





“Credo che alla prossima riunione di maggioranza sarà indispensabile parlare con chiarezza, e senza nascondersi, del progetto AQP di costituire una società con i privati per la ricerca perdite e risanamento reti. La Giunta ha dato la sua approvazione, ma io resto contrario per i motivi che ho ampiamente esposto. A questo punto è opportuno capire quale programma si intende presentare agli elettori”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento al Piano industriale AQP approvato dalla Giunta regionale il 30.12.2019.
“Costituire una società mista pubblico-privato – puntualizza Amati – comporta notevoli problemi tecnici e politici. Nei mesi scorsi li ho dettagliatamente esposti, senza ricevere alcuna risposta. Speriamo che nella prossima settimana si chiarisca definitivamente la questione, perché sulle modalità di gestione della risorsa idrica in Puglia non si possono ammettere ambiguità”.
Consigliere regionale del Pd, Fabiano Amati non ha seguito nella scissione il suo ex leader di riferimento, Matteo Renzi, ma è da tempo, insieme ai colleghi di C-Entra il Futuro, l’anima critica del governo Emiliano nell’ambito della coalizione di centrosinistra. Si è candidato alle primarie contro il presidente uscente, arrivando secondo.
Amati, il presidente Emiliano dichiara di accogliere a braccia aperte, contro il pericolo leghista, gli amici di Matteo Renzi e Carlo Calenda che hanno annunciato una candidatura alternativa alla sua alle prossime regionali. Timore di perdere?
«Ripeto da mesi che occorre costruire un’alleanza larga».
Per ricomporre la frattura con Renzi e Calenda, sono, quindi, sufficienti le braccia aperte del presidente uscente?
«No, quello è solo politicismo. Poi, se uno per mesi ha offeso con parole simili a pugnalate al cuore, avendo pure torto, sia Renzi che Calenda, non ci si può limitare a dire che i barbari sono alle porte, alias Matteo Salvini. Peraltro, è un argomento offensivo nei riguardi di tante persone che, purtroppo, hanno deciso di votare Salvini e che con questo atteggiamento, vengono spinti tra le braccia leghiste ancora più rapidamente. Forse bisognerebbe usare argomentazioni più realistiche e cioè che Salvini ha un progetto nordista contro il sud, che in materia di autonomia – alla quale da queste parti abbiamo dato pure retta – qualche mese fa voleva toglierci 682 milioni all’anno sul fondo sanitario. In ogni caso, non basta dire tutti uniti contro il progetto nordista. D’altronde, al governo abbiamo un ministro – pugliese, di casa nostra, brava, che è Teresa Bellanova – che sostiene esattamente le stesse cose che dicono Renzi e Calenda».
Dunque?
«In questo momento, la cosa migliore da fare per Emiliano sarebbe chiedere scusa. Scuse che andrebbero date non alla fine di un negoziato politicista, cioè le tue scuse contro il mio sostegno elettorale, ma come atto spontaneo. Ne guadagneremmo soprattutto in verità con la conseguente conquista dell’unità».
Perché Emiliano dovrebbe chiedere scusa?
«Perché i governi Pd, Renzi e Gentiloni, assieme ai parlamentari Pd, ma non solo, avevano ragione su Ilva, xylella e Tap».
Emiliano sostiene di aver avuto ragione lui.
«Vediamo i fatti. L’attuale piano ambientale e industriale di Ilya non è altro che quello Gentiloni-Calenda che prevede già la decarbonizzazione, superate le sei milioni di tonnellate come dettato dall’Aia. L’attuale governo Conte dice la stessa cosa. Emiliano sostiene la decarbonizzazione, che al momento non può che essere parziale, cioè il piano Gentiloni-Calenda. Sulla xylella, vorrei solo ricordare che il batterio che fa strage degli ulivi oggi è alle porte di Monopoli e si dirige pericolosamente verso Taranto. E dopo tante battaglie, Tap c’è e va avanti e noi abbiamo anche ridotto il potenziale negoziale per avere le royalty o le compensazioni ambientali».
Xylella, ma anche Psr.
«Registriamo un clamoroso il ritardo. Nel 2016 avevo presentato una proposta di legge per la creazione di un organismo unico di valutazione della spesa dei fondi europei. La giunta Emiliano ha espresso parere negativo. In Emilia Romagna, per esempio, dove ce l’hanno, hanno fatto molto meglio di noi».
Anche sulla sanità Emiliano rivendica ottimi risultati.
«La sanità pugliese ha luci che vengono offuscate in maniera clamorosa da un’unica ombra: i tempi di attesa tropPo lunghi, al punto che questi riescono a spazzare via le cose buone che ci sono anche grazie alle competenze degli operatori sanitari e degli amministratori».
Ritiene che Michele Emiliano sia pienamente legittimato dalle primarie scorse?
«Noi stiamo dove siamo sempre stati. Poiché ho la responsabilità di un gruppo politico di amici che mi hanno sostenuto, a cominciare dai colleghi consiglieri regionali, mi sono impegnato con loro a condividere ogni dichiarazione. Non abbiamo bisogno di declinare continuamente le nostre generalità».
Qui l’intervista in formato PDF:


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#Sanità: proporrò l’abrogazione della norma obbrobrio che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari. Una norma che ammazzerebbe la sanità pubblica. E sino ad allora chiedo alla Giunta regionale di non procedere al riordino dell’istituto dell’esclusività, che era l’intento originario, poi snaturato, della proposta.
Il mantenimento in vigore di questa norma metterebbe la parola fine su tutti gli sforzi compiuti per migliorare la sanità pubblica e per ridurre le liste d’attesa.





“Alla prima occasione utile proporrò l’abrogazione della norma obbrobrio che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari. Una norma che ammazzerebbe la sanità pubblica. E sino ad allora chiedo alla Giunta regionale di non procedere al riordino dell’istituto dell’esclusività, che era l’intento originario – poi snaturato – della proposta”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio, con riferimento all’art. 44 della legge regionale 52 del 30 novembre 2019.
“Con la legge di assestamento di bilancio del novembre scorso – prosegue Amati – il Consiglio regionale ha dato mandato alla Giunta regionale di riordinare il rapporto di lavoro esclusivo dei dirigenti medici, garantendo però, attraverso l’accoglimento di un sub emendamento, la possibilità per i primari di svolgere indiscriminatamente l’attività extramoenia, cioè fuori dalle strutture pubbliche che dirigono. Praticamente, un terribile ritorno alla normativa del 1999, abrogata dalla riforma Bindi”.
“Il mantenimento in vigore di questa norma – conclude – metterebbe la parola fine su tutti gli sforzi compiuti per migliorare la sanità pubblica e per ridurre le liste d’attesa, perché a quel punto tutto si svolgerebbe nelle strutture private e a pagamento”.
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PRIMARIE – C’è bisogno di fare negli ultimi mesi di legislatura cose così utili da sembrare pazzesche, e soprattutto allargare la coalizione a chi sinora non c’è stato, perché quella presentatasi alle elezioni Primarie è molto ridotta e non garantisce per nulla sulla possibilità di competere.





“Ho denunciato alla Polizia di Stato l’affissione a Bari di manifesti murali con cui mi si accusa di contiguità con non meglio specificate ‘lobby’ industriali e multinazionali dei veleni. Non mi farò ovviamente intimidire; la mia posizione rimane sempre in favore della prova scientifica e dell’ambientalismo tecnologico”.
Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati.
“I manifesti murali sono stati affissi in numerosi punti della città, con la firma di un gruppo impegnato nel sostenere posizioni anti-Scienza. Il manifesto riproduce la mia foto con richiami grafici alla recente campagna pubblicitaria ‘ENI + 1’ e il seguente testo: ‘Eni + Fabiano è peggio di Eni. Liberiamo la politica dai galoppini delle lobbies. Fuori le multinazionali dei veleni dalla ricerca. Liberiamoci dall’inquinamento. Per una riconversione ecologica dell’economia, sotto controllo operaio e popolare’. Purtroppo – prosegue Amati –, viviamo tempi in cui si prova a trasformare l’ecologia in ideologia, con toni esaltati ed esasperati, per il raggiungimento di finalità di lotta politica e di potere”.
“E tutto questo – servendosi di un linguaggio allusivo e diffamatorio, cioè provando a fare ‘bottega col pubblico spavento’ – crea un formidabile paradosso: contestare le attività di tutela ambientale con rimedi tecnologici e metodi suggeriti dalla Scienza, per lasciare spazio a distruzione, inquinamento e rischi di contagio. Un’ideologia, insomma, che si rifiuta di ammettere che l’economia circolare è un imponente sistema industriale, che la transizione verde è un giusto e costosissimo processo di sostituzione delle risorse e che nessun uomo è disponibile a rinunciare alle libertà conquistate attraverso il progresso. E su questo – conclude – sarebbe bello se la lingua di tutta la classe dirigente fosse più sciolta e sempre meno di legno”.
“Nei prossimi giorni ascolterò tutti i protagonisti della mia campagna elettorale, a cominciare dai colleghi Consiglieri regionali, per valutare e decidere assieme. Per me la condivisione è un valore.
Posso nel frattempo dire che il dato dell’affluenza suggerisce di fare al più presto qualcosa, altrimenti le elezioni di primavera potrebbero rivelarsi un disastro.
Come è evidente – prosegue Amati – non è scattato il voto d’opinione, cioè quello che riempie i gazebo e misura l’entusiasmo, forse perché c’è una cattiva opinione su numerose questioni non trattate in questi anni di governo, su cui abbiamo posto più volte la nostra attenzione.
Penso che Emiliano abbia vinto le Primarie aiutato dal fatto che non c’era un’unica candidatura alternativa, e purtroppo più di una volta avevamo provato a convincere tutti su questa necessità, e per via della decisione di non partecipare – sia pur comprensibile – espressa da alcuni importanti partiti, movimenti politici e cittadini.
Ciò significa che nonostante il Presidente Emiliano abbia avuto dalla sua il prestigio e la popolarità derivanti dalla carica, che pure hanno avuto rilievo, sarebbe stato possibile vincere le Primarie se solo ci fosse stata un’unica candidatura alternativa e l’impegno convinto di tutti.
Così non è andata ed è inutile attardarsi, perché il futuro consiste nel guardare avanti. Cosa c’è avanti? Sul presupposto che in base all’affluenza si possa ribadire che l’aria politica non è a noi favorevole, c’è bisogno di fare negli ultimi mesi di legislatura cose così utili da sembrare pazzesche, e soprattutto allargare la coalizione a chi sinora non c’è stato, perché – conclude infine – quella presentatasi alle elezioni Primarie è molto ridotta e non garantisce per nulla sulla possibilità di competere”.
“Lo so che la nomenklatura del Pd gioca a favore di Michele Emiliano e so che bisogna stare attenti perché anche l’arbitro sta dalla sua parte. So anche che aver esercitato il potere per cinque anni ti dà un vantaggio in più. Ma non potevo tacere. Anche perché le cose facili le sanno fare tutti, ma sono quelle difficili che cambiano il mondo”.
Fabiano Amati, consigliere regionale del Pd, è in campo per le primarie pugliesi che si terranno domenica 12 gennaio per scegliere il candidato governatore della Puglia.
“Assieme a un gruppetto di altri consiglieri regionali abbiamo proposto per cinque anni soluzioni alternative ai problemi più importanti, ma nella maggior parte dei casi abbiamo subito solo sabotaggi e i problemi sono rimasti in piedi”.
Quali? “La Xyella: problema notevole, che non si risolve inseguendo creduloni e sciamani oppure le opinioni di attori e cantanti al posto di fitopatologi e agronomi. E quante pene hanno passato il Prof. Giovanni Martelli, appena deceduto, e i suoi allievi, Messi addirittura sotto processo. Il risultato è che oggi la Xylella ha raggiunto la provincia di Bari. Il tutto per ‘merito’ dell’assoluta indecisione dell’amministrazione regionale nell’attuare gli interventi delle stesse istituzioni scientifiche della Regione, a partire dall’Osservatorio Fitosanitario Regionale. Abbiamo sempre chiesto di ascoltare la scienza, preferendo gli scienziati agli sciamani. Ma così non è stato fatto”.
Poi, dice Amati al Foglio, “c’è la questione dei rifiuti. In Puglia non abbiamo impianti e l’alternativa sono la monnezza per strada oppure i camion che vanno in giro per l’Europa per trovare impianti di trattamento. Un Comune si era proposto di ospitare un impianto di compostaggio, Emiliano aveva accolto con favore l’impegno, poi per un assessore della sua giunta si è messo contro quel Comune e il governatore ha dato ragione al suo assessore. Emiliano è tornato sui suoi passi spiegando che purtroppo è in campagna elettorale e che bisogna assecondare l’opinione di quell’assessore. Il risultato è che non abbiamo impianti per trattare i rifiuti”.
Altro problema, le liste d’attesa. “Abbiamo proposto una norma per la sospensione automatica delle attività a pagamento qualora i tempi d’attesa tra intramoenia e attività pubblica fossero notevolmente diversi (un anno e mezzo per il pubblico contro qualche giorno per l’attività a pagamento). Quella proposta di legge è stata sabotata per contrarietà di un gruppetto di medici. Siccome i medici votano, ci è stato detto, non bisogna contrariarli. Il risultato è che le persone rimangono in fila al Cup con il carico di ansie e dolori “.
E che dire del caso ex Ilva. “Emiliano ha tenuto tutte le parti in commedia: fabbrica chiusa, fabbrica aperta. Oggi dice che il governo ha finalmente ascoltato la sua opinione. Ma qual è la sua opinione? Dov’è la sua ragione? In un confronto televisivo gliel’ho chiesto. Lui ha detto che il governo si è impegnato a decarbonizzare la fabbrica. Ma questo è l’impegno politico di quasi tutti i governi del mondo da diversi anni. E proprio per assecondare il processo di decarbonizzazione e transizione energetica vengono favorite le infrastrutture tipo il Tap. Lui invece no, ha provato a ostacolare la costruzione del gasdotto”.
Amati ne ha anche per il Pd: “In privato se parli con qualche esponente nazionale, ti dice che Emiliano non va bene. Anche perché in diverse circostanze ha attaccato duramente e con parole ingiuste e infondate i governi Renzi e Gentiloni, così come i gruppi parlamentari. Prendiamo sempre il caso Ilva. E’ stato il governo Gentiloni ad aggiudicare la gestione dell’ex Ilva ad ArcelorMittal, quindi quando Emiliano critica quella decisione di fatto sta attaccando Paolo Gentiloni. Nessuno nel Pd sembra tenere conto di un fatto, e cioè che forze come Italia Viva e Azione, così come movimenti politici più regionali, non sosterranno Emiliano. E l’aria in Puglia è amara per il centrosinistra. Il Pd dovrebbe intervenire: una forza politica come la nostra non può avallare il situazionismo di Emiliano, cioè quel meccanismo che non si fonda sulla coppia problema – soluzione, cioè sugli enigmi della vita di ogni giorno. Lui parte dal problema e lo snocciola mettendo assieme tutti gli argomenti possibili e immaginabili, magari senza connessione tra loro, per giungere non alla soluzione ma a ottenere ragione, quella cioè che lui si è dato in partenza. Lui fabbrica la sua ragione con il metodo che alcune procure usano per fabbricare reati, l’inquisitio generalis. Come nel delizioso racconto La Panne di Friedrich Dürrenmatt. I vecchi giuristi dicono che a furia di insistere prima o poi un reato si trova, Emiliano pensa che a furia di mettere assieme fiumi di parole alla fine ce ne sarà una tra le tante che si potrà isolare per potergli far dire di aver avuto ragione”.
Qui l’intervista in PDF:

Appello Amati: “Italia viva, La giusta causa e La Puglia in più partecipino alle Primarie. Evitiamo di agevolare Emiliano o di rimpiangere il cambiamento”
“Mi appello a Italia viva, La Giusta causa e La Puglia in più: partecipate alle Primarie. Il vostro contributo è decisivo. Potete spalancare la strada del cambiamento che serve alla Puglia”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle elezioni Primarie del 12 gennaio 2020.
“Nella vita, e quindi pure in politica, prosegue Amati, solo chi osa e ha buone idee può cambiare le cose. Ho un programma di soluzioni e idee largamente compatibili con le vostre, il che rende fattibile una condivisione della mia candidatura. Capisco e condivido perfettamente le vostre ragioni, ed è preoccupante sentire in queste ore sia il Presidente Emiliano che i suoi sostenitori addirittura sollevati dalle defezioni dall’appuntamento di domenica prossima. Per questo vi invito a partecipare: non vorrei che lunedì ci ritrovassimo Emiliano candidato e legittimato proprio grazie alla mancata partecipazione di tutti alle Primarie. Cioè il solito problema della conseguenze non intenzionali di un gesto intenzionale”.