasporto marittimo o come carica di raffinerie per produrre biocarburanti per auto; in acqua (70%), utilizzabile a scopi irrigui o industriali, e in bio-metano (1%)”.
“Sotto il profilo della tutela ambientale, i dirigenti Syndial hanno infine riferito che i rifiuti non vengono sottoposti a combustione ma a termo liquefazione, perciò con minori emissioni di anidride carbonica rispetto al compostaggio (- 80%) e al biogas (- 70%)”.
“Rifiuti organici trasformati in bio olio e acqua: domani in convocazione congiunta delle Commissioni I e V, avremo modo di conoscere e approfondire i dettagli di una innovazione industriale e tecnologica, al fine di valutare l’eventuale adattabilità alle esigenze della nostra regione”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, con riferimento all’audizione in programma per domani dell’Ing. Paolo Grossi, amministratore delegato della Syndal S.p.A., società ambientale del gruppo Eni S.p.A.. All’audizione sono stati invitati anche ANCI, l’Autorità Idrica Pugliese (AIP), l’Agenzia per la Gestione dei Rifiuti (AGER), l’Acquedotto Pugliese SpA (AQP), Puglia Sviluppo, Confindustria, CGIL, CISL e UIL.
“Dalle prime informazioni emerge che il progetto pilota di Gela trasforma la frazione organica dei rifiuti in bio olio, utile a produrre carburanti di nuova generazione. Questa tecnologia permetterebbe di replicare in poche ore, in un impianto industriale a basso impatto ambientale, un processo che la natura compie in milioni di anni: trasformare biomasse preistoriche in energia. Il processo di trasformazione – spiega Fabiano Amati – pare abbia anche la capacità di generare acqua, da utilizzare per usi industriali e civili, in quanto la frazione organica dei rifiuti è composta di acqua per una percentuale pari al 70%”.
“Tale sperimentazione deve essere guardata con occhio attento e interessato – conclude –, perché ha comprovati benefici, non solo ambientali, perché è resa credibile dal fatto che sia Eni a promuoverla – una delle società più serie e solide del mondo, orgoglio della migliore tradizione industriale italiana –, e infine perché c’entra molto con il futuro”.
“C’entra molto con il futuro il nostro interesse a conoscere tutte le innovazioni industriali e tecnologiche: per questo siamo contenti che Eni abbia accettato l’invito a venire in Puglia il prossimo giovedì 18 luglio per illustrare il progetto sperimentale di trasformazione dei rifiuti organici in bio olio e acqua. Ringraziamo i presidenti delle commissioni, in particolare Mauro Vizzino della V, per aver accolto la nostra richiesta d’audizione”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando la convocazione congiunta delle Commissioni I e V per l’audizione dell’Ing. Paolo Grossi, amministratore delegato della Syndal S.p.A., società ambientale del gruppo Eni S.p.A., in merito al progetto pilota per la trasformazione della Forsu in bio olio e acqua, in sperimentazione a Gela.
“Dalle prime informazioni emerge che il progetto pilota di Gela trasforma la frazione organica dei rifiuti in bio olio, utile a produrre carburanti di nuova generazione. Questa tecnologia permetterebbe di replicare in poche ore, in un impianto industriale a basso impatto ambientale, un processo che la natura compie in milioni di anni: trasformare biomasse preistoriche in energia. Il processo di trasformazione – spiegano i sei Consiglieri – pare che generi pure acqua, da utilizzare per usi industriali e civili, perché la frazione organica dei rifiuti è composta di acqua per una percentuale pari al 70%. È questo un ulteriore motivo per guardare con interesse a questo progetto, soprattutto in una terra come quella pugliese contraddistinta da scarsità di risorse idriche.
Nel settore dei rifiuti, come del resto in tutti, il nostro intento è sempre quello di conoscere e capire per poi eventualmente utilizzare le innovazioni nella nostra regione. In questo caso, si tratta di una sperimentazione di sicuro interesse, resa credibile dal fatto che sia Eni a promuoverla, cioè una delle società più serie e solide del mondo, orgoglio della migliore tradizione industriale italiana – concludono -. All’audizione sono stati invitati anche ANCI, l’Autorità Idrica Pugliese (AIP), l’Agenzia per la Gestione dei Rifiuti (AGER), l’Acquedotto Pugliese SpA (AQP), Puglia Sviluppo, Confindustria, CGIL, CISL e UIL”.
“Pare che la frazione organica dei rifiuti possa essere trasformata in bio olio e acqua. Si tratta di un progetto pilota dell’Eni, in fase di sperimentazione a Gela. Per saperne di più ho chiesto all’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, di venire in commissione per illustraci l’iniziativa”.
Lo comunica il presidente della commissione consiliare Programmazione e Bilancio, Fabiano Amati.
“Nella situazione pugliese – prosegue Amati – di grave crisi impiantistica per la chiusura del ciclo dei rifiuti, corredata da inerzia e ‘no’ a tutto, mi pare che ogni innovazione industriale e tecnologica debba essere ben vista e conosciuta nei dettagli. Dalla lettura delle prime informazioni, il progetto pilota della Syndial, società ambientale di Eni, trasforma la frazione organica dei rifiuti in bio olio, utile a produrre carburanti di nuova generazione”.
“La tecnologia in sperimentazione a Gela – spiega – permette di replicare in poche ore, in un impianto industriale a basso impatto ambientale, un processo che la natura compie in milioni di anni: trasformare biomasse preistoriche in energia. Il processo di trasformazione pare che generi pure acqua, da utilizzare per usi industriali e civili, perché la frazione organica dei rifiuti è composta di acqua per una percentuale pari al 70%. Una notizia straordinaria, verrebbe da dire, soprattutto nella Puglia sitibonda e perciò sempre alle prese con la scarsità di risorsa idrica. La credibilità della sperimentazione – conclude il consigliere regionale Pd – è peraltro attestata dallo sperimentatore, l’Eni, una delle società più serie e solide del mondo, orgoglio della migliore tradizione industriale italiana”.