Contano i contenuti, per questo mi sono candidato. I pugliesi sono consci degli errori di Emiliano / intervista su Nuovo Quotidiano Brindisi

Nuovo Quotidiano Brindisi di venerdì 10 gennaio 2020, pagina 5

Intervista a Fabiano Amati

Amati avverte: primarie inutili se emergeranno irregolarità – «Io in campo anche con l’arbitro contro. I pugliesi consci degli errori di Emiliano»

di Gioffredi Francesco G.

Fabiano Amati, consigliere regionale Pd e candidato alle primarie di centrosinistra: in pochi giorni ha lanciato due allarmi su trasparenza e spontaneità del voto di domenica. Qualcosa avrà notato, durante questa campagna elettorale: cosa?

«In un caso ho segnalato il necessario rispetto delle regole sulla coincidenza tra elettori e contributo di un euro raccolto; nell’altro ho notato che un circolo Pd prende posizione per Emiliano, e siccome le questioni organizzative incombono sui circoli, allora ho sollevato il problema. Diventa purtroppo difficile trovare un interlocutore a cui segnalare, visto che la nomenclatura Pd è tutta con Emiliano e che queste operazioni di aggiramento delle regole sono interpretate da supporter del governatore. Insomma, se tanto mi dà tanto, allora non c’è un giudice a Berlino».

Lei ha il sostegno di Azione, il movimento di Carlo Calenda: l’ex ministro spara a zero su Emiliano, al punto che non sosterrà il centrosinistra se alle primarie dovesse vincere il governatore. Ritiene eccessiva la posizione di Calenda?

«Calenda non è parte del patto delle primarie. Emiliano poi gli ha detto cose inaudite, nonostante il ministro abbia lavorato bene nei governi Renzi e Gentiloni. Calenda non ha stima di Emiliano, non è dunque il caso di aspettarsi fiori…».

E lei rispetterà il “patto delle primarie”?

«Sì, solo la violazione delle regole può farmi cambiare idea. Tenuto pur sempre conto che gioco non solo fuori casa e con il pallone portato da altri, ma anche con l’arbitro contro. Posso avere almeno le regole dalla mia parte?».

Valeva la pena di candidarsi, allora?

«L’ho fatto innanzitutto perché sono convinto delle mie idee. Ma “chi te lo ha fatto fare?” è una domanda che non si pone mai, nemmeno con pronostici infausti, altrimenti avrebbero dovuto dirlo a Vendola nel 2005 o ad Armstrong, Aldrin e Collins prima di sbarcare sulla luna. Solo osando e avendo buone idee si può riuscire».

D’accordo, ma con la vittoria di Emiliano sareste tutti “costretti” ad accodarvi e a “dimenticare” le tante e aspre critiche formulate finora.

«È così, per questo vorrei evitare la ricandidatura di Emiliano: ho l’impressione che i cittadini non la pensino così e che se il centrodestra di Fitto ha una chance di vincere è avendo proprio Emiliano come concorrente. Ma del resto è stato lo stesso governatore a dirlo: a Taranto ha detto che “non c’è nessuno che ha commesso gli errori che ho commesso io, ma sono l’unico che può correggerli”. C’è un solo problema i pugliesi si sono accorti prima di lui degli errori e vogliono correggersi da soli votando un altro candidato».

E lei quali errori rimprovera al governatore?

«Ne cito tre. La xylella: grande debolezza nell’affrontare un problema che ci ha portato a un paesaggio lunare dal Salento fino a Fasano, e va reso il massimo onore a tutti i ricercatori che, anche grazie alla debolezza della politica, sono diventati zimbelli per creduloni e negazionisti. Da presidente condurrò una lotta durissima all’espansione del contagio secondo scienza, tutelerò il mondo dei vivai, e farò di tutto perla rigenerazione produttiva e paesaggistica del Salento, anche garantendo la diversità colturale che serve a non produrre mutazioni genetiche del batterio».

E gli altri due punti di critica a Emiliano?

«I rifiuti: non ci sono impianti, l’alternativa sono i rifiuti per strada e rifiuti in tour per l’Europa e le discariche. Con me si realizzeranno gli impianti, dopo dibattito pubblico, e non si vedrà un presidente che dichiara l’utilità di un impianto e un suo assessore che per voti lo ostacola. Terzo punto, i fondi comunitari: nel 2016 proposi un organismo unico per impedire l’eccesso di burocrazia e spendere bene e subito, il governo Emiliano disse di no, ora – per esempio – stiamo perdendo 146 milioni del Psr e per le misure del Titolo secondo gli imprenditori restano in fila per ricevere la grazia della liquidazione. Con me nascerà un ente strumentale ad hoc, si chiamerà “Puglia azioni veloci”».

Fondi europei vuol dire anche agevolare un’autentica politica industriale. Lei viene spesso etichettato come “sviluppista”: nota una carenza di visione industriale?

«Di politica industriale si parla solo quando c’è qualche numero col segno “più” da commentare. Ma cosa c’è dietro quei numeri? Industria, edilizia, turismo e agricoltura. Sull’industria in Puglia ci siamo imbattuti in situazioni caotiche come Ilya; nell’edilizia cerchiamo di affossare il Piano casa che mette piatti in tavola riducendo consumo del suolo e corruzione; sul turismo diciamo “no” a resort e campi da golf alimentati con i reflui affinati; e in agricoltura perdiamo le risorse. E una Regione priva di senso industriale».

Perché auspica l’intervento di Zingaretti?

«Abbiamo una coalizione stretta-stretta, allargata solo a Di Cagno Abbrescia e Cassano in cambio del Cda di Acquedotto e del commissariamento di Arpal. Mi piacerebbe, e in questo mi rivolgo a Zingaretti, che di fronte alle obiezioni di Italia viva e di Azione ci si ponesse il problema della coalizione e della probabile sconfitta e si intervenisse. Peraltro in Puglia ci sono in ballo questioni che riguardano l’intero Paese: Ilva, Tap, xylella. Trovo stupefacente che in questa vicenda pugliese il segretario Pd non dica nulla: non può tacere».

Anche Bellanova, per conto di Italia viva, si rivolge a Zingaretti e propone tuttavia l’azzeramento delle primarie e il “divorzio” da Emiliano: precondizioni per rinsaldare l’asse Pd-renziani.

«Alla mia amica Teresa, con cui ho un grande rapporto di stima, dico che dovrebbero aiutarmi, così assieme risolviamo il problema in casa senza attendere interventi romani».

Ma se il Pd dovesse continuare a tacere o a sostenere Emiliano, lei resterebbe comunque nel Pd?

«In questo momento è il partito che mi dà la possibilità di dire che ci sono persone in fila al Cup e che voglio sia approvata la mia legge sulle liste d’attesa sabotata da Emiliano. Se il Pd tace su queste cose, il problema non è se io resto o meno, ma è che il Pd non fa il Pd. Contano i contenuti, per questo mi sono candidato. Ora combatto per le idee, poi se un domani non mi sarà data la possibilità di imporre alcuni temi, allora non sarà più il mio partito».

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Intervista_Quotidiano Brindisi

Primarie del 12 gennaio 2020: l’elenco delle sedi dove votare per ciascuna provincia

Domenica 12 Gennaio dalle ore 8 alle ore 20 si terranno le Primarie di coalizione per la scelta del candidato alla carica di presidente della Regione Puglia.

Si vota apponendo una croce sul nome del candidato. Sarà necessario presentarsi con un documento di riconoscimento e versare il contributo di 1,00€.

I fuori sede e i ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni per poter votare dovranno registrarsi collegandosi al sito http://primariepuglia2020.it/.

Questi tutti gli elenchi con le sedi divise per ciascuna provincia.

BARI-2

BRINDISI

BAT

FOGGIA

LECCE

TARANTO

 

 

 

Primarie, Amati: “Se non fosse grave sarebbe comico. In alcuni circoli si rischia addirittura il miracolo di sapere in anticipo i risultati”

“Il PD di Bisceglie sta invitando al voto con l’invio di un fac-simile su cui è segnata la preferenza per Emiliano. Di questo passo finiranno per farci sapere i risultati già sabato sera? Ciò che accade se non fosse grave sarebbe comico. Lo ripeto ancora una volta: così facendo si rischia il mancato riconoscimento del risultato”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle elezioni Primarie del 12 gennaio 2020.

La cosa spiacevole è che non si sa nemmeno a chi appellarsi. Non c’è il PD regionale, considerato che tutta la nomenclatura è apertamente schierata con Emiliano. Non è possibile rivolgersi nemmeno ai sindaci, perché quasi tutti ‘non sono d’accordo con Emiliano, ma lo voto’, come ha sintetizzato di recente un sindaco pugliese. Non è infine possibile appellarsi ai parlamentari, perché – aggiunge – la maggior parte sono stati indicati nelle liste bloccate da Emiliano. Per inciso: come fa Emiliano a parlar male di Renzi che da segretario accettò tutte le sue indicazioni, sacrificando le persone a lui più vicine? E allora, per l’ennesima volta, patti chiari e amicizia lunga – conclude -. Esigo correttezza e serietà, perché di questo passo la giornata del 12 gennaio si rivelerà del tutto inutile”.

Intervista – Tap e Ilva, eccesso di parole e scarsità di fatti – Primarie / rassegna stampa

Oggi in Rassegna Stampa:

– #Intervista su “Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera”: auspico la tempesta perfetta con la mia vittoria, che è una delle pochissime possibilità che abbiamo per vincere le elezioni regionali, tenuto conto degli errori commessi da Emiliano. Lui sarebbe l’unico candidato per far vincere Fitto. Ecco il link per leggere tutta l’intervista in dettaglio: http://bit.ly/35AyBdK

– #Tap e #Ilva: mi candido per mettere fine alla stagione degli eccessi di parole e della scarsità di fatti. Su Tap l’unica cosa certa sinora è che si tratta di un tubo di un diametro inferiore a un metro, che serve per le necessità energetiche e quindi pure per la decarbonizzazione, e che a causa dell’ammuina fatta abbiamo perso tutta la forza contrattuale per ottenere milionari ristori. Su Ilva, ci ritroviamo, purtroppo con ritardo clamoroso generato da populismo pure volubile (ogni giorno un’idea diversa), esattamente dove sono riusciti a portarci i governi Renzi e Gentiloni con mille traversie. Cioè, a una fabbrica che dovrebbe funzionare nel rispetto del Piano ambientale, garantendo salute e ambiente.

– #Primarie: abbiamo perso di autorevolezza, la capacità di farci coinvolgere dai problemi delle persone. Noi non abbiamo nomenclature e potere costituito perché abbiamo semplicemente candidato un programma di soluzioni.

Ora intervenga Zingaretti altrimenti la Puglia finisce a Fitto / intervista di oggi su Corriere del Mezzogiorno Puglia

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di giovedì 9 gennaio 2020, pagina 2

Intervista a Fabiano Amati: «Battere Fitto? Solo io potrei farcela» – «Ora intervenga Zingaretti altrimenti la Puglia finisce a Fitto»

di Cozzi Michele

BARI Fabiano Amati, consigliere regionale Pd, candidato alle primarie del centrosinistra, il clima è incandescente. C’è il rischio di una tempesta perfetta?

«Auspico la tempesta perfetta con la mia vittoria che è una delle pochissime possibilità che abbiamo per vincere le elezioni regionali, tenuto conto degli errori commessi da Emiliano. Lui sarebbe l’unico candidato per far vincere Fitto».

Ci sono partiti e associazioni che non partecipano alle primarie. Non è uno strappo?

«C’è di più. Dicono che se vince Emiliano non lo sosterranno alle Regionali. Per questo invito tutti a partecipare al voto di domenica, in modo che non ci sia questo esito e si possa mettere su una coalizione larga. Perdiamo le votazioni, se i nostri unici alleati sono Di Cagno Abbrescia (all’Agp), e Cassano (messo all’Arpa,. Per questo il segretario del pd, Zingaretti, dovrebbe intervenire invece di trincerarsi dietro un inspiegabile silenzio».

Perché ha deciso di candidarsi?

«Sulle liste di attesa ho fatto una proposta che è stata sabotata. Sulla xylella ho sostenuto la linea dura e abbiamo messo sotto processo gli scienziati. Approfitto per ricordare con devozione il professor Martelli deceduto oggi (ieri, ndr). Uomo di grande saggezza vituperato ingiustamente, lui e i suoi allievi. Sui rifiuti abbiamo ripetuto che il ciclo si chiude con gli impianti, altrimenti le conseguenze sono le discariche e la monnezza per strada. Si è risposto con il nulla».

Amati governatore da dove incomincerebbe?

«Liste d’attesa, sospensione dell’attività libero-professionale in caso di disallineamento, proposta che non mi hanno approvato. Sulla xylella lotta dura, con espianti, trattamenti per evitare l’espansione del contagio, rigenerazione paesaggista e produttiva del Salento. Sui rifiuti: impianti pubblici di compostaggio e di trattamento».

Cos’altro?

«Realizzazione dei cinque nuovi ospedali, non solo quello di Monopoli-Fasano di cui mi sono occupato e che è in corso. Accelerazione della spesa comunitaria, con l’istituzione di un unico soggetto di gestione: l’avevo proposto nel 2016, è stato bocciato».

Calenda, che si è espresso per la sua candidatura, definisce Emiliano il peggiore governatore d’Italia. Condivide?

«Per me è un onore la stima di Calenda che è stato un ottimo ministro e ha fatto tanto per l’Italia. Poi ricordo che Emiliano ha detto cose negative su Calenda, Renzi, Gentiloni: non credo che il governatore potesse aspettarsi fiori. Emiliano ha la cattiva abitudine di pugnalare il cuore delle persone e poi pretende che il cuore delle persone non debba sanguinare».

La criminalità in Capitanata. Che fare?

«Sulla Capitanata, è lo Stato nella sua interezza che deve alzare la propria presenza. E la Regione, come pezzo dello Stato, deve fare la sua parte».

Questione Ilva. C’è stata una schiarita per l’altoforno 2. Si va verso una mascherata nazionalizzazione?

«Mi sembra il gioco dell’oca. Torniamo sempre sullo stesso punto. Se ci fossero stati meno proclami e parole altisonanti, la questione sarebbe stata risolta prima. Siamo dinanzi ad una azienda che deve restare in attività, e non ho cambiato opinione a secondo delle circostanze. Occorre mettere mano al piano ambientale facendo in modo che la fabbrica non inquini, con un ruolo più collaborativo della Regione. Perché se discutiamo di revisione Aia e poi due soggetti controllati dalla Regione, Arpa e Asl, non mandano le carte al ministero, sin dal 25 ottobre, che Regione è? E una Regione che omette. Mi pare che la soluzione sia quella indicata dai governi Renzi, Gentiloni, Conte le Conte 2, con le brevi parentesi di populismo che spero siano alle spalle».

Sul gasdotto Tap, Emiliano torna all’attacco. Che pensa?

«L’unica cosa certa è che si tratta di un tubo di un diametro inferiore al metro che serve per le necessità energetiche e quindi pure per la decarbonizzazione. A causa dell’ammuina abbiamo perso la forza contrattuale per ottenere ristori milionari. Resto poi stupito che si possa dire che la citazione a giudizio penale sancisca la illegittimità dell’opera».

Crede di vincere?

«Credo nella misura in cui in tanti nel 2005 credevano nella vittoria di Vendola. Non si conosce mai la propria statura se non ci si alza. Alziamoci e andiamo a votare».

Articolo in PDF:

Corriere INTERVISTA

 

Ilva e Tap, Amati: “L’ammuina su Tap ci ha fatto perdere i ristori e su Ilva siamo nello stesso punto deciso da Gentiloni”

“Mi candido per mettere fine alla stagione degli eccessi di parole e della scarsità di fatti, a cui anche oggi Emiliano ha fornito materiale con la conferenza stampa su Tap e Ilva”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle elezioni Primarie del 12 gennaio 2020.

“Con il buon senso alla mano possiamo dire che su Tap l’unica cosa certa sinora è che si tratta di un tubo di un diametro inferiore a un metro, che serve per le necessità energetiche e quindi pure per la decarbonizzazione, e che a causa dell’ammuina fatta abbiamo perso tutta la forza contrattuale per ottenere milionari ristori. Resto poi stupito – aggiunge – che si possa dire, e dovrò evidentemente ripassare i manuali di diritto, che la citazione a giudizio penale sancisca la illegittimità dell’opera”.

Su Ilva. Ci ritroviamo, purtroppo con ritardo clamoroso generato da populismo pure volubile (ogni giorno un’idea diversa), esattamente dove sono riusciti a portarci i governi Renzi e Gentiloni con mille traversie. Cioè, a una fabbrica che dovrebbe funzionare nel rispetto del Piano ambientale, garantendo salute e ambiente. Dall’aggiudicazione ad Arcelor Mittal, accordata con un decreto del Presidente Gentiloni, ad oggi, non è cambiato proprio nulla nei contratti e nei piani industriali, se non iniziative politiche per far scappare l’impresa aggiudicataria (governo Conte ed eliminazione della protezione legale) e varie decisioni giudiziarie di sospensione e proroga dell’attività di Afo2. Continuare ad attaccare, dunque, i governi e i gruppi parlamentari del PD – conclude infine –, e in particolare il governo Gentiloni che aggiudicò la gara ad AM, non mi pare una cosa che Zingaretti possa approvare”.

Primarie, Amati: “Ringrazio Calenda per il sostegno e chiedo a Zingaretti di occuparsi subito delle questioni sollevate da Italia Viva e Azione”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del prossimo 12 gennaio per la scelta del Candidato Presidente alle prossime elezioni regionali.

Ringrazio Carlo Calenda per le belle parole nei miei confronti e soprattutto per il sostegno di Azione in questa battaglia difficilissima. La stiamo conducendo contro gli annessi e connessi di cinque anni di governo, al solo scopo di far vincere idee e soluzioni diverse e così risollevare la Puglia da decine di errori sugli argomenti più importanti.

Non è una novità, tuttavia, che Azione e Calenda non sosterrebbero mai Emiliano qualora non dovessi vincere le Primarie. È stato sempre detto con la solita chiarezza e senza giri di parole. A ciò si aggiunga che anche Italia Viva sostiene più o meno le stesse cose, Teresa Bellanova lo ripete ogni giorno e con altrettanta chiarezza, per cui mi sembra che l’unica cosa inspiegabile a questo punto sia il silenzio di Zingaretti, il segretario del mio partito”.

“Inspiegabile – prosegue Amati – perché a prescindere dall’esito delle Primarie questo clima non si concilia con la vittoria finale, facendola diventare più difficile di quanto già non sia; l’aria è infatti amara, sia in generale che per gli errori di Emiliano, e la Puglia non è un comune qualsiasi in cui è in corso una lite nel condominio politico. In gioco ci sono soluzioni su problemi molto controversi che riguardano l’intero Paese, e perciò il PD nazionale deve parlare immediatamente e prima che sia troppo tardi”.

Carlo Calenda: in Puglia sto con Amati, persona seria e con una grande esperienza tecnica e della macchina amministrativa / oggi su Gazzetta del Mezzogiorno

Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 8 gennaio 2020, pagina 4

Intervista a Carlo Calenda – Calenda: in Puglia sto con Amati – Calenda schiera Azione «In Puglia con Amati»

di Calpista Roberto

Carlo Calenda, domenica in Puglia ci saranno le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. «Azione», il movimento che ha fondato dopo essere uscito dal Pd, parteciperà? E con quale indicazione di voto?

Ci saremo e sosterremo Fabiano Amati. È una persona seria e con una grande esperienza tecnica e della macchina amministrativa. È la persona giusta per chiudere con l’era Emiliano e liberare la Regione dalla grande ipoteca populista dell’attuale governatore.

Con Emiliano non corre buon sangue fin da tempi in cui lei era ministro dello Sviluppo economico. Perché?

Emiliano è stato il peggior presidente di Regione con cui da ministro ho avuto a che fare. Spregiudicato ai massimi livelli, cercava e cerca solo visibilità personale. Oggettivamente la Puglia non merita di essere rappresentata da lui che, a mio parere, è dannoso anche a livello nazionale per tutti i progressisti e riformisti.

Zingaretti non la pensa come lei…

Sono certo che non lo farà mai, ma Zingaretti da segretario dem dovrebbe dare indicazione chiare contro Michele Emiliano. Tutto il Pd, di cui tra l’altro Emiliano non fa più parte, dovrebbe quanto meno far finta di non appoggiarlo. Basta ricordare le cose tremende dette dal presidente pugliese non solo contro il governo Renzi, ma anche contro quello guidato da Gentiloni.

A proposito di Matteo Renzi, i rapporti tra voi due come sono?

Quelli personali sono a zero. Quelli politici ormai di contrapposizione, dopo che Italia viva non solo ha supportato la nascita di questo governo ma si è piegato ai diktat dei 5 Stelle per esempio votando contro lo scudo penale a proposito dell’ex liva.

Quindi «Azione» è alternativa a Italia Viva?

«Azione» è per chi pensa che l’Italia non possa essere divisa tra Salvini e la Meloni da una parte e Grillo e Casaleggio dall’altra. Un partito «Iiberal-progressista», nato in opposizione ai riformisti che si sono rammolliti e che si aggregano ai populisti e ai sovranisti. Costruendo un grande fronte repubblicano e rinnovando le persone, noi possiamo respingere sovranisti e populisti ai margini.

Con le elezioni? E vero che piuttosto che sopportare questo governo giallorosso, preferirebbe tornare al voto?

La nostra distanza dal governo nazionale è totale. Del resto con un governo nato senza nessuna comunanza di valori e intenti, che aveva l’unico obiettivo di non andare alle elezioni, era facile prevedere che sarebbe stato sconfitto dal governare, che è una cosa complicatissima. Pensi al «mio» ex ministero, oramai a pezzi, non gestito più da staff di professionisti ma da gente messali da Di Maio perché erano amici suoi, una cosa da lottizzazione, neanche da prima Repubblica. Però questi a casa non ci vogliono andare, guardi cosa stanno combinando sulla prescrizione e i decreti sicurezza. Per il Pd erano il male assoluto, ma la prima è passata, i secondi restano ben saldi.

Eppure proprio lei aveva detto che i decreti sicurezza non erano tutti da buttare…

L’ho detto e lo confermo. Ci sono componenti perfino di buon senso, mentre altre vanno immediatamente ritirate. Ma io non sto nell’attuale maggioranza, dove invece siedono i dem e i «sinistri» di Leu. Erano loro, non io, a denunciare l’attacco alla democrazia di questi decreti. Per non parlare della prescrizione: è una cosa mostruosa quella voluta dai 5Stelle e «avallata» dal Pd.

Speranza, il ministro della Salute, ha chiesto di ripristinare l’articolo 18 e togliere il Jobs act: due cavalli di battaglia dei governi in cui lei è stato ministro. Che gli risponde?

Senza l’articolo 18 i licenziamenti si sono ridotti della metà; con il jobs act c’è stato un record di occupati. Speranza lasci perdere l’ideologia e si occupi dei problemi reali degli italiani.

E Conte? II presidente del Consiglio potrà diventare il leader di un nuovo centrosinistra?

Conte è leader e campione di trasformismo. Uno che ha governato prima con la Lega e poi con il Pd e che, con Zingaretti, Renzi e Leu mantiene tutti i provvedimenti adottati con Salvini, è l’esempio del trasformismo italiano. Ma è un uomo fragile, incapace di dire una parola sulla crisi tra gli Usa e l’Iran. Con Conte l’Italia ha perso ogni valore non solo a livello mondiale, ma anche europeo, dove da mesi Germania e Francia preferiscono confrontarsi con la Spagna piuttosto che con Roma.

Intervista in PDF:

Intervista Calenda_Sostegno per Amati

 

 

Questa sera Amati ospite di “Perché – L’approfondimento oltre la notizia” di Canale 7

Questa sera, alle ore 20.00, il Consigliere regionale Fabiano Amati sarà ospite dell’approfondimento “Perché – L’approfondimento oltre la notizia” di Canale 7, canale 74 del digitale terrestre. 

Si parlerà delle soluzioni a problemi della Puglia come liste d’attesa, #Xylella, rifiuti, #Ilva, Piano casa e tanto altro, in vista delle #Primarie di domenica 12 gennaio. Sarà possibile seguire la replica anche alle ore 21.00 e alle ore 23.45.

 

 

A Lecce, incontro con il candidato alle Primarie Fabiano Amati. Interviene il Consigliere Sergio Blasi

Domani, mercoledì 8 gennaio, alle ore 18.00 al Grand Hotel Tiziano di Lecce (in Via Porta d’Europa) il Consigliere regionale Fabiano Amati presenterà il suo programma in vista delle Primarie di domenica 12 gennaio 2020 per la scelta del candidato Presidente della Regione Puglia. Sarà presente il Consigliere regionale Sergio Blasi, tra i fondatori dell’Associazione di cultura, politica e mobilitazione C-Entra il futuro.

Amati racconterà il suo progetto di governo e le proposte di soluzione a problemi come Xylella, liste d’attesa, edilizia pubblica, ecc. L’incontro è libero e aperto alla cittadinanza.