Ora intervenga Zingaretti altrimenti la Puglia finisce a Fitto / intervista di oggi su Corriere del Mezzogiorno Puglia

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di giovedì 9 gennaio 2020, pagina 2

Intervista a Fabiano Amati: «Battere Fitto? Solo io potrei farcela» – «Ora intervenga Zingaretti altrimenti la Puglia finisce a Fitto»

di Cozzi Michele

BARI Fabiano Amati, consigliere regionale Pd, candidato alle primarie del centrosinistra, il clima è incandescente. C’è il rischio di una tempesta perfetta?

«Auspico la tempesta perfetta con la mia vittoria che è una delle pochissime possibilità che abbiamo per vincere le elezioni regionali, tenuto conto degli errori commessi da Emiliano. Lui sarebbe l’unico candidato per far vincere Fitto».

Ci sono partiti e associazioni che non partecipano alle primarie. Non è uno strappo?

«C’è di più. Dicono che se vince Emiliano non lo sosterranno alle Regionali. Per questo invito tutti a partecipare al voto di domenica, in modo che non ci sia questo esito e si possa mettere su una coalizione larga. Perdiamo le votazioni, se i nostri unici alleati sono Di Cagno Abbrescia (all’Agp), e Cassano (messo all’Arpa,. Per questo il segretario del pd, Zingaretti, dovrebbe intervenire invece di trincerarsi dietro un inspiegabile silenzio».

Perché ha deciso di candidarsi?

«Sulle liste di attesa ho fatto una proposta che è stata sabotata. Sulla xylella ho sostenuto la linea dura e abbiamo messo sotto processo gli scienziati. Approfitto per ricordare con devozione il professor Martelli deceduto oggi (ieri, ndr). Uomo di grande saggezza vituperato ingiustamente, lui e i suoi allievi. Sui rifiuti abbiamo ripetuto che il ciclo si chiude con gli impianti, altrimenti le conseguenze sono le discariche e la monnezza per strada. Si è risposto con il nulla».

Amati governatore da dove incomincerebbe?

«Liste d’attesa, sospensione dell’attività libero-professionale in caso di disallineamento, proposta che non mi hanno approvato. Sulla xylella lotta dura, con espianti, trattamenti per evitare l’espansione del contagio, rigenerazione paesaggista e produttiva del Salento. Sui rifiuti: impianti pubblici di compostaggio e di trattamento».

Cos’altro?

«Realizzazione dei cinque nuovi ospedali, non solo quello di Monopoli-Fasano di cui mi sono occupato e che è in corso. Accelerazione della spesa comunitaria, con l’istituzione di un unico soggetto di gestione: l’avevo proposto nel 2016, è stato bocciato».

Calenda, che si è espresso per la sua candidatura, definisce Emiliano il peggiore governatore d’Italia. Condivide?

«Per me è un onore la stima di Calenda che è stato un ottimo ministro e ha fatto tanto per l’Italia. Poi ricordo che Emiliano ha detto cose negative su Calenda, Renzi, Gentiloni: non credo che il governatore potesse aspettarsi fiori. Emiliano ha la cattiva abitudine di pugnalare il cuore delle persone e poi pretende che il cuore delle persone non debba sanguinare».

La criminalità in Capitanata. Che fare?

«Sulla Capitanata, è lo Stato nella sua interezza che deve alzare la propria presenza. E la Regione, come pezzo dello Stato, deve fare la sua parte».

Questione Ilva. C’è stata una schiarita per l’altoforno 2. Si va verso una mascherata nazionalizzazione?

«Mi sembra il gioco dell’oca. Torniamo sempre sullo stesso punto. Se ci fossero stati meno proclami e parole altisonanti, la questione sarebbe stata risolta prima. Siamo dinanzi ad una azienda che deve restare in attività, e non ho cambiato opinione a secondo delle circostanze. Occorre mettere mano al piano ambientale facendo in modo che la fabbrica non inquini, con un ruolo più collaborativo della Regione. Perché se discutiamo di revisione Aia e poi due soggetti controllati dalla Regione, Arpa e Asl, non mandano le carte al ministero, sin dal 25 ottobre, che Regione è? E una Regione che omette. Mi pare che la soluzione sia quella indicata dai governi Renzi, Gentiloni, Conte le Conte 2, con le brevi parentesi di populismo che spero siano alle spalle».

Sul gasdotto Tap, Emiliano torna all’attacco. Che pensa?

«L’unica cosa certa è che si tratta di un tubo di un diametro inferiore al metro che serve per le necessità energetiche e quindi pure per la decarbonizzazione. A causa dell’ammuina abbiamo perso la forza contrattuale per ottenere ristori milionari. Resto poi stupito che si possa dire che la citazione a giudizio penale sancisca la illegittimità dell’opera».

Crede di vincere?

«Credo nella misura in cui in tanti nel 2005 credevano nella vittoria di Vendola. Non si conosce mai la propria statura se non ci si alza. Alziamoci e andiamo a votare».

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Corriere INTERVISTA

 

Questa sera Amati ospite di “Perché – L’approfondimento oltre la notizia” di Canale 7

Questa sera, alle ore 20.00, il Consigliere regionale Fabiano Amati sarà ospite dell’approfondimento “Perché – L’approfondimento oltre la notizia” di Canale 7, canale 74 del digitale terrestre. 

Si parlerà delle soluzioni a problemi della Puglia come liste d’attesa, #Xylella, rifiuti, #Ilva, Piano casa e tanto altro, in vista delle #Primarie di domenica 12 gennaio. Sarà possibile seguire la replica anche alle ore 21.00 e alle ore 23.45.

 

 

Ho sfidato Emiliano perché i pugliesi pretendono risposte / intervista su Repubblica

Repubblica Bari di martedì 7 gennaio 2020, pagina 2

Intervista a Fabiano Amati – Fabiano Amati “Ho sfidato Emiliano perché i pugliesi pretendono risposte” – Amati “Pugliesi senza risposte negli ultimi cinque anni, serve un’alternativa a Emiliano”

di Cassano Antonello

 

«L’aria è amara per il centrosinistra. In questi cinque anni non abbiamo dato risposte ai cittadini su problemi importanti: è evidente che abbiamo bisogno di un candidato diverso da Michele Emiliano e io sono quel candidato». Fabiano Amati, consigliere regionale del Pd, è candidato alle primarie di centrosinistra del 12 gennaio. Oltre al governatore Emiliano sfiderà l’altra dem Elena Gentile e l’outsider Leonardo Palmisano.

In molti dicono che queste primarie siano un modo per legittimare la ricandidatura di Emiliano. Il malcontento prevale soprattutto a sinistra: Nichi Vendola non voterà e ha parlato di «primarie fiction». È cosi?

«Esattamente il contrario. Secondo me quelli che non vogliono far vincere Emiliano hanno un’unica cosa da fare: votare per me, altrimenti si terranno Emiliano come candidato. Quanto a Vendola, io lo stimo e gli voglio bene ma mi pare che per lui fiction è tutto ciò in cui non è protagonista. Sarà che il cammeo da giardiniere in ozio nel film di Checco Zalone lo avrà esaltato».

Alle precedenti primarie votarono in 140 mila. Ora c’è il rischio che non si arrivi neanche a 100 mila.

«Questo non lo so. Io spero ci sia una ampia partecipazione perché noi dobbiamo proporre ai pugliesi soluzioni peri singolo argomenti: dalla sospensione dell’attività intramoenia per ridurre le liste di attesa all’accelerazione della lotta contro la xylella, dalle soluzioni su Ilva all’adozione del piano rifiuti con la realizzazione di nuovi impianti».

Negli ultimi tempi è emerso con forza il tema ambientale. Lei ha portato in consiglio regionale la proroga sul Piano casa. La sua sfidante Elena Gentile l’ha accusata per questo parlando di legge «violentata su interessi di parte».

«Il Piano casa evita consumo di suolo perché agisce su edifici esistenti e riduce rischio per tangenti e corruzione. La parte più discussa viene fuori da due modifiche presentate da altri consiglieri regionali e con parere favorevole delle assessore Angela Barbanente e Anna Maria Curcuruto».

Si riferisce alla parte che consente il cambio di destinazione d’uso?

«Esatto. Io mi sono semplicemente preoccupato di presentare ogni anno la proroga di uno strumento che condivido».

Il cambio di destinazione d’uso dovrebbe restare, dunque.

«Certo, perché se lo togliamo da lì resta pur sempre in altre leggi regionali: rigenerazione, contratti di quartiere, accordi di programma eccetera. Con una differenza: il Piano casa è un atto dovuto egli altri sono strumenti negoziali».

Quanto ai temi ambientali, è polemica anche su un’altra legge promossa da lei: quella sul turismo rurale, che prevede di trasformare immobili rurali in attività turistiche senza l’avallo degli uffici regionali.

«Questa trasformazione si può fare dal 1998 con le autorizzazioni di Regione, Comune e sovrintendenze. Con la mia norma si potrà fare con le sole autorizzazioni di Comune e sovrintendenze. Ho tolto un giro di giostra. Per me l’importante è che si snellisca la burocrazia».

Fra i temi ambientali c’è l’ Ilva. Cosa devono fare governo e Regione?

«Dobbiamo innanzitutto dire che su questo tema Emiliano ha avuto tutte le parti in commedia. Negli ultimi tempi si è convertito alla fabbrica aperta e io me lo sono ritrovato su questa posizione. La fabbrica deve produrre nel rispetto del piano ambientale. La Regione deve spingere sugli enti che controlla, Arpa e Asl, affinché mandino gli atti necessari perla revisione Aia che il ministero aspetta da ottobre, invece di blaterare sciocchezze come la partecipazione della Regione nel capitale di Ilva. E poi bisogna finalmente pensare a delocalizzare il quartiere Tamburi».

E la Banca Popolare di Bari.

«Era troppo “banca del territorio”. Ma il banchiere come diceva Luigi Einaudi, si fa senza aggettivi. Io l’ho vissuto sulla mia pelle: quando ero assessore e mi occupavo di Acquedotto Pugliese decidemmo di differenziare le banche su cui fare i depositi e avviammo una indagine di mercato. Tenga conto che Aqp incassa 1,5 milioni di euro circa al giorno: trovammo tante banche che offrivano condizioni migliori rispetto alla Popolare e decidemmo di servircene. Apriti cielo. Fui contattato da tutto il ceto politico barese. Un giorno sarà bello anche rivelare i nomi di chi voleva interferire sulla scelta di Aqp. Inutile dire che non ascoltammo nessuno e da allora non ho mai goduto di particolari simpatie da quelle parti».

La politica cosa ha fatto?

«In tanti, non solo fra i politici, godevano di benefici, direttamente e indirettamente. Posso dire che da presidente della Regione vigilerò con la moral suasion affinché le banche facciano le banche».

Articolo in formato PDF:

Intervista Amati_Repubblica

 

 

 

Oggi Fabiano Amati ospite de “Il fatto del giorno” su Teleregione

Questa sera, il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del centrosinistra del 12 gennaio 2020 per la scelta del Presidente della Regione Puglia, sarà ospite de “Il fatto del giorno”, rubrica di approfondimento quotidiano a cura della redazione di Teleregione in onda alle 20.00 e alle 23.00 e domani (29 novembre) alle ore 15.00.

Appuntamento sul Canale 14 del digitale terrestre.

Dai vaccini ai rifiuti, io diverso da Emiliano / Intervista di oggi su Corriere del Mezzogiorno

 

Da Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di domenica 17 novembre 2019

Intervista a Fabiano Amati – Amati, la sfida e le idee «Dai vaccini ai rifiuti io diverso da Emiliano»

Amati lancia il suo programma «Primarie, ecco le soluzioni. Così allargherò la coalizione»

 

di Strippoli Francesco

L’INTERVISTA

Consigliere Amati, candidato alle primarie del centrosinistra, Arcelor Mittal sta spegnendo gli impianti di Taranto. Cosa pensa?

«Bisogna impedirlo a tutti i costi, anche con un decreto legge. E una scelta che riguarda il Paese: se il governo non dovesse farlo, scriverebbe la parola fine sulla propria esistenza in vita». E dopo aver impedito lo spegnimento? «Occorrerà procedere con l’applicazione del piano ambientale che è un fatto di salute. Per portare a termine quel piano occorre che ci sia qualcuno a realizzarlo: soggetto privato, pubblico, commissario, Arcelor. Chiunque fosse, dovrebbe avere la tutela legale e l’obbligo a realizzarlo, anche a prescindere dalla produzione. Detto ciò, non vedo molte azioni al riguardo».

Cosa non vede?

«Ci sono alcuni che possono compiere atti e non lo fanno: penso a Di Maio. O ai parlamentari che chiedono l’eliminazione della protezione legale. O al presidente Emiliano che non ha una posizione precisa e beccheggia. Anche qualora la fabbrica dovesse chiudere – e non è il mio auspicio – bisogna applicare il piano ambientale. Altrimenti Taranto diventerebbe una Bagnoli 2, anzi più esplosiva di quella, vista la dimensione. E dopo il piano ambientale procedere con un’altra cosa».

Ovvero?

«Delocalizzare gli abitanti del quartiere Tamburi, a ridosso della fabbrica, con un “bonus” per acquistare altrove la casa. Non sono tra quelli che dicono: va coniugata la salute con il lavoro. No, io dico prima la salute, con il Piano ambientale, e poi di rimbalzo il lavoro».

Hanno suscitato accese polemiche le sue parole sulla “sinistra champagne” che rifiuta il Piano casa come lei lo propone. Non poteva risparmiarsi l’espressione?

«L’ho usata perché c’era una manifestazione degli edili che chiedevano lavoro. “Sinistra champagne” non addita qualcuno, allude a un modo di pensare che è lontano anni luce dal popolo e che se ne frega delle angosce della gente e del piatto da mettere a tavola: il motivo per cui il centrosinistra perde. Abbiamo proposto di prorogare il Piano casa in scadenza e subito vari ambienti che si definiscono di sinistra si sono messi a criticare. Io scelgo di stare con gli edili e con quel progetto che serve a intervenire sugli immobili esistenti, senza consumare suolo».

Ma pure nelle aree industriali.

«Solo sugli immobili esistenti, senza consumare suolo e tutelando così l’ambiente. Per di più eliminando la discrezionalità dei funzionari pubblici perché l’intervento di ristrutturazione sarebbe un atto dovuto. Si elimina in radice ogni tentazione di corrompere e farsi corrompere».

A proposito di polemiche. Una delle sue concorrenti, Elena Gentile, l’ha definita “clone di Emiliano” per aver insinuato un patto tra lei stessa e il governatore.

«L’ho già detto, corro su Emiliano e non rispondo alle polemiche. Propongo di sospendere l’attività a pagamento dei medici per combattere le liste d’attesa; Emiliano la pensa diversamente. Sono per la linea dura sulla xylella per evitare l’espansione del contagio; Emiliano sul punto ha tentennato, a dir poco. Propongo gli impianti per trattare i rifiuti per non aver la monnezza per strada. Sono contro le discariche e contro i camion con cui Emiliano fa fare il tour d’Europa ai rifiuti pugliesi. Ho proposto un ente strumentale per accelerare la spesa dei fondi europei e il testo ha ricevuto il parere contrario del governo regionale: per questo giace in commissione. Potrei continuare».

Ha illustrato una specie di contro-programma: hanno ragione quelli che dicono che le primarie rischiano di minare l’unità della coalizione?

«Io mi sono candidato perché su molte questioni la penso diversamente da Emiliano. Ero assessore (tra il 2009 e il 2013) quando fu approvata la lista con 5 nuovi ospedali da costruire: ne è in costruzione solo uno. Voglio fare il presidente perché li voglio vedere tutti finiti in 5 anni. E per estendere la copertura vaccinale. E anche per portare acqua e fogna ovunque: qui la legge c’è, ma manca il regolamento della giunta. Mi candido perché su tante questioni ho maturato una visione diversa in termini di soluzioni possibili. Io penso che se non hai la soluzione — che piaccia o meno — tu sei parte del problema».

Qual è il leader politico che le piace di più? Zingaretti, Renzi, Salvini, Berlusconi?

«Come per la musica, non ho preferenze “singole”. Dipende, diciamo così, dai politici, dalle situazioni e dalle soluzioni che essi propongono ai problemi».

Lei è l’uomo politico pugliese più citato dal «Foglio». Cosa significa?

«Non saprei. Forse significa che il “Foglio” contesta Emiliano e sa che io propongo soluzioni diverse. Forse significa che se io vinco le primarie, la coalizione di centrosinistra diventa più larga di quella che è».

Più larga di quella di Emiliano?

«Sì, chi oggi sta fuori dal circuito delle primarie è Italia viva di Renzi e l’associazione Giusta causa che fa capo all’avvocato Laforgia. Sono due realtà politiche che a me interessano e coltivano idee che a me piacciono molto, in vista di una coalizione larga del centrosinistra».

È indispensabile che sia larga?

«Sì, perché l’aria per noi è politicamente amara. Solo se vinco io le primarie, la coalizione si allarga. Si allarga sulle idee, non sul posto concesso all’Acquedotto o all’Arpal. Emblematico di questo aspetto è il sostegno che mi è stato accordato dall’ex assessore Tommaso Fiore, maestro di amministrazione. Mi dice così: tu sei l’unico che prende posizione sul rapporto tra decisione politica e scienza. Fiore, Italia viva, Giusta causa dicono: prima le idee. Io gliele offro».

 

 

Qui il file dell’intervista: 

Intervista_CorriereMezzogiorno17nov2019

Ecco la bella intervista di Vito Pertosa, imprenditore serio e solido, che su ILVA dice ciò che va detto, senza slogan acchiappa emozioni

Oggi pubblico la bella intervista di Vito Pertosa, imprenditore serio e solido, che su ILVA dice ciò che va detto, senza slogan acchiappa emozioni:

  • Sulla protezione legale “È comprensibile che un manager che deve portare avanti un programma di ambientalizzazione e pensa di rispettare la legge non deve avere angosce”;
  • La nazionalizzazione “è una prospettiva sbagliata perché offriamo una via d’uscita a questa multinazionale”;
  • Sulla proposta di delocalizzazione di Tamburi “È una proposta meritevole è valida. Avrei auspicato fosse stata fatta prima, per consentire ai cittadini del Tamburi di spostarsi altrove e patire meno le conseguenze della vicinanza con la fabbrica”;
  • Sulle politiche industriali “L’Italia ha bisogno della crescita felice”.

 

Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 16 novembre 2019

Intervista a Vito Pertosa – Pertosa boccia l’indiano «Da lui alibi pretestuosi»

 

Pertosa non fa sconti a Mittal «Contratto scritto molto male e poi il profitto non è tutto»

 

di De Feudis Michele

 

BARI. Un giudizio severo sull’iter scelto da ArcelorMittal per disimpegnarsi dall’acciaieria di Taranto, un ritratto senza filtro del magnate indiano e un riconoscimento della determinazione con cui il governo e il premier Conte stanno seguendo la vertenza che riguarda il futuro dell’insediamento industriale ionico: Vito Pertosa, fondatore del gruppo industriale Angel, offre una lettura analitica della complessa vicenda rivendicando il punto ferma della difesa delle eccellenze presenti nel settore industriale legato all’acciaio in Puglia e il valore del manifatturiero italiano.

Presidente Pertosa, che impatto ha per l’Italia negli scenari internazionali l’incertezza giuridica e politica che caratterizza la crisi industriale dell’ex Ilva?

«Si tratta di una crisi grave per l’Italia e spero che la decisione presa da una società così importante come Mittal possa avere riflessi negativi internazionali anche per la multinazionale, dal momento che sta scappando da un impegno assunto, pur adducendo questioni legali. Non emerge un quadro di serietà».

Eppure l’ArcelorMittal è leader mondiale nella produzione dell’acciaio.

«Ho conosciuto l’anno scorso il signor Lakshmi Mittal a Parigi, per una cena a Versailles nella quale il presidente francese Emmanuel Macron incontrava gli imprenditori che avevano relazioni commerciali con la Francia, per invitarle a fare investimenti. Mi è sembrato una persona che per raggiungere l’obiettivo del profitto è pronto a sacrificare altri valori. Questo approccio porterà un calo dicredibilità anche per l’azienda indiana. Bisogna farlo riflettere: gli aspetti contrattuali sono importanti, ma alcuni alibi che utilizza, sono assolutamente pretestuosi. La mia impressione è che il contratto sia scritto molto male, non ci sono reali garanzie…».

Che vantaggi ha per la filiera industriale italiana la possibilità di avere acciaio prodotto a caldo nel nostro paese?

«Ci sono vantaggi sul costo di trasporto, per l’indipendenza dalle produzioni turche, russe e indiane – nostri competitor che aspettano solo di guadagnare ulteriori quote di mercato – e per una più sicura disponibilità dell’acciaio avendo un’industria nazionale. Ma bisogna contemperare lavoro e ambiente: Taranto ha riportato grandi ferite in questi anni”.

Il governo è in prima linea nel mostrare massima attenzione per il caso Taranto.

«Il premier Conte sta dando prova di grande sensibilità, occupandosi della vicenda con un piano vero per trovare soluzioni qualsiasi cosa accada». L’acciaio va interpretato anche come simbolo dell’avanguardia della ricerca italiana, dallo spazio alla mobilità? «Era un simbolo. Ora l’acciaio lo è meno. È importantissimo ma non è più centrale come prima. Ho iniziato a lavorare da giovane andando a Taranto, vedevo sole, mare, il golfo e immaginavo la Magna Grecia: la culla della civiltà mentre Berlino, Parigi, Londra, erano leggermente più indietro…. Pensavo che impiantare lì le ciminiere fosse stata una scelta azzardata. Tuttavia, questa acciaieria esiste, c’è una cultura industriale importante che non può essere persa. Si può cogliere questa sventurata occasione per riprendere un primato utilizzando nuove modalità di produzione compatibili con l’ambiente».

Ne ha mai parlato con Mittal?

«Sì, gli dissi di pensare seriamente all’ipotesi di produrre acciaio con un marchio carbon free, attento all’ambiente, ma sul tema era scocciato ed evasivo».

Da imprenditore cosa pensa della questione dello scudo penale?

«I commissari che stavano prima ce l’avevano. È comprensibile che un manager che deve portare avanti un programma di ambientalizzazione e pensa di rispettare legge non debba avere angosce. C’è da dire che questo elemento non c’era nel contratto. Ma l’ha richiesto Mittal. Ora è solo un alibi: ha problemi di produzione e di mercato. Aveva portato avanti l’investimento in un contesto economico diverso, capisco, ma ora non può andare via così facilmente. Bisogna far riflettere i maggiori buyer italiani che comprano l’acciaio da Mittal, su come comportarsi con un fornitore che fa un danno di questo tipo al proprio paese».

 

L’opzione nazionalizzazione è l’extrema ratio?

«Secondo me è una prospettiva sbagliata. Offriamo una facile way out a questa multinazionale. Altro discorso è lavorare ad un piano B ed uno C contemporaneamente a quello che accade nel frattempo».

Che cosa si aspetta dalla politica sulla questione Ilva?

«Il governo mostra determinazione. Il premier Conte in fabbrica, in mezzo agli operai ha trasmesso una bella immagine. Da quello che mi risulta si sta lavorando a varie iniziative e bisogna rimediare agli errori passati senza concentrarsi su chi sia il colpevole, ma solo su cosa fare tutti insieme per dare una mano. Quello che è certo e che non ci deve essere maggioranza ed opposizione, ma un paese unito in blocco per difendere i propri interessi e dare un concreto futuro alle persone di questo territorio, che tanto hanno sofferto negli anni per questa situazione».

La Gazzetta del Mezzogiorno, con la proposta del rettore Umberto Ruggiero, sostiene che vada realizzato un piano di esodo indennizzato per gli abitanti del rione Tamburi.

«È una iniziativa meritevole e valida quella della Gazzetta. Avrei auspicato che fosse stata fatta prima, per consentire ai cittadini del Tamburi di spostarsi altrove e patire meno le conseguenze della vicinanza con la fabbrica».

Resta sullo sfondo il nodo della debolezza nelle politiche industriali dell’Italia, con un partner di governo che ha tra i capisaldi la «decrescita felice».

«La manifattura italiana è la seconda in Europa e con la crisi della Germania potrebbe ambire a diventare anche la prima, se fossimo in grado di cogliere l’occasione. Non abbiamo il petrolio né le miniere, ma custodiamo creatività e una eccellente qualità tra tecnici, operai, ingegneri, manager italiani. La decrescita? L’Italia ha bisogno della «crescita felice». Ci sono tutte le condizioni per farlo, ci vuole solo unità d’intenti, come in Francia e Usa. Noi, purtroppo, abbiamo un problema politico legato alla instabilità del sistema, connessa ad una legge elettorale che non garantisce a chi vince la possibilità di governare cinque anni e di programmare quindi il lavoro, senza avere l’ansia ogni tre mesi di quello che accade alla prossima elezione amministrativa, altrimenti il governo traballa. Ogni scelta ha il fiato corto e si ha sempre il terrore di scontentare qualcuno».

A breve ci saranno le elezioni anche in Puglia, quali sono le qualità che dovrebbe avere chi si candida?

«Non penso di dire nulla di speciale, dicendo che nel mio gruppo, quando scegliamo le persone che hanno responsabilità di comando, lo facciamo usando il criterio che debbano essere oneste, competenti e capaci. Non sempre ci sono tutte e tre insieme queste qualità, perché dando per scontata l’onestà, la competenza da sola non è sufficiente, ci vuole anche la capacità. Ovviamente non sempre si riesce, si fanno degli errori, l’importante è cercare di farne tesoro e di migliorarsi. Purtroppo invece oggigiorno, in tutte le elezioni politiche, per avere delle concrete chance di essere eletti, nessuna di queste tre qualità è indispensabile, ce ne vuole bensì una quarta, quella di saper comunicare bene, di bucare lo schermo, di fare il Tweet giusto. Quando andiamo a votare dovremmo pensare invece alle prime tre, ma non sempre accade».

Nel suo percorso imprenditoriale, quando ha “incontrato” per la prima volta il siderurgico di Taranto?

«Negli anni ottanta abbiamo realizzato per l’Italsider un progetto innovativo per un locomotore dedicato al trasporto del carro per la cokeria. Non nascondo che soffrivo per l’ossimoro tra la bellezza del golfo della città ionica e le ciminiere fumanti. Lì però ho rilevato che si era formata una straordinaria competenza sul piano industriale, interloquendo con gli ottimi tecnici del siderurgico. Una ricchezza che non va perduta».

È fiducioso per il futuro di Taranto?

«Il programma del governo per la città deve diventare il programma per il riscatto del Paese, per restituire a Taranto una opportunità. Anche le Zes sono una occasione da non perdere per lo sviluppo del territorio. Bisogna combattere con l’Europa per avere vantaggi concreti per attrarre gli investimenti. Sinceramente penso che se si lavora con unità di intenti, ci siano le condizioni per disegnare un futuro migliore, anche grazie alla positiva circostanza di un Presidente del Consiglio che conosce bene la Puglia e che insieme al Sottosegretario Turco, originario del territorio, stanno lavorando alacremente ad un piano di rilancio. Nessuna iniziativa però potrà avere possibilità di successo, se si perdono inutilmente energie ad accusare qualcun altro; gli avversari non sono in Italia, ma da qualche altra parte; ora bisogna difendere l’industria italiana e sentirsi tutti tarantini».

 

ArcelorMittal: la fabbrica deve funzionare sulla base del piano ambientale più rigoroso del mondo / intervista

#ArcelorMittal: sembra che stiamo in lite con lo sviluppo e in nome di un malinteso senso ecologico preferiamo tenerci stretto l’inquinamento, anziché attuare piani ambientali.
La verità è una: la fabbrica deve funzionare sulla base del piano ambientale più rigoroso del mondo e con la prospettiva di migliorare la qualità del prodotto. Non ci sono terze vie.

I dettagli nella mia intervista di oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno.

Amati questa sera in diretta su Canale 7 per parlare di primarie in vista delle elezioni regionali 2020

Questa sera, lunedì 4 novembre, alle ore 20.00, il Presidente della Commissione Bilancio Fabiano Amati sarà ospite in diretta negli studi di Canale 7 (canale 74 del digitale terrestre) per la trasmissione “Perché? L’Approfondimento oltre la notizia”. Si parlerà di primarie nel centrosinistra in vista delle elezioni regionali 2020.

Il programma in diretta con successive repliche questa sera alle 21.00 e alle 23.40.

La trasmissione è visibile simultaneamente anche in streaming su www.canale7.tv e disponibile on demand sullo stesso portale.

#puglia #politica #regionali2020

Intervista su «La Gazzetta del Mezzogiorno» / rassegna stampa

Oggi la mia intervista su «La Gazzetta del Mezzogiorno».

Serve un governo del fare, che risponda alla crisi, che tiri fuori dall’angolo il Sud. Sarebbe interessante se mettessero come viceministri e sottosegretari i consiglieri regionali e i sindaci a fine mandato, sono gli unici a conoscere il territorio e le esigenze della gente, nonché i soli ad essere stati eletti dal popolo con le preferenze.

 

#rassegnastampa

 

Fasano e il Festival della Scienza nel programma Benvenuti in Puglia

Il Festival della scienza di Fasano sarà al centro del programma “Benvenuti in Puglia” in onda oggi – domenica 4 novembre – alle 18.30, sull’emittente televisiva a diffusione nazionale 7GOLD (visibile in Puglia sul canale 77 del digitale terrestre).

Il programma, dedicato alle attrattive turistiche del tacco d’Italia, ha realizzato un approfondimento sulla città di Fasano e sul Festival della scienza che si è svolto dal 13 al 21 ottobre organizzato dal Comune di Fasano e finanziato dalla Regione Puglia con la collaborazione di scuole e università.

All’interno della trasmissione ci saranno le interviste al consigliere regionale Fabiano Amati e al sindaco di Fasano Francesco Zaccaria.

Inoltre il format potrà essere visto anche su varie emittenti televisive locali che trasmettono nel territorio regionale pugliese. Di seguito giorni e orari:

TELEBARI – CH 12 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 19.30
lunedì 5 novembre alle ore 21.30

TELEFOGGIA – CH 12 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 19.00
lunedì 5 novembre alle ore 10.30

TELEREGIONE – CH 14 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 20.00
lunedì 5 novembre alle ore 13.30

STUDIO 100 – CH 15 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 18.30
lunedì 5 novembre alle ore 18.30

TELESVEVA – CH 17 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 21.00

TELEDEHON – CH 18 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 20.20
lunedì 5 novembre alle ore 16.00

DELTA TV – CH 78 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 18.30
lunedì 5 novembre alle ore 22.00

TELEDAUNA – CH 87 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 20.00
lunedì 5 novembre alle ore 14.30/18.00/20.00

TELECATTOLICA – CH 110 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 18.40 e alle ore 20.05

CANALE 2 – CH 114 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 18.45

PUGLIA TV – CH 116 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 19.00
lunedì 5 novembre alle ore 15.00

EURONEWS PUGLIA – CH 178 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 17.30
lunedì 1 ottobre alle ore 20.30

TELETRANI – CH 188 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 20.15
lunedì 5 novembre alle ore 21.30